RECENSIONE #358 – NON E’ TE CHE ASPETTAVO DI FABIEN TOULME’.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Un altro libro che ho letto alla fine dell’anno è stato questo. Sono davvero felice di averlo letto e di parlarvene perchè è stata davvero una lettura soddisfacente sotto molti aspetti. Spero decidiate di prenderlo in considerazione perchè è davvero ben fatto. A voi:

517unka1wilTitolo: Non è te che aspettavo
Autore: Fabien Toulmè
Traduzione di Francesco Savino
Casa editrice: Bao Publishing
Pagine: 246  
Prezzo: 20,00 €

Link d’acquisto: https://amzn.to/39ItxHM

TramaPrivio del buonismo più smielato, Non è te che aspettavo è la sincera autobiografia di un padre che non ha avuto la “figlia che si aspettava”, raccontando senza vergogna tutte le difficoltà affrontate prima di accettarla come membro effettivo della sua famiglia. La narrazione semplice lo rende anche un fumetto scorrevole da leggere: una narrazione semplice per la vita di un padre comune.

RECENSIONE

La storia che Fabien ci porta con i suoi disegni, è la biografia di un padre che aspetta la seconda figlia e tutte le paure relative al caso, oltre al fatto di ricevere quella che lui non si aspettava. Si, perchè Julia è trisomica, ovvero, ha la sindrome Down. Oltre ad essere un motivo di paura che lo accompagna nel lungo percorso della gravidanza in cui spera di avere una figlia “sana” e tutto sembra presagire che tutto sia così, semplicemente perfetto. Fino a che Fabien non vede Julia per la prima volta. E li, i suoi dubbi diventano realtà e la strada pericolosamente dolorosa per i due genitori.

Riuscirà Fabien ad accettare sua figlia? Cosa porterà Julia nelle loro vite? Fabien porterà avanti il cambiamento verso se stesso, lasciando andare tutte le paranoie e il dolore, amando finalmente sua figlia così com’è?

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La trama del volume è semplice. Non sapevo fosse un’autobiografia finché non ho visto che alla fine del volume c’erano le foto dell’autore con sua figlia Julia. E’ un mio vizio, nelle Graphic Novel non leggo quasi mai la trama per non spoilerarmi o per non sapere troppo della storia in questione e mi lascio guidare da titolo e copertina. Una storia che mi ha colpito fin da subito e di cui sono rimasta davvero soddisfatta. Una bella lettura, seppur difficile.

La copertina del volume è davvero meravigliosa e rende molto ciò che il titolo intende comunicare. Il colore della copertina rappresenta una delle colorazioni che viene utilizzata all’interno del libro, in special modo quando il protagonista è più tranquillo o comunque non è in una fase particolarmente negativa. Amo molto l’accostamento titolo e copertina, davvero unici. Il titolo, visto a primo acchito, per chi non ha letto la trama può sembrare che parli dell’arrivo del primo figlio, infatti era ciò che credevo anche io se devo dirlo in tutta franchezza. Purtroppo non leggendo quasi mai le trame ( delle Graphic Novel ancora meno che dei libri, visto che sono brevi e a volte dicono anche troppo) mi sono lasciata trasportare dal titolo e dalla copertina. Devo dire che assieme sono un connubio perfetto, solo che non parlano della prima figlia perchè Fabien ha già una figlia, ma della secondogenita e della sua esperienza visto che è nata con la sindrome Down.

L’ambientazione varia sempre molto all’interno del volume. La storia ha inizio in Brasile, si sposta in Francia e si muove fra le varie regioni francesi fino a spostarsi nuovamente. Fabien non è un e l’epoca sembra essere abbastanza moderna, sarà di qualche anno fa vista la nascita di Julia, la figlia di Fabien, che racconta la sua esperienza in merito alla nascita della sua secondogenita.Risultati immagini per Non è te che aspettavo Autore: Fabien Toulmè

I personaggi di questo volume non sono moltissimi. Avremo sicuramente modo di conoscere bene e nel dettaglio l’autore e le sue paure più profonde, conoscerlo nell’intimità e nel sentirsi un genitore sia per quanto riguarda la prima figlia che per la seconda.

La paura principale di Fabien è quella di avere una figlia che abbia qualche tipo di patologia. Fin da bambino ha sempre avuto timore dei ragazzi con la sindrome Down e, dopo varie visite di sua moglie, il giovane autore ha paura che la figlia possa essere nata trisomica. E’ proprio quando i suoi dubbi saranno fondati che tutto crolla sulle sue spalle come un macigno. Tutto diventa difficile

Risultati immagini per Non è te che aspettavo Autore: Fabien Toulmè

Il perno centrale di questo libro, è la sindrome Down di Julia e le paure che ha suo padre. In queste pagine scoprirete le paure del secondo figlio, l’ansia che questo non sia come ci si aspetta, la paura della sindrome Down, la rabbia, la tristezza e il dolore. 

Lo stile dell’autore è semplice, scoprirete tutto leggendo il libro nel dettaglio. Una storia difficile, che pone Fabien autore di questo volume sotto i riflettori. Infatti lui si spoglia di ogni minima cosa e si mette a nudo di fronte ad ogni difficoltà.

La grafica è particolare, non mi ha fatto particolarmente impazzire ed è difficile in alcuni momenti distinguere la vera e propria differenza fra un ragazzo con la sindrome Down da uno che non ce l’ha. Ci sono solo alcuni tratti che lasciano presagire la cosa, come la rotondità del volto o il fatto che sia allungato, il naso fatto in maniera diversa. Dal viso, qualcosa si riesce a contraddistinguere, stessa cosa che capita poi anche nella quotidianità, non solo nel fumetto. 

Cosa che sicuramente contraddistingue questo fumetto dai precedenti, oltre al fatto che è una vera e propria autobiografia dell’autore sulla sua esperienza con sua figlia con la sindrome Down, è il fatto che i disegni non hanno mai un colore omogeneo e delineato. La storia procede a colori in base ai sentimenti che muovono l’autore e le difficoltà che esso incontra. Ci sono periodi in cui c’è malinconia e quindi viene utilizzato il blu, ci sono momenti dediti alla tristezza o in cui c’è rassegnazione, dolore, distacco. Tutti questi sono rappresentati da un colore. C’è un momento in cui le pagine sono completamente blu, altre in cui sono verdi, altre rosse o arancioni. Tutto questo dipende dalle emozioni provate dal giovane protagonista e padre di Julia.

Nonostante avere un figlio sia una benedizione, Fabien mette in campo persino il distacco per sua figlia ed il fatto che per lei non riesce a provare niente, non riesce neppure a sentirla come sua figlia. Se vista così può sembrare una cosa completamente disarmante e orribile anche solo da pensare masi parla solo per esperienza, per cui posso dire che è una storia di un padre ce si trova di fronte ad una cosa inaspettata e che non sa come gestirla. Aveva paura che potesse succedergli e gli è successo cogliendolo completamente alla sprovvista.

Ho apprezzato molto tutto ciò che viene dopo l’accettazione di Julia, il fatto che venga mostrato anche come la gente è ignorante e dica cose senza alcun senso logico o il solo fatto di mostrare il comportamento di chi si trova di fronte ad una famiglia con un ragazzo o una ragazza con problemi o con differenze rispetto al normale.

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Il libro è stata una vera e propria scoperta. Mi trovo a voler consigliare questo libro a tutti gli amanti delle Graphic Novel ma anche agli amanti delle autobiografie e delle storie davvero, davvero belle. Una storia unica, che amerete.

Fabien Toulmé è un autore che arriva dritto al cuore e si insedia all’interno per via delle sue paure. Nonostante non sia riuscita a sentirmi pienamente connessa a lui ho trovato una dolce affinità con sua moglie e le sue piccole. Una storia che entra nel cuore e s

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, nel frattempo, vi aspetto!
A presto,

Sara ©

SEGNALAZIONE #146 – PER IL SOGNO DI ALTRI DI MASSIMO BELLAVITA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giorno, altro articolo per voi. Oggi vi porto una biografia particolare che ci mette a contatto con il mondo animale. Siete curiosi? Non vedo l’ora di parlarvene per cui, bando alle ciance e date un’occhiata a questo libro:

Risultati immagini per PER IL SOGNO DI ALTRI DI MASSIMO BELLAVITATitolo: Per il sogno di altri
Autore: Massimo Bellavita
Pagine: 225 e-book/ 319 cartaceo
Prezzo cartaceo: 13,08€
Prezzo e-book: 6,99€
Data di uscita: 04 giugno 2019

Genere: Narrativa – biografico
Sinossi: doveva essere un lavoro semplice, l’esperienza e le conoscenze c’erano, il posto era stato trovato e il requisito richiesto era uno solo ma fondamentale: fare il lavoro sporco. E da quell’esperienza nasce la testimonianza in prima persona di un sogno che si realizza, l’apertura di un allevamento e pensione per cani, dove due soci mettono a nudo la loro vera indole e si confrontano con i due mondi paralleli in cui si trovano a vivere: quello umano e quello canino. 

ESTRATTO

La proposta
Il momento preciso in cui mi fu proposto di “aprire un canile” non lo ricordo, ma probabilmente mi trovavo ancora a lavorare in aeroporto, dove, ormai da anni, stavo portando avanti la mia lotta personale contro il “sistema aeroporto” che, a mio modo di vedere, prevedeva la spersonalizzazione del singolo e la sua dissoluzione in una massa compatta e amorfa. Alla fine del 2007, ormai esausto e intaccato sia fisicamente che psichicamente da quella mia battaglia silenziosa, diedi le dimissioni. Dopo quella ennesima esperienza, durata quasi due lustri, sapevo che il lavoro dipendente non faceva al caso mio e che vi avrei potuto far ricorso solo sporadicamente, per mere necessità economiche. La mia marcata personalità autonoma non lasciava altri spazi decisionali: conoscendomi, sapevo che avrei dato il meglio in una qualsiasi attività indipendente. Quindi, il 2008 poteva e doveva essere l’anno della svolta. Di fatto, terminai l’università e mi concessi un lungo anno sabbatico e di riflessione, nel quale però mi vennero poche idee brillanti, nessuna delle quali mi affascinò a tal punto da prendere una vera decisione. Fissai la mia residenza nella città di adozione, compii qualche viaggio nel Nord-Est italiano e nella capitale, per poi fermarmi nei successivi quattro anni in quello che sarebbe diventato il luogo della mia nuova esperienza di vita. In quello stesso 2008, firmai la mia condanna a un lavoro che, invece di rendermi libero, mi rese schiavo.


Che ve ne pare? Fatemi sapere, mi raccomando, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #346 -UN LITRO DI LACRIME DI AYA KITO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto la recensione di questo nuovo libro che spero possa piacervi. Ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura del libro di cui sto per parlarvi. Una biografia toccante, un diario che vi entrerà nel cuore. A voi:

4544669-9788817143424-285x424Titolo: Un litro di lacrime
Autore: Aya Kito
Prezzo: 16.00 €
Pagine: 192
Data di uscita: 01/10/2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/31OiPdw
TramaNel vasto mondo asiatico, il diario di Kito¯ Aya ha conosciuto un successo inarrestabile: pubblicato sul finire degli anni Ottanta in Giappone, ha venduto oltre un milione di copie. Una platea affollata per il racconto in prima persona di una ragazzina quindicenne che ha ispirato e incantato un intero continente. Aya racconta dieci anni della propria vita, racconta l’adolescenza e l’inizio dell’età adulta, una vita come tante, ma senza prospettiva, un’esistenza minata dalla malattia, ecco la differenza. Ed è racchiusa qui la potenza di queste pagine: nella ribellione, nell’ironia, nella fragilità che si trasforma in forza, che fanno di Aya un simbolo, una figura di culto. Perché, al di là della sua particolare condizione, è riuscita a gridare con voce limpida cosa vuol dire diventare grandi, e a contare quante lacrime servono per affrontare le sconfitte. Inedito per trent’anni in Europa, il diario di Aya arriva oggi a noi con la stessa, rara forza di allora.

RECENSIONE

woman standing on gray floorQuesta è una biografia pubblicata postuma della giovane Kito Aya. La storia ha inizio con la piccola Kito che a scuola comincia ad avere dei problemi alle gambe e a traballare mentre cammina, comincia ad avere problemi di linguaggio e via discorrendo. Kito inizia a seguire una cura e spera di guarire ma comincerà presto a rendersi conto di non avere scampo, che la malattia che l’ha colpita non se ne andrà anzi, peggiorerà sempre. Kito è affetta da atassia spinocerebellare, che intacca il cervelletto a livello neurologico in maniera degenerativa. Il malato così, comincia a non riuscire più a camminare, a parlare, a muovere gli arti e le articolazioni, peggiorando di giorno in giorno sempre di più. Ma Kito è una vera combattente e nonostante tutte le difficoltà a cui andrà incontro riesce sempre a trasmettere tanto coraggio e voglia di vivere.

Come si evolve la malattia di Kito? Cosa proverà lungo il suo difficile percorso con la malattia? Riuscirà questo piccolo diario ad aiutarla a tenere fede dei suoi progressi e dei suoi peggioramenti? 

Non voglio nemmeno pensarci. E’ triste, e difficile da accettare, ma è la realtà. Non mi importerebbe essere stupida, se soltanto avessi un corpo sano.

La trama è ben scritta, leggera e trasmette tutto l’amore e la voglia di vivere, il coraggio e la forza che ha avuto Kito alla sua età nell’affrontare una malattia così disastrosa, così degenerativa. Una trama che mi ha incuriosito a voler conoscere dopo tantissimi anni di attesa, la voce di Kito Aya.

La copertina è davvero meravigliosa e su questo non ho altro da dire. Le nuvole e i colori tenui illustrati sulla copertina ricordano sia la leggerezza della piccola Kyto, sia tutto ciò che lei ha sempre desiderato e voluto nella sua vita e che purtroppo la malattia gli ha tolto. Il titolo è stato tradotto dall’originale  e non è stato cambiato con nessun altro tipo di significato. Ho apprezzato molto questa scelta ed è riferita ad un pezzo che viene citato all’interno del libro in cui Kito si ritrova ad essere costretta ad abbandonare la sua scuola. Verserà un litro di lacrime ed altre ancora anche dopo ma saranno lacrime amare e dolorose.

L’ambientazione è Giapponese e l’epoca va dai dieci anni di Kito, intorno all’anno 1972 fino alla sua morte.

woman wearing gray long-sleeved tops reading bookQual è lo scopo della mia vita?  Vengo sempre aiutata dagli altri, e non c’è nulla che possa fare per sdebitarmi. L’unica cosa che mi fa andare avanti è lo studio, non riesco a trovare niente di importante.

I personaggi di questa biografia sono diversi. Kito è una ragazzina che ama leggere e scrivere, le piace studiare e le piacerebbe un giorno avere una famiglia tutta sua. E’ una ragazza semplice, molto legata agli amici e alla sua famiglia, sopratutto a sua madre. In questa biografia vedremo solidificarsi ancor di più il legame madre-figlia, quello con Kito e i suoi fratelli, quello con Kito e la sua dottoressa e per ultimo, ma non meno importante, quello verso se stessa. E’ vero, per la giovane sarà sempre più difficile fare qualsiasi tipo di cosa ma matura in se un grande senso di maturità, di forza e coraggio che molti non hanno o non avrebbero.

Kito è stata una ragazza e un modello per molti malati di atassia spinocerebellare e questo diario ne sarà la prova inconfutabile.

Con oggi è una settimana che prendo le pastiglie bianche. Riesco a parlare con più scioltezza e deglutire il cibo è meno faticoso. Mi sembra anche che la gamba destra sia un po’ meno rigida, ma il suo aspetto è sempre terribile. E continua a farmi male, di tanto in tanto.

Il perno centrale di questa storia è la malattia di Kito e il fatto che nonostante stia regredendo sempre di più, lei non voglia arrendersi e combatta con tutte le sue forza per cercare di vivere anche solo un giorno in più.

woman in white top under cloudy skyLo stile utilizzato da Kyto Aya è piuttosto semplicistico, quasi fosse una sottospecie di reportage, è sicuramente molto particolare e di difficile approccio, almeno iniziale. In effetti essendo una biografia ed essendo utilizzato come diario l’approccio è stato semplice e funzionale al ruolo che doveva svolgere. Una storia che vi farà entrare Kito Aya nel cuore, ve lo assicuro.

La storia è stata sempre più toccante mano a mano che si procedeva verso la fine. E mano a mano che si procedeva verso la fine dei giorni di Kito ci si rende conto di quanto questa malattia ti rubi ogni cosa tranne la coscienza e il modo di pensare. Ed è questo continuare a pensare e a rendersi conto di essere sempre più inutili che distrugge la persona. Il solo e semplice fatto di essere passata a essere tutto a niente diventa straziante e sempre più triste.

Ho apprezzato molto le parti finali scritte dalla dottoressa che ha avuto in cura Kito e dalla madre che ha combattuto una battaglia grande assieme a sua figlia. La dottoressa prese talmente a cuore Kito da prenderla come modello per altri malati di atassia spinocerebellare e donargli quella forza in più di cui hanno bisogno. La madre di Kito, invece, è stata accanto a lei in ogni momento ed invece di sminuirla o fargli tutto, l’ha sempre spronata a fare di più finché le è stato possibile. E’ stata coraggiosa anche lei perché ha dato la forza a Kito di combattere giorno per giorno.

Che problema c’è a cadere? Puoi sempre rialzarti. Quando cadi, solleva gli occhi al cielo. Anche oggi si stende sopra di te, azzurro e sconfinato.

Questa biografia è stata davvero toccante sotto ogni aspetto possibile. Nonostante la scrittura non mi abbia particolarmente fatto impazzire, la vita di Kito vi toccherà dall’inizio fino alla fine dei suoi giorni. Una storia che vi consiglio di leggere, non ve ne pentirete.

Come dare un voto in una biografia? E’ difficile e senza alcun dubbio lo è anche per questa, o forse dovrei dire sopratutto. La vita di Kito Aya è stata breve ma intensa e allo stesso tempo dura. Kito non è riuscita a fare ciò che voleva nella vita ma è riuscita a trasmettere la forza e la tenacia di affrontare una malattia così grave a testa alta, senza arrendersi mai del tutto.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Una lettura che merita molto. Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #330 – NELLA BOCCA DEL LUPO DI MICHAEL MORPURGO E BARROUX

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto un libro per ragazzi, che sono sicura possa piacere a grandi e piccini, davvero particolare e interessante. La storia vera di due fratelli e della guerra, la seconda guerra mondiale, che ha cambiato per loro ogni cosa. Ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura di questo bel libro. Ecco a voi la recensione:

nella-bocca-del-lupoTitolo: Nella bocca del lupo
AutoreMichael Morpurgo e Barroux
GenereNarrativa
Data di Pubblicazione3 settembre 2019
FormatoCartaceo
Pagine176

Link d’acquisto: https://amzn.to/2N3dYlQ

TramaFrancis e Pieter, due fratelli molto uniti eppure così diversi. Quando scoppia la Seconda guerra mondiale scelgono strade opposte: Pieter si arruola nell’aviazione britannica e va a combattere, mentre Francis, convinto pacifista, fa obiezione di coscienza e si ritira nella campagna francese. Le loro idee sembrano guidarli, ma la guerra travolge tutto e Francis si ritroverà solo di fronte al nemico. Uno dei più grandi autori per ragazzi contemporanei attinge alla storia vera dei suoi zii per dar voce alla lunga e commovente lettera di un uomo che, nel giorno del suo novantesimo compleanno, ricorda il fratello scomparso settant’anni prima. Il testo è accompagnato dalle raffinate ed evocative illustrazioni di Barroux.

RECENSIONE

Risultati immagini per barroux in the mouth of the wolfLa storia che viene narrata e illustrata in questo libro, è la vita di Francis Cammaerts, un uomo che ha dedicato la sua vita al pacifismo ma che lo hanno portato a far parte della Resistenza nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Francis ha appena festeggiato i novantanni ed è lì che si ritrova a ricordare tutte le persone che sono state fondamentali per lui nel corso della sua vita. A partire da suo fratello Pieter, la storia sarà una serie di ricordi in maniera molto delicata e semplice della vita di un uomo che ha fatto la sua parte lungo il corso della Guerra.

Cosa ricorderà Francis? Cosa succederà nel corso della sua vita? Cosa porta dentro di se alla fine del suo percorso?

Tu hai raggiunto le stelle, Pieter. Vedo il Grande carro dalla finestra. Il Grande carro è sempre stato il tuo predefinito. Tu sei lassù da qualche parte, Pieter, a solcare il cielo, e ogni tanto mi guardi, vegli su di me. Da allora hai sempre vegliato su di me.

Risultati immagini per in the mouth of the wolfLa trama incuriosisce, almeno è quello che ha fatto con me. Inizialmente n on ero troppo convinta devo ammetterlo ma sono stata definitivamente convinta quando ho visto che c’erano delle bellissime illustrazioni all’interno. Sono rimasta incuriosita e ho deciso di voler leggerlo e così proporlo a voi in qualche modo.

La copertina è davvero molto carina e la trovo davvero in linea con il resto della storia oltre che uguale all’originale, come potete vedere qui di lato. Mi piace la tonalità utilizzata per lo sfondo e le illustrazioni di Barroux sono davvero molto carine. Il titolo della storia è stato semplicemente tradotto dall’originale, quindi non posso che essere felice della scelta italiana e dell’adattamento che ne è stato fatto.

L’ambientazione del libro varia a seconda di dove si troverà Francis, principalmente si svolge in Francia e l’epoca è quella della Seconda Guerra Mondiale, in cui quest’uomo ha cambiato se stesso e coloro che gli stanno attorno.

Devo stare sveglio e invece sento il sonno sopraffarmi. Voglio che siano tutti qui non per festeggiare – la festa è finita, bere, mangiare e le chiacchiere e le risate, e i discorsi e le canzoni tutto finito – ma per ricordare, anche se a volte è doloroso.

personaggi di questa storia non sono tantissimi, vista comunque la mole del libro, molto molto piccola. Il personaggio principale che ci narrerà questa storia attraverso una serie di ricordi riportando alla mente altre persone che hanno condiviso delle cose con lui e che ricorda con piacere.

Francis è un uomo che dedica la sua vita al pacifismo fin da bambino. Non ha mai sopportato la guerra anche quando questa, purtroppo lo raggiunge da vicino. Pieter è suo fratello ed è il primo ricordo che torna alla mente perchè, morto in guerra giovanissimo, sarà per Francis una guida in tutte le occasioni della sua vita. Altro perno fondamentale della sua vita è Nan, quella che sarà sua moglie – con figli annessi al seguito. Lei sarà un pilastro che lo condurrà lungo le sue scelte accompagnandolo lungo un difficile percorso che lo metterà a rischio più di una volta. Sono fondamentali anche Harry e August, due persone da cui Francis ha imparato tanto e di cui ogni cosa ha fatto tesoro. August è quello che più di tutti ha segnato la sua vita a parte suo fratello. Da lui ha imparato tanto, a nascondersi e a mimetizzarsi ma anche tante cose che gli serviranno nella vita di tutti i giorni. C’è Christine e c’è Paul. Ognuna di queste persone hanno creato 

Facemmo una lunga passeggiata fra i campi. Gli dissi che detestavo sempre l’idea di uccidere. Volevo trovare un modo di combattere la mia guerra, nella maniera che volevo io, dove sapevo che potesse fare la differenza.

Risultati immagini per barroux in the mouth of the wolfIl perno centrale di questa storia è la vita di Francis che ci racconta gli anni più importanti della sua vita attraverso le persone che ha incontrato lungo il suo cammino. Una biografia delicata, dolce e autentica.

Lo stile utilizzato dall’autore è piuttosto semplice e molto minimalista. Michael Morpurgo si limita a narrare e a descrivere ciò che potevano essere i pensieri di Francis Cammaerts prima di morire, all’età di novantanni, riportando alla mente le persone che ha amato e a cui ha voluto bene nel corso della sua vita. Dico minimalista perchè in alcuni momenti sembra semplicemente limitarsi a raccontare dei fatti accaduti senza metterci sentimento e in altri invece esprime sentimenti ed emozioni verso coloro che sono state delle persone importanti per lui ma lo fa con una cadenza particolare e semplicistica.

Il libro essendo molto piccolo può essere letto anche in una mezz’ora scarsa. E’ una storia che porta alla luce la storia di un uomo che ha lottato per le proprie idee e per la Resistenza in un periodo difficile, di guerra, in cui sarebbe potuto morire da un momento all’altro. Nonostante però la trama narri questa vicenda come se fossero i due fratelli ad essere un vero e proprio connubio di sentimenti, possiamo vedere l’amore per Pieter soltanto nello spazio dedicato a lui, poi non viene citato in altro modo e sembra quasi svanire un po’ rispetto al resto. Su questo, infatti, mi sarei aspettata molti più riferimenti e ricordi che legavano i due.

Le illustrazioni di Barroux sono sicuramente la parte più bella di questa storia. Non che tutto il resto non lo sia, non fraintendetemi, ma sono davvero adorabili ed è impossibile non innamorarsi dello stile semplice ma accattivante di questo disegnatore che arriva dritto al cuore.

Avresti dovuto conoscere Auguste, Harry. Un uomo grande e umile, oltre a essere intelligente e intrepido. L’operatore radio, come sai, era il mestiere più pericoloso della Resistenza. Li catturavano spesso, e quando succedeva li uccidevano. Auguste no. Era più furbo dei tedeschi, li vinceva in intelligenza, in astuzia. Tu mi avviasti al mestiere, Harry. Auguste mi insegnò come farlo, come mantenere il vantaggio e restare vivo. Siete tutti e due cari amici, vecchi compagni, fratelli.

Il libro è stata una lettura piacevole che consiglio sopratutto ai più piccoli, per avvicinarli a ciò che è stato la guerra fino a scoprire il punto di vista di un uomo come tanti. Consiglio la lettura, piacevole.

Michael Morpurgo Barroux hanno creato un connubio perfetto insieme fra storia e illustrazioni, riportando quasi in vita la storia di un uomo che ha fatto molto per il suo paese, in memoria di Francis e suo fratello Pieter. Una storia dolce, di ricordi e memorie di un uomo che ha fatto la storia, come tanti.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere mi raccomando,  vi aspetto!

A presto,

Sara ©