RECENSIONE #454 – UN GIOCO CHE NON SONO IO DI ELISA CORDOVANI E ALICE WALCZER BALDINAZZO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un nuovo volume che spero possa interessarvi e incuriosirvi. E’ una piccola raccolta di poesie edita NPS Edizioni che ringrazio per la lettura e per l’invio. Sono davvero felice di parlarvene. A voi:

71lajahtvzlTitolo: Un gioco che non sono io
Autore: Elisa Cordovani
Illustrazioni: Alice Walczer Baldinazzo
Curatore: Romina Lombardi
Genere: poesia
Formato: cartaceo
Prezzo: 10 euro
Pagine: 64
Uscita: 1 ottobre 2020
Link d’acquisto: https://amzn.to/3nvCJ9j
Trama: “Un gioco che non sono io” è una silloge poetica contro la violenza di genere. Una presa di posizione, per ricordarci quanto siamo fragili, vittime o carnefici dei nostri chiaroscuri e di quelli degli altri. Un invito a comprendere di quale “gioco”, psicologico e fisico, siamo succubi. E a tirarcene fuori. A dire NO, scegliendo l’amore per se stessi e per gli altri. Le poesie di Elisa Cordovani raccontano in modo lucido, profondo, straziante e lenitivo insieme, lo stupro non di un corpo, non di una mente, ma di una vita intera. Le donne ritratte nei versi vanno fino in fondo al proprio dolore, per capirlo, ma soprattutto per essere consapevoli di potergli sopravvivere. Sono donne che si trasformano nella vergogna che provano, nelle lacrime che pensano di non aver diritto a versare, negli occhi feriti dei loro padri e madri. Donne, i cui volti e pose, ritratti da Alice Walczer Baldinazzo, sono figure magnifiche che si fanno amare e ripudiare al medesimo tempo, senza che si riesca a dimenticarle.

RECENSIONE

selective focus photo of pink petaled flowersQuesta raccolta di poesie racchiude il Gioco. Come descritto nella prefazione di questo volumino davvero interessante, il gioco nasce come una cosa che da bambini è caratteristica e mano a mano che si cresce questo termine prende – a volte – delle pieghe sbagliate, come il famoso “prendersi gioco di qualcuno”. Ecco, questa raccolta è una silloge sulla violenza ma anche su quel gioco che nessuno (in questo caso direi nessunA) è più disposta a giocare. Non si è più disposti a stare alle regole di questo gioco che talvolta finisce per diventare triste, malinconico, persino violento e brutale. Le donne descritte nel loro sbocciare lento e bellissimo come un fiore e a tutti i percorsi difficili che sono costrette ad affrontare, in un mondo in cui ci vuole sempre più deboli, e noi dobbiamo cercare di mantenerci più forte. E dimostrarlo costantemente.

Vorrei mi ricordassi,
andandomi a cercare
nella bellezza mia perduta,
cadendo all’indietro,
in voci chiuse, memorie e illusioni di un’ora.

La trama è particolare e invita il lettore ad aprire il cuore a questa raccolta e ad abbandonarsi alla lettura di questo piccolo volume. Trovo che sia una trama autentica, sincera che spinge a raccogliere questo libro fra le mani, ad acquistarlo e ad accudirlo. Un libro da tenere sul comodino come monito, come forza. Una trama forte e autentica.

La copertina è davvero bellissima e visivamente, e rende l’idea di ciò che il volume rappresenta. La donna con quelle due mani in più che si muovono intorno a lei mentre le altre le coprono il volto. Assieme al titolo attirano davvero l’attenzione e questo racconta tanto. Il gioco, un gioco che non fa la persona, che non fa la donna e che non la rende cartapesta e un qualcosa di friabile, che si può calpestare.

Ho combattuto 
fino a essere
sapore della sconfitta.

Che a diventare 
uomini
si lascia segni,
senza mai darci un
nome.

person holding quartsIl perno centrale di questa raccolta di 

Lo stile utilizzato dall’autrice è melodioso, articolato e riesce a rendere intensamente la tematica trattata. Ho apprezzato tantissimo la prefazione e la spiegazione con cui l’autrice da significato ancor maggiore alla sua raccolta di poesie ivi raccolte.

Le poesie portano diverse tematiche importanti come Lo stupro ma anche diverse poesie dedicate ai genitori di Elisa Amato, ammazzata nel 2019, vittima di Femminicidio a Prato. Delle poesie che toccano nel profondo e che possono essere indirizzate a qualunque genitore abbia visto morire le proprie figlie di questa brutale barbarie ingiustificata e violenta. Una raccolta importante, forte e necessaria. 

Non ho amato alcuni passaggi nelle poesie che risultano forzati e non chiudono la poesia in modo leggero e veritiero ma quasi come se non si sapesse come chiudere. E’ capitato solo poche volte ma ho apprezzato molto i versi racchiusi dall’autrice in questa raccolta.

Le illustrazioni all’interno del volume sono uniche e stupende. L’illustratrice rende le poesie nella raccolta uniche e speciali.

Certe ore credute eterne
mi guardano i tuoi occhi,
mi mormorano come l’estate passata al mare
avvampa il tuo nome
dentro i miei occhi, di sale
e bruciore narra una notte,
l’ultima, la tua.

Consiglio questo piccolo volume agli amanti di poesie e non. E alle donne, a tutte le donne forti, coraggiose e a tutte coloro che hanno bisogno di una voce. Un libro dolce, intenso, forte.

Elisa Cordovani scrive una raccolta di poesie ricche di coscienza, di forza, dolore ed emancipazione. Poesie che portano ricordi, consapevolezze, rendendo questa raccolta di poesie toccante e indispensabile.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne dite? Fatemi sapere che ne pensate e se lo leggerete. Mi raccomando!

A presto,

Sara ©

IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: “COPERTINE ED EDIZIONI DECISAMENTE DISCUTIBILI”.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!!

Sono oggi qui con voi per parlarvi di libri come al solito ma di una questione leggermente diversa dal solito. Ultimamente ho assistito oltre a repentini cambi di copertine mi sono sorte delle domande e dei seri dubbi del quale voglio discutere con voi, se volete.


Partiamo da una delle cose che ultimamente – anche se ce ne sono anche delle altre e che vi parlerò più avanti – mi ha lasciato abbastanza interdetta, portandomi a chiedere se gli editori lo fanno apposta o pensano che non ce ne accorgiamo. Un caso? Io non credo. Vi parlo dell’uscita in libreria del secondo volume della serie che ha avuto inizio con Carve The Mark – I predestinati di Veronica Roth, edito (sentite bene) Mondadori. Eccovela qui:

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La copertina del primo volume e del secondo – ode al cielo – è stata lasciata come l’originale sebbene con delle differenze alquanto discutibili. Nel primo volume non ho apprezzato particolarmente il “sottotitolo” ovvero I predestinati che l’editoria italiana è piuttosto incline ad adottare – PURTROPPO . Ero anche ben disposta a sorvolare su questo punto ma la cosa che mi ha mandato letteralmente i bestia è stato il secondo volume. In questo sequel, l’editore ha pensato bene di NON mantenere il titolo originale come nel primo ma bensì di tradurlo. Il secondo volume intitolato The Fates Divide è diventato Il destino divide. Ecco qui:

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Voi converrete con me che la cosa non ha senso. Adesso, quando comprerò il secondo volume avrò un libro, il primo, con il titolo in inglese e il secondo con quello in italiano. A questo punto uno vorrebbe gridare come un pazzo e dire: MA SIETE SERI?



Passiamo ad altro che mi sento in dovere di sottolineare perché decisamente ridicolo sul piano sia funzionale che effettivo. Siamo state all’incontro in casa editrice qualche mese fa per discutere delle uscite e la casa editrice ci permette di votare titolo e copertina lasciando delle suddette note per considerazioni personali. Ho espressamente scritto, sotto un libro che usciva e che ho recensito sul blog (lo trovate QUI), che la casa editrice avrebbe fatto bene a trovare quantomeno un sinonimo di Perfetto/a o Quasi perfetta perchè il catalogo ne sta diventando fin troppo ricco. Hanno presentato un libro che originale è questo qui:

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All’effettiva presentazione del libro la casa editrice aveva già modificato il titolo in The Perfect One, sostenendo che così suonasse meglio. La cosa era piuttosto discutibile, lo so, ma sarei stata disposta anche a tollerarlo perchè la copertina era rimasta come l’originale. Inoltre, le altre mie colleghe hanno sostenuto che la copertina era molto bella quindi avevo presupposto che sarebbe rimasta così. MI SBAGLIAVO. Adesso vi mostro lo scempio che è diventata sia la cover che è il titolo. Eccolo qui: 

Oltre alla copertina che non aveva senso cambiare troviamo di nuovo il famoso titolo del QUASI PERFETTA che fa arrabbiare da morire. Ora la domanda che mi sorge spontanea è: che fanno a fare gli incontri con l’editore e ci fanno esprimere dei pareri, delle votazioni e tutto il resto se poi è questo il risultato?


Passiamo ad altro libro. Altro giro altra corsa. Anche qui è della serie: come muore un libro in pochi secondi. Vi sto parlando della Salani editore che pubblica e porta in Italia un libro che davvero speravo ci arrivasse. Peccato non in queste condizioni. Il titolo originale è The One Memories of Flora Banks di Emily Barr. Ecco a voi la meravigliosa copertina originale:

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Ho saputo da un’amica che ha letto il libro che ciò che c’è sulla copertina del libro c’entra con la storia in se ma anche lei come me sostiene che la versione che abbiamo trasportato in Italia sia davvero orribile. Qui spero che l’autrice stia mandando maledizioni a chi si è occupato di questa copertina perchè è inspiegabile come dalla meraviglia originale sia potuta diventare sto coso qui:


Altro errore clamoroso che ritengo sia stato fatto è sulla Saga del Dominio del Fuoco di Sabaa Tahir a cura della Casa editrice Nord. Qui la frittata è stata fatta sull’edizione in se. Non ho ancora letto questa saga ne ancora l’ho mai acquistata ma la cosa di cui voglio parlarvi è reale. Guardate questo bel primo volume:

Immagine correlata

Copertina originale, titolo ben tradotto, nulla da ridire in merito ma per quanto riguarda l’edizione. Quando uscì questo bel volume fu pubblicato in Italia nella versione Hardback ovvero in Copertina Rigida. Una bella edizione perchè ho avuto modo di vederla in libreria. Peccato per il flop della seconda in cui il libro è uscito direttamente in Paperback ovvero in edizione flessibile con conseguenti lamentele dei lettori che avevano la versione grande del libro e per il secondo  hanno avuto quella piccola. Beh, cari lettori… cosa importa loro della vostra libreria e del fatto che voi abbiate due edizioni diverse del libro?


Altra cosa che lascia alquanto basiti e questa è l’ultima che almeno al momento mi viene in mente viene stavolta dall’Harper Collins. Personalmente ho acquistato direttamente tutti e tre i volumi non avendoli mai comprati prima ma ci sono stati parecchi lettori che si sono lamentati della genialata dell’editore nel portare in Italia i primi due volumi di tre della saga di Firebird di Claudia Gray e per quanto riguarda il terzo? L’editore l’ha portato in Italia, si, ma solo nella versione cofanetto dei tre libri in cui una persona è costretta a comprarli tutti e tre per avere l’ultimo volume e la saga completa. Ecco qui l’immagine del cofanetto:

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Ho personalmente suggerito a chi aveva i primi due volumi di acquistare l’ultimo libro nella versione originale (se hanno un minimo di scioltezza con l’inglese) per esprimere il proprio disappunto verso la questione. Non è neanche immaginabile una cosa simile, non vi pare? Perché una persona che ha già comprato due libri deve essere costretta a comprarsi il cofanetto? Fate allora due cose: la versione con il cofanetto se uno deve comprare tutti i volumi e il terzo a parte se uno deve finire di leggerlo. Era troppo difficile? Tanto chi vuole finirlo di leggere lo avrebbe comprato comunque il libro, no?


Come vedete ne abbiamo quasi uno a editore. E potrei continuare ancora se me ne venissero in mente degli altri. Per non parlare di saghe interrotte e le locandine dei film utilizzate come copertina, che urto. Voi come la pensate su questo? Ci terrei a sapere le vostre più sentite opinioni, non temete, accetto tutto. Aspetto tanti commenti!

A presto,

Sara ©