RECENSIONE #500 – IL FUTURO DI UN ALTRO TEMPO DI ANNALEE NEWITZ

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di un libro che ero assolutamente curiosa di leggere, sia perchè le tematiche trattate mi piacciono e mi incuriosivano sia perché avevo letto Autonomous, libro precedente della stessa autrice uscito sempre per Fanucci editore e che lo avevo trovato particolare e originale. Ringrazio la casa editrice per avermi fatto leggere questo volume, perchè è stata una lettura sconvolgente – in senso positivo. Ve ne parlo subito:

71vh9c3rvelTitolo: Il futuro di un altro tempo
Autore: Annalee Newitz
Pagine: 320
Data di uscita: 21 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3brDHPX
Trama: Nel 1992, dopo una bagarre a un concerto di riot grrrl, la diciassettenne Beth si ritrova in macchina con il fidanzato violento della sua amica morto sul sedile posteriore e accetta di aiutare le sue amiche a nasconderne il corpo. L’evento mette le giovani donne su un percorso di crescente crudeltà e vendetta mentre si rendono conto di quante altre ragazze nel mondo hanno bisogno di protezione. Nel 2022 Tess è una geologa che fa parte di un team di studiosi che viaggiano nel tempo per cambiare la linea temporale e creare un futuro migliore. Ma riscrivere la sequenza temporale non è così semplice come potrebbe sembrare. Come osserva Tess, “il cambiamento non è mai ovvio e lineare. Spesso il progresso diventa evidente solo quando è ispirazione di una crescita ormai impellente.” Le vite di Tess e Beth si intrecciano quando scoppia una guerra sulla linea temporale: uomini provenienti da un futuro “antidonna” minacciano di distruggere i viaggi nel tempo per lasciare solo un piccolo gruppo d’élite con il potere di plasmare il passato, il presente e il futuro… un futuro in cui le donne sono state geneticamente modificate per sottomettersi al volere del maschio.  Come si uniranno Tess e Beth? Quale ruolo avranno nel sottile filo che lega il passato e il futuro?

RECENSIONE

La storia ha inizio ad un concerto. Una donna, Tess, è al concerto delle Grape Ape, un gruppo femminista e rivoluzionario nel 1992 e nota, mentre cerca di non incrociare la sua versione passata che era comunque a quel concerto, di bloccare dei gruppi di uomini che cercavano di depistare le donne e di renderle meno autonome, meno ribelli, sempre meno all’interno della società, adescandole in qualcosa di losco e subdolo. La donna non ci cade e capisce che c’è molto di più dietro e tutto il lavoro che stanno facendo per legalizzare l’aborto e molto altro nei confronti dei diritti delle donne lo stanno sfaldando mano a mano. Dall’altra parte, molti anni prima c’è Beth, che ha una famiglia problematica e delle amiche altrettanto pericolose, si ritrova con la sua migliore amica Lizzy ad uccidere il ragazzo della loro amica che voleva stuprarla e ucciderla a suon di botte. E’ in quel momento che Lizzy scopre di essere potente e di voler sfaldare tutti questi uomini che vogliono solo sottometterle e maltrattarle o ucciderle. L’incontro fra le due sarà provvidenziale.

Come riuscirà Tess a riportare l’ordine temporale ristabilendo i diritti delle donne e ciò che gli uomini stanno smontando mano a mano che loro costruiscono? Cosa succederà a Beth e al suo gruppo di amiche? Continueranno ad uccidere uomini o riusciranno a comprendere che non è la strada giusta e si può combattere anche diversamente?

Posando lo spazzolino umido, mi fissai allo specchio appannato. Una ragazza bianca piuttosto anonima mi restituì lo sguardo: occhi nocciola, chiazze rosse sulla pelle dopo la doccia, capelli fino alle spalle di un castano che mia madre chiamava ‘biondo sporco’. Avevo l’aspetto di un’assassina?  Scrutai il riflesso più da vicino, rilassando i muscoli della mascella e le labbra. Dopo anni di pratica sapevo come sembrare innocente anche quando non lo ero. (…) Fatta d’erba e di terrore, mi ero quasi dimenticata che c’era qualcosa di peggio dell’essere arrestate per omicidio: cosa avrebbe fatto mio padre se avesse scoperto che avevo infranto le regole.

La trama presentata è molto lunga e, personalmente, avrei evitato di raccontare troppo ma mi sarei limitata alla presentazione dei due personaggi descrivendo brevemente con cosa avremmo avuto a che fare. Troppo lungo rischia, a volte, di raccontare troppo e di far perdere curiosità. Io lo ammetto, quando ho notato l’uscita di questo volume sono andata sul nome dell’autrice – di cui ero curiosa di leggere altro – e sono andata molto sul titolo che mi ha incuriosito molto. Mi sono fidata ciecamente leggendo solo dopo la trama e devo dire di esserne stata contenta. Le sorprese che derivano da tutto questo sono bellissime e sono felice di averlo letto.

La copertina, nonostante sia stata utilizzata la versione originale, non mi fa impazzire. Avrei sicuramente preferito se per il libro precedente dell’autrice la casa editrice avesse utilizzato la cover originale. Per questa ci sta bene ed è molto semplice anche se il fucsia è un pochino troppo acceso ma il fatto dell’orologio al centro dice molto, soprattutto sui viaggi nel tempo che saranno presenti all’interno di questa storia. Il titolo della storia è la traduzione dell’originale che, “The future of another timeline” se preso come letterale invece del tempo si sarebbe parlato di linea temporale ma sarebbe suonato proprio male, quindi mi piace l’adattamento migliore che ne è stato fatto.

L’ambientazione spazia da Irvine, nell’Alta California a Chicago in Illinois, o a Raqmu, diverse strade e diversi luoghi attraversati; l’epoca varia dal 1992 al 1983 ma passa anche a molti anni orsono. Affronteremo diverse epoche e diversi luoghi storici.

Dopo aver vissuto anni nel passato, era difficile credere che il presente non fosse qualcosa di effimero. Ovunque guardassi, vedevo le versioni precedenti della città: una volta quelle strade erano popolate di carrozze trainate da cavalli, poi tram, poi Chevy decappottabili con le pinne, piene di ragazzini in zoot suit che avanzavano a passo d’uomo davanti agli enormi ingressi dei cinema. Oggi, invece, il taxi attraversava un’unica versione di Los Angeles, cristallizzata nella propria precarietà e perennemente sul punto di scomparire. (…) «Com’è andato il viaggio?» Mollai lo zaino sul divano e mi accasciai accanto a lei. «Stancante. Strano»

selective focus photo of brown and blue hourglass on stonesI personaggi di questa storia sono diversi e non si limitano esclusivamente alle due protagoniste della storia. Incontreremo altre viaggiatrici e ragazze e donne di altre epoche che sono amiche o legate a Tess, per motivi lavorativi come di amicizia, così come incontreremo e approfondiremo le amicizie di Beth e la sua situazione famigliare con suo padre particolarmente problematico.

Tess è una donna matura, che fa la viaggiatrice per lavoro e si ritrova a combattere i diritti delle donne, col suo gruppo di viaggiatrici facendo scoperte su scoperte e sentendo ancor più addosso le modifiche temporali, cercando lei stessa di risolvere le problematiche sociali che incombono e che un gruppo di uomini cerca di smantellare ad ogni loro passo, cercando di distruggere le Macchine per il trasporto verso altri sbalzi temporali e cercando di fare in modo che il maschilismo predomini ancora per anni.

Beth è una ragazza fragile, con un passato complicato e difficile che scopriremo nel corso della lettura e che si aprirà molto solo con la sua migliore amica Lizzy che nonostante sembri e faccia molto per lei, non è una ragazza che fa per lei, ne che cercherà di aiutarla cercando di uccidere uomini e andando alla deriva. Beth ha da sempre avuto problemi con suo padre, malato mentalmente e instabile che passa da un momento all’altro da un modo di fare all’altro che lei cerca costantemente di assecondare ma che non sempre l’ha aiutata. E’ una ragazza che vorrebbe una vita tranquilla e indipendente ma fino a che deve starsene alle regole della famiglia non riesce ad essere autonoma.

Mi muovevo nell’appartamento come una sonnambula, sforzandomi di non toccare nulla e lasciando che Soojin mi lavasse le mani con l’acqua calda. Solo quando tornammo in macchina mi ricordai della donna incontrata lì fuori, quella che conosceva me e Lizzy. Era una testimone? Poteva denunciarci alla polizia? Per qualche strana ragione, ero sicura di no.

person raishing his handIl perno centrale di questa storia è il femminismo e delle donne, di quanto i loro diritti negli anni siano stati una conquista dopo l’altra e ancora ci sono tante cose da conquistare, nonostante non si dovrebbe, visti i tempi moderni. Le donne sono ancora soggetto di stereotipo, di violenza e di sottomissione così come vengono sottopagate e non trattate alla pari degli uomini. Questo tipo di disparità è andata diminuendo ma ancora ce n’è molta e per questo dovremo combattere ancora molto. Questa storia parla di questo e di molto altro, di viaggi nel tempo e di una storia sensazionale e originale.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del libro precedente. La scrittura non è particolarmente fluida ne semplice, specialmente quando si tratta di aspetti scientifici e temporali per cui vengono descritti minuziosamente. Su questo infatti il libro viene appesantito da queste parti e il lato di Tess a volte risulta più approfondito, più pesante, più articolato e leggermente pesante rispetto a quanto riguarda Beth e alla sua storia che si stende e si smuove in maniera più leggera e fluida seppur le tematiche trattate siano importanti e particolari oltre che assolutamente attuali.

Il tema della malattia mentale del padre di Beth è ricorrente e importante sia perché delimita il personaggio di Beth e il suo passato, sia i suoi attuali movimenti e le scelte che comportano la sua stessa vita. Il fatto che questo personaggio sia completamente vessato ed abbia subito degli abusi la portano sia ad essere aiutata da Lizzy che la comprende, sia di finire sulla strada sbagliata avendo l’opportunità i rimediare cercando di capire quali sono stati i suoi errori, i soprusi che ha subito e gli errori che ha commesso. Ho apprezzato molto il personaggio di Beth e mi ci sono rivista molto in alcuni momenti di particolare fragilità e ho avuto modo di sentire le sue vere emozioni e i suoi sentimenti.

Per quanto riguarda Tess, oltre i suoi viaggi e la sua forza nel movimento rivoluzionario e femminista, alla ricerca dell’uguaglianza di genere, l’ho trovato un personaggio in cerca di perdono, di redenzione. Un personaggio particolare, che saprà affascinare e catturare il lettore per il suo saper muoversi sia con forza che con leggerezza tra i confini del tempo.

Ho apprezzato anche il fatto che ci siano sfumature che riguardano anche l’aspetto della comunità LGBTQ+, con un personaggio non binario, con personaggi queer, esplorando anche quest’altro aspetto importante e attuale; così come l’unico e importante legame fra Tess e Beth che saprà trascinarvi in un vortice di eventi e guidarvi all’interno di questa storia fra tempo, potere femminile e realtà differenti. Una storia che vi consiglio molto e che potrebbe piacervi.

Mi sentii orgogliosa e triste e improvvisamente molto più vecchia. Più di mio padre, come Tess. Gli circondai la vita e ricambiai l’abbraccio. Grazie, papà. La piccola di mammut gridava ancora in silenzio. Suo padre era ancora intrappolato. Non era cambiato niente, a parte me. Io non credevo più di poter salvare mio padre da qualsiasi cosa lo stesse trascinando a fondo.

Il libro è davvero una piccola perla sia per chi ama le storie legate al tempo, sia per quanto riguarda le storie femministe e che parlano di uguaglianza di diritti, come di tematiche LGBTQ+ e problemi legati a malattie e problematiche serie. Una storia che racchiude questo e tanto altro e che vi consiglio assolutamente ad occhi chiusi e che spero prenderete in considerazione.

Annalee Newitz è un’autrice poliedrica, che sa destreggiarsi benissimo con la tecnologia così come per le tematiche sociali costruendone delle storie importanti e potenti, che lasciano un messaggio che arriva dritto al cuore delle persone. L’incontro tra Beth e Tess avverrà ai limiti del tempo, in cui una viaggia e l’altra vive e compie scelte che la portano ad essere la donna che nel futuro sceglierà di essere. E voi siete pronti a prendere posto all’interno di questa pericolosa rivoluzione femminile?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Io ve lo consiglio assolutamente e spero lo prendiate in considerazione perchè è davvero un bel libro. Fatemi sapere, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY: NOWHERE GIRLS DI AMY REED (#157)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE!

Sono qui con un nuovo evento tutto per voi e tutto al femminile ma rivolto a tutti quanti perchè portatore di un messaggio potente. Ringrazio Rosaria di Aria’s per avermi coinvolto e la Piemme per averci permesso la lettura di questo libro. Ecco qui:

8162741_3007520Titolo: Nowhere girls
Autore: Amy Reed
Editore: Edizioni Piemme
Genere: Young adult
Data: 27 febbraio 2018
Link d’acquisto: http://amzn.to/2tg4A5c
TramaChi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un’asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l’imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio con tante di NOI, tante giovani ragazze ma in origine sono tre: Grace, Rosita ed Erin. Insieme a loro però, ce ne sono molte altre che soffrono, che vengono trattate da schifo, maltrattate, insicure, stuprate, sole.

Grace, Rosita ed Erin sono completamente diverse una dall’altra ma si ritroveranno a condividere la stessa causa. Grace si è appena trasferita, va a vivere nella casa di Lucy Moynihan, una ragazza che ha lasciato in camera strani scritte/avvisi di aiuto e chiede alle altre ragazze cosa le sia successo. E’ qui che tutto si scatena e su insistenza della novellina Grace si darà inizio ad una rivoluzione totale: Le Nowhere Girls sono arrivate.

Chi sono le Nowhere Girls? Cosa cercano di ottenere? Cosa faranno Grace, Rosina ed Erin assieme? Cosa cambierà a Prescott e nelle persone che conoscono? Riusciranno finalmente a farsi sentire e soprattutto a farsi valere?

 

ATTENZIONE! ATTENZIONE! AI RAGAZZI DELLA PRESCOTT HIGH. Ora basta! Non giocherete più coi nostri corpi. Non sono pedine da manovrare come vi pare e piace. Non è una guerra. Vi vogliamo dalla nostra parte. Sappiamo che potete fare di meglio, ragazzi. Nn restatevene zitti, quando assistete a qualcosa di sbagliato. Non voltatevi dall’altra parte. Noi non lo faremo. Non più. – Le Nowhere Girls

La trama è ben strutturata l’unica cosa è che forse racconta troppo ed io vi consiglio di non leggerla tutta perché è bene leggere prima di sapere come le cose vanno a finire. Quindi 

La copertina è semplice ma funzionale. Sono felice che la Piemme abbia deciso di mantenere l’originale perché è davvero, davvero bella. Voi non credete? Il titolo è pressoché simile all’originale. E’ stato soltanto tolto il “The” ovviamente inglese ed è stato lasciato soltanto Nowhere Girls ovvero “Le ragazze di Nessuna Posto” o qualcosa di simile.  

 

La storia è ambientata a Prescott, una cittadina americana chiusa mentalmente dove tutti si conoscono e e l’epoca è assolutamente moderna, una società contemporanea, ai giorni d’oggi.

«(…) Devono saperlo tutte». «Tanto tu non hai niente da perdere» sussurra Connie, ma la stanza è piccola perciò la sentono tutte. «E con questo cosa vuoi insinuare?» ribatte Elise, le lentiggini ancora più scure sul volto in fiamme. «Voglio dire…be’…sei lesbica, giusto?» risponde Connie. «Mica ti devi preoccupare di quegli stronzi come noialtre». «Veramente no» replica Elise, abbattuta, con gli occhi a terra. «Ehm, Posso?» interviene Rosina. «Comunque, sono stronzi anche con le lesbiche. A volte pure peggio». «Capisci cosa intendo» replica Connie. «A dire il vero, no» risponde Rosina sporgendosi in avanti. «Cosa intendi di preciso?» «Che tu…ehm… sei carina, perciò nessuno lo penserebbe, Elise invece sembra…» «Non sono lesbica!» grida Elise. (…) «Tutte stronzate» conclude Connie.

I personaggi all’interno del libro sono diversi e ben strutturati ma io mi focalizzerò sulle tre protagoniste principali che narreranno questa storia oltre a tutte le voci che ci gireranno intorno.

Grace è una ragazza con qualche chilo in più che arriva a Prescott da un’altra città. E’ chiusa e non ama molto il fatto che sua madre se ne vada in giro a predicare e a fare il pastore nelle chiese di quartiere. Si sente poco ascoltata e sola ed è sollevata che abbia cambiato scuola per ciò che subiva nella precedente ma allo stesso tempo ha paura della nuova scuola dove dovrà andare.

Rosina è messicana e vive come le altre a Prescott. Il suo sogno segreto è di diventare una rock star. Si prende cura della sua famiglia lavorando al ristorante di suo zio assieme alla madre, tiene d’occhio i suoi cugini e si prende cura di sua nonna che ogni tanto fugge di casa. E’ una ragazza responsabile ma anche testarda e coraggiosa. Una ragazza dai sentimenti forti ma talvolta repressi per dare spazio solo alla famiglia. Una voce inascoltata.

Erin ha la sindrome di Asperger che ama Star Trek,la biologia marina e vorrebbe sentirsi come un androide. E’ una ragazza veramente intelligente, non ama lo stretto contatto con le persone ne la confusione ma è brillante e veramente un bel personaggio. Ama vestirsi con le solite cose sgualcite e sdrucite e porta i capelli corti che rasa di frequente. E’ stata sinceramente quella che ho preferito assieme a Rosina. 

«Fino alla biblioteca se la caverà. La signora Trumble, la bibliotecaria, è gentile con lei. Penso che anche lei abbia qualche problema dello stesso tipo». La risposta non la convince. Qualcosa di Eric ha spaventato Erin tanto da mandarla in tilt. Da farla correre via. Non è una cosa da ignorare. E per risolverla non basterà andare in biblioteca e restare da sola. «Non è così indifesa, sai?» dice Rosina. «Lo so» conferma Grace. Il fatto che non sia indifesa, però, non significa che non abbia bisogno di aiuto.

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Il perno centrale sono proprio le Nowhere Girls. Non solo le tre amiche ma l’insieme di ragazze che si uniscono per superare vincoli imposti dalla società, paure opponendosi alle minacce di chi sembra apparentemente più forte. 

Lo stile utilizzato è stato decisamente molto fluido avendo comunque la caratteristica e l’impronta che si adatta ai giovani adolescenti. Questo non fa che il libro sia prettamente adolescenziale e solo per ragazzi, questo libro colpisce tutti in verità. 

La storia è scritta tutta in terza persona e i capitoli si dividono in quattro tipi. Uno per ogni voce delle tre protagoniste e una voce chiamata NOI che riassume le voci delle ragazze, di tutte le ragazze e quella ragazza potresti essere anche tu.

Il tema che colpisce è molto attuale è la questione che colpisce la città di Prescott. Per questo le Nowhere Girls si uniscono, per combattere il sessismo all’interno della scuola ma anche all’interno della città stessa e in quella che colpisce le altre ragazze nelle città attorno. Anche davanti alle Nowhere Girls tutti pensano che siano delle sciocche ragazzine che fanno tutto questo per ripicca ma la motivazione è molto più grande e loro combatteranno con tutto ciò che possono. Saranno forti. Saranno coraggiose. Saranno unite.

L’unica cosa che forse non ho digerito a pieno è stato il repentino cambiamento di Grace. Quando è arrivata in città veniva da una scuola dove tutti la prendevano di mira e nessuno parlava con lei. Qui addirittura si è messa “a capo” di un movimento di sole ragazze. Anonimamente si, ma si è esposta sempre troppo per quanto possa essere una che ha sempre subito e che è sempre stata in un angolo. Il cambio è stato troppo repentino nel personaggio e non l’ho amato molto.

Quanta della sua vita ha sprecato in attesa della manna dal cielo, troppo impaurita per rischiare, per farsi avanti e rivelar i propri desideri? Come se gli altri sapessero tutto di tutti, compreso quello che Dio ha in serbo per lei. Decide che è arcistufa di aspettare. La paura resta, certo, però vacilla. Ed è tutto merito dell’amore, che le ha dato prima il bisogno di aprire bocca e azzardarsi a parlare, e poi la fiducia per farlo. Forse è stata la sua preghiera. Si è rivolta a sua madre, le ha chiesto aiuto e Dio ha risposto attraverso di lei.

Il libro è stato molto bello, vero, pieno di verità profonde, e di tematiche attuali. Il femminismo come movimento, come unione, come parte di un qualcosa che ci rende più forti e più sicure.

Amy Reed ha proposto una storia profonda, che lancia un grido d’aiuto, un grido femminile, una moltitudine di voci che si fonde come fosse una sola. Le Nowhere Girls sono le donne che non hanno paura. Le Nowhere Girls siamo noi, siamo tutte noi. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


Seguite le altre tappe del Review Party! Eccole qui sotto:

Nowhere Girls Calendario


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A presto,

Sara ©