RECENSIONE #351 – CHIUDO GLI OCCHI E IL MONDO MUORE DI FRANCESCA ZAPPIA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oh, oh, oh! Oggi ho per voi un nuovo libro che è uscito da un mesetto e qualcosa ormai ma che ero talmente curiosa di leggere da acquistarlo. Non sono riuscita a resistere avendo letto l’altro libro della stessa autrice: Ti ho trovato fra le stelle. Spero possiate trovare in questo libro ciò che cercate. A voi:

bf20a26a3474425bb5b094468f335ef2Titolo: Chiudo gli occhi e il mondo muore
Autrice: Francesca Zappia

Data di pubblicazione: 2 ottobre 2019
Ebook: 14,00 €

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TramaA seguito di uno spiacevole incidente, Alex cambia scuola e quartiere. Ricominciare, per lei, è difficile. Ma questa è la sua ultima chance per poter accedere al college, ed è determinata a riuscirci. Armata della sua inseparabile macchina fotografica, Alex combatte una battaglia quotidiana per capire se ciò che vive è reale oppure no. Se le cose che vede e le persone che incontra sono vere, o solo uno scherzo della sua mente instabile. E quando conosce Miles, che sembra comprenderla coma mai nessuno ha fatto prima, può fidarsi di ciò che dice? E di ciò che le fa provare? O deve prepararsi a vederlo sparire, come se non fosse mai esistito?

RECENSIONE

black point-and-shoot camera on white surfaceLa storia ha inizio con gli astici. Una bambina al supermercato era ossessionata dagli astici e dal loro colore tanto da volerli liberarli dalla vasca per riportarli al mare e lì, con lei c’è un bel bambino dagli occhi Blu che cerca di aiutarla. Per anni, Alex ha creduto che l’episodio al supermercato sia stato solo frutto della sua malattia che tutt’ora cerca disperatamente di nascondere ad amici e compagni di scuola. Alex, che soffre di schizofrenia paranoide, decide di portare una macchina fotografica sempre con se per far si di riuscire veramente a distinguere cosa è reale e cosa non lo è. Quando arriva nella nuova scuola per l’ultimo anno, conosce Miles e il suo ricordo da bambina si riaccende più che mai.

E’ davvero Miles il bambino che era con lei e gli astici? E’ reale? O è frutto della sua malattia? Come distinguere tutto ciò che le succede intorno sia reale o meno senza farsi scoprire? 

A volte penso che la gente dia la realtà per scontata. Come si fa, in fondo, a distinguere tra i sogni e la vita vera? Io, il lusso di dare la realtà per scontata non potevo permettermelo. Ma non è che provassi odio per gli altri, perché avrebbe significato odiare tutti. E io non odiavo tutti. Gli altri, semplicemente, non vivevano nel mio mondo. Ma questo non impediva a me di sperare di poter vivere nel loro.

Risultati immagini per made you upLa trama di questa storia è scritta bene e sicuramente incuriosisce il lettore al punto giusto. Avendo il libro precedente dell’autrice ero curiosa di scoprire anche questo ma devo ammettere che il precedente è riuscito a catturarmi più di questo.

La copertina è meraviglia e sono felice che sia stata lasciata come nella versione originale. Voi non trovate? Rappresenta un po’ la difficoltà della protagonista che si trova sotto la pioggia scrosciante ma nessuno sembra vederla o ascoltarla. Il titolo italiano è stato molto modificato rispetto all’originale “Made you Up” che sta più o meno a significare una cosa del tipo Ti ho inventato. Non avrebbe di certo suonato bene in questo modo in italiano, lo ammetto e devo dire che, nonostante tutto ha il suo significato. Mi piace il titolo italiano nonostante con l’originale non c’entri granché né dia alla storia una spiegazione riguardo la storia. C’è il riferimento al mondo che muore, ovviamente come a intendere che se si chiudono gli occhi, nel mondo di Alex, tutto scompare data la sua malattia.

L’ambientazione del libro è una cittadina americana e l’epoca è moderna, ambientato ai giorni nostri, in un mondo in cui i pregiudizi fanno da padroni, a cui la protagonista ha costantemente paura di essere sottoposta.woman sitting while sketching

«Sei me?» chiesi. «Non riuscivo a pensare a nessun altro» ammise.

I personaggi di questa storia sono diversi ma non avremo modo di conoscerne molti se non quelli che sono molto a stretto contatto con la protagonista. Avremo modo di conoscere la combriccola di Miles e Miles stesso, il collega e compagno di scuola di Alex, i genitori della protagonista e la sua piccola sorella Charlemagne. Tutti questi personaggi sono fondamentali nel corso della storia e daranno il loro contributo positivo o negativo che sia.

Alex è una ragazza che nonostante la sua schizofrenia paranoide non si arrende e cerca sempre di capire se ciò che vede è reale o meno. Porta con sé la sua fotocamera e fotografa ogni cosa di cui sia o meno in dubbio e poi cerca di comprendere se effettivamente la sua mente non gli abbia giocato un brutto scherzo. E’ una ragazza fragile che vorrebbe soltanto essere rassicurata e accettata per ciò che è, senza dover nascondere nulla. L’unico suo rifugio e porto sicuro è la piccola sorella Charlie. Miles sarà per lei l’altro lato della medaglia, il misterioso ragazzo dagli Occhi Blu che ricorda da bambina ma anche tutto quello che lei non riesce ad essere. lui è menefreghista e va avanti per la sua strada. E lei vorrebbe soltanto essere un pochino come lui.

La gente si comporta in un certo modo, perchè è fatta in un certo modo? Oppure ci deve sempre essere un motivo? Mi piaceva pensare che, se qualcuno mi avesse mai visto fare qualcosa di strano, non avrebbe subito dato per scontato che fossi una cattiva persona. Che magari mi avrebbe almeno chiesto se andava tutto bene, prima di saltare alle conclusioni.

woman reading book while sitting on white chairIl perno centrale della storia è la schizofrenia di Alex. Non c’è un momento in cui il lettore assieme alla protagonista stessa non sia davvero sicuro di ciò che Alex sta effettivamente vedendo o con chi sta parlando. E’ una storia particolare e sicuramente originale che mette in primo piano questa malattia invalidante che non permette la lucidità e la sicurezza di ciò che si ha di fronte. Sicuramente una prospettiva di lettura nuova e curiosa.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice, fluido e super scorrevole, visto in prima persona dalla protagonista di questa storia, Alex. Una lettura sicuramente piacevole e coinvolgente sicuramente che non annoia. Infatti ci sono dei momenti in cui il lettore può rimanere più o meno sorpreso. Ammetto che, almeno soggettivamente non ne sono rimasta poi troppo sorpresa perchè avevo dei sospetti e avevo capito diverse cose fin dall’inizio di cui poi ho avuto conferma ma sommariamente è stata una storia ben costruita.

La tematica esposta all’interno del libro è sicuramente importante e ben costruita. Fino ad ora non mi era ancora mai capitato di imbattermi in un young adult con un protagonista con questo tipo di malattia e devo ammettere che è stato interessante scoprire anche cose che non conoscevo oltre alla storia in sé. Molti atteggiamenti di Alex mi hanno ricordato il film con Russel Crowe, A beautiful Mind, in cui il protagonista soffre della stessa patologia di Alex. Ritengo che sarebbe doveroso aprire una grande parentesi sulla schizofrenia paranoide e dire che non so se in questo libro sia stata trattata come avrebbe dovuto ma ammetto che la lettura, stando alle mie veramente basilari (rasoterra) conoscenze della cosa è stata una scoperta e un viaggio attraverso una vera e propria novità persino in ambito letterario.

Quello che non mi ha convinto al 100% è stato il professore e tutto ciò che ne deriva. Non posso dirvi di più altrimenti rischio di fare spoiler ma la storia legata a questo e il fatto che lei stessa si trovi ad investigare sembra messo lì tanto per dare un diversivo al lettore ma non mi è sembrato strutturato con cognizione di causa. Ammetto che è stata l’unica cosa che non mi è piaciuta e la cosa ha persistito lungo tutto il corso della lettura nonostante il libro, in fin dei conti, mi sia piaciuto.

Il personaggio di Miles è stato enigmatico ma essenziale ai fini di questa storia. Dall’altro lato ho detestato non poco i genitori di Alex che oltre al semplice fatto di essersi comportati in maniera del tutto errata nei confronti della figlia, hanno dato delle dimostrazioni poco piacevoli all’interno del libro ma che comunque potrebbero essere una delle tante realtà che potrebbero più o meno accadere anche in realtà.

«Ma… ma se tutto questo mondo», annaspai di nuovo in cerca d’aria «se ogni cosa è solo nella mia testa? L’East Shoal e Scarlet e il ponte e tu, se tu non sei reale perchè nulla è reale?» «Se nulla è reale allora che differenza fa?» mi domandò. «Tu ci vivi in questo mondo. «Questo non lo rende abbastanza reale?»

La lettura è stata interessante sotto diversi punti di vista, specialmente quello della malattia a molti sconosciuta. Consiglio la lettura a cui ha amato il precedente libro della Zappia ma anche a chi ha voglia di affrontare un libro con una tematica importante restando, al tempo stesso, un libro per ragazzi e adolescenti.

Francesca Zappia come sempre ama concentrarsi su tematiche profonde e su protagoniste con malattie o problematiche difficili che cercano il riscatto, la verità e di trovare finalmente un posto nel mondo oltre al semplice fatto di essere accettate per quello che sono. Delle storie che entrano nel cuore in punta di piedi fino ad insediarsi completamente all’interno.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©