RECENSIONE #123 – LA FORZA IMPREVEDIBILE DELLE PAROLE DI CLARA SANCHEZ.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi sono qui con una nuova recensione. Abbiate pazienza, lo so che l’avete avuta una anche ieri ma dovevo recuperare un pò di letture terminate e quindi eccomi qui che sforno recensioni come se non ci fosse un domani. Ringrazio la Garzanti per avermi inviato la copia digitale del romanzo. Ecco che ve ne parlo:
88116753919788811675396-4-300x460Titolo: La forza imprevedibile delle parole
Autore:  Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di uscita: 6 Novembre 2017
Trama: All’improvviso il silenzio della casa sembra avvolgere ogni cosa. Natalia ha appena accompagnato le figlie all’aeroporto e non le resta che aspettare il ritorno del marito dal lavoro. Non è questa la vita che aveva immaginato. Non era così che si vedeva dopo i quarant’anni. Per questo quando le arriva l’invito a un aperitivo nell’elegante casa di un’amica decide di accettare. Ma quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio di chiacchiere diventa qualcosa di più. Perché quella sera Natalia incontra l’affascinante Raúl Montenegro. L’ombroso avventuriero la conquista con i suoi racconti e, accanto a lui, Natalia ritrova una voglia di vivere che credeva perduta. Perché a volte le parole hanno un potere inaspettato e la loro forza può essere imprevedibile. Dal giorno seguente, però, Natalia comincia a ricevere strani biglietti, che la riempiono di dubbi. Non riesce a spiegarsi questo comportamento di Raúl: nulla durante il loro primo incontro le aveva lasciato presagire di non potersi fidare di lui. Finché l’uomo le propone un incontro al quale poi non si presenta. Al suo posto c’è uno sconosciuto, che le rivela che Raúl è fuori città. Natalia non riesce a credergli: capisce che l’incontro di quella sera forse non è stato casuale; capisce che qualcosa le viene nascosto. Ma non può immaginare che quel qualcosa sia il centro di un fitto intrico di inganni e di bugie. E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Natalia. Ha appena portato le figlie all’aeroporto e la casa è avvolta in un silenzio innaturale. La donna è sposata da tanti anni con Costantino, un uomo spesso in viaggio per lavoro. Lei si sente sola e comincia a sentirsi insoddisfatta della sua vita. Sente che manca qualcosa e così una sera, invece di restare nuovamente sola, accetta l’invito di una sua vecchia amica.

Con questo invito Natalia incontra Raúl, che la conquista subito grazie al suo sguardo, ai suoi riccioli scuri e alla sua aria misteriosa mista a qualche parola di circostanza. Natalia, comincia a pensare a Raúl e vuole fare in modo di incontrarlo nuovamente e conquistarlo.

Cosa accadrà a Natalia? Riuscirà ad incontrare nuovamente Raúl? Riuscirà a conquistare l’uomo di cui si è innamorata?

 «E perché questa spinta a spostarsi continuamente da un luogo all’altro?» gli chiese lei facendosi girare intorno al collo la catena d’oro intervallata da piccole perle. Perché lui era così. Paesi nuovi, gente nuova, lingue nuove, altre usanze: quella era la sua vita. Il whisky gli aveva dato forza e sprigionava attraverso gli occhi tutto il suo essere. 

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La trama è veloce e semplice e descrive la scena anche meglio di quanto sia scritto all’interno del libro, e vi ho detto tutto. Questo pezzo, sembra invece non entrarci molto nel contesto, ne all’interno della storia: “E Natalia si scopre suo malgrado pedina di una partita che può vincere solo trovando dentro di sé tutta la forza di cui è capace.”

La copertina mi piace molto l’adattamento italiano visto che l’originale lascia molto a desiderare ed anche il titolo è stato completamente stravolto e modificato. L’originale Piedras Preciosaspietre preziose è diventato La forza imprevedibile delle parole. Perchè? Era sostanzialmente molto semplice tradurre questo titolo. Invece no, ma va bene, sorvoliamo.

L’ambientazione è tutta spagnola, come l’autrice tra l’altro, anche se non specificata e l’epoca è relativamente moderna, forse una ventina di anni fa, o almeno è l’idea che ha dato a me.

Sorsi lenti, lunghi e assaporati con calma, che iniziarono a trattenerlo al bancone per le tre ore della durata delle lezioni. E ci fu un momento in cui Amando chiuse anche con le lezioni, ma valeva la pena andare nei pressi della scuola, sedersi a un tavolo del bar, veder entrare piccole ondate di allievi e professori senza futuro e conservare la labile speranza che con loro prima o poi entrasse Raquelita. 

I personaggi non sono moltissimi e non sono poi molto ben costruiti. L’unica che sono riuscita ad inquadrare è stata la protagonista. Gli altri sono stati molto sfuggenti e poco compresi.

Abbiamo Natalia, una donna che si sente sola, trascurata da suo marito, e quindi decide di provare a cambiare andando alla festa della sua amica. Lì conosce Raúl con cui scambia al massimo due parole ma si sente subito coinvolta e attratta. Natalia è una tipa piuttosto ingenua e credulona.

Raúl è un uomo che conosceremo molto poco all’interno della lettura per poterlo effettivamente dargli un tono. E’ un tipo molto strano ma non riesco a dirvi molto di più visto che è stato un personaggio piuttosto emblematico e trattato in modo molto schivo.

Amando è un tipo con due facce, un abile manipolatore, uno stratega molto intelligente. In questa storia, questo personaggio comincia in punta di piedi e mano a mano si sviluppa in modo sempre più contorto.

Quell’incombenza si concluse quando un giorno la voce le rispose che Raúl Montenegro era lì. Natalia riagganciò. Lui era lì: e adesso che cosa avrebbe fatto? Cosa avrebbe fatto una qualunque delle altre al posto suo? Era capitato anche a loro? Non poteva lasciar passare i giorni sapendo che lui si muoveva e respirava sotto il suo stesso cielo, a mezz’ora dalla Colonia Blanca.

Il perno centrale è Natalia e la sua insoddisfazione, è la ricerca di un qualcosa di diverso in Raul e gli incontri che cerca di organizzare per rincontrarlo.

Lo stile utilizzato è stato pesantissimo. Inizialmente non si riusciva neanche a capire dove eravamo collocati, tant’è che ho riletto la trama per cercare di raccapezzarmi e trovo che la cosa sia senz’altro sconvolgente.

La forza imprevedibile delle parole è stato il romanzo d’esordio di Clara Sànchez, in Italia ormai conosciutissima, in Spagna è stato pubblicato nel 1989 e arriva da noi soltanto oggi, ne sono stati pubblicati prima altri di questo.

Diverso tempo fa comprai uno dei suoi libri: La voce invisibile del vento. Lessi il primo capitolo e mi annoiai tremendamente così che lo lasciai lì, mentre mia madre prese coraggio e lo lesse. Confermò la mia tesi e lo trovò veramente pesante, quindi non fui convinta di riprendere la lettura nemmeno così. Con questo, voglio dire che ho cercato con La forza imprevedibile delle parole di dare una seconda chance alla Sanchez, cosa che, probabilmente, non avrei dovuto dare.

Doveva indicare un indirizzo al tassista e gli disse di andare all’aeroporto. “L’aeroporto è un buco in tutte le città da dove scappare verso altre città”, pensò Raúl, e il tassista si voltò e lo guardò come se lo avesse sentito. Andava verso l’aeroporto sotto la pioggia del pomeriggio, fra strade che scomparivano disfatte dai vetri sporchi e bagnati…

Questo piccolo libro è stato davvero pesante e noioso: invece di 150 pagine mi è sembrato di leggerne 700. L’unica cosa che, invece, non posso rimproverare all’autrice è il suo modo ricercato di scrivere e di porsi perché si differenzia molto da tanti altri scrittori.

Detto questo non posso che concludere la recensione lasciando la mia sentenza, purtroppo, negativa. Consiglio? Non saprei, se volete osare sappiate che ogni giudizio è assolutamente soggettivo e non preclude la lettura se uno voglia tentare.

Il mio voto per questo libro è di: 2 conchiglie.

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Cosa ne pensate cari lettori? Concordate con me? Fatemi sapere le vostre opinioni se lo avete letto o magari cosa ne pensate dell’autrice se avete letto altri suoi libri!

A presto,

Sara ©

 

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