RECENSIONE SERIE TV # – MR ROBOT TERZA STAGIONE SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene dai! Io sono qui a parlarvi di una stagione che stavolta abbiamo divorato rispetto alle precedenti e di cui intendo parlarvi proprio oggi. Stiamo giungendo verso la fine di questi episodi, avendo già cominciato la quarta stagione effettivamente ed io vi parlo di ciò che ci aspetta in questa con la consapevolezza che la prossima chiuderà l’intera serie. Ecco che ve ne parlo:

wallpapersden.com_mr-robot-season-3_1920x1080-e1513528601344Titolo: Mr Robot
Terza stagione
Attore principale: Rami Malek

Puntate: 10
Durata media episodi: 50 min circa
Piattaforma: Netflix
Anno di uscita: 2017
Trama: Elliot è ferito e incosciente, a seguito del colpo di pistola sparatogli da Tyrell; quest’ultimo intanto è atterrito dalla possibilità che il ragazzo stia per morire e chiede aiuto a Irving (venditore di auto usate e agente della Dark Army), che lo fa immediatamente operare. Intanto Whiterose, parlando con il suo assistente Grant, sottolinea quanto sia importante il ruolo di Elliot e dice che alla fine anche lui morirà per loro, così come era stato per suo padre.

TRAILER (con possibilità di sottotitoli in italiano)


RECENSIONE

Animated gif about gif in Mr. Robot 💽💻💸🤖 by SoEmotionalLa storia ha inizio esattamente dove l’abbiamo lasciata con la seconda stagione. Tyrell ha sparato ad Elliott per impedirgli di fermare il piano ideato da lui stesso e a salvarlo sarà proprio la sua amica Angela, che ora lavora nell’E corp. Angela però non vuole affatto l’aiuto di Elliott, vuole Elliott quando ha la personalità di suo padre che è malvagio e calcolatore e vuole portare avanti il piano anche se mette a rischio vite di milioni di innocenti. Elliott si rende improvvisamente conto che il piano porta avanti solo le idee di White Rose e ciò che vuole nel Congo e non quello per cui si era partiti all’inizio e vuole cercare di fermare il tutto.

Cosa succederà nel corso di questa stagione? Cos’altro scoprirà Elliott? Riuscirà a domare la parte di suo padre che continua a fuoriuscire e a intervenire nell’esatto contrario in cui si muove Elliott? Perché improvvisamente tutto è sbagliato e decide di redimersi cercando di smontare ciò in cui lui stesso crede? Quali cose cambieranno davvero?

Usa network mr robot trailer mr robot season 3 GIF on GIFER - by CordathisNonostante abbia trovato questa terza stagione dinamica e ricca di azione – tant’è che finisce per piacermi molto di più rispetto alle due precedenti – si pongono diversi quesiti che restano sospesi e che speriamo di veder risolti con la quarta stagione. Innanzitutto c’è un change non indifferente rispetto alle precedenti stagioni che cominciavano davvero lente e si muovevano tali per quasi tutto il corso delle puntate e finiva per cambiare verso le fasi finali con un cambio drastico che cambiava la visione della storia e di tutto ciò che si vede fino a quel momento lasciando a bocca aperta. In questa stagione invece il tutto si mantiene attivo e dinamico e il plot che si pensava ci fosse non c’è – e da un lato è persino meglio visto che la serie scorre con più tranquillità e la visione è fluida e invoglia chi guarda.

FSOCIETY DAILYL’evoluzione maggiormente significativa si svolge sui personaggi che sono in continua mutazione – chi in bene e chi in male – e creano una sorta di legame anche con chi sta visionando e seguendo la serie con attenzione. Il personaggio che finisce per colpire maggiormente è sempre il principale Elliott che nonostante ancora in continua combutta con l’altra parte di sé – e che lui vede sotto forma di suo padre, Mr Robot – riesce a trovare una strada verso il miglioramento effettivo della sua condizione psico-fisica oltre che mentale. Anche Darline, nonostante si è odiata parecchio nella seconda stagione, ha modo di uscire e trovare una qualche sorta di miglioramento visto che è sotto torchio dell’FBI e in contatto con l’agente che la tiene sotto controllo che diverrà uno dei personaggi importanti da aggiungere alla lista. Angela finisce per avere un calo definitivo e il suo status mentale peggiora ancor di più e la porta ad impazzire totalmente, visti i suoi sensi di colpa e tutto ciò che anche lei ha subito per via dell’attacco e la perdita dei suoi genitori quando era soltanto una bambina. L’interpretazione di tutti gli attori è buona e vale la pena seguire la serie già solo per i personaggi e le loro relative storie che portano dentro, oltre che l’evoluzione che chi visiona segue passo passo con il proseguire della storia.

Mr. Robot - Season 3 - Wednesdays on USA | Page 6 | ResetEra

La cosa che invece mi finisce per spiazzare è il cambio di rotta di Elliott e sulla direzione su cui finisce per andare questa stagione. Ok che ora si conoscono i grandi potenti e il modo per smontarli da dove sono e, d’accordo che l’attacco del 9 maggio ha portato solo più caos di prima ma non sembra averli smossi più di tanto. La storia dalla prima stagione, costruisce e pianifica l’attacco hacker del 9 Maggio e si fonda quasi esclusivamente su questa cosa qui sia dal punto di vista dei personaggi, sia per quanto riguarda la trama stessa che si tesse all’interno di tutta la serie si basa su questo. Ora Elliott combatte per cercare di disinnescare il suo stesso piano e finisce per sembrare Penelope che tesse e poi disfa, dando a tutto ciò che si stava facendo un significato che lascia un profondo MAH. Il piano di White Rose in fin dei conti sembra essere solo fine a ciò che voleva lei ed Elliott – seppur tenti di ribellarsi – finisce lui stesso burattino di qualcosa di cui si lamenta e che condanna.

Best Mr Robot 310 GIFs | Gfycat

Nel complesso la serie mi piace, questa terza stagione ha finito sicuramente per coinvolgermi molto più delle precedenti e spero che l’ultima chiuda in bellezza quanto cominciato anche se spero vengano chiarite tante altre cose al più presto. Nel frattempo, la consiglio a chi piace l’informatica e simili ma potete provare oltre a qualche nome e funzione che può confondere alla fin fine è una serie che si deve guardare almeno una volta.


Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente, io come sempre vi aspetto qui e spero che possiate lasciarmi una vostra opinione! Un abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #541 – POLVERE Z DI ROBERTO RISSO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi. Non siete curiosi di sapere di cosa parla questo volume? Io ringrazio tantissimo sia l’autore che la Delos Digital per avermi permesso la lettura del volume del quale sto per parlarvi.

413A2vQhMLLTitolo: Polvere Z
Autore: Roberto Risso
Pagine: 80
Prezzo: 2,99 euro
Data di uscita: 13 aprile 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/2XnnRBp
Trama: Torino, 2032. Le autorità predispongono un piano per sopperire ai crescenti disordini legati alla crisi economica e alla conseguente malnutrizione dei cittadini. Una polvere sintetica, in grado di integrare la dieta degli abitanti, potrebbe essere la soluzione. Viene scelto un quartiere come luogo per una prima sperimentazione su larga scala, su cavie inconsapevoli che non hanno più nulla da perdere. I risultati sono catastrofici, il sangue dei civili inonda le strade ammantate di follia. I superstiti dovranno unirsi per fuggire e combattere chi è determinato a cancellare tutte le prove dell’accaduto.

RECENSIONE

man leaning on frosted glass panel doorLa storia ha inizio a Torino, nell’anno 2032. La crisi economica divampa e non c’è più né troppo cibo né i soldi per acquistarlo. Le persone hanno fame e non ci sono i soldi per potersi mantenere o mantenere le proprie famiglie. E’ così che in Italia cominciano i disordini e ci sono diversi attacchi in diverse città. A Torino la situazione ancora sembra essere sotto controllo ma la città è al limite, così come i suoi abitanti. Così un consiglio di autorità prospetta l’eventualità di evitare qualsiasi tipo di ribellione e di rivolta, cercando di utilizzare una strana polvere, la Polvere Z, che permette di far assumere dosi alimentari e da sedare allo stesso tempo gli animi.

Cosa contiene davvero, questa Polvere Z? Quali sono i suoi effetti? Riuscirà davvero a calmare gli animi e a permettere di poterla utilizzare anche in altre città per tenere sotto controllo la popolazione o peggiorerà ulteriormente le cose?

Pensò a sua figlia, l’aveva guardata mentre dormiva nella sua tutina rosa, aveva i capelli della madre, color miele, lunghi, lisci. Si chiese in che mondo sarebbe cresciuta. No, piuttosto… scosse il capo, infuriato che il pensiero fosse tornato, quel pensiero assurdo e atroce. Basta.

La trama è lunga ed esplicativa, ci espone la storia in linea generale anche in maniera troppo lunga, trattandosi comunque di un libro di lunghezza breve, che si legge in davvero pochissimo tempo. Infatti, nonostante non ci siano spoiler pressoché evidenti, avrei evitato di allungare e spiegare troppo, abbreviando il tutto e lasciando al lettore la scoperta di ciò che può provocare o meno la polvere in questione.

La copertina è particolare, dai toni e colori scuri che si addicono ad una storia distopica o di fantascienza come in questo caso. Vediamo un uomo correre inseguito dalle autorità con le armi puntate o da altre persone, difficile dirlo con esattezza. Una copertina ricca di dettagli significativi su questa storia a chi ha un occhio attento. Il titolo si limita a rappresentare la storia stessa, ovvero il fatto della Polvere, in questo caso Z. Più azzeccato di così era veramente difficile, e il connubio con la copertina funziona e rende.

L’ambientazione della storia è Torino, non proprio quella che conosciamo seppur non ci siano tanti riferimenti o rimandi che facciano comprendere che città sia. Viene menzionata a differenza di altre città ma basta questo. Per quanto riguarda l’epoca invece, ci troviamo avanti di qualche anno, nel 2032.

– Molto bene. – Il Dottore era soddisfatto. Molto bene un corno! Il Generale digrignò i denti. – In questo quadro così ben congegnato qual è la funzione dell’Esercito, perché è l’Esercito che io qui rappresento, giusto? – L’Esercito, con estrema discrezione, deve monitorare la situazione, nel caso qualcosa andasse… non andasse per il verso giusto

man with respirator on train trackI personaggi di questa storia non si focalizzano esclusivamente su uno o due personaggi che restano fissi e che possono essere chiamai protagonisti. Ci sono diversi personaggi su diversi punti di vista che conosceremo mano a mano che la storia prenderà piede scoprendo la storia da più fronti.

Infatti avremo modo di conoscere Fabio, un uomo che vede sua moglie e suo figlio assumere la Polvere e lui stesso però ne prende una piccola dose non particolarmente significativa. E’ un uomo disperato, che ha ucciso già per portare del cibo a casa e che continua a sentirsi in colpa nonostante abbia fatto tutto pe salvaguardar suo figlio.

Allo stesso modo avremo modo di conoscere la vicina di casa con sua figlia, la cui quest’ultima assume la Polvere e la madre no. Due persone particolari che si trovano su due linee di pensiero diverse sul fatto dell’assunzione di questa sostanza.

Dall’altra parte anche le autorità, così come ad esempio la Deputata o dei semplici militari dell’Esercito. La storia viene vista su più fronti e vista da diversi punti di vista, sia da chi assume la sostanza ed è costretto per non morire di fame a chi cerca di fare e sperimentare qualcosa per la popolazione cercando di evitare il peggio, che non è detto siano per forza delle rivolte, anche lecite tra l’altro.

– Non pensa che suo figlio e mia figlia dovrebbero prendere la polvere come i figli di tanti disgraziati che abitano là fuori? La Deputata vide che il militare aveva le lacrime agli occhi. Si sentì ancora più sola. – I nostri figli sono dei privilegiati, Generale. Forse non è giusto, ma così va il mondo. – Sussurrò con una nota di rammarico. – Se dovessimo scegliere fra la fame e la polvere sceglieremmo la polvere anche per i nostri figli, Signora. – Speriamo non sia necessario.

Il perno centrale di questa storia è la Polvere Z ovviamente. E’ con questa Polvere sperimentale e messa a disposizione dei cittadini di una zona di Torino, che sperano vengano a crearsi dei riscontri positivi. Ma ci sarà qualcosa di positivo in tutto questo, oppure la cosa finirà per peggiorare la situazione?

Lo stile utilizzato dall’autore è fluido, scorrevole e ben composto. La storia si prospetta in terza persona e ci racconta sotto diversi punti di vista la storia post-apocalittica o comunque distopica / fantascientifica che andremo a leggere. E’ molto breve e di sicuro sarebbe stato più interessante scoprire molto di più, e leggere un libro più lungo di questo.

La storia ci pone diverse tematiche che si pongono sotto un aspetto quasi veritiero o che potrebbero succedere. Le risorse sono da sempre limitate e arriverà il punto che potrebbero non esserci più moneta o risorse disponibili da cui attingere. Quindi in Polvere Z, Roberto Risso pone un problema comune e che potrebbe fuoriuscire da qui a diversi anni. Altro punto importante è la questione della sopravvivenza: cosa si è disposti a fare per la propria sopravvivenza e quella delle persone che amiamo? Sareste disposti anche ad uccidere? Altro punto importante è il punto di vista delle autorità che, per calmare gli animi e salvarsi, cercano di trovare soluzioni alternative a discapito della popolazione stessa.

L’unica cosa che non è esattamente chiara e lascia dei dubbi si trova sul finale e sul sottosuolo, sotto l’ospedale e simili, di cui non vi voglio spoilerare ma di cui la situazione non resta chiara e cristallina e instilla dei dubbi che non sono del tutto chiari al lettore. Infatti inizialmente la storia sembra mantenersi comunque in un ambito reale, nonostante tutto quello che succederà, quando invece il finale lascia un po’ con il naso storto, sia per quanto riguarda uno dei personaggi, sia per la linea generale di comportamento. E’ pur vero che la Polvere dimostra diverse cose ma non dice cosa succederà di conseguenza a tutto questo. Ci sarà un seguito? Vedremo, chi lo sa.

Il ricordo di sé stesso che ammazzava i proprietari del minimarket di via Ormea ritornò come una mazzata. Sono già un mostro, ho assassinato due persone a sangue freddo per un po’ di cibo. Sono già il mostro che ho paura di diventare, si disse mentre guardava come in ipnosi la polvere che si scioglieva.

Il libro è un piccolo volume che ci pone diverse domande e ci mostra un possibile futuro. Una storia distopica che vi colpirà e di cui vi consiglio la lettura.

Roberto Risso ci mette a disposizione una città che conosciamo bene ponendo una situazione non troppo inverosimile. Una storia cruenta, violenta, triste ma forte per ciò che vuole trasmetterci. Un libro che consiglio di leggere, non vi deluderà.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Polvere Z e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Polvere Z o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto ovviamente. Vi abbraccio!

A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #227 – POLVERE Z DI ROBERTO RISSO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? In questo giovedì di fine ottobre, andiamo sempre più verso il freddo. Oggi un libro particolare, che ho letto e di cui vi parlerò, per gli amanti del distopico e della fantascienza. Siete curiosi? Ecco cosa vi lascio:

413A2vQhMLLTitolo: Polvere Z
Autore: Roberto Risso
Genere: Fantascienza – Romanzo breve
Collana a cura di Delos Veronesi

Trama: C’è un piano per combattere la fame, ma si rivelerà un completo disastro. Torino, 2032. Le autorità predispongono un piano per sopperire ai crescenti disordini legati alla crisi economica e alla conseguente malnutrizione dei cittadini. Una polvere sintetica, in grado di integrare la dieta degli abitanti, potrebbe essere la soluzione. Viene scelto un quartiere come luogo per una prima sperimentazione su larga scala, su cavie inconsapevoli che non hanno più nulla da perdere. I risultati sono catastrofici, il sangue dei civili inonda le strade ammantate di follia. I superstiti dovranno unirsi per fuggire e combattere chi è determinato a cancellare tutte le prove dell’accaduto.

L’AUTORE

Roberto Risso (1978) torinese, laureato e addottorato in letteratura italiana, ha pubblicato numerosi saggi accademici e un racconto su Granta Italia nel 2012. Fra il 2006 e il 2013 è stato due volte finalista al Premio Italo Calvino con una raccolta di racconti e un romanzo. Dall’inizio del 2010 vive e lavora negli Stati Uniti dove è docente universitario. Si occupa prevalentemente di prosa narrativa italiana dal Cinquecento al Duemila. Appassionato di letteratura del disastro, ha ideato il progetto Universo Torino 2050, un luogo virtuale di storie e immagini ambientate nella Torino e nel mondo del
futuro prossimo e remoto. Dal 2015 risiede a Clemson, nella Carolina del Sud (USA) e sta scrivendo romanzi e racconti autoconclusivi e indipendenti, ambientati nel futuro (e nel passato) della sua città e dell’ Italia. Un modo efficace per colmare le distanze.

EDIZIONE EBOOK
Data di uscita: 13 aprile 2021
Editore: Delos Digital srl
Collana: Dystopica n. 6
Pagine (stimate): 61
Formati: epub, kindle
Prezzo: Euro 2,99
Tutte le informazioni: https://delos.digital/9788825414844/polvere-z

Amazon: https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Ddigital-text&field-keywords=9788825414844&tag=fantascienzac-21

ISBN: 9788825414844

ESTRATTO POLVERE Z

– No, Dottore. No. Non ci siamo. – Il Generale esitò, pallido, le occhiaie scure di un uomo che ha perso troppe ore di sonno. La voce era ferma ma gli occhi lo tradivano. Arrossati, mobili. Incerti. – Ha idee migliori, Generale? – La voce del Dottore sembrava una sfida. Lievemente curvo, con la barba e i capelli ricci spolverati di grigio, sorrideva senza traccia di allegria. – Calmatevi. Temo che non si tratti di avere idee migliori. – La Deputata era intervenuta per evitare
uno scontro di potere – dobbiamo risolvere un problema la cui gravità è oltre ogni possibilità di speranza.  – La soluzione proposta è peggiore del problema! – La voce del militare aveva riacquistato durezza. – Non possiamo combattere questa minaccia aggrappandoci alla follia. La donna fece una smorfia. Il sorriso del Dottore si allargò. Divenne provocante. La stanza era stretta, senza finestre, uno sgabuzzino riadattato. I tre erano seduti attorno a un tavolo scheggiato, davanti a loro c’erano tre cartelline con dei fogli scritti a mano, calligrafia fitta, inchiostro nero. C’era un forte odore di disinfettante, pungente ma non sgradevole. Il profumo dolce della donna aveva abbandonato l’idea di prevalere e si era accontentato degli angoli. Il Generale scosse il capo, l’uniforme era fresca di lavanderia, le piastrine erano state lucidate a dovere, ma si vedevano ai gomiti dei punti usurati. – Dottore, non possiamo fare quanto ci ha proposto. – Se la proposta del mio gruppo di ricerca le pare peggiore del problema, aspetti di avere novecentomila torinesi affamati che assaltano i depositi. Quale soluzione proporrà, allora? Mi auguro nulla di simile al suo collega Bava Beccaris centoquarant’anni fa. La stoccata era dura e colse nel segno. – Siamo nel 2032, non nel 1898 – la Deputata si stropicciava nervosamente l’orlo della giacca – è passato più di un secolo e mezzo, i tempi sono cambiati. – Lo dica ai suoi colleghi giù a Napoli, o a Palermo, o a Roma.


Cosa ve ne pare? Potrebbe essere il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente, io ve ne parlo prossima settimana con una recensione.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #504 – ELBRUS DI MARCO CAPOCASA E GIUSEPPE DI CLEMENTE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi eccoci qui con un nuovo libro per voi che spero vi possa interessare. Siete pronti ad immergervi in una storia ricca di fantascienza. Ringrazio tantissimo gli autori per avermi inviato la copia e per avermi permesso la lettura. Ecco che ve ne parlo, qui.

9788868684693_0_0_626_75Titolo: Elbrus
Autore: Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente
Data di uscita: 02 marzo 2021
Pagine: 314
Editore: Armando Curcio Editore
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sa3Bh0
Trama: Anno Domini 2113.
La Terra è al collasso. I cambiamenti climatici prodotti dal riscaldamento globale hanno determinato nuovi equilibri geopolitici. Il sovrappopolamento e le migrazioni di massa verso i paesi “non più freddi” sono parte di un problema più esteso: l’imminente scarsità di risorse che permettano il sostentamento del genere umano nel prossimo futuro. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Ma la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

RECENSIONE

La storia ha inizio su un cornicione di un palazzo sul quale un uomo, Sokolov, farnetica strane cose e sembra avere delle visioni. Per questo è sul bordo e vuole buttarsi giù, per fare in modo che queste finiscano e tutto possa tornare alla normalità. Dall’altra parte c’è Lubomir, un uomo che si sente molto vicino al caso dello stilista famoso sul cornicione perché anche lui avverte qualcosa, ha delle strane visioni e quant’altro. E ancora c’è Nigul, un giornalista di un’emittente locale che incuriosito dal caso di Sokolov si trova ad investigare per trovare la verità che si nasconde profonda tra l’EASA e la vetta del monte Elbrus dove si studia un modo per la sopravvivenza dell’uomo e lo spazio.

Cosa scoprirà il curioso giornalista? Cosa sta accadendo al pianeta? E cosa sta cambiando in Sokolov e in Lubomir? Cosa nascondono gli scienziati e i studiosi del genoma umano e della vita sul pianeta terra?

Mark si guarda allo specchio nella toilette. Fissa lo sguardo nei propri occhi, gli stessi di sempre, gli stessi dei suoi fratelli coloni. A volte, preso dalla quotidianità, seppellisce in strati di subconscio la sua natura. L’uomo che avvelena il proprio mondo, l’uomo che deve rifugiarsi sottoterra, l’uomo che ha una sola speranza di sopravvivere lasciando la Terra, l’uomo che per fare tutto questo si affida a loro, procreati in via assistita e in modo massivo ma con l’amore che una madre morente, l’Umanità, può donare ai propri figli pronti ad essere esuli e fondatori di nuovi mondi.

La trama la trovo fuorviante per certi versi e troppo articolata. Già dopo aver letto le prime righe ci si chiede cosa ci si aspetta realmente da questa storia e se questa non finisca per essere esclusivamente prolissa e troppo descrittiva. Ve lo premetto, in alcuni punti lo è, ma trovo che l’idea e l’insieme di ciò che ne viene fuori, sia interessante e studiato.

La copertina è originale senza dubbio, visto che non ce ne sono molte con lo spazio con vista terra. Lo spiraglio centrale di colore differente e l’insieme rende il tutto particolare. Ho apprezzato l’insieme anche se finisce per non essere troppo impattante per ciò che la storia realmente comunica. Il titolo di questa storia, non conoscendo il nome del monte Elbrus in Russia e vedendolo a primo impatto sul volume avevo immaginato che fosse stato collegato a qualcosa di spaziale inventato dagli autori data la particolarità del nome stesso. Invece è molto più reale di quello che sembra e la spiegazione vi sarà chiara mano a mano che procederete nel corso della lettura.

L’ambientazione è la Terra ma lo è anche lo spazio. E’ il nostro pianeta e il nostro sistema solare in un’epoca che si aggira diversi anni più avanti rispetto a noi oggi. La storia si aggira su un arco temporale che prende diversi in particolare, l’Anno Domini (A.D) 2155 su cui si concentra più spesso e il 2113 o 2118 da cui tutto sembra aver inizio.

Tutti ascoltarono senza pronunciare nemmeno una parola. Non ce ne fu bisogno. E tutti quei bei ragazzi ebbero la più intensa lezione su [Frehm] a cui avessero potuto sperare di partecipare.

I personaggi di questa storia sono diversi e all’inizio sembra difficile riuscire ad incastrarli tutti ma vi assicuro che il collegamento è rapido e veloce e comprensibilissimo nell’immediato seppur all’inizio confonda il cambio punto di vista. Nella trama vi ho presentato i personaggi che troveremo con maggior ricorrenza seppur Sokolov sia parte del tutto e ci troveremo a seguire le vite di altri personaggi, non solo la loro.

Nigul è un giornalista di un’ente locale con carisma e determinazione. Il suo spirito, assieme ad un piccolo aiuto esterno, lo porteranno sulle tracce della verità, di quanto accaduto nel lontano 2113 e che ora sembra riversarsi su Sokolov così come su Lubomir. E’ un personaggio che ci accompagnerà spesso incuriosendo il lettore facendo da conduttore della curiosità che accompagnerà sia lui come il lettore stesso.

Lubomir è un uomo solo, che ha delle strane visioni ma che non riesce a comprendere da cosa possono derivare, perchè non sono le sue. Il tutto è accaduto improvvisamente e si trova a doversi giustificare persino con la donna che sta cominciando ad amare solo ora. E’ un uomo duro, schivo ma che cerca di ricevere e di ricavare dalle sue visioni qualcosa da scoprire. E’ così che quando sente del caso di Sokolov e ha modo di incontrare Nigul, avrà modo di mettere in discussione tutta la sua vita.

E lì, nel 2113 c’è uno dei scienziati, David, che seguiremo con maggiore interesse. E’ un uomo intrappolato in un matrimonio in crisi dal quale non riesce a uscire e dalla carriera universitaria avanzata, nonostante abbia avuto problemi in passato con l’EASA, una potente organizzazione mondiale. Per ila sua passione e per le sue conoscenze gli viene fatta una proposta che sembra non poter rifiutare seppure non rientri nei suoi standard e minano ulteriormente sia il matrimonio che la sua vita stessa, tutto ciò in cui crede.

Nigul comincia a pensare di dover parlare di nuovo con Lubomir e confrontarsi con lui sui ricordi di Sokolov, sperando che questo possa portare ulteriori sviluppi. Un’indagine lunga e tortuosa come mai nella sua carriera gli era capitato di dovere e, soprattutto, di voler affrontare.

Il perno centrale di questa storia non è solo il fatto che la Terra è al collasso, anzi questo sembra andare in secondo piano quando la storia comincia a prendere piede. Io ritengo che il perno centrale di tutto sia la dimostrazione di quanto a volte l’uomo sia stupido e sfrutti tutto quello che può sfruttare senza pensare alle conseguenze vere che poi ne derivano. Quello che accade ai scienziati di questa storia che li ridicolizzerà anche un po’, portandoli in un punto in cui la morale e l’etica dell’uomo stesso viene messa in discussione.

Lo stile utilizzato dai due autori è singolare. Non so dire esattamente se uno si sia occupato più del lato tecnico e della struttura fisica di strumenti, della materia e della questione genetica e spaziale mentre l’altro si sia concentrato più sull’aspetto della storia, dei legami e della fluidità delle connessioni fra personaggi o se i due abbiano amalgamato la cosa assieme; però posso dire che in alcuni punti è sembrato che il punto di divisione dei due autori sia stato proprio quello. La tecnicità, i dettagli tecnico-scientifici, le spiegazioni fino al minimo dettaglio – a volte esasperandolo anche – e il lato dei personaggi e dei loro legami affettivi o con la storia stessa. O almeno è l’impressione che è arrivata a me.

Scritto in terza persona da ogni protagonista di questa storia, trovo che la connessione e l’introspezione dei personaggi sia esclusiva, originale e assolutamente incredibile. E’ stato proprio questo a spingermi avanti con la lettura spingendomi a voler capire come andasse a finire seppur in determinate occasioni abbia davvero fatto fatica a proseguire per via dei troppi dettagli, troppa artificiosità, mettiamola così. In alcuni punti la storia scorre bene, fluida e pregna di sentimenti e di emozioni che trascinano il lettore sentendosi vicino ai protagonisti e a quanto accade loro, dall’altra rallenta tantissimo e si fa fatica sugli aspetti scientifici – che sono importanti nella stessa maniera, così come le descrizioni – ma fin troppo specifici rendendo persino difficile proseguire. Questa la trovo una cosa da dover calibrare per un futuro lavoro che magari i due vorranno ancora intraprendere assieme. Devo dire però, che il contrasto è stato altalenante quindi non ha pesato tantissimo ai fini della storia… ma c’è stato.

Ho trovato, invece, i personaggi e l’idea di questa storia davvero buona. I collegamenti temporali giusti, le connessioni fra i vari personaggi sorprendente e illuminante la tematica trattata che riporta un futuro prossimo che potrebbe essere il nostro, chissà o forse quello di un universo parallelo. Specialmente per alcuni personaggi si mette in discussione la morale e l’etica, il modo di vivere e il dover mettere in discussione i valori di una vita. L’equilibrio stabilito dai due autori è sorprendente e determinata a dare il giusto effetto che fuoriesce in tutta la sua integrità e originalità. Ho trovato la storia ben scritta, mai banale e si sente, una volta chiuso il libro, il duro lavoro che i due autori hanno affrontato assieme mettendolo su carta. Ho apprezzato molto questa storia di fantascienza e spero che possa colpire anche voi.

“E’ così difficile affrontare l’ultima fase della propria esistenza?”, chiede con franchezza Sirje. David distoglie lo sguardo. Una ridda di pensieri confusi gli turbinano nella testa e nessuno di essi è del tutto chiaro. Ma ugualmente la tormentano. “Dipende da quale esistenza hai condotto”.

Il libro è una vera chicca per gli amanti dello spazio, della scienza, e della fantascienza oltre che degli alieni. Magari non si realizzerà mai il fatto degli alieni, o forse si ma quanto detto prima non è molto lontano dalla realtà e siamo delle creature su un pianeta con risorse limitate, che prima o poi finiranno. Cosa resterà? Se vi ritrovate in tutto ciò e siete curiosi di saperne di più, questa storia fa per voi. Consiglio.

Marco Capocasa e Giuseppe Di Clemente uniscono scienza e sentimenti in una storia che parla di un futuro che potrebbe colpire ciascuno di noi o le generazioni future. Una storia che ci porta nello spazio ma che ci fa sentire anche a casa, sulla Terra in cui viviamo tutti i giorni. Una lettura originale.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringraziano gli autori per la copia omaggio

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Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Fatemi sapere ovviamente e se amate la fantascienza questo è un libro che fa per voi. Vi aspetto per vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #500 – IL FUTURO DI UN ALTRO TEMPO DI ANNALEE NEWITZ

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per parlarvi di un libro che ero assolutamente curiosa di leggere, sia perchè le tematiche trattate mi piacciono e mi incuriosivano sia perché avevo letto Autonomous, libro precedente della stessa autrice uscito sempre per Fanucci editore e che lo avevo trovato particolare e originale. Ringrazio la casa editrice per avermi fatto leggere questo volume, perchè è stata una lettura sconvolgente – in senso positivo. Ve ne parlo subito:

71vh9c3rvelTitolo: Il futuro di un altro tempo
Autore: Annalee Newitz
Pagine: 320
Data di uscita: 21 gennaio 2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3brDHPX
Trama: Nel 1992, dopo una bagarre a un concerto di riot grrrl, la diciassettenne Beth si ritrova in macchina con il fidanzato violento della sua amica morto sul sedile posteriore e accetta di aiutare le sue amiche a nasconderne il corpo. L’evento mette le giovani donne su un percorso di crescente crudeltà e vendetta mentre si rendono conto di quante altre ragazze nel mondo hanno bisogno di protezione. Nel 2022 Tess è una geologa che fa parte di un team di studiosi che viaggiano nel tempo per cambiare la linea temporale e creare un futuro migliore. Ma riscrivere la sequenza temporale non è così semplice come potrebbe sembrare. Come osserva Tess, “il cambiamento non è mai ovvio e lineare. Spesso il progresso diventa evidente solo quando è ispirazione di una crescita ormai impellente.” Le vite di Tess e Beth si intrecciano quando scoppia una guerra sulla linea temporale: uomini provenienti da un futuro “antidonna” minacciano di distruggere i viaggi nel tempo per lasciare solo un piccolo gruppo d’élite con il potere di plasmare il passato, il presente e il futuro… un futuro in cui le donne sono state geneticamente modificate per sottomettersi al volere del maschio.  Come si uniranno Tess e Beth? Quale ruolo avranno nel sottile filo che lega il passato e il futuro?

RECENSIONE

La storia ha inizio ad un concerto. Una donna, Tess, è al concerto delle Grape Ape, un gruppo femminista e rivoluzionario nel 1992 e nota, mentre cerca di non incrociare la sua versione passata che era comunque a quel concerto, di bloccare dei gruppi di uomini che cercavano di depistare le donne e di renderle meno autonome, meno ribelli, sempre meno all’interno della società, adescandole in qualcosa di losco e subdolo. La donna non ci cade e capisce che c’è molto di più dietro e tutto il lavoro che stanno facendo per legalizzare l’aborto e molto altro nei confronti dei diritti delle donne lo stanno sfaldando mano a mano. Dall’altra parte, molti anni prima c’è Beth, che ha una famiglia problematica e delle amiche altrettanto pericolose, si ritrova con la sua migliore amica Lizzy ad uccidere il ragazzo della loro amica che voleva stuprarla e ucciderla a suon di botte. E’ in quel momento che Lizzy scopre di essere potente e di voler sfaldare tutti questi uomini che vogliono solo sottometterle e maltrattarle o ucciderle. L’incontro fra le due sarà provvidenziale.

Come riuscirà Tess a riportare l’ordine temporale ristabilendo i diritti delle donne e ciò che gli uomini stanno smontando mano a mano che loro costruiscono? Cosa succederà a Beth e al suo gruppo di amiche? Continueranno ad uccidere uomini o riusciranno a comprendere che non è la strada giusta e si può combattere anche diversamente?

Posando lo spazzolino umido, mi fissai allo specchio appannato. Una ragazza bianca piuttosto anonima mi restituì lo sguardo: occhi nocciola, chiazze rosse sulla pelle dopo la doccia, capelli fino alle spalle di un castano che mia madre chiamava ‘biondo sporco’. Avevo l’aspetto di un’assassina?  Scrutai il riflesso più da vicino, rilassando i muscoli della mascella e le labbra. Dopo anni di pratica sapevo come sembrare innocente anche quando non lo ero. (…) Fatta d’erba e di terrore, mi ero quasi dimenticata che c’era qualcosa di peggio dell’essere arrestate per omicidio: cosa avrebbe fatto mio padre se avesse scoperto che avevo infranto le regole.

La trama presentata è molto lunga e, personalmente, avrei evitato di raccontare troppo ma mi sarei limitata alla presentazione dei due personaggi descrivendo brevemente con cosa avremmo avuto a che fare. Troppo lungo rischia, a volte, di raccontare troppo e di far perdere curiosità. Io lo ammetto, quando ho notato l’uscita di questo volume sono andata sul nome dell’autrice – di cui ero curiosa di leggere altro – e sono andata molto sul titolo che mi ha incuriosito molto. Mi sono fidata ciecamente leggendo solo dopo la trama e devo dire di esserne stata contenta. Le sorprese che derivano da tutto questo sono bellissime e sono felice di averlo letto.

La copertina, nonostante sia stata utilizzata la versione originale, non mi fa impazzire. Avrei sicuramente preferito se per il libro precedente dell’autrice la casa editrice avesse utilizzato la cover originale. Per questa ci sta bene ed è molto semplice anche se il fucsia è un pochino troppo acceso ma il fatto dell’orologio al centro dice molto, soprattutto sui viaggi nel tempo che saranno presenti all’interno di questa storia. Il titolo della storia è la traduzione dell’originale che, “The future of another timeline” se preso come letterale invece del tempo si sarebbe parlato di linea temporale ma sarebbe suonato proprio male, quindi mi piace l’adattamento migliore che ne è stato fatto.

L’ambientazione spazia da Irvine, nell’Alta California a Chicago in Illinois, o a Raqmu, diverse strade e diversi luoghi attraversati; l’epoca varia dal 1992 al 1983 ma passa anche a molti anni orsono. Affronteremo diverse epoche e diversi luoghi storici.

Dopo aver vissuto anni nel passato, era difficile credere che il presente non fosse qualcosa di effimero. Ovunque guardassi, vedevo le versioni precedenti della città: una volta quelle strade erano popolate di carrozze trainate da cavalli, poi tram, poi Chevy decappottabili con le pinne, piene di ragazzini in zoot suit che avanzavano a passo d’uomo davanti agli enormi ingressi dei cinema. Oggi, invece, il taxi attraversava un’unica versione di Los Angeles, cristallizzata nella propria precarietà e perennemente sul punto di scomparire. (…) «Com’è andato il viaggio?» Mollai lo zaino sul divano e mi accasciai accanto a lei. «Stancante. Strano»

selective focus photo of brown and blue hourglass on stonesI personaggi di questa storia sono diversi e non si limitano esclusivamente alle due protagoniste della storia. Incontreremo altre viaggiatrici e ragazze e donne di altre epoche che sono amiche o legate a Tess, per motivi lavorativi come di amicizia, così come incontreremo e approfondiremo le amicizie di Beth e la sua situazione famigliare con suo padre particolarmente problematico.

Tess è una donna matura, che fa la viaggiatrice per lavoro e si ritrova a combattere i diritti delle donne, col suo gruppo di viaggiatrici facendo scoperte su scoperte e sentendo ancor più addosso le modifiche temporali, cercando lei stessa di risolvere le problematiche sociali che incombono e che un gruppo di uomini cerca di smantellare ad ogni loro passo, cercando di distruggere le Macchine per il trasporto verso altri sbalzi temporali e cercando di fare in modo che il maschilismo predomini ancora per anni.

Beth è una ragazza fragile, con un passato complicato e difficile che scopriremo nel corso della lettura e che si aprirà molto solo con la sua migliore amica Lizzy che nonostante sembri e faccia molto per lei, non è una ragazza che fa per lei, ne che cercherà di aiutarla cercando di uccidere uomini e andando alla deriva. Beth ha da sempre avuto problemi con suo padre, malato mentalmente e instabile che passa da un momento all’altro da un modo di fare all’altro che lei cerca costantemente di assecondare ma che non sempre l’ha aiutata. E’ una ragazza che vorrebbe una vita tranquilla e indipendente ma fino a che deve starsene alle regole della famiglia non riesce ad essere autonoma.

Mi muovevo nell’appartamento come una sonnambula, sforzandomi di non toccare nulla e lasciando che Soojin mi lavasse le mani con l’acqua calda. Solo quando tornammo in macchina mi ricordai della donna incontrata lì fuori, quella che conosceva me e Lizzy. Era una testimone? Poteva denunciarci alla polizia? Per qualche strana ragione, ero sicura di no.

person raishing his handIl perno centrale di questa storia è il femminismo e delle donne, di quanto i loro diritti negli anni siano stati una conquista dopo l’altra e ancora ci sono tante cose da conquistare, nonostante non si dovrebbe, visti i tempi moderni. Le donne sono ancora soggetto di stereotipo, di violenza e di sottomissione così come vengono sottopagate e non trattate alla pari degli uomini. Questo tipo di disparità è andata diminuendo ma ancora ce n’è molta e per questo dovremo combattere ancora molto. Questa storia parla di questo e di molto altro, di viaggi nel tempo e di una storia sensazionale e originale.

Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo del libro precedente. La scrittura non è particolarmente fluida ne semplice, specialmente quando si tratta di aspetti scientifici e temporali per cui vengono descritti minuziosamente. Su questo infatti il libro viene appesantito da queste parti e il lato di Tess a volte risulta più approfondito, più pesante, più articolato e leggermente pesante rispetto a quanto riguarda Beth e alla sua storia che si stende e si smuove in maniera più leggera e fluida seppur le tematiche trattate siano importanti e particolari oltre che assolutamente attuali.

Il tema della malattia mentale del padre di Beth è ricorrente e importante sia perché delimita il personaggio di Beth e il suo passato, sia i suoi attuali movimenti e le scelte che comportano la sua stessa vita. Il fatto che questo personaggio sia completamente vessato ed abbia subito degli abusi la portano sia ad essere aiutata da Lizzy che la comprende, sia di finire sulla strada sbagliata avendo l’opportunità i rimediare cercando di capire quali sono stati i suoi errori, i soprusi che ha subito e gli errori che ha commesso. Ho apprezzato molto il personaggio di Beth e mi ci sono rivista molto in alcuni momenti di particolare fragilità e ho avuto modo di sentire le sue vere emozioni e i suoi sentimenti.

Per quanto riguarda Tess, oltre i suoi viaggi e la sua forza nel movimento rivoluzionario e femminista, alla ricerca dell’uguaglianza di genere, l’ho trovato un personaggio in cerca di perdono, di redenzione. Un personaggio particolare, che saprà affascinare e catturare il lettore per il suo saper muoversi sia con forza che con leggerezza tra i confini del tempo.

Ho apprezzato anche il fatto che ci siano sfumature che riguardano anche l’aspetto della comunità LGBTQ+, con un personaggio non binario, con personaggi queer, esplorando anche quest’altro aspetto importante e attuale; così come l’unico e importante legame fra Tess e Beth che saprà trascinarvi in un vortice di eventi e guidarvi all’interno di questa storia fra tempo, potere femminile e realtà differenti. Una storia che vi consiglio molto e che potrebbe piacervi.

Mi sentii orgogliosa e triste e improvvisamente molto più vecchia. Più di mio padre, come Tess. Gli circondai la vita e ricambiai l’abbraccio. Grazie, papà. La piccola di mammut gridava ancora in silenzio. Suo padre era ancora intrappolato. Non era cambiato niente, a parte me. Io non credevo più di poter salvare mio padre da qualsiasi cosa lo stesse trascinando a fondo.

Il libro è davvero una piccola perla sia per chi ama le storie legate al tempo, sia per quanto riguarda le storie femministe e che parlano di uguaglianza di diritti, come di tematiche LGBTQ+ e problemi legati a malattie e problematiche serie. Una storia che racchiude questo e tanto altro e che vi consiglio assolutamente ad occhi chiusi e che spero prenderete in considerazione.

Annalee Newitz è un’autrice poliedrica, che sa destreggiarsi benissimo con la tecnologia così come per le tematiche sociali costruendone delle storie importanti e potenti, che lasciano un messaggio che arriva dritto al cuore delle persone. L’incontro tra Beth e Tess avverrà ai limiti del tempo, in cui una viaggia e l’altra vive e compie scelte che la portano ad essere la donna che nel futuro sceglierà di essere. E voi siete pronti a prendere posto all’interno di questa pericolosa rivoluzione femminile?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Io ve lo consiglio assolutamente e spero lo prendiate in considerazione perchè è davvero un bel libro. Fatemi sapere, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #460 – COSI’ SI PERDE LA GUERRA DEL TEMPO DI AMAL EL-MOHTAR E MAX GLADSTON.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una serie di nuove recensioni in arrivo per voi e che spero possano incuriosirvi. Vi porto questo volume di cui ero curiosissima e  ringrazio la Mondadori Oscar Vault per la preziosa opportunità di lettura. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: Così si perde la guerra del tempo
Autore: Amal El-Mohtar, Max Gladstone
Pagine: 216
Data di uscita: 3 novembre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3kAnr0g
Trama: TRA LE CENERI DI UN MONDO morente, Rossa trova una lettera su cui c’è scritto “Bruciare prima di leggere”. Inizia così la strana corrispondenza tra due agenti rivali in una guerra che si dipana attraverso le vastità del tempo e dello spazio. Rossa è membro dell’Agenzia, una distopia tecnologica post singolarità. Blu appartiene al Giardino, un’unica ampia coscienza che risiede in tutta la materia organica. I loro passati sono pieni di sangue; i loro futuri si escludono l’un l’altro. Non hanno nulla in comune, tranne il fatto che sono le migliori. E sono sole. Ma quella che è iniziata come una serie di provocazioni e sfoggio di vittorie, diventa presto un gioco pericoloso, che sia Rossa sia Blu sono ben determinate a vincere. E così la sfida si trasforma in qualcosa di più. Qualcosa di epico. Qualcosa di romantico. Qualcosa che potrebbe cambiare il passato e il futuro e che potrebbe farle uccidere. Perché in fin dei conti c’è pur sempre una guerra in corso. E qualcuno deve vincerla. Non è così che funziona?

RECENSIONE

this is how you lose the time war | TumblrLa storia ha inizio con Rossa in missione. E’ lì, fra un cadavere e l’altro a gustarsi la vittoria di un pezzo di qualcosa che è passato, perduto e che non tornerà. E’ in quel momento che Rossa nota qualcosa di strano e pensa sia un trucco, una beffa, qualcuno che voglia porre fine alla sua vita credendola una stolta e una sprovveduta. Una lettera, di quelle che non si vedevano da anni e secoli, messa lì per lasciarsi prendere e lei lo fa, la porta con sé e non le succede niente, anzi, dopo aver letto le parole di Blu, le viene voglia di rispondere. Eppure non è così semplice perché entrambe appartengono a due fazioni distinte e separate, che seguono leggi diverse ed entrambe si combattono da secoli.

Cosa scoprirà Rossa di Blu e Blu di Rossa? Cosa hanno in comune le due? Perché questa corrispondenza sembra unirle così tanto nonostante siano appartenenti a due fazioni opposte e nonostante le due non possano essere più di quello che effettivamente sono sempre state? Cosa cambierà nel corso della loro corrispondenza?

Le lettere sono una specie di viaggio nel tempo, non credi? T’immagino ridere per il mio scherzetto; t’immagino lamentarti; t’immagino buttare via le mie parole. (…) A dirla tutta, preferisco la conferma di lettura: la stretta di mano immediata della telepatia lenta attraverso le nostre connessioni. Ma questa è una tecnologia affascinante, con i suoi limiti.

La trama è semplice, diretta, forte. Una trama che dice tutto ma che allo stesso tempo apre le porte alla lettura spingendoti nel cercare di saperne di più. Curiosa e che invoglia a scoprire il volume che ci troveremo di fronte.

La copertina è bellissima e sono felice che sia stata mantenuta tale e quale all’originale. Vediamo due piccoli uccellini, uno rosso e uno blu, come i nomi delle due protagoniste frastagliati dal tempo e dallo spazio che sembra separarle. Una copertina pensata al millimetro e davvero curiosa. Sarei curiosa di sapere il perché della scelta dei due uccellini, perché è l’unica cosa che non mi è chiarissima. Il titolo è stato semplicemente tradotto dall’originale e trova una connotazione particolare una volta che si è letta questa storia e si capisce a cosa si riferisce. Un titolo particolare che si riferisce alla guerra e al tempo più che a Rossa e a Blu e alle loro lettere. Lo trovo diretto e molto bello; assieme alla copertina accoppiata di sicuro vincente.

L’ambientazione è il tutto e il niente, è il mondo che circonda queste due protagoniste attraverso i secoli, passando di epoca in epoca rendendo la storia magica ma di cui si vorrebbe sapere sempre di più.

Nessun amico, quindi? Blu! Non è affatto quello che mi aspettavo. Non so… Credo che vi immaginiamo tutti radunati intorno a un falò a cantare vecchie canzoni di lotta. Sei mai stata sola?

Book FanartI personaggi principale sono tendenzialmente due e sono ben eviscerati sia dai loro movimenti lungo il percorso che le vede protagoniste, sia per la corrispondenza che le due si scambiano.

Blu non può essere più diversa da Rossa. Figlia del Giardino, sa di essere forte, temuta e pericolosa. Ha avuto una persona nella sua vita ma nel cuore sembra sempre avere le lettere di Rossa che la colpiscono ogni volta con violenza e impeto nel cuore nonostante a volte sia quella che si trattiene di più seppur segua la sua avversaria come un segugio.

Rossa è intraprendente, ama la solitudine e la lettura. Nonostante fra le due sembra quasi essere la più audace, c’è molta dolcezza e tenerezza in lei. E’ un personaggio duro, combattivo e forte che colpisce il lettore ancor prima di quanto lo faccia Blu.

Le parole possono ferire, ma sono anche ponti. (Come i ponti che sono tutto ciò che Gengis si è lasciato alle spalle.) Ma forse un ponte può essere anche una ferita? (…) I miei ricordi di te si perdono nei millenni, e in ognuno compari tu in movimento. Quest’immagine di te in casa, con un marito, l’infuso di rosa canina, il tramonto e il fiume, mi riempie il cuore.

Il perno centrale di questa storia è la strana e misteriosa corrispondenza di due donne che sono divise da ogni cosa: tempo, fazione, spazio e luogo ma che le rende ancor più vicine di ogni altra cosa. 

Lo stile utilizzato è particolare, articolato e che può non piacere a tutti. Non è scorrevole e quelle poche pagine che compongono il libro – rispetto a tanti altri fantasy o di genere similare – e risulta molto più lungo di ciò che effettivamente è. Infatti devo dire che specialmente nei punti in cui non vi è corrispondenza ma si descrivono scene e cosa le due fanno, la cosa risulta prolissa e lenta.

Effettivamente, in realtà delle due si sa davvero poco e niente. Ovvero, non tanto delle due persone nella loro intimità di scrittura o nel loro io ma di cosa effettivamente le circonda e su cosa effettivamente combattono. Si, le due sembrano essere in viaggio nel tempo e sembrano lasciarsi delle lettere cifrate in qualche strano modo che solo loro riescono a decifrare evitando la tecnologia che può fregarle ma avvalendosi di carta e quant’altro, ma effettivamente tutto resta fine a se stesso.

Mi spiego meglio. La corrispondenza epistolare fra le due è davvero molto bella e ben scritta. Emoziona e appassiona il lettore nel cercare seriamente di capire cosa succederà fra le due ma a livello di ciò che accade attorno a loro, a cosa le caratterizza e a cosa le porta ad essere ciò che sono diventate, per cosa combattono è tutto molto volubile e confuso. Non è chiaro per niente e nonostante questa corrispondenza sia meravigliosamente curiosa e gli autori puntino tutto su questo, il resto del volume è completamente carente a livello di contenuti.

Ho compreso che effettivamente il contorno interessa relativamente poco agli autori e la storia in fin dei conti si concentra sulle lettere ma c’è bisogno anche di fare chiarezza nella mente del lettore, non solo di colpire il cuore che per quanto fragile può affezionarsi ai personaggi. Su questo punto mi ha spiazzata e confusa quindi nonostante la corrispondenza fra le due sia molto bella, non ho apprezzato il resto. A quel punto sarebbe stato più saggio utilizzare il volume componendolo solo di lettere ma trapelando spiegazioni dalle loro parole. Sarebbe stato sicuramente più vero e reale per il lettore.

Punto a favore sicuramente la l’amore e la poeticità con cui le due tendono a scriversi nonostante siano in un mondo che demolisce tutto, un mondo fatto di tecnologia, di distruzione, di guerra e di tempo. Tempo che scorre e le porta a viaggiare in diverse epoche e le porta a scrivere lettere intrise di sentimenti profondi, di conoscenza e di curiosità. Lettere che ci portano indietro nel tempo, riportando nel cuore la voglia di scriverne ancora e ancora, come un tempo.

Altro punto a favore sicuramente è lo scritto che, composto a quattro mani, non lascia trapelare l’uno e l’altro amalgamando i due scrittori in un unica e complessiva opera che appare quasi come fosse scritta da un solo autore.

“S’inventerebbero questa guerra” pensa, “se non gliene avessero già inventata una.” Ma ora cerca compagnia, in uno dei posti dove può sempre trovarla.

Il libro è originale senza ombra di dubbio e sotto questo punto di vista posso solo dire che è una storia valida. Per il resto, mi aspettavo molto di più almeno a livello di comprensione e di livello generale di costruzione dell’opera, non solo incentrare la lettura sulle lettere dando sprazzi di ciò che accade attorno senza mai affrontarlo veramente.

Amal El-Mohtar e Max Gladstone scrivono un volume fatto di sangue, guerra e tempo ma fatto anche di tutte quelle parole nascoste fra le righe di una lettera che a volte non si pensava di avere il coraggio di scrivere. Una storia che consiglio a chi ama l’amore in tutte le sue forme dimenticando il contesto che si ha attorno.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Pensate possa fare il caso vostro? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©

A PROPOSITO DI… DESCENDER V.5 LA RIVOLTA DEI ROBOT DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi una nuova puntata di A proposito di… e vi parlo del QUINTO volume di questa serie. Siamo alle battute finali, manca il quinto e il sesto volume poi c’è la nuova serie in corso di Ascender di cui vi parlerò più avanti. Alla fine del sesto volume farò la recensione generale dei volumi letti e spero vi piacerà. Ecco a voi:

Titolo: Descender v.5 – La rivolta dei robot
Autore: Dustin Nhuyen e Jeff Lemire
Colore o B/N: Colore
Edizione: Regular
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Link d’acquisto: 
Trama: Arrivati a questo quinto atto della saga di fantascienza robotica da loro creata, gli autori Jeff Lemire e Dustin Nguyen rivelano che questo è il penultimo atto della storia. Il cast della saga sta convergendo verso il palcoscenico del finale, e il segreto della natura di TIM-21, la cui matrice di codice macchina è così simile a quella dei Mietitori che hanno decimato i pianeti membri del Consiglio sta per essere svelato. Gli acquerelli, poetici ed evocativi, di Dustin Nguyen rendono assolutamente unica la storia creata dal genio di Jeff Lemire, e il crescendo di questo volume è assolutamente irresistibile: se lo leggerete siamo certi che tornerete per il finale.

In questo appuntamento settimanale con questa rubrica vi porto qualcosa di leggero e di assolutamente curioso prima della recensione finale della serie. Una serie di immagini dei libri – senza spoiler ovviamente – che vi ritroverete a leggere. Spero che la serie vi incuriosisca molto, proprio come ha incuriosito me. A voi:

Descender: il fumetto di Image Comics diventa una serie TV


BarFumetto


Exclusive preview: Jeff Lemire's Descender Volume 1: Tin Stars | Tin star,  Underwater welder, Abstract artwork


Descender: la recensione della saga di Jeff Lemire e Dustin Nguyen -  ComixIsland


Descender: la favola fantascientifica di Lemire e Nguyen - Fumettologica


Descender 15 | Retcon Punch


graphic novel | Milioni di Particelle


Che ne pensate? Fatemi sapere, io sono curiosa delle vostre opinioni.

A presto,

Sara ©

 

 

A PROPOSITO DI: DESCENDER V.4 MACCHINE ORBITALI DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi una nuova puntata di A proposito di… e vi parlo del quarto volume di questa serie. Siamo alle battute finali, manca il quinto e il sesto volume poi c’è la nuova serie in corso di Ascender di cui vi parlerò più avanti. Alla fine del sesto volume farò la recensione generale dei volumi letti e spero vi piacerà. Ho appena scoperto che la saga di descender non si ferma solo con questi sei volumi e con Ascender ma ha parecchi volumi ancora di cui parlare. Io vi parlerò di questi di Descender per poi passare ad un’altra saga, una volta usciti altri volumi, torneremo su questo. Intanto la recensione non ve la leva nessuno. Ecco a voi:

Titolo: Descender v.4 – Macchine Orbitali
Autore: Dustin Nhuyen e Jeff Lemire
Autori: Dustin Nguyen, Jeff Lemire

Colore o B/N: Colore
Edizione: Regular
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Pagine
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ZXcRJk
TramaDopo averci raccontato le storie segrete del cast della saga nel volume 3, Jeff Lemire e Dustin Nguyen alzano il ritmo della narrazione in un volume che vi lascerà a bocca aperta in attesa del seguito: Telsa e Quon riescono a scappare dalla Luna meccanica insieme a Tim 21, mentre Andy e la sua banda di rottamatori li inseguono e tanto il CGU quanto i ribelli robot convergono su di loro. L’esito di questa fuga è tutto meno che scontato, e la storia di Descender, che con questo volume arriva circa alla sua metà, si fa sempre più ricca e umana, il che è paradossale visto che parla di robot.

In questo approfondimento vi parlerò dei robot, dei rottamatori e dei Mietitori e dei sentimenti contrastanti che si annidano dietro ognuno di loro.

Per quanto riguarda i Robot, vi ho già parlato del piccolo Tim-21 nella seconda puntata di A proposito di… di Descender. Tim-21 sembra essere il protagonista indiscusso di questa storia ma allo stesso tempo la macchina che smuove diversi personaggi attorno a lui. Nei suoi sogni Tim-21 sogna un cimitero di Robot, che tutti cercano di comprendere misteriosamente.

Descender – Stelle di latta, i robot di Jeff Lemire e Dustin Nguyen – Lo  Spazio BiancoI più importanti, seppur ancora avvolti nel completo mistero sembrano essere i Mietitori che apparvero misteriosamente su ciascuno dei nove pianeti del Consiglio Galattico Unito e distrussero quasi tutte le popolazioni sui pianeti.  Si dice che Tim-21 sia estremamente collegato a questi strani e misteriosi robot giganteschi, ne sapremo sicuramente meglio andando avanti nella storia.

Descender ‒ Singolarità | Mangialibri

Trivella è un gigantesco robot che funge da guardia del corpo di Tim-21. E’ un personaggio molto emotivo seppur sia un semplice robot. E in questo come nel volume precedente scopriremo molto sul suo conto. Trivella aveva un compagno Robot rimasto ucciso sul pianeta natale di Andy e si sente ripetere spesso una frase che resterà nel cuore del lettore “Trivella è un Killer”. Ci si domanda inizialmente per quale motivo questo robot continui a darsi questo appellativo ma la spiegazione da una voce molto più forte ancora e una connotazione interessante a questo personaggio.

Review: Descender Vol. 3- Singularities - ComicBookWire

Tim-22 è un membro del gruppo di robot che vive in una colonia dispersa nello spazio e ricercata dalla CGU da tantissimo tempo. Dopo il suo passato difficile, si comprende come Tim-22 necessiti di vendetta. Legato a quello che chiama suo padre Psius è un personaggio che non lascia spazio ad altri e cerca in tutti i modi di essere protagonista della scena anche se nessuno lo richiede.

Bandit (Descender) | Image Comics Database | Fandom
Bandit è un piccolo robottino da compagnia per Tim-21 e collegato a lui tramite un chip. Questo piccolo robot è adorabile e ha tutte le caratteristiche similare ad un cagnolino. E’ legato ai suoi compagni di viaggio, sopratutto al piccolo Tim-21 e viceversa. I due si ritroveranno separati ma Bandit credo sia un personaggio di quelli che ci riserverà delle belle sorprese.

Descender 15 | Retcon Punch

Effie è un abile programmatore di computer che è sempre stata qualcosa di importante nella vita di Andy. Dopo un suo incidente e dopo il divorzio da Andy, si è trasformata in un cyborg umanoide prendendo capo di un gruppo e diventando una specie di Regina per il suo gruppo di persone e robot a cui lei si sente collegata e attratta sempre più. Un personaggio che mi incuriosisce tantissimo, fino ad ora uno dei miei preferiti.


Questi sono i personaggi robot in questo percorso, almeno fino a questo momento. Spero di scoprire qualcosa di interessante e vi farò sapere nel corso della lettura. Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

A PROPOSITO DI: DESCENDER V.2 LUNA MECCANICA DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Torno con il secondo appuntamento con A proposito di… e continuo con il volume due della serie fantascientifica di libri illustrati da due grandi menti. Un libro che prospetta tante novità rispetto al primo volume e che vi stupirà. Una serie che fino ad ora mi sento di consigliare e di cui vi porto un nuovo approfondimento. A voi:

Titolo: Descender v.2 – Luna Meccanica
Autore: Dustin Nhuyen e Jeff Lemire
ISBN: 
978-88-6543-532-8

Autori: Dustin Nguyen, Jeff Lemire
Colore o B/N: Colore
Edizione: Regular
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Pagine: 120
Link d’acquisto: https://amzn.to/3hsTAFa
Trama: Un robot bambino che cerca di sopravvivere in un universo in cui tutti gli androidi sono stati messi fuorilegge e vengono braccati da cacciatori di taglie. Una emozionante odissea fantascientifica che mette l’umanità contro le macchine. Una space-opera realizzata dai creatori di Trillium, Sweet Tooth e Little Gotham.

Per questo secondo volume voglio parlarvi del personaggio principale che ci accompagnerà nel corso di questi volumi.

TIM 21

Tim-21 - Descender (Dustin Nguyen), in Geoff Kidwell's Dustin Nguyen Comic  Art Gallery RoomTim-21 è un robot da compagnia di Classe A creato dal Dr. Jin Quon anche se non da una sua vera e propria idea. E’ stato originariamente progettato per aiutare, per compagnia e assistenza agli umani e alla famiglia a cui viene assegnato. 

Tim-21 era stato costruito e affidato alla famiglia Tavers, composta dalla mamma e dal figlio Andy della colonia locale di Dirishu. Sin da subito Andy crea un forte legame con Tim-21 tanto da considerarlo quasi un vero e proprio fratello.

Tim-21 nonostante sia stato progettato per tutto quello che è stato elencato, dimostra delle abilità molto diverse dagli altri robot. Sa e riesce quasi a provare emozioni umane e sostiene di riuscire a sognare. Infatti, una sera vuole essere spento dalla famiglia Tavers perché vorrebbe provare a sognare e quella notte succede l’inverosimile, la colonia viene attaccata dai Mietitori, e Tim-21 rimane tale per i prossimi 10 anni.

E quando si risveglia la prima cosa è ritrovare Andy e sperare che lui sia ancora vivo. Un personaggio che sembra essere abbastanza ingenuo, tenero e a cui il lettore tende a legarsi molto facilmente perché sembra molto più un bambino di un robot. Ho l’impressione che questo piccolo e apparentemente dolce e docile robot nasconda delle belle sorprese che non tarderanno ad arrivare.

E voi, siete curiosi di scoprirlo? 

BAO Publishing presenta Descender vol. 4: Meccaniche Orbitali, di Lemire e  Nguyen | Fumetti - BadTaste.it


Cosa ve ne pare del personaggio principale di questa serie? Nel prossimo appuntamento vi parlerò dei personaggi secondari e molto molto altro per ogni volume che leggerò. Spero vi interessi.

A presto,

Sara ©

A PROPOSITO DI: DESCENDER V.1 STELLA DI LATTA DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova rubrica che vedrete nelle prossime settimane a farvi compagnia parlando di saghe di fumetti e Graphic Novel. Siccome non mi piace essere scontata e parlarvi della solita recensione del fumetto che dopo qualche volume diventa inconsistente e ripetitiva – non come i volumi più descritti – ho deciso di proporvi approfondimenti per ogni volume della serie, portandovi curiosità, motivi per leggerlo, approfondimenti e chi più ne ha, ne metta pur di rendervi piacevole e confortevole la scoperta di nuove letture. Quindi nasce A PROPOSITO DI… E SPERO VI PIACCIA! Quest’oggi vi porto un volume che su Instagram è stato richiesto dopo un sondaggio e di cui sono felice di parlarvi. Ecco a voi:

DESCENDER-1_f-1Titolo: Descender v.1 – Stella di latta
ISBN:
978-88-6543-532-8

Autori: Dustin Nguyen, Jeff Lemire
Colore o B/N: Colore
Data di pubblicazione: 11/12/2015
Edizione: Regular
Formato e rilegatura: Cartonato 17 X 26
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Pagine: 144
Trama: Dieci anni dopo che giganteschi robot, i Mietitori, hanno decimato la popolazione di ciascuno dei principali pianeti abitati e che gli umani superstiti hanno distrutto per reazione all’ecatombe ogni robot esistente, su uno sperduto avamposto minerario si risveglia Tim-21, un androide-bambino da compagnia, insieme al suo cane-robot Bandit. Purtroppo da poco si è scoperto che la matrice dei Mietitori era la stessa degli androidi della serie Tim, e quindi il segnale vitale di quel singolo androide attira da ogni angolo dei mondi persone che lo vogliono smontare, o distruggere o replicare. Grande universo. Piccolo robot. L’acclamatissima serie di Jeff Lemire, dipinta da Dustin Nguyen, che sta già diventando un film.

Per questo primo volume, che introduce molto questa saga che promette molte cose interessanti, vi parlerò dei mondi sulle quali esso è strutturato. Tim-21 si risveglia e fin dalla sua richiesta di aiuto su un pianeta desolato di cui lui è l’unico superstite robot, ha inizio una fuga rocambolesca fra i pianeti e l’inseguimento di chi cerca di catturarlo perchè troppo importante. I pianeti fin dal primo momento sembrano essere dei più differenti e variegati, portando e mostrando anche diverse razze e specie che popolano l’universo in cui Descender è ambientato. 

Non si riesce a non pensare alla struttura di una visione determinata e precisa, pensata e strutturata dopo diverso tempo di lavoro. Vi spiego qui sotto i pianeti – che riprenderò sia dal volume in lettura che ho riscontrato, sia aiutandomi con il piccolo atlante spiegato in fondo al volume, utile per comprendere la storia al meglio. Eccolo qui.

ATLANTE DEI PIANETI NUCLEO DEL CONSIGLIO GALATTICO UNITO.

Descender' and 'Ascender' Confront and Condemn Humanity's Perpetual  Dismissal of Their Offspring
NIYRATA

Anche detto il cuore tecnologico e culturale del CGU (un’associazione militare intergalattica) e casa delle Nove Città Ambasciata. Ciò che ne resta è un piccolo mondo devastato in cui vi è solo il Consiglio che continua a detenere il potere.

GNISH

E’ il pianeta più grande oltre a quello con la forza militare più influente degli altri pianeti. Un popolo guidato da – come vengono definiti sul volume – zeloti luddisti che proclamano indipendenza ma che sono sotto la guida di un re non troppo congeniale. E’ la Casa dei Rottamatori e delle Pozze di Fusione, delle grandi arene in cui i robot sono costretti a scontrarsi fino a che non resta di loro nient’altro che ciarpame inutile.

KNOSSOS

Il pianeta nucleo più piccolo di Megacosmo.

SILENOS

L’atmosfera unica di questo pianeta rende impossibile qualsiasi vibrazione o suono in cui persino i suoi abitanti, vivendo nel silenzio più totale, comunicano  proiettando geroglifici telepatici in aria. Un popolo davvero originale che spero di incontrare nel corso delle prossime letture.

Descender": la fantascienza di Lemire che dialoga con Spielberg -  Fumettologica

PHAGES

E’ il mondo infestato e fantasma patria dei PAGHES, degli esseri misteriosi che, con il loro aspetto spettrale hanno spaventato per diverso tempo diversi esploratori. Tutti pensavano fosse un pianeta infestato e, in effetti, lo è. Un pianeta fatto di esseri inconsistenti come il gas di cui gli unici non gassosi sono dei giganti alti sei metri, particolarmente ostili.

MATA

E’ un mondo acquatico che un tempo era patria dell’impero barocco e rinascimentale. Le rovine si trovano ancora sott’acqua e i superstiti, dopo l’inondazione, vivono su un regno galleggiante dove cercano di sopravvivere a ciò che ne resta.

AMUN

Una razza di alieni insetto che vive in alveari alleata con i Ghishiani del pianeta Gnish. 

OSTRANOK

Un desolato deserto senza vita che conserva in sé antiche rovine di civiltà ormai estinte.


In questo volume avremo modo di mettere piede su diversi pianeti tutto in una sola botta e quindi avremo modo di conoscere il tipo di popolazione, intravedere le abitudini e il tenore di vita su i pianeti esplorati. Sicuramente troveremo Gnish e scoprirete sia la sua popolazione poco cordiale e particolarmente incline al guadagno oltre che alla distruzione. Incontreremo anche popolazione di Niyrata.


Dovrete scoprire questi mondi con i vostri occhi. Che state aspettando. Parleremo del secondo volume la prossima settimana, tenetevi pronti.

A presto,

Sara ©