REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #558 – I FILI ROSSI DELLA FORTUNA DI NEON YANG

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Torniamo con il seguito, secondo volume, di questa serie di quattro volumi che spero possa incuriosirvi. Ovviamente devo ringraziare per la lettura la Mondadori Oscar Vault e Miriam di Me and Books per aver organizzato l’evento in questione che ci guiderà lungo questo viaggio lungo 4 volumi profondi e particolari. Ecco che ve ne parlo:

9788804745099_0_536_0_75Titolo: I fili rossi della fortuna
Autore: Neon Yang
Volume due della serie de Il tensorato.
Data di uscita: 23 novembre 2021
Pagine: 192
Link d’acquisto: https://amzn.to/3GzUigL
Trama: Profetessa ormai decaduta, dominatrice degli Elementi, e figlia della Protettrice, Sanao Mokoya ha deciso di cambiare vita. Un tempo le sue visioni davano forma alle vite dei suoi concittadini in tutto il paese, ma, anche se prevedeva immani tragedie, Mokoya non aveva modo di ridisegnare il futuro. Devastata dalla perdita della figlia, inizia una caccia contro i letali naga, capaci di oscurare il cielo, nelle lande più remote del regno, lontana da tutto ciò che amava, accompagnata da un branco di raptor. Seguendo le tracce di un enorme naga che minaccia la città mineraria ribelle di Bataanar, Mokoya incontra lə misteriosə e affascinante Rider. Ma le cose non sono come sembrano: la bestia che entrambe inseguono nasconde un segreto che potrebbe far scoppiare la guerra in tutto il Protettorato. Invischiata in una cospirazione di magie e tradimenti, Mokoya deve venire a patti con il suo dono straordinario e pericoloso, o rischiare di perdere quel poco che ancora le è caro. 

RECENSIONE

Fictograph — Promos for two queer, raptor-riding, slack-bending...La storia ha inizio diversi anni dopo le vicende del primo volume. E’ passato tanto tempo da quando Makoya, figlia della Protettrice, era Profetessa e dominatrice degli Elementi e sono passati diversi anni anche da quando ha perso sua figlia e da quel momento ha deciso di cambiare ogni cosa possibile nella sua vita. Un tempo prevedeva degli eventi che non poteva modificare ed ora invece insegue i terribili Naga, accompagnata dalla Fenice e da un branco di strani raptor. Ma c’è un pericoloso Naga che si fa strada fra le lande buie e misteriose attorno alla città di Bataanar dove rischia di scoppiare una guerra. Mokoya avrà modo di conoscere Rider, che rimetterà in gioco tutte le sue poche certezze.

Cosa succederà a Mokoya e alla città di Bataanar? Ci sarà una guerra? Riuscirà Mokoya a rimettere in pista i sentimenti e a ricalibrare la sua vita nonostante la sua immensa e dolorosa perdita?

«Ricorda, oh luminoso cercatore di conoscenza, il Primo Sutra, il Sutra delle Cinque Nature». «La Slasca è tutto, e tutto è Slasca». (…) «Conosci le vie delle cinque nature e conoscerai le vie del mondo. Poiché tutte le linee e i nodi della Slasca sono le linee e i nodi del mondo, e tutto ciò che ha forma si forma attraverso l’intreccio dei fili rossi della fortuna.»

La trama riprende quanto vi è scritto, niente di più e niente di meno. E’ una trama che incuriosisce fin da subito e che lascia una scia di curiosità per chi ha letto il primo volume e si sia affezionato al personaggio di Mokoya, uno dei due gemelli. Non viene raccontato troppo trattandosi comunque di un libro non particolarmente lungo ma è sufficiente per ciò che viene scritto.

La copertina segue la scia dei volumi precedenti così come si rifà anche agli originali ovviamente anche se – come già ripetuto per il primo volume – sarebbe stato meglio un unico e semplice volume che racchiudesse tutto. Nonostante ciò le illustrazioni sono sicuramente degne di nota e lo stile ha il suo perché, non lo metto in dubbio. Il titolo si rifà, anche qui, agli originali e il perché lo scopriremo strada facendo all’interno del volume, molto prima di quanto effettivamente si pensi. E’ un titolo azzeccato e la composizione del connubio è buona.

L’ambientazione è il Protettorato suddiviso in regioni e quant’altro come viene anche mostrato sia dalla mappa trovate sia nel volume stesso, sia nella recensione del primo volume se siete particolarmente curiosi; l’epoca non è specificata ma segue la scia degli avvenimenti del volume precedente e si mantiene anni dopo gli avvenimenti del primo volume, Anno Trentotto dei gemelli se non erro.

«Non occorre che ti scusi» disse Mokoya, prima che l’altro potesse proferire parola. Si era fermato a qualche resa di distanza da lei. «Ma… devo. Mi sono comportato molto male nei tuoi confronti.» «Sì, tendo a tirare fuori il peggio dalle persone.»

I personaggi di questa storia, rispetto al primo volume che tende a concentrarsi su due protagonisti – gemelli s’incentra sulla vita di Mokoya (e su cosa sia cambiato dalla perdita di sua figlia) diversi anni dopo gli avvenimenti del primo volume, riprendendo un personaggio cambiato, sotto certi aspetti più maturo e sotto altri più fragile e infantile, che non sembra voler andare avanti e affrontare la realtà.

Mokoya infatti sembra soffrire tanto la perdita di sua figlia, allontanandola ancor di più dal suo gemello così come dal suo stesso marito, che tutt’ora sembra preoccuparsi per lei nonostante si siano allontanati. Mokoya sembra affrontare il dolore uccidendo naga o andando alla ricerca di essi per cercare di avere un vero e proprio motivo per andare avanti. E’ un modo per affrontare il dolore, questo è evidente ma come dice anche suo marito – in un punto del libro – prima o poi dovrà liberarsi del dolore e dovrà affrontare la vita, scardinare quel muro che si è costruita attorno cercando di nuovo di tornare fra i “vivi”. In questo volume è solitario anche se viene circondato da alcuni già conosciuti nel volume precedente e ne incontreremo di nuovi, come Rider ad esempio.

«Sono preoccupato per te» disse lui. «Non devi.» (…) «Dovrai smetterla di scappare, prima o poi. Dovrai tornare.» «Smettere di scappare non significa tornare.» «Non intendevo dire che tu debba tornare da me o al Grande Monastero, o perfino a Chengbee. Intendevo tornare in vita, Nao. Devi tornare. Io ti vedo, ricevo notizie su ciò che fai e so che vaghi con questa lastra di vetro che ti separa dal mondo. Dovrai romperla, a un certo punto.»

Fictograph — Promos for two queer, raptor-riding, slack-bending...Il perno centrale di questa storia si divide in due correnti differenti: quella emotiva che segue il percorso interno del personaggio principale e come questo affronta il dolore; quella della trama che segue le vicende della ricerca del Naga e della guerra che potrebbe scatenarsi da un momento all’altro visto quanto sta per succedere nel Protettorato stesso.

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo del volume precedente anche se decisamente più dinamico e fluido, rispetto al primo volume. Infatti all’inizio usando il “they” e quindi la shaw per entrambi i personaggi ho fatto difficoltà ad entrare nella logica e nella sintonia della lettura che mi collegava ai personaggi. Essendo qui Mokoya, già confermata a livello di genere, la lettura è stata in qualche modo “facilitata” se vogliamo metterla così anche se non mancheranno personaggi di genere Non binario – appartenenti quindi alla comunità LGBTQ+  la storia continua a mantenersi con la base di quanto detto per il volume precedente.

Non solo per quanto riguarda il livello della storia, questo volume colpisce molto più a livello emotivo e la sfera emozionale portando ad avvicinarci molto di più al personaggio che ha consapevolezze e una maturità differente rispetto ai precedenti. Ho trovato Mokoya sia diventata madre e abbia perso una figlia, umana ai limiti dell’inverosimile, molto di più di quanto sembrasse con i volumi precedenti visto il suo potere che la rendeva particolare e forte al tempo stesso. Questa componente emozionale influisce sul lettore e rende il tutto dolce e più vicino a qualsiasi tipologia di lettore, anche ad una fascia di età più alta visto ciò che la protagonista ha affrontato e sta affrontando e visto l’età del personaggio stesso ovviamente.

Il componente della storia è interessante anche se opinabile visto che i Naga e su quanto si sviluppi la storia stessa sembra quasi superfluo a livello di guerriglia e quant’altro: infatti sembra solo un motivo per mandare avanti la serie non indispensabile ma che ha legato l’autore indissolubilmente ai suoi personaggi che non sente davvero di voler lasciare in quel momento ma vuole dare ancora delle opportunità e dei motivi per farci sapere cosa può succedere “dopo”. A parte questo, la storia e il fatto dei naga non li ho sentiti forti e dominanti così come l’introduzione del nuovo personaggio.

A riempire il tutto è il worldbuilding che l’autore riesce a creare donando un atmosfera suggestiva che difficilmente in alcuni libri si riesce a percepire. Infatti nei suoi scritti, Yang, il tutto viene reso quasi poetico e delicato dai suoi scritti che raffigurano una realtà a tratti quasi magica.

«Una volta, conoscevo una persona audace e gioiosa come un fiume guizzante. Un filo argentato nella Slasca, brillante contro tutti quei rossi e quei blu. Ora, non so che fine abbia fatto.» “È morta” pensò Mokoya. “È morta nell’esplosione che ha tolto la vita a sua figlia.” Thennjay si fece silenzioso. «Scusami. Non voglio farti pressioni, Nao. Non va mai a finire bene.» Mokoya si sentì dispiaciuta per lui. «Thenn, sono contenta che tu sia qui.» Ed era sincera. «Lo sono davvero.» Lui la cinse per le spalle e le baciò la sommità della testa. Una reazione misurata e cauta. «Anch’io sono contento di vederti.»

Il libro è stato, sommariamente, una buona prosecuzione della storia seppur non del tutto necessaria. Ho apprezzato tantissimo l’esposizione del punto di vista emotivo di Mokoya e tutto ciò che questo concerne riguardo anche i personaggi che le ruoteranno attorno ovviamente. Un secondo volume curioso e ben strutturato.

Neon Yang ci riporta al Protettorato fra Tensori e Macchinisti con una guerra alle porte e il dolore di una madre che ha perso tutto e non ha paura di mettersi veramente in gioco. Siete pronti a sfidare un naga potente e a scoprire i segreti che si nascondono dietro Rider e il Tensorato?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, vi aspettiamo ovviamente e spero ci seguirete:

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Avete letto il primo volume? Leggerete anche questo o darete un’opportunità alla serie? Oppure non vi piace? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©