RECENSIONE #261 – IN UN CHIARO, GELIDO MATTINO DI GENNAIO ALL’INIZIO DEL VENTUNESIMO SECOLO DI ROLAND SHIMMELPFENNING.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi di nuovo con una recensione. Lo so che vi sto riempendo ultimamente ma ho tanti di quei libri da recuperare che penso sarà così per tanto. Sappiatelo. Spero che questa storia possa allietare la vostra giornate ed incuriosirvi fino a spingervi a leggere questo libro. Ringrazi la Fazi per avermi permesso la lettura di questo libro e ve ne parlo subito:

arton151348-c8a48Titolo: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo
Autore: Roland Schimmelpfennig
Categoria: Narrativa Straniera
Anno di pubblicazione: 2019
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TramaIn un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s’impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l’animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco. “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione.

RECENSIONE

Wolf during WinterLa storia ha inizio nel bosco, in un gelido mattino di gennaio del ventunesimo secolo. Un lupo attraversa il fiume che separa la Germania dalla Polonia e avanza fino a mostrarsi a diverse persone lungo il suo cammino.

Delle persone sono ferme sull’autostrada per via di un grande incidente e tutti sono bloccati in macchina. Tomasz, sotto il cartello che costeggia all’autostrada vede il lupo e lo fotografa. Un ragazzo e una ragazza scappano assieme. Il padre alcolista cerca di ritrovare i due fuggiaschi. Una donna depressa torna e cerca di ricordare la sua gioventù e tanto altro. In tutto questo il lupo appare e scompare nei momenti più impensati e al momento giusto ma nessuno sembra riuscire a prenderlo.

Cosa succederà ai protagonisti? Che fine farà il lupo? Cosa succederà in questa importante fiaba moderna e assolutamente particolare?

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo un lupo solitario attraversò poco dopo il sorgere del sole il fiume ghiacciato che separa la Germania dalla Polonia. Il lupo veniva da est. Avanzò sulla superficie ghiacciata dell’Oder, raggiunse l’altra sponda e proseguì verso ovest. Alle spalle del fiume il sole era ancora basso sull’orizzonte.

Risultati immagini per roland schimmelpfennig one clear ice-cold january morning at the beginning of the 21st centuryLa trama è ben scritta e racconta ciò che è la storia stessa. Non ci sono ghingheri e non ci sono spoiler quindi tranquilli. Sembra lunga ma riassume molto bene questo libro e lascia pensare a cosa possa succedere. 

La copertina mi piace molto. E’ quella che mi ha catturato, lo ammetto. Molto più della trama, almeno inizialmente, senza sapere di cosa parlava il libro. Poi ho notato anche la trama e la curiosità è sicuramente aumentata. Come potete vedere qui di fianco, l’originale è stato assolutamente modificato e stranamente, dico stranamente perchè non mi capita quasi mai di preferire quella italiana, ma è assolutamente più bella quella che la Fazi ha deciso di adottare per l’Italia. Il titolo è assolutamente particolare. E’ stato utilizzato la frase dell’incipit e credo sia assolutamente originale oltre che assolutamente giusta per questo libro. All’inizio del ventunesimo secolo, in una mattina fredda un lupo si aggira fra il confine ed è lui l’assoluto protagonista di questa storia. Quindi questo titolo riassume un inizio incredibile. Bene.

L’ambientazione è tedesca. Ci si sposta sul confine ma si muove per la maggior parte in Germania. L’epoca è specificata anche sul titolo del libro, mi sembra ovvio. L’inizio del ventunesimo secolo.

La serratura del portabagagli era congelata. Sulla destra, davanti a Tomasz, c’era il cartello: ottanta chilometri per Berlino. E poi Tomasz vide il lupo. Il lupo era davanti al cartello, sul bordo della strada innevata, a non più di sette metri da lui. Un lupo, pensò Tomasz, sembra un lupo, probabilmente è un cane molto grande, chi è che lascia libero il proprio cane qui in mezzo. O magari è un lupo sul serio? Fece una foto dell’animale davanti al cartello, in mezzo alla bufera. Un lampo nell’oscurità. Un istante dopo il lupo era sparito.

I personaggi di questa storia sono volubili, miti e scostanti. Tutti diversi ma tutti con un filo conduttore unico che li ha uniti dal primo all’ultimo. Nonostante ci sia chi mi ha colpito di più e chi di meno, la storia è sicuramente interessante.

C’è il lupo che è la figura centrale, appare e scompare quasi non esistesse e che tutti, dalla foto fatta da Tomasz, cominciano a cercare in ogni angolo sperando di vederlo. Tomasz e Agnieszka, sono i due personaggi che ho apprezzato meno in questa storia. Sono una coppia poco affiatata e sono stati i primi a fare la loro apparizione dopo il lupo oltre che i primi a trovarlo e vederlo. C’è la coppia di ragazzi che scappa di casa che si rivelano dei semplici adolescenti in fuga, ala ricerca di qualcosa di migliore. C’è il padre che esce dalla clinica per andare a cercarli, c’è il cileno misterioso e tanto altro. Tutti da scoprire.

Lavoravano dalle sei o le sette di mattina fino a notte tarda, dal lunedì al mezzogiorno del sabato. Il sabato sera andavano a ballare. «Ho fatto una foto». Lei la guardò. «Hai fotografato un lupo». «Te l’ho detto». «Secondo te il lupo l’ha fotografato tanta gente?». «No. Nessuno». «Un lupo sull’autostrada», disse lei. «In mezzo alla neve». «Nell’ingorgo. Un lupo bloccato nell’ingorgo». Lei rise. Voleva essere una spiritosaggine. Tomasz scherzava di rado. Praticamente mai.

Selective Focus Photography of Woman Holding Petaled FlowerIl perno centrale, come ho detto anche prima, è il lupo. E’ lui a primeggiare su tutto, la star indiscussa di questa storia. Il lupo lascia una scia di impronte lungo il suo percorso che lo legano a sua insaputa a tanti personaggi e alle loro vite, tutte diverse ma allo stesso modo importanti.

Lo stile utilizzato è molto semplice ma anche particolare nella costruzione della storia che sbalza da un personaggio all’altro mantenendo il filo conduttore del lupo. I personaggi sono dei più disparati e la storia originale sta proprio nel fatto che il tutto mantiene un aura fiabesca. 

Ho apprezzato molto il fatto che il lupo rimanesse la figura del mistero e che, nonostante si veda poco, sia – almeno personalmente – la più apprezzata. Ad affascinare è proprio il lupo come figura misteriosa, che tutti e nessuno sembrano aver visto e che faccia le sue apparizioni in momenti inaspettati. Interessanti personaggi sono stati inoltre i due ragazzi che scappano da casa per andare a Berlino. Sono loro che hanno fatto da collante in questa storia e che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine di questa storia. Purtroppo, gli altri personaggi li ho trovati lenti e poco funzionali per la storia. 

Altra cosa che non ho amato particolarmente è stato il finale. La storia che si crea è interessante e piace seguire i due fuggitivi, come il fatto di seguire il lupo ma in sostanza la lettura resta in sospeso. E la cosa mi ha completamente spiazzato. Avrei preferito che la cosa coinvolgesse di più, invece mi ha lasciato appesa e senza parole. E non completamente in senso positivo.

La foto del lupo di notte sull’autostrada era in prima pagina, il giornale era lì in giro durante la pausa-colazione delle nove, e Tomasz disse a Marek, il capo, questa foto l’ho fatta io, c’è anche il mio nome. E Marek disse lo vedi, lo vedi, l’ho sempre detto che avresti fatto strada. Diventerai famoso.

Il libro è stato interessante nella sua integrità ed è stato sicuramente alternativo e curioso. Una lettura per palati esigenti, che cercano una storia originale, fiabesca in un clima incredibilmente freddo dal tocco nordico.

Roland Schimmelpfenning scrive una fiaba moderna che ci permette di viaggiare lungo il gelido confine fino alla capitale tedesca inseguendo un lupo che farà le sue apparizioni lungo il percorso. Una storia che unisce diversi personaggi in un fine comune, alla rincorsa di una figura misteriosa, che si fa desiderare e bramare.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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A presto,

Sara ©