RECENSIONE #525 – HAIKU. IL FIORE DELLA POESIA GIAPPONESE BASHO ALL’OTTOCENTO A CURA DI ANNA DEL PRA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova recensione. Scusatemi se non sono riuscita prima ma in questi giorni non mi è stato possibile neanche riposarmi per bene perché sempre piena di cose da fare anche a ora di pranzo. Eccomi qui che vi porto una nuova recensione che spero possiate apprezzare. A voi:

31vxen02dylTitolo: Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento
A cura di Elena del Pra
Data di uscita: 6 luglio 2017
Pagine: 282
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Trama: Lo haiku, la più piccola forma di poesia esistente, scandito in tre versi di cinque, sette, cinque sillabe, affonda le radici nel passato remoto della cultura nipponica: originariamente era la prima strofa (hokku) di un componimento più lungo, ma acquistò un’importanza sempre crescente fino a essere riconosciuto come genere indipendente. Questa antologia ne segue lo sviluppo dalla prima grande fioritura nel seicento, epoca di profondo rinnovamento sociale in Giappone, fino alle soglie della contemporaneità, attraverso le traduzioni che mirano a restituire al pubblico italiano l’icasticità e la purezza di una forma espressiva che ha sempre affascinato l’occidente.

RECENSIONE

Japanese lantern over city bike at nighttimeQuesta raccolta di Haiku è una vera e propria perla che arriva dall’Oriente. A cura di Elena Del Pra, la raccolta di Haiku viaggia attraverso gli anni, in Oriente e passa di autore in autore fino ad arrivare all’Ottocento.

Questi tipi di componimenti divennero in Giappone sempre più importanti nel corso degli anni portando sia un vento di novità, sia una corrente inaspettata in un’epoca in cui le cose stavano per cambiare profondamente anno dopo anno.

Con questo volume sono certa che anche i lettori italiani possano apprezzare la bellezza dentro e dietro poche parole essenziali e uniche oltre che assolutamente originali – seppur non sembri così.

c’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare

kogarashi no
hate wa arikeri
umi no oto

La trama della raccolta è molto semplice e ci parla generalmente di cosa ci troveremo di fronte. Non qualcosa di assolutamente particolare, ci spiega di queste piccole frasi brevi che racchiudono al loro interno molto più di quello che effettivamente sembra. Semplice e decisa, la trama ci porta molto meno della bellezza di ciò che andremo a leggere, quindi sfogliare per credere.

La copertina è piuttosto banale, molto semplice e dai colori sicuramente non accesi. Comunque resta in tema,  riporta sia i colori tenui che dei dettagli visivi che ci portano in Oriente immediatamente. Infatti il volume, nella sua semplicità riesce a fare il suo dovere e a portarci in luoghi dove anche se siamo a chilometri e chilometri di distanza, riusciremo a sentirci a casa. 

canal between cherry blossom treesIl titolo di questa raccolta è decisamente semplice, efficace. Non c’è un Haiku o qualcosa che visivamente ad impatto avrebbe fatto più effetto ma si mantiene sul mostrare al lettore intorno a quale epoca ci si muove e di cosa andremo a leggere all’interno del volume stesso. Tutto molto delicato e lineare.

L’ambientazione è l’Oriente ovviamente, anche se non espressamente indicata all’interno della raccolta, sono tutti autori dell’Oriente e l’epoca si addentra da quando questo tipo di corrente, o di scrittura, gli Haiku da Basho fino ad arrivare all’Ottocento.

che ci sia la luna
sul sentiero notturno
di chi porta i fiori

hana wo en
shisha no yomichi ni
tsuki wo kana

silhouette of man near outsideIl perno centrale di questa raccolta sono gli Haiku stessi, ovvero dei piccoli componimenti poetici Giapponesi. Sicuramente in lingua madre rendono di più ma sono lo stesso molto significativi. Gli Haiku sono nati in Giappone e sono dei componimenti che hanno continuato a svilupparsi nei secoli in maniera sempre più delicata, cambiando di mano in mano in base a chi li scriveva. In questa raccolta sono stati inclusi degli Haiku davvero molto belli.

Lo stile per racchiudere l’intero volume è sostanzialmente molto pratico. C’è una breve introduzione alla vita dell’autore e poi una serie dei suoi Haiku – presumo i più belli – che loro hanno scritto e composto. Gli Haiku nascono in maniera molto leggera ma diventano presto una corrente affermata e molti autori decidono di seguirne le orme e la corrente mano a mano che si procede nel corso dei secoli.

Ho preferito alcuni Haiku più di altri e ho trovato la raccolta molto potente emotivamente oltre che a tratti decisamente commovente. Nonostante i componimenti siano piuttosto brevi e concisi, racchiudono molto più di quello che si pensi: la guerra, la perdita di un figlio, l’amore, l’osservare un paesaggio, un semplice pensiero sconnesso. E’ una raccolta che racchiude l’amore per gli altri, per ciò che ci circonda e per tutto quello che a volte diamo per scontato, seppur sia racchiuso in delle brevi righe.

L’unica pecca di questo volume sta sia nella grafica interna del volume, dove mi sarei aspettata più oriente, anche solo dei disegni a bordo pagina o qualcosa che rimandasse all’oriente per portare ancor di più il volume ad un livello successivo, sia il semplice fatto che avrei preso qualche Haiku in più per ogni autore, rendendo il volume sia più lungo ma allo stesso tempo anche più corposo di contenuti.

ad una ad una
si affacciano nel freddo
le stelle

sorezore no
hoshi arawaruru
samusa kana

Il libro è una raccolta poetica emozionante, delicata e sentimentalmente molto potente. Consiglio la lettura agli amanti dell’Oriente, a chi ama le poesie o le frasi brevi e concise. E’ un libro che seppur piccolo dona e regala molto al lettore. Consiglio.

Elena del Pra, che si è presa cura di tutto questo, portando alla luce in Italia la possibilità di conoscere questi componimenti la trovo una scelta molto interessante.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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A presto,

Sara ©