REVIEW PARTY: Recensione (#290) – L’ULTIMA NOTTE DELLA NOSTRA VITA DI ADAM SILVERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una delle uscite più attese degli ultimi periodi e sono felice di essere riuscita a leggere in anteprima questo volume. Ringrazio Il Castoro Editore per la lettura in anteprima e la mia cara e vecchia banana Sara di Bookspedia che mi ha invitato. Sono felice di presentarvelo, eccolo qui:

ultima-notteTitolo: L’ultima notte della nostra vita
Autore: Adam Silvera
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2LAJ2cO
Trama: Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dar loro una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano. Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

RECENSIONE

person holding gray skull illustrationLa storia ha inizio con una telefonata. Nessuno vorrebbe riceverla, soprattutto se arriva da Death-Cast, un servizio che annuncia che entro le prossime 24 ore si morirà. In una sera come tante altre questa telefonata raggiunge diverse persone ma ci sono due ragazzi che vorrebbero ancora vivere la loro vita, sognare, viaggiare e crearsi un futuro. Un futuro che non avranno mai. Quando Mateo riceve la sua telefonata è a casa e cerca di prendere tempo, spera sia uno scherzo ma non lo è. Quando Rufus riceve la sua telefonata sta picchiando a sangue l’attuale fidanzato della sua ex ragazza. Entrambi soli, entrambi con poche ore da vivere si incontreranno su un app, Last Friend e decideranno di essere l’uno l’ultimo amico dell’altro, nella giornata più bella della loro vita.

Cosa succederà ai due giovani ragazzi? Quali consapevolezze riusciranno a ricavarne? Riusciranno, a sentirsi vivi, nonostante stiano per morire? 

Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l’occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passiamo accanto a una gang in un quartiere malfamato. Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

La trama è incisiva e dritta al punto. Peccato che lasci già intendere l’inevitabile. Nonostante questo io me ne sono innamorata subito, ancora prima che venisse annunciato in Italia. Io l’avevo messo nella mia lista di libri da leggere quando era in inglese, potete figurarvi quando ho saputo che usciva in Italia. Sono abbastanza masochista nel scegliere libri di questo tipo, lo so, ma chi ama libri di questo genere so che può capirmi. 

La copertina è davvero meravigliosa e sono felice che abbiano deciso di lasciarla invariata rispetto all’originale. Come si può notare i due amici sono in giro per la città ma sotto, la loro ombra riflette la morte, ovvero colei che li segue e li accompagna durante il loro viaggio insieme, lungo le ultime ore che gli restano da vivere. Entrambi decidono di volerle vivere uno accanto all’altro. 

graveyard with stones

Il titolo è stato leggermente modificato dall’originale ed è decisamente migliore della traduzione effettiva e letterale che ne sarebbe derivata. They both die at the end, che in italiano sta per Entrambi muoiono alla fine, era decisamente un tantino triste ed anche molto avvilente nei confronti di questa storia. Sono felice del risultato che ne è derivato dall’adattamento italiano perchè dice tutto lo stesso – come l’originale – essendo più elegante e descrivendo la storia per quello che effettivamente è.

L’ambientazione della storia è New York, solo in un’epoca molto più moderna ed evoluta della nostra, in cui c’è un servizio che sa quando stiamo per morire e come una persona può utilizzare tanti servizi e tante cose in riferimento al fatto che si sta per morire.

Non si deve fare beneficenza, aiutare gli anziani ad attraversare la strada o salvare cuccioli nella speranza di essere ripagati. Non troverò mai la cura per il cancro o la soluzione al problema della fame nel mondo, ma piccoli atti di gentilezza possono fare tanto. (…) «Credo che gli abbiamo svoltato la giornata semplicemente non facendo finta che fosse invisibile. Grazie per averlo guardato insieme a me». «Spero che abbiamo aiutato la persona giusta»

person holding Canon DSLR cameraI personaggi della storia sono davvero tanti ma io mi limiterò a parlarvi dei due punti di vista principali, i due veri protagonisti di questa storia di amicizia, di consapevolezza e di morte. Mateo e Rufus non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro.

Mateo veniva preso in giro quando era a scuola ed ha solo la sua migliore amica che con sua figlia gli regalano un po’ di sole nella sua vita poco illuminata. E’ un tipo a cui piace passare del tempo a seguire gli ultimi giorni degli altri su Death Cast e non avrebbe mai pensato che sarebbe stato nche lui protagonista di questa dolorosa ultima avventura. Suo padre è in coma ed è l’unica persona che gli è rimasta al mondo a parte la sua amica e non può fare altro che cercare un amico online per sentirsi meno solo nell’Ultima notte della loro vita.

Rufus è un ragazzo che ha visto morire la sorella e i suoi genitori in un giorno e negli ultimi tempi è cresciuto da affidatario e si è fatto degli amici, i Plutone, dei ragazzi che lo fanno sentire accettato e più a casa possibile. E’ un ragazzo sveglio e intelligente ma non ha paura di usare le mani quando servono, sopratutto se servono per dare una lezione a chi se lo merita. Rufus ha sofferto tanto quando anche Aimee l’ha lasciato e si è sentito ancora più vuoto di prima. Ed è proprio mentre si trova a scappare da tutti i demoni del passato che decide di provare una cosa nuova incontrando quello che sarà il suo ultimo migliore amico.

«Non vado da nessuna parte, conferma Mateo». Ha un sorriso gentile. «Cosa facciamo?» «Quello che vuoi». «Andiamo a vivere un momento speciale?» «Pensavo lo stessimo già facendo, ma perchè no».

Il perno centrale di questa storia è ciò che sta nel mezzo fra la vita e la morte. E’ il tempo che pensiamo di avere ma che non basta mai e che ci accorgiamo di aver sprecato nel momento in cui ci rendiamo conto di essere arrivati alla fine. E’ questo che accompagna i due protagonisti lungo questa storia, la consapevolezza di essere arrivati alla fine ma di avere – nonostante tutto – ancora un giorno per rimediare, un giorno da vivere come se fosse tutta la vita.

two men clapping each other on shoreLo stile utilizzato dall’autore è diretto e dritto al punto, semplice e scorrevole. La struttura narrativa dei personaggi si divide sia nei due protagonisti principali che in altri personaggi che vedremo per una pagina o due ma che costruiranno tutto ciò che circonderà il cuore principale della storia.

La storia funziona molto dal lato malinconico e della tristezza e lascia dei messaggi esaustivi e profondi su come soltanto nell’ultimo giorno ci si renda effettivamente conto di ciò che avevamo e di ciò che stiamo perdendo. Nonostante, comunque, sia stata scorrevole e fluida dal punto di vista della lettura e la storia sia stata toccante e lasci intendere quanto le persone non prendano sul serio la propria vita o non la vivano abbastanza a pieno, ci sono state delle cose che mi hanno lasciato in bilico e con una piccolissima parte di insoddisfazione. 

Pensavo che alla fine del libro avrei versato fiumi di lacrime – e lo so di per certo perchè con questo tipo di libri o comunque con una storia triste, difficilmente riesco a trattenermi – invece non è stato così. Non dico che sono rimasta delusa da questa cosa, ci mancherebbe, ma sono rimasta delusa proprio dalla mancanza di pathos nel finale che ti lascia l’amaro in bocca e ti fa stringere lo stomaco. 

L’inserimento di troppi personaggi che hanno incontrato i due protagonisti ma che sono decisamente superflui. Per qualcuno devo dire che potevano starci ed erano posizionati anche ad hoc ma alcuni lasciano dei dubbi esistenziali che fanno sorgere delle domande, come il tipo alla fine che si ricollega poi ad un altro personaggio secondario.

Ciò che nasce fra i due protagonisti non era davvero necessario. Secondo me si poteva tenere una profonda amicizia che li lega per via della morte. Ho trovato la cosa molto forzata e quindi ha smontato tutto ciò che per me era la parte importante della storia, in fin dei conti, ovvero quando i due protagonisti arrivano alle battute finali della storia. L’importante era vivere quell’ultimo giorno, uscirne vincitori (per quanto sia possibile considerarla tale), cambiati, diversi e un po’ meno soli. Con questo ovviamente non condanno la scelta e trovo che sia stata comunque molto dolce e rende il libro più magico di quello che è.

In più c’era la possibilità che almeno un personaggio spiegasse come effettivamente fa Death Cast a sapere quando si muore. Ok che non nasce come un fantasy o una storia per cui quello sia effettivamente necessario ma forse anche questo ha contribuito nella mia insoddisfazione generale. Già il fatto di sapere quando si muore una cosa è effettivamente strana e praticamente impossibile, ma se avesse avuto una spiegazione anche misera probabilmente mi sarei accontentata. Invece sembra quasi che neanche l’autore sappia spiegarsi questa cosa o che lo ha ritenuto superfluo anche se è poi su questo servizio che nasce la storia e su cui si basa.

A parte questo ho trovato la storia davvero significativa a livello emotivo e di emozioni che trasmette. Il tema principale è importante e condivido il fatto di vivere una vita ricca di avventure che ci lasceranno soddisfatti di quello che abbiamo fatto, non solo cose che ci fanno andare avanti tanto per. E’ una storia che vi farà entrare nel cuore i due personaggi principali e che custodirete nel cuore per un bel po’ di tempo.

«Hai ragione. Hai proprio ragione. Stanno sparendo un sacco cose, tutto, tutti stanno morendo. Gli esseri umani fanno proprio schifo. Pensiamo di essere indistruttibili e immortali (…)». «Non agiamo mai», afferma Mateo, «reagiamo soltanto quando ci rendiamo conto che il tempo sta per scadere».

Il libro è sicuramente una lettura che vi lascerà tante emozioni coinvolgenti. Quella predominante è sicuramente la tristezza e la malinconia come la speranza costante che i due possano salvarsi, che Death Cast per loro possa essersi sbagliato. E voi, cosa fareste se vi dicessero che questo è il vostro ultimo giorno di vita?

Adam Silvera arriva al cuore del lettore dalla prima all’ultima pagina lasciando quell’alone di tristezza che stringe il cuore. Una lettura coinvolgente ed emozionante che vi porterà in giro per New York in un ultimo giorno che ci trascina in un avventura malinconica e dolcissima.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni mi raccomando! Eccole qui:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere che ve ne sembra e se lo leggerete!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #227 – L’ALBERO DELLE OSSA DI KIM VENTRELLA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI! 

Eccoci qui con una nuova recensione per voi, di un libro che ho letto in vacanza e – scusate il ritardo – di cui vi parlerò oggi. Sto cercando a mano a mano di andare avanti e di smaltirle tutte anche se sono veramente tante ed intervallarle in tutti gli articoli che faccio uscire è veramente un casino. Quindi ecco qui, spero vi piaccia:
Lalbero-delle-ossa-copertinaTitolo: L’albero delle ossa
Autore: Kim Ventrella
Editore: Il Castoro
Data di uscita: 22 marzo 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CUZAYF

Trama: Quando Stanly trova un osso in giardino, non potrebbe essere più felice. È una scoperta sensazionale, che gli farà vincere di sicuro un importante concorso fotografico per giovani archeologi. Certo, trovare un osso in giardino è piuttosto strano. Ancora più strano è il fatto che l’osso cresca e in pochi giorni diventi uno scheletro intero, capace di saltare fuori dal terreno, ballare e fare numeri buffi: Mentre Stanly è dubbioso, la sua sorellina, Miren, è contentissima di avere uno scheletro per amico, e i due diventano presto inseparabili. Soprattutto quando la salute di Miren comincia a peggiorare, e il suo amico speciale è l’unico che riesca a farla stare meglio. Stanly ha paura, e farebbe qualsiasi cosa per allontanarlo dalla sorella, ma lo scheletro è lì per un motivo, e forse è arrivato il momento di comprendere quale. 

RECENSIONE

boy wearing black and white skeleton-printed crew-neck sweatshirt while standing on logLa storia ha inizio con uno strano evento nel giardino di Stanley Stanwright, in cui lui fa una delle più grandi scoperte del secolo. Un osso fuoriesce dal terreno del giardino e la cosa lo colpisce immediatamente rendendolo un esploratore fiero e orgoglioso della sua scoperta.

Peccato che l’osso ogni giorno sembra fuoriuscire sempre più dal terreno e laddove sembrava essere un semplice osso di una falange, uno scheletro umano comincia a crescere nel giardino. La cosa che sconvolge Stanly è che solo poche persone riescono a vederlo e fra quelle c’è il suo migliore amico, che lo trova inquietante, e sua sorella Miren, che lo trova buffo e divertente. Mentre Stanly cercherà di fotografare la sua scoperta per il concorso archeologico, tutto comincia a prendere una strana piega.

Chi è questo scheletro e cosa vuole da loro? Perchè è proprio nel loro giardino? Riuscirà a vincere il concorso? Perchè Miren apprezza sempre di più la compagnia di quello scheletro?

Premette il naso contro il vetro come aveva fatto tata Francine poco prima. Vide i pezzi della sua macchinetta fotografica abbandonati sul prato. Lo scheletro della mano ondeggiava nel vento, e dalle ossa si levava il ticchettio di una strana musica. Il fango che aveva usato per seppellire la mano era sparito nel nulla. «Come mai tu lo vedi e la mamma non ci riesce?» Tata Francine strinse la spalla di Stanly con la sua mano rugosa. «Vediamo solo quello che vogliamo vedere», disse tata Francine, e andò in cucina a preparare la cioccolata.

La trama è accattivante e di sicuro incuriosisce. L’unica pecca è il fatto che nelle ultime righe si capisce già dove vuole andare a parare il libro e la storia in se. Io, purtroppo, per questo libro l’avevo letta tutta – come in genere non faccio – e mi sono, diciamo in parte, rovinata il finale. Se ancora non l’avete letta tutta non fatelo (evitate le ultime righe) e godetevi la lettura.

Risultati immagini per the skeleton treeLa copertina è stupenda e sono davvero felice che l’editore abbia scelto di mantenerla proprio come l’originale. Non c’è cosa più bella quando le copertine sono così meravigliose. Il titolo è una traduzione dell’originale “Skeleton Tree“, riadattata e fatta diventare L’albero delle ossa e non Scheletro Albero o cose simili. E sicuramente è migliore così e credo che graficamente questo libro sia davvero impeccabile. Una cosa che noterete saranno anche dei piccoli scheletri a bordo della pagina, in basso a destra dove in genere c’è il numero della pagina. Se muoverete velocemente le pagine dall’inizio alla fine vedrete lo scheletro muoversi, camminare e persino salutare.

L’ambientazione è una piccola cittadina e l’epoca è moderna e contemporanea, infatti Stanly cerca di partecipare al concorso archeologico su internet, a dimostrazione del fatto che sono i giorni nostri.

«Stanly, sai che alcune persone hanno scritto nei commenti che l’immagine si muoveva? Prima che sparisse, ovviamente. Be’ ecco… un istante prima che sparisse lo stavo guardando e potrei giurare di aver visto…» «Un mucchio d’ossa?», disse Stanly. «Che cosa?» A Jaxon andò di traverso il succo, ma sembrava così sollevato di non dover concludere. «E’ così che mi sento».

greyscale photography of skeletonI personaggi non sono poi molti e ritengo sia importante parlarvi sia del protagonista di questa storia, sia di sua sorella essendo fondamentali per questa storia. La mamma dei due ragazzi in questione è vista poco e male ma sono davvero felice di Tata Francine, che è fantastica sotto tutti gli aspetti e che scoprirete se deciderete di leggere il libro. Ecco che ve ne parlo:

Stanly è un ragazzino intelligente, che ha sempre badato a sua sorella vista la sua malattia ed ha cercato di fare l’ometto di casa dopo la separazione dei genitori. Nonostante la madre sia sempre nervosa e la maggior parte delle frustrazioni le sfoga su di lui, Stanly non si lascia intimorire. E’ un ragazzino curioso che ama esplorare e trovare rarità, esattamente come quella che gli capita nel giardino di casa. Stanly vorrebbe di nuovo suo padre e per far colpo su di lui vuole vincere il concorso da esploratore fotografando lo scheletro in giardino. Tra le cose più belle di Stanly? Riesce a far ridere Miren quando è triste.

Miren è una ragazzina sveglia e furbetta, è sempre piuttosto malata ma quando Stanly comincia ad esplorare – fra una scusa e l’altra – riesce ad intromettersi e lo scheletro che ne verrà fuori sarà in grado di farla divertire e sorridere a differenza di come invece fa con suo fratello che è diffidente nei suoi confronti. E’ una bambina dolcissima e tenera, vi innamorerete di lei.

Stanly premette la guancia contro il freddo caminetto di mattoni, mentre la rabbia gli bruciava sotto la pelle. La mamma non credeva che potesse prendersi cura di Miren. Non sapeva proprio un bel niente. Era stato lui a mettere il cerotto a sua sorella quando si era sbucciata il polso scivolando sul ghiaccio. Le aveva insegnato a lanciare i gavettoni, ad andare sul triciclo e a mangiare un cono gelato alla velocità della luce. Era tutta la vita che si prendeva cura di Miren. La mamma era troppo impegnata con il suo stupido lavoro per accorgersene, ecco la verità.

girl's face covered in white creamIl perno centrale è proprio lo scheletro che Stanly trova in giardino. Dapprima pensa sia uno scherzo, poi cerca di farne una scoperta archeologica da finire su un concorso per poi passare alle consapevolezze finali, che non vi rivelerò. Lo scheletro non dice nulla ma sembra presentarsi in modo diverso e sotto diversi aspetti agli occhi di Stanly mentre sua sorella Miren lo vede come un essere buffo e divertente.

Lo stile utilizzato è semplice ed è scritto principalmente per una fascia di età che riguarda specialmente i bambini. Questo non vuol dire che il libro non può essere letto anche dagli adulti essendo comunque pieno di significato e pieno di emozioni.

La storia è comunque molto carina anche se prevedibile sotto certi aspetti. Infatti, come vi ho già detto, la trama è rivelatrice, quindi se non l’avete letta tutta avete fatto la cosa migliore. Nonostante questo punto resta una storia davvero bellissima, toccante e commovente che tutti dovrebbero leggere.

Lo scheletro, chiamato da Miren Princy, ha un ruolo fondamentale all’interno della storia ed è un profondo mistero che solo Stanly può risolvere. E’ una figura enigmatica, simpatica ma allo stesso tempo inquietante. Sta a voi scoprire cosa succederà in casa.

Jaxon prese in prestito il libro, e ogni volta che incontrava Stanly aggiungeva nuovi dettagli sul Tristo Mietitore. Ma non aveva importanza; Stanly sapeva già tutto su quello che doveva sapere. Princy, o qualunque fosse il suo vero nome, stava combinando qualcosa di brutto. Anche se sorrideva, danzava e si comportava come uno smidollato. Una volta a casa, Stanly avrebbe cercato Princy e si sarebbe assicurato che lasciasse in pace Miren. Falce o non falce.

L’albero delle ossa è un libro dolce, commovente e tenero. Sicuramente un libro che vi consiglio e che dovete assolutamente leggere. Un libro che vi entrerà nel cuore e che vi emozionerà.

Kim Ventrella scrive una storia che può sembrare inquietante o un tantino macabra ma racconta una realtà sotto una prospettiva diversa, un bellissimo testo che ci insegna sia il valore della famiglia sia quanto la morte possa essere vista in maniera significativa ed importante nello stesso modo in cui può esserlo la vita.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©