REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #565 – LA VENDETTA DEGLI DEI DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Augurissimi a tutte le donne, non solo oggi ma tutti i giorni! In questo martedì della donna con un libro su una donna forte e audace che vi lascerà a bocca aperta. Siete curiosi di sapere di chi sto parlando? Ringrazio tantissimo la Newton Compton per avermi permesso la lettura del volume e vi lascio ciò di cui vi sto per parlare:

9788822767103_0_536_0_75Titolo: La vendetta degli dei
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 7 marzo 2022
Pagine: 320 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3MrskYs
Trama: Regina dal potere sconfinato, moglie assassina e vendicatrice, madre tradita e amorevole, figura capace di slanci e sentimenti di grande intensità o donna crudele e senza cuore? È davvero difficile provare empatia per una donna che tradisce il marito, Agamennone, e che lo uccide al suo ritorno da Troia assieme al proprio amante, senza conoscere fino in fondo le sofferenze a cui è stata sottoposta fin dalla giovane età. Una donna che ha dovuto sopportare l’omicidio del precedente marito e del figlio uccisi brutalmente, l’assassinio della figlia Ifigenia sacrificata con l’inganno agli dei dal padre. Senza contare le umiliazioni pubbliche, i soprusi e gli abusi a cui la regina di Micene deve sottostare per il bene pubblico. E così, in un racconto appassionante e commovente, Clitennestra assume sembianze di una modernità impressionante e il lettore si ritrova avvinto da una spirale di odio, amore, violenza e spargimenti di sangue di familiari che non ha eguali nella mitologia greca.

RECENSIONE

white head bustLa storia ha inizio con Agamennone che si reca da un sacerdote, Calcante. Con la nave per via del vento non riesce a tornare a Troia e sa che è colpa degli Dei, deve essere colpevole di qualcosa che non è consapevole di aver compiuto contro le stesse divinità. Calcante non ha problemi ad esporre cosa lo rende colpevole contro la Dea della Caccia, Artemide. E una richiesta davvero grande gli viene chiesta quella di sacrificare sua figlia Ifigenia. Una richiesta che sarà la goccia che farà traboccare il vaso per la moglie del famoso re dei re, Clitennestra. Una moglie e madre e donna che ha subito tanto, troppo. Una donna che sacrifica tutto ma che non ha più nulla da perdere.

Cosa succederà a questa donna distrutta dal dolore di anni di soprusi e violenza e da anni che l’hanno cambiata fin nel profondo? Cosa le succederà e cosa cambierà nella sua vita?

«La dea accetterà un unico sacrificio», disse. «Un’unica morte sul suo altare nel tempio di Aulide».
Agamennone annuì in fretta. «Sì, qualunque cosa desideri. Mi rimetterò subito in marcia. Me ne occuperò questa sera stessa». Un’unica morte. Era abbastanza semplice. Doveva solo scoprire quale animale. Chinò la testa in segno di rispetto per l’indovino, ma quando la rialzò, il vecchio gli prese la mano. «Non è un animale che vuole», disse, con una voce che avrebbe potuto avere mille anni. «Ma una fanciulla. La tua figlia più bella, Ifigenia».

A Spartan's Sorrow by Hannah M. LynnLa trama esprime davvero bene ciò che ci troveremo davanti per chi deciderà di leggere il volume. E’ una storia che nonostante l’ambientazione e ciò che porta con sé attraverso la mitologia Greca, lascia spazio ad un’attualità profonda e toccante. Una trama ben costruita.

La copertina, nonostante mantenga la linea del volume precedente e si attenga anche alla linea di molte copertine sulla tematica dell’antica Grecia usciti per altri editori, come la Sonzogno, non colpisce particolarmente. Forse questo ammetto che è più carina del volume precedente ma l’originale, sia per quanto riguarda questa che il precedente della stessa autrice, Il segreto di Medusa, sarebbero stati davvero belli se avessero mantenuto la linea originale. A colpo d’occhio avrebbero fatto un bell’effetto, devo ammetterlo. Nonostante questo, per gli amanti dell’Antica Grecia e simili, la scelta fatta non è stata mal pensata e fa il suo dovere. Il titolo in originale, come potete vedere anche dalla copertina originale qui di lato era “A Spartan’s Sorrow, ovvero Il dolore di uno Spartano. Non so per quale motivo non sia stato tradotto più o meno vicino a questo ma si sia andati su tutt’altro, eppure sarebbe stato sicuramente curioso come titolo anche per via del fatto che la protagonista a muoversi è femminile.

L’ambientazione è l’Antica Grecia ovviamente, come avrete sicuramente intuito, non che ci voglia molto ad immaginarlo ed è il palazzo, a Micene, il fulcro nel quale tutto si basa e i movimenti in cui principalmente verranno svolti i fatti anche se ovviamente non sarà tutto concentrato lì all’interno.; l’epoca si aggira attorno al 458 a.C.

«Si tratta di vostra figlia, Ifigenia», disse l’uomo. «Devi mandarla ad Aulide». «Mandarla ad Aulide?».
Gli occhi del messaggero finalmente si illuminarono e sul suo volto comparve un’espressione reverente. «Ad Aulide vostra figlia verrà data in sposa», disse, «al grande guerriero Achille».

brown painted structuresI personaggi di questa storia sono diversi e ci si concentrerà molto sulla vita a palazzo di Clitennestra, del rapporto con i suoi figli, con l’amante Egisto e con il marito Agamennone. 

Clitennestra è la protagonista principale del volume. Nonostante ci sia Oreste che segue la madre e finisce per prendere parte alla storia di più di quanto ci si aspetta, la vera protagonista è la regina e moglie di Agamennone. E’ una donna che ha tradito, che appare fredda e calcolatrice ma che dietro la sua maschera di forza e freddezza si nasconde molto altro che scopriremo nel corso della lettura e che ci consentirà di conoscere questo personaggio, reinterpretato dall’autrice, sotto un aspetto a cui magari nessuno aveva mai pensato.

«Cosa devo fare?», gridò. «Come posso affrontare di nuovo tutto questo?». Entrò una raffica così brutale che la fece cadere all’indietro sul pavimento di pietra, spegnendo le lampade e precipitando la stanza in un’oscurità assoluta. Ansimando di dolore, lei si costrinse a tornare in piedi. «Ti prego, ti prego, dimmi cosa fare!». Il fulmine fu così puro, così vivido, da darle l’impressione che Zeus in persona le avesse parlato all’orecchio. E quando la mattina seguente si svegliò, a tempesta passata, la sua mente era più limpida che mai. Sapeva perfettamente che cosa doveva fare.

Il perno centrale della storia è Clitennestra e tutto ciò che ruota attorno al suo ruolo di donna all’interno di una società che la denigra, che la tratta come pezza da piedi o peggio ancora da soprammobile. Perché è così che la donna era trattata e in quanto moglie del Re di Micene, non c’è molto da fare se non adempiere ai doveri coniugali e badare ai figli, messi anch’essi sotto la lente degli dei e del padre stesso. Il ruolo della donna è il fulcro attorno a cui gira la storia che nonostante sia una storia dell’Antica Grecia finisce per essere fin troppo attuale.

Lo stile utilizzato utilizzato dall’autrice è il medesimo del volume precedente, secondo volume della trilogia sulle donne della mitologia Greca che ci pone in evidenza una donna non troppo conosciuta come Medusa nel primo volume ma che anche qui ci pone in evidenza una tematica importante e forte, mettendo in primo piano l’essere donna e quanto sia stato difficile – anche tutt’ora lo è – esserlo nella società patriarcale. Scritto in terza persona, la storia finisce per affascinare il lettore per come viene scritta e impostata, nello stesso identico modo in cui è stata impostato il volume precedente su Medusa.

Il modus operandi segue il volume precedente che pensavo fosse un caso isolato; mi ero lamentata nel primo volume del fatto che ci fosse una parte della storia dedicata all’eroe che tenta di uccidere Medusa. Anche qui Oreste, figlio di Agamennone e Clitennestra cerca vendetta e vuole uccidere sua madre per vendicare la morte di suo padre, avvenuta per mano di lei. Quindi, avendo letto già il volume precedente devo dire di non essere rimasta particolarmente sorpresa della scelta fatta perché, in fondo in fondo, me la immaginavo.

Nonostante Clitennestra sia stata sempre raffigurata come una moglie fredda, calcolatrice, falsa e vendicativa in questo volume non solo potremo notare tutto questo con i suoi gesti e nelle sue parole – si veda il tradimento con il cugino del marito Agamennone – ma potremo anche vedere uno spiraglio, il suo racconto, la sua verità e ciò che l’ha portata ad essere così com’è. Non tutto nasce per forza marcio e Clitennestra in questo racconto nasce come una donna si forte ma sola, delusa e usata. E’ una donna che in quanto tale ha subito parecchie cose visto anche il tempo in cui è ambientato e la valenza sociale della donna ai tempi, che non la esula dal fatto di essere una fedifraga e un’assassina ma ci consente di capire il perché dei suoi gesti sia nei confronti del marito Agamennone, sia i risvolti su i suoi stessi figli.

Le tematiche all’interno della storia, quindi, sono importanti e forti e finiscono per colpire ogni donna che deciderà di leggere questo volume. Perché non solo si finirà per comprendere i motivi ma si finirà per sentirsi vicini a Clitennestra e alle sue scelte, cercando di capire le sue emozioni e di posizionarsi nel mezzo tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una lettura che vi colpirà, questo è poco ma sicuro.

Il suo unico rimpianto fu di non poterlo guardare negli occhi. Era un peccato che lui non potesse vederla mentre lo ripagava per tutto ciò che aveva fatto patire a lei e ai suoi cari. Eppure, mentre il re barcollava all’indietro e cadeva nell’acqua che ancora esalava vapori, si rese conto che non le importava più. Era sufficiente. China sul suo corpo, osservò le bolle rosate farsi sempre più rade fino a fermarsi del tutto. Aveva compiuto il proprio dovere. Aveva protetto i suoi figli.

Il libro che segue le vicende famigliari e gli intrighi che si basano su violenza e sangue così come sui tradimenti e l’amore di un madre che si sente sola e he cerca di combattere per se stessa e per i propri figli. Se amate storie di questo tipo, uniteci la mitologia e l’Antica Grecia e il gioco è fatto: state pur certi che è il libro che fa per voi.

Hannah Lynn è un autrice che prende dei personaggi femminili complessi e incompresi quasi totalmente e li trasforma dandogli una voce forte e potente che finisce per sovvertire quello in cui – magari – si è sempre creduto. Una secondo volume ricco di significato e che ci spinge ad essere curiosi riguardo chi sarà la terza protagonista di questa trilogia al femminile.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni relative all’evento di oggi! Vi aspettiamo ovviamente numerosi:
Banner 1920x1080 La vendetta degli Dei


Vuoi acquistare La vendetta degli dei e sostenere il Blog? Acquista da Qui: La vendetta degli dei o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro questo volume? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto numerosi!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #556 – IL SEGRETO DI MEDUSA DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa per i nostri volumi da leggere. Pronti per una storia che ci porta nell’antica Grecia, nelle vicinanze di una delle creature mitologiche più pericolose? Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi sto per parlare. Ecco a voi:

5124yggd0cl._sx317_bo1204203200_Titolo: Il segreto di Medusa 
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 02 Dicembre 2021
Pagine: 256
Link d’acquisto: https://amzn.to/3erj2w3
Trama: Radiosa, innocente, la più pura tra le sacerdotesse di Atena. La bellezza di Medusa va ben oltre quella dei semplici mortali. Per questo, quando lo sguardo colmo di lussuria del dio Poseidone cade su di lei, l’unico luogo in cui spera di trovare rifugio è il sacro tempio della protettrice dei greci. Ma nessuno può sfuggire a un dio. E la divina Atena, signora delle arti e della guerra, non avrà pietà per colei che ha profanato la sua casa. Poco importa che Medusa, violata nel corpo e nello spirito contro la propria volontà, implori il suo perdono. Da questo momento il male che le è stato inflitto diventerà la sua corazza e abbraccerà l’oscurità, in esilio, perché chiunque altro le ha voltato le spalle. Si trasformerà nel mostro che gli altri hanno deciso che doveva essere. Nel frattempo, un giovane di nome Perseo si appresta a partire con la missione di uccidere Medusa. La storia dell’eroe Perseo e del mostro Medusa è stata raccontata molte volte. Questa è un’altra storia. In un tempo in cui gli dèi camminano tra i mortali, il confine tra la gloria e l’infamia è estremamente labile. Ma ogni mito ha bisogno di eroi e di mostri.

RECENSIONE

MEDUSA LA GORGONE E L'ALLEGORIA DELLA PERVERSIONE - PolisemanticaLa storia ha inizio nel tempio di Atena, in cui Medusa riesce con la venerazione della Dea a lavorare per lei come Sacerdotessa. Medusa è sveglia, bella e intelligente: non transige sull’uomo nel tempio della Dea e ha paura per le donne che vengono abusate o seviziate dal proprio marito. Medusa è una ragazza ferrea, giudiziosa, una donna consapevole e credente nella divinità che rappresenta. Ma c’è Poseidone che trama nell’ombra e sembra averla puntata fin dal primo momento che l’ha vista al tempio. E questo lo porta tutti i giorni a presentarsi in veste diversa così da cercare di spodestare questa sua veste sacerdotale solo per soddisfare se stesso. E’ in quel momento, quando la lussuria prende possesso di Poseidone e Medusa finisce per subire ingiustamente l’ira della sua stessa Dea, che la trasforma in quello che tutti conosciamo, la donna con i capelli da serpente che pietrifica ogni cosa.

Cosa succederà alla giovane Medusa una volta subito tutto ciò? Come fa a sfuggire alle persone? E come può non pietrificare chi ama se ormai il suo destino sembra essere soltanto questo? Potrà mai avere l’opportunità di redimersi o di tornare ad essere la sacerdotessa che era prima?

Alcuni pensano che mostri si nasca. Che ci siano creature approdate su questa Terra con un’oscurità talmente soverchiante nel cuore che l’amore di un misero mortale non potrebbe mai domarla. Secondo costoro, queste anime non possono essere redente e non se lo meritano nemmeno. Sono bestie, decise a portare il caos nella vita di chiunque incroci il loro cammino. Sono vendicative e piene d’odio e si meritano soltanto il nostro disprezzo. Forse è vero. Magari tutti i mostri sono così fin dalla nascita. Forse, però, è solo un espediente utilizzato per nascondere l’oscurità che tutti ci portiamo dentro. Che costringiamo noi stessi a nascondere al mondo intero perché non riusciamo nemmeno a immaginare quali misfatti orribili provocherebbe se le permettessimo di crescere. Perché è questa la verità che tutti noi conosciamo: l’oscurità cresce. Altrimenti sarebbe tutto più facile. Questa storia sarebbe più semplice, per molti versi, se l’oscurità fosse nata dentro di lei. Ma non è così. Lei non era così. Furono dei mostri a creare Medusa, ma lei non era nata da essi.

Athena's Child: A spellbinding retelling of one of Greek mythology's most important tales (The Grecian Women Series) (English Edition) di [Hannah Lynn]La trama di questa storia è molto dettagliata, almeno per quanto concerne il lato della storia stessa. Ci viene descritto cosa accade a Medusa, brevemente, e in cosa si imbarca Perseo – l’eroe che tenterà di ucciderla. Perché tutto questo e non un semplice preambolo su Medusa cercando di mantenersi comunque in qualcosa di vago che non vada a descrivere troppo di quello che succederà all’interno del volume? Una trama ben scritta, non ne ho dubbi, ma l’avrei posta sotto un altro punto di vista e in un altro modo.

La copertina è stata completamente stravolta se si vede l’originale che vi ho posto qui di lato. Non c’è una somiglianza, nulla, se non che si è provato a farla somigliare alle copertine di Circe e La canzone di Achille che sono però pubblicate da Marsilio/Sonzogno e che offrono il tema che viene proposto anche qui, riportandoci all’antica Grecia e alle vicende di eroi e antichi esseri mitologici che tutti oggi conoscono. Come potete osservare, anche voi potrete apprezzare di più la versione originale, sia per via dei colori che per via della diversità rispetto all’omologazione delle copertine, di recente. Il titolo si distanzia totalmente anche qui da quanto invece ci trasmette e comunica l’originale che, se tradotto, sarà: “I figli di Athena“. Il segreto di Medusa probabilmente fa riferimento alla sua storia e si è deciso di portare un qualcosa di riferito al suo personaggio, piuttosto che fare un discorso più ampio e generalizzato. Sinceramente, non so dirvi se sia stata la scelta migliore ma non ci sta male nel risultato, quindi ci si chiede: perché no?

Per quanto riguarda ambientazione ed epoca, ci troviamo nell’Antica Grecia ai tempi dei miti. Non vi è trascritta ne posizionata una vera e propria data ma è a questo che si fa riferimento, quindi si può tenere in considerazione questa cosa, nel corso della lettura.

«Offriresti il tuo cibo agli dèi se te lo chiedessero?». L’uomo scosse la testa, sconcertato. «Ma certo. Come qualsiasi persona sana di mente». «E se un dio lo rubasse?» «Gli dèi prendono e tolgono secondo la loro volontà». Medusa sorrise. «Esatto. Quindi, siamo d’accordo. Però». Fece una pausa, spostandosi un po’ più indietro. «E se il dio si fosse travestito? Come Poseidone quando viene a riva. Come fai a sapere se l’uomo a cui rifiuti da mangiare è un mortale oppure un dio?». Il mento dell’uomo non smise di tremare. «È un vicino che abita  accanto a me da una vita». «Eppure lo vedi solo quando hai gli occhi aperti. Ti chiedo, dov’è che va quando li chiudi o guardi da un’altra parte?»

සර්ප හිසකෙස් තිබූ සුන්දර යක්ශණිය: මෙඩූසාI personaggi di questa storia non sono poi così tanti. Si parlerà di Medusa, che è la protagonista indiscussa della storia e di Perseo, colui che cercherà di ucciderla una volta che lei avrà preso le sembianze del gorgone e una volta che la su leggenda avrà ormai preso piede. E’ ovvio che, ci siano dei personaggi importanti ma poco ricorrenti o che siano nettamente secondari alla storia: si veda Atena o Poseidone, così come le sorelle di Medusa: tutti hanno un funzione ben precisa e determinata oltre ad essere ben delineata nel rispetto della storia stessa. Perseo, nonostante sia anch’esso menzionato nella seconda parte della storia e viene visto anche il suo punto di vista, non ottiene la stessa rilevanza che ha Medusa nel corso della storia. E’ un ragazzo forte, determinato, coraggioso, che come tanti altri uomini non esiterà nel tentare di sconfiggere e uccidere la giovane donna dai capelli da serpente. Eppure ho trovato Medusa molto più incentrante, infatti i pezzi di Perseo finiscono quasi per distrarre dalla storia principale.

Medusa nasce come una giovane ragazza che venera la dea Atena, che crede nel potere delle donne e che è devota al tempio e a ciò che questo rappresenta. Quando succede l’irreparabile con il dio Poseidone la ragazza viene punita da Atena e tramutata in una donna che pietrifica con lo sguardo e con i capelli come serpenti. Tant’è che cerca di trovare rifugio e riparo nella propria famiglia ma anche quella verrà messa a dura prova dalla stessa Medusa. E’ un personaggio solitario, forte ma al contempo fragile che preferiva uccidersi piuttosto che vivere così anche se ne era costretta dalla sorte e dalle divinità che le hanno voluto male.

«Perché si considerano le donne instabili? Impugnano un coltello più volte in un giorno di quanto farà mai un uomo in tutta la sua vita, eppure non sono le donne a pugnalare i mariti quando li sospettano di adulterio. Formano gruppi di amiche dai legami più resistenti dell’acciaio, eppure non sono le donne a picchiare a morte i mariti insieme ai loro accoliti quando riecheggia nell’aria appena una traccia di misfatto. Non sono le donne che richiedono un’amante dietro l’altra, per poi fare promesse d’amore che si rimangiano non appena compaiono capelli più scuri e occhi più luminosi. Ci accusano di continuo di essere emotive, irrazionali. Le donne non si ubriacano come gli uomini per poi insultare degli sconosciuti o lanciare pietre in segno di protesta. Le donne usano le parole e la ragione laddove gli uomini utilizzano i pugni e la forza bruta. Allora perché veniamo sempre per seconde? Perché, mia dea? Perché siamo sempre seconde, noi?»

Il mito di Medusa – Lo sguardo ammaliatore che le costò la vita.Il perno centrale di questa storia si incentra tutto sul mito di Medusa e su come l’autrice abbia voluto rappresentare la storia secondo il suo punto di vista. Il mito di Medusa e la conquista della test da parte di Perseo, diventa il fulcro di questa storia difficile ma al contempo quasi necessaria visti anche delle riflessioni su cui l’autrice finisce per soffermarsi.

Lo stile utilizzato è ipnotico e fin dal primo momento la scrittura cattura per la sua fluidità, in terza persona sviluppandosi sia sotto il punto di vista di Medusa che quello, successivamente, di Perseo. Infatti la lettura finisce per essere veloce, specialmente al principio in cui la storia di Medusa è accattivante e arriva dritto al cuore del lettore specialmente laddove a leggere la storia è una donna. Non dico questo per denigrare o mettere in risalto la categoria ma ho trovato il personaggio molto più toccante perché magari poteva riguardarmi in maniera più vicina rispetto invece a quanto possa esserlo per un uomo, che magari si rivede nell’eroe Perseo che cerca di ucciderla, piuttosto.

Ho trovato le tematiche descritte davvero importanti e ben sviluppate dall’autrice: il fatto della violenza, delle donne che si recano al tempio per cercare la salvezza dall’uomo che le tradisce o che le maltratta. Una realtà che è presente da secoli nelle gerarchie famigliari e relazionali e che si sta cercando con il tempo di sradicare, anche se ancor oggi è difficile. Il tema è quindi rilevante e porta con sé delle riflessioni non indifferenti al lettore. Questo è sicuramente il punto a favore maggiore all’interno della lettura perché si parla di abuso, violenza, voler porre fine alla propria vita – quindi suicidio – e della paura che il brutto o il fuori dall’ordinario possa suscitare negli altri, persino ai stessi famigliari, a volte. E sia per quanto riguarda le tematiche, l’autrice riesce a porci davanti un personaggio che riesce a farci provare dei sentimenti e delle emozioni forti, che ci toccano fin nel profondo. 

Laddove la storia inizialmente si presenta scorrevole e di veloce lettura, si ritrova a rallentare quando a prendere piede è Perseo e quando il focus, nonostante si mantenga bene o male su Medusa, si sposta e si incentra su di lui. La storia lì rallenta, prende un’altra piega e finisce per rimanere anche un po’ pesantuccia quindi dopo la metà del volume l’attenzione comincia radicalmente a calare e si trova il tutto persino più pesante di quello che si pensava. E’ logico che la storia si mantenga al mito originale e che venga colorito e modificato secondo l’autrice e come ha reinterpretato il tutto ma ad un certo punto il pathos sembra perdersi e Perseo sembra non avere lo stesso fascino che invece ci instillerà Medusa. Quindi la storia perde il suo fascino iniziale e non si riesce a sostenere la lettura con lo stesso interesse suscitato all’inizio; la seconda parte sembra scritta – in alcuni punti – come se non si sapesse come proseguire o che sviluppo dare al personaggio.

«Ti prego». Medusa, in ginocchio, a occhi chiusi cercava a tentoni di afferrare la sorella attraverso la tenda. Riuscì a ghermirle le caviglie alla cieca. «La dea ti sentirà. Sentirà quel che stai dicendo». «Bene, è quello che voglio. Voglio che senta quel che ci ha fatto. Merita di vedere il dolore inflitto dal suo egoismo. Il male che senza alcun motivo…».

Il libro è un piccolo volume che segue la scia della categoria delle rivisitazioni dei miti e della mitologia greca, portando alla luce uno dei personaggi più famosi di sempre e di cui tutti hanno sempre avuto più paura o – come nel mio caso – che hanno sempre affascinato. Una storia che consiglio agli amanti del genere e che spero possiate apprezzare.

Hannah Lynn è una scrittrice che si affaccia al panorama italiano con una lettura che di sicuro non lascia indifferenti. Chiunque almeno una volta nella vita può essersi sentito come Medusa e l’autrice è stata brava a farci vestire i suoi panni. Siete pronti ad affrontare Medusa o finirete per essere pietrificati?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Il segreto di Medusa e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Il segreto di Medusa o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi e fare il caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto ovviamente!

A presto,

Sara ©