RECENSIONE IN ANTEPRIMA #575 – CITTA’ IN FIAMME DI DON WISLOW.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi di nuovo su questi schermi per una nuova recensione, stavolta misteriosa e oscura, che ci porta e ci consente di immergerci in piccoli racconti horror di cui ringrazio l’autore per la lettura. Ecco che ve ne parlo subito:

9788869059667_0_536_0_75Titolo: Città in fiamme
Autore: Don Wislow
Data di uscita: 26 aprile 2022
Pagine: 400
Primo romanzo di una trilogia
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kAD7Ts
Trama: Due imperi criminali si spartiscono il controllo del New England. Finché una bellissima Elena di Troia dei giorni nostri non si mette in mezzo tra irlandesi e italiani, scatenando una guerra che li spingerà a uccidersi a vicenda, distruggerà un’alleanza e metterà a ferro e fuoco l’intera città. Se potesse scegliere, Danny Ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per sé. Ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l’uno contro l’altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambierà per sempre la sua esistenza: per salvare gli amici a cui è legato da sempre e la famiglia che ha giurato di proteggere assume il comando, diventa uno stratega spietato, l’eroe di un gioco insidioso in cui chi vince vive e chi perde muore. E forgerà una dinastia che dalle strade polverose di Providence arriverà fino agli studios di Hollywood e agli scintillanti casinò di Las Vegas.

RECENSIONE

red and black basketball hoopLa storia ha inizio a bordo piscina. Danny è con sua moglie Terry quando improvvisamente una donna bellissima entra in scena in una piscina. Ha un fisico statuario e tutto il suo corpo dice una sola cosa: sesso. Danny lo nota subito ma anche sua moglie non è da meno e capiranno molto presto che è proprio questa donna a portare i guai a Providence. Questa donna infatti, sta con i noto figlio dei Moretti con cui Danny e tutta la famiglia di Terry, i Murphy, sono in combutta. E’ anche noto che Liam, fratello di Terry e famoso per rompere le uova nel paniere al figlio dei Moretti, non riesca a tenere a freno le mani ed è da qui che tra le due famiglie si riapriranno vecchie faglie mai del tutto sanate.

Cosa succederà a Danny? Cosa scopriranno sul conto dei Moretti e cosa vogliono dai Murphy? Da quanto tempo questa guerra va avanti e a cosa serve tutto questo? Riuscirà Liam e la bella donna di nome Pam a portare scompiglio e a scatenare una nuova guerra fra clan?

E’ vero, pensa Danny. Liam ama i propri scherzi e se la cava sempre senza un graffio. Gli piace soprattutto far incazzare Paulie, probabilmente perché riuscirci è facile. E Danny si sente come quando ha visto Pam per la prima volta mentre usciva dall’acqua. Lei porterà guai. Le donne così belle di solito li portano.

La trama è abbastanza lunghina e devo ammettere che nel leggerla non ero riuscita a focalizzare bene di cosa avrebbe trattato questa storia se non una disputa fra clan mafiosi in cui al centro sembra esserci una bella donna, come Elena fu a Troia. La trama ci mostra un punto di vista differente, ben composto e strutturato in maniera da porre molte curiosità al lettore.

La copertina italiana, devo dire, non mi fa particolarmente impazzire. La versione estera, seppur più semplice ha dei colori che tengono maggiormente e nel quadro generale almeno visivamente attira di più. La versione italiana è stata scelta un po’ per la continuità delle copertine con i vecchi volumi dello stesso autore, un po’ per l’imprinting della casa editrice che ha in Italia e che fornisce un quadro definitivo. Vediamo il protagonista di questa storia, o almeno così sembra – Danny – che corre verso un molo o un ponte, non è ben chiaro. E’ chiara però la fuga del personaggio e il rosso che ci pone in evidenza il fuoco emanato dello stesso titolo. Quest’ultimo, invece, non ha subito modifiche dall’originale se non la mera traduzione letterale del testo. Trovo che sia azzeccato visto che la città viene messa a ferro e fuoco in base alle necessità che hanno i vari clan. Essendo il primo di una trilogia si presenta piuttosto bene e sono curiosa di sapere come si sviluppano gli altri volumi, specialmente a livello di copertina.

L’ambientazione è una città, attualmente a capo del Rhode Island, in America; dico attualmente perché si sviluppa in un’epoca differente visto che ci troviamo nel 1986 e i tempi sia in America, come nel resto del mondo erano decisamente differenti, cosa che noteremo molto all’interno del volume stesso, nel corso della lettura.

Nessuno, dalla Stip di Las Vegas, a Sunset Boulevard, a Pennsylvania Avenue, voleva che Madeline McKay scrivesse le sue memorie. Intorno a Danny Ryan fu stesa una rete di protezione. Intorno a suo figlio, che la odiava.

bridge over water under cloudy sky during daytimeI personaggi all’interno del volume sono davvero molteplici che, almeno all’inizio della lettura, finiscono per confondere un pochino. Infatti c’è una pressoché infinita lista di nomi che vengono menzionati almeno inizialmente e si fa fatica ad incasellare ma poi si riesce ad avere un quadro abbastanza chiaro della situazione.

Danny è il personaggio principale di questa storia che lo vede marito di Terry, figlia del potente Murphy. Nonostante sia il marito di un potente clan della zona, non viene visto molto bene e fa fatica a farsi un nome, così come a farsi semplicemente rispettare. E’ stato abbandonato fin da piccolo a suo padre e non ha conosciuto sua madre finché non è diventato grande ma che odia perché è stato abbandonato. Madeline infatti è un personaggio forte e determinato, devoto molto più ai soldi e a venere il proprio corpo che a ciò che ha davanti ma fa di tutto per aiutare suo figlio che ora sembra essere in difficoltà. Danny ama sua moglie e farebbe di tutto per lei, ma sa che per stare nella famiglia deve dare molto di più, mettersi in gioco e prendere le redini di tutto ciò che potrebbe capitare da un momento all’altro. Un personaggio circondato da altri che sono degni di nota e che ci trascineranno in una storia pericolosa.

D’inverno lì non c’è nessuno. Nessuno lo vede. L’acqua è gelida, il mare lo avvolge e lo prende. Sal lotta tra le onde, perché ha cambiato ida e ora vuol vivere, ma ora la decisione spetta all’oceano, non a lui. Il mare restituisce solo quello che non vuole tenersi. Lo getta sulla riva e Sal si afferra agli scogli scivolosi, fin quando raccoglie abbastanza forze per tirarsi su. Decide che vale la pena vivere per uccidere Pat Murphy.

Il perno centrale di questo primo volume è la guerra tra clan che viene a strutturarsi all’interno del volume. Niente all’inizio lascia presagire i sotterfugi e la politica che si nasconde dietro ai Murphy e dietro ai Moretti, così come l’astio che c’è fra le due famiglie e i due gruppi. E’ una storia che lascia 

Lo stile utilizzato è scorrevole, fluido e altamente leggibile, scritto in terza persona e incentrato dal punto di vista di Danny seppur ci mostri diverse storie e diversi personaggi, nel corso della lettura. Nonostante mi piacciano thriller – specialmente psicologici – e gialli e, nonostante questo tipo di storie con mafia e quant’altro non sia esattamente il mio genere preferito, posso dire che alla fine si è lasciato leggere e i personaggi diventano coinvolgenti abbastanza da gettare nel tritacarne anche il lettore, tanto da farlo sentire parte integrante di ciò che sta succedendo a Providence e ai due clan che si fronteggiano. In special modo, per quanto riguarda determinati personaggi che riescono a rendere scorrevole la lettura e a consentire l’immedesimazione. Un po’ meno per quanto riguarda la struttura della storia e di quanto ci si aspettava dalla trama ed ora vi spiego perché.

Il paragone dell’Iliade moderna, è ricorrente sia all’interno della trama così come all’interno dei paragrafi nel volume anche se il riferimento sembra essere meramente iniziale e poi continuo sul punto di vista della guerra fra clan, niente di più. Pam, la bella donna che dovrebbe fungere da punto di rottura e di caos, fa il suo lavoro solo all’inizio e poi sparisce quasi del tutto di scena, lasciando che siano gli uomini a gestire la scena completa. E’ giusto in parte che sia così visto la tematica e visto come è stata incentrata la storia. Un po’ meno visto che sembrava essere lei il vero fulcro intorno al quale si aggirava tutto e attorno al quale si poteva pensare che la storia potesse girare. Invece, la delusione sotto questo punto di vista ha influito abbastanza, viste le precedenti diciture e visto quanto fosse decantato all’inizio.

Ho trovato, invece, egregio – anche se un pochino superato con i tempi di oggi ma in linea con quello in cui è ambientato il volume – le tematiche utilizzate, il rispetto dei tempi utilizzati in cui c’era razzismo, omofobia e la versione della donna come ancora un oggetto o un trofeo da conquistare. Anche l’ambientazione e i luoghi citati sembravano così ben curati, reali e sembrava di poterci camminare bene, tanto erano ben realizzati, così come le singole storie dei personaggi che vengono citati e menzionati all’interno della lettura: si guardi Danny che riesce a trascinare il lettore lungo tutto il libro e la storia di sua madre Madeline oppure Sal. Questa è stata senza dubbio la cosa che ho apprezzato molto più della guerra fra clan, molto più di diverse dinamiche. Infatti, come ho già detto e ribadisco: la struttura dell’ambiente così come le tematiche e le singole storie dei personaggi catturavano molto più di altre cose.

La storia nasce e si struttura in maniera interessante, anche se non riesce a coinvolgermi mai completamente. Mi sono sentita molto vicina al personaggio di Danny e alle sue scelte ma ho sentito, lungo il corso della lettura, come se mi mancasse qualcosa, come se mancasse qualcosa nella storia, come se ci fosse qualcosa che crea una buca che non viene, poi, completamente coperta. Infatti, nonostante il complesso di cose e vite dei rispettivi personaggi che compongono questa storia, la storia è abbastanza fine a sé stessa, una guerra di luoghi da conquistare, di droga e di guerra fra clan che finiscono quasi per essere simile a tante altre – o almeno è l’impressione che mi ha suscitato.

Poi è gennaio, il 1988, cazzo, e ricomincia la guerra.

Il libro è stato un buon primo volume, con il mix necessario che serve a stimolare il lettore a proseguire con i volumi successivi e questo è di certo un punto a favore. Mi sento però di consigliare questa lettura solo agli amanti del genere, magari chi non ama particolarmente storie di mafia e/o simili, non so quanto possa addentrarsi in una storia simile, seppur i personaggi facciano il loro egregio lavoro e coinvolgano tantissimo il lettore.

Don Wislow è stata una scoperta, almeno personalmente parlando, non conoscendo l’autore ed essendomi approcciata ad una sua lettura per la prima volta in assoluto. E’ un autore che spicca nel panorama e di cui spero prendiate in considerazione la lettura di questo libro come punto di partenza verso il suo piccolo mondo fatto di corruzione, clan pericolosi e famiglie che cercano un disperato equilibrio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Vi piacerebbe leggerlo? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto.

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #555 – UNA NOTTE BUIA DI SETTEMBRE DI VALERIO MARRA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui finalmente con una nuova uscita di cui sto per parlarvi. Ringrazio la casa editrice Newton Compton per la lettura e la Saper Scrivere agenzia letteraria per avermi permesso di partecipare a questo evento. Ecco che vi parlo di questo giallo, che spero possa interessarvi:

41pdrl9yyalTitolo: Una notte buia di settembre
Autore: Valerio Marra
Data di uscita: 02 Settembre 2021
Pagine: 208
Link d’acquisto: https://amzn.to/3FSQgiW
Trama: Dall’autore del bestseller La donna del lago
Un caso complicato per il commissario Festa
Il chitarrista Angelo Donati – membro di una band che è stata famosa per circa un decennio, ma ora sul viale del tramonto – viene trovato morto nel suo appartamento. L’uomo pare essere stato strangolato. Il commissario Festa, incaricato delle indagini, è convinto che la vittima conoscesse il suo assassino: la serratura dell’appartamento infatti non è stata forzata. Le indagini si muovono su due filoni, strettamente connessi: quello legato al mondo della droga e quello relativo all’ambiente musicale. La dipendenza dalla cocaina aveva infatti reso il musicista inaffidabile e inviso agli altri membri della band e anche alla sua stessa fidanzata. Mentre scava nei rapporti di Donati, Festa scopre che la vicenda è molto più sfaccettata e intricata di quanto pensasse, e che la musica e la droga potrebbero non essere le uniche due chiavi per risolverla…

RECENSIONE

blue bmw car in a dark roomLa storia ha inizio con una morte. Un uomo, il giovane Angelo Donati, chitarrista di una bando molto in voga ai Castelli Romani, viene ritrovato morto nel suo appartamento dalla badante della signora che abita al piano di sopra. Sul posto non tardano ad arrivare coloro che si occuperanno del caso, ovvero i poliziotti del commissariato di Via Sciadonna, a Frascati. Un caso che non sembra destare troppo il Commissario Festa e la sua squadra che sembrano arrivare anche troppo facilmente ad una soluzione del caso anche se la pista sembra dividersi sempre più fra droga e musica. Così, il passato di Donati, così come per tutti gli indiziati coinvolti cominciano a venire a galla, minuto dopo minuto.

Cosa scoprirà il Commissario Festa? Riuscirà a capire chi è il colpevole di questo omicidio? Cosa nascondeva davvero, Angelo Donati?

Era un ragazzo. Indossava un paio di jeans color ghiaccio e una t-shirt nera con la stampa di un teschio. I capelli lunghi velavano appena il volto grigio. Una guancia era appoggiata sulla moquette e un occhio semiaperto fissava in alto senza espressione. Aveva un fisico magro e un viso squadrato dai lineamenti marcati. Russo si piegò in avanti. Un brivido gli risalì lungo la colonna vertebrale. Mille aghi ghiacciati sembrarono colpirlo all’unisono. Scosse la testa, e continuò a osservare la scena: a terra, a pochi centimetri dalla salma, c’erano tre libri, un accendino giallo e blu, una chitarra elettrica e una banconota stropicciata da venti euro. A circa due metri dal cadavere, invece, si potevano distinguere alcuni schizzi di sangue chiaro, assorbiti parzialmente dalla moquette.

La trama della storia la trovo in linea, inerente e che riesce ad incuriosire quanto dovrebbe. Non ci sono spoiler e il tutto si mantiene su una linea vaga lasciando lo spazio di immaginazione e di dubbio al lettore per quanto riguarda la lettura che sta andando ad affrontare. Una buona trama, senza ombra di dubbio.

La copertina la trovo buia, cupa e in linea più con lo standard della casa editrice che di quello che è poi la storia. Infatti il tutto è ambientato ai Castelli Romani e il Ponte che invece sembra essere illustrato nella copertina rimanda quasi a Venezia. Ora non sono esattamente una cima in queste cose ma conosco persone che buzzicano la zona che io stesa frequento e il ponte illustrato mi non mi sembra del luogo. Sicuramente sul ponte, l’ombra che si vede è del Commissario Festa. Non so, di certo non è questa la copertina che mi sarei aspettata per questo volume però per un giallo può starci. Il titolo è inerente e rimanda sia a un qualcosa che verrà spiegato poi all’interno del volume, nelle battute finali, sia perché la storia si svolge in una sera di settembre quindi questo lo trovo in linea con ciò che ci mostra sia la storia che su quanto ci verrà poi spiegato.

La storia è ambientata ai Castelli Romani, tra Frascati e Rocca Priora in cui si svolge omicidio e in cui si trova il commissariato stesso; l’epoca non viene specificata anche se da come si comportano i personaggi e da come viene strutturato il tutto non sembra propriamente recente o almeno non è quella l’dea che ne deriva dalla lettura.

Settembre, dunque, era tornato. Settembre, con le promesse di inizio estate non sempre mantenute. Settembre, che profuma ancora di caldo, ma minaccia il freddo e l’inizio di un nuovo lunghissimo inverno. Settembre, che significa solitudine. Se respiri forte, però, puoi ancora sentire l’odore delle storie d’amore, dei tavolini all’aperto, della salsedine e dei concerti in piazza. Era tornato settembre.
Portando con sé la morte.

teal and brown electric guitarI personaggi di questa storia sono davvero tanti. Avremo modo di conoscere non solo il Commissario Festa, anche tutta la squadra che lo seguirà lungo le indagini: Moretti e Capri. Così come Antonella Greco o Barbara. In più a tutti i personaggi che ritengo siano fissi all’interno di questi volumi che seguono la linea del Commissario, ci sono quelli variabili: Donati, il suo amico della band Pratesi, la fidanzata Sofia, il liutaio per quanto riguarda le chitarre e il famoso compositore Zevi.

Il più importante e che di certo merita maggior rilievo rispetto agli altri è il Commissario Festa: un uomo risoluto, intuitivo, solitario, che va dritto al punto e a cui non piace perdere tempo. E’ un commissario che tutti rispettano e che sul quale sanno di poter contare. Resta comunque un personaggio che più di tanto non si espone e viene spesso emarginato per mettere in risalto gli altri personaggi che lo circondano. Infatti a colpirmi più di altri sono stati Moretti e Barbara, che nei discorsi lasciano davvero spunti importanti di riflessione che vanno dall’amore alla famiglia. Avrei sinceramente preferito sapere qualcosa e avere maggiori informazioni su Festa, essendo lui l’anima di tutto e sul quale la dinamica dell’indagine si svolge.

«Come si fa a svegliarsi una mattina e decidere di non amare più? Come si fa a non amare più la persona con la quale hai condiviso tutto?» «Giulio, non è successo da un giorno all’altro. Si è trattato di un processo lento, graduale, continuo…». «E se non fosse così?». Barbara aggrottò la fronte. Moretti si passò una mano tra i pochi capelli arruffati. «Voglio dire: se, invece, questa fosse solo l’evoluzione naturale dell’amore?» «No, non è così. Proprio tu mi dicesti che l’amore rende felici, facendoci apparire quasi folli agli occhi degli altri…». «Certo. Ma questo forse all’inizio. L’amore è anche mostrare le proprie fragilità, discutere per le faccende domestiche. L’amore è quotidianità». Lei sorseggiò il vino. Moretti fece un colpo di tosse prima di riprendere a parlare. «Sai, di mia moglie mi mancano anche i litigi…». (…) «Ho detto qualcosa di sbagliato?» «No, no. È così vero che fa paura…».

man wearing police uniform selective focus photoIl perno centrale della storia si concentra sul presunto omicidio del chitarrista Angelo Donati. La storia infatti, si muove su tutto questo e sulla vita della squadra di via Sciadonna, che nonostante le difficoltà lavorative e nonostante gli intoppi che si possono incontrare, continua a proseguire e a cercare di destreggiarsi in una vita difficile e imprevedibile.

Lo stile utilizzato dall’autore è particolare, quasi ricercato e ben articolato nonostante sia del tutto fluido. Scritto in terza persona, la storia si divide e si lascia trascinare da diversi personaggi della storia. Il problema che ho riscontrato non è tanto sul testo, che ho trovato corretto, ben composto e fin troppo rigoroso ma nella storia vera e propria ed adesso vi spiego ciò di cui sto parlando.

Il giallo c’è e i dubbi su chi sia il colpevole ci sono e fanno il loro lavoro; ho temuto per un attimo che il colpevole fosse scontato e – per fortuna non è stato così – anche se ci si può arrivare molto rapidamente analizzando il testo lungo la sua corsa e la sua lettura. Questo punto è stato a favore della lettura e trovo che sia stato fatto un buon lavoro generale, soprattutto per quanto riguarda il giallo e la serie. Infatti l’autore riesce a dividere le varie piste: droga, amore, soldi e a creare tre moventi che possono risultare banali creando un qualcosa di differente dal solito. Invece, il finale mi ha lasciato dubbiosa rispetto alla risoluzione del caso ma non vi dirò perché altrimenti lo spoiler è evidente e non posso per ovvi motivi.

Però, manca qualcosa e quel qualcosa, lo troviamo in ciò che sto per dirvi, ovvero: La mancanza di coinvolgimento da parte del Commissario Festa così come le sensazioni generali derivate dai personaggi. I sentimenti e le emozioni sono quelle con le quali ho fatto più difficoltà ad avvicinarmi così come ai personaggi stessi che tendono a tenere un profilo basso; infatti, gli unici a cui mi sono sentita vicina sono stati Moretti e Barbara e sono gli unici sul quale l’autore sembra essersi sbottonato un po’ e sul quale sembra aver puntato leggermente più degli altri. La struttura narrativa e la storia generale così come la trama sono buone, il giallo vale ma non arriva come dovrebbe, sembra sempre manchi un pizzico di qualcosa e questa mancanza ci fa desiderare un qualcosa in più. Ho fatto fatica ad entrare in connessione con ognuno di loro e la storia, a lungo andare finisce per risultare quasi piatta anche se a livello di tensione e pathos per la scoperta dell’omicida non è mancata. 

Probabile che la cosa sia dovuta dal fatto che non ho letto i precedenti e che non conoscevo il contorno del Commissario e dei vari personaggi? Può darsi ma essendo comunque un libro che può essere letto anche come standalone (da solo) mi ha lasciato sospesa in un limbo strano e indefinito, che tutt’ora non saprei descrivervi.

«Non ricordi?» «No». «Sai, ogni tanto mi chiedo che fine facciano i ricordi. Se c’è un posto dove vanno a finire quando non li ricordiamo più»

Il libro resta, ad ogni modo, un buon giallo. Mi sento di consigliare questo libro agli amanti di libri di genere, di storie di omicidi e di serie con un commissario sulle quali si potranno leggere una serie di volumi a lui dedicati. Da leggere quando si ha voglia di una lettura tensiva ma allo stesso tempo senza particolari pretese.

Valerio Marra è uno scrittore da tenere in memoria per le prossime letture. Un giallo che vi lascerà sospesi in un vortice che si divide su tre fronti e dal quale dovremo cercare di uscire nel migliore modo possibile. Com’è morto davvero, Angelo Donati? 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite anche le altre recensioni, mi raccomando! Ecco a voi:

Copia di REVIEW PARTY


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Cosa ve ne pare? Potrebbe piacervi questo volume? Fatemi sapere, che io come sempre vi aspetto a braccia aperte!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #550 – AZOTH EXPRESS DI ELIA P. ANSALONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. In questo bel venerdì di metà dicembre sono qui a portarvi una recensione di un libro che spero possa piacervi. Ringrazio la casa editrice Delrai edizioni per avermi permesso la lettura di ciò di cui vi parlerò e spero possiate apprezzarlo anche voi. Ecco che ve ne parlo:

azoth-express-cover-ebook_front_1875x2560Titolo: Azoth Express
Autore: Elia P. Ansaloni
Data di uscita: 2 dicembre 2021
Prezzo ebook: 4,99 / Prezzo cartaceo: 15,50
Pagine: 208
Genere: fantasy
ISBN: 9788855420686
Collana: Eltanin.
Link d’acquisto: https://amzn.to/3mfzJyO
Trama: Invitato a una traversata notturna sull’Azoth Express, un treno misterioso di cui sembra impossibile reperire informazioni, il professor Volfram Volkov, accademico di prestigio affetto da una bizzarra licantropia, fuma pensieroso la sua immancabile pipa a bolle di sapone. Salito a bordo, fa la conoscenza degli altri strambi ospiti: Mercedes, una famosa e avvenente attrice televisiva; gli aristocratici Ravencroft, un’inquietante famiglia in lutto; la giovane esploratrice Lyra, con una grande conoscenza degli abissi oceanici; Zohn, un signore tarchiato che non sembra volersi staccare dalla sua macchina da scrivere; Maddox, un pittoresco e chiacchierone croupier di Las Vegas; e infine i signori Yong, che trasportano un carico misterioso. È il signor Swapan, proprietario della compagnia, a spiegare ai passeggeri che stanno per prendere parte a un singolare gioco: se scopriranno dove è diretto il treno, ciascuno riceverà un premio di immenso valore. Riusciranno a risolvere l’enigma e, soprattutto, ad arrivare tutti a destinazione?

RECENSIONE

black train on railway bridge under heavy cloudsLa storia ha inizio con una lettera indirizzata al Professor Volkov da parte di un certo signor Swapan in cui viene invitato a bordo del treno Azoth Express dalla destinazione ignota e dal misterioso e altrettanto ignoto gioco che i viaggiatori saranno costretti ad intraprendere per scendere dal treno e per ricevere una lauta ricompensa. A condurre le redini del gioco è il Signor Swapan che pone le condizioni e le regole del gioco per tutti i giocatori.

Ma cosa succederà a bordo? Riusciranno a vincere e a scoprire dove è diretto questo treno? E perché sono stati scelti proprio loro per questo viaggio senza meta?

A nome della nostra Compagnia, sono onorato di invitarLa a unirsi a noi per il viaggio che l’Azoth Express compirà durante la prossima notte di luna nuova. Vorrà perdonare l’impertinenza di aver allegato alla presente un biglietto per Lei, tuttavia desideriamo rimarcare quanto la partecipazione di uno scienziato della Sua levatura sia per noi un motivo di grande prestigio. Qualora fosse interessato, La attenderemo presso la nostra sala d’aspetto sotterranea nella Stazione Centrale. Il treno partirà esattamente un’ora dopo il calar del sole, con la massima puntualità. Una volta a bordo, Le saranno forniti tutti i dettagli necessari circa il viaggio. Confidando che questo invito incontri il Suo interesse, cogliamo l’occasione per aggiungere che qualsiasi spesa sarà a carico nostro. Le consigliamo pertanto di portare con sé il bagaglio che riterrà opportuno, incluso qualsiasi tipo di attrezzatura scientifica. 

La trama finisce per dire fin troppo, descrivendo tutti i personaggi e ciò a cui si andrà a partecipare, così come le frasi finali che lasciano intendere molto più del dovuto. Sarebbe stato più logico, in questo caso, rimandare ad una sintesi ed evitare i personaggi – che possono essere scoperti nel corso della lettura tranquillamente – cercando di limitare il tutto all’essenziale infondendo curiosità al lettore.

La copertina la trovo molto accattivante, nonostante ricordi qualcosa di pop vintage, quasi tipo le neon da insegna che rimandano ad un malfamato locale notturno. I colori catturano e vediamo in prima linea il lupo che primeggia su tutto, ovviamente rimanda al Professor Volkov. Se si guarda con più attenzione però, i piccoli dettagli sulla copertina rimandano a delle cose che accadono all’interno del volume o a dei dettagli che ci verranno lasciati come molliche di pane e che dovremo cercare di catturare perché possono essere un monito per il lettore. La trovo una copertina decisamente affascinante, non vi è dubbio e rimanda molto alla storia; chi l’ha letta può confermare di certo. Il titolo della storia, invece, si limita ad esporci il nome stesso del treno su cui viaggeranno i nostri protagonisti. Non sembra essere molto, così esposto ma il nome del treno ha la sua valenza, visto che la storia si svolge esclusivamente a bordo di questa struttura.

silhouette of dogL’ambientazione è tutta strutturata a bordo del treno in questione, sul quale si sviluppa a storia e l’epoca non sembra essere definita anche perché anche i luoghi sembrano essere reali ma con dei riferimenti di fantasia.

Era una voce che proveniva da lontano, con un riverbero che sembrava propagarsi attraverso l’oscura sostanza dalla quale era composto il treno, per giungere come un mormorio alle sue orecchie. Doveva tenere gli occhi aperti: c’era qualcosa di pericoloso su quel treno e, con ogni probabilità, stava cercando lei. L’abisso mi ha seguita fin qui.

I personaggi di questa storia sono molti e tutti assolutamente variegati fra loro. Il nostro protagonista iniziale sembra essere il Professore Volfram Volkov, un licantropo improprio di origine russa, come lui stesso si definisce dall’animo decisamente attento ai dettagli ed osservatore delle piccole cose. E’ un personaggio peculiare e bizzarro e lo apprezzerete nel corso della lettura. Accanto a lui, dove pensiamo di trovare dei semplici personaggi secondari, ci troviamo con altrettanti protagonisti visto che l’autore ce li propone mano a mano tutti in prima persona, pur di permetterci di conoscerli. C’è Mercedes che è una bellissima attrice e musicista che non riesce a distaccare la persona dal personaggio nonostante da sola sia totalmente differente; c’è la coppia di orientali che sembrano carini e pacati ma con qualcosa da nascondere; c’è la famiglia aristocratica della Cornovaglia di Ravencroft, che hanno da poco perso il padre – stipite portante della famiglia – e si presentano cupi, poco decisi e poco tristi nonostante la loro sia stata una grande perdita. Abbiamo ancora Zohn, uno scrittore che non riesce mai a staccarsi dalla sua macchina da scrivere, l’esploratrice Lyra che ha una grande conoscenza degli abissi oceanici e del mare in generale ma che si sente perseguitata da qualcuno che non conosciamo e per finire Maddox, un uomo eccentrico e chiacchierone croupier di Las Vegas. A chiudere il cerchio, c’è  il signor Swapan, proprietario dell’avventura che tutti stanno vivendo che avrà il compito di spiegare cosa succederà a bordo del treno nonostante non sia per nulla chiaro e sempre criptico sulle modalità e su cosa accadrà.

La peculiarità di questa storia si fonda sui personaggi che sono ognuno diverso dall’altro, coinvolgenti e ben composti così da dare al lettore l’opportunità di scovare il tassello mancante e di affezionarsi a chi ritengono sia più vicino a loro. Un bel mix di personaggi.

«Randolph è un ottimo musicista» intervenne Willow, senza nascondere un sorriso di compiacimento davanti all’evidente imbarazzo del fratello. Lui si strinse nervosamente le mani. «Solo discreto, ma non so se l’acustica di questo treno sia congeniale.» «In realtà, signori» disse uno dei camerieri «La struttura dell’Azoth Express è stata studiata anche per ottimizzare un’eventuale esibizione musicale.» A quella notizia, Maddox distese le labbra in un ghigno divertito. 

black railway surrounded by treesIl perno centrale è tutto basato sul mistero che si aggira a bordo del treno. Tutti devono giocare cercando di indovinare la destinazione e chiunque riesca a trovarla farà ricevere premi a tutti coloro che sono a bordo e che giocano sul treno. Ma perché sono stati scelti per salire e giocare a bordo dell’Azoth Express? Una lettura misteriosa che ci porta a bordo di un treno ricco di misteri e pericoli che nessuno sembra aspettarsi veramente.

Lo stile utilizzato dall’autore è molto semplice, fluido e sicuramente scorrevole. Infatti il libro, già essendo considerevolmente piccolo trattandosi di poco più di 150 pagine, si riesce a leggere con una manciata di ore, se non meno. Nonostante questo, vale il tempo speso a leggerlo visto che riesce a coinvolgere il lettore pagina dopo pagina cercando di capire cosa succederà a bordo del treno. L’unica pecca sembra essere la brevità dell’opera, sarebbe stato meglio avere dei punti più dettagliati e saperne di più riguardo la storia stessa e su determinati personaggi, in modo da approfondire molto di più.

La paura era che questa storia finisse per assomigliare ad Assassinio sull’Oriental Express viste le modalità del gruppo all’interno di un treno per trasporto viaggiatori e il fatto che tutto sia altamente misterioso. Andando avanti nel corso della lettura si nota subito la sostanziale differenza seppur il viaggio e una tinta di giallo ci siano. La lettura è un fantasy – che si distingue perlopiù da alcuni personaggi (sotto l’aspetto fisico o sotto l’aspetto comportamentale). In più, la storia si prospetta sotto forma di un gioco che porta il lettore a porsi diverse domande, a stare sempre in allerta ma che finisce per stupire anche il più astuto dei lettori.

«Ho il sospetto che qualcuno mi avrebbe lasciato in pegno.» «Mi ricorda gli avvertimenti della prozia Berenice al suo caro marito Reginald» commentò Willow. «È proprio vero che tutto il mondo è paese.» Fra l’ottima cena e quel momento di svago, l’atmosfera si era fatta più rilassata. Solo lady Phyllis manteneva inalterato il proprio distacco. Maddox raccolse le carte, pronto per un’altra mano, ma non ebbe il tempo di proporla perché la voce di Swapan irruppe nello scompartimento. «Mi dispiace interrompervi, signori, ma è giunto il momento di proseguire con il nostro gioco.»

Il libro è un piccolo volume ci pone davanti una storia coinvolgenteLe domande non saranno poche e continueranno a sommarsi nel corso della lettura, sciogliendosi mano a mano che si procede e che si conoscono i vari personaggi. Insomma, nonostante la brevità il volume cattura e si vorrebbe leggere un pochino di più per scoprire nel profondo determinate tematiche e per conoscere nel profondo i diversi personaggi della storia. Una lettura che consiglio, sicuramente.

Elia P. Anseloni ci porta a bordo di un treno che ci permetterà di viaggiare ad una velocità maggiore al normale e che ci porterà attraverso luoghi sconosciuti che solo i passeggeri potranno cercare di capire. Riceverete anche voi la lettera dal Signor Swapan?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Spero possa piacervi ovviamente. Io vi abbraccio come sempre.

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #206 – L’ULTIMO RINTOCCO DI DIEGO PITEA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui finalmente in un altro fine settimana e più andiamo avanti più ci avviciniamo all’estate. Speriamo anche che la situazione migliori per tutti, sono davvero esausta di tutto questo marasma. Però, ci tengo a tirarvi su il morale, quindi ecco che vi lascio una libro che spero vi incuriosisca:

L'ultimo rintocco eBook: Pitea, Diego : Amazon.it: Kindle StoreAutore: Diego Pitea
Titolo: “L’ultimo rintocco”
Editore: goWare
Numero pagine: 424
Genere: thriller psicologico
Protagonista: Richard Dale, psicologo Asperger con la passione per la liquirizia e gli scacchi
Personaggi principali: Doriana guerriera, profiler U.A.C.V., Marani commissario U.A.C.V.
Ambientazione: Roma giorni nostri
Trama: “L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella  camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile… fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

Biografia

Diego Pitea ha 45 anni e vive a Reggio Calabria, nella punta dello Stivale. Ha iniziato a scrivere a causa di un giuramento, dopo un evento doloroso: la malattia di sua madre. Il tentativo è andato bene perché il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista al premio “Tedeschi” della Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo: Qualcuno mi uccida. È sposato con Monica – quella del libro – e ha tre figli meravigliosi: Nano, Mollusco e Belva.

Curiosità

L’idea del libro mi venne mi venne di colpo, come tutte le trame dei miei libri, mentre passeggiavo in vacanza sul lungomare di Palermo. Definita la storia, avevo bisogno di qualcosa per il rompicapo del libro, ma per diverso tempo girai a vuoto. Mi serviva qualcosa di misterioso ma al tempo stesso
reale, qualcosa che la gente avrebbe potuto riconoscere. La soluzione me la diedero le mie agenti letterarie di allora. Mi descrissero un oggetto strano che raccontava una storia straordinaria, quella che serviva per il mio libro. Ne restai talmente colpito che passando da Roma, con il libro già
scritto, volli andare a vederlo. Non mi dilungo troppo per non rivelare nulla della trama. In questo libro compare per la prima volta la figura di Samuele, il figlio di Richard Dale, che avrà una parte
fondamentale nel quarto libro e sono elencate alcune delle passioni di Dale – e mie: scacchi, pittura e le sue famose liquirizie.

Estratto

Prima parte
Capitolo 1
11 agosto
L’uomo in tuta bianca passò loro copriscarpe di plastica, una cuffia e dei guanti azzurri. Li indossarono in silenzio e con movimenti esperti. Era una procedura familiare che eseguivano, ormai, con il pilota automatico, come una liturgia, come la vestizione del prete prima della messa. L’uomo porse loro un barattolo verde. Richard v’infilò controvoglia indice e medio, estraendo una sostanza cerosa bianca che si passò sotto il naso. Odiava quel maledetto odore, odiava quella sensazione di dita attaccaticce e il bruciore che lasciava per giorni, ma era un prezzo che pagava quasi volentieri. Il fetore stagnante proveniente dall’interno l’aveva convinto a non fare troppo lo schizzinoso. «Comincia la festa» fece all’indirizzo di Doriana. Lei annuì. Fece segno all’uomo in tuta bianca di precederli. Oltrepassarono una porta in legno con un buco al centro coperto da un foglio di compensato. Una lampadina pendeva dal soffitto e illuminava un corridoio con l’intonaco scrostato a chiazze irregolari. «La stanza è quella in fondo a destra» fece l’uomo con la tuta bianca. La voce attraverso la mascherina suonò falsa, metallica. Su un tavolinetto sulla sinistra, Richard vide due foto: nella prima una donna con in braccio un bambino di circa tre anni, lo sfondo leggermente sfocato, da cui s’intravedeva uno scivolo e un’altalena; l’altra ritraeva la stessa donna, quasi in primo piano, abbracciata a un uomo stempiato a cui mancava un incisivo; sorridevano, sembravano felici. I sorrisi, i figli, il cane. Lo aveva notato in diversi luoghi nei quali era stato per un omicidio: le persone ci tenevano a mostrare gli aspetti migliori della loro vita, come un esorcismo, come una barriera che tenesse lontano il male. Sarebbe stato bello, pensò. Purtroppo non era servito a niente. Oltrepassarono una cucina che si apriva sulla destra. Un tavolo bianco scheggiato in più punti e quattro sedie, una delle quali spaiata. Diverse macchie di umidità calavano dal tetto in corrispondenza dell’angolo più lontano; erano sul punto di ricongiungersi per attaccare la parte bassa del muro. Svoltarono a sinistra. La porta della stanza da letto. Il fetore, nonostante la canfora, si fece più intenso. Vennero investiti da un’aria pregna, che li avvolse come un sudario. Richard ebbe l’impressione che l’umidità fosse sul punto di condensarsi in tante piccole goccioline. L’uomo con la tuta bianca si scostò e, senza dire niente, ritornò indietro. Davanti, un ambiente quadrato tre per tre. Altri uomini in tuta bianca si muovevano in silenzio come in un rito pagano. Addossato alla parete di fronte vi era un letto con la testiera in ottone e sopra, appeso, un quadro che raffigurava la Madonna, i lineamenti del viso erano stati dipinti in maniera così approssimativa da farla sembrare un efebo. Uno degli uomini del team della scientifica si sporse sul letto, la macchina fotografica a pochi centimetri dal dipinto, per cogliere una scritta sulla superficie del vetro: “Rosso”. Degli schizzi di sangue tracciavano un solco immaginario che partiva da un lenzuolo candido, adagiato sul pavimento, di fronte al letto. Sotto, un corpo.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

 

 

REVIEW PARTY: Recensione #448 – IN FUGA DA HOUDINI DI KERRI MANISCALCO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene. Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione di cui ringrazio le ragazze che hanno organizzato l’evento e la Mondadori Oscar Vault per avermi permesso di leggere il volume in anteprima. Ecco che ve ne parlo:

NB: Trattandosi di un terzo volume di una serie, è impossibile non rivelare qualcosa relativo al volume precedente. Detto questo, a vostro rischio e pericolo leggere questa recensione.

infugadahoudinikerrimaniscalcoTitolo: In fuga da Houdini
Autore: Kerri Maniscalco
Data di uscita: 15 settembre 2020
Pagine: 552
Prezzo: € 20,00
Link d’acquisto: https://amzn.to/31aE9we
Trama: Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

RECENSIONE

libri narrativa, libri letteratura, libri horror

La storia ha inizio dove abbiamo lasciato col volume precedente. A bordo del RMS Etruria, Audrey Rose e Thomas Creswell stanno con lo zio Jonathan e una nuova minaccia incombe laddove inizia uno spettacolo di magia da far terrore a la maggior parte delle persone che vi assistono. Sbalordimento, sorpresa, magia, con Mefistofele che è a capo di questa compagnia e presenta i numeri. È un uomo misterioso che si presenta da sempre con una maschera. Improvvisamente la prima sera dello spettacolo una giovane donna muore e una sera dopo l’altra la morte continua a colpire implacabile.

Cosa succederà durante il viaggio? Cosa scoprirà Audrey Rose? Riusciranno ad acciuffare l’omicida che si aggira sulla nave da crociera? Chi sarà stavolta il colpevole che si nasconde nell’ombra?

«L’offerta rimane sempre valida. Ho la sensazione che molto presto avrete dei ripensamenti. Dopotutto, l’omicidio non è altro che un gioco di prestigio, no?». Sperai non avesse notato l’esitazione dei miei passi mentre mi affrettavo sulla passeggiata buia, ignorando i brividi che mi correvano lungo la schiena. L’omicidio era davvero un gioco di prestigio. E, se il colpevole era un prestigiatore abbastanza esperto, c’era la concreta possibilità che riuscisse a farla franca.

La trama è semplice e inerente a cosa ci troveremo di fronte. Forse troppo spoilerosa in un determinato frangente ma per il resto ben strutturata. Sicuramente a bordo di una crociera sembra tutto più interessante e le sorprese con il circo e l’illusionismo non tarderanno ad arrivare.

La copertina segue l’onda dei precedenti ma se devo dirvi la verità è forse quella che mi piace di più fra tutte. Oltre al fatto che era il volume di cui ero più curiosa in assoluto il blu del vestito di Audrey in copertina e la RMS sullo sfondo rendono tutto magico come le carte che tiene in mano. Insomma, l’edizione come per i precedenti volumi è esteticamente incredibile. Il titolo è la traduzione dell’originale anche se, come per quanto riguarda i volumi precedenti il nome in copertina è quasi una comparsa. Effettivamente però è l’unico che abbia una consistenza fisica fra tutti quelli utilizzati e non troppo immaginaria e lasciata al caso. Almeno qui Houdini si vede, si conosce un poco e si ha a che fare con lui in qualche modo, seppur fugace e sempre distante dalla protagonista.

L’ambientazione  questa volta è nel pieno dell’oceano a bordo dell’RMS Etruria, una nave da crociera dei tempi. E’ sicuramente una bella idea seppur poco sviluppata effettivamente visto che i luoghi a bordo della nave sono poco descritti ma si limita solo in alcuni contesti; l’epoca segue la linea della storia e ci troviamo nel 1889.

Il numero era durato appena tre secondi, e come fossero riusciti a compiere un’impresa tanto difficile in così poco tempo era proprio un mistero. Mi chiesi se al mondo esistesse un luogo da cui Harry Houdini non sarebbe riuscito a scappare. O una trappola con cui non avrebbe potuto imprigionare qualcun altro. L’ultima vittima era stata appesa per le caviglie; forse avevamo appena trovato l’artefice di quella faticosa prodezza.

I personaggi di questa storia sono i medesimi del volume precedente per quanto riguarda i principali anche se stavolta troveremo molto più da parte Thomas e avremo modo di vedere Audrey in difficoltà alle prese con Mefistofele. Avremo modo di scontrarci con nuovi personaggi che non approfondiremo molto,

Review + Giveaway: Escaping From Houdini | Jack ripper, Audrey rose, Audry  rosePer quanto riguarda Audrey Rose e Thomas non troviamo molti cambiamenti nel loro personaggio base. Audrey è sempre più fragile e invece di dedicarsi più alle autopsie e ai corpi cerca di svagarsi sempre più e a prendere sotto braccio la cosa che finisce per passare quasi in secondo piano. Infatti dopo Jack lo Squartatore, Audrey non sembra essere più la stessa e laddove qui inizia sempre con l’amore per il caro Thomas, anche questo sembra perdersi quando l’illusione e la magia entrano a far parte della vita di Audrey e Mefistofele entra di prepotenza scardinando ogni cosa, anche la fiducia fra i due.

Mefistofele è il nuovo personaggio di questo volume ed è un illusionista de il Circo al chiaro di luna. Gira sempre con la maschera e riesce a sedurre le donne che lo guardano o che hanno a che fare con lui. Tutti al circo contano su di lui, cercano la sua approvazione e fanno in modo che lui sia il centro di tutto nonostante tutto. E’ un bravo presentatore, molto bravo con le parole, incute timore e sa fare bene il suo lavoro di illusionista, non c’è che dire.

«Gettare del fumo davanti a un paio di specchi non è come compiere progressi scientifici o ingegneristici che possano debellare malattie e salvare vite.» «Permettetemi di dissentire, Miss Wadsworth. Esistono molti modi per aiutare le persone. Talvolta la gente ha bisogno di risate e distrazioni, insieme a diagnosi e cure mediche.» Mefistofele mi studiò. «Dato che siete una studentessa di Medicina di così grande talento, forse dovreste essere aperta a esplorare altre strade. Io potrò anche offrire “solo” qualche futile ora di distrazione, ma ad alcuni bastano per tirare avanti nei momenti più difficili. La speranza è una forza invisibile ma potentissima. Non sminuitene l’importanza.»

Il perno centrale di questa storia, nonostante gli omicidi sembrano essere ormai una costante all’interno della vita di Audrey Rose, sembra essere l’illusionismo e la magia e la compagnia in cui è incluso anche Houdini in qualche modo. A bordo della nave da crociera il pericolo è dietro l’angolo.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei libri precedenti, scritto in maniera articolata e finemente interessante a livello di struttura della scrittura e nello stile. Carente in tutto il resto. In terza persona dal punto di vista di Audrey la storia si sviluppa nello stesso modo particolarmente prevedibile. Vi spiego i motivi di ciò che vi sto esponendo.

La storia effettivamente riporta di nuovo omicidi in catena, una sera dopo l’altra ogni sera dell’evento del circo. E, nonostante sia scritto nella trama e io non l’avevo letta prima di iniziare a leggere il volume, devo dire che avevo capito che sarebbero state in serie praticamente da subito.

Le morti e gli assassini seriali, capitano tutti a loro? Possibile che questa protagonista risulti peggio di Conan il Detective? La cosa sembra quasi assurda. Ovunque vanno capita che muore una serie di persone su cui loro si improvvisano detective. Ormai non è neanche più capire cosa accade ai loro corpi perché per la maggior parte ci pensa lo zio o Thomas a dedurre, è più giocare a fare i detective e a capire cosa può succedere.

Il personaggio di HOUDINI? Vale come tutti gli altri personaggi e, come vi ho detto prima risulta essere l’unico con un po’ di senso perché almeno lo vediamo effettivamente come da titolo. Nonostante questo la delusione è abbastanza evidente e in questa serie vediamo i nomi dei personaggi portati praticamente solo nel titolo.

L’amore tutto miele tra Audrey e Thomas, fin dall’inizio risulta quasi stomachevole. Siete carini insieme, per carità ma vi prego basta. Fate cadere il latte alle ginocchia, per non dire altro. Finalmente infatti la storia di Audrey si allontana un po’ da Thomas per concentrarsi su Mefistofele e su Audrey così da allontanarla da tutto questo miele – nonostante tra l’altro Thomas risulti  abbastanza geloso.

Se non fosse per la storia della protagonista, legata ai precedenti sarebbe un buon libro da leggere in solitaria. Messo nella serie diventa prevedibile nella scoperta dell’assassino, nella serie di omicidi, nella storia d’amore e resta interessante solo per la scrittura particolare dell’autrice e per ciò che ha creato attorno ai singoli personaggi.

Una nuvola fluttuò davanti alla luna, oscurando il cielo per qualche
istante. Era mezzanotte, ed ero stata avvertita: non dovevo stringere patti nel cuore della notte. Mefistofele si sporse in avanti, gli occhi fissi nei miei. «Abbiamo un accordo, dunque?»

Il libro in questione è sicuramente una lettura interessante ma piuttosto banalotta se presa con i suoi seguiti. Consiglio a chi ha iniziato la serie di continuarla, ovviamente. Per chi la dovesse iniziare? Solo se amate lo young adult e dei bei posti a cui fare visita.

Kerri Maniscalco scrive una serie che segue una fila di omicidi nella fine dell’ottocento, inizi novecento. Una serie che passa attraverso diversi stati e, in questo ci porta a bordo di una crociera ricca di misteri e omicidi. Siete pronti ad affrontare l’illusionismo del Circo al chiaro di luna?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le nostre recensioni, vi aspettiamo come sempre ovviamente. Qui le recensioni:

03-01 evento


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Cosa ne dite?
A presto,
Sara ©

REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #298 – NINFA DORMIENTE DI ILARIA TUTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon inizio settimana! Apriamo con un’uscita che attendevamo da tanto e che spero possiate apprezzare. Ringrazio Chiara del blog Ikigai per avermi coinvolto e la Longanesi per averci permesso la lettura. NB: Vi ricordo che per seguire la linea temporale della storia del Commissario è necessario leggere prima il libro precedente, Fiori sopra l’inferno. Ma si può comunque leggere così. Ecco qui la mia recensione:

9788830453869_0_0_626_75Titolo: Ninfa Dormiente
Autore: Ilaria Tuti
Genere: Thriller
Data di uscita: 27 Maggio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QiZ9dv
Trama“Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle  montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso  riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più profondo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.”

RECENSIONE

person raishing his handLa storia ha inizio con un nuovo caso per Teresa Battaglia, commissario di polizia. Un nuovo caso interessante e misterioso oltre che di difficile interpretazione metterà a dura prova il commissario oltre che i suo problemi di salute. La Ninfa Dormiente è stata risvegliata, ritrovata e disseppellita da una cantina impolverata. Un pittore che ormai un morto che cammina dal 1945. Un caso che sa di sangue e morte, un commissario messo sotto pressione e l’ispettore Marini con problemi cercheranno di risolvere un mistero che da anni riposa, come la stessa ninfa.

Cosa succederà a Teresa Battaglia? Riuscirà a risolvere il mistero? Cosa si nasconde dietro il fantomatico dipinto de La Ninfa Dormiente?

«Allora perché mi hai chiamato con tanta urgenza?» Parisi mise una mano davanti al microfono del cellulare e accennò con il mento in direzione opposta. «Perché lei ha bisogno di noi. E anche di te.» Lo sguardo scattò in cerca della persona che, negli ultimi mesi, aveva reso ogni suo istante un inferno e tuttavia, proprio per questo, l’aveva riportato in vita.

La trama così com’è impostata non è che mi abbia fatto impazzire un granché. In effetti, dopo il primo libro non so cosa mi abbia spinto a leggere il secondo, forse pura curiosità riguardo il personaggio di Teresa. Quindi ho deciso di farmi trasportare dall’interesse ed ho deciso 

La copertina è davvero molto bella e suggestiva, sicuramente – a mio parere – molto meglio della precedente. Sempre sbagliata la ragazza in copertina, troppo giovane secondo me se si cerca di rappresentare la Battaglia. Se invece in questo caso è la Ninfa Dormiente ad essere stata rappresentata possiamo starci. Il titolo è davvero interessante e l’autrice su questo è sicuramente originale, nella storia e nella scelta del relativo titolo. Anche il primo libro emi aveva colpito, questo si riferisce al quadro ritrovato. Quindi di sicuro il titolo ipnotizza assieme alla copertina. Probabilmente se non conoscevo la serie dell’autrice ne sarei rimasta affascinata in libreria e con molta probabilità sarebbe finito nelle mie mani.

L’ambientazione stavolta si aggira tra il commissariato dove si trova Teresa Battaglia e una piccola comunità di resiani, una civiltà che sembra essere tra sloveni e italiani ma con una cultura tutta loro. Avrete modo di scoprirli meglio se deciderete di leggerlo. Lepoca si aggira dai giorni nostri, tornando indietro di diversi anni, fino al 1945.

Teresa Battaglia abbaiava, ma c’era chi giurava di averla vista mordere, letteralmente.

photography of person standing in front of portraitI personaggi di questa storia protagonisti come la precedente sono il commissario Battaglia e l’ispettore Marini. Avremo modo di conoscere entrambi in maniera migliore rispetto al libro precedente e 

Teresa Battaglia è una donna forte, indipendente e piena di grinta da vendere. Nonostante sia burbera e possa risultare quasi arrogante, è una donna piena di fragilità. Continua sempre più a soffrire della sua patologia e non bada certo a compassione. Infatti cerca di tenere tutto per se e di non far trasparire nulla agi occhi dei suoi colleghi, nonostante la adorino. Un personaggio tosto,E’ proprio per questo suo modo di fare che rende il personaggio unico che si lascia amare pagina dopo pagina.

Massimo Marini è l’ispettore alle dipendenze del Commissario Battaglia. Nonostante la loro grande differenza di età, loro si intendono alla perfezione, e lui dimostra una grande preoccupazione per lei oltre che un’infinita ammirazione. Marini è un uomo testardo, che se non vede non riesce a credere ma con un passato che continua a tormentarlo. Ha paura sempre più di somigliare a suo padre e mano a mano ne sapremo sempre di più. Un personaggio interessante, da seguire con piacere.

Teresa Battaglia guardava davanti a sé come se ci fosse qualcuno, gli occhi assottigliati, foschi pensieri incarnati tra le sopracciglia. Quando rispose, lui capì che stava scrutando una vittima nella sua mente, viso a viso. Cuore a cuore.

brown and green trees under clear blue skyIl perno centrale di questa storia, in questo caso è La Ninfa Dormiente. Quest’ultima è un quadro di un artista molto famoso e ricercato ai tempi della guerra. Solo che non è un semplice quadro qualunque, questa donna nel ritratto è stata fatta col sangue, il sangue di un cuore. Un mistero davvero inquietante e macabro aspetta la Battaglia, pronta a combattere per riportare giustizia.

Lo stile utilizzato dalla Tuti non è per nulla di lettura scorrevole e, nonostante la storia poi sia molto bella e interessante, arricchisce troppo, a mio parere con dettagli che potrebbero essere resi molto più semplici.

Infatti, visto che il libro è comunque bello corposo, sarebbe stato sicuramente più piacevole se fosse più leggera lo stile narrativo. Infatti l’autrice si dilunga molto e si addentra in posti pericolosi, facendo faticare molto il lettore nel suo proseguimento.

Nonostante già dal primo volume non avevo amato particolarmente lo stile dell’autrice trovo davvero accattivanti i personaggi e le loro storie, il loro correre attraverso un tempo che li rende deboli, fugaci e fragili. L’emozione di scovare l’omicida e di saperne sempre di più è sicuramente la cosa principale che attira il lettore al libro e lo coinvolge molto a livello emotivo.

Il fatto che sicuramente colpisce, oltre ai personaggi, è la storia che non è del tutto semplice. Infatti all’autrice piace giocare con il tempo e con luoghi che sembrano avere un aura quasi magica e allo stesso tempo spettrale. Infatti, come nel primo volume, si torna indietro di diversi anni per cercare il vero colpevole e la Ninfa Dormiente non è da meno. Infatti è stata creata nel 1945, da un pittore che era un partigiano in guerra. Una storia per cui si vede quanto l’autrice ci abbia lavorato duramente, portando alla luce una civiltà che nessuno sembra conoscere. Uno dei lati davvero interessanti di questa autrice è proprio il semplice fatto che lei sia così originale, curiosa e piena di luce, trasportando anche sui suoi scritti. Una storia che vi incuriosirà di sicuro.

«Commissario, ho avuto un problema.» «Solo uno? Tu non hai un problema, tu sei il problema, se vai avanti così.» «Io…» «Non ora, Marini.» 

Il libro è molto bello sopratutto per quanto riguarda la protagonista principale, il Commissario Battaglia, che riesce a conquistare il lettore con il suo lato burbero e scontroso ma anche per la sua fragile anima e tutti i suoi trascorsi. Un thriller che mi sento di consigliare a chi ama un tipo di scrittura particolare e articolata.

Ilaria Tuti è una scrittrice originale e sicuramente il mistero è la sua casa. L’originalità delle sue storie è sicuramente la cosa che si apprezza di più ed, una volta scoperto il quadro, vorrete sapere sempre di più sulla misteriosa e macabra Ninfa Dormiente.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite qui le altre recensioni di quest’evento. Spero possano interessarvi e piacervi:

REVIEW PARTY


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Cosa ne pensate? Vi ispira? Spero che possiate trovarlo una lettura accattivante e interessante.
A presto,
Sara ©