RECENSIONE #222 – UNA LETTERA COI CODINI DI CHRISTIAN ANTONINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi finalmente ho per voi una bella recensione, un libro che dovevo recuperare un mesetto fa come minimo e che mi è scalato per via degli eventi. Mi era arrivato ad Agosto ma non essendo a casa e, quindi, in vacanza non ho avuto modo di leggerlo prima. Per farla breve, l’ho finito la settimana scorsa e dovevo soltanto caricare la recensione. Ringrazio tantissimo l’autore e la Giunti per avermi permesso di leggere questa storia. Ecco qui il libro:
76e4596686394038bbca51972f9b151170965mTitolo: Una lettera coi codini
Autore: Christian Antonini 
Genere: Bambini e Ragazzi
Uscita: 28 marzo 2018
Pagine: 288
Prezzo cartaceo: € 8,90
ISBN: 9788809863033
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ygIs9V
Trama: Johanna Pearson (12 anni) è la figlia di un ingegnere ferroviario americano che lavora a Città del Messico. Per metterla al sicuro dalla Guerra Civile, il papà si serve di un cavillo nel regolamento della posta ferroviaria: la spedisce oltre la frontiera! Affrancata con francobolli sugli abiti, Johanna viene fatta salire a bordo di un convoglio speciale, dove viaggia nel vagone postale, accudita dal personale, con cui fa presto amicizia. In particolare con Chico, un giovane valletto e Carbòn, il vecchio macchinista. Il viaggio è lungo e difficoltoso. Johanna impara a fare il valletto e scopre i trucchi di Carbòn per guidare la locomotiva. A metà strada, però, ecco l’imprevisto: a bordo del treno salgono dei guerriglieri capeggiati da un omone con grandi baffi (Pancho Villa) che scortano un vecchio americano molto malato, il vecchio giornalista Ambrose Bierce. Nel corso di un viaggio ricco di emozioni, complotti e segreti, Johanna vive una grande avventura (e il lettore con lei).

RECENSIONE

Risultati immagini per treno a vapore gifLa storia ha inizio con la fuga di Johanna, piccola e adorabile dodicenne, e di suo padre al tempo della Guerra Civile a Città del Messico. Quest’ultimo lavora per le ferrovie e riceve delle minacce che costringono l’uomo a spedire sua figlia Johanna in America dalla madre. Spedisce la piccola Jo di nascosto nello scompartimento delle lettere e dei pacchi in aiuto del capotreno e dello staff come il giovane valletto Chico o Càrbon. E’ così che per Johanna comincia un avventura a bordo del treno che la porterà ad El Paso in cui conoscerà diverse persone e avrà a che fare con dei guerriglieri che salgono quasi volendo prendere possesso del treno capeggiati dal famoso Pancho Villa e dai suoi seguaci fra cui Daniel – altro protagonista di questa vicenda.

Cosa succederà a Johanna? Cosa succederà a bordo del treno? Riuscirà a raggiungere sua madre sana e salva? 

«Dove vanno tutti?» domandò. (…) «Dove vai tu, più o meno rispose il ragazzo. Dove vanno tutti: a casa, da parenti, al lavoro. Oppure vanno via… o tornano indietro. Chi lo sa? Ognuno fa un viaggio diverso, no?» 

La trama di questa storia è molto semplice ma avrei almeno evitato le parentesi. Comunque è un libro per ragazzi ma si adatta bene a qualsiasi genere parlando comunque di guerra e di attacco rivoluzionario ad un treno di linea in Messico.

La copertina è davvero carinissima e mi piace molto sia il disegno, sia il fatto che sia stat dato un volto alla piccola Jo. E’ davvero dolcissima e spero che piaccia anche a voi. Il titolo si riferisce a qualcosa all’interno del libro ma anche a Johanna stessa che è una lettera spedita da suo padre da Città del Messico a El Paso e proprio perchè ha dei bellissimi codini lunghi che la contraddistinguono. Da qui il titolo.

L’ambientazione si aggira da Città del Messico fino a El Paso passando per diversi stati tra cui quello del Chihuahua e l’epoca si aggira nel periodo della Guerra Civile in Messico che ha avuto inizio dal 1910.

«Oh, le lettere portano i pensieri di chi le manda. E non solo quelli. Come quando scrivi al tuo innamorato, hai presente?» Jo si sentì arrossire. «Io non ho un innamorato» disse. L’altro rise dolcemente. «Ma se tu lo avessi, se gli scrivessi una lettera, lui sentirebbe la tua voce leggendo le parole. E il tuo pensiero arriverebbe a lui. E con quello, il tuo amore. Sarebbe un po’ come stare con lui, no?» «Si credo di si. E’ una cosa bella».  «E quindi significa che tu porti con te il pensiero e l’amore di chi ti ha spedito».

Immagine correlataI personaggi all’interno di questo libro sono molti, moltissimi, ma alla fine mi concentrerò sui due personaggi principali che dividono la storia su due fronti ma la convergono in una sola, a bordo del treno. Ecco che ve ne parlo.

Johanna è una ragazzina dodicenne sveglia e intelligente. Ha due bei codini e viene spedita come lettera da suo padre da Città del Messico verso El Paso, città alla frontiera negli Stati Uniti. E’ una ragazzina vivace, determinata e coraggiosa che non si arrende di fronte ad alcuna difficoltà, anzi la padroneggia e ci si butta a capofitto. E’ una piccola straordinaria, forse a volte anche troppo, ma è dolce e adorabile. Un personaggio che di sicuro amerete.

Daniel detto anche Rojo, è un ragazzetto dai profondi ideali sul Messico, tanto da seguire il grande Pancho Villa (realmente esistito), rivoluzionario durante la guerra e pronto ad ogni tipo di insurrezione. Daniel è segretamente innamorato della bella soldadera che viaggia con loro ed è un ragazzo che diventa spesso tutto rosso – per questo il soprannome Rojo. E’ un ragazzo sveglio e capace oltre che fedele a Pancho Villa qualsiasi cosa succeda.

«E pensa a quelle persone, Johanna. Vanno a casa. Dai loro cari, da chi amano. O vanno lontano, a tentare la sorte. Ognuno di loro è una storia, proprio come una piccola lettera, ma c’è di più, perchè quando viaggi cominci un’avventura che ti cambia e quando arrivi non sei più come quando sei partito. E questo fa paura. E la gente, quando ha paura, prega. E ogni carrozza è piena di preghiere. Tutte in fila su questo treno». «Come un rosario…» mormorò Jo, stupita. «Proprio così» disse piano l’uomo.

Immagine correlataIl perno centrale è il viaggio di Johanna. E’ il periodo in cui ancora si usava spedire anche le persone e Johanna è una di queste. Viene spedita da sua madre attraverso la frontiera con una missione: tornare a casa da sua madre e lasciare delle missive al posto di lavoro di suo padre dove potranno aiutarlo.

Lo stile utilizzato è stato piuttosto semplice essendo una storia per ragazzi e l’autore rende molto bene tutto ciò che accade all’interno di questo libro. E’ una storia fluida e si legge in pochissime ore. Ci sono diverse cosine che non sono filate lisce come speravo ma comunque ritengo che sia una buona storia, non fraintendetemi. Non sono delle cose che ritengo particolarmente predominanti, sopratutto l’ultimo ma ritengo che (nonostante e proprio perchè mi è piaciuto tantissimo) ci sono delle cose che devo mettere nero su bianco.

Il fatto che sia per bambini. La storia è si incentrata e vista per la maggior parte da Johanna e per il resto da Daniel ma non è così semplice per un bambino il discorso che si cela dietro la rivoluzione e tutto quello che c’è dietro. Infatti il capitolo iniziale dedicato al punto di vista di Daniel credo sia difficile da comprendere per un bambino sopratutto per gli ideali, per la guerra e tutto ciò che ne concerne. Credo sia più per ragazzi dell’età di Johanna in su anche se ritengo interessante la lettura anche per un adulto.

Si sa molto poco del motivo per cui il padre spedisce lontano la figlia. Ok le minacce ma cosa c’è dietro tutto quello per cui Johanna ha viaggiato, rischiato la vita e lottato?

Credo che ad un certo punto ci fosse bisogno di una perdita. Buoni o cattivi non importa ma sarebbe stata sicuramente d’aiuto sia agli occhi del lettore dal lato della credibilità della storia stessa sia dal lato di Jo che crede di essere l’eroina della storia senza rendersi conto dell’effettivo pericolo che corre.

Comunque il libro mi è sembrato dolcissimo, una storia che incoraggia ad andare avanti in qualsiasi viaggio senza lasciarsi scoraggiare da nessuno. Una storia ricca di valori, quali l’amicizia, la lealtà e il rispetto ma anche con tanto, tanto altro.

Sono talmente rimasta entusiasta di questo libro che vorrei un seguito. Confesso che io ho sempre amato le stazioni e i treni e questo viaggio è stato talmente incredibile che è quasi da non credere. Inoltre, quello che mi lascia sempre malinconia, più di ogni altra cosa sono i saluti. E quello è il mio punto debole, anche all’interno di questa storia quando questa finisce. Mi si stringe il cuore tanto da poter dire che rileggerei con piacere questo libro altre cento volte ancora. Vorrei, come ho detto prima, che ci fosse un seguito, vorrei che Johanna seguisse i suoi ideali, che scegliesse un lavoro che ama e che incontri di nuovo quei personaggi a cui ha voluto bene, che li ricordi e che resti sempre così.

Insomma, questa storia mi ha completamente rapita dal punto di vista sentimentale, come potete vedere e di sicuro io ve la consiglio assolutamente.

«Sai, non ci pensavo, ma è stato proprio Juan a farmelo capre. Io penso che quello che fai è come un viaggio in treno. Ogni tanto ci sono le fermate e tu puoi scendere e magari salire su un altro treno, che non sai dove ti porterà. E questa è la vita. E anche se lei ti porta, sta a te scegliere come viaggiare». Daniel spalancò gli occhi. Il ragazzino pareva a disagio. «Sì, be’… a volte realizzi che in tasca hai un biglietto già pronto. Devi solo deciderti a usarlo». «E’ una cosa molto importante quella che stai dicendo Chico».

Il libro è stato dolce e commovente. Una storia di una bambina che si ritrova a combattere per degli ideali che cerca di scoprire nel corso della sua avventura. 

Christian Antonini è sicuramente un autore di talento e lo dimostra con la sua storia ricca di emozioni, sentimenti e codini. Un libro che parla di cambiamento, di rivoluzione e di tanto, tanto coraggio.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

 

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IL SALOTTO DELLE PARTICELLE: PRESENTAZIONE MATT HAIG ALLA FELTRINELLI DI ROMA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE!

Lunedì 10 settembre Matt Haig autore di Come fermare il tempo per Edizioni E/O di cui avete già letto la recensione QUI, è venuto a presentare il suo libro a Roma, nella Feltrinelli di Largo di Torre Argentina.

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Quindi ho avuto modo di incontrare l’autore e di farmi firmare la mia copia. Sono stata felice persino di porgli la mia domanda che vi trascrivo qui perchè mi piace che anche i miei lettori condividano con me le mie esperienze.

Gli ho chiesto se anche lui, come Tom avesse paura del tempo.

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Lui ha risposto:

Ottima domanda. Intanto si, io mi preoccupo anche del tempo. Ho paura del tempo. Sono ipocondriaco quindi ho paura di invecchiare. Ho scritto questo libro quando ho compiuto quarant’anni mi trovavo piena crisi di mezz’età per cui mi sono posto il problema “come può essere vivere per mille anni, cinquecento anni, sopratutto se sei l’unico a poter vivere per tutto quel tempo?” E tutte le cose belle che abbiamo nella vita, l’amore, l’arte, la musica, i libri, sono in un certo senso una consolazione della nostra condizione. L’immortalità. Per cui dall’oscurità vengono fuori queste cose splendenti e luminose e adesso userò un termine italiano: Il chiaroscuro di Caravaggio, oggi ho visto i dipinti di Caravaggio e diciamo che le luci di Caravaggio risplendono ancora di più perchè è circondata dall’oscurità e lo stesso vale anche per la nostra vita. Stesso discorso.


Immagine correlataL’autore ha ricevuto diverse domande, alcune strane – come un signore anziano di cui nessuno ha capito cosa voleva dire – ma l’autore è stato comunque gentilissimo e cortese a rispondere a tutti coloro che ponevano i quesiti. 

All’incontro era presente la sua famiglia ed è sembrato un uomo dolcissimo anche con i suoi figli ai quali faceva dei gesti d’affetto o delle facce divertenti mentre presentavano il libro. 

Matt Haig ha parlato della sofferenza che ha avuto in passato – ha sofferto di depressione ed ha pensato di suicidarsi – e che in parte è collegata a questo libro. Il tempo era una tematica che aveva particolarmente a cuore e infatti, Tom Hazard non è una persona affatto semplice e ad un occhio più attento si può notare la sua depressione. Io avevo notato questa cosa nel corso del libro ma non se sono stata sicura fin quando l’autore non ha confermato la mia tesi.

E’ stata un’esperienza molto bella e ringrazio l’editore per aver permesso quest’incontro a Roma così che abbia potuto partecipare. 😀


Cosa ne pensate? Raccontatemi una vostra esperienza con un autore che volevate incontrare, dai! Mi piace interagire con voi!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #215 – TUTTA COLPA DELLE MEDUSE DI ALI BENJAMIN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI! 

Oggi vi lascio la recensione di uno dei libri che ho letto quest’estate al mare. Ce ne saranno tanti altri di cui arriverà la recensione, sappiatelo. Tenetevi pronti perché ho semplicemente adorato questo libro e potrete solo amarlo! Un libro per ragazzi che mi ha conquistato pagina dopo pagina, dal messaggio profondo e dalla storia tenera e importante. Ecco qui che ve ne parlo:
51euztzc55l-_sx340_bo1204203200_Titolo: Tutta colpa delle meduse
Autore: Ali Benjamin
Editore: Il castoro
Data di uscita: 21 settembre 2017

Link d’acquisto: https://amzn.to/2QqGFYe

TramaSuzy Swanson sa un sacco di cose che gli altri non sanno. Sa che ogni anno sulla Terra 150 milioni di persone vengono punte da una medusa. Sa quanto dormono le formiche ogni giorno. Ma, soprattutto, sa di avere fatto una cattiveria tremenda alla sua ex migliore amica, Franny Jackson. E vorrebbe tanto poter rimediare. Però sa anche che è impossibile, perché la vita di Franny è stata spezzata all’improvviso mentre nuotava nello splendido mare d’estate. Suzy non si dà pace e si convince che la causa sia stata la puntura di una rara medusa. Mentre decide di non parlare più fino a quando avrà dimostrato la sua teoria, Suzy comincia a guardarsi attorno con occhi diversi che le rivelano piccole sorprese e piccoli gesti, oltre all’amore e alla speranza di cui ha disperatamente bisogno per riuscire a perdonarsi. 

RECENSIONE

Boy Standing in Front Of Jelly Fish Aquarium With Purple LightLa storia ha inizio con un battito, il pulsare di una medusa nel mare proprio come un cuore. Noi siamo al mondo da milioni di anni e in media per un ottantenne, il cuore batte tre miliardi di volte e la questione sembra essere abbastanza importante per Suzy. Il cuore batte sempre, incessante e costante anche quando si fanno le cose più stupide. Ma la cosa che la sconvolge è che per alcuni batte solo 412 milioni di volte, che potrebbe sembrare un numero enorme, ma ti fa arrivare solo a dodici anni. Franny, la migliore amica di Suzy, è morta affogata in vacanza ma Suzy non crede ad una parola sulla sua morte. Suzy, sapendo che la sua migliore amica era un’ottima nuotatrice, si convince che ad uccidere Franny sia stata la puntura della medusa più velenosa al mondo, l’Irukandji, e ne vuole dimostrare la teoria.

Riuscirà nel suo intento? Perchè Suzy si sente in colpa nei confronti di Franny? Cosa scoprirà lungo la sua ricerca?

«A te chi piace?». Non so cosa rispondere. Se anche fosse stata quella, la cosa di cui volevo parlare, ci sono un mucchio di cose possibili. Mi piace Caffellatte. Mi piaci tu. Mi piace Aaron. Mi piacciono mia mamma e mio papà, anche se sono arrabbiatissima con loro perché stanno divorziando. Mi piace il picchio che fa toc toc con il becco contro l’albero fuori dalla finestra di camera mia. Mi piace la luna quando è sottile e crescente e sembra il disegno di un occhio chiuso in un cartone animato, come se il cielo ti stesse strizzando gli occhi.

Immagine correlataLa trama è interessante e colpisce direttamente il cuore del lettore. Come ho avuto fra le mani questo libro ho fatto difficoltà a resistergli e l’ho comprato immediatamente. Un libro commovente e dolce proprio come la trama lascia intendere.

La copertina è davvero stupenda e rende l’idea del libro in tutto e per tutto. E’ stata lasciata come l’originale come potete vedere di lato ed oltre a trovarla meravigliosa posso dirvi che anche all’interno troverete delle pagine con delle meduse disegnate che rende ancor più bello il piccolo libro in se. Il titolo originale è The thing about jellyfish e credo che l’adattamento italiano che ne è stato fatto è anch’esso bellissimo e azzeccato.

La storia è ambientata in epoca moderna, ai giorni nostri tanto che Suzy, per esempio si informa sulle meduse anche su Internet.

Ci sono così tante meduse, adesso,  che alcuni centrali elettriche sparse per il mondo hanno chiuso i battenti perchè centinaia di migliaia  di creature hanno intasato i loro sistemi di raffreddamento ad acqua marina. (…) Uno scienziato è convinto che un giorno le meduse potrebbero portare addirittura all’estinzione delle balene, che morirebbero di fame. Nessuno lo sa. Nessuno ci pensa o ne parla. Si, insomma, si tratta di una delle notizie più sensazionali in circolazione, e quand’è stata l’ultima volta in cui avete anche solo visto una medusa in televisione? Ma loro sono là fuori, ve lo dico io. Sono là fuori in questo preciso momento. Si spostano silenziose, innumerevoli, tutte insieme, attraverso l’oscurità del mare.

Photo Of Jelly FishI personaggi non sono poi moltissimi e quello che regge tutta la storia è proprio Suzy. Incontreremo e avremo modo di conoscere anche Franny tramite i ricordi di Suzy. Franny non arriverà al lettore come Suzy che è combatutta fra millemila sensi di colpa nonostante Franny non sia stata, nell’ultimo periodo, così carina con lei.

Suzy è una ragazzina chiusa ma incredibilmente intelligente che dice ciò che pensa fregandosene degli altri. E’ una dodicenne che conosce moltissime cose, che ha sempre parlato ininterrottamente; Franny è l’unica amica che lei abbia mai avuto. Ha deciso di smettere di parlare da quando ha saputo che la sua vecchia amica e compagna di scuola è morta annegata. Suzy vuole cercare qualcuno che l’aiuti a supportare la sua teoria e che affermi che Franny non può essere morta annegata – lei era una brava nuotatrice – ma è stata punta da un raro esemplare di medusa nonostante l’amicizia fra le due s fosse incrinata. Suzy è divertente, dolce e incredibilmente testarda e puntigliosa. Dentro di sé porta un fardello da non poco e si sente colpevole di non aver parlato o chiarito con Franny come doveva.  Vi innamorerete di lei.

La cosa che io e te capiamo, Jamie, è che non è il fatto di avere del veleno che rende cattiva una creatura. Il veleno è una difesa. Più fragile è l’animale e più ha bisogno di proteggersi. Perciò, più veleno ha una creatura e più dovremmo riuscire a perdonare quell’animale. E’ lui quello che ne ha più bisogno. E, in realtà, cosa c’è di più fragile di una medusa, che non ha nemmeno le ossa? Credo che tu lo capisca, questo. Volevo solo farti sapere che lo capisco anch’io. Vorrei che potessimo sederci a un tavolo a parlare di queste cose. Di bruciature e veleni, inizi e fini, e di tutte le creature che nessun altro sembra comprendere.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia sono le meduse. Suzy è sia affascinata che intimorita e ne conosce un’infinità di tipi; farà tantissime ricerche e nonostante siano pericolose imparerete ad amare quest’animale o quantomeno a vederlo con degli occhi diversi. 

Lo stile utilizzato è semplice e dritto al punto. Non è ne scritto solo per ragazzi ne solo per adulti ma è una storia che si posiziona nel mezzo e può essere letta a qualsiasi età perchè vi emozionerà comunque, in ogni caso.

Scritta in prima persona, la storia narra delle ricerche di Susy, del suo dolore e riporta a galla come l’amicizia fra Suzy e Franny era finita. Le due era già diverso tempo che non andavano d’accordo e mostra in evidenza, anche il difficile percorso lungo l’adolescenza e i cambiamenti che ne derivano. Suzy però non riesce a darsi pace, sia perchè sa che Franny era davvero la sua unica amica, sia perchè anche lei per rispondere a delle provocazioni di Franny, l’ha trattata male. Quindi all’interno del volume si sviluppano diverse direzioni ma che portano in un unico grande canale: il coraggio di andare avantiLa difficoltà di Suzy risiede proprio in questo e pagina dopo pagina e percorrendo la sua sofferenza Suzy scoprirà come dire addio a Franny e come tutto questo l’aiuterà nella vita.

Bellissime sono anche le parti in cui si raccontano delle notizie sulle meduse – di cui almeno io, di alcune cose, non ne avevo la più pallida idea. Quindi oltre a raccontare una storia lascerà tantissime cose interessanti da imparare.

Chissà, forse la fine di ogni persona non è il giorno in cui muore, ma l’ultima volta che qualcuno parla di te. Forse quando muori non scompari per davvero, ma ti dissolvi in un’ombra, buia e indefinita, si vede solo il tuo contorno. E con il tempo, man mano che la gente si dimentica di te, poco alla volta la tua sagoma si confonde con l’oscurità, fino all’ultima volta in cui  qualcuno pronuncia il tuo nome su questo pianeta. E’ in quel momento che il tuo ultimo tratto – la punta lentigginosa del naso, o la forma a cuore delle tue labbra – sparisce per sempre. Se questo è vero, è una buona ragione per astenersi dal pronunciare il nome di qualcuno dopo la sua morte. Perchè non si può mai sapere. Non si può mai sapere quale volta in cui lo pronunci potrebbe essere l’ultima. E allora quel qualcuno sparirà per sempre.

Il libro è originale, semplice ma bellissimo. Il dolore di Suzy è autentico, viscerale e vi entrerà dentro. Anche voi assieme a lei vorrete sapere gli esiti di questa ambiziosa ricerca che porta la ragazzina a cercare fra diversi studiosi, quale faccia il caso suo. Vi dico solo una cosa: LEGGETE QUESTO LIBRO. Non ve ne pentirete!

Ali Benjamin è una scrittrice di vero talento, una scoperta incredibile. Questa storia è un inno a rialzarsi, passo dopo passo, davanti le sofferenze e le difficoltà della vita. Un libro per ragazzi che insegna molto sul lutto e sull’elaborazione della perdita. Una storia che ci insegna che non è importante quando dire addio ma che ci ricorda che si può sempre andare avanti, in un modo o nell’altro.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

REVIEW TOUR – COME FERMARE IL TEMPO DI MATT HAIG (#213)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui per una nuova recensione per voi con un nuovo evento. Spero che vi piaccia e che anche voi possiate leggere questo libro che mi ha colpito davvero molto. Ringrazio Sara di Bookspedia per aver organizzato l’evento e la casa editrice Edizioni E/O per averci permesso la lettura. Ecco qui:
cover_9788833570006_2662_600Titolo: Come fermare il tempo
Autore:  Matt Haig
Genere: Fantasy
Data di uscita: 29 agosto 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2wZxB3F

TramaPensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve ad ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi. 

RECENSIONE

Brown Hourglass on Brown Wooden TableLa storia ha inizio con la premessa più grande di tutte che Hendrik ha detto a Tom per essere al sicuro all’interno della società degli Albatros: Non innamorarsi di un effimera (ovvero un essere umano normale) e spostarsi ogni otto anni da un posto all’altro per evitare di avere problemi”.

Tom Hazard è affetto da una disfunzione chiamata Anageria o almeno così sarebbe stata chiamata da un dottore che voleva renderla pubblica ma che non ci è mai riuscito. Questa specie di disfunzione consente a Tom di vivere una vita lunga secoli perchè un anno di Tom è all’incirca quindici anni per una persona normale. Tom è nato in Francia nel 1581 ed invecchia, prima o poi morirà, ma vive a lungo e con la possibilità di essere immune a molte malattie infettive nel corso dei secoli. Passano secoli prima che lui scopre di non essere da solo e che una società può proteggerlo a determinate condizioni. 

Tom riuscirà a ritrovare sua figlia avuta secoli prima e probabilmente con la sua stessa disfunzione? Riuscirà ad essere finalmente felice e come poter cominciare a vivere oltre il continuo scappare?

«La prima regola è non innamorarsi» disse, togliendo col dito una briciola di cialda dal tavolo prima di accendersi un sigaro. «Ce ne sono altre, ma questa è la principale. Non innamorarsi. Non amare. Non sognare l’amore. Se tieni fede a questa regola, andrà tutto bene». Guardai oltre le volute di fumo del suo sigaro. «Dubito che mi innamorerò di nuovo». «Bene. Naturalmente hai il permesso di amare il cibo, la musica, lo champagne e i rari pomeriggi soleggiati di ottobre. Puoi amare lo spettacolo delle cascate e l’odore dei vecchi libri, ma l’amore per gli esseri umani è vietato. Siamo intesi? Non creare legami con il tuo prossimo, e vedi di affezionarti il meno possibile alle persone che incontri. Perché altrimenti finirai col perdere lentamente la ragione…».

La trama è veramente accattivante come poi risulterà tutto il libro. Avevo notato questo libro per la prima volta l’anno scorso a Londra quando era appena uscito e ne parlavano ovunque: la metro era invasa di cartelloni e anche nelle librerie il libro era molto in voga. Infatti ero indecisa se acquistare questo o quello che poi ho acquistato perchè erano entrambi molto belli – almeno sembravano. Sono così meravigliata di trovare il libro fra le mie mani in questo momento ed averlo letto in anteprima anche prima del libro che poi ho comprato a Londra – non perchè fosse brutto ma per mancanza di tempo. 

Risultati immagini per how to stop timeLa copertina è stupenda e sono super felice che l’editore abbia deciso di mantenere l’originale come potete vedere qui di lato. Il titolo, come la copertina, è semplicemente tradotto dall’originale e sono felice anche qui che non sia stata modificata. Entrambi sono un’accoppiata vincente e sono totalmente soddisfatta sia esteticamente che nella storia. Un libro da leggere, ma vi spiegherò i dettagli più avanti.

L’ambientazione è il mondo e l’epoca è anch’essa un avanzare di secoli e date su date. Ora Tom si trova a Londra e insegna storia ma lui vive dal 3 marzo 1581 ed è nato in Francia, un piccolo paesino chiuso in tutti i sensi. Ha vissuto diverse epoche ed ha visitato centinaia di posti in giro per il mondo.

Mi sono innamorato una volta sola in vita mia. Immagino che, in un certo senso, questo faccia di me un romantico. L’idea che noi tutti abbiamo un unico vero amore, e che dopo la sua scomparsa nessun altro possa reggere il confronto. È un’idea dolce, ma la realtà è terrore puro. Dover affrontare innumerevoli anni di solitudine dopo. Esistere quando il senso della propria vita non c’è più. E il senso della mia vita, per un po’, è stato Rose. Ma dopo la sua morte molti bei ricordi furono offuscati dall’ultimo. Una fine che fu anche un terribile inizio. L’ultimo giorno trascorso con lei. Perché è stato quel giorno, quello in cui mi diressi verso Chapel Street per rivederla, a plasmarne tanti altri nel corso dei secoli. E così… Ero fermo davanti alla porta di casa sua. Avevo bussato, aspettato e poi bussato di nuovo.

accessory, antique, blurI personaggi di questo romanzo sono diversi e tutti particolarmente passeggeri se non per alcuni. Ritengo però sia importante soffermarsi sul protagonista principale e colonna portante di questa storia davvero unica nel suo genere.

Tom Hazard è uno dei tanti nomi che ha il protagonista a forza di viaggiare attraverso i secoli cambiando continuamente identità. Il suo vero nome è Estienne Thomas Ambroise Christophe Hazard. Per una volta dopo secoli utilizza l’abbreviazione del suo nome perchè è così che si sente un po’ più se stesso. E’ stato in diverse parti del mondo, probabilmente ha una figlia ancora viva chiamata Marion ed ha amato una sola donna nella sua vita: Rose. Sa suonare tantissimi strumenti ognuno adatto alla sua epoca a cominciare dal liuto. E’ un uomo intelligente e ricorda tantissime cose nonostante abbia più di 400 anni sulle spalle. Tom sembra depresso, o almeno lo è per il fatto che ha vissuto tutti questi anni ed ha perso sempre tutto. Ha un solo amico, Omai, che non vede da secoli ed è in costante ricerca di sua figlia, sempre che sia ancora viva e sia come lui. E’ un personaggio particolare

Una volta a casa comincio a dare un’occhiata al programma degli allievi del settimo anno, e il primo argomento che compare sullo schermo fiocamente illuminato è “I processi per stregoneria nell’Inghilterra dell’epoca Tudor”, che so già essere parte integrante dei programmi ministeriali. Mi rendo conto che c’è un motivo per cui lo sto facendo. Per cui voglio diventare un insegnante di storia. Ho bisogno di domare il passato. La storia, insegnarla e raccontarla, è questo. Un modo per controllare e disciplinare il passato. Per trasformarlo in un animale domestico. Ma la storia che si è vissuta è diversa da quella che si legge su un libro o sullo schermo di un computer. E ci sono eventi del passato che non si possono domare.

Risultati immagini per gif tempoIl perno centrale è proprio il tempo. Il tempo è la variabile che conduce questa storia su più livelli, è il filo conduttore che porta il protagonista a viaggiare attraverso i continenti e i secoli invecchiando sempre più lentamente rispetto ai normali esseri umani. Il tempo è qualcosa di misteriosamente indefinibile per Tom, che cerca delle risposte nella propria vita che nessuno potrà mai dargli veramente.

Lo stile utilizzato è stato abbastanza semplice e fluido sebbene in alcuni punti la storia andasse lentamente. L’autore in alcuni punti, oltre a soffermarsi sulla vita attuale di Tom, si sofferma su dei punti nei ricordi in cui pensare e ricordare sembrano sia una benedizione che un maleficio. All’interno di questo volume la storia è narrata in prima persona dal nostro protagonista Tom Hazard e lascia spunti e riflessioni importanti oltre a trasmettere un messaggio potente e – a tratti sconvolgente.

Il tempo è una variabile quasi futile all’interno del romanzo, sopratutto per il protagonista. Eppure nonostante per lui il tempo sia di gran lunga pesante e difficile da sopportare, lascia intendere quanti errori abbiamo commesso in passato e continuiamo a ripetere come una ruota, non impariamo mai. Lascia intendere quanto siamo fragili e quanto la nostra vita sia breve, un misero granello nel corso dei secoli.

Una storia che vi consiglio con tutto il cuore.

Le persone che ami non muoiono mai. Così mi aveva detto Omai tanti anni prima. E aveva ragione. Non muoiono. Non del tutto. Vivono nella tua mente, come hanno sempre vissuto dentro di te. Tieni accesa la loro luce. Se le ricordi abbastanza bene, sono ancora in grado di farti da guida, come la luce di stelle spente da tempo è in grado di guidare le navi attraverso acque sconosciute. Se smetti di piangerle e cominci ad ascoltarle, hanno ancora il potere di cambiarti la vita. In poche parole, possono essere la tua salvezza.

Il libro è stato sconvolgente e attraente sotto diversi punti di vista. Un libro che oltre a narrare una storia ci porta diversi spunti per riflettere, tutti importanti ed io consiglio a voi questo libro perchè possiate coglierli tutti e condividerli, portarli con voi e farli vostri, perchè no. Un libro che vi catturerà.

Matt Haig scrive del tempo e lo fa permettendoci di percorrere diversi secoli senza muoverci da dove siamo. Il tempo è meschino, ci porta via le persone care e ci consente di essere soltanto delle effimere. Ma ci concede di vivere e di fare della nostra vita ciò che vogliamo, sta a noi utilizzarlo al meglio. Un libro che fa riflettere sul tempo a nostra disposizione e al fatto che dovremmo godercelo sempre, in ogni istante, perchè ciò che abbiamo perso, poi, non ritorna.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Seguite le altre recensioni, tutte bellissime che vi stanno aspettando per scoprire questo libro assieme:

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Cosa ne pensate di questo libro? Io spero che lo leggiate perché è davvero meraviglioso e vi colpirà proprio come ha colpito me. Fatemi sapere se vi ho convinto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #208 – IL GRANDE FUOCO DI KRYSTEN RITTER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con voi e vi porto un’altra delle belle uscite di qualche tempo fa per la Sperling&Kupfer che ringrazio per l’invio e la disponibilità nel permettermi di leggere questo volume. Seppur con qualche ritardo vi parlo di questo volume che spero piacerà anche voi, un thriller psicologico. Ecco qui a voi:
978882006464hig-250x380Titolo: Il grande fuoco
Autore: Krysten Ritter
Genere: Thriller
Data di uscita: 3 aprile 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2N5HCTM
Trama: Sono trascorsi dieci anni da quando Abby Williams se n’è andata dalla piccola città di provincia dove è nata e cresciuta. E ce l’ha messa tutta per cancellare ogni traccia delle sue origini. Adesso è un avvocato dalla carriera sfolgorante, si occupa con successo di ambiente, vive a Chicago in un appartamento ultramoderno e ha la sua collezione di fidanzati usa e getta. Il passato però riesce a farsi strada di nuovo nella sua vita, incrinandone la fragile corazza: il nuovo caso che le viene affidato la porta, infatti, in Indiana, e proprio a Barrens, il suo paese. È lì che la Optimal Plastics ha dato lavoro all’intera popolazione, ma forse a un prezzo troppo caro. È lì che le indagini di Abby sulla scarsa trasparenza dell’industria chimica riportano alla luce anche uno scandalo legato alla sua adolescenza. Un mistero irrisolto che non ha mai smesso di angosciarla: la scomparsa della sua migliore amica, Kaycee. Quella ragazza unica e geniale è fuggita verso la libertà o è rimasta vittima dei segreti di Barrens? Scavando nella propria memoria e cercando risposte a vecchie domande, Abby si trova invischiata in una pericolosa ragnatela di menzogne e silenzi. Ma la verità, che ha sempre voluto scoprire senza confessarlo neanche a se stessa, è finalmente a portata di mano. Per liberarla una volta per tutte dalle ombre del passato.

RECENSIONE

activity, board game, connectionLa storia ha inizio con un ricordo. Abby Williams ripercorrendo la strada che la porta da Chicago a Barrens, la sua città natale, le riporta in mente l’episodio in cui a scuola Kaycee, la sua migliore amica d’infanzia entrata poi a far parte di un gruppo che la rendeva vittima di bullismo, si sentì male durante una simulazione elettorale, in quarta ora. Kaycee parla ma nessuno sembra udire nulla, cominciò a tremare e poi si accascia a terra. Lei e le sue quattro amiche, tutte con gli stessi sintomi. Adesso, dieci anni dopo essersene andata dalla sua città Abby è un avvocato affermato in casi ambientali ed ha accolto subito la causa in cui nella piccola Barrens, la grande società Optimal goda di grande supporto ma ha anche tanto da nascondere su sostanze nocive che possono nuocere la salute degli abitanti del posto. Kaycee è scomparsa quell’anno e tutti dicono sia partita da Barrens mentre Abby, oggi, mentre è lì per cercare la verità su tante cose non riesce a darsi pace su tante cose che le sono accadute in passato.

Cosa scoprirà Abby? Che effetti ha la Optimal sulla cittadina? Cosa nascondono le persone a Barrens? Perché tutti hanno tanto paura di tirare fuori la verità? Perchè Kaycee se ne è andata così velocemente da Barrens, senza neanche un motivo?

Kaycee è l’unica che abbia mai avuto pietà di me. A volte è stata addirittura gentile. Come se brevi flash della nostra amicizia passata ogni tanto le si affacciassero nella memoria. Ma sapeva anche essere crudele. Ricordo ancora il giorno in cui cadde dalla sedia accanto alla mia e, quando feci per aiutarla a rialzarsi, per poco non mi morse la mano. Letteralmente: cercò di azzannarmi come un cane. E poi il collare di Chestnut che mi lasciò nell’armadietto. Un gesto perverso e incomprensibile. Quasi quanto ucciderlo.

Risultati immagini per krysten ritter bonfireLa trama sicuramente mette curiosità. E’ quello l’effetto che ha fatto a me non appena l’ho letta tanto da spingermi a volerlo leggere subito. L’unica cosa è che forse è un po’ troppo lunga e abbreviarla sarebbe stato sicuramente a favore, mettendo ancor più curiosità.

La copertina trovo che sia davvero bellissima, molto più bella della versione originale che vedete qui di lato. La copertina italiana è davvero particolare e la trovo molto bella nella sua particolarità. L’unica cosa che non mi piace all’interno della creazione della copertina italiana è il fatto di aver messo la stampa del volto dell’autrice sul retro della copertina che uccide completamente il resto. Il titolo originale ovvero Bonfire sta a significare “Falò“. Come ben immaginate era orribile tradurre il titolo così com’era ed è stato egregiamente adattato trovando il giusto equilibrio tra copertina e titolo che trovo molto bello.

L’ambientazione è Barrens, una piccola cittadina dell’indiana. L’epoca è moderna anche se ci sono dei riferimenti alla vita di Abby dieci anni prima.

Sono sempre stata attratta dagli animali pericolosi. Da piccola una volta cercai di salvare un procione che era finito non so come nella nostra cantina, e per poco non ci rimisi un mignolo. Ho ancora la cicatrice. Ricordo che non piansi né per il morso né, dopo, per l’antirabbica, ma solo quando mio padre sentendomi gridare si precipitò con il fucile e parò al procione in mezzo agli occhi. Ho sempre desiderato le cose che fanno più male.

Close Up of PicturesI personaggi sono davvero ben strutturati, sia quelli di contorno sui quali Abby si ritrova ad indagare, sia sui suoi collaboratori come la protagonista stessa che è davvero un bel personaggio. Anche i personaggi dei ricordi del passato, come Kaycee sono davvero ben costruiti e ben pensati.

Abby è la protagonista sulla quale la storia verte in prima persona. E’ un avvocato ambientale di successo a Chicago dove colleziona ragazzi come figurine e non crea una relazione duratura e condivide ogni problema con Joe, suo collega. Quando torna e mette piede a Barrens, la sua sicurezza vacilla e i suoi tormenti del passato cominciano a prendere piede dentro di lei quasi fino a tormentarla nel voler trovare la verità a tutti i costi sia sulla Optimal sia sul suo passato legato a Kaycee Mitchell. Si, perchè Abby è stata vittima di bullismo ai tempi della scuola proprio da Kaycee, sua vecchia amica quando erano bambine, e dalla sua comitiva di amiche perfide e presuntuose.

«Fuori!» Per un attimo mi sbarra il passo, e per uscire dalla stanza devo spingerlo da una parte. Ho il terrore che non mi lasci passare. All’ultimo momento, però, si volta  di lato e ho abbastanza spazio per precipitarmi verso la porta. Solo quando sono fuori, sulla veranda, mi rendo conto di avere trattenuto il respiro fino a quel momento. Come se un mostro stesse per catturarmi. Come se quella casa fosse un cimitero. Come se avessi paura di risvegliare i morti.

Risultati immagini per gif falòIl perno centrale inizialmente sembra essere la Optimal, la società chimica che sembra intossicare i propri abitanti ma questo sarà solo una delle due strade che questa storia intraprenderà. Abby è alla ricerca della verità per quanto riguarda anche il suo passato e troverà pane per i suoi denti.

Lo stile utilizzato è ben strutturato e si comprende da subito quanto sia stata ben studiata la situazione prima di diventare un libro vero e proprio. Si capisce quanto studio e ricerca c’è stata dietro alla scrittura di questo libro. Talmente tanta però, che in alcuni punti il libro sembra rallentare e l’unica cosa ad incuriosire effettivamente sono i continui colpi di scena che accadono alla protagonista, che sconvolgono il lettore a spingerlo a pensare diverse cose – perfino a confonderlo (in maniera positiva ovviamente).

Infatti in alcuni punti la storia è lenta mentre in altri è fluida e invoglia a cercare di capire dove si nasconde tutto. Nonostante questo però, la storia è originale e sicuramente piena di colpi di scena che invoglieranno ad andare sempre più avanti alla ricrca della verità. La storia si muove su due linee distinte ma intrecciate: Abby cerca la verità nel caso di cui si occupa, legato alla sicurezza ambientale della Optimal nel piccolo paese e la scomparsa di Kaycee, che nonostante sia a tutti chiara, per lei non lo è mai stata.

Il finale non rimane in sospeso, non temete ma lascia il personaggio di Abby quasi in bilico come a dare uno spiraglio in cui possa esserci una nuova avventura su questo intraprendente avvocato di successo il quale, devo ammettere, sarei curiosa di leggere anche se spero che si concentri su altro, portando qualcosa di nuovo come ha fatto con questo libro.

L’indomani, giovedì, mi alzo a un’ora su cui neppure mio padre troverebbe nulla da ridire. Faccio un caffè così forte che sa di fango. Avrò dormito al massimo quattro o cinque ore, pur essendo tornata a casa prima delle otto. Ho passato la notte a guardare il soffitto, sudando tutto quello che avevo bevuto la sera prima, e a oscillare tra ricordi e progetti confusi. Mando giù il caffè e guardo Barrens riscuotersi dalla nebbia notturna. Agli occhi di un estraneo potrebbe sembrare bellissima. Forse ha ragione Brent: voglio causare la Optimal per potermela prendere con qualcuno, ma la mia è solo una caccia alle streghe. Forse la mia ossessione è esclusivamente frutto della fantasia. O forse no. Stamattina, comunque, seguirò il suo consiglio: andrò a visitare alcune delle buone cose fatte dalla Optimal.

Non sapevo che la Ritter è l’attrice che interpreta Jessica Jones – una fra le tante serie che voglio vedere su Netflix – e, non avendo visto la serie, posso solo parlare per il libro.  E’ un libro che sicuramente consiglio agli appassionati di genere che si ritroveranno a volerne sapere sempre di più una volta immersi in questa storia.

Krysten Ritter scrive un thriller psicologico di tutto rispetto. Il grande fuoco arde e sembra voler bruciare ogni cosa sia il passato che il presente e nessuno all’interno di Barrens sembra essere in grado di fermarlo. Un thriller originale e avvincente da tenere sicuramente in considerazione.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #205 – LESS DI ANDREW SEAN GREER.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Vi sono mancata? Devo essere sincera, mi siete mancati 🙂 Così, eccomi di nuovo qui con voi e vi porto una nuova recensione. Ho iniziato a leggere questo libro qualche mesetto fa ma non ero mai riuscita a terminarlo per via di altre letture che si sono sommate nel frattempo e perchè il libro non mi ha catturato come dovevo. Quindi nelle varie difficoltà il termine di questo volume è scivolata in questo periodo e sono riuscita a terminarlo. Un libro per cui ringrazio La Nave di Teseo per la lettura. Ecco qui:

9788893442787_0_0_0_75Titolo: Less
Autore: Andrew Sean Greer
Prezzo: 19.00 euro
Pagine: 292
Link d’acquisto: https://amzn.to/2KXf9Pl
Trama: Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.
Dall’autore di Le confessioni di Max Tivoli e Storia di un matrimonio, una commedia romantica, una satira sul tipico occidentale all’estero, una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo.

RECENSIONE

Silhouette of ManLa storia ha inizio come tante altre storie. Arthur Less è una persona come tante, che se ne sta seduto sul divano di pelle in attesa che venga chiamato da una donna dell’ufficio stampa. Lui è a New York da tre giorni dove aspetta di intervistare il noto autore di fantascienza H.H.H. Mandern.

In realtà lui si trova lì per fuggire a una decisione troppo grande in quel momento: l’uomo con cui Less ha passato nove anni si sta per sposare, con un altro uomo e lui non sa se accettare o meno l’invito al matrimonio perchè – in entrambi i casi – a lui sembra troppo strano o troppo stupido. Così tra le varie scartoffie che ha sulla scrivania decide di accettare qualsiasi cosa lo porti lontano da casa e da quella decisione disarmante di cui la prima tappa è proprio New York. Arthur per fuggire da se stesso affronta diversi viaggi che fra colloqui, presentazioni e interviste lo porteranno in giro per il mondo. Ma ciò che lui pensa essere una fuga è al tempo stesso una profonda ricerca di se stesso.

Cosa succederà durante il viaggio al nostro caro Arthur Less? Cosa scoprirà e cosa porterà con se di questa lunga avventura? Cosa troverà lungo il suo percorso?

Come ha scritto Frank: È un giorno d’estate, e la cosa che voglio di più al mondo è essere voluto. Un altro tuono scuote Less dai suoi pensieri. Ma non è un tuono; è un applauso, e lo scrittore giovane lo sta tirando per la manica della giacca. Perché Arthur Less ha vinto.

La trama è ben scritta e rende la storia appieno solo che avrei evitato di specificare cosa succede in Germania o in Francia. Insomma, in questo libro in alcuni punti è già difficile proseguire ed avere uno spoiler così non aiuta, non credete?

La copertina la trovo davvero molto carina nonostante non sia nulla di che. Resta però come l’originale e in linea con la storia stessa perchè non è particolarmente originale ma ha comunque il suo fascino nascosto. Il titolo è semplice ed è il cognome del protagonista che è poi il centro su cui ruota tutta questa storia, quindi c’è solo da domandarsi: perchè no?

Per quanto riguarda l’ambientazione posso dirvi che Arthur Less – come avrete anche letto dalla trama – viaggia per il mondo quindi è inutile specificarvi uno o l’altro posto, perchè Less viaggia ovunque! L’epoca è senz’altro moderna. Arthur Less è un uomo di oggi che si trova a fare i conti con i suoi cinquant’anni, facendo un bilancio della sua magra esistenza da scrittore fallito e da partner inconsistente.

La musica tace. Il faro li investe; Less sbatte gli occhi (un fastidioso sparpagliarsi di falene retiniche). Tra il pubblico qualcuno tossisce. “Kalipso,” inizia Less. “Io non ho diritto di raccontare questa storia…” E la piccola folla ascolta. Lui non li vede, ma per quasi tutta l’ora l’oscurità rimane muta. Ogni tanto si accende la brace di qualche sigaretta: lucciole da locale notturno pronte per l’amore. Nessun rumore. Less legge la traduzione tedesca del proprio romanzo, il russo quella del suo. Gli sembra che parli di un viaggio in Afghanistan, ma Less non riesce a concentrarsi. È troppo confuso dal mondo alieno in cui si trova: un mondo in cui alle persone interessano gli scrittori. È troppo distratto dal pensiero di Freddy all’altare. A metà del suo secondo brano sente un rantolo seguito da un improvviso subbuglio. 

Man Standing on Stone Near Seashore during Sunrise PhotographyI personaggi di questa storia non sono poi molti e l’unico su cui la storia si concentrerà del tutto è il nostro fantomatico protagonista, un personaggio qualunque ma con un animo che potrebbe somigliare a chiunque di noi. Un uomo come tanti ma che lascia l’impronta nel suo piccolo mondo affrontando finalmente la sua vita.

Arthur Less è un tipo che sta per compiere cinquant’anni. Ha scritto la sua opera Kalipso, in cui non crede molto neanche lui. E’ un tipo perennemente innamorato ed ha amato tanti uomini ma l’unico che ha nel cuore non è riuscito a rimanere con lui troppo a lungo. Arthur Less è un uomo alto, con i capelli biondo/brizzolati con il profilo da lord inglese. Ha l’aria innocente e ha sempre l’espressione persa ed assorta. E’ un uomo che non è mai riuscito ad essere stronzo o cattivo, anzi è tutt’altro che questo. E’ un uomo in piena crisi di mezz’età e si trova ad affrontare un viaggio attorno al globo cercando di partecipare a quante più conferenze e eventi sparsi per il mondo pur di non affrontare la sua vita, pur di non doversi mettere davanti al fatto che sta invecchiando da solo e non avrebbe mai voluto la sua vita così come sta andando. Arthur Less non è un personaggio complicato, un eroe o chissà cosa. Less è uno come tanti altri, particolare ma al contempo fragile e piccolo nella sua esistenza su larga scala, come ognuno di noi.

“È che sei un cattivo gay.” Less si ritrova senza parole; questo attacco lo coglie alla sprovvista. “Noi abbiamo il dovere di mostrare le cose belle del nostro mondo. Il mondo gay. Ma tu nei tuoi libri imponi ai personaggi delle sofferenze senza riscatto! Se io non ti conoscessi, mi verrebbe da pensare che sei repubblicano. Kalipso era bello. Grondante di dolore. E però masochista da non credere! Un naufrago che rimane spiaggiato su un’isola dove ha una relazione gay per anni, e poi però se ne riparte alla ricerca della moglie! Tu devi fare di meglio. Per noi. Per offrirci dei modelli che ci siano d’ispirazione, Arthur. Devi puntare più in alto. Mi si stringe il cuore a dirti queste cose, ma andavano dette.” Finalmente Less riesce ad articolare qualcosa: “Un cattivo gay?” Finley accarezza un libro sullo scaffale. “Non sono l’unico a pensarla così, sai. È una cosa di cui si è parlato.” “Ma… ma… ma si tratta di Ulisse,” protesta Less. “Ulisse che ritorna da Penelope. È la storia che va così.” “Non dimenticarti da dove vieni, Arthur.” “Camden, Delaware.” Finley gli tocca un braccio, e si sprigiona una specie di scossa elettrica. “Si scrive quello che non si può fare a meno di scrivere. È così per tutti.”

adventure, blur, cartographyIl perno centrale è Arthur Less stesso. Il protagonista si trova in una crisi di mezza età: sa di essere uno scrittore fallito e di aver perso l’amore della sua vita, che sta per sposarsi con un altro e lo invita al matrimonio. Cosa fare allora? Arthur non si pone davanti le scelte della sua vita cercando di farne tesoro, anzi, parte in una lunga avventura che lo poterà in vari eventi in varie parti del mondo e che gli permetteranno di riflettere sula sua vita.

Lo stile utilizzato è semplice come la storia stessa. Non ci sono eventi particolari o eccessivi, anzi la storia si mantiene in una struttura piuttosto plastica e contenuta. Inizialmente non riuscivo a trovarmi con il protagonista nel modo più assoluto e allo stesso tempo non sono riuscita a digerire parti della storia domandandomi come abbia fatto questo libro a vincere dei riconoscimenti importanti.

Così ho deciso di prendere la storia così come veniva e nono nonostante non sia poi un granché ha comunque il suo fascino e lascia al lettore una lezione di vita. La storia di Arthur Less è una storia comune, di tutti i giorni, e forse è questo che spiazza tanto e ci fa porre la domanda del dove si trovi effettivamente la bellezza di questo libro.

Arthur Less è il classico cinquantenne in piena crisi di mezz’età con i stessi dubbi di quando si è adolescenti ma con tante consapevolezze e diversi bagagli in più. Less fugge dalla vita di tutti i giorni per non doverla affrontare, per non affrontare gli eventi e la sua età che avanza e al fatto che lui stesso sa di non poter far nulla per rimediare ma al tempo stesso una volta entrato nel vortice non riesce ad evitare vecchie conoscenze, nuovi incontri tornando con tante consapevolezze in più.

(…) guardatelo. Come potrei non amarlo? Una volta mio padre mi ha chiesto perché fossi così pigro, perché non fossi più ambizioso. Mi ha chiesto che cosa volessi, e anche se allora non gli ho risposto, perché non lo sapevo, e se ho seguito le antiche convenzioni fino all’altare, adesso lo so. È molto tardi per rispondere a quella domanda – e io ti vedo, caro Arthur, caro amore, che alzi il viso verso quella sagoma sulla tua veranda: che cosa voglio? Dopo aver scelto il sentiero voluto da altri, l’uomo che andava bene, la via facile – ecco che mi vedi e sgrani gli occhi – dopo aver avuto tutto questo tra le mani e averlo rifiutato, che cosa voglio io dalla vita? La mia risposta è: “Less!”

Personalmente non posso dirvi che il libro mi abbia catturato perchè in alcuni punti avrei preferito passare ad altro e lasciarlo lì a marcire ma ce l’ho fatta e nonostante non sia poi un granchè nel complesso regala al lettore un qualcosa che vi spiazzerà. Un libro sicuramente non originale ma semplice.

Andrew Sean Greer scrive una storia di un uomo qualunque, un uomo che non riesce ad affrontare di pancia la sua vita ma che si lascia cullare nella paura e nell’insicurezza lanciandosi in un viaggio unico e particolare. Sicuramente è una storia a cui dare una possibilità in cui si rimane travolti da Arthur Less e dalla sua ingenua e malinconica esistenza.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #201 – ARLO FINCH E LA VALLE DEL FUOCO DI JOHN AUGUST.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui! Oggi vi tengo compagnia con un delizioso libro per ragazzi edito Mondadori che ringrazio per avermi permesso la lettura. Un libro dolce e magico che vi consiglio sicuramente.A voi:

978880468970hig-628x965Titolo: Arlo Finch –  La Valle del Fuoco

Autore: John August 
Genere: Fantasy
Data di uscita: 3 Luglio 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2OD6BiB
Trama: “Fedele, coraggioso, gentile, retto. Custode del Vecchio e del Nuovo. Proteggerò la natura. Difenderò i deboli. Marcherò il sentiero. Cercherò il bene. Spiriti della Foresta, ascoltate: questa è la Promessa del Ranger.” Quando arriva a Pine Mountain, piccola città dove il mistero sembra di casa, Arlo Finch pensa che essere un Ranger significhi conoscere trucchi e segreti del campeggio e della vita nella natura. Ma presto si rende conto che i membri del Reparto di cui è entrato a far parte sono tutt’altro che semplici boy-scout, e che quella che sta iniziando è un’avventura molto più emozionante e pericolosa: una forza antica e oscura minaccia il mondo reale, e il destino di Arlo è di affrontarla. Grazie a Indra e Wu, i suoi nuovi amici, oltre a imparare come si monta una tenda e a fare nodi di ogni genere, Arlo scopre presto magie come i colpotuoni e le schioccoluci, ma anche un mondo fantastico dove i valori della Promessa del Ranger, fedeltà, coraggio, gentilezza e senso dell’onore, saranno messi a dura prova.

RECENSIONE

Risultati immagini per Pine MountainLa storia ha inizio con quel che resta della famiglia Finch in arrivo a Pine Mountain dopo una serie infinita di traslochi tanto che non hanno rassegnato Arlo a non farsi più degli amici. Pine Mountain è una piccola cittadina montana in cui Arlo, sua sorella Jaycee e la madre si trasferiscono nella casa dello zio Wade che sembra più fatiscente che mai oltre a non avere una connessione internet ed essendo lontana dal resto del paese. Dopo che il padre ha evitato l’arresto trasferendosi definitivamente in Cina, Arlo e la sua famiglia sono stati costretti a spostarsi più volte fino a quando non sono arrivati lì, in quel posto dimenticato dal mondo e in cui non vorrebbero stare. Ma è proprio lì che Arlo riesce a farsi i primi amici, Indra e Wu, che lo iniziano al mondo dei Ranger. Ma a Pine Mountain succedono strane cose e fare il Ranger non sarà semplice come Arlo si era aspettato.

Cosa succederà al piccolo protagonista? Cosa succederà a Pine Mountain? Quali prove aspettano i nostri tre piccoli Ranger? Riuscirà a sconfiggere le creature della GranForesta ed a meritarsi il rispetto che merita diventando uno Scoiattolo?

Arlo si guardò intorno e le pareti della stanza iniziarono a svanire, rivelando una foresta illuminata dalla luna. Restava solo il suo letto e il riquadro di finestra attraverso cui poteva vedere la ragazza. Il mondo dalla parte del vetro in cui lei si trovava scintillava d’argento e rosso e oro, come un palazzo fatto di foglie d’autunno. Lei si voltò verso destra come se stesse arrivando qualcuno. Poi bisbigliò in fretta: «Se io posso vederti, ci riusciranno anche loro. Sei in pericolo. Fai attenzione, Arlo Finch»

La trama è ben scritta e di sicuro mette la giusta curiosità. Non appena ho notato l’uscita del libro ne sono rimasta subito colpita sia dalla semplicità della storia sia per il fatto che questa fosse intrigante e misteriosa. Quindi nonostante questo sia un libro più per ragazzi mi sento di consigliarlo assolutamente per la sua genuinità e dolcezza.

La copertina è davvero fantastica e sono felice che sia stata mantenuta come l’originale. Non la trovate anche voi davvero interessante e molto molto bella? Il titolo, anche qui è stato semplicemente tradotto. Quindi posso dirvi che qui è stato fatto senza alcun dubbio un ottimo lavoro.

L’ambientazione della storia è Pine Mountain un piccolo paesino montano dello stato della Georgia nei Stati Uniti D’America reso molto più magico di quanto si creda in realtà. Dopo questa lettura non desidererete altro che andare a Pine Mountain e vivere l’avventura più bella di sempre; l’epoca di questa storia è contemporaneo/moderna. Nonostante ci troviamo in un piccolo paese montano dove Arlo entra a far parte dei Ranger e la natura è strettamente a contatto con il protagonista in questa storia, si nota che la storia è moderna dalle piccole cose come il fatto che per parlare con il padre che vive in Cina, Arlo e la sua famiglia, sono costretti ad andare al bar del paese per avere la connessione wi-fi.

Dopo una lunga pausa, lo zio Wade fece una smorfia. «Molte persone confondono gli strumenti con il loro utilizzo. Un martello non può costruire una casa. Può solo picchiare un chiodo. Per le bussole è uguale: possono solo mostrarti il Nord. Ma non ti dicono dove andare.» Passò ad Arlo la bussola. «Farai meglio a non dimenticartelo, o rischierai di perderti. E di non poter tornare più indietro.»

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Indra. (Surce: Web)

I personaggi all’interno della storia sono diversi e particolarmente interessanti ma mi concentrerò a descrivervi quelli che all’interno di questa storia avranno un rilievo di sicuro maggiore rispetto al resto. 

Arlo è un ragazzino sveglio, con iridi di colore diverso, che in passato ha avuto problemi con delle voci. Non è prettamente specificato ma la cosa lascia di sicuro intendere. E’ per questo che quando il piccolo vede Cooper, il cane di sua madre morto anni e anni prima e una strana ragazzina nella sua stanza che gli dice di stare attento non ci da troppo peso, ne lo dice a sua mamma per non farla preoccupare visto la mancanza di soldi in famiglia. Questo è solo l’inizio della fantastica avventura di Arlo che non solo lo porterà ad incontrare due nuovi amici ma che lo farà diventare Ranger della squadra blu di Pine Mountain. Arlo non è particolarmente portato per le attività di squadra ne ricorda bene le cose a memoria ma si ritroverà intrigato in uno dei misteri più grandi del paese e delle Granforeste che sono pericolose da esplorare da soli. Strane creature albergano al suo interno ed Arlo dovrà tirare fuori tutto il coraggio che ha per risolvere i vari misteri e per non rischiare di rimanere ucciso.

Indra e Wu sono due ragazzini che hanno la stessa età di Arlo e che sono in classe con lui. Entrambi sono nella squadra dei Blu di Pine Mountain dove sarà inserito anche Arlo. Entrambi saranno dei veri amici ed anche gli unici che lui abbia mai avuto fino a quel momento e che si riveleranno tali dall’inizio alla fine. Una piccola combriccola combina-guai in cui Indra e Wu sono davvero autentici e genuini, che riusciranno a strappare sorrisi.

La maniglia della porta girò e Arlo rimase in attesa. La porta si aprì ed Arlo rimase in attesa. Jaycee uscì fuori, e Arlo saltò in piedi esibendosi in un potente ruggito. Sua sorella si mise a gridare per la paura, e in un attimo la fifa diventò rabbia. «Razza di scemo!» gridò, spingendolo via. «Sei proprio un immaturo. Prima o poi ti ammazzo». E scese giù le scale a passo pesante. Arlò restò sul pavimento, sollevato che sua sorella non fosse maledetta, ne controllata da una rana, né una doppelganger segreta. Lo voleva uccidere, ma come tutte le normali sorelle del mondo.

Il perno centrale si trova proprio a Pine Mountain e al mistero della scomparsa di Katie, la cugina di Cooper il caposquadra dei Ranger Blu. Le Granforeste pullulano di misteri e si dice che se uno dovesse perdersi all’interno non tornerà mai più indietro. Inoltre tremende creature aleggiano attorno ai ragazzi e la magia che c’è fra quelle montagne arricchisce i loro cuori e le loro menti oltre a caricare i loro animi di coraggio.

Immagine correlataLo stile utilizzato è molto semplice e diretto. La storia è scritta in terza persona tenendo sempre come fulcro il piccolo e giovane Arlo che, quando conosce Indra e Wu non sa neanche cosa vuol dire essere un Ranger. Nonostante questo non si perde d’animo e, pur di dimostrarsi degno della loro amicizia accetta senza remore mettendosi in gioco. Essere un Ranger non è poi tanto lontano dall’essere una specie di Boy Scout qui in Italia e per diventarlo si deve essere disposti ad affrontare delle prove che Arlo, nonostante sia preoccupato – affronta senza paure.

L’idea che mette in pratica l’autore è decisamente particolare ed Arlo si troverà ad affrontare sfide magiche in cui ci sono creature quali streghe, fuochi fatui e così via in cui lui dovrà imparare ad usare il suo manuale stando attento a chi sembra volerlo uccidere. Un mix perfetto fra realtà e magia in cui le Granforeste saranno il centro perfetto dove le due si incontreranno e metteranno a dura prova i nostri eroi.

Una storia che, per la sua impostazione, ricorda molto Mentre noi restiamo qui di Patrick Ness perchè prende dei semplici ragazzi Ranger, che devono affrontare e vincere delle prove per passare di “grado” ma che allo stesso tempo si troveranno coinvolti in un ambito magico ed unico con ci l’autore riesce ad incantare il lettore tenendolo incollato alle pagine.

Wu indicò la bussola di Arlo. «Da che parte andiamo?» Arlo puntò il dito. Non era la direzione da cui erano venuti, ma era lì che sentiva la vibrazione. «Okay, si parte.» Wu prese la giacca dalla slitta e se la infilò di nuovo. (…) Si avviarono e presto ritrovarono il ritmo. Arlo poteva sentire gli sci e gli stivali sulla neve. Nel mondo normale, i Ranger usavano le bussole per scegliere il punto di riferimento lontano (un albero dalla forma strana, o la cima di una montagna, o una roccia), poi avanzavano in quella direzione procedendo in linea retta. In questo modo, era possibile tenere la bussola in tasca durante la marcia. Ma nelle Granforeste non funzionava così. Non c’erano linee rette. I percorsi continuavano a curvare. Dopo qualche passo Arlo sentì che e vibrazioni cambiavano direzione.  A volte si sposavano appena, indicando di passare a destra invece che a sinistra di un tronco caduto. Bastava sbagliare una volta per perdere la pista. Non c’era modo di tornare indietro.

Il libro è magico ma anche pieno di dolcezza e tenerezza, soprattutto per quanto riguarda Arlo stesso. Non riuscirete a non sentirvi in empatia con lui e con il suo pieno spirito da Ranger che lo spingerà oltre tutto ciò che ha sempre creduto possibile. Un libro che mi sento di consigliare, un fantasy per ragazzi in una veste particolare e incredibilmente unica seppur il contesto possa sembrare scontato.

John August scrive un libro per ragazzi che trascina in una cittadina piena di mistero e magia. Il primo libro di una trilogia che unisce lo spirito di amicizia alla magia delle Granforeste, fitte di insidie, che permetteranno al piccolo Arlo e ai suoi amici di riscoprire il coraggio portandoli ad esplorare sempre di più. Una storia che, nonostante non sia stata messa in particolare risalto, merita davvero di essere letta perché ricca di emozioni.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo


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Sara ©