RECENSIONE #301 – CUCITI AL CUORE, diario di un padre fortunato DI FRANCESCO CANNADORO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, un po’ in ritardo rispetto al solito orario, vi porto un nuovo libro che spero sinceramente, possiate leggere e apprezzare. Se mai leggerai questo articolo, caro Francesco, sappi che ti abbraccio il cuore. Tommi è dolcissimo ed ora è cucito anche un po’ sul mio di cuore. Una lettura che merita, a voi la recensione:

41qy19svuzl._sx355_bo1204203200_Titolo: #CUCITIALCUORE – Diario di un padre fortunato
Autore: Francesco Cannadoro
Prezzo: € 14,00 cartaceo Ebook: €6,99 
Pagine: 143
Genere: Autobiografia
Editore: Ultra 
Data di pubblicazione:  14 Marzo 2019
Link d’acquisto: CLICCA QUI

 

Trama: Questa è un’epica battaglia contro il drago. Non pensate però di leggere di cavalieri, principesse, spade magiche e destrieri leggendari. Questo libro racconta una storia semplice, molto reale. Francesco è un ragazzo di 36 anni, cresciuto senza genitori, che sogna da sempre di avere finalmente una famiglia tutta sua. Tommi (rigorosamente con la “i”) è quel sogno che ha preso forma. È suo figlio, il suo amore più grande, quella sicurezza del cuore che adesso, pensava, nessuno gli avrebbe più tolto. Poi, invece, è arrivato il drago. Il piccolo Tommi è nato affetto da una patologia sconosciuta e degenerativa. Il suo cervelletto si atrofizza lentamente, compromettendo lo sviluppo psicomotorio. Con il tempo, Tommi ha perso anche la vista. Francesco nel 2016 ha aperto una semplice pagina Facebook nel tentativo di raggruppare persone che ne sapessero più di lui sulla disabilità e lo aiutassero a capire come muoversi in un mondo decisamente non semplice da abitare. Poi ha cominciato a condividere tutte le informazioni raccolte con chiunque si unisse alla sua avventura. È nato così il sito e il progetto Tommigiornale, che dà voce ad altre famiglie che affrontano simili battaglie e approfondisce argomenti di varia natura, spesso – ma non esclusivamente – legati al mondo della disabilità. Il tutto condito da una buona dose di umorismo. Dopo aver raccolto in sei mesi decine di migliaia di follower sui social, Diario di un padre fortunato arriva ora in libreria. La battaglia contro il drago è appena iniziata, fai la tua parte. Ah, c’è pure la mamma, eh…

RECENSIONE

Risultati immagini per diario di un padre fortunatoLa storia racconta l’autobiografia di Francesco Cannadoro dalla nascita del piccolo Tommi (rigorosamente con la i, mi raccomando!). Ed è proprio Francesco, in prima persona a raccontarci che avventura, per lui e la sua famiglia, è la vita. Questa è la storia di Francesco e di Tommi (e della sua mamma) e di quel drago un po’ troppo difficile da battere. Questa è la storia di chi combatte per la vita ogni secondo e cerca di conquistarsi anche un solo giorno in più nel mondo.

Cosa succederà quando nascerà Tommi? Quando il drago andrà a fare visita alla giovane famiglia? Come cambierà la loro vita?

Io non mi perdo tutto questo oggi, piangendo per domani. Nessuno dovrebbe farlo.

La trama è dolcissima ma dura e la storia non è da meno. Personalmente non conoscevo la storia di questo papà. E’ stata mia madre che, seguendo il social e la loro storia ha deciso di acquistare il volume. Così solo dopo averlo letto lei lo ha passato a me, che come sapete non potevo lasciarmelo sfuggire. E’ una lettura molto piccola dove il giovane papà non fa altro che lottare contro un drago, per mano a sua moglie e a suo figlio.

La copertina è adorabile ma d’altronde come non amare Tommi e i suoi sorrisi. Stesso sorriso che si vede negli occhi del giovane Francesco Cannadoro, padre del piccolo. Una foto che ci permette di entrare fin da subito a contatto con i sentimenti di questo padre arrabbiato e allo stesso tempo combattivo, dolce e amorevole verso una piccola creatura di nome Tommi. Il titolo riprende l’hastag che Francesco utilizza sui social e il nome della pagina Facebook e Instagram. Diario di un padre fortunato è un ritrovo dolce, pieno di amore che vi invito a visitare.

Poi lei si girò ancora e, questa volta, per un attimo i miei occhi e i suoi s’incrociarono. Non fu un colpo di fulmine, per niente. Però a distanza di anni abbiamo un figlio e insieme combattiamo il drago.

Francesco Cannadoro, voce narrante di questa storia autobiografica è un padre che ama suo figlio in maniera incondizionata. E’ una persona che ne ha vissute tante in primis sulla sua pelle e la sola idea di avere una famiglia tutta sua e un figlio. 

Francesco, nel corso delle sue pagine con simpatia e ironia si mette a nudo e tira fuori tutti i suoi dubbi, le sue perplessità, le sue lacrime e tutta la rabbia. Verso Dio, verso gli altri, verso il drago e verso quello che Tommi non avrà mai. Però, allo stesso tempo, a Tommi non fa mai mancare sorrisi e coccole perchè solo con uno sguardo riesce a conquistarsi. Un padre e una madre forti, coraggiosi e pieni di amore, di luce e di premura da regalare ad un figlio che se li merita tutti.

Ha il viso stanco, la testa piena, il cuore a pezzi e tanta rabbia, che traspare dalle parole e dagli sguardi. Domande senza risposte che hanno pian piano affievolito la luce di cui brillava. La stessa luce che però io oggi vedo negli occhi di Tommi. Quasi gliel’avesse prestata, come se servisse più a lui, perchè lei sta bene in penombra. (…) Nostro figlio è luminoso come lo era lei, ogni suo sorriso è gioia di vivere. Forse è per questo che lo amo così tanto, perchè somiglia a lei.

Risultati immagini per diario di un padre fortunatoIl perno centrale è Tommi. Il piccolo bimbo è una forza della natura e i suo sorrisoni bellissimi riempiono di gioia anche le pagine più buie. Tommi, come potete vedere dalla foto qui di lato, è un bambino dolcissimo che viene voglia di riempire di baci. E’ frutto dell’amore più grande, di due genitori che lottano contro il drago,  contro la gente, contro gli ospedali, contro tutti. 

Lo stile utilizzato è semplice, scritto in chiave ironica, Cannadoro racconta le avventure, l’amore ma sopratutto la lotta contro il drago. Il drago è forte, potente, sembra buttarli giù sempre, continuamente ma non ci si arrende. La forza di Tommi è quella di un combattente che tiene testa al drago e che, nonostante tutte le difficoltà che la vita ha riservato a questa famiglia

Francesco nel suo volume dice che Tommi ha la luce negli occhi che ha la sua mamma – che non metto in alcun modo in dubbio ovviamente – ma è anche lui che trasmette luce dagli occhi, sia dalle foto che ho visto dal libro e sulle sue pagine social, sia per come parla di suo figlio. 

Ma fino a che sarà… NOI saremo. E dopo saremo lo stesso. In un modo diverso, inspiegabile, astratto, ma saremo. Perchè NOI saremo per sempre.

Il libro è davvero un piccolo gioiello da custodire. Una storia toccante, profonda, che fa riflettere e che vi consiglio di leggere. Davvero. Prendetevi qualche ora della vostra vita e dedicatele a questa famiglia e magari riuscirete anche a supportare con un piccolo gesto l’amore per il piccolo Tommi.

Francesco Cannadoro è un padre fortunato. Un padre che ama incondizionatamente suo figlio, che rende meravigliosa ogni singola giornata di Tommi anche se per lui è difficile ogni secondo di più, anche se ogni giorno lui può fare sempre meno. Perchè Tommi (sempre e solo rigorosamente con la i) è, è stato e sarà sempre il NOI, tutti NOI.


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, spero lo leggerete e darete un’occasione a questo libro.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #287 – MORTE NELLE HIGHLANDS DI LUCY FOLEY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Buon fine settimana! Oggi sono qui per presentarvi un thriller (era tanto che non ne leggevo uno lo so, e sono felice di aver ripreso con questo perchè dalla trama sembrava davvero entusiasmante). Ringrazio la Giunti editore per avermi permesso la lettura e ve ne parlo subito 

c4277-44cf084a64a74f9aa2dfb6919176e8e7Titolo: Morte nelle Highlands
Autore: Lucy Foley
Genere: Thriller
Data di uscita: 3 Aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2XFmIzT
Trama: Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l’ultimo dell’anno insieme. Per Emma, l’ultima arrivata, l’unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l’occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell’esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l’ospite viene ritrovato – morto – tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l’ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l’unica single del gruppo. Chi è l’assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

RECENSIONE

ambiente, asfalto, automobileLa storia ha inizio con un corpo che viene ritrovato da Heather il giorno dopo Capodanno. Lei e Daug, il suo guardiacaccia della tenuta sono preoccupati. Soltanto due giorni prima un gruppo di amici arriva alla tenuta di Heather e sono tutti amici di vecchia data. Sono cresciuti dai tempi del college ma volevano passare ancora del tempo assieme. Tutti uguali ma allo stesso tempo tutti diversi e a loro, si sommano due islandesi che alloggeranno nel loro stesso posto. Tutti uniti nel giorno di Capodanno da un destino atroce. 
Qualcuno scompare misteriosamente e viene ritrovato morto. Chi è l’assassino? E’ qualcuno dei giovani amici che tanto sembravano legati? E sopratutto, chi è la vittima?
«Doug?» sussurro. (…) «Cosa ti fa credere che non si sia trattato di un incidente?» «Lo vedrai quando arriveremo» dice. Non si disturba a voltarsi per guardarmi, né rallenta il passo. E poi aggiunge: «Non lo “credo”, Heather. Lo so».

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La trama della storia è molto interessante. A creare suspance sia nella trama come all’interno della storia è cercare di capire chi è il morto e chi ha ucciso. Non basta soltanto scoprire il colpevole ma la vittima stessa.
La copertina italiana è inerente ed al tatto davvero particolare, su questo non c’è che dire. Anche l’originale che vedete qui di lato è allo stesso modo inerente e molto bella a modo suo. Non saprei scegliere fra le due in questo caso perchè sono belle ma non mi entusiasmano allo stesso modo. Che dire quindi? 
Il titolo è stato completamente modificato dall’originale. Dove The Hunting Party sta a significare “La Caccia“, in Italia ne è uscito Morte nelle Highlands. Devo ammettere che nonostante non ci azzecca nulla con l’originale fa il suo lavoro e presenta il romanzo. L’originale sicuramente sarebbe stato più d’impatto ma ammetto che ciò che ne è risultato funziona ed è molto buono.
L’ambientazione come potete ben capire anche dal titolo, sono le Highlands, un posto piuttosto disperso nel nulla mentre la storia si sviluppa nel Capodanno del 2018. I fatti si svolgono da li ultimi giorni del 2017 ad i primi del 2018. Non so perchè hanno cambiato ma ho notato che l’originale invece si riferisce al Capodanno del 2019 quindi a cavallo fra ’18 e ’19. Non so il perchè di questa cosa ma fatto sta che è così.

Malgrado la situazione fosse conviviale, l’altra sera sembrava proprio che si studiassero a vicenda. Forse mi sbaglio, ingigantisco la mia impressione iniziale. In fondo in qualsiasi compagnia ci sono delle tensioni. Ma sono arrivata a credere che non si sentano del tutto a proprio agio in compagnia gli uni degli altri. Il che è strano, perchè sin da subito hanno tenuto a sottolineare di essere amici di vecchia data. Ma del resto è proprio questo il problema con i vecchi amici, no? Certe volte non si rendono conto di non avere più niente in comune. Magari non si piacciono nemmeno più.

alberi, bianco e nero, boschiI personaggi di questa storia sono tantissimi e vengono utilizzati come protagonisti principali parte di alcune delle donne del gruppo e Doug, non in prima persona ma allo stesso modo avremo modo di conoscerlo da vicino.
Doug è un uomo abbastanza misterioso. Non lo conosceremo proprio nel profondo perchè lo vedremo in terza persona però avremo modo di scoprire tante cose di lui. E’ il guardiacaccia della tenuta e sa tenere a distanza chi cerca di intrufolarsi o cacciare gli animali. E’ un uomo silenzioso e taciturno.
Emma è quella che è arrivata dopo nel gruppo essendo la moglie di Mark. E’ una donna molto riservata ma cerca di integrarsi nel gruppo da un po’ visto che tutti si conoscono da tanto. Ha organizzato appositamente questo capodanno, per fare in modo che tutti potessero approvare la sua idea e per integrarsi un po’ di più visto che il gruppo si è finalmente riunito.
Heather è la proprietaria del posto e nonostante non ci sia molto nella tenuta lei è davvero entusiasta del luogo ed ama starsene nel silenzio del suo bungalow. E’ una donna che non conosceremo al 100% ma sarà quella che avrà più contatti con la polizia e con i fatti che accadono all’interno della tenuta.
Miranda è l’anima del gruppo, in tutti i sensi. E’ esuberante e viziata ma anche molto provocante oltre che provocatoria. Non riesce mai a tenere a freno la lingua sempre pronta a puntare il dito e a mettersi al centro dell’attenzione. Nonostante però sia stata la più amata dai ragazzi non è riuscita a realizzarsi nella vita e questo la dilania dall’interno.
Katie è diventata una donna affermata nonostante sia sempre stata l’amica bruttina e il galoppino di Miranda. E’ una donna che ora non sta più agli ordini di nessuno e che cerca a tutti i costi di riscattarsi.
Ognuno di questi personaggi nasconde al suo interno tante cose che scoprirete solo leggendo.
«Quando ti rendi conto di quanto siamo isolati, capisci che soltanto un matto sceglierebbe di viverci, soltanto chi scappa da qualcosa, o chi non ha niente da perdere. Persone come me.»
Il perno centrale della storia è il party di Capodanno organizzato fra Emma con tutti gli amici del marito Mark che sono stati con lui ad Oxford. Tutti sono amici e tutti sembrano intenzionati a trascorrere il più bel Capodanno di sempre all’insegna dei ricordi. Peccato che il tanto amato Capodanno si trasformi in qualcosa che tutti vorranno dimenticare.
Lo stile utilizzato è piuttosto semplice e scorrevole, posso dire che si legge veramente in poche ore ed oltre ad essere originale mette sicuramente curiosità di sapere come va a finire. Il bello di questa storia è che ti permette di sospettare di chiunque senza mai avere la certezza che quella persona sia effettivamente la colpevole. E questo è un bene perchè la mia paura era quella di riuscire ad anticipare tutto già prima della metà del libro, invece fino quasi alla fine siamo rimasti nel misterioso.
Discorso diverso invece è stato per la vittima. Ho avuto dei sospetti fin dall’inizio, non ne ero certa, però è stato molto facile supporlo. Il personaggio in questione è quello a cui mirano tutti quindi non è stato difficile pensarlo.

azienda agricola, bungalow, casa

Il lato negativo, almeno agli inizi, è il repentino cambio di personaggi e di punti di vista. Avremo diversi POV (punti di vista) in questo romanzo. Quello di Heather, Katie, Emma, Miranda ed infine quello di Doug ma in terza persona a differenza delle altre che è in prima. Inizialmente questa cosa sembra dare fastidio ma andando avanti nel corso della lettura diventa persino essenziale. Ognuno con le sue idee e con i suoi modi di fare interessa il lettore dando spunti, riflessioni e, allo stesso tempo, il modo di fare congetture e ipotesi su chi possa essere la vittima e chi il carnefice.
L’autrice è stata davvero molto brava ad instillare segreti, menzogne e rivalità nascoste che vengono rivelate pagina dopo pagina e che svelano i personaggi mostrandoli a tutto tondo. Ogni personaggio nasconde profondi segreti, rancori e risentimenti verso gli altri. Peccato non conoscerne anche altri perchè sarebbe stato interessante vederne alcuni. Ho apprezzato proprio questo della storia. Il mistero sono il gruppo stesso e laddove tutti si credono amici, c’è qualcuno pronto a ferirli.
Ma non c’è bisogno che aggiunga altro. Ho capito. Il corpo, le sue condizioni. L’ho letto sui giornali. Sarebbe stato impossibile ignorarlo, monopolizza da mesi l’attenzione del Paese. Gli hanno anche dato un soprannome. Il Killer delle Highlands.
Il libro è abbastanza sorprendente. Era parecchio tempo che non leggevo un thriller da tenermi incollato alle pagine e da farmi incuriosire sempre più. Quindi posso dire che è sicuramente coinvolgente tanto da far conoscere al meglio tutti i personaggi e tutti i loro retroscena.
Lucy Foley è sicuramente un’autrice da tenere in considerazione. Un thriller che fa riflettere su quanto non si conoscono mai a fondo le persone, persino quelli che noi consideriamo amici. Una storia coinvolgente e particolare, sicuramente un buon thriller per gli amanti del genere.
Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.
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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate di questo thriller? Lo avete letto? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi fa piacere sapere vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #286 – E L’OCEANO ERA IL NOSTRO CIELO DI PATRICK NESS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oh, Oh, Oh… sono qui con una nuova recensione – tanto per cambiare – e spero che possiate soffermarvi qualche minuto perchè sto per presentarvi un’opera davvero fantastica in un edizione da invidia e con una storia davvero particolare. Siete pronti? Io nel frattempo ringrazio la Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere questo libro e… tutti a bordo! Si parte:

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Titolo: E l’oceano era il nostro cielo
Autore: Patrick Ness
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 26 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KqFLMg
Trama: Chiamatela Bathsheba. Perchè è una balena, ed è diversa da tutte le altre: lei è la predestinata. Fin da piccola ha saputo che sarebbe diventata una cacciatrice, nell’interminabile guerra delle balene contro gli uomini, tra i quali il più temibile è un mostro a metà tra mito e leggenda, lo spaventoso Toby Wick. Secondo molti, lui è il diavolo in persona, ma nessuno sa dire se esista davvero. Guidata dalla temeraria capitana Alexandra, Bathsheba è sulle sue tracce. Lo cercano, vagando da un oceano all’altro. Lo vogliono, per portare a compimento la profezia. Trovarlo sarà l’unico modo per cambiare per sempre il mondo.

RECENSIONE

Risultati immagini per and the ocean was our skyLa storia ha inizio un giorno come tanti per la giovane balena Bathsheba. Lei è un’Apprendista Cacciatrice a bordo della nave della grande Capitana Alexandra. Navigano al di sopra dell’Abisso dove vivono gli uomini e cercano di trovare il leggendario Toby Wick di cui tutti parlano e che tutti temono. Lui può cacciare le balene ed uccide uomini ma nessuno sembra averlo mai visto. Tutti tranne Alexandra, che cerca vendetta per se stessa e per tutte le balene che ogni giorno muoiono per mano sua. Bathsheba è una balena coraggiosa che si presterà in suo aiuto.

Cosa succederà sulla nave della Capitana Alexandra? Esiste davvero il famoso Toby Wick? Quali consapevolezze raggiungerà la nostra giovane protagonista?

«Non posso essere soltanto una cacciatrice» avevo detto. Sono anche una pensatrice. Io non seguirò le loro credenze. «E invece sì» aveva detto mia nonna, facendone un comando e una realtà ineluttabile. (…) «Caccerò ma non sarò una sciocca».

Risultati immagini per and the ocean was our skyLa trama è sicuramente curiosa e fin dal primo momento di cui ne ho avuto notizia, me ne sono innamorata. La storia è davvero interessante visto il punto di vista della balena cacciatrice, questo posso solo assicurarvelo.

La copertina è davvero meravigliosa oltre che assolutamente particolare. In alto la balena, in basso, rovesciato il veliero dell’uomo, un mondo al contrario proprio come questa storia che ha dell’incredibile. Mantenuta come l’originale, si rivela assolutamente meravigliosa con le illustrazioni che troverete anche all’interno di Rovina Cai.

Il titolo, come potete vedere anche dall’originale qui di fianco è stato semplicemente tradotto e sono davvero felice che quest’edizione sia stata mantenuta così e non sia stata modificata.

L’ambientazione è il mare più profondo e l’Abisso, dove vivono gli umani e l’epoca non è assolutamente definita. E’ un tempo come oggi e come ieri in cui le balene sono cacciate e, in questo caso, le balene cacciano gli umani.

«Perchè Toby Wick dovrebbe uccidere degli uomini?» «Perchè può farlo». Lo guardai, sospettosa. «Avete lasciato che il vostro demonio si allontanasse da voi». Lui parve sinceramente stupito. «E cos’altro fa un demonio?»

Risultati immagini per and the ocean was our skyI personaggi di questa storia non sono molti. Vedremo un giovane uomo che verrà catturato dalla Capitana Alexandra e dalla sua ciurma ma a far da padrona di questa storia è la giovane balena orfana Bathsheba che conquista il cuore del lettore e si fa amare dall’inizio alla fine.

Bathsheba è una balena che non voleva diventare cacciatrice ma che in fin dei conti si ritrova a bordo come Apprendista Cacciatrice per una delle balene più forte i tutti i secoli, che ha un arpione impiantato nello sfiatatoio. Lei è una leggenda perchè è l’unica che sembra essere sopravvissuta a Toby Wick, la leggenda di tutti i mari. Bathsheba è intelligente e furba. Non si lascia intimorire ma allo stesso tempo è curiosa di saperne di più sugli umani e non ama uccidere. E’ una balena buona e allo stesso tempo dolce e forte.

«…Torturami, uccidimi. Fa’ tutte queste cose, ma non fingere che sia un dovere. E’ così che si giustifica la malvagità». Non aveva mai parlato tanto fino a quel momento, ma fu ben altro che la loquacità a stupirmi. Sapevo che gli uomini studiavano la nostra cultura come noi studiavamo la loro, ma ci vantavamo di tenerli all’oscuro di tutto. Le vette del cielo erano troppo alte perchè loro potessero tuffarvisi. (…) «Non siamo creature malvagie» risposi. «Noi ci difendiamo»

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia è la leggenda di Toby Wick. Basato molto lontanamente sul capolavoro di Moby Dick, per le balene Toby Wick è una leggenda, una creatura di cui non si sa nulla e che nessuno ha mai visto ma che può uccidere uomo e balene e di cui tutti hanno paura indistintamente.

Lo stile utilizzato è tipico di Ness ed è assolutamente unico, come lui sa fare. E’ una storia poetica e fiabesca in cui la balena combatte per se stessa e per ciò in cui crede contro l’uomo per garantire la salvezza alla sua specie e a tutto ciò che ogni giorno perdono. Un racconto ricco di emozioni in cui l’autore ci trasmette i sentimenti della giovane balena strutturando una comunità quasi umana nel sistema delle balene ma che fa riflettere.

Il messaggio che risiede all’interno di questo libro è forte e potente rivolto sopratutto all’essere umano in quanto tale, visto che la storia è vista dal punto di vista della balena. La balena viene cacciata ma, in questo libro, è allo stesso tempo cacciatrice e forza di se stessa. La balena oltre ad affrontare una vera e propria leggenda del mare affronta l’ignoto mettendosi alla ricerca di qualcosa di cui si parla solo nei racconti. La balena fin dall’inizio oltre a combattere per se stessa spera di riscattarsi e di vincere ciò che da anni sta perdendo. Si sommano quindi, anche il terrore per ciò che troveranno dall’altra parte e di ciò che è l’Abisso stesso. 

L’edizione di questo libro è davvero spettacolare e sfido chiunque a dire, anche solo sfogliandolo, che non sia un piccolo capolavoro. L’edizione è curatissima nel dettaglio dalla copertina al sottocoperta fino alle pagine che sono patinate e le illustrazioni che lasciano a bocca aperta e si fanno amare, illustrando il mare e le sue bellezze pagina dopo pagina.

«Forse ci vuole un demonio per combatterne un altro» dissi. «Ma alla fine della lotta, Bathsheba» disse, «non restano solo demoni». E per un momento nell’oceano non ci fu altro che oscurità. Eravamo soli. Persino con noi stessi. E con i demoni, qualunque cosa fossero, che si aggiravano, non visti.

Il libro è davvero una piccola tesoro nascosto nei fondali del mare. Una storia attuale che dovrebbe interessare il cuore di ogni lettore. Nata come una storia per ragazzi, trovo sia interessante e di riflessione per tutti i lettori a cui sta a cuore il mare e le sue creature. 

Patrick Ness come sempre riesce a sorprendere e a creare una storia originale e ricca di meraviglie. Bathsheba e le sue compagne di avventura vi porteranno nei fondali del mare alla ricerca di avventure grandiose e fantastiche. Una storia da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Ringrazio la casa editrice per le copie omaggio

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Cosa ve ne pare? E’ davvero un piccolo gioiello raro che sta aspettando soltanto voi. Vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE (#285) – LA RAGAZZA CHE VOLEVA SALVARE I LIBRI DI LISA AISATO E KLAUS HAGERUP.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi con un’altra recensione! Oggi sono qui per presentarvi un’uscita molto carina di cui ringrazio la Rizzoli che me ne ha lasciato una copia. E’ un libricino adorabile che spero possiate apprezzare, voi amanti dei libri. Ecco qui che ve ne parlo:

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Titolo: La ragazza che voleva salvare i libri
Autore: Klaus Hagerup e Lisa Aisato
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2v6sXQJ
Trama: Anna adorava i libri. Leggeva tutto il giorno. Leggeva la mattina prima di alzarsi. Leggeva la sera prima di andare a letto. Leggeva la sera dopo essere andata a letto. Quando la mamma o il papà entravano nella sua camera, faceva finta di dormire. Ma non dormiva. Leggeva sotto il piumino. Attraverso i libri si faceva centinaia di nuovi amici. E qualche nemico. Ma, si sa, così è la vita.

RECENSIONE

Risultati immagini per la ragazza che voleva salvare i libriLa storia ha inizio con un sogno. La piccola Anna sogna la sua paura più grande, quella di diventare vecchia. Ha paura di crescere, così si chiude nel suo mondo fatto di libri e letture che la portano in altri mondi e la fanno stare bene. Anche andare in biblioteca la fa stare bene e cerca, su consiglio della bibliotecaria, di leggere tanti libri che altrimenti sarebbero stati buttati via.

Riuscirà Anna a salvare i libri che la bibliotecaria le propone? Cosa scoprirà lungo il suo percorso?

Anna non aveva paura quasi di niente. C’era solo una cosa che le faceva paura. Una notte in cui ebbe un incubo sognò di essere vecchia. Prima appassì come una foglia d’autunno. Poi si sgretolò e si fece polvere. Infine scomparve nel vento.

La trama è parte del libro ma è anche l’essenza del libro stesso. Una storia semplice, dolce e che incuriosisce. 

La copertina è adorabile ed in più sono davvero felice del fatto che al tatto la parte rossa che vedete è di stoffa quindi si ha un effetto incredibile. Sulla copertina troviamo il volto della giovane protagonista Anna e le illustrazioni sono tutte adorabili e ricche di magia oltre che di libri ovviamente.

Il titolo è davvero carino e rispecchia la storia completamente.

Immagine correlataL’ambientazione e l’epoca non sono specificati ma per la maggior parte la giovane protagonista è o nella sua casa o in libreria.

Anna leggeva. E continuava a leggere. E continuava a leggere. E continuava a leggere. E continuava a leggere. Finché non si addormentò e sognò tutti i nuovi amici che aveva incontrato.

I personaggi di questa storia non sono molti vista la brevità dell’opera ma ritengo di dover parlare della protagonista di questa storia, ovvero Anna.

Anna è una giovane bambina intelligente, dolce e sensibile. L’amore per la lettura la porta a salvare tanti libri dove trova tantissimi amici che invece non riesce a farsi nella realtà. E’ una giovane bambina a cui piace esplorare nuovi mondi e nuove dimensioni attraverso la lettura e dei semplici libri. E’ perspicace e vuole salvare quanti più libri possibili, sempre di più.

Anna chiuse gli occhi, ma non riuscì a dormire. Pensava a Bosco Stregato. Si chiedeva cosa mai la nonna potesse aver detto a Waldemar.

Il perno centrale di questa storia sono i libri. Per Anna i libri sono la vita, come per ogni buon lettore che si rispetti. E quando i libri che non si leggono più rischiano di sparire, Anna cerca di salvarli tutti. Una protagonista audace e coraggiosa.

Risultati immagini per la ragazza che voleva salvare i libriLo stile utilizzato è davvero semplice, quasi poetico e, nel mix tra immagini e storia, sembra trasformare il libro in una piccola e tenera favola per ragazzi e bambini.

I disegni di Lisa Aisato sono decisamente incredibili e si possono soltanto amare. Anna viene rappresentata nel suo covo di libri ricco di dettagli e di storie magiche che la stanno soltanto aspettando.

Una storia che ci lascia messaggi ricchi di significato: salvare i libri e quindi leggere, leggere leggere, quei tanti libri che non sono così famosi ma sono comunque lì per essere letti. I libri sono come amici e ci raccontano tante storie, sia simili alle nostre vite che emozionanti e ricche di avventure come non abbiamo mai neanche immaginato. Altro messaggio potente è quello della porta che guarda al futuro. Grazie ad un libro dal finale misterioso, Anna e i suoi compagni di scuola saranno sempre più curiosi su questo libro ed Anna non riesce a darsi pace.

Anna diventerà subito un’amica per chiunque decida di prendere in considerazione e che legga questo volume. Mi sono subito sentita in sintonia con lei e con la scelta di salvare tutti quei libri. Se potessi ne leggerei davvero tantissimi. 😀

Anna voleva sapere come finiva il libro. Decise che doveva parlare con chi l’aveva scritto.

Il piccolo libro è sicuramente un ottimo libro per bambini e ragazzi ma allo stesso tempo anche per chi ama i libri e la lettura. Ho trovato questo libro semplice ma diretto e molto, molto carino.

Klaus Hagerup scrive una storia che parla di passato, presente e futuro illustrandoci a non temere ciò che succederà scrivendo al meglio ciò che accadrà nel nostro futuro. Un piccolo gioiello pieno di libri ed emozioni da custodire gelosamente.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Ringrazio la casa editrice per le copie omaggio

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere che ne pensate, mi fa piacere parlarne con voi!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #279 – I RIBELLI DI GIUGNO DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon inizio settimana! Oggi vi propongo una vera e propria perla che spero possiate apprezzare come ho fatto io. Ringrazio la Giunti editore per avermi permesso di leggere questo dolce volume e Christian Antonini che è stato gentilissimo come sempre. Ve ne parlo subito ma fin da ora vi dico, LEGGETELO. Ecco a voi:

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Titolo: I ribelli di giugno
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 20 Marzo 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2Ki6SsU
Trama: Bordeaux, giugno 1940. Marian è un ragazzino ribelle che diventa amico del Console portoghese Aristides Sousa Mendes, un uomo integerrimo dilaniato da un dubbio: seguire le regole e condannare migliaia di ebrei al giogo nazista oppure violarle e salvare migliaia di sconosciuti rischiando la propria carriera? I due si conoscono durante una partita a scacchi e mentre Aristide scopre l’importanza della disubbidienza, il ragazzo arriva a rischiare in prima persona per fare la cosa giusta: salvare il prossimo. Grazie a Marian il Console firmerà visti per 30.000 persone. 

RECENSIONE

Man Holding White String Light PhotoLa storia ha inizio con il discorso di Marian. Sta ricordando un uomo, Aristides de Sousa Mendes, il Console Portoghese di Bordeaux e quanto bene abbia fatto per lui e per gli ebrei al tempo della guerra, quando tantissimi ebrei rischiavano di essere uccisi. Torniamo così nel 1940, a Bordeaux, in cui il giovane Marian che ama correre sopra i tetti e corre veloce pur di sbrigare determinati lavoretti per diverse persone, sta per incontrare due persone che cambieranno completamente la sua vita: la giovane ragazzina dai capelli corti e il console portoghese.

Cosa succederà al giovane Marian e alla sua giovane amica? Quali consapevolezze avrà il suo giovane ragazzo? Cosa troverà il console in Marian, tanto da fidarsi di lui?

Guardo il mio discorso. Ci ho passato intere notti a riscriverlo e sistemarlo, ancora e ancora. «Siamo qui, oggi, per ricordare un grande uomo…» Stringo i denti. No, non funziona. Prendo il microfono. «So che non scorderemo mai quei giorni e il modo in cui un uomo solo ha difeso chi voleva fuggire. Le sue armi erano pochi semplici gesti, li ricordate?» Chiudo una mano a pugno, la batto piano sul leggio. Noto che tra il pubblico in molti annuiscono. Hanno riconosciuto il movimento. «Per me questo sarà sempre il segno della ribellione. Quell’uomo era Aristides de Sousa Mendes e ci ha salvati tutti»

La trama è ben scritta, magari forse troppo orientata a far comprendere ciò che può accadere nel corso della storia ma di sicuro ispira e mette curiosità. Personalmente non avevo mai sentito parlare di questo Console Portoghese e sono felice che qualcuno l’abbia portato alla luce, mettendo in evidenza il suo operato e quanto possa aver fatto del bene nel periodo della guerra.

La copertina è particolare e non si discosta molto dai precedenti dell’autore che ha sempre dei disegni molto molto belli. Questa, come anche le altre, riassume benissimo la storia in cui si nota in primo piano il giovane Marian, la sua amica che scopriremo nel corso della lettura e il console che, sullo sfondo, firma e timbra tantissimi visti per consentire agli ebrei di fuggire. Il titolo, nonostante a primo acchito non sembra avere un senso logico, è assolutamente riassuntivo della storia a cui ci troveremo davanti. Quindi devo dire che insieme, titolo e copertina, creano un connubio perfetto. 

L’ambientazione è Bordeaux, in Francia nel giugno del 1940, agli inizi della Seconda Guerra Mondiale.

Devo saltare, e i gabbiani in cielo sembrano prendermi in giro con i loro versi. Se cado, muoio? Chiudo gli occhi mentre il sole accarezza la mia schiena bagnata dal sudore. Prendo la rincorsa. Respiro tre volte, poi corro in discesa. Raggiunto il bordo, il piede picchia forte sulla tegola: mi lancio contemporaneamente in alto e in avanti. Vedo la mai ombra. Sto volando!

Risultati immagini per Aristides de Sousa MendesI personaggi di questa storia non sono poi tantissimi ma ritengo di dovervi parlare di quelli che sono poi il fulcro di questa storia e che creeranno poi ciò che accade. Ispirato da una storia vera, l’autore prende un personaggio di fantasia Marian Weiss e ci aggiunge il Console Portoghese Aristides De Sousa Mendes e mescola il tutto creando una storia vincente sotto molti punti di vista. L’autore quindi ha giocato con la vera storia del Console e ci ha girato attorno un personaggio che poteva esistere come no. Ma non è qui che sta il punto. L’autore riesce a rendere talmente bene la cosa che persino Marian sembra essere reale.

Aristides De Sousa Mendes, è il console Portoghese che nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e durante il periodo dell’invasione tedesca, in cui tantissimi ebrei rischiavano la vita, ha concesso loro la salvezza firmando oltre 30.000 visti per il Portogallo. In questa storia sembra un uomo di famiglia amorevole verso la sua famiglia ma autoritario. Nonostante questo, è molto combattuto fra ciò che va fatto e ciò che è giusto.

Marian Weiss è un ragazzino arguto ed intelligente. Vive con una persona che chiama Zio ma che non è neanche lontanamente suo parente, solo colui che divideva gli affari con il padre del giovane. Rimasto orfano di padre, aspetta orgoglioso il ritorno della madre, infermiera su un’imbarcazione durane il periodo della guerra e si mantiene con dei piccoli lavoretti saltuari e non propriamente legali. Nonostante questo, aiuta lo “zio” ed ama giocare molto a scacchi oltre che a bivaccare in giro. E’ un ragazzo impulsivo che si butta a capofitto nelle cose e che non sopporta le ingiustizie. E’ così che conoscerà la giovane ragazza di cui si innamorerà. Sarà lei a portarlo dritto dal console.

E così dicendo mi indica una figura seduta su uno dei moli. Lo riconosco dalla corporatura e dai capelli che danzano nel vento: è suo padre, con le maniche della camicia arrotolate e la giacca distesa sulle assi di legno, accanto alle scarpe. Non avrei mai pensato di vederlo così: il console del Portogallo guarda le nuvole con il colletto slacciato e i piedi nudi che penzolano sull’acqua.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia sta proprio nel console portoghese, Aristides De Sousa Mendes, nonostante il protagonista sia il giovane Marian. E’ quest’ultimo a fare da tramite in questa storia raccontando ciò che il console ha fatto, contrastando persino la Circolare 14 impostagli direttamente dal Portogallo, il suo paese.

Lo stile utilizzato dall’autore è semplice e fluido, in prima persona dal punto di vista del giovane Marian Weiss. La storia si snoda su una base reale, la storia del console, e una di fantasia, ovvero il giovane Marian Weiss.

La storia è così coinvolgente da essere letta in pochissime ore, immergendo il lettore a capofitto nella storia. Una storia profonda e commovente, che è riuscita ad emozionarmi molto più della precedente dello stesso autore.

Un libro che riesce a trasmettere consapevolezze e nel quale il giovane Marian, come ogni lettore, comprenderà che la vita è come una partita a scacchi a cui piace tanto giocare: tutte le mosse possono portarci a vincere, anche quando tutto sembra essere perduto. 

Lo sento tremare e questo mi spaventa più di tutto. Mai come in questo momento mi mancano le mani di mia madre sulla testa, il suo profumo dolce, la morbidezza dei suoi baci. Gli scoppi continuano e io piego la testa al riparo di quelle braccia forti.

Il libro è un piccolo gioiello da leggere e conservare. Consiglio la lettura a grandi ma anche ai più piccoli. Questa storia porta con se un valore inestimabile, un personaggio storico poco “conosciuto” ma che ha fatto qualcosa di inestimabile e di valore., ricordando quanto la vita vale più di miliardi di etichette.

Christian Antonini, con I ribelli di Giugno, conquista il cuore del lettore puntando sempre più in alto. Una storia ispirata alla realtà che si snoda in una Bordeaux fatta di persone vere e di storia, coraggio, amicizia e amore. Non vi resta che leggerlo, una storia che vi conquisterà.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare di questa piccola meraviglia? Dovete leggerla, sentite a me! Io vi aspetto per opinioni, pareri, domande e curiosità.

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY – BEAUTIFUL BOY DI DAVID SHEFF (#262)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un altro evento carissimi! Ringrazio tantissimo la Sperling&Kupfer per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ci tengo col dirvi che questa è un’autobiografia e che è molto profonda. Ecco che ve ne parlo subito:

Titolo: Beautiful Boy
Autore: David Sheff
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Non-Fiction
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2GuufwH
Trama: Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell’incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l’adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d’allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L’ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif beautiful boy filmLa storia ha inizio come tante altre storie, un padre che racconta la sua storia e quella di suo figlio, che potrebbe essere quella di chiunque altro. Un padre che racconta della vita di Nic, suo figlio, che ha problemi di tossicodipendenza: i segnali, i segni fisici, i tipi di droghe e le conseguenze che ne derivano. Una strada in cui un padre si addentra sempre di più utilizzando mosse e contromosse di cui  difficile calcolarne i risultati. Un rapporto tra un padre e un figlio. E il cambiamento nelle loro vite da quando Nic ha iniziato a usare la droga.

Quanto è cambiata la vita di David dopo queste esperienze? E’ riuscito Nic a rendersi conto che quella la strada giusta da percorrere? Come riusciranno i due a destreggiarsi lungo il tortuoso e difficile percorso fuori dalla tossicodipendenza?

Quando nacque, era impossibile immaginare che Nic avrebbe sofferto in quel modo. I genitori vogliono soltanto il meglio per i loro figli. E io ero un tipico genitore convinto che questo non sarebbe accaduto a noi, non a mio figlio. Ma per quanto Nic, sia unico, lui è ogni figlio. Potrebbe essere il vostro.

Immagine correlataLa trama è ben descritta e rappresenta pienamente questa storia e questo libro. Una storia difficile, piena di scelte dure e di racconti di vita. Una storia che tutti dovrebbero leggere.

Per la copertina è stata utilizzata la locandina del film che è stato prodotto. Il film potete trovarlo su Amazon Prime se siete interessati a vederlo. L’originale per questa storia la vedete qui di lato. E’ sobria e sicuramente azzeccata per questa storia. Io non sono un’amante delle locandine dei film come copertine ma gli editori le utilizzano sempre più spesso e dobbiamo conviverci. Resta comunque il fatto che la copertina era migliore l’originale, come al solito. Per quanto riguarda iltitolo è stato lasciato come l’originale. 

L’ambientazione è americana, dove David Sheff vive ed è una storia che segna diversi anni nel corso della lettura. Come specifica anche l’autore adesso suo figlio ha 40 anni e vive in una casa per tossicodipendenti. Ma questa storia doveva essere raccontata.

Il venerdì successivo, dopo scuola, Nic e un amico da cui trascorre la notte giocano a calcio in giardino di Inverness. Gli preparo la borsa per la notte e cerco un maglione nel suo zaino. Non trovo il maglione, trovo invece un sacchetto di marijuana.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmI personaggi di questa storia sono reali, veri e il lettore lo percepisce fin dal primo istante, fin dalle prime parole dell’autore. Essendo un’autobiografia è difficile parlare di se stessi come dei propri cari, io non credo ne sarei mai capace e l’autore si mette in gioco raccontando una cosa difficile, che ha segnato la sua vita e quella di suo figlio. 

David è una persona straordinaria. Per quanto possa aver fatto o meno delle scelte sbagliate (che non ritengo siano da giudicare visto che se uno non ci passa, non può dirlo cosa avrebbe o non avrebbe fatto in quel caso) è un padre che ama suo figlio e farebbe di tutto perchè lui sia felice. Non c’è momento in cui non si percepisca l’amore che ha nei confronti di Nic. Nic nonostante la sua dipendenza viene descritto sempre come un ragazzo originale, mai banale e spettacolare. E’ innovativo nella musica, nei libri e in tutto ciò che fa, o almeno così la pensa suo padre.

Nel frattempo, la nostra vicinanza mi avrebbe permesso di capire immediatamente se ne avesse fato uso. Ero ingenuamente convinto che, se fosse stato tentato dalle droghe, me l’avrebbe detto. Ma mi sbagliavo.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmIl perno centrale di questa storia è proprio la droga. La storia di Nic può essere la storia di chiunque e David ha voluto condividere con tutti la sua esperienza, se così si può chiamare. Ha raccontato dalla nascita di suo figlio tutti gli avvenimenti importanti che hanno segnato entrambi e che li hanno cambiati.

Lo stile utilizzato è piuttosto semplice e molto fluido. David parla in prima persona lasciandoci prima un’introduzione su ciò che ci aspetta e poi partendo dalle origini, fin da quando Nic è piccolo. Ci sono delle parti in cui David si sofferma sulla sua adolescenza e sul fatto che anche lui abbia provato delle droghe ma non ai livelli del figlio. Il suo compagno di stanza invece si, e Nic gli ricorda quel suo vecchio compagno.

Questa storia è l’autentico amore di un padre verso un figlio. David cerca di fare di tutto per suo figlio anche se è difficile e sembra quasi impossibile e Nic gli da del filo da torcere in tutti i modi possibili. La famiglia lo ha sempre sostenuto nelle scelte e nonostante sia stato difficile per tutti, David ci lascia un pezzo grande della sua vita e del suo dolore.

La storia è descrittiva dal punto di vista della droga e l’autore tende anche a mostrare al lettore tutti gli aspetti negativi e le ripercussioni che la droga può causare sull’essere umano. Non risparmia niente e mostra queste cose insieme alle paure da padre sul fatto che suo figlio possa avere le stesse identiche cose o i stessi anni neurologici, psichici e fisici.

E’ stata una lettura intensa, che non risparmia la sofferenza e le difficoltà. Ho provato angoscia durante la lettura (positiva s’intende!). E’ difficile anche solo pensare una situazione del genere e le scelte che possono derivarne. E‘ una storia incredibilmente toccante. Da leggere.

«Se vuoi continuare a vivere qui, se vuoi che ti aiuti, che ti paghi il college, se vuoi ancora vederci…» Lo fisso negli occhi e concludo: «Vuoi morire? E’ questo che vuoi?» Nic tira un calcio contro il muro, batte i pugni sul tavolo e scoppia a piangere. «Andiamo», faccio io. Lui protesta ancora un po’ e poi mi segue fino alla macchina.

Il libro è ben scritto e approfondisce diversi aspetti. E’ interessante, inquietante e sconvolgente. Sicuramente ne consiglio la lettura a tanti ragazzi che pensano di sapere tutto della vita, che rischiano di giocarsi l’esistenza senza sapere a cosa vanno incontro.

David Sheff scrive un’autobiografia sconvolgente, che racconta tutte le sofferenze di una famiglia che lotta contro la dipendenza dalla droga del proprio figlio. Una storia forte e struggente che lascia comprendere quanto le scelte giuste o sbagliate possono fare la differenza.

Il mio voto per questo libro è abbastanza relativo. Non perchè  sia negativo o positivo ma semplicemente perchè è impossibile dare un voto alla vita di qualcun altro, sopratutto dopo tutto quello che può aver passato. Se comunque dovessi dare un voto al libro a prescindere dall’autobiografia, complessivamente darei un quattro e mezzo.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando. Qui sotto:

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #251 – LA MEMORIA DELLE TARTARUGHE MARINE DI SIMONA BINNI.

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, anche di sabato, con una nuova recensione per voi! Spero che possa piacervi visto che è stata una lettura particolarmente leggera e che ha impiegato davvero pochissimo tempo. Pensate che l’ho letto neanche in venti minuti 😀 E’ un libro molto bello nella grafica e profondo in ciò che racconta. Ecco qui che ve lo presento:
9788867902507Titolo: La memoria delle tartarughe marine
Autrice: Simona Binni
Genere: Graphic novel
Casa editrice: Tunué
Pagine: 172
Anno: 2017
Prezzo: € 16,90
Link d’acquisto: https://amzn.to/2RPDgG4
Trama: Giacomo e Davide sono fratelli e sono cresciuti a Lampedusa, un’isola che per Giacomo stringe come una gabbia lasciando il mondo in disparte e in attesa, e che per Davide è la casa da cui è impossibile prescindere.
Il primo, ormai adulto, l’abbandona per Milano, il lavoro in banca e le luci al neon dei locali notturni, risentito per la testardaggine del fratello, che invece resta e si dedica anima e corpo allo studio delle tartarughe marine, capaci di tornare nel luogo in cui sono nate anche dopo venti anni di lontananza. 

RECENSIONE

La storia ha inizio con delle bellissime tartarughe marine. Le tartarughe marine vivono nel mare ma inspiegabilmente vengono alla luce sulla terra e solo le più tenaci riescono a ritornare in acqua e a vivere finalmente la loro vita. Ma è sempre alla terra dove sono nate che tornano per deporre a loro volta le uova. E’ un po’ così la vita dei fratelli Giacomo e Davide che, anche se completamente differente nelle loro scelte, ha sostanzialmente le stesse e identiche radici. Giacomo, dopo la morte del fratello Davide è costretto a partire da Milano per tornare a Lampedusa a vendere il Nautilus, la barca che Davide ha lasciato a Giacomo. Quest’ultimo non se ne fa nulla e vuole soltanto chiudere la cosa definitivamente. Quello che non sa è che quando arriverà a Lampedusa i ricordi cominceranno a tornare e nonostante i suoi tentativi ferrei di rimanere impassibile, tutto cambierà.

Cosa succederà a Lampedusa? Quali consapevolezze riceverà da questa esperienza? Cosa ha lasciato veramente Davide a Giacomo?
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La trama è molto semplice ma sicuramente efficace e dritta al punto. Racconta ciò che succede in maniera diretta e con pochi fronzoli, come è poi questa storia d’altra parte.

La copertina è davvero molto bella e rappresentativa della storia. E’ proprio sulla spiaggia, quando sono bambini che per Giacomo e Davide ha inizio la storia, quindi non c’è cosa più azzeccata di questa. E’ davvero molto, molto bella come le tavole all’interno del libro. Il titolo di questa storia è sicuramente particolare ma legato alla storia. L’autrice ha incentrato la storia sulle tartarughe ed ogni capitolo inizia con una curiosità sulle tartarughe. Ed intorno a queste tartarughe ha incentrato la storia di due fratelli. Il titolo è comunque incentrato sul fatto che le tartarughe hanno una memoria incredibile e questo si ripercuote anche su i due fratelli che nonostante le loro divergenze e la loro lontananza trovano un modo per ritrovarsi.

L’ambientazione di tutta la vicenda è Lampedusa e l’epoca è moderna, la storia è ambientata proprio nei nostri anni ed è totalmente attuale, come potrete vedere anche con la tematica dell’immigrazione e delle morti in mare.

Risultati immagini per LA MEMORIA DELLE TARTARUGHE MARINEI personaggi di questa storia non sono tantissimi ma quello che ricorrerà di più sarà il personaggio di Giacomo che non è, sinceramente, il massimo della simpatia. Comunque nelle pagine fuoriesce la dolcezza  del personaggio di Davide che seppur lo vedremo veramente avrà il suo motivo.

Giacomo è cinico ed è duro. La morte di suo fratello sembra scalfirlo poco o niente e tornare a Lampedusa, sua città lo innervosisce. Persino quando incontra delle vecchie conoscenze sembra essere freddo e distante. Piano piano però, lungo le pagine di questa Graphic Novel esce tutto ciò che ha sempre cercato di reprimere, di nascondere e i sentimenti fuoriescono con i ricordi. Ad aiutarlo degli amici di Davide che lavoravano sul Nautilus assieme a lui.Immagine correlata

Il perno centrale di questa storia sta tutta nelle tartarughe. Come vi ho spiegato già in precedenza, nascono dalla terra e tornano alla terra natia, la riconoscono anche dopo anni. E’ così per Giacomo che sembra non provare sentimenti tornando a Lampedusa dopo la morte del fratello. Invece quando tutto comincia a prendere possesso di lui c’è qualcosa che scatta e finalmente cambia.

La storia è sicuramente profonda e piena di sentimento. Si sente attraverso lungo tutta la lettura. La grafica è davvero STUPENDA. E’ davvero Io amo il mare e le sue creature, mi ha sempre affascinato oltre che messo sempre tranquillità, quindi non posso che dirvi che tutti i disegni che riguardano il mare sono incredibili. Inoltre anche il resto, personaggi e ambientazioni sono visivamente accattivanti. Quindi i disegni di sicuro non deludono.

Avrei voluto sicuramente sapere di più sul personaggio di Davide di cui si parla veramente poco, solo in riferimento al fatto delle tartarughe quando erano bambini. Sarebbe stato sicuramente interessante trovare un riferimento più profondo per lui visto che è il motivo scatenante di tutta la storia. Il messaggio che trasmette questo libro è davvero incredibile, sia sul piano familiare che sul piano dell’immigrazione. E’ davvero meraviglioso come l’autrice riesca a penetrare nel lettore con tanta intensità e trasmette valori, idee e pensieri a cui tutti dovrebbero prestare attenzione. 

Nonostante la brevità della storia, perchè si basa su un arco temporale piuttosto ridotto se si pensa alla vita intera di una persona, tutto è profondo e sembra durare molto di più. L’unica cosa che forse è poco azzeccata e che avrei evitato è l’amore che viene a crearsi fra Giacomo e la giovane biologa che aiutava Davide. L’ho trovato forzato sopratutto agli inizi. Altra cosa che non ho amato molto è relativo al tipo di scrittura utilizzata che è davvero molto piccola e scomoda. Se fosse stata un po’ più grande di sicuro sarebbe stato migliore.

Risultati immagini per LA MEMORIA DELLE TARTARUGHE MARINEQuesta dolce Graphic Novel è magica. Vi prederete all’interno delle tavole silenziose ma piene di emozioni e di comunicazione silenziosa. Una storia che vi consiglio.

Simona Binni disegna e scrive di un libro è sicuramente originale, con una storia semplice, famigliare mescolata all’intrigante vita delle tartarughe marine che come l’uomo trova sempre la strada per tornare a casa.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere mi raccomando! Sono molto curiosa al riguardo 😀

A presto,

Sara ©