RECENSIONE #511 – IL TEMPO PERSO IN AEROPORTO DI LORENZO FOLTRAN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Oggi finalmente riprendo piano piano con le recensioni. Perdonate se per qualche giorno mi avete visto a singhiozzo ma ho un periodo un po’ confuso e ho bisogno di rimettere in linea le idee. Ringrazio tantissimo l’editore Graphe.it per avermi permesso la lettura di questo volume e anche all’autore. Eccoci che ve ne parlo subito:

41jfdmjdl._sx304_bo1204203200_Titolo: Il tempo perso in aeroporto
Autore: Lorenzo Foltran
Data di uscita: 7 aprile 2021
Pagine: 102 
Editore : 
Graphe.it

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Trama: Non una semplice antologia, ma una raccolta organica nella quale i singoli testi poetici sono organizzati in modo tale da raccontare una storia. Il tempo è il tema di questa raccolta che in tre sezioni ne esplora le molte sfumature. Esso appare come un elemento relativo che si dilata, si comprime, e che soprattutto passa, in rapporto però allo spazio dentro al quale scorre: la dimensione del sogno e della realtà alternativa dei videogame, l’ambiente non cronologico del ricordo o della riflessione, sono contrapposti allo scandire alienante della vita vera, dove il tempo è percepito soprattutto come perdita. Così il lettore procede fra giorni senza calendario o calendari appesi al muro per nasconderne le crepe; si riconosce fra ore piene e vuote, nei minuti precisi che occorrono per cucinare una pastasciutta che però risulta insipida. Insieme alla giornata si rischia di perdere talvolta la strada o il senso di sé: scrivere è allora l’antidoto al disperdersi dei propri momenti, anche quando è soltanto esaurita la pila dell’orologio.

RECENSIONE

silhouette of person across gray cloudsDopo aver letto il precedente volume di Lorenzo Foltran, In tasca la paura di volare, non potevo tirarmi indietro e dovevo leggere questo piccolo volume sulla poesia.

Il tempo è una cosa che personalmente mi ha sempre affascinato. Ci sono momenti che passano veloci, volano e altri momenti in cui tutto si comprime e il tempo sembra rallentare e da quasi il senso che non passi mai. Eppure passano entrambi nello stesso modo, lo scorrere è esattamente lo stesso, siamo noi che lo viviamo in maniera differente in base a come lo viviamo e a quale peso diamo alle cose. In questa raccolta si passa dallo scorrere veloce dei giochi e di quanto questo cambi quando uno è fermo, in attesa di qualcosa e si guarda attorno. Una raccolta sul tempo e sulla vita quella di Lorenzo Foltran, che spiazza e allo steso tempo ci accomuna tutti in un modo o nell’altro.

Misuro il tempo perso in aeroporto
all’andata e al ritorno.
(…)

La trama è decisamente molto semplice e ci introduce al mondo in cui Foltran cerca di catapultarci pagina dopo pagina. E’ una raccolta di poesie sul tempo, sulla vita e sui giochi, sui piccoli dettagli e sul punto di vista che ognuno può dare ad una piccola cosa, rispetto al punto di vista di un’altra persona. E’ una trama interessante e curiosa che cattura anche i più piccoli amanti della poesia contemporanea.

La copertina è molto minimal, anche rispetto al volume precedente. Per i libri di poesie adoro questo imprinting nella struttura del volume quindi posso dirmi soddisfatta della scelta della casa editrice di mantenere uno standard sobrio ma al tempo stesso efficace, con il titolo ben in evidenza. Sul retro della copertina troviamo comunque un disegno che rimanda ai manga giapponesi con un uomo con la valigia, in attesa, come fosse in aeroporto. Assolutamente in linea con tutto il resto. Il titolo è originale ed è questo più di ogni altra cosa – oltre al fatto che avevo già letto dell’autore in sé – a spingermi alla lettura del volume. Il tempo che si aspetta in aeroporto può sembrare lunghissimo se si attende di imbarcarsi, così come se si aspetta il ritorno di qualcuno e, se ci si sofferma sul guardarsi attorno si possono scorgere le piccole sfumature delle persone che si muovono attorno a noi e di tutto ciò che succede.

La mia preferita, tra tutte le preposte c’è anche questa volta. E’ una cosa in cui mi sono rivista quindi l’ho sentita parlarmi e dirmi sono qui per te. Eccola qui:

E’ successo davvero.
Erano giorni, luoghi
dove tu eri diversa,
anche se eri la stessa,
quella che non sei in vero
e che non sei per finta
nemmeno se per esserlo
ti sei impegnata al massimo.

planes at airport during daytimeIl perno centrale di questa raccolta è il tempo. Il tempo visto come attesa sia come piccole movenze delle persone che abbiamo a fianco o che abbiamo visto nel corso della nostra vita. E’ un tempo unico e indivisibile che ognuno vive e percepisce in maniera differente dando il proprio peso relativo in base all’angolazione in cui una cosa viene vista e vissuta. E’ una storia 

Lo stile utilizzato dall’autore si è evoluto ed ha maturato una consapevolezza maggiore rispetto al precedente volume, aggiungendo anche dei pezzi particolarmente lunghi. Nonostante questo apprezzo maggiormente i scritti brevi e concisi in cui riesce ad esprimere tutto se stesso nel migliore dei modi, molto più di quando allunga il tutto.

L’opera viene strutturata e divisa in tre parti: 

Il tempo perso in aeroporto. E’ questa la parte in cui l’autore si concentra sul tempo e analizza ogni piccolo dettaglio di ciò che riesce a scorgere e analizzare guardandosi semplicemente attorno. O almeno questa è l’impressione che sembra dare leggendo questa prima parte della raccolta. Dei pezzi che ci portano in aeroporto, seduti e in attesa della prossima partenza o dell’arrivo di qualcuno.

Sogni interattivi. Questa è la parte assai più strana e particolare oltre che originale che io abbia mai letto. Da giocatrice in alcune cose mi ci sono ritrovata e sono riuscita a comprendere la profondità di ciò che vuole cercare di trasmettere anche solo parlando di videogiochi. Qui l’autore prende il nome del videogioco e ci scrive su qualcosa di diverso dal solito, innovativo e che non mi era mai capitato di analizzare sotto quest’aspetto. Divertente, leggero e originale.

Adesso. E’ la parte introspettiva e che si riferisce – presumo – al momento stesso in cui viene scritto, quasi in concomitanza con il vissuto dell’autore stesso. Dall’alzarsi dal letto la mattina e al peso che una giornata di lavoro può portare ai ricordi a cui la mente ci consente di viaggiare. Anche qui ci ritroviamo nella modernità e nella quotidianità delle cose di tutti i giorni, spingendoci a riflettere su ciò che ci circonda.

Soppeso a coperta
il tepore nascosto
tra le piume e il lenzuolo.
Sogno appena rimosso
del sonno che è rimasto.
Ricordo, no, anzi, sento
ancora al ventre il peso:
il giorno di lavoro
passato e già futuro.

Questa raccolta di poesie ci porta in una dimensione in cui il tempo diventa assolutamente relativo, in un periodo in cui a volte il tempo sembra essere persino monotono, con giornate una uguale all’altra. Una raccolta semplice, originale e attuale. Consiglio la lettura per gli amanti della poesia e non, soprattutto per chi vede il tempo sotto una luce e una prospettiva completamente differente.

Lorenzo Foltran ci trascina nel suo mondo che potrebbe essere quello di ognuno di noi, analizzando ogni piccolo briciolo di tempo che ci circonda, come a guardare una clessidra che lentamente lascia cadere i suoi granelli. Una piccola raccolta da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©