REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #539 – NON SONO UNA SIGNORA DI ANNA PREMOLI

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io tutto bene, non mi lamento tutto sommato. Spero che anche per voi sia lo stesso ovviamente. Nel frattempo, per allietarvi ed alleggerirvi la giornata, vi porto una nuova lettura di cui ringrazio la casa editrice Newton Compton per la lettura in anteprima. Siete pronti a scoprire il nuovo volume della regina dei romanzi rosa in Italia? Ecco a voi:

non-sono-una-signora-Titolo: Non sono una signora
Autore: Anna Premoli
ISBN: 9788822758033
Collana: Anagramma n. 982
Pagine: 320
Prezzo: € 9,90
Link d’acquisto: https://amzn.to/3BromZ8
Trama: Audrey Thomas è una trentenne newyorkese molto spiritosa e senza peli sulla lingua. È autrice di romanzi erotici e nella vita privata non è troppo incline ad abbandonarsi al romanticismo. Al grande amore preferisce il “divertiamoci qui e ora e poi domani ognuno a casa propria”. Ma la sua esistenza sta per essere sconvolta da una serie di novità: sua madre, con cui ha sempre pensato di condividere un certo femminismo intransigente, le annuncia che ha finalmente deciso di compiere il grande passo: si sposa. Come se questo non bastasse, nella sua vita piomba Matt, l’uomo in assoluto più “sbagliato” che potesse incontrare, sia per il ruolo molto particolare che riveste, sia per i valori in cui crede… All’improvviso Audrey si trova a mettere in discussone posizioni che riteneva definitive e a essere tormentata da domande la cui risposta non è più così certa. Una fra tutte la perseguita: in che cosa consiste la vera trasgressione?

RECENSIONE

woman in gray shirt sitting on bench in front of MacBookLa storia ha inizio una sera come tante altre per Audrey. E’ ad uno dei suoi tanti appuntamenti con uomini che cominciano a sembrargli tutti uguali tanto da confonderla perfino con i nomi. Audrey è una donna a cui piace il divertimento, il buon sesso e la compagnia di un uomo che non sia particolarmente noioso o troppo impostato essendo sarcastica, spiritosa e senza filtri. Quello che però si trova davanti, Matt, fuoriesce da tutta una serie di schemi che invece ha sempre incontrato, non essendo avvezza al grande amore della vita: è gentile, buono ed educato ma soprattutto non vuole una sola serata di sesso, cerca qualcuno di cui innamorarsi. I due sembrano non volersi rincontrare ma il destino non è proprio dalla loro parte. In più sua madre, da cui ha preso le più ferree certezze della vita, così come nel campo amoroso le annuncia di volersi sposare.

Cosa succederà nella vita di Audrey? Cosa la porterà a cambiare così tanto quello in cui credeva, tanto da farla vacillare totalmente? Chi è Matt e perché i suoi valori e il suo ruolo in società la intimoriscono tanto nonostante tutto?

«Sentiamo un po’: come dovrebbe andare avanti una serata come questa, secondo il tuo punto di vista?» (…) «Non so: un drink e a seguire una serata divertente. A casa mia oppure tua…», gli rispondo, prestandomi al gioco. «E poi?», mi incalza. «E poi niente. Facciamo sesso – la speranza è che sia dell’ottimo sesso – e ognuno torna alla propria vita di sempre, no?» «Ah, davvero? È così che si usa fare, oggi?». Ma da quale pianeta è atterrato, di preciso? «Sì, è così che si fa», gli confermo con enfasi quasi eccessiva. «E come fa la gente a innamorarsi in questo modo?». Sbatto le palpebre incredula, mentre osservo il suo volto. Parrebbe essere serio e non interessato a deridermi, incredibile ma vero. «Innamorarsi? E chi ha mai parlato di innamorarsi?»

La trama della storia incuriosisce, scritta bene e ben composta. Non ci sono riferimenti alla vita di Matt e a ciò che comporterà per Audrey ma sarà divertente scoprire mano a mano sia il ruolo di Matt, sia il modo di porsi di Audrey dopo aver saputo determinate cose, sia dopo averlo conosciuto per com’è. E’ una trama che lascia la giusta suspense, la quale so che vi coinvolgerà molto. 

La copertina di questa storia segue la linea delle copertine dei volumi della Premoli, così come tutta la linea della collana rosa. Il personaggio principale è sempre la donna, per l’appunto Audrey anche se non comprendo a pieno il movimento e il fatto dei pacchi, forse per il fatto del matrimonio. Il titolo della storia è molto semplice, carina e rende il perché del personaggio di Audrey. Non vuole sposarsi, non cerca l’amore della vita ne ci crede e quindi non si sente una signora, nonostante per l’età lo sia poi in realtà.

L’ambientazione della storia è americana e l’epoca è moderna, contemporanea, gestito al giorno d’oggi.

«E ora andiamo subito dritti al punto centrale: che cosa è il matrimonio?» (…) «Una punizione che la gente ama autoinfliggersi?», (…) «Interessante punto di vista. E perché?», le chiedo voltandomi dalla sua parte. «Perché l’essere umano ama farsi del male, ama sottoporsi a continue prove, e non sopporta di stare da solo, per qualche strano motivo. Anzi, no, in verità non è strano: chi è debole non riesce a reggere da solo sé stesso, perciò chiede a un altro di portare con lui il proprio peso», mi risponde. Judith dà una gomitata alla figlia, ma Audrey pare non farci caso. «Perciò, per rispondere alla domanda, io penso che il matrimonio sia solo una grande illusione. Non a caso qualcuno la definisce una favola all’inizio, nel senso che è effimero come certi racconti…».

shallow focus photography of man and woman holding handsI personaggi di questa storia non sono tanti, ci ritroviamo con personaggi di contorno che sono gli stessi dei volumi precedenti, essendo Audrey amica di Laurel e amica di Josie dei volumi di E’ solo una storia d’amore e Non ho tempo per amarti. I personaggi principali però si muovono su una scia differente e saranno coloro che detteranno le regole del gioco e della storia stessa.

Audrey è una trentenne single intraprendente e indipendente, spigliata e sempre dal la battuta pronta. E’ una donna di spirito, che non vuole legami e neanche ne cerca, vuole soltanto essere felice così com’è oltre al fatto di divertirsi senza alcun legame affettivo stabile – cosa in cui neanche crede. E’ una donna che crede fermamente in ciò che dice e in ciò che le ha insegnato sua madre anche se negli ultimi tempi sua madre sta cambiando tutto quello in cui ha sempre creduto. Ha delle migliori amiche che la supportano sempre e saranno con lei nonostante ormai si siano tutte accoppiate, a differenza sua.

Matthew, Matt per gli amici, è un uomo quasi di altri tempi. E’ gentile, educato, umile e disponibile e nonostante la sua professione ha una mentalità molto più aperta del normale. In un contesto informale Matt si presenta come un uomo sicuro di se ma dietro cela un segreto non indifferente, specialmente ad Audrey. Nonostante questo, però, è un uomo curioso di scoprire cose nuove, così come di portarle alla comunità. Non vi rivelerò il suo ruolo ma sappiate che è difficile mantenere il segreto che non viene rivelato neanche dalla trama. Vi terrò sulle spine, lo scoprirete solo leggendo il volume.

«Io credo che dovremmo smetterla di ragionare sempre in modo così assoluto. Le persone cambiano, si evolvono, incontrano altre persone… non è detto che uno facendo così stia rinnegando sé stesso, magari sta solo vivendo», riflette seria. «Mi stai dicendo di smetterla di porre sempre e solo me stessa al centro della scena», desumo dalle sue parole. Laurel mi sorride. «Ti sto dicendo che tua madre non si sta sposando per farti un dispetto, ma che semplicemente le va di farlo. Vuole vivere quest’esperienza. E poi, cosa ne sai, magari a te verrà voglia di appendere le scarpe al chiodo ben prima dei sessant’anni», mi prende in giro. «Figurati. A un certo punto, se anche mai incontrassi la persona “giusta”, qualsiasi cosa voglia dire, per me finirebbe con l’essere una questione di principio».

man walking on roadIl perno centrale della storia è l’amore, o forse. Inizialmente sembra essere tutto concentrato sul matrimonio, ma c’è molto di più dietro il matrimonio della madre di Audrey e dei suoi preparativi. Infatti, il matrimonio sembra quasi essere un preparativo a qualcosa di ancora peggiore rispetto a quanto si prospetta così. Matt farà vacillare tutte le sue certezze?

Lo stile utilizzato in questa storia è in prima persona dal punto di vista dei due protagonisti principali, Audrey e Matt, che si alterneranno capitolo per capitolo. Laddove Matt cerca di stare considerevolmente al passo con Audrey rispondendo a battute e al suo modo di fare, Audrey trasporta il lettore come un treno in corsa visto il suo essere diretti, sfacciati e spigliati. Non si può non amare il personaggio di lei, che sotto certi aspetti mi ci sono assolutamente ritrovata con tutte le scarpe.

Le tematiche trattate all’interno del volume sono delicate e leggere e al tempo stesso davvero molto attuali. Il fatto che le storie erotiche o d’amore siano simbolo di trasgressione e che non dovrebbero essere lette da donne sposate, così come per forza il matrimonio sia simbolo di tortura o il fatto che tutte le certezze e gli insegnamenti dei genitori non possono a loro volta cambiare negli anni e rendere genitori e figli “diversi” per via delle scelte differenti che vengono poste in atto. Tutte queste tematiche importanti finiscono sulla bilancia e creano una storia che regala sia una storia d’amore che piano piano cercherà di schiudersi, se i personaggi lo vorranno, sia una serie di elementi importanti che spingeranno il lettore a riflettere.

Rispetto agli ultimi libri dell’autrice che ho letto, con Non sono una signora è riuscita a coinvolgermi nonostante la particolarità e l’originalità sia della professione di lui, sia per quanto riguarda il contesto stesso della storia. 

Nonostante la storia si riveli abbastanza originale per quanto riguarda i personaggi e le loro professioni e tutto ciò che li riguarda, però ho trovato il contesto del matrimonio un tantino forzato e non del tutto “libero” diciamo. Infatti è il matrimonio a collegare le cose e questo legame sembra carino ma al contempo poco ferreo sul tutto, per via dei presupposti. Probabilmente è un impressione ma mi è arrivato questo quando ho letto il volume, quindi lo condivido e vorrei sapere – magari – se chi lo ha letto ha provato la stessa sensazione.

«Oh, ma il problema è che tutti giudicano. E per tutto il tempo. È il passatempo preferito dell’essere umano», ci ricorda Grace. «Appunto. Ma se è tuo marito che inizia a giudicarti, un semplice romanzo potrebbe presto trasformarsi in un problema ben più serio, capite dove voglio andare a parare?». Zac e Grace rimangono in silenzio a riflettere. Lei alla fine annuisce con convinzione. «Sì, non hai tutti i torti. Ma rimane il fatto che proporre un romanzo del genere così dal nulla potrebbe sembrare strano, visto il nostro contesto…». «Non è detto. Metti che si organizzi direttamente un incontro con l’autrice», suggerisco. «Perché, vuoi contattarla?», chiede Zac. «E se vi dicessi che la conosciamo già?».

Il libro come tutte le storie dell’autrice in questione, sono ironiche e divertenti sul lato della storia d’amore e sulla selezione accurata di protagonisti, così come è pungente e diretta per quanto riguarda le tematiche attuali che vengono menzionate all’interno del volume stesso. Consiglio la lettura del volume a chi ha seguito le vicende delle amiche di Audrey nei volumi precedenti, così come chiunque voglia leggere una storia d’amore leggera autoconclusiva e a sé stante.

La penna di Anna Premoli riesce a regalare spensieratezza e ore di lettura leggere e divertenti, cuocendo il lettore a fuoco lento nella speranza che i due protagonisti riescano ad arrivare al punto focale in cui entrambi riescono a lasciarsi andare all’amore. Un libro in cui davvero si crede che in amore tutto è possibile.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Sicuramente una lettura fuori dall’ordinario e che potrebbe piacervi se amate il rosa. Vi aspetto con opinioni come al solito.

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #528 – MEMORIE DI UN RETTILE DI SILJE O. ULSTEIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Per questo libro che ho letto ad agosto sotto l’ombrellone, sta per arrivare a voi finalmente la recensione. Un thriller Nord Europeo di tutto rispetto, che spero possa incuriosirvi, specialmente per il nome peculiare che porta con sé. Ringrazio la casa editrice Marsilio per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subito:

9788829710324_0_536_0_75Titolo: Memorie di un rettile
Autore: Silje O. Ulstein
Data di uscita: 17 giugno 2021
Pagine: 432
Collana: Farfalle

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Trama: Liv è una studentessa dall’infanzia travagliata, che annega il proprio disagio in serate a base di alcolici, heavy metal e canne con gli amici più stretti. Trova conforto nella compagnia di Nero, un piccolo di pitone moluro dal quale si sente profondamente attratta e con cui instaura una simbiosi oscura e sempre crescente. Quattordici anni dopo, in una cittadina della costa norvegese, Mariam è in giro a fare acquisti con la figlia Iben quando, dopo un banale litigio, la ragazzina si allontana facendo perdere le proprie tracce. L’ipotesi di una sparizione volontaria si trasforma per Mariam in un angosciante timore, le cui radici affondano in un altro luogo e in un altro tempo. A indagare sul caso c’è Roe Olsvik, un introverso ispettore di polizia con una condotta irreprensibile e una tragedia familiare alle spalle. Il suo comportamento improvvisamente ambiguo, però, inizia ben presto a destare dei sospetti. Che cosa lega Liv a Mariam? Quali sono i fantasmi che affliggono la vita di Roe? E qual è il ruolo di Liv all’interno dell’indagine? I personaggi di questo thriller caleidoscopico nascondono tutti un passato misterioso, qualcosa che li ha segnati e che non li abbandona. Le loro storie, in apparenza così lontane, si riveleranno intimamente legate, in un costante cambio di prospettiva dove niente è ciò che sembra, e nessuno è chi dice di essere.

RECENSIONE

brown and black snakeLa storia ha inizio con Liv e i suoi due coinquilini che decidono di prendere un rettile nero, chiamato poi ovviamente Nero, e di decidere di crescerlo e mantenerlo all’interno della casa, solo per il fatto che possa sembrare figo. Liv ha avuto un’infanzia difficile,  è solitaria, che ama fare una vita trasgressiva ma legata morbosamente al suo amato Nero

Dall’altro lato, quattordici anni dopo, abbiamo Mariam, donna e madre, alla quale sparisce in circostanze misteriose la figlia Iben. E’ lì che subito scattano le indagini da parte dell’ispettore di polizia Roe Olsvik che risulta fin dai primi momenti molto strano, chiuso, che impareremo a conoscere lentamente.

Le vite di questi personaggi sembrano essere lontane anni luce, Liv e Mariam sembrano non avere alcun legame ma presto i tasselli cominceranno a comporsi e le vite delle due sembrano essere più vicine di quello che sembra nonostante ci siano diversi anni di distanza fra le due.

Cosa lega Liv e Mariam? Riuscirà Roe e sua madre a ritrovare la piccola Iben? Cosa succederà a Nero e come potranno le sue Memorie essere utili a questa storia?

I ricordi felici arrivarono per primi. Le nostre risate quando mi faceva girare e girare nel soggiorno, finché non cadevamo rovinosamente a terra, o quando si metteva le fette di prosciutto e di formaggio sulla faccia, per farmi divertire. I ricordi del periodo prima che iniziasse ad andare a scuola, e prima che quella che si definiva mia madre cominciasse a sparire per mesi interi. Era come se quei ricordi fossero avvolti nella bambagia, o come se la mia testa diventasse di bambagia al solo pensarli. Dopo arrivarono gli sprazzi del quotidiano.

La trama è lunga ma spiega in linea principale ciò che andremo a leggere anche se non avrei allungato molto il brodo nella parte finale, in cui si può percepire qualcosa. La trovo decisamente utile anche se, sarò onesta, a catturarmi sono stati la copertina e il titolo del volume che quasi ipnoticamente mi hanno condotta a voler leggere questo libro.

La copertina la trovo intrigante, potente, che colpisce il lettore fin dal primo sguardo. Troviamo in primo piano Liv, chiusa nella sua casa che fuma una sigaretta e guarda il mondo che si muove all’esterno, così come fa anche il suo stesso rettile, chiuso con lei nella sua camera. Solo che, del rettile, almeno sulla copertina sembra non essercene traccia. La cosa sorprende e lascia interdetti visto sia il titolo che il protagonista principale, Nero (il rettile in questione). Nonostante questo però, trovo che sia una scelta giusta se interpretata come appena detto, e i colori sono semplicemente ipnotici, quindi punto a favore. Il titolo è originale e lascia i presupposti sulle quali il lettore spera di agganciarsi una volta all’interno del volume. E non rimarrete delusi perché ci saranno delle parti in cui sarà proprio il rettile a mostrare la sua visione delle cose.

do not cross police barricade tape close-up photographyL’ambientazione è norvegese; l’epoca, invece, si aggira su una fascia di quattordici anni di differenza. Liv e Mariam sono divise da quattordici lunghi anni, ma cosa le accomuna davvero?

Giro in tondo su me stessa, divento un serpente che si morde la coda: devo rivivere tutto ciò da cui sono fuggita.

I personaggi di questa storia sono diversi e differenti l’uno dall’altro e sono ben delineati, costruiti a puntino e interessanti dal primo all’ultimo. L’unico che non è riuscito a coinvolgermi a pieno è stato il commissario anche se fa il suo lavoro molto bene all’interno del volume.

Liv è una ragazza sola e solitaria, con un passato piuttosto tormentato. E’ una ragazza che entra in simbiosi con il suo pitone birmano e si sente terribilmente sola seppur conviva con due suoi amici e sia molto festaiola. E’ una ragazza particolare che conoscerete ancor meglio soltanto leggendo.

Mariam è una donna che cerca di educare al meglio sua figlia ed è per questo che dopo un litigio la bambina si allontana e la madre non riesce più a ritrovarla. Mariam ha tanti difetti, pensa poco alle conseguenze seppur sia intelligente, ha un marito buono e ama sua figlia Iben. Un personaggio peculiare, una madre devastata che deve ritrovare sua figlia.

Roe è un ispettore di polizia tormentato da ciò che le è accaduto in passato. E’ strano e quando gli viene affidato il caso sembra essere a suo agio nonostante i suoi colleghi notino che c’è qualcosa che non va. E’ un uomo misterioso, introverso e piuttosto chiuso verso il mondo esterno. Riuscirà a trovare la piccola Iben?

Nero è il pitone di Liv. E’ un animale che brama e desidera sempre di più e si ritrova a crescere con la protagonista divenendo enorme, tanto da occupare la stanza come fosse la sua tana. E’ un serpente intelligente, che però sembra anche lui a modo suo legato a Liv seppur sia comunque irritato con lei perché non può essere libero. Il protagonista principale di questa storia, lo apprezzerete tantissimo.

I serpenti almeno sono onesti, pensai. Non cercano di occultare le proprie azioni con chiacchiere sulla morale. Noi uomini parliamo del bene e del male, e un attimo dopo pecchiamo contro quello che abbiamo appena detto. L’essere umano è una specie che ha innalzato muri di legno e di pietra intorno a sé e alla sua cosiddetta cattiveria, che ha chiamato la sua preda bistecca e finto che non sia mai stata viva. Perché giocare a un gioco del genere? Se una donna ha ucciso il marito viene condannata per aver agito contro natura. Perché non prendiamo in considerazione la femmina del ragno che divora il suo partner subito dopo l’accoppiamento? Ammetteremmo che anche noi siamo così. Che è la natura a essere così.

silhouette photo of woman and girl on shorelineIl perno centrale di questa storia è la sparizione della bambina che muove il thriller all’interno del volume nonostante il rettile prenda buona parte della storia si strisci lungo tutto il volume con disinvoltura. Un fulcro potente, che coinvolge il lettore fino a farlo sentire parte della storia stessa.

Lo stile utilizzato è articolato ma poco complesso, più che altro molto descrittivo. Nonostante non ami molto lo stile di questo genere la storia è riuscita a coinvolgermi e a farmi sentire all’interno della lettura, specialmente per quanto riguarda Nero, il pitone.

Le memorie del rettile, così come il punto di vista di chi interagirà con il serpente, riesce a far sentire il lettore come se avesse il rettile accanto, di viverlo. Certo, chi non ama molto i rettili magari non può apprezzare al 100% la storia ma posso assicurare che riesce a prendere sotto ogni punto di vista che non credevo fosse possibile. Nero, infatti è la cosa che affascina più di ogni altra cosa all’interno del volume ed è una cosa peculiare, originale e senz’altro unica nel suo genere. Tutto avrei pensato tranne che un volume per via di un rettile potesse divenire così interessante e così coinvolgente.

Ogni punto di vista che viene utilizzato, Liv, Mariam, Roe o Nero stesso, vengono presi in prima persona quindi si riesce a sentire e a percepire ancora meglio le emozioni e le sensazioni provate da ognuno dei vari personaggi che intrigati tra loro, tesseranno una trama non indifferente di eventi e di legami che verranno fuori mano a mano che la storia prenderà piede. L’autrice tesse una trama di un thriller che coinvolge e tesse legami famigliari, legami con gli animali e l’amore di una madre che cerca di ritrovare sua figlia.

Conclusa la conversazione, mi sdraio sul letto, fisso i pannelli bianchi sul soffitto che così tante volte sono rimasta a osservare negli anni in cui ho vissuto qui. Capisco che Tor sia disperato, e se decidesse di chiamare la polizia capirei anche questo. Mi addolora che lui debba affrontare tutto da solo. Ma non posso tornare indietro. Devo trovare Iben.

Una storia che, seppur non particolarmente complessa nella costruzione, mantiene qualcosa di misterioso che attira il lettore nel vortice degli eventi, fino a sentirsi parte del tutto. Consiglio la lettura di questo volume, senza ombra di dubbio.

Silje O. Ulstein ci porta in Norvegia, in una storia che prende un arco di quattordici anni e ci snoda dettagli e particolarità lunghe quasi quanto la vita di un rettile. Le memorie di un animale pericoloso, maestoso e potente, una storia che cambierà ogni vostra concezione al riguardo. 

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

BLOGTOUR: LOVE-FORTY DI ILARY C. – LA PLAYLIST.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con un nuovo libro per voi in uscita, ed io ve lo presento con una tappa che mi piace tantissimo perché si può unire della buona musica ad un libro. Curiosi? Ecco a voi:

loveforty_coverTitolo: Love-Forty – Amare e vincere
Autore: Ilari C.
Genere: Sport romance M/M
Data di uscita: 16 febbraio 2021
Editore: Over the Rainbow – PubMe
Pagine: 160
Prezzo: eBook 2,99€ – cartaceo 12,90€

Trama: In una prestigiosa accademia di tennis di Madrid, David e Alec perseguono lo stesso obiettivo: accedere al torneo di Wimbledon nella categoria juniores. Ma gli incontri bollenti dentro e fuori dagli spogliatoi potrebbero diventare una distrazione fatale, e troppo è stato investito dai loro genitori per ammettere un fallimento. Se per David si tratta solo di divertimento, per Alec il sesso si trasforma in amore, complicando ulteriormente le cose. Entrambi devono studiare una nuova tattica perché negli incontri di tennis può esserci un solo vincitore, mentre allo sconfitto resta tra le mani un cuore infranto. Cosa fare, quindi?
Amare o vincere?

Biografia autore

Affascinata dai libri e dalle storie, fin da piccola Ilari riempiva il diario di poesie e pensieri. Dopo la laurea in Filologia e Letteratura si è messa alla prova con i romanzi e ha pubblicato
la serie a tema LGBT “Sotto la superficie”. Love Forty è il suo esordio con una casa editrice.


La mia tappa? 

LA PLAYLIST!

Ecco, solo per voi la Playlist di “Love-Forty”

Track #01 – Coez – La tua canzone

“Amare me, difficile
Come amare chi se ne va via.”

https://www.youtube.com/watch?v=ZbrgimzJE5E

Track #02 – Martin Solveg – My love

“You’re in free fall
Do you recall catching me hanging ‘round?
All the people
Got me on hold, but I keep waiting for you.”

https://www.youtube.com/watch?v=tP6aPgZ0FKE

Track #03 – Topic & A7S – Breaking me

“I’m just right here dancing around to the rhythm
The rhythm that you play when you’re breaking my heart
You know that I can’t get you out of my system
Yeah, right from the start, you played with my heart.”

https://www.youtube.com/watch?v=jIoEaTN7GGo

Track #04 – Dua Lipa, Silk City – Electricity

“I wanna let you know
I’ll never let this feeling go
This love has no ceiling, I cannot deny.”

https://www.youtube.com/watch?v=Q4-jOuHO-z4

Track #05 – LP – Lost on you

“Wishin’ I could see the machinations
Understand the toil of expectations
In your mind
Hold me like you never lost your patience
Tell me that you love me more than hate me.”

https://www.youtube.com/watch?v=KDoTQrQ2Fhs


Seguite le altre tappe, mi raccomando, le potete vedere qui nell’immagine:

loveforty_blogtour_date


Cosa ne pensate? Vi piace questa playlist? Conoscevate qualche canzone? Fatemi sapere ovviamente, come sempre.

A presto,

Sara ©

 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONE #299 – PERDENTI CON LE ALI DI CARLOTTA CUBEDDU.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova dolcissima recensione per voi che viene dalla collana dell Piemme edizioni, Il battello a Vapore che ringrazio per la possibilità di lettura. Spero che sia gradita anche a voi e che possiate trovare una lettura semplice, simpatica e divertente, incentrata sullo sport. Ecco qui:

978885666940hig_df2d50e19327fbd56dc8f99fe6c8fe13Titolo: Perdenti con le ali
Autore: Carlotta Cubeddu
Collana: Il battello a vapore
Anno edizione: 2019
Pagine: 185
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JBTTkC
Trama: Quando Marco e Carla, due ragazzini innamorati del ciclismo, vengono a sapere che potranno seguire il Giro d’Italia non stanno più nella pelle. Ma a sfrecciare davanti ai loro occhi non sono solo i grandi campioni in lotta per la mitica maglia rosa: nelle ultime posizioni due ciclisti improvvisati corrono la tragicomica gara per la maglia nera, quella che premia il corridore… più lento. Età di lettura: da 9 anni.

RECENSIONE

person riding bicycle during daytimeLa storia ha inizio con Carla e Marco alle loro rispettive case. Entrambi vogliono partecipare e fare qualcosa per il Giro D’Italia che sta per iniziare a breve.

Carla deve ricattare suo zio e conosce Marco, spacciandosi per un maschio, tagliandosi i capelli e facendosi chiamare Carlo. Ebbene si, al Giro d’Italia non erano ammesse donne e quindi Carla continua a fingersi un maschio e assieme a Marco vivono un avventura davvero incredibile. 

Chi sarà il più lento di questa gara? Chi riuscirà ad accaparrarsi la tanto odiata Maglia nera? Cosa succederà nel corso di questa gara?

«Nel ciclismo si dice che qualcuno parte per vincere, la maggior parte per arrivare e nessuno per essere ultimo». (…) «Vincere è l’unica cosa che conta in questo sport, ma anche negli altri e forse nella vita intera. Siamo onesti, che senso ha la vita di un perdente?» 

La trama è semplice e descrive la storia così com’è. Non ci sono tante parole per descriverla e quelle utilizzate sono sufficienti. Il resto dovrete scoprirlo leggendo.

La copertina del libricino è davvero molto carina. Rappresentativa della storia e decisamente molto ben strutturata. C’è Carla e c’è l’ultimo, l’uomo con la maglia nera. Una copertina che insieme al titolo riassume la storia rendendola ancora più magica. Il titolo di questa storia è assolutamente azzeccato. Infatti in questo giro d’Italia si combatterà fino all’ultimo sangue per l’ultimo posto, quello con la maglia nera. Gli italiani hanno stanziato dei fondi per chi arriva e ci sono due persone in particolare che si impegneranno parecchio per cercare di riuscirci e i due protagonisti saranno loro complici.

blue bicycleL’ambientazione è l’Italia. Il giro d’Italia ha inizio in Sicilia, a Palermo e passa le città d’Italia, da Sud a Nord. L’epoca è quella subito dopo il dopoguerra, i cui nel ciclismo c’era la rivalità fra Coppi e Bartali. Degli anni molto duri ma che con questa gara mostrano il volto dell’Italia attraverso un Giro d’Italia divertente e sicuramente unico.

L’altoparlante di un furgoncino inizia a gracchiare, poi emette un fischio: “I girini sono pronti a correre la prima tappa di questa trentaduesima edizione del Giro d’Italia. Il direttore Ambrosini in prima fila solleva la bandierina e… via! Sono partiti!”

I personaggi principali di questa storia sono i giovani Marco e Carla, innamorati da sempre del Ciclismo. Altri personaggi che hanno sorpreso sono stati personaggi anche famosi e realmente esistiti. Figura importante quella di Dino Buzzati che sorprende e stupisce. Personalmente sono rimasta molto colpita dall’idea e dal fatto di trovarlo all’interno di questa lettura.

Marco e Carla non sono poi così diversi l’uno dall’altra. Amano entrambi il ciclismo e questa è la cosa più importante per loro. Nonostante i genitori di Carla vogliano per lei una grande istruzione, lei sogna di andare in bicicletta e di averne una tutta sua. Marco sogna invece di diventare un postino e vede questo Giro come una possibilità per lui e per racimolare qualche soldino con la famosa maglia nera. Due personaggi che dall’inizio vanno subito d’accordo e nonostante ci siano dei momenti in cui i due non vadano proprio d’accordo, sono stati dei punti cardine per questa storia.

– Effettivamente almeno tu e tuo zio un po’ di onore lo avete. Quel Cinese invece, sembra divertirsi a fare lo scansafatiche…. I due scuotono la testa fissando il Cinese che, poco lontano, si fa bello con l’ennesimo gruppo di ragazze. All’orizzonte si vede finalmente arrivare zio Sante. – Oggi ha fatto meno schifo di ieri – commenta Marco sarcastico.

Il perno centrale di questa storia è proprio la maglia nera. Tutti in una gara di ciclismo vorrebbero vincere, nessuno vorrebbe indossare la maglia nera, invece in questa storia la vera protagonista è la maglia nera. E questa sarà contesa molto più della vittoria. Una storia davvero originale e particolare.

woman on bike reaching for man's hand behind her also on bikeLo stile utilizzato è diretto, sicuramente molto fluido. Non pensavo che questa storia potesse piacermi così tanto, invece è riuscita a farsi posto nel mio cuore dove Carla sicuramente ha il primo posto su tutto.

La cosa che mi sarebbe piaciuto trovare di più è qualcosa in più sulle differenze dei posti in cui i ciclisti passavano. A parte quando cambia e si passa in montagna non si nota molto il cambiamento fra un luogo e l’altro. Però essendo comunque un libro per ragazzi è anche giusto così, penso sia importante anche come ne è uscito.

La storia è sicuramente unica e originale. Un giro d’Italia davvero emozionante che sicuramente vi trascinerà lungo una dolce e pericolosa avventura. Oltre a dei disegni che sono dolcissimi e allietano la lettura, ci sono i personaggi che hanno fatto la storia ad arricchire la lettura e delle vere e proprie avventure.

Nonostante possa sembrare facile arrivare ultimi, in questa gara ci si impegnerà tantissimo per esserlo e per non dare nell’occhio dei giudici. Una dopo l’altra, le peripezie del Cinese e dell’altro uomo che gareggiano per la maglia nera sono assurde, rischiando di mettersi contro anche altre persone. Una lettura davvero emozionante, in cui si entra proprio nel vivo del Giro d’Italia come mai prima d’ora.

– Ma quanto dura questa tappa? – gli chiede. – Dieci, undici ore… – risponde lui rimontando sul sellino e dando la prima pedalata, poi la seconda, e in poco tempo è già lontano. Marco lo osserva mentre evita l’ennesima buca. Il ciclista si gira, controlla che nessuno lo stia osservando e poi gli sorride, toglie la mano dal manubrio e mostra il pollice in alto. “Tutto bene, posso farcela” sembra dire. Il ragazzo scuote la testa. Non è poi così sicuro.

Il libro è un piccolo gioiello per ragazzi. Nonostante non ami particolarmente il ciclismo, riesce a rendere il Giro d’Italia davvero intrigante, interessante e pieno di avventure anche pericolose. E’ stata una lettura adrenalinica, costantemente in sella ad una bicicletta.

Carlotta Cubeddu è stata una vera e propria sorpresa. Questa storia vi porterà tappa per tappa in giro per l’Italia in sella ad una bicicletta per cercare di ottenere la maglia nera, quello dell’ultimo arrivato. Una storia ironica, sfacciata e ricca di emozioni.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene. 

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate? Un libro molto dolce che spero vi conquisterà. Attendo pareri! 😀

A presto,

Sara ©