RECENSIONE #318 – SHAME IS AN OCEAN I SWIN ACROSS DI MARY LAMBERT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giorno, altra recensione per voi che spero possiate apprezzare. Stavolta, il libro che vi porto, è in inglese ed è talmente piccolino che spero lo prendiate in considerazione se amate il genere. E’ davvero una piccola perla da conservare sempre sul comodino. Ecco che ve ne parlo subito:

71qgu0nvfglTitolo: Shame Is an Ocean I Swim Across
Autore: Mary Lambert
Data di pubblicazione: October 23, 2018
Genres: Gay & Lesbian, Mental Health, Nonfiction, Poetry
Pagine: 176
Lingua: Inglese
Link d’acquisto: Shame in an Ocean I swim Across

Trama originale: Beautiful and brutally honest, Mary Lambert’s poetry is a beacon to anyone who’s ever been knocked down — and picked themselves up again. In verse that deals with sexual assault, mental illness and body acceptance, Lambert emerges as an important new voice in poetry, providing strength and resilience even in the darkest of times.

Trama tradotta da me: Bella e brutalmente onesta, la poesia di Mary Lambert è un faro per chiunque sia mai stato abbattuto — e si è ripreso. In un versetto che tratta di aggressioni sessuali, malattie mentali e accettazione del corpo, Lambert emerge come un’importante nuova voce nella poesia, dando forza e resilienza anche nei tempi più bui.

RECENSIONE

grayscale photo of person's lipsLa raccolta di poesie di Mary Lambert è un tripudio di emozioni sconvolgenti, diviso in cinque sezioni che coinvolgeranno e sconvolgeranno il lettore parola dopo parola, riga dopo riga.

Una raccolta di poesie brutale, diretta che tratta argomenti che l’hanno colpita, ferita e coinvolta in prima persona, Mary esplora il suo mondo e ci parla di stupro, di malattie mentali, di accettazione di se stessi e dell’amore. Una raccolta di versi e poemi che vi trascineranno in un vortice triste ma che dona forza e speranza per il futuro.

When I met you
I planted my heart into heavy
earth. I was scared,
But you smiled back.
Thank God I was not born a bird.

La trama è semplice ed espone ciò che effettivamente è questa raccolta di poesie, di versi semplici ma allo stesso tempo forti. Incuriosisce molto, un bel lavoro.

La copertina è una delle più belle in assoluto che abbia mai visto. Cioè, ce ne sono di copertine belle ma questa è davvero incredibile e, tra l’altro, rappresenta a pieno regime la bellezza di quest’opera e rappresenta l’autrice e i suoi sentimenti in tutta la sua interezza. Non poteva esserci rappresentazione più bella e delicata di questa per la raccolta di poesie di Mary Lambert.

Il titolo di questo testo riprende il testo di una poesia che è all’interno della raccolta. La traduzione italiana del titolo sarebbe “La vergogna è l’oceano in cui nuoto” ed io penso che, invece, l’autrice non abbia nulla di cui vergognarsi, anzi, forse dovrebbero farlo le persone che ha incontrato nel corso della sua vita. Un titolo forte, prepotente e importante che evidenzia la fragilità dell’autrice.

shallow focus photography of woman's eyes

I choose you
You said to me, crying last night
I chose you back.

Il personaggio e fulcro principale di questa raccolta è proprio Mary, l’autrice stessa che mette a nudo tutto ciò che ha passato, le sue fragilità e di tutto ciò che ha taciuto dentro per anni e per il quale era arrivato il momento di esternarlo.

Per chi non conoscesse Mary Lambert, è divenuta famosa come cantante per via della canzone Same Love assieme a Macklemore, che vi invito ad andare ad ascoltare. Personalmente non conoscevo la sua storia ma sono andata ad informarmi per cercare di saperne di più mentre leggevo il suo volume.

Mary è stata molestata da suo padre ed ha vissuto esperienze terrificanti. Questo ha scatenato nella sua vita una serie di cose che l’hanno provata sempre di più e l’hanno portata ad essere bipolare convulsiva. Mary è una persona rinchiusa in una piccola bolla e in questo libro ci trascina al centro del suo dolore fisico e mentale. Ci trasporta all’interno di tutto ciò che Mary ha subito e quanto tante cose l’abbiano cambiata, in un modo o in un altro.

I say no one knows how many mountain there are

in the world, do they? She says, I’m glad you’re here.

bokeh photography of woman holding paper lanternLo stile utilizzato dall’autrice è piuttosto semplice anche per chi è alle prime armi con l’inglese. Oltretutto è molto piccolo il volume, quindi si legge in veramente poco tempo.

Le poesie sono divise in cinque sezioni che spaziano su diversi argomenti. Si parlerà delle molestie che Mary ha subito da parte si suo padre, del suo bipolarismo e di tanto altro. Non voglio essere ripetitiva su questo ne spoilerarvi la raccolta, vi basterà leggere i piccoli pezzi che vi ho lasciato qui nella recensione per comprendere la tristezza e la dolcezza che fanno della fragilità di Mary, il suo punto di forza.

Nella scrittura Mary Lambert sembra ritrovare se stessa e ci lascia una serie di ricordi, di persone che ha incontrato, di tante piccole cose che l’hanno aiutata a crescere e cambiare nel corso degli anni. Non tutte le poesie sono riuscite a colpirmi ma  mentre si legge non si riesce a non essere tristi, giù di morale e pensare a quanto Mary abbia subito. Una raccolta straziante ma bella, che di sicuro vi consiglio. 

I cry because  i am so well,
because i live so well
and how could one person
possibly be so fortunate
to live with all of this light

Il libro è una raccolta davvero da non perdere che mi sento di consigliare agli amanti delle poesie ma anche a chi vuole approcciare sia a questo genere, sia all’inglese essendo molto semplice nella comprensione del testo. Un piccolo diamantino che brilla, non perdetelo.

Mary Lambert scrive una raccolta che parla di sé, delle ferite aperte e del male che le è stato inflitto. Parla della sofferenza ma anche dell’amore, del dolore che esso provoca e dei benefici che riesce a trasmettere. Una raccolta che può solo che emozionare.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se darete una possibilità a questo libro, io spero di si!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE SERIE TV # – STRANGER THINGS 3, SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi la recensione della terza stagione di Strager Things. Se non avete visto le precedenti e avete intenzione di farlo, non so quanto vi convenga leggere questa recensione. Per il resto di voi, potete leggere tranquillamente e magari darvi anche il vostro punto di vista personale. Ecco qui:

stranger_things_logo

Nome serie: Stranger Things 3
Piattaforma
: Netflix

Stagioni: 3
Episodi totali: 9
Genere: Fantascienza
TramaIl 6 novembre 1983 a Hawkins, una remota e tranquilla cittadina dell’Indiana, il dodicenne Will Byers, membro di un ristretto gruppo di quattro amici fraterni, sparisce in circostanze misteriose; allo stesso tempo in un laboratorio segreto nei dintorni della stessa cittadina un ricercatore è vittima di un’inquietante creatura. Dallo stesso laboratorio Hawkins, una stramba ragazzina approfitta della confusione generata dall’incidente per fuggire. Dopo aver trovato rifugio in un ristorante, inseguita da agenti del laboratorio, continua la sua fuga imbattendosi nei tre migliori amici di Will: Mike, Dustin e Lucas, che si erano messi sulle tracce del fidato compagno svanito nel nulla. La ragazza, che si identifica con il numero tatuato sul suo braccio, Undici, crea un legame in particolare con Mike, il quale accetta di nasconderla nella sua abitazione. Strane cose succedono ad Hawkins e questo è solo l’inizio.

TRAILER

RECENSIONE

Risultati immagini per billy stranger things 3 gifRiprendiamo la serie dove era terminata quella precedente, un anno dopo la fine della seconda stagione. Tutto sembra essere arrivato alla normalità tanto sperata ma questo è solo l’inizio di una grande avventura ancora più pericolosa della precedente per gli abitanti di Hawkins.

Tutto ha inizio con una base segreta russa, nascosta da qualche parte. Questa base sta cercando un disperato modo di riaprire la porta chiusa nella stagione precedente da Undici. Qual’è il motivo non ci è dato saperlo ma un frammento del vecchio Mind Flayer che era subentrato nel corpo di Will e ne era uscito, è ancora in giro  ed è pronto a tornare. Solo che invece di coinvolgere una sola persona, ha intenzione di coinvolgere un intero esercito. Da chi ha intenzione di iniziare per arruolarlo?

Risultati immagini per gif stranger things 3I personaggi in questa stagione sono i medesimi della stagione precedente a parte qualche new entry importante che ha avuto sviluppi interessanti come Erika, la sorella di Lucas, una nerd dal caratterino davvero affascinante che è sveglia, furba, intelligente oltre che estremamente pungente. Con lei, ne vedrete delle belle. Altra New Entry che ho adorato è stata sicuramente Robin. Dolce, sensibile ma anche intuitiva, coraggiosa e sveglia. Prende in giro e a cuore il nostro vecchio Steve facendo apprezzare anche lui, molto di più. Apprezzato anche Alexis, il russo che finirà fra le grinfie di Hopper e Joyce. Giuro, c’è da divertirsi con lui.

Risultati immagini per gif stranger things 3Scordatevi la comitiva unita come agli inizi. Questa serie inizia con dei presupposti che sembrano dividere la comitiva sempre di più. Dustin se ne sta sulle sue e viene isolato dalla comitiva, preferendo Steve. Undici lega di più con Max e si crea la divisione maschi – femmine e litigi che ne comportano. Will che si sente costantemente denigrato dai suoi amici perchè hanno una fidanzata e sono andati apparentemente avanti con le loro vite mentre lui cerca di tenere unito il gruppo come prima. Poi ci sono le coppie: Joyce – Hopper e JonathanNancy che sembrano andare per i fatti loro ma, in un modo o nell’altro, tutti riusciranno a risolvere la situazione o, quantomeno, a scoprirne qualcosa in più. Billy… il problematico e indisponente Billy sarà il perno centrale un po’ di tutta la situazione e avremo modo di vederlo meglio in una veste del tutto particolare e.. pericolosa. La divisione non ha fatto altro che rafforzare la squadra sotto altri punti di vista e sono felice che si sia creata questo scorcio fra loro perchè rende sicuramente tutto molto più interessante.

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Per quanto tutti prendano in giro Joyce sui social, ho trovato la scelta del magnete abbastanza sensato. Se pensate ai traumi che ha subito la donna a partire da suo figlio Will fino a la perdita di Bob nella stagione precedente, il cambiamento mentale ci sta. Anche per quanto riguarda il suo avvicinamento tirato nei confronti di Hopper. E’ normale che qualsiasi cosa, a quei livelli possa spaventare o mettere in allarme. Ci sta anche qualche fusibile andato. Vi sfido a mettervi nei suoi panni, poi saprete dirmelo.

La cospirazione russa, in terra americana è tipica dei tempi in cui è ambientata la serie ma è anche attuale anche se in molti cercano di insabbiare la questione. Non entro in merito della politica, visto che non c’entra ne nel contesto ne mi interessa, ma credo che questa cosa sia stata sfruttata piuttosto bene a favore della serie anche se non riesco a comprendere il motivo di una riapertura forzata della porta del Sottosopra da parte dei russi. Cosa se ne fanno? Sperano in un invasione in terra americana? O c’è altro che non sappiamo? Domande che restano irrisolte.

Ci sono altre cose che ancora non riesco a spiegarmi completamente ma che non vi dirò per non creare spoiler che non servono a nessuno. Non riesco neanche a comprendere la scelta dei topi sul fatto del Mind Flyer ma credo che anche questo resterà irrisolto. E posso anche dire di non essere particolarmente curiosa di una quarta stagione. Non perchè non ami la serie ma perchè tutto sembra essere giunto ad un punto fermo ed avrei preferito magari una puntata in più ma che la questione fosse definitivamente chiusa. Invece no, uno spiraglio resta aperto. Spero solo non combinino disastri e che non finisca per diventare una triste serie trash.

Risultati immagini per gif stranger things 3

Insomma, tutto sommato una bella serie che, inaspettatamente mi ha fatto anche commuovere. Non me l’aspettavo di riuscire a piangere per questa serie ma è successo, signori!  VEDETE STRANGER THINGS SE ANCORA NON L’AVETE FATTO!

Per chi non ha ancora iniziato a vedere questa serie gliela consiglio e spero possiate iniziarla nel più breve tempo possibile. E’ davvero incredibile.


Che ne pensate? Qui si parla già di quarta stagione anche se io avrei preferito finisse così, detto in maniera del tutto spassionata. Voi che ne pensate? Avete visto la serie? La vedrete? Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

RUBRICA: “IL CAFFE’ LETTERARIO” #1 – LA FIGURA DELLA MAMMA NELLA LETTERATURA.

BUON POMERIGGIO CARI PARTICELLE LETTRICI!

Oggi iniziamo il primo dei due progetti che abbiamo in porto io e la dolcissima Deb di  The beauty and a pile of books e inauguriamo con il nostro primo Caffè letterario insieme. Essendo a Maggio la festa della Mamma abbiamo deciso di parlare di questo argomento in comune esplorando ognuna delle proprie considerazioni al riguardo.

Caffè Letterario

LA FIGURA DELLA MAMMA NELLA LETTERATURA

person carrying baby on lap

Come sapete, nella letteratura la figura della mamma è sempre stata l’emblema ed ha raffigurato sia un punto di forza per i vari personaggi che come funzione di supporto / consiglio.

E’ sempre stata una figura rilevante che ha ispirato da sempre autori, poeti e artisti di ogni tempo ed epoca. La madre è colei che da la vita e che cresce i figli e che trasforma delle piccole creature negli uomini che siamo. 

Fin dai tempi si è cercato di rappresentare la figura della mamma ed ha sempre avuto un ruolo quasi centrale, il simbolo dell’amore incondizionato, di una forza della natura e di un rapporto che nessuno potrà mai sciogliere. E’ conforto nei momenti di dolore e la prima che condividerà le gioie del proprio figlio.


Dall’antica mitologia greca la figura materna è una figura importante nella crescita del personaggio e dell’autore stesso che si sente ispirato e poi, ne parla o la riproduce nelle proprie opere, in base a come ha vissuto la relazione con la propria madre.

Sicuramente le due madri che mi vengono in mente sono un po’ il simbolo di intere generazioni e sono sicura che almeno una delle due l’avrete sicuramente conosciuta.

Risultati immagini per la signora bennetLa signora Bennet. Ora, io non ho letto Orgoglio e Pregiudizio (e qui lo so parte il BUUUUH facile, lo so. Lo recupererò, appena ne avrò modo, non temete) ma in compenso ho visto il film ed ho potuto notare quanto la Signora Bennet, madre di tanti figli sia davvero una delle mamme che rappresentano la categoria delle mamme super apprensive, che si intrufolano e cercano di intromettono nella vita dei figli in ogni dove.  E questo tipo di madre è presente anche oggi, posso assicurarvelo. Comunque rispecchia molto sia la realtà del tempo a cui era ambientato il libro sia quella attuale.

Immagine correlataE come dimenticare la dolce Margaret Curtis March, di Piccole donne? Io ricordo quel libro con estrema dolcezza ed è stata una delle mie prime letture ai temi. Ero soltanto una bambina quando ho letto questo libro ma ricordo come se fosse oggi il legame che univa le sorelle e la mamma di queste giovani ragazze che da sola, con le proprie forze, si ritrova a dover campare e tirare su l’intera famiglia. E nonostante tutte le difficoltà non abbandona le figlie al proprio destino, anzi le accompagna dolcemente e le indirizza in maniera saggia.


photo of mother and child beside body of waterTrovo, però, sotto mio modesto parere, che nella letteratura moderna la madre sia una figura abbastanza sottovalutata se non proprio surclassata. La figura genitoriale, in molti libri, molti molti libri che ho letto, non è quasi mai presente perchè:

  1. Il protagonista è orfano.
  2.  Genitori non menzionati come se effettivamente uno vivesse da solo.
  3. I genitori non hanno più la valenza di una volta, sia perchè le generazioni sono cambiate e tutto si è evoluto sia perchè non si sente più – probabilmente – necessario menzionarli come invece si faceva prima.
  4. Se il protagonista è grande il genitore non viene proprio citato o se viene citato risulta avere un passato catastrofico.

Infatti ultimamente ho riscontrato una carenza effettiva a livello genitoriale, anzi le madri cominciano anche ad essere più “umanizzate” non solo come figura che indirizza. Spesso si da per scontato che, perchè è nostra madre tutto ci è dovuto o che solo noi possiamo soffrire e stare male. Invece anche loro soffrono, sia per i loro che per  nostri problemi. E, spesso, nessuno se ne accorge.

baby clinging on back

Una madre che ha avuto dei problemi potenzialmente problematici a livello emotivo e psicologico è la mamma di Noi siamo tutto, di Nicola Yoon. Per parlarvi della madre di Madeline e farvi degli immensi spoiler se non avete letto il libro quindi me ne baderò bene dal parlarvene. Potrete capire ciò che ho detto soltanto dopo aver letto il libro. O la madre di Stanley e Miren de L’albero delle ossa, che per la piccola figlia malata cerca di fare il possibile ma è quasi sempre assente o da la colpa al piccolo Stanley. In una lettura attuale che invece ho fatto, ho trovato interessante il personaggio della madre ne La madre perfetta, o la madre dei quattro protagonisti de Gli immortalisti, che anche non essendo un personaggio principale fa da collante di tutto senza che nessuno se ne renda conto.

La figura della madre quindi sta variando nel corso del tempo e dall’autorità suprema  che si occupa dei figli e da la vita per loro si modella e diventa anche altro, una persona con anch’essa i suoi problemi, un individuo con le sue debolezze che però resta il fulcro principale, quello che ci da la vita e che ci ama dal nostro primo respiro.


Cosa ne pensate? Vi piace questa rubrica? Non siete curiosi di scoprire quale sarà l’argomento del prossimo mese? Spero che l’articolo possa interessarvi e che passiate a leggere anche la mia dolce collega.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE // REVIEW #254 – ECHOES DI ALICE REEDS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione. Finalmente sono riuscita a finire questo benedetto libro. Ci ho messo un bel po’ visto che non ha ispirato particolarmente la mia curiosità nel corso della lettura ma ve ne parlerò strada facendo. ATTENZIONE: Il libro è in inglese! Ecco qui la recensione in italiano, in fondo troverete quella inglese:

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Titolo: Echoes
Autore: Alice Reeds
Data di uscita: 7 Agosto 2018
Editore: Entangled Teen
Lingua: Inglese
Pagine: 373
Link d’acquisto: https://amzn.to/2DnZQgQ
TramaThey wake on a deserted island. Fiona and Miles, high school enemies now stranded together. No memory of how they got there. No plan to follow, no hope to hold on to. Each step forward reveals the mystery behind the forces that brought them here. And soon, the most chilling discovery: something else is on the island with them. Something that won’t let them leave alive.

RECENSIONE

Mountain With WaterfallLa storia ha inizio su un isola. Un aereo è appena caduto e Fiona si sveglia fra le macerie. Si sente disorientata e nel caos che n consegue cerca Miles, l’unica persona che lei sa essere lì con lui. Entrambi sono sconvolti e non riescono a credere che l’aereo su cui viaggiavano sia caduto. Entrambi incolumi dall’accaduto si ritrovano ad esplorare l’isola circostante per sopravvivere e i ricordi di Berlino, in cui erano stati prima di partire con quell’aereo. Tutto è strano, l’aereo sembra non essere mai partito, una bestia feroce è nella giungla all’interno dell’isola e dei cadaveri sono all’interno di una grotta. Tutto fa pensare al peggio fino a che Fiona e Miles, che nella loro scuola si odiavano, cominciano a collaborare. Fanno delle scoperte che li lasceranno sconvolti e i ricordi di Berlino saranno sempre più vividi che mai. 

Cos’è successo ai due a Berlino? E cosa succederà sull’isola? Riusciranno a tornare a casa e ad uscirne sani e salvi?

Trust no one. I stood there with my phone glued to my ear, my body frozen. I’d heard of red flags, but this was insane. As far as I knew, Joe didn’t even have a cell phone. And while I didn’t want to give too much credibility to a guy who took seriously whatever conspiracy theories were in the latest Dan Brown book, I couldn’t just ignore his warning.

La trama è particolarmente curiosa. Fin dal primo istante in cui ho notato questo libro ne sono rimasta colpita e non vedevo l’ora di leggerlo. Aleggia un alone di mistero ed è stato proprio questo ad attrarmi se devo dire la verità. Il fatto che tutto fosse così enigmatico e misterioso mi ha stregata, peccato che non ha rispecchiato per niente le mie aspettative.

La copertina è sicuramente interessante. L’idea dell’isola c’è anche se non la trovo particolarmente coinvolgente in fatto di interesse visivo. Messa così com’è non è che mi cattura particolarmente ma il discorso è sicuramente soggettivo. Voi cosa ne pensate? Con il titolo, purtroppo non è stato fatto un lavoro particolarmente intelligente. Ok… so che a questo punto voi vi starete domandando che ci sta di male nel titolo. Inizialmente neanche io ci ho trovato nulla di male. Ma ho cominciato ad avere il sospetto che il titolo fosse quasi uno spoiler gratuito di parte della storia non appena dice che il cognome di Miles è Echo. Curioso non è vero? Pensate a me, bravo cane da tartufo per queste cose, con l’evidenza che fin dall’inizio Miles o chi per lui potesse entrarci qualcosa? Non so se sia idea dell’autrice o della casa editrice ma hanno sicuramente sbagliato sotto questo aspetto. 

L’ambientazione varia a seconda di dove troveremo i personaggi. Nel momento presente sono su un isola deserta inizialmente non identificata e si passa a repentini cambi in cui da un capitolo all’altro si sbalza dall’isola a Berlino, poco prima che l’aereo cadesse in cui i due ragazzi sono stati chiamati da una società, Briola, per un interessante progetto. Lepoca è moderna ed ambientata ai giorni nostri.

“Miles, stop joking and think for a second. If that thing comes back for us, we need to be ready to run. And I’m not leaving you again—” The beast roared again in the distance. Except the sound wasn’t as loud anymore. Definitely much farther away. Had it changed direction? Lost interest in us? We stood perfectly still, listening , waiting. Afraid to move. Part of me expected the beast to just burst out of the jungle right in front of us, all teeth and claws— did it even have any? Thinking back… I didn’t know, didn’t want to know. But nothing happened. The only things I heard were my labored breathing and the ocean.

Germany Flag in Front of BuildingI personaggi di questa storia sono veramente pochissimi. Ovvero troveremo soltanto Miles e Fiona su cui poter fare un raffronto anche perchè sono gli unici che incontreremo in quasi tutto il libro. Il resto sono personaggi di contorno e ci sarà qualcosina di rilevante soltanto nel finale. Tra i due non saprei dirvi chi ho preferito perchè entrambi non sono stati particolarmente interessanti nel corso della lettura. Miles è prevedibile e scontato, Fiona è sagace ed intelligente ma sembra non avere una connotazione precisa. Sembra quasi che l’autrice non sapesse come gestirla.

Fiona è una campionessa di Kick Boxing dai capelli blu, non ha una famiglia particolarmente benestante ma non se la passa neanche male. Suo padre l’ha abituata ai combattimenti e al dolore quindi sa cavarsela in situazioni difficili. E’ perspicace, intuitiva ed anche molto pratica anche se perennemente confusa sia nei confronti di Miles che verso se stessa. Vi spiegherò tutto più avanti viso che il discorso è molto più ampio di quello che sembra.

Miles è il classico bellimbusto ricco, pieno di se che sa solo frignare e prendersi gioco degli altri. Almeno da come viene descritto da Fiona nelle prime pagine del libro. I due infatti non hanno un trascorso felice ed entrambi nella stessa classe non si parlano mai. Miles vive con suo padre e con i suo soldi sa che può qualsiasi cosa e sa che a suo padre non interessa. E’ un tipo che si svelerà mano a mano nel corso della lettura e sarà lontano da come Fiona l’ha sempre visto. Un personaggio scontato e prevedibile sotto tutti gli aspetti.

“We are completely fucked ,” I said, nothing more than a whisper. “No one will help us; no one can get us back home.”“Don’t worry,” he said, his voice velvet. “We’ll find a way to get home, I promise.” For once, he didn’t sound cold or amused, flirty, or angry, just genuine. He sounded like someone I could like if things had been different. Sure, he looked good as hell, he was smart and more cultured than I’d thought, spoke German to a degree, which had been a huge perk so far, and now he was trying to console me. But really, that didn’t change anything, did it? That didn’t change what he’d done in the past. I pulled myself together. I remembered who he was and why we disliked each other in the first place, that moment during my first week at our school that started it all.

Black and White Palm TreeIl perno centrale della storia risiede proprio nell’isola. Come mai sono precipitati ma l’aereo dalla scatola al suo interno sembra non essere mai partito? Come mai i due a Berlino non trovano la società Briola con cui avevano un appuntamento. Per quale motivo ci sono dei cadaveri sull’isola? Un mistero grande avvolge l’isola e sta ai ragazzi cercare di risolverlo.

Lo stile dell’autrice è particolarmente semplice e veloce da leggere se non fosse che la storia rallenta un po’ tutto e invece di metterci poco il libro sembra durare un’eternità.

Partiamo dall’inizio con le cose che in questo libro hanno dell’incredibile, in senso negativo. Ovvero praticamente tutte. 

Il titolo e ve l’ho detto poco fa. La cosa ha del paradossale perchè andando avanti nella storia in cui sono stata costantemente sul piede di guerra nei confronti di Miles, il discorso cambia. Cambia perchè Miles rivela qualcosa a Fiona che non ha mai detto a nessun altro prima d’ora e allora capisco a cosa si riferisce il titolo e dove la storia andrà a parare. E la cosa più bella? Che ci ho preso in pieno! Grazie per il titolo gente, davvero grazie mille! Un lettore attento capisce dopo due secondi e a fare due più due non ci vuole molto.

La storia ha inizio sull’isola e anche qui la cosa puzza. I due sono caduti da un aereo ma non si sono fatti nulla. Paradossalmente si sono fatti più male in ciò che racconta Fiona di quanto è accaduto a Berlino. Ok che poi verremo a sapere determinate cose sull’aereo e tutto il resto ma doveva essere un po’ realistico anche per i due protagonisti. Possibile che i due siano così stupidi da pensare che siano praticamente oltre che miracolati anche illesi? Ridicolo, non trovate?

Il realismo sull’isola. Miles e Fiona non sono stupidi, questo mi sembra chiaro ma sembravano troppo pronti per una cosa del genere. Il fuoco, l’acqua, la pesca e anche la ricerca del cibo è sembrato TROPPO facile. A questo punto credo che io debba riconsiderare il caro e vecchio Robinson Crusoe (che mi aveva a suo tempo rotto le palle su quell’isola con le sue minuziose descrizioni) ma che è sicuramente REALISTICO. Cioè, non mi è sembrato chiedere troppo ma è così. Se deciderete di leggere questo libro – che sicuramente io vi sconsiglio – ve ne accorgerete con i vostri occhi.

La cosa peggiore di tutte è la confusione. Sappiamo che i due sono andati a Berlino per andare da questa società chiamata Briola. Sappiamo poco e niente di questa società perchè i due ne parlano vagamente e sembrano sapere a malapena perchè stanno andando lì. I due finiscono sull’isola e non sappiamo ne come ci sono finiti (ok l’aereo ma nel finale non c’è neanche un briciolo di spiegazione su come siano arrivati lì e in che modo) ne tutto il resto relativo al fantomatico paracadutista che poi troverete andando avanti. Avrei preferito ci fosse un capitolo di una persona esterna ai protagonisti che spiegasse tutto ciò che c’era dietro. Non che restasse tutto così TREMENDAMENTE CONFUSO. La Briola non ha ne capo ne coda e tutta la storia di Joe ha veramente poco senso per come è stata piazzata. Sarebbe stato più intelligente introdurlo in un altro modo.

La storia d’amore evitabile in tutto e per tutto. Non c’era bisogno di aggiungere carne al fuoco. Dopo tutto il caos che l’autrice ha creato sarebbe stato intelligente cercare di mantenere i due protagonisti amici, con collaborazione intelligente e produttiva. Non con “sbaciucchiamenti” che non servono a nessuno.

L’unica cosa che tiene in piedi tutto è la curiosità di sapere se i due torneranno mai a casa. Ho trovato positivo solo il fatto del finale che si diversifica dai classici finali di genere (anche qui comunque è stato prevedibile ad un occhio attento).

A smile spread across Miles’s face, one that told me he was more than ready to turn things around, to make them see that we weren’t just pawns in their game, whatever game it was, and whichever rules applied. “What are you thinking?” His smile grew wider. “I think I’m tired of running. Let’s make a plan.”

Il libro è stato davvero deludente. Non c’è curiosità, pathos o emozione in questa storia. Mi ritrovo a dare due stelle anche se avrei voluto dare meno ma non posso perchè non è grave grammaticalmente parlando o cose di questo genere. Però a livello di storia, Echoes, non ha ne capo ne coda.

Alice Reeds sembra brancolare nel buio molto più dei suoi due protagonisti. Alla fine del libro sarete ancor più confusi di quando lo avete cominciato. Ancora adesso non riesco a capire dove voleva andare a parare, chi sono tutti e perchè è stato fatto ciò che succede all’interno di questo libro. Un mistero dopo l’altro che resteranno inspiegabilmente irrisolti.

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Recensione in inglese / English Review:

The story begins on an island. An airplane has just fallen and Fiona wakes up in the rubble. She feels bewildered and in the chaos that follows she seeks out Miles, the only person she can be there with him. They are upset and can not believe that the plane they were traveling on has fallen. Both unscathed by the incident will be found for the surrounding island to survive and the memories of Berlin, in which they had been before leaving with that plane. Everything is strange, the plane seems never to have left, a ferocious beast is in the jungle inside the island and the corpses are inside a cave. Fiona and Miles, who hated each other in their school, start a collaboration. They make discoveries that will leave them shocked and memories of Berlin will always be more vivid than ever.

What happened to the two in Berlin? And what will happen on the island? Will they be able to go home and get out safely?

The plot is particularly curious. From the first moment I considered this book I was impressed and could not wait to read. Only one mystery is alive and this is what attracted me if I have to tell the truth. The fact that everything was so enigmatic and mysterious bewitched me, too bad that it did not reflect my expectations at all.

The cover is certainly interesting. The idea of ​​the island is even if I do not find it particularly involving in terms of visual interest. Mass as it is is never so important. What do you think about it? With the title, unfortunately, no particularly intelligent work has been done. Ok … so that at this point you’re wondering what’s wrong with the title. Initially I also did not find anything wrong. My role is almost a free spoiler of part of the story as soon as it is said that Miles is Echo. Curious is not it? Think of me, good truffle dog for these things, with the evidence I do not know if it is the idea of ​​the author or the publishing house but they certainly made a mistake in this respect.

The setting varies depending on where we will find the characters. In the present moment I’m on an unidentified desert island and we move on to sudden changes in which we talk about an episode from the island to Berlin, just before the plane fell where the two young, Briola, for an interesting project. The era is modern and set in our day.

The characters in this story are really very few. That is, we will only find Miles and Fiona on which we can make a comparison because they are the only ones we will meet in almost the whole book. The rest are contour characters and there will be a little something relevant only in the final. Between the two I can not tell you who I preferred because both were not particularly interesting during the reading. Miles is predictable and obvious, Fiona is shrewd and intelligent but does not seem to have a precise connotation. It almost seems that the author did not know how to handle it.

Fiona is a blue-haired Kick Boxing champion, she does not have a particularly wealthy family but she does not even get hurt. His father has accustomed her to fighting and pain so she can get away with it in difficult situations. She is perspicacious, intuitive and also very practical even if perpetually confused both towards Miles and towards herself. I will explain to you all further on face that the speech is much wider than it seems.

Miles is the classic rich dude, full of himself who knows how to whimper and make fun of others. At least as described by Fiona in the first pages of the book. The two in fact do not have a happy past and both in the same class never speak. Miles lives with his father and with his money he knows he can do anything and he knows his father is not interested. He’s a guy who will unfold as he reads and will be far from how Fiona has always seen him. A discounted and predictable character in all respects.

The author’s style is particularly simple and quick to read if it were not that the story slows down a bit ‘everything and instead of putting a little book seems to last an eternity.

Let’s start with the things that in this book are incredible, in a negative sense. That is practically all.

The title and I said it a while ago. The thing is paradoxical because going forward in the history in which I was shot. Change because Miles reveals something to Fiona who has never said anyone else before and then I understand a story the title and where the story will go. And the most beautiful thing? What I got in full! Thanks for the title A careful reader understands after two seconds and a longer rate does not take long.

The story begins in and even here the thing stinks. The two fell from an airplane but nothing is done. Paradoxically, they are made more masculine in what Fiona tells of what happened in Berlin. Ok that then we will know certain on the plane and everything else was a bit ‘realistic even for the two protagonists. Is it possible that I should have been so stupid enough to think that they are practically as well as miraculous, even unharmed? Ridiculous, do not you find?

Realism on the island. Miles and Fiona are not stupid, this seems clear to me but seems too ready for something like that. Fire, water, fishing and even the search for food seemed TOO easy. I believe that I reconsider the dear and old Robinson Crusoe (who has had his time broken the balls on that island with his detailed instructions) but that is surely REALISTIC. That is, I did not seem to ask too much but it is so. If you decide to read this book – which I certainly advise you – you will notice with your own eyes.

The worst thing of all is the confusion. We know that I should do in Berlin to go to this company called Briola. We know little and nothing about this company because I had to talk vaguely and they seem to know how hard we are going there. I should finish it and I do not know how they got there (ok the plane but in the end there is not even a shred of answers on how they got there in that way) nor the rest related to the elusive paratrooper that then please Going forward. I would have preferred there was a chapter of a person in the open to the protagonists who explained all that was behind it. Not that everything would remain so TREMENDLY CONFUSED. The Briola has no head or tail and the whole story of Joe has very little sense for how it was placed. It would have been smarter to introduce it in another way.

The love story that can be avoided in all respects. No need to add meat to the fire. After all the chaos that the author created would have been clever trying to keep the two protagonists friends, with intelligent and productive collaboration. Not with “kiss, kiss and kiss” that is not used by anyone.

The only thing that keeps standing is the curiosity to know if I ever come home. I found positive the fact of the ending that differs from the classic final genre. (even here however it was predictable to a careful eye).

The book was really disappointingThere is no curiosity, pathos or emotion in this story. I find myself giving two stars even if I wanted to give less but I can not because it is not serious grammatically speaking or things like that. But at the level of history, Echoes, has no head or tail.

Alice Reeds seems to grope in the dark much more than her two protagonists. At the end of the book you will be even more confused than when you started it. Even now I can not figure out where he wanted to go, who they are all and why what happened in this book was done. One mystery after another that will remain inexplicably unsolved.

My rating for this book: Two stars.


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Cosa ve ne pare? Vi piace l’idea? Fatemi sapere nei commenti i vostri pareri al riguardo!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE SERIE TV – TREDICI (SECONDA STAGIONE) SU NETFLIX.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI E MIE CARE PARTICELLE!

Come state? Oggi, vi porto una serie che ho concluso qualche settimana fa, subito dopo la sua uscita su Netflix. Vi scrivo così tardi la recensione perché ho avuto altri eventi ed ho dato la precedenza a quelli. Nonostante tutto, eccoci qui, finalmente e vi parlerò della seconda stagione di Tredici, che, purtroppo non mi ha fatto impazzire granché. Ecco qui:

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Nome Serie: Tredici (#2)

Stagione: Seconda

Puntate: 13

Dove potete trovarla: NETFLIX

Cast -> Dylan Minnette: Clay Jensen – Katherine Langford: Hannah Baker – Christian Navarro: Tony Padilla – Alisha Boe: Jessica Davis – Brandon Flynn: Justin Foley – Justin Prentice: Bryce Walker – Miles Heizer: Alex Standall – Ross Butler: Zach Dempsey – Devin Druid: Tyler Down – Derek Luke: Kevin Porter – Kate Walsh: Olivia Baker.

Trama: Cinque mesi dopo la morte di Hannah, Clay e Skye si sono messi insieme mentre Alex Standall non è riuscito a suicidarsi e ha perso la memoria di ciò che è accaduto nei mesi precedenti. Nel frattempo inizia il processo tra la madre di Hannah e la scuola. Il primo chiamato a testimoniare per l’accusa è Tyler.

TRAILER

RECENSIONE

Immagine correlataLa seconda stagione di tredici riprende cinque mesi dopo la fine della stagione precedente e si apre con il processo sulla morte di Hannah Baker e ci sono diverse novità in porto.

Clay esce con Skye, Alex si è salvato dalla pallottola che si era sparato in testa restando gravemente lesionato sia nella memoria che nei movimenti, Bryce si è fidanzato con la capitana delle cheerleader e Justin vive come un barbone per la strada. Anche gli altri non se la passano molto bene e almeno nella prima puntata avevo sperato in positivo riguardo questa serie ma è andato sempre più degenerando riprendendosi solo nell’ultima puntata fino al ballo in cui si risente The Night We Meet (perchè “l’uscita” di Tyler è solo una proposta finale per far dare l’input per una terza stagione, niente più e niente meno).

Immagine correlataIl fatto del processo in se avrebbe avuto senso se tutto fosse stato sviluppato in maniera interessante e produttiva. L’unica che in tutto quel marasma sembra effettivamente rispecchiare la realtà è la madre di Hannah che nonostante sia straziata dal dolore continua a combattere per sua figlia e per tutte quelle persone che subiscono bullismo psicologico, verbale e violenze.

La serie diventa uno di quei show che cerca punta solo sul successo e non sull’intensità del messaggio che aveva trasmesso la prima serie. E la cosa che più infastidisce è che tutta la sintonia che si era creata con Hannah, la connessione e l’empatia trasmessa attraverso la prima stagione viene completamente smontata da questa seconda. Hannah sembra essere una infida bugiarda piena di segreti, che ha combinato chissà cosa ed è passata dall’essere vittima a carnefice.

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Per non parlare della Liberty High. La scuola sembra dormire su cuscini di velluto nonostante sia primo sotto processo e secondo continuano ad accadere cose all’interno della scuola. Non dovrebbero vigilare molto di più essendo sia processo sia per tutto ciò che è successo ai ragazzi all’interno dell’istituto.

Clay da ancora più di matto e per tenere il personaggio di Hannah ancora fra di loro il regista o chi per loro pensa bene di utilizzarla come visione di Clay che dispensa consigli e dice cose che sono successe. Ovvio, signori… ovvio! :O Poteva essere una cosa carina ma forse è stata un po’ troppo fuori dagli standard e relativamente esagerata. Un conto  è avere apparizioni random nella mente e sembrare di impazzire, un altra è chiacchierarci proprio.

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Ho apprezzato il legame che viene a crearsi fra alcuni dei personaggi come Alex e Zach. Non avrei ma detto che i due sarebbero diventati amici e che abbiano deciso di fare squadra per buttare giù l’intoccabile Bryce che ha distrutto Hannah definitivamente.

Purtroppo pur di far soldi sia Netflix che i produttori hanno pensato bene di continuare la serie che è risultata pacchiana ed ha smontato completamente la precedente. Quindi, se avete visto la prima serie vi sconsiglio vivamente di vedere la seconda se siete legati in modo particolare alla storia. Se invece siete comunque curiosi abbassate le vostre aspettative in maniera che siano rasoterra perchè questa seconda stagione non ne vale proprio la pena.


Voi l’avete vista? Che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE / REVIEW #177 – THE CASTOFFS V.3 RISE OF THE MACHINES DI M.K. REED, BRIAN SMITH, KENDRA WELLS E WYETH YATES.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon inizio settimana! Ho ricevuto questa copia digitale da leggere grazie a NetGalley e all’editore, in cambio di un’onesta recensione. Quindi vi parlo di questo libro, questa graphic Novel, il terzo volume cominciato con The Castoff v.1: Mage against the Machine, che ho recensito: QUI. Il secondo volume è recensito QUI.

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Titolo: The Castoffs, V.3: Rise of the Machines

Autore: M.K. Reed, Brian Smith, Molly Ostertag, Kendra Weels  e Wyeth Yates
Pagine: 137
Editore: Lion Forge
Lingua: Inglese
Link d’acquisto: https://amzn.to/2jTD4mj

Trama originale: Our intrepid heroes―mages Trinh, Charris, and Ursa―have made great strides in learning to work together as a team. But the darkness is coming, and a foe from their past has grown more formidable. Will their combined talents be enough to defeat the ever-expanding Surrogate army? An army that has swallowed up so many mages more powerful than they are?

Trama tradotta da meI nostri intrepidi eroi – maghi Trinh, Charris e Ursa – hanno fatto grandi progressi nell’imparare a lavorare insieme come un team. Ma l’oscurità sta arrivando e un nemico del loro passato è diventato ancor più formidabile. I loro talenti combinati saranno sufficienti per sconfiggere l’esercito Surrogate (delle Macchine) in continua espansione? Un esercito che ha inghiottito tanti maghi molto più potenti di loro?

RECENSIONE

La storia ha inizio esattamente dove l’avevamo lasciata e per non farvi troppi spoiler ne parlerò in modo molto ampio. Inizialmente le nostre tre Maghe sono partite in missione per conto del loro capo villaggio. Dopo aver affrontato varie incombenze e svolto diversi compiti, CharrisUrsa e Thrin si trovano in un villaggio umano dove hanno avuto uno scontro nell’episodio precedente. Il villaggio è semi distrutto ma loro non si danno per vinte e trovano diverse cose da fare. Nel frattempo Amira e le Macchine diventano sempre più potenti e avanzano pronte a distruggere i Maghi. 

Cosa succederà alle nostre tre protagoniste? Chi incontreranno nel villaggio? Chi cambierà le loro vite? Cosa succederà quando i Maghi si scontreranno con le Macchine? La guerra avrà finalmente inizio?

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La copertina, stavolta è davvero meravigliosa. Questa batte sicuramente le precedenti e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Quella che vedete in copertina è Amira, la madre di Ursa, che da Maga quale è, è passata dal lato nemico ed è a capo delle Macchine. 

Il titolo, The Castoffs: Rise of the Machine lascia intendere molto, soprattutto nel sottotitolo,  L’ascesa delle macchine già mette sull’attenti e ci da un messaggio. Quello che speravo, ovvero una svolta dal lato della storia, in questo volume ci sarà e spero che venga mantenuta nei successivi a venire.

Questa volta siamo in un villaggio umano, Plumstead , dove le nostre eroine erano arrivate nel corso del secondo volume. Non ci sposteremo da qui, se non alla fine o nei pezzi in cui vedremo all’opera la madre di Ursa, terribile Maga che ha acquisito in se le Macchine, da sempre acerrime nemiche dei Maghi.

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I personaggi che troveremo, almeno i principali sono sempre gli stessi essendo le tre protagoniste principali. L’unica cosa che cambia tra ThrinUrsa e Charris è che finalmente le ragazze riescono a lavorare di squadra. 

Un nuovo personaggio introdotto è Omarion, padre di Ursa che conosceremo in questo volume e che oltre ad essere, almeno apparentemente una brava persona ha un lato misterioso avendo perso la memoria tanti anni prima e non ricordando di avere avuto Ursa come figlia. Amira, la madre di Ursa, è a capo dei Surrogati/ Macchine e, in questo volume, posso assicurarvi che le cose si faranno un tantino più complicate. Sono curiosa di sapere come sarà il quarto volume essendo entrati in modalità scontro.

Altro personaggio che avremo modo di approfondire è Rosalba o Ro, che si è unita alla squadra ed essendo più grande delle ragazze si occupa della situazione e della loro incolumità, nonostante le tre siano abbastanza in grado di prendersi cura di se stesse. Inoltre, conosceremo meglio un personaggio che abbiamo incontrato alla fine del secondo volume e che è un Mago abbastanza svampito e discutibile. Sto parlando di Duncan, che darà una mano al villaggio, si innamorerà e scopriremo diverse cose su di lui. Un personaggio sicuramente discutibile ma ben fatto.

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Il perno centrale in questo volume, comincia a delinearsi, rispetto ai precedenti. Le Macchine si avvicinano, la guerra sembra essere alle porte e le tre metteranno a repentaglio la loro vita assieme a Rosalba, Duncan e altri tre Maghi che sono con loro per salvare gli altri. Riusciranno nell’intento? Lo sapremo nei prossimi volumi.

La grafica utilizzato è la stessa del libro precedente e mi piace molto. E’ sicuramente questo che mi spinge a leggere questi volumi oltre alla curiosità di sapere se la storia prenderà una piega interessante.

Resto dell’opinione della scorsa recensione. Non capisco perché creare questi volumi separati quando la storia, almeno nei primi due poteva essere senz’altro compressa e passare alla parte interessante come ciò che accade in questo volume. Questo non ci è dato saperlo, fatto sta che la storia in questo terzo volume di questa saga tra Maghi e Macchine, prende una piega decisamente interessante rispetto ai precedenti.

Sono curiosa di sapere che piega prenderà il quarto volume che si prospetta interessante, visto il finale di questo volume. Spero solo che i combattimenti non siano scontati ne di scontati altrimenti invece di migliorare, peggioriamo.

L’unica cosa che non ho apprezzato particolarmente in questo volume è stata l’accoglienza di Omarion nei confronti di Ursa. Troppo semplice, troppo facile, troppo veloce. Non come mi sarei aspettato che reagisse. Cioè, scopri di avere una figlia in più e – si, hai perso la memoria e tutto il resto – ma seriamente la inviti subito a casa tua e l’abbracci come se niente fosse. Un po’ difficile almeno a mio parere.

Sono invece particolarmente felice per Thrin, ma non voglio dirvi nulla altrimenti non c’è gusto, no?!

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Spero che la storia vada sempre a migliorare e che finalmente sia i personaggi che la storia acquisiscano un senso molto più ampio di ciò che hanno inteso nei primi due volumi. Ci sta bene il conoscere i personaggi ma mettere in evidenza quello invece del filo conduttore e del combattimento tra Maghi e Macchine fa perdere molto. Spero che d’ora in avanti si migliori soltanto.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

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Review

The story begins exactly where we left it and not to make too many spoilers I will talk about it very broadly. Initially, our three Mages went on a mission on behalf of their village chief.  After having faced various tasks and performed various tasks, Charris, Ursa and Thrin are in a human village where they had a fight in the previous episode. The village is semi-destroyed but they do not give up and find different things to do. Meanwhile Amira and the Machines become more and more powerful and advance ready to destroy the Mage.

What will happen to our three protagonists? Who will meet in the village? Who will change their lives? What will happen when Wizards clash with the machines? Will the war finally start?

The cover, this time is really wonderful. This certainly beats the previous ones and I was pleasantly surprised. What you see on the cover is Amira, Ursa’s mother, who from Mage as she is, has passed from the enemy side and is head of the Machines.

The title, The Castoffs: Rise of the Machine suggests a lot, especially in the subtitle, The rise of the machines already puts to attention and gives us a message. What I hoped, that is a turning point on the side of the story, in this volume will be there and I hope it will be maintained in the following to come.

This time we are in a human village, Plumstead, where our heroines had arrived during the second volume. we will not move from here, if not at the end or in the pieces where we will see at work the mother of Ursa, terrible sorceress who has acquired in itself the Machines, always bitter enemies of the wizards.

The characters we will find, at least the main ones are always the same being the three main protagonists. The only thing that changes between Thrin, Ursa and Charris is that finally the girls are able to work as a team.

A new character introduced is Omarion, father of Ursa whom we will know in this volume and who besides being, at least apparently a good person has a mysterious side having lost his memory many years ago and not remembering to have had Ursa as a daughter. Amira, Ursa’s mother, is in charge of the Surrogates / Machines and, in this volume, I can assure you that things will be a little more complicated. I’m curious to know how the fourth volume will be, having entered the clash mode.

Another character that we will investigate is Rosalba or Ro, who has joined the team and being bigger than the girls takes care of the situation and their safety, despite the three are able to take care of themselves. Moreover, we will know better a character that we met at the end of the second volume and that is a fairly fading and questionable magician. I’m talking about Duncan, who will help the village, fall in love and discover several things about him. a certainly questionable but well done character.

The central pivot in this volume begins to take shape, compared to the previous ones. The Machines are approaching, the war seems to be at the door and the three will jeopardize their lives together with Rosalba, Duncan and three other Wizards who are with them to save the others. Will they succeed? We will know it in the next volumes.

The graphics used are the same as the previous book and I really like it. This is surely what drives me to read these volumes as well as the curiosity to know if the story will take an interesting turn.

Rest of the opinion of the last review. I do not understand why creating these separate volumes when the story, at least in the first two could certainly be compressed and move to the interesting part as what happens in this volume. This is not known to us, the fact is that the story in this third volume of this saga between Magicians and Machines, takes a decidedly interesting turn than the previous ones.

I’m curious to know that fold will take the fourth volume that is interesting, given the final of this volume. I only hope that the fights are not discounted or discounted otherwise instead of improving, we get worse.

The only thing that I did not particularly appreciate in this volume was the welcoming of Omarion towards Ursa. Too simple, too easy, too fast. Not as I would have expected it to react. That is, discover you have one more daughter and – yes, you have lost your memory and all the rest – but seriously invite her to your home and hug her as if nothing had happened. A bit ‘difficult at least in my opinion.

I’m particularly happy for Thrin, but I do not want to tell you anything, otherwise there’s no taste, no?

I hope that history always goes on improving and that finally both the characters and the story acquire a much wider sense of what they understood in the first two volumes. It’s good to know the characters but to highlight that instead of the common thread and the fight between Mage and Machines makes you lose a lot. I hope that from now on it will only be improved.

My rating for this book is: 3 stars and a half.


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se siete curiosi, a presto!

A presto,

Sara ©

WORLD READING CHALLENGE 2018 | RECAP DI MARZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo mese, nuovo recap! Ed ecco che in questo principio di primavera, è il mio blog ad occuparsi del Recap di Marzo per chi segue la World Reading Challenge 2018. Di cosa si tratta? Ve la siete persa? Ecco, QUI troverete tutte le info relative alla Challenge in questione!
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In cosa consiste questa Challenge? Cogliere il carattere intersezionale dei diversi romanzi, e  quanto questo sia rilevante ai fini del libro. Lo scopo della challenge è proprio dare spazio a quei valori e alle realtà differenti dalle nostre, affrontando quei romanzi che le pongono ad un ruolo protagonista. Anche se molti hanno trovato difficiltà nel riscontrare questo, non fatevi problemi a chiedere a noi organizzatrici sul Gruppo facebook !

 
Ecco le istruzioni per questo recap di fine mese. Dovete solo commentare specificando i seguenti elementi:
  • Titoli dei libri letti.
  • Carattere intersezionale di essi (comunità lgbt+, protagonisti POC, neurodiversità, disabilità, fisicità diverse… oppure set non eurocentrici).
  • Personaggi che lo rappresentano.
  • Specificate se si tratta di un romanzo Ownvoices.
  • Inserite il link alla recensione o un breve pensiero sul romanzo.
Questo ci servirà per mettere a punti i punteggi di ogni lettore che ha preso parte alla Challenge che vanno a sommarsi di mese in mese. Non appena avremo un quadro chiaro e la Challenge avrà termine verrà postata la classifica sul gruppo facebook.
Il prossimo Recap sarà a inizio Maggio su un altro blog tra le varie organizzatrici. Non temete, troverete tutto online anche sul gruppo! 

Attendo i vostri commenti, come sempre! 

A presto,
Sara ©