RECENSIONE #471 – GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE DI ALEC BOGDANOVIC.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi che spero possa piacervi e interessarvi. Personalmente, se mi è piaciuta o meno devo spiegarvelo perché devo ammettere che la questione è difficile. Non siete un minimo curiosi di questa lettura?? Ringrazio l’autore per la copia di cui vi parlo subito:

9788899700416_0_0_626_75Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie
Autore: Alec Bogdanovic
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2020
Editore: Rogas Edizioni
Link d’acquisto: https://amzn.to/3qE63Mi
Trama: La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe ci si imbatte nell’adolescenza e cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui stesso. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

RECENSIONE

man leaning on counterLa storia riprende la storia di un giovane che, riscontrato il suo fatto di essere depresso, solo e potenzialmente impotente cerca strane soluzioni e spiega come la sua vita sia infelice e potenzialmente circoscritta a tante dosi di ossitocina e quante più altre sensazioni ormonali e emotive riuscissero a tenere il cuore potenzialmente un luogo felice e non del tutto inospitale.

Ma cosa succede davvero ad Alec? Cosa lo rende così depresso e così avvezzo al mondo che lo circonda? Cosa scoprirà di se stesso e cosa cercherà di cambiare da ciò che di sbagliato sembra aver vicino?

Il mio essere sempre controllato la prendeva un po’ come una sfida nei suoi confronti. Pensava la disprezzassi quando in realtà la ritenevo troppo bella per non essere una presa per il culo. Grazie ai miei complessi di inferiorità avevo appena innescato una reazione a catena che l’avrebbe fatta innamorare di me. Col senno di poi forse la più grande, se non l’unica, botta di culo della mia vita.

La trama incuriosisce sicuramente ed è questa che mi ha spinto, stavolta alla lettura di questo volume. Per la maggior parte delle volte, se mi seguite, sapete bene che amo soffermarmi sulla copertina e sulle prime righe della trama per non andare troppo a fondo. Stavolta mi sono lasciata trascinare e convincere dalla trama. Una buona presentazione per questa storia seppur poi a conti fatti ci si trovi di fronte a una storia diversa e alternativa. 

La copertina non fa impazzire, devo essere sincera. Se non fosse stato per il tema della storia non sarei stata tentata dalla lettura di questo volume. Avendo avuto anche io attacchi di panico e avendo sofferto in piccola parte di depressione anche io, mi sono sentita vicina al tema e questo mi ha spinto alla lettura. Il significato della copertina è alquanto discutibile ed in netto contrasto con il titolo. Il titolo è particolare e, seppure mi aspettassi che citasse quantomeno in qualche luogo o momento i famosi zombie del titolo anche solo per sdrammatizzare la situazione, l’ho trovato originale seppur lungo. E’ così che ci si sente in queste situazioni, io per anni ho avuto la terribile paura che potesse sempre succedere qualcosa – di negativo ovviamente – ogni qualvolta che accadeva un’evento o simili.

L’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se ripercorre diversi anni della vita del protagonista. Ambientata nei pressi di Pescara o comunque in Abbruzzo.

Non so se i miei amici mi hanno mai voluto bene, né se io ne ho mai voluto a loro, ma questo chiacchiericcio indistinto intervallato da risate stanche è stato il sottofondo di buona parte della mia vita, è giusto quindi che trovino anche loro spazio in questa storia che tanto leggerò solo io.

I personaggi di questa storia non sono molti e si concentra quasi esclusivamente sulla vita del protagonista principale che descrive la storia. Alcuni personaggi che fanno da sfondo al protagonista sono sembrati inverosimili e poco concreti, come Yoon, si simpatico e tutto ma in fin dei conti molto fine a se stesso. Comparso si e no qualche volta con degli accenni e dai risvolti poco convincenti. Ines e Marina forse sono sembrate più veritiere e reali. Sicuramente Ines per quanto fosse una persona sbagliata per il protagonista, aveva un’evidente sorta di problemi anche lei legati alla strada sbagliata che ha intrapreso o al mondo in cui è cresciuta che l’ha portata ad essere quella che si è presentata ad Alec. Questo infatti viene evidenziato dal fatto che i due hanno pianto assieme senza un evidente motivo.

Alec è sicuramente un personaggio singolare. E’ ansioso e potenzialmente depresso, ha un’impotenza che lo porta a voler cambiare questo di sé e a spingerlo in questa direzione. Ha studiato Economia e si circonda di amici discutibili e sicuramente poco adatti alla sua personalità, che nonostante l’evidente stato emotivo sembra essere un tipo che nella solitudine si trova compensata con una buona dose di sesso che a quanto pare cerca di non farsi mai mancare, arrivati ad una determinata fase della vita. Non è un tipo che ama la compagnia dei suoi genitori ed è particolarmente ostinato e pessimista, sessista e maschilista. E’ un personaggio discutibile che probabilmente, una volta conosciuto, per mancanza di argomenti avrebbe sicuramente annoiato la maggior parte di voi, ma che ha un certo fascino mentale per come pensa di risolvere le cose nel modo – a volte –  più sbagliato possibile.

Dicevo, meno ossitocina provoca più ansia, più ansia frega tutte le altre cose, le quali si fregano di nuovo fra loro continuando a mantenerti fra il 20% degli italiani che soffre di depressione. Esatto, uno su cinque. Quindi, dato che i miei problemi sono così comuni, raccontare la mia esperienza potrà magari aiutare qualcuno a sentirsi meno solo o a trovare qualche strumento in più per combattere? La risposta ovviamente è no.

Il perno centrale di questa storia se considero la trama, sembra essere la depressione e l’ansia, tutto ciò che il protagonista di questa storia sembra provare nel corso del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Leggendolo però sembra quasi che la concentrazione di questo problema sia principalmente dovuto dall’impotenza e questo lo rende credibile, si, ma fino ad un certo punto. Vi spiegherò comunque questa cosa fra poco.

Lo stile utilizzato è particolare ma del tutto discutibile. E’ senza alcun dubbio scorrevole ma sembra, per la maggior parte del testo, di leggere un testo di giornale e nonostante il protagonista si metta completamente a nudo (in tutti i sensi, perdonatemi l’ironia xD) non riesca a coinvolgere del tutto specialmente quando si mette a fare il *Wikipedia* della situazione. Nonostante questo, sono rimasta comunque piacevolmente sorpresa del fatto che la stessa mi abbia spinto comunque alla lettura all’inizio alla fine, quindi senza ombra di dubbio positivo.

Apprezzo l’ironia, nonostante l’evidente difficoltà del protagonista, con cui si compone la storia e apprezzo il fatto che la storia insinui il dubbio che questa sia una sorta di autobiografia dell’autore stesso, visto il nome utilizzato – anche se personalmente la trovo improbabile viste una serie di cose che penso di aver calcolato tra tempistiche e la biografia stessa dell’autore. Magari è vera solo in parte, magari per niente, chissà. Comunque ho apprezzato molto questo e il fatto che leggendo si cerchi di voler comprendere come vada a finire il percorso del protagonista e della sua vita fatta di eventi principalmente travagliati.

Ci sono una serie di problematiche che invece, nonostante l’ironia non sono riuscita a digerire; odiatemi pure signori ma c’è un evidente problema di maschilismo e sessismo. Ok, posso comprendere che sia, in parte, l’ovvio frutto per la riuscita del personaggio nei suoi discorsi e – se fosse stata contenuta – avrei persino lasciato correre questo tipo di commento; la cosa, invece, si è protratta a lungo, su diversi fronti e su diverse fasce di accadimenti. Sia per quanto riguarda il fatto che le donne non pensano al sesso o al maschio/uomo in quanto tale ma solo ai soldi ripercorso più e più volte, così come l’exploit del fatto di Ines e di tutta un’altra sorta di categorie che vengono utilizzate a fini dispregiativi. E qui ci sarebbe anche da dire al protagonista che non è tutta colpa delle donne ma anche di che tipo di donne e di che tipo di ambiente – malsano e/o sbagliato probabilmente – si crea attorno a lui. O anche dalle persone di cui ci circondiamo: amicizie sbagliate, non parlare con qualcuno che veramente possa comprenderci, ecc… Ci sta il vedere tutto negativo quando si è depressi, ci sono passata e so benissimo come funziona ma nonostante questo se si usa comunque un po’ di cervello si riesce a vedere una visione più completa del mondo e non solo il lato che fa completamente schifo e anche se se ne vuole uscire veramente. In questo personaggio ho trovato serie difficoltà a trovare affinità o quantomeno empatia seppur la storia non mi sia dispiaciuta del tutto.

Il personaggio principale, nonostante sia triste, lontano dalla vita e – potenzialmente –  depresso ha una serie di caratteristiche che ho trovato che la depressione, lo stato di angoscia e ansietà era per la maggior parte assorbito dal suo stato di impotenza. Infatti per buona parte della lettura sembra quasi che il suo unico problema sia legato al sesso e al fatto che, avendo avuto ragazze tardi, non riuscendo a soddisfarle e non riuscendo a soddisfare se stesso, abbia bisogno di rendere tutto più semplice cercando di risolvere questo problema. Il fatto è che, laddove il problema sembra risolto mano a mano che va avanti nel corso della storia sembra non essere comunque soddisfatto perché la spirale della felicità – continuando a legarla al sesso e non al semplice fatto che probabilmente cerca e ha attorno persone sbagliate e ricade nelle stesse persone che non l’hanno aiutato all’inizio. Da soli in situazioni di depressione, di malessere o qualsiasi cosa essa sia, non servono equazioni o strane cose matematiche, serve forza di volontà e il circondarsi di cose positive, anche una sola per quanto questo sia difficile.

Senza offesa per l’autore ovviamente ma sembra, in alcuni punti e ripeto, solo in alcuni punti (non fraintendetemi please!), scritto da chi non abbia provato realmente depressione o che sia stato veramente male ma che sia semplicemente una storia per esorcizzare e ironizzare sul fatto che nonostante la società di oggi ci veda sempre più depressi e sempre più lobotomizzati dagli eventi che si susseguono, se le cose possono andare male potrebbero farlo ugualmente e non serve a nulla cercare di migliorarle.

Apprezzato molto, quasi dimenticavo, il modo in cui l’autore parla con tranquillità del sesso che per quanto questo per la maggior parte dei casi qui sia utilizzato a scopo ludico o errato dal protagonista, è descritto così com’è, così come per quanto riguarda l’impotenza. Questa risulta schietta, alla luce del sole e senza alcun tipo di problemi ad esporla come a tutto ciò che ne verrà dopo. Non c’è nulla di scandaloso in ciò che viene riportato ma per alcuni può risultare pesante o quasi crudo e privo di sentimenti, per cui se non siete avvezzi a questo, non è la storia che fa per voi.

L’adrenalina ti accelera il battito del cuore e ti rende i respiri ancora più corti, ciò aumenta ancora di più la paura, quindi il cervello aumenta ancora di più l’adrenalina e così via. Non è una bella esperienza. Per cercare di descriverla a chi non l’ha mai vissuta diciamo che è un po’ come se ogni dieci secondi stessi per morire, ma con il non trascurabile svantaggio di continuare a rimanere vivi.

Il libro lascia fin dall’inizio il dubbio che questa possa essere o meno autobiografica anche se per la maggior parte delle cose non credo, o almeno a mio parere, ovviamente. Solo l’autore potrà smentire o confermare, mi sembra logico. Una storia che deve piacere seppur sia originale, a modo suo.

Alec Bogdanovic ci lascia una storia particolare, che può lasciare di stucco o può sconvolgere i nostri punti di vista sul mondo che ci circonda. Una storia ironica, forte e intensa.

Il mio voto per questo libro: 3 balene.

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Si ringrazia l’AUTORE per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Pensate di leggerlo? Fatemi sapere che ne pensate ovviamente, io sono curiosa di avere vostre opinioni al riguardo.

A presto,
Sara ©