RECENSIONE SERIE TV # – RUSSIAN DOLLS SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui di nuovo con una nuova recensione per voi. Questa settimana parto con una serie TV che ho concluso in settimana e di cui volevo parlarvi anche per avere un’opinione differente dalla mia. Siete curiosi di sapere di cosa sto parlando e cosa ne penserò? Ecco a voi:

1944Titolo: Russian Doll
Stagioni1
Episodi8
Casa di produzioneUniversal Television, Paper Kite Productions, Jax Media, 3 Arts Entertainment
Generecommedia nera
Durata25 min (episodio)
Piattaforma: Netflix
Trama: Una donna di nome Nadia viene catturata in un misterioso circolo vizioso: partecipa ripetutamente alla stessa festa e muore alla fine della notte, per poi svegliarsi il giorno dopo, illesa.
 

TRAILER


RECENSIONE

Russian Doll Season 2?? - Album on ImgurLa storia ha inizio alla festa di Nadia, organizzata dalle sue più strette amiche in un appartamento che non è il loro e dal primo momento spera che tutto si trasformi in una serata di indimenticabili festeggiamenti. Nadia conosce un uomo, Mike, e non perde tempo a fare sesso anche se a quella festa sta per arrivare il suo vecchio compagno da cui si è separata solo sei mesi prima.  Tutto sembra andare a gonfie vele fino a che, una volta in giro con Mike, Nadia finisce per essere investita. Solo che Nadia non muore sul colpo, si ritrova nuovamente alla sua festa, nel bagno da dove era uscita poco prima e continua a rivivere la sera della festa all’infinito, in un loop di morti differenti da cui non sembra uscirne. Tutto cambia quando incontra Alan, anche lui muore di continuo e non riesce a spiegarsi il motivo.

Come finirà questo continuo loop in cui i due continuano a morire? Cos’è che l’ha provocato? Come riusciranno a fermare il tutto e a scoprire cosa c’è dietro a tutto questo? 

16 TV Shows About the Afterlife That'll Have You Pondering Life and DeathLa struttura della serie probabilmente è cosa già vista: non sono mancati film e film su una serie di morti che si ripetono a loop e non si capisce da cosa possa derivare. In questo frangente posso dire di essere rimasta piacevolmente colpita dalla struttura differente dal resto. Nonostante le morti si susseguono, si aggiunge un personaggio secondario, succedono cose inspiegate e – oltre ad essere le morti le più disparate in assoluto – ogni puntata si mette in dubbio ciò che si è visto nella precedente, cercando di trovare sempre nuove risposte al perché stia succedendo tutto questo. 

gif: russian doll | Explore Tumblr Posts and Blogs | TumgirI protagonisti e i personaggi che compongono la serie sono interessanti e ben costruiti, ognuno con il proprio carattere predominante ma con tanti segreti del passato, I personaggi principali, Nadia e Alan, si ritrovano a condividere quanto più possibile e finiscono per conoscersi nel profondo, molto più di quanto questo accada con altre persone. Infatti Nadia nasce molto esuberante ma finisce per essere schiva ed ermetica oltre che a irritante quando le viene chiesto del suo passato. Alan è un uomo che ha vissuto la sua vita programmando ogni cosa al centesimo, quasi avesse un impostazione militare o avesse dei problemi comportamentali. Purtroppo questo non verrà approfondito visto che ci si concentra più sul passato di Nadia che su di Alan e devo dire che avrei apprezzato qualche approfondimento anche su di lui che non fosse stato solo relativo alla donna con cui stava assieme. 

lies.com » russian dollI due, inoltre, risultano essere oltre che totalmente agli antipodi anche complementari in qualche modo. In più il collegamento che c’è fra i due e che i due si ricordano sempre cosa accade nelle giornate precedenti li spinge a passare più tempo assieme a cercare di capire cosa li ha spinti a finire sotto lo stesso inquietante scherzo del destino. L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire, devo ammettere che è stata la voce del doppiaggio che non sembra rendere bene per il personaggio di Nadia, non so la immaginavo diversa e rende male a livello generale. Ma probabilmente è una cosa soggettiva e stupida quindi da darci del peso mi sembra ridicolo. 

Jenny. — Can you please remove any jewelry and shoelaces? I...Le puntate sono relativamente molto corte, durano una ventina di minuti l’una e sono anche particolarmente piene di cose che accadono e rendono molto nonostante la brevità delle cose.  L’unica cosa che mi aspettavo è che la serie spiegasse più cose nel finale. Nonostante ci siano diverse spiegazioni e persino chi guarda durante il corso delle puntate non può fare a meno di domandarsi come si risolverà e quali siano le cause, il finale sotto alcuni aspetti, specialmente nella parte finale lascia perplessi per una piccolissima dinamica che – ovviamente – non posso dire per questione di spoiler. Inspiegate restano anche, le apparizioni di lei bambina che continua a vedere solo Nadia ma di cui subisce colpi anche Alan di rimando.

Ho trovato che la serie si componga di elementi ben fatti, di una costruzione del personaggio di Nadia molto articolato e profondo, molto più di quanto sembra che l’attrice interpreta molto bene e rende dall’inizio alla fine della storia. Mi sono divertita durante la visione sia per questi personaggi unici, per la storia ma ancor di più a fare supposizioni sui loop, su chi poteva essere collegato e su cosa c’entrasse il tempo che portava la frutta a marcire ma loro a rimanere sempre nella stessa giornata. Una storia interessante, una serie autoconclusiva che spero possa colpirvi e piacervi. 

 
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Voi l’avete vista? Vi piacerebbe vederla? Fatemi sapere, io ovviamente come al solito vi aspetto con opinioni e commenti!
 
A presto,
 
Francesco ©

RECENSIONE #507 – FREEZER DI VERONICA VECI CARRATELLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui e buon lunedì per voi! Siete carichi e pronti ad affrontare una nuova settimana? Io non molto ma ce la metto tutta… Almeno questo week end ci sarà Pasqua, che è già qualcosa di diverso dalla routine. Oggi vi parlo di un libro che ho concluso questo fine settimana e che spero possa incuriosirvi. Preparatevi che per questa settimana ne arriveranno altri libri interessanti. A voi:

81fokva7vlTitolo: Freezer
Autore: Veronica Veci Carratello
Data di uscita: 14 luglio 2016
Editore: BAO Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/3lY9Cel

Trama: Una saga familiare deliziosamente tratteggiata, un cast eclettico e perfettamente caratterizzato, con tanto di vicini ficcanaso, equivoci che coinvolgono la polizia, dating online che finisce malissimo, l’attesa spasmodica e terrorizzata del menarca da parte di una ragazzina ansiosa e un gatto che tenta ripetutamente il suicidio. Questo nuovo libro di Veronica “Veci” Carratello è irresistibile!

RECENSIONE

La storia ha inizio con il rientro a casa del papà di Mina. Assieme lui e la madre cercano di riparare al fatto che sia stata staccata la corrente e il gatto Kafka è stato quasi investito e la madre ha già invitato una compagna di scuola di Mina a casa, visto che non ha molti amici. Tutto quello che Mina detesta, e la sua famiglia allargata, con la nonna in casa e suo zio che ha paura di sedersi sono tutto un programma per presentarsi alla sua compagna di scuola. E’ una ragazzina semplice in una famiglia in cui si sente stretta e a disagio ma dalla quale, non riuscirebbe mai a separarsi nonostante siano tutti così stravaganti e inusuali.

Cosa succederà all’interno della famiglia di Mina? Cosa vedranno i vicini che cercano di spiarli? Cosa succederà a scuola con i compagni della nostra protagonista? Riuscirà lo zio a trovare finalmente l’amore che tanto desidera?

Freezer: un giallo familiare dai toni ironici e surreali – Lo Spazio Bianco

La trama è molto breve e non racconta praticamente nulla di questa storia mantenendosi sul vago, sull’aspetto famigliare di Mina e di cosa accade in maniera del tutto approssimativo. Detto francamente, forse è stata la scelta migliore visto che il volume non è lunghissimo e raccontare ciò che accade è in maniera molto difficile. Quindi ottima scelta anche se ovviamente uno potrebbe chiedersi e farsi domande maggiori su questo volume.

La copertina di questa storia è particolare ma allo stesso tempo originale e lancia dei messaggi velati che soltanto dopo aver letto la storia potete comprendere a pieno. Però se avete un minimo di immaginazione potete comprendere il significando guardando l’immagine nel fumo e qualcos’altro che cattura la vista. Il titolo è una di queste e posso dire che è un titolo singolare per una storia altrettanto singolare. Infatti, il connubio è davvero unico e mi piace il risultato nonostante a guardarlo così possa sembrare che non abbia un senso logico.

L’epoca non è troppo moderna ma non so darvi ne un luogo ne un anno preciso visto che non è specificato all’interno della lettura.

freezer-libro-fumetto - SALT Editions

I personaggi di questa storia sono diversi e tutti particolari. Il personaggio principale della storia è Mina e di cui seguiremo le vicende nonostante la famiglia e le loro vicende sono al centro di questa storia. E’ una famiglia bizzarra, strampalata ma allo stesso tempo originale e unica nel suo genere sia nella creatività di alcune scelte che nel carattere di ognuno di loro.

Mina ha paura di crescere, è per questo che controlla costantemente se il suo ciclo sta per arrivare ed ha paura di finire come le sue amiche e di cambiare. Ha il suo taglio di capelli allo stesso modo da quando è bambina ed è costantemente presa di mira dai bulli a scuola. Non è una ragazzina audace, ne tantomeno coraggiosa, anzi è fragile e molto matura per la sua età. Ha un legame unico con ognuno dei componenti della sua famiglia ma quello più bello, a parer mio è quello con suo zio. E scoprirete il motivo di quanto sto dicendo solo leggendo questa storia. 

Non a caso infatti, i miei personaggi preferiti sono proprio nipote e zio che hanno un legame dolce ed entrambi hanno una storia che vi farà sentire vicini a loro allo sfogliare di ogni pagina. Gli altri personaggi sono Kafka, il gatto strampalato e combina guai della famiglia, il fratello di Mina, i genitori della ragazza e la nonna, silenziosa e dolce che non parla mai ma che esprime il tutto con poco, all’interno di questa storia.

Freezer – Veronica Carratello | Gli Amanti dei Libri

Il perno centrale di questa storia sono le vicende famigliari che colpiranno ogni membro della stessa, nessuno escluso. Dai vicini impiccioni, al lavoro che il padre non riesce a trovare, dal ciclo che Mina spera non arrivi mai, allo zio che spera di trovare l’amore online, fino alla nonna che vive con loro per via della pensione.

Lo stile e la grafica utilizzati sono particolari e unici. La storia all’interno del volume è a colori e sono stata davvero colpita dall’utilizzo di tonalità sul pastello ma con delle sfumature di disegno incredibili, che ricordano quasi Adventure Time –  il cartone animato – non so se avete presente di cosa sto parlando sia per quanto riguarda la tipologia di disegno utilizzata, le linee sia per lo stile di disegno dell’autore. Ho apprezzato molto le illustrazioni e l’insieme che ne esce fuori dall’integrità del volume stesso.

Le tematiche all’interno del volume sono diverse e tutte al limite dell’assurdo che inducono a divertire il lettore. Dietro tutto questo però, soprattutto per alcune cose ci sono dei risvolti importanti e dei messaggi che l’autore cerca di sottolineare nonostante la bizzarra situazione he ogni volta viene a crearsi.

Il fatto della crescita di Mina, delle prese in giro a scuola e il fatto delle mestruazioni. E’ un tema importante quello della crescita, del bullismo e del cambiamento in una ragazza. E questo è trattato con leggerezza, cosa che ho apprezzato molto, ma allo stesso tempo anche con messaggi profondi e diretti che sono importanti specialmente per un ragazzino di dodici, tredici anni, che leggerà o potrebbe leggere questo volume. E non lo dico in senso negativo, anzi, tutt’altro.

C’è anche l’importanza dell’amore e della famiglia. Per quanto riguarda l’amore è lo Zio di Mina a fare da padrone e nonostante abbia la paura di sedersi e viva alle spalle degli altri, sogna un amore vero come molti altri al mondo. E’ un uomo di altri tempi, che parla con metafore e strane frasi antiquate ma che aprirà le porte del vostro cuore per sentirvi vicino a lui. La famiglia, invece, viene messa in primo piano nonostante le difficoltà evidenti la famiglia resta unita e nessuno tradisce l’altro. E questo credo sia la cosa più importante di tutte e che dovrebbe esserci in qualsiasi famiglia che si rispetti.

E c’è il fatto che i vicini tendano sempre a fare i dispetti, i classici vicini impiccioni che cercano a tutti i costi di screditare l’altro per avere la meglio su non si sa quale cosa. Anche questo, nonostante sia assurda la situazione della storia narrata, ricorre a cose attualmente presenti e veritiere, che possono accadere a chiunque aggiungendo anche una buona dose di prevaricazione sociale che si cerca di avere sull’altro in maniera a volte spasmodica e irritante; senza alcun senso per di più. E trovo siano state gestite con maestria ed eleganza oltre che con una buona dose di divertimento.

Il tutto con il gatto Kafka che fa da contorno alla storia e che si insinua con le sue gag divertenti e i suoi disastri, creandone ulteriori per la famiglia. E’ uno strano gatto che ricorda Scrat dell’Era Glaciale, che appare nei momenti più impensati, fa i suoi danni e poi scompare per riapparire al prossimo danno. E’ una storia davvero originale che vi regalerà un momento di evasione e che spero prendiate in considerazione.

BAO Publishing presenta Freezer di Veronica "Veci" Carratello - anteprima |  Fumetti - BadTaste.it

Il libro è davvero divertente, assurdo e leggero. Una lettura che vi porterà via poco tempo ma che riuscirà a rimanere nel cuore per le avventure mirabolanti di una famiglia come tante altre, adatta per un periodo come questo che richiede proprio frivolezza e di staccare la spina dalla situazione pesante che stiamo vivendo.

Veronica Veci Carratello saprà trasportarvi all’interno di una famiglia stramba e disperata, divertente e quasi criminale! E’ una storia ai limiti dell’inverosimile ma che trasforma la normalità di una famiglia in un caso eccezionale. Consiglio la lettura.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate possa fare il caso vostro? Sicuramente è una lettura alternativa e divertente, che vi permetterà di svagare la mente per qualche ora.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #493 – IL CANE CHE GUARDA LE STELLE DI TAKASHI MURAKAMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, con un nuovo libro per voi. Sono felice di averlo letto e vi auguro un buon lunedì. Un libro che volevo leggere da tanto, acquistato diverso tempo fa e che mi ha emozionato tantissimo. Quindi di sicuro mi sento di consigliarlo già da qui. Ecco che ve ne parlo:

Titolo: Il cane che guarda le stelle
Autore: Takashi Murakami61pkjelz-l._sy346_
Data di uscita: 18 novembre 2015
Editore: Edizioni BD 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ay6DFl
Trama: Il volume racconta la commovente storia del cane Happy e del suo padrone, chiamato affettuosamente “Papà”, nel loro viaggio per il Giappone.
Un racconto tenero, splendidamente disegnato, dedicato a tutti gli amanti del migliore amico dell’uomo (e non solo). Un successo in patria, con oltre 400.000 copie vendute e una trasposizione cinematografica. Arrivato negli Stati Uniti sull’onda di Hachiko, ha ricevuto ottime recensioni dalla stampa di settore (Publisher’s Weekly) ed è stato inserito nella lista dei dieci migliori manga pubblicati nel 2011 dal sito di riferimento “Comics Worth Reading”.

RECENSIONE

La storia ha inizio un giorno come tanti altri, quando delle persone trovano una macchina abbandonata in un campo con due corpi all’interno. E’ qui che si torna indietro e nasce la storia di una famiglia come tante altre. La storia di un uomo e del suo cane, che ama guardare le stelle. Un padre è in giro con sua figlia e lei nota il piccolo cagnolino che non può fare a meno di portare via con sé. Il padre non è molto d’accordo per la scelta ma alla fine è l’unico realmente affezionato al piccolo cagnolino, chiamato dalla famiglia Happy. Il piccolo cane crescerà nella famiglia e si ritroverà a vivere varie fasi della famiglia condividendo sempre più tempo con quello che lui chiamerà per sempre “Papà“.

Cosa succederà al cane e al suo padrone? Quali cose li accompagneranno nel corso della loro vita e nel corso della crescita dell’animale? Quali consapevolezze raggiungerà l’uomo e quanto amore avranno da donarsi due esseri soli?

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

La trama di questo volume è molto breve ma significativa. Non vi pentirete se deciderete di dare un’occasione a questa storia. Dolce. emozionante e commovente.

La copertina è meravigliosa e la trovo molto semplice ma efficace e d’effetto. Non sembra molto significativo e in netto contrasto con quello che è il titolo ma il campo di girasoli è un punto molto importante sia per il piccolo cane Happy che per la storia stessa che scoprirete leggendo. Il titolo è semplice ma d’effetto. Mi ha conquistato tutto assieme donando semplicità e bellezza alla lettura, ancor più di quanto mi aspettassi. Il titolo è significativo e la spiegazione la troverete sia all’interno del volume con la storia stessa, sia qui sotto che vi ho inserito la frase che viene citata all’inizio della lettura del volume.

L’ambientazione dove ha inizio è poco fuori Hokkaido, in Giappone ma come tutta la storia che gira più luoghi che spero possano colpirvi, dei paesi molto piccoli, specialmente nei pressi della costa; l’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non molto. Più anni fa che ora, primi anni duemila ecco. Una storia che vi colpirà.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

I personaggi di questa storia non sono tantissimi, anzi tutt’altro ma sono la colonna portante di questa storia in tutto e per tutto. E’ la storia di una famiglia e di un uomo, protagonista principale, che si ritrova solo con il suo animale, l’unico e il solo che sembra amarlo ancora. Un uomo semplice, di poche pretese e che amava la propria famiglia, la figlia, la moglie e il suo piccolo animale. Un uomo solitario e riflessivo, dolce e ricco di sorprese oltre che tanto malinconico e nostalgico.

Voce narrante è il piccolo cane Happy è un animale docile e dolcissimo che ama il suo principale padrone e che non ha occhi che per lui. Adora le lunghe passeggiate in cui il suo padrone adora raccontare cose e parlare con lui o anche solo passare dei momenti assieme. E’ un cane che in questa storia trasmetterà quanto di più vero e sincero donino questi animali all’uomo. Happy è un cane dolcissimo, tenero e affezionato al burbero e solitario uomo che ha deciso di tenerlo e portarlo con sé.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

Il perno centrale di questa storia è l’amore del cane verso il suo padrone e, nonostante tutto quello che possa accaderci nella vita, il cane sarà sempre lì accanto a noi. La fedeltà del cane è qualcosa di assolutamente indescrivibile e l’amore che l’uomo e il suo animale provano reciprocamente è qualcosa di toccante ed emozionante.

La grafica e le illustrazioni sono tipiche dei manga e con la lettura da destra verso sinistra, assolutamente in bianco e nero. Vista e narrata dal punto di vista del piccolo cane Happy, la storia dice molto sull’amore e sulla generosità, sull’amore, la fiducia e il legame reciproco che si crea fra un cane e il suo padrone. Lo stile dell’autore è molto semplice e dai lineamenti e dai tratti marcati per alcune cose, come per il disegno stesso del padrone ma assolutamente leggeri per altro, specialmente per il cane che trasmette qualcosa di unico e inimitabile.

Mi ha colpito molto la descrizione iniziale che dice molto della storia stessa, ovvero questo:

IL CANE CHE GUARDA LE STELLE
Indica una persona che desidera ciò che non può avere,
dall’immagine di un cane che continua a osservare le stelle con smania.

La storia alla fine riprende un personaggio che sembra essere esterno alla storia seppur anche lui sia molto riflessivo. Comunque credo che questo personaggio sia legato anche lui alla storia stessa e doni anche lui qualcosa al lettore, esattamente come tutti gli altri personaggi di questa storia.

Una tematica potente, a volte sottovalutata e magari anche banale potrebbero dire alcuni, ma che non morirà mai. Di famoso ricordiamo sicuramente Hachiko, la storia del cane che rimase fedele al suo  padrone nonostante questo fosse morto e lui lo aspettasse con tanta speranza. Questa storia colpisce con la stessa intensità e la stessa emozione coinvolgente, nostalgica e malinconica. Una storia d’amore potente, più di tante altre.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

Il libro è una piccola perla e uno di quei manga che porterò sempre con me nel cuore. Un libro che vi consiglio assolutamente e spero che leggerete in molti perché è semplice ma toccante. Consigliatissimo.

Non conoscevo Takashi Murakami  prima di leggere questo volume e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso.Una storia di fedeltà, di due solitudini e di un’emozionante amore che dura tutta la vita. Da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi e spero possiate apprezzarlo perchè vi commuoverà.

A presto,

Sara ©

A PROPOSITO DI… LA SAGA DI DESCENDER DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi dell’ultimo episodio della saga di Descender che avete seguito con questa rubrica. Giunti all’ultimo volume finiamo di seguire le vicende di Tim-21 e ci muoveremo in Ascender seguendo le vicende di un altro personaggio della storia nello stesso mondo ma diversi anni dopo. Cosa succederà nella prossima serie lo sapremo quando pubblicheranno nei prossimi periodi quindi passeremo ad altro nel frattempo.

La saga di Descender è composta da sei volumi:

  1. Stella di latta
  2. Luna meccanica
  3. Singolarità
  4. Macchine orbitali
  5. La rivolta dei robot
  6. La guerra delle macchine

Vi farò una recensione generale che spero apprezzerete!

Descender vol. 3: Singolarità (Lemire, Nguyen) – Lo Spazio Bianco

Questa saga ambientata nello spazio si apre con il risveglio di Tim-21 in un mondo ormai disabitato e privo di popolazione. Tim-21 è un robot rimasto dormiente per dieci anni che si sveglia e cominci la caccia al suo ritrovamento perchè parte importante di una catena di Robot potenti. Ma TIM-21 ha in mente una sola persona da ritrovare: Andy, quello che per lui è stato un fratello dieci anni prima, della famiglia a cui era stato affidato.

Cosa succederà ora che Tim-21 è sveglio? Chi gli darà la caccia? Perchè il mondo è così in pericolo? Come faranno a salvare loro stessi e chi li circonda?

Il perno principale di questa serie sono i robot. Anche ora sappiamo tutti anche vedendo diversi film suoi robot che molto spesso vengono rappresentati come quelli che rubano spazio all’uomo e possono prendere il sopravvento sul mondo. Fin da sempre sembra essere una paura comune anche se l’uomo continua ad inseguire lo stesso il progresso tentando di raggiungere la costruzione di queste tecnologie ultra avanzate. Il mondo di Descender è popolato da umani e robot che in alcuni casi vivono in pace fra loro mentre in altri pianeti e in altri casi vengono utilizzati come schiavi, come oggetti che è poi quello che effettivamente sono. Il problema sorge proprio qui. Queste macchine hanno raggiunto un livello tale di consapevolezze e di emozioni che riescono a provare rabbia, risentimento, affetto, paura, vendetta. Emozioni umane che rendono le macchine stesse ancor più pericolose di quanto non lo fossero in precedenza.

La minaccia dei Mietitori resta la maggiore causa di disappunto fra i robot e gli esseri umani. I Mietitori erano venuti per distruggere e lo hanno fatto ed ora l’uomo cerca vendetta per ciò che è stato fatto. Tim-21 sembra essere un portavoce collegato ai misteriosi Mietitori ma effettivamente cosa si nasconde dietro tutto questo? E’ la verità? Cosa succederà a Tim-21 e alle persone, robot  o chiunque lo circondi?

La struttura dei disegni è davvero incredibile. L’acquerello utilizzato è leggero che passa da colori forti ai tenui in base alla situazione in cui ci si trova ed è estremamente interessante la scelta dei colori in questo modo. SI passa dal forte al leggero e quei tratti non colorati che restano bianchi rendono il tutto speciale e unico nel suo genere.

Descender vol 1 - una recensione ammirata - Dimensione FumettoLa storia, invece, in alcuni punti perde di intensità. Si concentra molto sui personaggi che sono il punto forte della storia ma tralascia in alcuni punti la storia principale dandola un po’ troppo per scontata. Ci sono alcune cose, infatti, che non essendo spiegate restano sospese e non comprese al massimo dal lettore. Si parlava di legame fra Tim-21 e i Mietitori. La spiegazione effettiva non c’è, c’è questo legame, c’è il mistero dei robot e tutto ma resta molto enfatizzato. Come per quanto riguarda altre cose. Concentrato molto sulla vita dei personaggi ma poco su ciò che effettivamente serviva a comprendere a pieno la storia.

Il finale è molto bello e aperto a ciò che ci si aspetta da Ascender, la prossima serie ambientata nello stesso molto ma diversi anni dopo con un altro personaggio. Interessante la scelta e vedremo cosa ci riserverà il futuro con questa serie.

Consiglio questa serie agli amanti dei robot, della fantascienza e dello spazio. Ovviamente anche agli amanti delle graphic novel.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa Space Saga? Fatemi sapere, io ovviamente vi aspetto sempre.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #415 – INNI ALLE STELLE DI GIOPOTA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Dopo un po’ che ho letto questo volume riesco finalmente a parlarvene. Ci ho messo anche un po’ per decidermi a scriverla perchè non riuscivo davvero ad esprimere qualcosa e quando è così preferisco metabolizzare il volume e scrivere qualcosa appena ho le idee chiare. o acquistato questo libro in digitale tempo fa e ve ne parlo subito. Ecco a voi.

downloadTitolo: Inni alle stelle
Autore: Giopota
Pagine: 233
Data di uscita: 7 novembre 2019
Casa editrice: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Z6BwLP
Trama: Inni è un ricco rampollo che desidera l’avventura. Lentamente, i doveri della sua famiglia stringono intorno a lui una morsa che minaccia di soffocarlo. Il lavoro all’opificio, la promessa di matrimonio, il bisogno di dimostrare il proprio valore. Partire, capire sulla strada i propri limiti, quello forse gli farebbe bene. Ma non c’è persona sana di mente che partirebbe verso una terra nella quale una guerra odiosa e violenta si sta propagando come l’infezione di una ferita. E allora Inni dovrà addurre un motivo da sognatore, da pazzo, da visionario: seguirà la Via Francigena alla ricerca del tesoro del Santo. E mentre le stelle in cielo lentamente si spengono, un giovane dal cuore inquieto scoprirà il vero significato di un cielo muto, e in assenza di parole da ascoltare, dovrà scrivere da sé le risposte che cerca.

RECENSIONE

La storia a inizio a casa di Inni, un rampollo ricco che conduce una vita programmata, fine a se stessa: il lavoro all’opificio di famiglia e il fidanzato con una persona che non ama neanche che dovrà sposare presto. Stanco o forse semplicemente annoiato, Inni parte per un lungo cammino attraverso la Via Francigena che lo porterà ad affrontare diverse, ma la vera domanda è:

Per quale motivo Inni affronta il suo viaggio? E’ per via del famoso pellegrinaggio religioso o solo per fuggire dalla vita che lo aspetta? Cerca anche lui il famoso tesoro del Santo che tutti credono perduto? Cosa succederà lungo il suo cammino?

Inni alle Stelle, un viaggio magico come la realtà | Intervista

La trama è semplice e non svela molto se non l’intro generale del volume stesso che si presenta così come viene descritto. Ovviamente una volta addentrati all’interno del viaggio i particolari saranno tanti e vi converrà prestare particolare attenzione.

La copertina mi ha attirato dal primo momento in cui l’ho vista. La trovo luminosa e che riflette ciò che il libro sta cercando di trasmetterci. Inni, il protagonista che con il suo libro in mano segue la Via Francigena alla ricerca di se stesso, del suo destino o di ciò che semplicemente cercava. Il titolo è controverso e il nome si sposa completamente con il resto. D’altra parte credevo che non fosse Inni come nome ma semplicemente un canto alle stelle. Invece il titolo intende proprio Inni, il protagonista alle stelle che gli indicheranno la strada per questo nuovo volume.

L’ambientazione è fantastica ma riprende un tratto e nomi realmente esistenti anche se effettivamente non sembrano avvicinarsi molto se si vede complessivamente la storia. Ci si muoverà quindi seguendo la via che dai Pirenei porta verso la Galizia, un tratto del Cammino di Santiago; l’epoca essendo fantastico non è definito ma ha dei tratti quasi medioevali.

Il Cammino di Santiago diventa un fumetto dove il cielo si fa buio ...

I personaggi di questa storia sono diversi ed incontreremo particolari ed originali soggetti che accompagneranno Inni lungo il suo viaggio nonostante non pensava di trovare delle persone con cui confrontarsi e stare bene condividendo la medesima avventura. Ho trovato sicuramente più interessanti i personaggi che lo circondavano, come la ragazza, piuttosto che il protagonista principale.

Inni è un personaggio molto enigmatico, soprattutto all’inizio. Si presenta come il classico tipo che ha tutto ed è annoiato da tutto, l’eterno indeciso, tanto da voler cercare di staccarsi dalla sua famiglia per poter costruire qualcosa che possa essere suo e suo soltanto. Nonostante la famiglia e quella che appare come la sua fidanzata cercano di dissuaderlo lui parte alla ricerca di qualcosa che è molto più importante della meta stessa. Nel corso del suo viaggio scoprirà valori importanti per se stesso e cosa vuole dalla sua vita. Nonostante nasca come un personaggio non particolarmente simpatico a primo impatto, piano piano cerca il cambiamento quindi la situazione si solleva mano a mano che si procede nella lettura.

Storia di un cercatore di stelle – La Connessione Tra i Libri

Il perno centrale di questa storia è il pellegrinaggio della Via Francigena, il libro misterioso e la ricerca di Inni che lo porterà a scoprire cose su se stesso, sulle persone e sulle cose che lo circondano, inondandolo di sicurezze che prima di sicuro non aveva.

Lo stile utilizzato e la grafica sono assolutamente caratteristici ed identificativi di Giopota; infatti l’autore sembra quasi prendere il protagonista del volume precedente e trasportarlo pari pari qui, presentandocelo con altro nome ed altra veste. Infatti, almeno personalmente parlando avrei preferito che i tratti distintivi di Inni fossero diversi rispetto al personaggio protagonista del volume precedente Un anno senza te.

La cosa che invece non riesce proprio ad arrivare è il concetto contorto su cui tutta la storia si baserà e su cui i personaggi si muovono. Tutto il lato fantasy, la magia, il libro e chi più ne ha più ne metta confondono il lettore lasciando tutto molto al caso per poi arrivare alla fine frettolosamente e non concludendo le mille domande che il lettore si è posto durante tutto il percorso di Inni. Ok, tutto è intenso, magico e sicuramente unico ma è anche molto confuso e non lascia una sensazione piacevole completa e di soddisfazione vera che può derivare dalla lettura stessa.

BAO Publishing: le prime immagini del nuovo fumetto fantasy di ...

Il libro è curioso nella sua presentazione ma non coinvolge e non spiega quello che effettivamente dovrebbe. Personalmente l’ho trovato molto bello visivamente. Per il resto non saprei.

Giopota con Inni alle stelle ci porta, con il suo tratto che lo caratterizza, in un mondo fantastico dove percorrendo un lungo cammino si cerca oltre ad un immenso tesoro perduto anche tutto ciò che uno non si aspetterebbe mai: un vero e proprio viaggio alla ricerca di se stessi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Pensate potrebbe piacervi? Fatemi sapere, mi raccomando! Io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #357 – IL SUONO DEL MONDO A MEMORIA DI GIACOMO BEVILACQUA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto la recensione di un libro che volevo leggere praticamente da secoli ma che sono riuscita soltanto poco prima di concludere il 2019, trovandolo in offerta sul kindle, visto che non ero sicura potesse piacermi. Invece devo dire di essere rimasta abbastanza soddisfatta dell’acquisto tutto sommato. Voglio comunque parlarvene, spero che possa piacervi questa Graphic Novel. A voi:

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Titolo: Il suono del mondo a memoria
Autore: Giacomo Bevilacqua
Editore: Bao Publishing
Prezzo: € 21.00 cartaceo; € 7.77 e-book
Link d’acquisto: https://amzn.to/39DWggK
TramaSam sta scrivendo un articolo. Una cosa complessa, che comporta che lui vada a vivere per due mesi a Manhattan e non parli assolutamente con nessuno. Ce la farà? In un certo senso sì, ma con le cose che Sam non ha previsto ci si potrebbe scrivere un libro. Giacomo Bevilacqua l’ha fatto, e l’ha disegnato, e poi l’ha colorato così magnificamente da restituire la luce di New York in modo magnifico e quasi commovente. Meno saprete di questo libro fino al momento di immergervi nella lettura, più ve ne innamorerete. E poi direte questa stessa cosa alle persone cui lo regalerete. Fidatevi.

RECENSIONE

Il giovane Sam sta scrivendo un articolo. Ma più che un semplice articolo, quello che sta facendo Sam è una vera sfida contro se stesso. Per dimenticare un dolore che lo affligge fin dentro l’anima, accetta la sfida di rifugiarsi a Manhattan – come fa sempre nei casi in cui si sente perso – per due lunghi mesi di silenzio. E’ così, Sam non parlerà con nessuno. Indosserà le sue cuffie anonime, porterà con se la sua macchinetta fotografica e l’unico contatto col mondo sarà il suo migliore amico, solo ed esclusivamente via chat, che conoscerà i suoi spostamenti e le sue novità. E di novità ce ne sarà una grande, che Sam non ha previsto.

Perchè Sam comincia a non ricordare quando ha scattato diverse foto? Cosa succede alle foto? E chi è la misteriosa ragazza dai capelli rossi che apparirà per cambiargli drasticamente la vita? Riuscirà Sam a portare a termine la sua sfida? Cosa ha in serbo la vita per lui?

Il suono del mondo a memoria

La trama di questa storia è ben scritta ed incuriosisce anche se, devo ammetterlo, a colpirmi più di tutto da portarmi a leggere questa storia sono stati la copertina del volume e il titolo. Il titolo è stata la cosa che di gran lunga mi ha colpito di più. Infatti, non sapevo granché su questo libro, l’ho comprato a scatola chiusa e sono comunque rimasta soddisfatta dell’acquisto.

La copertina è meravigliosa. Io ne sono completamente innamorata da diverso tempo e non vedevo l’ora di leggerlo nonostante ho sempre avuto paura che effettivamente non potesse piacermi. Invece così non è stato ed è stata una lettura veloce e allo stesso tempo decisamente piacevole. Il titolo è spettacolare. Non so come effettivamente sia venuto in mente all’autore ma è descrittivo nella maniera più assoluta della storia e del volume. Questo è un libro che nelle sue pagine riesce a trasmettere il suono del mondo di Sam, quella melodia che è impressa nella sua memoria e lo porta a contare Uno, Due, Tre, Quattro. E poi da capo.

L’ambientazione della storia è Manhattan e l’epoca è sicuramente moderna, al giorno d’oggi.  Possiamo vedere i tratti tipici della città e, davvero ben disegnati e strutturati.

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I personaggi di questa storia si contano effettivamente sulle dita di una mano. Infatti ci troveremo a fare i conti quasi esclusivamente con il giovane protagonista che ci porterà in giro fra le via di Manhattan con la sua macchina fotografica. Il personaggio è particolare e ve lo descriverò nel dettaglio.

Sam è un tipo decisamente introverso. Sam sente nel suo cuore la colonna sonora di una vita e la ripete. Sam odia i numeri, eppure conta ogni cosa; Uno, due, tre, quattro. E lo ripete. E lo ripete. Sam è chiuso ed internalizza molto ciò che lo circonda. Sam è un personaggio che incoraggia il suo dolore e lo sente vivo ma allo stesso tempo cerca di lavarlo via. Sam è tutto, è una persona semplice che somiglia a una persona qualunque, che potresti essere tu o potrei essere io ma resta assolutamente unico e originale. Sam ha le sue cuffie alle orecchie che sembrano attutire il mondo esterno ma con cui, lui, sente tutto, a memoria.

Il suono del mondo a memoria – Giacomo Bevilacqua | Leggendo a Bari

Il perno centrale di questa storia è tutto e niente. Principalmente la storia ci mostra come Sam cerca di annientare il suo dolore, con un metodo non molto convenzionale, adattandolo ad un motivo lavorativo. Sicuramente una storia che ha il suo perchè e lascia scoprire al lettore, il personaggio nei suoi minimi dettagli più intimi, scovando quelle sensazioni che neanche lui credeva di provare.

La grafica è davvero eccezionale ed ho apprezzato molto lo stile dell’autore nei suoi disegni. Lo stile resta lineare nel corso di tutto il fumetto, non ci sono cambi di colore o tonalità in base ai sentimenti o a ciò che succede al protagonista ma si contraddistingua benissimo il silenzio che tocca Sam dall’inizio alla fine del libro. Infatti, nonostante il libro sia pieno di descrizioni o di monologhi, non c’è un vero e proprio momento in cui Sam apre veramente bocca. I disegni sono veramente eccezionali in special modo per quel che riguarda le ambientazioni. Io non sono mai stata a Manhattan ma sono sicura che l’autore abbia studiato il minimo dettaglio per tirare fuori certe tavole davvero bellissime e dei disegni incredibili. Addirittura il quadro al museo è stupendo, non c’è che dire.

Lo stile dell’autore è la cosa che sicuramente lo contraddistingue dal resto. La storia è particolare e sicuramente “magica” se così vogliamo dirlo. Nonostante, però, Sam nella sua sfida sia sostanzialmente muto e silenzioso, troviamo il silenzio vero e proprio solo nelle prime tavole del volume. Infatti all’inizio le pagine e le immagini di Sam che si muove in casa, che affronta la vita a Manhattan sono eloquenti ma, andando avanti con la storia, ci troviamo di fronte a pensieri e monologhi del giovane protagonista. In questi monologhi, ci descrive ciò che accade in primis e finisce per perdersi in prosa successivamente, raffazzonando qua e là frasi che lo portano a ripetere quasi sempre la stessa cosa. Infatti l’autore sembra voler dire tanto, tantissimo ma, a mio parere, si è perso un pochino troppo in chiacchiere. In sostanza ha dato quasi l’impressione di voler dire tante cose ma alla fine le ha ammassate lasciando qualche punto interrogativo decisamente in sospeso. Specialmente quanto riguarda il suo passato, l’Uno, Due, Tre, Quattro, i ricordi e il lutto. In alcuni momenti la storia sembra essere soltanto un ammasso di informazioni che continuano a turbinare nella mente di Sam, dandoci informazioni sulla sua vita a pezzetti.

Nonostante questo sia un problema relativamente importante all’interno della storia, trovo che la storia abbia funzionato decisamente bene e, l’incontro con la giovane donna dai capelli rossi rivolta tutto quello che credeva davvero possibileIl fatto della donna misteriosa è stato sicuramente una bella trovata ed ho apprezzato il fatto del legame mentale che si instaura fra i due, che porterà quindi Sam al livello successivo sbloccandolo dalla situazione di dolore e portandolo a riscoprire se stesso e il mondo che lo circonda, a provare di nuovo delle sensazioni positive.

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Il libro è stato sicuramente uno spazio in cui l’autore sembra aver ritrovato se stesso. Mi è sembrato quasi che l’autore abbia trasferito tutto se stesso, compresi i pensieri e l’ambientazione, in Sam. E’ stata una storia piacevole, che mi ha accompagnato durante una giornata fredda e sono contenta di aver finalmente letto questo volume. Consiglio agli amanti dei fumetti e delle Graphic Novel.

Giacomo Bevilacqua sarà sicuramente uno degli autori da tenere sott’occhio per quanto riguarda le Graphic Novel. E’ una storia di rinascita, di ambizione, progetti e ricordi. Una storia che comunque resterà nel cuore.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,

Sara ©

RECENSIONE #345 – UN ANNO SENZA TE DI GIOPOTA E LUCA VANZELLA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi voglio parlare di un libro che ho puntato fin dall’uscita ormai due anni fa ma che per un motivo o per un altro non ho mai davvero preso in considerazione. Ieri ho trovato un’offerta Kindle per quanto riguardava questo volume della Bao Publishing e ho deciso di buttarmi finalmente in questa storia. Spero che possa piacervi perchè è stata una graphic novel decisamente piacevole. A voi:

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Titolo: Un anno senza te
Editore: BAO Publishing
Testi: Luca Vanzella
Disegni: Giopota
Formato: 16 x 23 cm
Pagine: 224
Prezzo: 22,00 Euro
Data di uscita: 22 maggio 2017
Link d’acquisto: https://amzn.to/36hw8qq
Trama: Dodici mesi, dodici momenti nella vita di un giovane uomo che cerca sé stesso e di farsi una ragione per la fine di un amore importante. Dodici situazioni in una Bologna a metà tra Fellini e Boris Vian, che punteggiano un percorso di crescita più che di guarigione, raccontato con una delicatezza disarmante da Luca Vanzella e reso reale dalle immagini, potentissime e perfette per questa storia, di Giopota, alle prese con il suo primo romanzo grafico lungo. Uno dei libri BAO più importanti del 2017, e se lo leggerete capirete perché.

RECENSIONE

Antonio è uno studente di archologia a Bologna e si ritrova a convivere con dolore profondo della fine di una storia d’amore importante con il suo caro Tancredi. Antonio è un giovane sensibile che quando ama da tutto se stesso, forse anche troppo, e ci ritroveremo a condividere con lui, da settembre per dodici mesi, dodici situazioni in cui Antonio sarà costantemente messo alla prova. Lasciarsi alle spalle la persona che si ama può essere difficile e scopriremo assieme al nostro giovane protagonista cosa vuol dire tutto questo. Gli amici saranno un fattore importante, come i suoi stessi studi o l’esperienza di uscire con qualcuno di completamente diverso da Tancredi su cui si possa sperare in qualcosa di diverso, forse anche migliore. Attraverso i ricordi, i sogni e la fantasia, Antonio ci trascinerà in una serie di ricordi che ci ricordano Tancredi e come ha vissuto il suo amore per lui.

Cosa succederà ad Antonio nel corso di questi mesi? Uscirà da questo dolore e tornerà a vivere come prima? Quali consapevolezze riuscirà finalmente ad acquisire da questa esperienza? 

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La trama è piuttosto scarna e ci lascia indicativamente ciò che succede all’interno del libro. In breve è proprio ciò che la trama mostra, quello che accade all’interno del libro. Forse qualche riga in più non ci sarebbe stata male ma in fin dei conti per non spoilerare troppo ci sta una cosa breve e concisa. E’ pur sempre una graphic novel.

La copertina è stupenda ed è quasi l’emblema di questa storia perchè potete osservare Antonio che tiene in mano un piccolo Tandredi, il suo ricordo nella sua città Bologna, che è piena di ricordi dei due giovani un tempo innamorati. Al contempo ci mostra la fantasia che gli autori imporranno alla lettura in determinati momenti mostrando un Antonio in formato gigante, seduto sopra la sua stessa città. E’ una copertina che racchiude la storia e ci mostra l’aspetto principale che assume Antonio riguardo questa storia. Il titolo racchiude la storia stessa. La storia è un insieme di scene di Antonio e della sua fase di sofferenza/accettazione/cambiamento nell’arco di un anno. Un anno senza Tancredi, un anno in cui può succedere  qualsiasi cosa e quanto questo, possa cambiarci per sempre.

L’ambientazione è Bologna e per chi conosce il posto e l’ha visitata almeno una volta può riconoscere qualche luogo fra i disegni. L’epoca risulta essere moderna, strutturata al giorno d’oggi.

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I personaggi di questa storia non sono tantissimi, conosceremo al meglio il protagonista Antonio e i suoi amici che cercheranno di tirarlo su e di incoraggiarlo lungo questo periodo difficile della sua vita. Avremo modo di conoscere un pezzo di Tancredi, di ragazzi che conoscerà Antonio nel corso della storia, persino i suoi famigliari che fanno parte dl suo percorso tanto quanto gli altri e dei problemi di tutti i giorni.

Antonio è un personaggio all’apparenza molto semplice. Un giovane ragazzo che veste con le felpe e che adora i suoi migliori amici che lo supportano in qualsiasi modo e cercando di aiutarlo. Antonio ama viaggiare con la mente e aggiungere dettagli strampalati ai suoi ricordi. E’ un ragazzo che dall’amore si lascia più che altro trascinare e qualsiasi cosa amano gli altri, così ama lui, incondizionatamente. Forse si butta troppo a capofitto, forse è troppo ingenuo ma è un personaggio che sicuramente trasmette  emozioni vere e autentiche. Non riuscirà a passarvi inosservato.

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Il perno centrale di questa storia sono i sentimenti di Antonio. A prevalere inizialmente sono la tristezza, la delusione, la malinconia e la nostalgia per la storia d’amore andata male e per tutto ciò che ne consegue. A mano a mano che passano i mesi cominciano dei sentimenti nuovi che porteranno alla luce nuovi lati di Antonio, della sua personalità e del suo approccio verso gli altri e verso ciò che ha passato, verso i suoi sentimenti per la persona che ha amato.

Lo stile e la grafica utilizzati, assieme creano una storia davvero incredibile. I disegni di Giopota catturano e fanno sognare rendendo tutto ancora più magico. Un connubio sicuramente vincente quello fra l’autore e il disegnatore, non c’è che dire.

La storia scritta da Vanzella è sicuramente una tematica che non sempre viene esplorata in questi termini. L’amore importante e il fatto di aver perduto quello che credevamo fosse per noi essenziale, la malinconia e la tristezza. L’elemento del sogno, della magia e dei pensieri del giovane Antonio rendono tutto sicuramente più magico e reale. In fondo chi di noi non ha mai avuto pensieri particolari o che ci fanno pensare di essere altrove o che semplicemente ci affollano la testa nei momenti più disparati. Quando un ricordo bussa alla porta come appare invece nella nostra testa? Come avremmo volute che fosse, magari?

La storia mi ha coinvolto molto a livello emotivo specialmente per quanto a riguardato il primo 80% della storia.  Mi sono sentita esattamente come si è sentito Antonio, le sue emozioni è riuscite a trasmetterle benissimo. Per quanto riguarda il 20% finale, forse, mi aspettavo un tipo di finale diverso ma ciò che è stato scelto non rende giustizia al cambiamento e alle consapevolezze che scaturiscono all’interno di Antonio. Non so, il finale mi è sembrato soltanto un “diamogli un finale, tiè“. L’ultima frase è stata sicuramente carina ma credo sia stata poco rispecchiata in quello che invece succede nel dodicesimo e ultimo mese.

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Il libro è sicuramente stata una lettura soddisfacente nonostante non mi abbia colpito nel finale come invece è accaduto nella prima parte. Una storia che mi sento di consigliare a tutti coloro che almeno una volta hanno amato tanto ed abbiano provato un dolore grande, una struggente nostalgia e malinconia per il solo fatto che questo sia andato male. Consiglio comunque la lettura a chiunque voglia conoscere due autori che insieme hanno creato qualcosa di particolare, originale e magico basato sui sentimenti distruttivi dell’amore.

Giopota e Luca Vanzella scrivono e illustrano l’amore ed il suo lato difficile, che ci fa soffrire. Mostrano inoltre come una persona possa passare dal ricordo, dalla nostalgia e dalla malinconia di un amore perduto all’accettazione del ricordo e del fatto che ogni persona che abbiamo amato è diversa ed è in grado di donarci qualcosa.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #282 – COME QUESTA PIETRA DI ALESSANDRO SANNA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione che spero possa catturarvi e farvi innamorare. Questa è una silent graphic novel, ovvero che non ci sono dialoghi ma solo ed esclusivamente immagini, edita Rizzoli, che ringrazio vivamente per la lettura. E’ un bel mattoncino devo ammetterlo, ma ne vale la pena di sicuro, potete scommetterci. Ecco qui che ve lo presento:

d72edd4a7cfb4ffd35fc3ecbe02e46f7Autore: Alessandro Sanna
TitoloCome questa pietra – Il libro di tutte le guerre.
Pagine: 184
Prezzo: € 32,00 
Dai 10 anni
Un’opera straordinaria con illustrazioni di forte impatto che descrivono perfettamente l’animo umano e i suoi conflitti
Link d’acquisto: https://amzn.to/2WUN4xj

Trama: La storia dell’uomo raccontata attraverso la sua massima espressione di ferocia e distruzione ma anche, e soprattutto, di vitalità e cambiamento: il conflitto. Un illustrato unico e ambizioso, in grande formato, in cui l’artista diventa autore di un pirotecnico e simbolico viaggio nell’animo umano, nella sua natura e nelle sue estreme manifestazioni regalando al lettore un’escalation di colori ed emozioni che raramente trovano spazio tra le pagine di un solo libro.

RECENSIONE

davLa storia che traspare da questo libro una volta che si comincia a sfogliare il volume, seppur sembri particolarmente tetro e misterioso è STORIA. La storia dell’uomo raccontata attraverso delle immagini che colpiscono l’animo e che fanno riflettere su tutto ciò che l’uomo era, è e difficilmente non sarà.

Una storia che ci consente di viaggiare lungo un percorso lungo e difficile e ci ricorda quanto l’uomo, incline al conflitto, non impara mai dagli errori già commessi in precedenza. Una storia intensa.

Così come la trama intensa e sicuramente particolare, a colpirmi è stata proprio la copertina. Questa è davvero spettacolare. Personalmente è stata proprio questa a catturarmi quando ho visto il libro per la prima volta e devo dire che rappresenta la storia completamente: la pietra, centro della storia nel corso del tempo e nella storia, si evolve e si modifica come l’uomo ma continua ad essere il simbolo del conflitto. 

Il titolo racchiude la storia e non credo ci siano molte cose da dire su questo se non che questo libro è tutto da sfogliare e da scoprire.

L’ambientazione è il mondo, e l’autore abbraccia le epoche prendendo i punti salienti e dei conflitti più grandi al mondo, abbracciando dall’uomo primitivo, fino al giorno d’oggi.

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I personaggi non sono presenti in questa storia. Non ci sono dei nomi o delle persone ricorrenti ma direi che un “personaggio” – se così vogliamo chiamarlo – che sicuramente colpisce in questa storia ed è la pietra. La pietra da inizio a tutto, rotola e si trasforma, muta e diventa, fin dal primo uomo sul pianeta il simbolo del conflitto. Sin dai primi due uomini che in questa storia si contendono quest’oggetto, viene a crearsi il litigio. Il bello della pietra sta proprio qui perchè, mentre prosegue il litigio, l’uomo sembra semplicemente dimenticare il motivo per cui il litigio è cominciato. Infatti questa pietra nasce come il pretesto e la contesa ma a nessuno effettivamente interessa della pietra. A nessuno serve, eppure c’è al solo scopo di essere utilizzata come scusa per tutto quello che verrà dopo.

Il perno centrale è l’uomo protagonista delle brutalità del mondo, la pietra simbolo e il conflitto che continua ad imperversare ancora oggi in tanti paesi dell’est. E’ una storia dura ma reale, vera.

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La grafica utilizzata è da un lato minimalista e dall’altra incredibile. Con lo scorrere delle pagine si riesce anche a percepire il cambiamento dell’uomo lungo gli anni. Non solo attraverso le epoche ma proprio nella struttura fisica dei personaggi stessi. I primi uomini appaiono quasi come piccoli omini stilizzati e il disegno lungo il corso della storia si evolve e possiamo vedere i primi guerrieri, le rivoluzioni fino ad arrivare alla prima e seconda guerra mondiale. Ho trovato solo tutto molto tetro e cupo specialmente nelle prime tavole e la cosa rattrista molto. Quando le tavole cominciano a prendere vita però tutto cambia ed è sempre più bello, pagina dopo pagina.

Suddiviso in cinque sezioni, L’uomo, Il fuoco, Il mare, Il cielo fino ad arrivare all’ultima parte, ovvero L’infinito, Come questa pietra esplora varie epoche e suddivide tutto in queste sezioni che ricordano sia le varie epoche che la pietra simbolo si trova ad affrontare ma che anche l’uomo stesso ha affrontato. Emozionanti le tavole legate al mare, che io sento un po’ come il mio elemento e che ho trovato favolose e quelle dell’infinito che riassumono la storia più recenti. Le ultime pagine sono quelle che colpiscono più di tutte, ancora ora dopo una settimana che l’ho letto non riesco a dimenticare lo sguardo del bambino che guarda verso l’infinito e speranza di una vita migliore. Unico, bellissimo.

Sinceramente – e questo devo ammetterlo – quando ho letto di questo libro non mi aspettavo, al momento in cui sono andata a sfogliarlo, di trovarmi in assenza completa di dialoghi, e scrittura. In un primo momento mi sono domandata: “Ed ora?”. Nonostante questo, mi sono appassionata subito e, oltre che una sfida, è stata una vera e propria scoperta. Sono davvero felice di aver avuto la possibilità di leggere questo libro perchè oltre che una Silent Graphic Novel è pura arte. L’autore mi ha permesso di scoprire una vera e nuova forma di arte che intendo ancora esplorare. E’ magnifico quanto delle immagini parlino più delle parole e quanto possano emozionare e attorcigliare lo stomaco

Il libro è significativo, ricco di storia e di emozioni tristi e di consapevolezze. L’uomo ha sempre avuto la tendenza verso l’autodistruzione e, la maggior parte delle volte, come ci ricorda anche Sanna in questo libro, si dimentica persino del motivo per cui il conflitto ha avuto inizio.

Alessandro Sanna è artista bravissimo. Le sue tavole catturano ed entrano nel cuore del lettore in silenzio. E senza dire nulla, riesce a comunicare tantissimo. E’ difficile persino esprimere a parole la bellezza della sua opera. Consigliatissimo.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene e mezzo.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Come questa pietra. Il libro di tutte le guerre  o dal generico Link Amazon: Amazon.

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Io spero possiate dargli una possibilità.

A presto,

Sara ©