RECENSIONE #300 – IL CASALE DEI SOGNI PERDUTI DI LISETTA RENZI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione fresca fresca di lettura. Visto che settimana prossima ci sarà una presentazione di questo libro e del libro di Silvia Casini, Il gusto speziato dell’amore a cui farò da moderatrice, ho letto anche questo volume e devo dire che è stata una piccola sorpresa per me. Ringrazio la casa editrice Leggereditore per avermi permesso la lettura e vi invito a leggere la recensione per scoprire questo libro. A voi: 

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Titolo: Il casale dei sogni perduti
Autore: Lisetta Renzi
Genere: Narrativa
Editore: Leggereditore
Prezzo: € 16,00 (€ 4,99 ebook)
Pagine: 304
Uscita: 18 Aprile 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2XfN5ML
TramaLe case ci trasmettono emozioni e rappresentano il carattere di chi le abita: a insegnarlo a Isabel, inglese di padre italiano, è stata Ada, l’amata prozia presso il cui casale in Toscana ha trascorso le estati della sua infanzia: lei le ha insegnato l’amore per l’estetica e l’architettura. A trent’anni, però, Isabel conduce una vita molto diversa da quella che aveva sognato da bambina: lavora come controller in una prestigiosa banca londinese, ha una relazione con un manager di successo e vive in un lussuoso loft, razionale e ordinato come la sua stessa esistenza. Quando però la prozia muore lasciandole in eredità l’antico casale di famiglia, Isabel è costretta a fare i conti con un passato doloroso che ha condizionato le sue scelte… Tutto nella vecchia dimora di infanzia, ogni stanza, ogni oggetto, ogni profumo, la rimette in contatto con la parte più autentica di sé, inducendola a ricercare i suoi vecchi sogni e la vera felicità che ormai credeva per sempre perduti…

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio nel 1925, in Val D’Orcia, in Toscana. Una donna di nome Maria è lì, a riflettere sul suo futuro visto che è in dolce attesa dell’uomo che invece non la può sposare, il conte di Torrelupo.

Isabel oggi è una donna in carriera, che vive a Londra. L’unico peccato è quello di aver trovato il compagno con una collega in un periodo in cui il loro rapporto era in crisi. E, in quel periodo, riceve una chiamata dalla Toscana. La sua  prozia Ada è morta e lei è chiamata per ricevere l’eredità della donna. Quello che non sa è che la prozia ha lasciato a metà il casale ad Isabel e a Neri, una vecchia fiamma con cui si conoscono da quando erano bambini. Neri è il conte del paese, il classico bello e arrogante ed Isabel non ha tempo da perdere con uno come lui.

Cosa succederà ora che si troveranno dopo tanto tempo una davanti all’altro? Riusciranno a mettersi d’accordo su ciò che riceveranno in eredità? Isabel riuscirà a ritrovare se stessa e tutto ciò che ha perso lungo questo viaggio intenso e ricco di emozioni?

«A Torrelupo» mormoro e mi si stringe il peto.«Dov’è?» «In Val d’Orcia. » Il volto di Kate si illumina.«Davvero? Mi hanno detto che è bellissima! A parte l’occasione triste t’invidio, sai? È da tempo che vorrei andarci. » «Io non ne ho nessuna voglia, ma sembra che debba essere assolutamente presente all’apertura del testamento.»

La trama è strutturata piuttosto bene e sono felice che non ci sono spoiler in agguato. Mette curiosità al punto giusto, senza alcun dubbio. Non posso che consigliarvi questa storia, di sicuro.

La copertina è davvero adorabile e credo si adatti molto a questo libro abbastanza bene. Si vede la campagna in lontananza, come fossimo affacciati dal casale di Torrelupi. E di certo è una boccata d’aria fresca che delicata, cerca di catturare l’occhio del lettore. Assieme al titolo crea un mix molto buono. Quest’ultimo, infatti, mi piace anche se mi sembra qualcosa di già sentito. 

Immagine correlataL’ambientazione si aggira principalmente a Torrelupo, nella campagna Toscana ma avremo qualche scorcio anche di Londra, da cui Isabel parte inizialmente. L’epoca è principalmente moderna e contemporanea, dei giorni nostri. Comunque non mancherà il riferimento al 1925, in cui si capisce il vero legame dei due personaggi principali.

 Con Neri inventammo un gioco, Le case come le persone, e quando conoscevamo qualcuno ci divertivamo a trovare un edifcio che gli assomigliasse.«E se fosse una casa?» ci chiedevamo. Bona per noi era il castello dei ghiacci, Ada una casa di marzapane, Deborah e Giada la casa di Barbie. Gli altri non capivano cosa intendessimo, era un nostro segreto. Eravamo sempre insieme. 

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e quelli che ci sono, in struttura e funzionalità sono ben costruiti. A partire dai personaggi principali fino a quelli che sono comunque molto secondari. Sicuramente c’è da soffermarsi sulla protagonista di questa storia e sul co-erede con cui si dovrà incontrare – scontrare.

Isabel è una donna in carriera che ha perso tutto il suo mondo. Da quando ha scoperto che Jack l’ha tradita con Fiona, una sua collega, tutto è crollato e ad aggiungersi è anche il dolore per la perdita della sua amata prozia Ada. Il viaggio in Toscana quindi, risulta provvidenziale per la giovane. Nonostante Isabel stessa si imponga di amare la città, il suo lavoro e che voglia mangiare solo cose salutare, dentro di sè si nasconde ancora quella bambina che è scappata da Torrelupo per colpa di Neri Falco, il conte del paese. E quando se lo ritrova davanti e deve condividere con lui l’eredità, per lei sarà come tornare indietro nel tempo, ai sentimenti e alla vita che credeva di aver perduto ma che era rimasta assopita dentro di lei. Una donna fragile che saprà riscattarsi.

Neri è un belloccio dall’aria arrogante. Essendo da generazione conte di Torrelupo sa di avere l’intero paese ai suoi piedi e sa di dover sposare una donna adeguata a lui, del suo stesso rango, non una sempliciotta di paese. Eppure ha sempre avuto un’attrazione per Isabel, sin da quando erano ragazzi. Nonostante la sua maschera è dura a cedere, sotto sotto Neri sta cambiando e cerca di apprezzare le cose semplici, di lavorare e di guadagnarsi ciò che vuole con le sue stesse mani e non solo per il nome che porta.

Ora non sono più la stessa. Ora sono un’altra persona, più forte. La vecchia Isabel che disegnava case, che si emozionava davanti ai paesaggi, che amava un uomo impossibile, non c’è più.

Il perno centrale di questa storia è proprio il casale di Torrelupo. Lasciato in eredità a metà sia ad Isabel che a Neri, riuscirà a portare alla luce vecchi ricordi, ad amalgamare il tutto creandone anche di nuovi.

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Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e molto molto scorrevole. Il libro non è particolarmente lungo e si legge comunque con molta fluidità, vi basteranno una manciata di ore.

Il libro è davvero molto semplice e sin da quando ho letto la trama mi ha ricordato il film Un’ottima annata, con Russell Crowe. Non so se avete visto mai questo film ma posso assicurarvi che a ricordarvelo non sarà soltanto la trama ma anche la storia stessa, il casale in campagna e il buon vino. Nonostante la storia si distacchi molto dal film, non ho potuto fare a meno di pensarci più di una volta e ne sono rimasta colpita. L’autrice non ha cercato in alcun modo di imitare il film in questione ma ha creato una storia semplice ma d’effetto che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina. Infatti posso solo dire di aver letto il libro tutto d’un fiato e di esserne rimasta piacevolmente colpita.

L’unica pecca, se così posso chiamarla, è il fatto che sicuramente non è una storia che spicca per originalità, comprendendo i classici cliché di storie come questa. Il tipo ricco, avvenente e pieno di prosopopea, la protagonista confusa e innamorata della sua vecchia fiamma, … Non ne sto facendo una colpa, anzi. Il libro mi ha colpito ed è stata davvero una lettura piacevole.

La cosa coinvolgente di questa storia è la stessa Torrelupo ed il casale ricco di ricordi. I paesaggi descritti dall’autrice ti fanno venir voglia di fare un bel viaggio in toscana e di trovare un bel casale in cui passare una piacevole vacanza. Sicuramente questo è uno dei punti forte di questa storia, come quello della figura della prozia Ada, che nonostante non sia presente all’interno di questa storia come personaggio attivo, si respira di lei in ogni pagina, attraverso i ricordi dei due ragazzi, attraverso il bel casale e la stessa Torrelupo.

Intanto ripenso all’incontro con Neri. Averlo rivisto ha definitivamente rovinato la giornata. Nel peto ho uno strano magone e, anche se cerco di ignorarlo, non riesco a mandarlo via. Alla lista di cose che detesto ne mancava una. Detesto la Toscana, la campagna, gli uccellini che cantano, il vino, le rotatorie, guidare a destra, gli automobilisti italiani. E detesto pure Neri Falco di Torrelupo.

Il libro è stata una piccola scoperta. Nonostante la storia, come vi ho già detto, non sia una scoperta grandiosa in fatto di originalità è stata una lettura piacevole e dolce, che sicuramente rifarei. Il potere di questo libro è di trasportarti in luoghi che semplici ma che finiscono per sembrare magici. Consiglio sicuramente la lettura.

Lisetta Renzi scrive una storia semplice, genuina e sicuramente dolce. La memoria e il passato affiorano in una sequenza che ci porta nel cuore della Toscana, in un casale ricco di ricordi che aspettano solo di essere ritrovati.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto 😀

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione (#290) – L’ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA DI ADAM SILVERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una delle uscite più attese degli ultimi periodi e sono felice di essere riuscita a leggere in anteprima questo volume. Ringrazio Il Castoro Editore per la lettura in anteprima e la mia cara e vecchia banana Sara di Bookspedia che mi ha invitato. Sono felice di presentarvelo, eccolo qui:

ultima-notteTitolo: L’ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LAJ2cO
Trama: Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

RECENSIONE

person holding gray skull illustrationLa storia ha inizio con una telefonata. Nessuno vorrebbe riceverla, soprattutto se arriva da Death-Cast, un servizio che annuncia che entro le prossime 24 ore si morirà. In una sera come tante altre questa telefonata raggiunge diverse persone ma ci sono due ragazzi che vorrebbero ancora vivere la loro vita, sognare, viaggiare e crearsi un futuro. Un futuro che non avranno mai. Quando Mateo riceve la sua telefonata è a casa e cerca di prendere tempo, spera sia uno scherzo ma non lo è. Quando Rufus riceve la sua telefonata sta picchiando a sangue l’attuale fidanzato della sua ex ragazza. Entrambi soli, entrambi con poche ore da vivere si incontreranno su un app, Last Friend e decideranno di essere l’uno l’ultimo amico dell’altro, nella giornata più bella della loro vita.

Cosa succederà ai due giovani ragazzi? Quali consapevolezze riusciranno a ricavarne? Riusciranno, a sentirsi vivi, nonostante stiano per morire? 

Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l’occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passiamo accanto a una gang in un quartiere malfamato. Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

La trama è incisiva e dritta al punto. Peccato che lasci già intendere l’inevitabile. Nonostante questo io me ne sono innamorata subito, ancora prima che venisse annunciato in Italia. Io l’avevo messo nella mia lista di libri da leggere quando era in inglese, potete figurarvi quando ho saputo che usciva in Italia. Sono abbastanza masochista nel scegliere libri di questo tipo, lo so, ma chi ama libri di questo genere so che può capirmi. 

La copertina è davvero meravigliosa e sono felice che abbiano deciso di lasciarla invariata rispetto all’originale. Come si può notare i due amici sono in giro per la città ma sotto, la loro ombra riflette la morte, ovvero colei che li segue e li accompagna durante il loro viaggio insieme, lungo le ultime ore che gli restano da vivere. Entrambi decidono di volerle vivere uno accanto all’altro. 

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Il titolo è stato leggermente modificato dall’originale ed è decisamente migliore della traduzione effettiva e letterale che ne sarebbe derivata. They both die at the end, che in italiano sta per Entrambi muoiono alla fine, era decisamente un tantino triste ed anche molto avvilente nei confronti di questa storia. Sono felice del risultato che ne è derivato dall’adattamento italiano perchè dice tutto lo stesso – come l’originale – essendo più elegante e descrivendo la storia per quello che effettivamente è.

L’ambientazione della storia è New York, solo in un’epoca molto più moderna ed evoluta della nostra, in cui c’è un servizio che sa quando stiamo per morire e come una persona può utilizzare tanti servizi e tante cose in riferimento al fatto che si sta per morire.

Non si deve fare beneficenza, aiutare gli anziani ad attraversare la strada o salvare cuccioli nella speranza di essere ripagati. Non troverò mai la cura per il cancro o la soluzione al problema della fame nel mondo, ma piccoli atti di gentilezza possono fare tanto. (…) «Credo che gli abbiamo svoltato la giornata semplicemente non facendo finta che fosse invisibile. Grazie per averlo guardato insieme a me». «Spero che abbiamo aiutato la persona giusta»

person holding Canon DSLR cameraI personaggi della storia sono davvero tanti ma io mi limiterò a parlarvi dei due punti di vista principali, i due veri protagonisti di questa storia di amicizia, di consapevolezza e di morte. Mateo e Rufus non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro.

Mateo veniva preso in giro quando era a scuola ed ha solo la sua migliore amica che con sua figlia gli regalano un po’ di sole nella sua vita poco illuminata. E’ un tipo a cui piace passare del tempo a seguire gli ultimi giorni degli altri su Death Cast e non avrebbe mai pensato che sarebbe stato nche lui protagonista di questa dolorosa ultima avventura. Suo padre è in coma ed è l’unica persona che gli è rimasta al mondo a parte la sua amica e non può fare altro che cercare un amico online per sentirsi meno solo nell’Ultima notte della loro vita.

Rufus è un ragazzo che ha visto morire la sorella e i suoi genitori in un giorno e negli ultimi tempi è cresciuto da affidatario e si è fatto degli amici, i Plutone, dei ragazzi che lo fanno sentire accettato e più a casa possibile. E’ un ragazzo sveglio e intelligente ma non ha paura di usare le mani quando servono, sopratutto se servono per dare una lezione a chi se lo merita. Rufus ha sofferto tanto quando anche Aimee l’ha lasciato e si è sentito ancora più vuoto di prima. Ed è proprio mentre si trova a scappare da tutti i demoni del passato che decide di provare una cosa nuova incontrando quello che sarà il suo ultimo migliore amico.

«Non vado da nessuna parte, conferma Mateo». Ha un sorriso gentile. «Cosa facciamo?» «Quello che vuoi». «Andiamo a vivere un momento speciale?» «Pensavo lo stessimo già facendo, ma perchè no».

Il perno centrale di questa storia è ciò che sta nel mezzo fra la vita e la morte. E’ il tempo che pensiamo di avere ma che non basta mai e che ci accorgiamo di aver sprecato nel momento in cui ci rendiamo conto di essere arrivati alla fine. E’ questo che accompagna i due protagonisti lungo questa storia, la consapevolezza di essere arrivati alla fine ma di avere – nonostante tutto – ancora un giorno per rimediare, un giorno da vivere come se fosse tutta la vita.

two men clapping each other on shoreLo stile utilizzato dall’autore è diretto e dritto al punto, semplice e scorrevole. La struttura narrativa dei personaggi si divide sia nei due protagonisti principali che in altri personaggi che vedremo per una pagina o due ma che costruiranno tutto ciò che circonderà il cuore principale della storia.

La storia funziona molto dal lato malinconico e della tristezza e lascia dei messaggi esaustivi e profondi su come soltanto nell’ultimo giorno ci si renda effettivamente conto di ciò che avevamo e di ciò che stiamo perdendo. Nonostante, comunque, sia stata scorrevole e fluida dal punto di vista della lettura e la storia sia stata toccante e lasci intendere quanto le persone non prendano sul serio la propria vita o non la vivano abbastanza a pieno, ci sono state delle cose che mi hanno lasciato in bilico e con una piccolissima parte di insoddisfazione. 

Pensavo che alla fine del libro avrei versato fiumi di lacrime – e lo so di per certo perchè con questo tipo di libri o comunque con una storia triste, difficilmente riesco a trattenermi – invece non è stato così. Non dico che sono rimasta delusa da questa cosa, ci mancherebbe, ma sono rimasta delusa proprio dalla mancanza di pathos nel finale che ti lascia l’amaro in bocca e ti fa stringere lo stomaco. 

L’inserimento di troppi personaggi che hanno incontrato i due protagonisti ma che sono decisamente superflui. Per qualcuno devo dire che potevano starci ed erano posizionati anche ad hoc ma alcuni lasciano dei dubbi esistenziali che fanno sorgere delle domande, come il tipo alla fine che si ricollega poi ad un altro personaggio secondario.

Ciò che nasce fra i due protagonisti non era davvero necessario. Secondo me si poteva tenere una profonda amicizia che li lega per via della morte. Ho trovato la cosa molto forzata e quindi ha smontato tutto ciò che per me era la parte importante della storia, in fin dei conti, ovvero quando i due protagonisti arrivano alle battute finali della storia. L’importante era vivere quell’ultimo giorno, uscirne vincitori (per quanto sia possibile considerarla tale), cambiati, diversi e un po’ meno soli.

In più c’era la possibilità che almeno un personaggio spiegasse come effettivamente fa Death Cast a sapere quando si muore. Ok che non nasce come un fantasy o una storia per cui quello sia effettivamente necessario ma forse anche questo ha contribuito nella mia insoddisfazione generale. Già il fatto di sapere quando si muore una cosa è effettivamente strana e praticamente impossibile, ma se avesse avuto una spiegazione anche misera probabilmente mi sarei accontentata. Invece sembra quasi che neanche l’autore sappia spiegarsi questa cosa o che lo ha ritenuto superfluo anche se è poi su questo servizio che nasce la storia e su cui si basa.

A parte questo ho trovato la storia davvero significativa a livello emotivo e di emozioni che trasmette. Il tema principale è importante e condivido il fatto di vivere una vita ricca di avventure che ci lasceranno soddisfatti di quello che abbiamo fatto, non solo cose che ci fanno andare avanti tanto per. E’ una storia che vi farà entrare nel cuore i due personaggi principali e che custodirete nel cuore per un bel po’ di tempo.

«Hai ragione. Hai proprio ragione. Stanno sparendo un sacco cose, tutto, tutti stanno morendo. Gli esseri umani fanno proprio schifo. Pensiamo di essere indistruttibili e immortali (…)». «Non agiamo mai», afferma Mateo, «reagiamo soltanto quando ci rendiamo conto che il tempo sta per scadere».

Il libro è sicuramente una lettura che vi lascerà tante emozioni coinvolgenti. Quella predominante è sicuramente la tristezza e la malinconia come la speranza costante che i due possano salvarsi, che Death Cast per loro possa essersi sbagliato. E voi, cosa fareste se vi dicessero che questo è il vostro ultimo giorno di vita?

Adam Silvera arriva al cuore del lettore dalla prima all’ultima pagina lasciando quell’alone di tristezza che stringe il cuore. Una lettura coinvolgente ed emozionante che vi porterà in giro per New York in un ultimo giorno che ci trascina in un avventura malinconica e dolcissima.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni mi raccomando! Eccole qui:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ve ne sembra e se lo leggerete!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #261 – IN UN CHIARO, GELIDO MATTINO DI GENNAIO ALL’INIZIO DEL VENTUNESIMO SECOLO DI ROLAND SHIMMELPFENNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi di nuovo con una recensione. Lo so che vi sto riempendo ultimamente ma ho tanti di quei libri da recuperare che penso sarà così per tanto. Sappiatelo. Spero che questa storia possa allietare la vostra giornate ed incuriosirvi fino a spingervi a leggere questo libro. Ringrazi la Fazi per avermi permesso la lettura di questo libro e ve ne parlo subito:

arton151348-c8a48Titolo: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo
Autore: Roland Schimmelpfennig
Categoria: Narrativa Straniera
Anno di pubblicazione: 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2If2TMC

TramaIn un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco. “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.

RECENSIONE

Wolf during WinterLa storia ha inizio nel bosco, in un gelido mattino di gennaio del ventunesimo secolo. Un lupo attraversa il fiume che separa la Germania dalla Polonia e avanza fino a mostrarsi a diverse persone lungo il suo cammino.

Delle persone sono ferme sull’autostrada per via di un grande incidente e tutti sono bloccati in macchina. Tomasz, sotto il cartello che costeggia all’autostrada vede il lupo e lo fotografa. Un ragazzo e una ragazza scappano assieme. Il padre alcolista cerca di ritrovare i due fuggiaschi. Una donna depressa torna e cerca di ricordare la sua gioventù e tanto altro. In tutto questo il lupo appare e scompare nei momenti più impensati e al momento giusto ma nessuno sembra riuscire a prenderlo.

Cosa succederà ai protagonisti? Che fine farà il lupo? Cosa succederà in questa importante fiaba moderna e assolutamente particolare?

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia. Il lupo veniva da est. Avanzò sulla superficie ghiacciata dell’Oder, raggiunse l’altra sponda e proseguì verso ovest. Alle spalle del fiume il sole era ancora basso sull’orizzonte.

Risultati immagini per roland schimmelpfennig one clear ice-cold january morning at the beginning of the 21st centuryLa trama è ben scritta e racconta ciò che è la storia stessa. Non ci sono ghingheri e non ci sono spoiler quindi tranquilli. Sembra lunga ma riassume molto bene questo libro e lascia pensare a cosa possa succedere. 

La copertina mi piace molto. E’ quella che mi ha catturato, lo ammetto. Molto più della trama, almeno inizialmente, senza sapere di cosa parlava il libro. Poi ho notato anche la trama e la curiosità è sicuramente aumentata. Come potete vedere qui di fianco, l’originale è stato assolutamente modificato e stranamente, dico stranamente perchè non mi capita quasi mai di preferire quella italiana, ma è assolutamente più bella quella che la Fazi ha deciso di adottare per l’Italia. Il titolo è assolutamente particolare. E’ stato utilizzato la frase dell’incipit e credo sia assolutamente originale oltre che assolutamente giusta per questo libro. All’inizio del ventunesimo secolo, in una mattina fredda un lupo si aggira fra il confine ed è lui l’assoluto protagonista di questa storia. Quindi questo titolo riassume un inizio incredibile. Bene.

L’ambientazione è tedesca. Ci si sposta sul confine ma si muove per la maggior parte in Germania. L’epoca è specificata anche sul titolo del libro, mi sembra ovvio. L’inizio del ventunesimo secolo.

La serratura del portabagagli era congelata. Sulla destra, davanti a Tomasz, c’era il cartello: ottanta chilometri per Berlino. E poi Tomasz vide il lupo. Il lupo era davanti al cartello, sul bordo della strada innevata, a non più di sette metri da lui. Un lupo, pensò Tomasz, sembra un lupo, probabilmente è un cane molto grande, chi è che lascia libero il proprio cane qui in mezzo. O magari è un lupo sul serio? Fece una foto dell’animale davanti al cartello, in mezzo alla bufera. Un lampo nell’oscurità. Un istante dopo il lupo era sparito.

I personaggi di questa storia sono volubili, miti e scostanti. Tutti diversi ma tutti con un filo conduttore unico che li ha uniti dal primo all’ultimo. Nonostante ci sia chi mi ha colpito di più e chi di meno, la storia è sicuramente interessante.

C’è il lupo che è la figura centrale, appare e scompare quasi non esistesse e che tutti, dalla foto fatta da Tomasz, cominciano a cercare in ogni angolo sperando di vederlo. Tomasz e Agnieszka, sono i due personaggi che ho apprezzato meno in questa storia. Sono una coppia poco affiatata e sono stati i primi a fare la loro apparizione dopo il lupo oltre che i primi a trovarlo e vederlo. C’è la coppia di ragazzi che scappa di casa che si rivelano dei semplici adolescenti in fuga, ala ricerca di qualcosa di migliore. C’è il padre che esce dalla clinica per andare a cercarli, c’è il cileno misterioso e tanto altro. Tutti da scoprire.

Lavoravano dalle sei o le sette di mattina fino a notte tarda, dal lunedì al mezzogiorno del sabato. Il sabato sera andavano a ballare. «Ho fatto una foto». Lei la guardò. «Hai fotografato un lupo». «Te l’ho detto». «Secondo te il lupo l’ha fotografato tanta gente?». «No. Nessuno». «Un lupo sull’autostrada», disse lei. «In mezzo alla neve». «Nell’ingorgo. Un lupo bloccato nell’ingorgo». Lei rise. Voleva essere una spiritosaggine. Tomasz scherzava di rado. Praticamente mai.

Selective Focus Photography of Woman Holding Petaled FlowerIl perno centrale, come ho detto anche prima, è il lupo. E’ lui a primeggiare su tutto, la star indiscussa di questa storia. Il lupo lascia una scia di impronte lungo il suo percorso che lo legano a sua insaputa a tanti personaggi e alle loro vite, tutte diverse ma allo stesso modo importanti.

Lo stile utilizzato è molto semplice ma anche particolare nella costruzione della storia che sbalza da un personaggio all’altro mantenendo il filo conduttore del lupo. I personaggi sono dei più disparati e la storia originale sta proprio nel fatto che il tutto mantiene un aura fiabesca. 

Ho apprezzato molto il fatto che il lupo rimanesse la figura del mistero e che, nonostante si veda poco, sia – almeno personalmente – la più apprezzata. Ad affascinare è proprio il lupo come figura misteriosa, che tutti e nessuno sembrano aver visto e che faccia le sue apparizioni in momenti inaspettati. Interessanti personaggi sono stati inoltre i due ragazzi che scappano da casa per andare a Berlino. Sono loro che hanno fatto da collante in questa storia e che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine di questa storia. Purtroppo, gli altri personaggi li ho trovati lenti e poco funzionali per la storia. 

Altra cosa che non ho amato particolarmente è stato il finale. La storia che si crea è interessante e piace seguire i due fuggitivi, come il fatto di seguire il lupo ma in sostanza la lettura resta in sospeso. E la cosa mi ha completamente spiazzato. Avrei preferito che la cosa coinvolgesse di più, invece mi ha lasciato appesa e senza parole. E non completamente in senso positivo.

La foto del lupo di notte sull’autostrada era in prima pagina, il giornale era lì in giro durante la pausa-colazione delle nove, e Tomasz disse a Marek, il capo, questa foto l’ho fatta io, c’è anche il mio nome. E Marek disse lo vedi, lo vedi, l’ho sempre detto che avresti fatto strada. Diventerai famoso.

Il libro è stato interessante nella sua integrità ed è stato sicuramente alternativo e curioso. Una lettura per palati esigenti, che cercano una storia originale, fiabesca in un clima incredibilmente freddo dal tocco nordico.

Roland Schimmelpfenning scrive una fiaba moderna che ci permette di viaggiare lungo il gelido confine fino alla capitale tedesca inseguendo un lupo che farà le sue apparizioni lungo il percorso. Una storia che unisce diversi personaggi in un fine comune, alla rincorsa di una figura misteriosa, che si fa desiderare e bramare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando, ci tengo!

A presto,

Sara ©

IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: IL BLOCCO DELLO SCRITTORE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi del mio blocco dello scrittore e del fatto che non riesco da qualche settimane a non riuscire a scrivere neanche un H nei miei testi.

Pile of Books

So già cosa starete pensando: “E a noi che ce ne frega?” Lo so, ma faccio per parlare. Scordatevi la solita guida del “Cosa fare quando si ha il blocco dello scrittore” perchè se voi fate una cosa state pur tranquilli che io faccio tutt’altro. Non so dirvi se sia spirito di contraddizione o altro ma non sono mai stata una grande fan del segui la massa.

A parte questo volevo solo parlarvi del mio blocco dello scrittore. Mi metto con tutta la buona volontà davanti ai miei testi ma poi inesorabilmente mi metto a fare altro perchè non mi va, ho il rifiuto. Eppure leggo per buona part del giorno, lavoro mi distraggo, ascolto musica e faccio altro. E’ un periodo che forse sono io che sono scazzata – passatemi il termine – ma non so cosa fare.

Light Inside Library

E non mi va di lavorare a nessuno dei due testi a cui sto lavorando. Uno ce l’ho bello che finito peccato che lo ritocco in continuazione perchè non sono mai soddisfatta, incentrato sul realismo magico e l’altro è in lavorazione ed è un distopico. 

Voi avete dei consigli? Magari non li seguirò – perchè sono strana sappiatelo – ma almeno posso provarci a vedere voi cosa fate quando avete un blocco. Scrittori, aiutatemi.

Vi ringrazio per aver ascoltato il mio sfogo 😀


Mi aiutate? Idee, pensieri? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

 

 

 

 

 

IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: 5 MANGA CHE VOGLIO VEDERE / LEGGERE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui perchè voglio portarvi assolutamente qualcosa di differente dal solito e, di cosa parlarvi? E’ stata spontanea come cosa e spero di fare questa rubrica sempre più spesso per parlare ed interagire con voi un po’ di più. Così voglio parlarvi di manga che voglio vedere e leggere visto che sono molto curiosa. Spero di vederli e leggerli al più presto 😀 Pregate per me visto che spero di riuscire a vederli in breve tempo anche se la vedo dura.

1. Your Name (Kimi no na wa)

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Questo è assolutamente in cima alla lista. E’ tanto che mi dico di voler vedere questo film e di leggere il manga ma ancora non sono mai riuscita a trovare un momento per mettermi lì e godermelo in santa pace.

Your Name è uno di quei manga che mi ha affascinato fin dal primo momento in cui ho visto la pubblicità per l’uscita del film al cinema nelle giornate speciali. La sua storia mi ha messo fin da subito curiosità e non vedo l’ora sia di acquistare il piccolo cofanetto composto dai tre volumi di M. Shinkai, sia 

Trama: Giappone, anno 2010. Mitsuha Miyamizu è una studentessa delle superiori che vive nella piccola cittadina montana di Itomori, vicino Tokyo. Stanca della sua vita monotona, vorrebbe infatti essere un ragazzo della metropoli. Vive in un tempio insieme alla sorella minore, Yotsuha, e all’anziana nonna Hitoha, sacerdotessa. Parallelamente Taki Tachibana, liceale che vive nel centro di Tokyo e svolge un lavoro part-time nel ristorante italiano Il giardino delle parole (riferimento alla precedente opera di Shinkai), si sveglia nel corpo di Mitsuha, senza sapere che quest’ultima si è invece svegliata nel suo.

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2. Oltre le nuvole, il luogo promessoci (Kumo no mukō, yakusoku no basho)

Ecco qui un altro manga che vorrei vedere oltre che leggere 😀 Anche per questo è un po’ che spero di recuperarlo e spero di farlo al più presto. Ho notato questo manga per caso, tra le locandine del cinema subito dopo che fosse passato e l’immagine mi ha colpito. Non mi importava della storia, mi è bastato vedere l’immagine a farmi dire: “Io devo vedere questo film e devo conoscere questa storia, questo manga.” Ed ecco che è in lista e ancora non riesco a leggerlo xD

Trama: Il Giappone dopo la seconda guerra mondiale si è diviso in due parti, una sotto il controllo degli Stati Uniti e una legata all’Unione Sovietica. Negli anni novanta il paese si riunisce e soltanto Hokkaidō rimane occupata dai sovietici, i quali costruiscono una torre smisurata che è in realtà un’arma in grado di trasformare il mondo in un universo completamente differente. Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, due amici all’ultimo anno di scuola media, stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno di volare vicino alla Torre di Hokkaido, imponente costruzione visibile anche a molti chilometri di distanza.

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3. La voce delle stelle (Hoshi no koe)La voce delle stelle  - Makoto Shinkai, Sahara Mizu Libro - Libraccio.it

Ho visto che di questa c’è anche la serie animata ma non che mi interessi particolarmente. Sono rimasta particolarmente attratta dalla storia e spero che risulti interessante come sembra.

Trama: Noboru è da sempre innamorato della compagna Mikako e, terminate le scuole medie, sogna di poter frequentare insieme a lei le superiori. Ben presto, però, scopre che la ragazza è stata selezionata per una missione spaziale ai confini della galassia per svolgere delle ricerche sugli alieni… Una volta che Mikako sarà in viaggio nello spazio, come farà Noboru a comunicare con lei? Le sue preoccupazioni e i suoi dubbi sono destinati ad aumentare in proporzione alla distanza che l’astronave della sua amata percorrerà giorno dopo giorno...


4. A un passo da te (Ao haru ride)

A un passo da te.jpgQuesto ho scoperto solo ora che c’è sia il film animato che il live action giapponese ma sono stata sempre particolarmente attratta dai volumini, che non sono neanche pochi tra l’altro. Quindi per acquistarli so già che ci metterò del tempo, sappiatelo, visto che ho altri acquisti da fare in precedenza. Ne ho sentito parlare solo che bene e spero che piacerà anche a me 😀

Trama: Alle scuole medie, Futaba Yoshioka finisce per essere isolata dalle altre ragazze a causa della sua bellezza e popolarità tra i maschi. Inoltre la sfortuna vuole che Futaba, a causa di un malinteso, non riesca neanche a dichiarare propriamente i suoi sentimenti all’unico ragazzo che le sia mai piaciuto: il suo compagno di scuola Kō Tanaka. Ben determinata a cambiare sia la sua immagine sia la sua vita, al liceo la ragazza cerca subito di apparire il meno femminile possibile, in maniera tale da non poter essere invidiata dalle sue nuove amiche. 


5. Voglio mangiare il tuo pancreas (Kimi no Suizō o Tabetai)

Risultati immagini per voglio mangiare il tuo pancreas locandinaQuesto è stato nei cinema nei giorni scorsi ma siccome non sono potuta andare a vederlo spero di vederlo presto e spero di leggere il suo relativo manga al più presto visto che mi incuriosisce. Lo so, ho un debole per le cose tristi e drammatiche quindi questo proprio non posso lasciarmelo sfuggire. 

Inizialmente avevo notato soltanto il nome di questo manga e devo ammettere che pensavo fosse qualcosa di scabroso e inguardabile visto il titolo che porta. Ma devo dire che come ho visto il trailer mi sono assolutamente ricreduta e non vedo l’ora di vedere e leggere, ovviamente.

Trama: La giovane Sakura è gravemente malata e non le restano molti giorni da vivere, ma nessuno lo sa. Finché il timido e introverso Haruki non lo scopre, in maniera del tutto casuale. Tra i due nasce un complicato rapporto di amicizia, che insegnerà molto a entrambi sulla vita e sull’affetto reciproco.

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Comunque, in tutti i casi recensirò film e manga non appena avrò recuperato tutto, non temete. Spero di avervi fatto scoprire qualcosa di interessante o che se amate i manga mi diciate quali avete preferito voi o che vorreste leggere.

A presto,

Sara ©

TEASER TUESDAY #49

Come state? Che mi raccontate? La settimana è ricominciata col botto e le letture sono tante. La rubrica ideata da Should be Reading io ve la porto ancora, anche dopo tantissimo tempo: il Teaser Tuesday! Lo spiego sempre in cosa consiste il (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

• Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare
 spoil
er!
 Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio listadei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

In questa settimana sto leggendo tre volumi che spero siano tutti e tre interessanti. Come prima lettura ho La colpevole di Amanda Robson, un thriller Piemme per cui ci sarà un evento la settimana prossima. Spero vi piaccia questo piccolo pezzo, perchè non posso mettere molto visto che è in anteprimissima.

Una volta lì, la voce della sorella prende a gridarle dentro la testa. Un urlo isterico che si fa sempre più forte, sempre più forte. Sforzandosi di sopprimerlo, si siede accanto a Richard Mimms. Riesce a sentire l’odore del suo dopobarba. Erboristico. Opprimente. L’ispettore Irvine e il sergente Hawkins siedono di fronte a loro, gli sguardi accusatori che la fissano. Lei osserva il dito premere il tasto del registratore. Data. Nomi dei presenti. L’interrogatorio ricomincia. Irvine. «Mi dica, a che ora ha visto sua sorella ieri sera?» Le frasi le ristagnano in bocca. L’urlo la ammutolisce. A un certo punto, tra le lacrime e il buio e l’urlo, risponde alle domande dell’ispettore. A un certo punto, tra le lacrime e il buio e l’urlo, lo sente.

Altro libro che è da diverso tempo che volevo leggere e che è rimasto sepolto tra la pila di quelli da recuperare è La memoria delle tartarughe marine di Simona Binni edito Tenué. Ho acquistato questo libro diverso tempo fa ed è una Graphic Novel per cui vi lascerò un immagine stupenda del libro. Ecco qui:

Risultati immagini per la memoria delle tartarughe marine

Sto leggendo inoltre Quattro – Il risveglio di Luca Farru, un autore emergente. Spero di riuscire a finirlo nel più breve tempo possibile viste le altre letture in vista che ho dovuto rimandare perchè La chimica degli opposti ancora non è disponibile per la lettura in anteprima e Sette giorni perfetti lo leggerò a brevissimo se mi avanza tempo in settimana. Spero arriverà in qualche giorno. Ecco qui un pezzettino:

“Cornelius, ti conviene collaborare, non abbiamo più pazienza, e la tua preziosa figliola sta per essere data in pasto alle bestie di Inferium” disse Bugur minaccioso. Il prigioniero si dimenò inutilmente facendo un gran baccano, nella sua testa riusciva a vedere solo il volto della figlia sconvolto dal terrore, e lui, era profondamente combattuto su che cosa fare; sapeva che quelle creature erano pericolose, ma allo stesso tempo, sentiva cucita addosso l’enorme responsabilità di non violare le leggi della Regina Melania. Le dovevano tutti così tanto, per tutti quei secoli li aveva protetti ed aveva mantenuto la pace in tutto il Regno.


Cosa ne pensate di queste letture? Vi piacciono? Li avete letti alcuni? Leggerete gli altri? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #194 – ABSENCE (#2) L’ALTRO VOLTO DEL CIELO DI CHIARA PANZUTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto il secondo volume della trilogia che ha avuto inizio con Absence, Il gioco dei Quattro edito LainYA. Del primo volume trovate la recensione QUI e il secondo volume eccolo qui. Finalmente ve ne parlo e spero vi piacerà. Se non volete sapere notizie riguardanti al secondo perchè volete leggere il primo volume non vi consiglio la lettura di questa recensione. Comunque, a parte questo, ecco qui:

715IAcrjBFLTitolo: Absence. L’altro volto del cielo

Autore: Chiara Panzuti
Editore: Fazi in Lain YA
Genere: Young Adult
Data di uscita: 10 Maggio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JljDgs
TramaIn “L’altro volto del cielo”, nuovo capitolo della trilogia di Absence, è trascorso appena un mese dall’inizio del gioco insidioso di cui l’uomo in nero tiene le fila, e le coordinate dell’ultimo biglietto conducono Faith e i suoi compagni a Est. L’invisibilità è diventata per Faith, Jared, Scott e Christabel una strana routine, per sopravvivere in un mondo che non ha memoria di loro, e il motivo che li spinge a continuare il viaggio intrapreso per tornare a esistere. Ma il siero NH1 comincia a indebolire il fisico dei ragazzi e la conquista dell’antidoto si fa sempre più indispensabile. Soltanto Faith sembra resistere agli effetti collaterali e sviluppa un’inaspettata prontezza fisica e mentale. Sotto l’ombra dell’Illusionista e sulle tracce dei biglietti dell’uomo in nero, i ragazzi della squadra Gamma fronteggiano più volte le squadre degli Alfa e dei Beta: il gioco, però, comincia a svelare il suo lato crudele, che non accetta provocazioni né debolezze. Dopo uno scontro violento con una squadra avversaria nella base navale di Changi Bay, a Singapore, Faith scoprirà alcuni risvolti delle regole spietate dell’Illusionista e si troverà faccia a faccia con l’altro volto della competizione e di se stessa.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif singaporeLa storia ha inizio dove l’abbiamo lasciata. Non posso dirvi molto se non che stavolta invece il prologo, invece di iniziare con i nostri protagonisti, ci introduce la squadra Alfa vista sotto ogni personaggio: Abigail, Stephane, Ephraim e Barrett. La storia poi riprende dal punto di vista di Faith quindi in sostanza cambia davvero poco. Cosa ci nasconderanno questi personaggi non ci è dovuto saperlo ma mano a mano che andremo avanti nel corso della lettura lo scopriremo e verremo a conoscere sempre più verità che sono state nascoste ai nostri veri e propri protagonisti.

Una corsa contro il tempo e contro loro stessi, questo viaggio comincia a Singapore. Una città del futuro in cui saranno sempre più l’uno contro l’altro e fin da subito, si creeranno strane e improbabili alleanze e si combatterà in uno strano mix tra sentimenti e adrenalina.

Cosa succederà alla squadra Gamma? Cos’è che nasconde l’Illusionista? Saranno in grado di resistere e di combattere ancora per il loro futuro?

Nell’erba alta… Strizzai le palpebre, ma non rammentavo.
Un nascondiglio.C’è un nascondiglio.
La mente non voleva ricordare. Il carrello toccò terra con un rombo, facendo slittare il velivolo sull’asfalto. Fu necessario uno sforzo di glutei per restare seduti, e i muscoli ultimamente non erano molto affidabili.
Il mondo non ti vede. Il mondo non ti vede più.
Era tutto mescolato, un vortice in cui erano affogate anche le emozioni. Entrai in apnea per contrastare la rabbia, e quando riaprii gli occhi le luci delle cinture si erano spente. Poi la voce del comandante intervenne per indicare temperatura, orario di arrivo, e coincidenze, mentre la nostra calma era la fretta dei passeggeri, già in piedi a recuperare i bagagli.

La trama la trovo molto azzeccata e non rivela troppo d ciò che accade all’interno del libro lasciando il lettore in una specie di curioso limbo in cui vuole soltanto sapere cosa accade. Davvero ben fatto!

La copertina la trovo sempre molto bella e l’autrice ha persino avuto modo di spiegarci un aneddoto simpatico legato alla copertina. Io non avrei chiesto un collegamento al libro ma comunque trovo che sia legata al fatto dell’invisibilità. La medusa è trasparente e difficilmente la si riesce a vedere in acqua. Per questo trovo molto azzeccato l’abbinamento. L’autrice invece ci ha spiegato che il grafico ha deciso di mettere la medusa di sua spontanea volontà senza che all’interno del libro fosse menzionata ed l’autrice ha pensato, dopo averla vista che se i lettori le avessero chiesto il perchè della medusa non avrebbe saputo cosa dire. Così hanno aggiunto una scena in cui è presente una medusa per riparare a questa cosa. Incredibile retroscena ^^

Il titolo lo trovo molto bello. E’ Absence, uguale al precedente ma con il sottotitolo l’altro volto del cielo. E’ menzionato anche questo all’interno e trovo che sia molto significativo.

L’ambientazione è sempre la Terra. Questa volta ci muoveremo partendo da Singapore e ci sposteremo in altri luoghi che non vi menzionerò per darvi modo di scoprirli da soli. L’epoca di questa trilogia è moderna e ai giorni d’oggi.

L’allarme gridava più deciso che mai. (…) «Dammi un motivo per non ucciderti», incalzò Abigail. Attraversò un tappeto di rifiuti inceneriti e me la trovai davanti, con la canna della pistola a un centimetro dalla mia fronte. Accadde tutto in fretta, e l’unica cosa che notai fu il bracciale che pendeva al suo polso, così simile a quello che indossava Sebastian. «Non ne ho», replicai. «E allora lo premo, questo grilletto, per spedirti all’altro mondo una volta per tutte». «E’ diverso?», sibilai. «E’ diverso da quello che mi hai già fatto?» Ma chi era lei per cancellarmi? Il suo capo di era già preso la briga di uccidermi una volta, e lo aveva fatto nel modo peggiore. Ero morta, non esistevo nei ricordi di nessuno, avevo perso identità, forma, spessore. L’Illusionista lo aveva premuto quel grilletto, senza neppure preoccuparsi di chiedere, e i suoi tirapiedi dovevano smetterla di tormentare quella ferita. Perché c’era un effetto collaterale dentro di me, qualcosa che assomigliava alla follia di un topo in gabbia. Qualcosa che mi rendeva pericolosa. 

Risultati immagini per gif seven sisterI personaggi sono sempre i stessi che abbiamo trovato nel libro precedente ma si stanno evolvendo. Scopriremo meglio anche i personaggi delle altre squadre con cui Faith e gli altri si imbatteranno.

Abigail, Barrett, Stephane ed Ephraim sono della squadra degli Alfae sono in ordine in cui ve l’ho citati: la testa calda, l’armadio porta tutti, il salva-situazione altrimenti chiamato miracolo (per modo di dire intendo, si fa per ridere) e il fratello un po’ fuori fase. Non che mi siano particolarmente simpatici, risultano sotto un altro aspetto e il lettore riesce a conoscerli un po’ meglio perchè tutto più approfondito. Restano comunque gli ultimi in ordine di simpatia fra squadre e di sicuro preferisco i Betache in questo volume oltre a stringere strane alleanze con i Gamma(ovvero i nostri protagonisti) sono risultati vulnerabili e essenzialmente più umani.

Faith in questo volume è forte e determinata. Si scopriranno tantissime cose su di lei che non sto qui ad elencarvi per non fare spoiler ma sarà ancora più unita di prima ai suoi amici, la sua sola famiglia ormai.

Jared è dolcissimo, sappiatelo. E’ un personaggio che si sposa e si compensa completamente con quello della protagonista principale. Non smetterete mai di amarlo dal primo volume in poi.

Scott è l’amico stupido che si conferma tale ancor di più ma penso che sia una voce assolutamente importante in tutto questo perché alleggerisce sia la situazione che il contesto in cui i quattro riversano.

Christabel avrà qualche problema in questo volume e il siero comincerà ad avere effetti collaterali proprio su di lei. In alcuni casi infatti risulterà completamente inutile ma avrà il suo perchè lo stesso, tranquilli.

Le nostre verità stavano diventando mostri, e dai mostri non si scappa, così come non si scappa dal ricordo di un trauma. Il prima e il dopo, che avevano creato uno strappo, facendo emergere le paure alte come palazzi. Jared spense la mia candelina con un unico soffio, preciso e ben assestato. «Mi manca Tommy», disse. Già. Mi manca mia madre, pensai. Faceva così male da non riuscire a pronunciarlo. Bruciava la gola, e quell’incendio sarebbe rimasto sordo a tutti gli allarmi. Mi manca mia sorella, mi mancano da morire. (…9 Ci eravamo scambiat due baci io e Jared Price.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia sarà scavare ancora di più nel profondo per cercare di trovare la verità su ciò che gli sta accadendo e su ciò che gli accadrà in futuro. Hanno ancora un futuro? Potranno mai tornare a casa? Riusciranno nonostante abbiano sempre più difficoltà sentendosi male e avendo reazioni al siero che gli è stato iniettato? Queste sono le domande che ci si porrà durante la lettura per le quali dovremo attendere ancora un altro libro per ricevere le risposte definitive, che ci servono per chiudere un ciclo ed avere il quadro completo.

Lo stile utilizzato dall’autrice è sempre il medesimo del primo volume ovvero leggero, fluido e veramente profondo. E’ strutturato sempre dal punto di vista di Faith ma ritroveremo soltanto l’inizio in cui troveremo a sorprenderci il punto di vista dei quattro Alfa.

Nonostante in questo volume l’autrice ricorre molto meno alle parti descrittive in cui la protagonista lascia correre i suoi pensieri più profondi il libro  diventa ancora più dinamico e si lascia leggere in poche ore.

L’azione in questo libro è la parte predominante, non ci sarà un solo momento in cui potrete tirare un sospiro di sollievo, sarete costantemente sulle spine e vorrete saperne sempre di più. Nel primo volume l’autrice si era concentrata molto di più sul tema dell’invisibilità qui risulta ormai elaborato e digerito. La protagonista si trova ad affrontare un lato di se che riscoprirà nel corso degli eventi e la rabbia sarà il motore che farà muovere tutto. 

Vi legherete ancor di più ai protagonisti che ormai sentirete come amici stringendo a voi Faith ancor più intimamente e ai suoi pensieri talvolta ritrovandovi a condividere ogni cosa, persino l’odio verso l’illusionista. Una storia davvero sorprendente e di cui faccio i miei più sinceri complimenti all’autrice. 

Ero a un passo dalla morte, o almeno da quella che credevo fosse la morte, e non c’era spazio per la vita di prima. Lo spazio, il regno, era di Mr Hyde. La mia nuova identità apparteneva a lui, e io non sarei tornata in un mondo che non voleva vedermi. Quando la porta si aprì, brandii il vetro, tenendo il bulbo in una mano e l’intera lampada dall’altra. «Posso?», chiese Ephraim. Ovviamente non attese risposta. Si appoggiò alla porta per richiuderla, e rimase là, ad ammirare le armi con cui lo stavo minacciando. «Siamo già  alle mani?», sorrise. «Prometti davvero bene, caschetto».

Nonostante al primo volume io abbia dato cinque balene, ovvero il massimo della votazione, posso dire che questo mi è piaciuto ancor di più del primo, cosa strana per una saga le quali in genere nel secondo volume tutto si affievolisce un po’. Una trilogia che mi sento di consigliare vivamente.

Chiara Panzuti si conferma ancora una volta un’autrice dalla voce autentica e accattivante che sa trascinare il lettore in un avventura sconvolgente pagina dopo pagina. Una storia che ci spinge a sentirci visibili più che mai in una società che ci spinge sempre più a diventare trasparenti e invisibili. Raramente ho avuto modo di leggere storie di questo genere che mi sorprendessero tanto quanto questa storia. Un libo dal messaggio prorompente e di un’originalità unica nel suo genere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Cosa ne pensate? Io spero cominciate a leggere questa trilogia perchè ne vale davvero la pena. Vi aspetto nei commenti!
A presto,
Sara ©