RECENSIONE #505 – UP ALL NIGHT DI GIULIA ARGNANI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Ecco qui con una nuova lettura che ho intrapreso giorni fa. Un libro che spero possa piacere anche a voi e che vi incuriosisca. Acquistato durante il primo lockdown, in offerta, non vedevo l’ora di leggerlo e ne ho approfittato ora che avevo un buchino piccino piccino. Ecco che ve ne parlo:

51vatanqw9lTitolo: Up all night!
Autore: Giulia Argnani
Data di uscita: 21 giugno 2018
Pagine: 172
Link d’acquisto: https://amzn.to/2MVKbgp
Trama: La graphic novel d’esordio di Giulia Argnani (Janis Joplin: Piece of My Heart)!
Come in Janis, è la musica il filo che si snoda per le sue pagine e sottolinea la storia d’amore della fotografa Chiara e della musicista Greta, ragazze che passeranno insieme un anno indimenticabile. Un viaggio che tra momenti di grande felicità e delusioni porterà le due a capirsi meglio.
Il volume contiene un capitolo extra inedito!

RECENSIONE

La storia ha inizio con Chiara che rientra a casa, dopo varie commissioni del periodo pre-natalizio ricco e pieno di impegni. E’ stanca e quando si mette a letto non riesce a dormire perché i pensieri sembrano prendere il sopravvento; è così che decide di uscire e di andare in un locale di musica live dove quella sera si esibisce Greta con la sua chitarra e una canzone che conoscerete sicuramente – ma che non vi dirò. E’ in quel momento, questo strano incontro del destino cambierà la vita ad entrambe.

Cosa succederà a Chiara, ora che ha incontrato Greta? E Greta, donna di mondo dalle certezze ferree, riuscirà a mantenere saldi i suoi cardini o vacillerà? Cosa cambierà fra le due?

ARF! 2018, Edizioni BD: Intervista a Giulia Argnani, autrice di Up All Night  | Fumetti - BadTaste.it

La trama di questa storia è molto, molto semplicistica e nella breve descrizione dice quanto più è possibile sul lasciare indizi per questa storia. Scrivere meno era impossibile ma lo era anche farlo di più, altrimenti si sarebbe finiti in una serie di spoiler non necessari.

La copertina è davvero molto carina e rappresentativa della storia che andremo a leggere, seppur sia in bianco e nero mentre la copertina ci lascia immaginare i colori delle nostre due protagoniste: Chiara che fissa il lettore nella speranza di essere salvata, forse? O di raccontarci qualcosa con lo sguardo? Greta invece è immersa nella sua musica e non sembra neanche accorgersi della ragazza al suo fianco talmente è concentrata. Il titolo della storia è ciò che rappresenta un po’ questa storia. Up all night! ovvero In piedi tutta la notte, è quello che fanno le due protagoniste per via dei concerti e delle serate di Greta che suona in vari locali e Chiara che i ritrova a seguirla fotografando le loro imprese e avventure. Ma non è solo questo che le terrà sveglie, c’è anche l’amore l’una per l’altra che le trascinerà in un vortice che le fa fare le ore piccole praticamente ogni sera.

L’epoca è abbastanza moderna e contemporanea, forse siamo solo indietro di qualche anno, non di più.

a clacca piace leggere...: anteprima ~ up all night

I personaggi di questa storia sono molto pochi e il campo si ristringe alle due protagoniste della storia che ci ritroveremo a leggere, che ci condurranno un passo dopo l’altro attraverso l’incontro tra due persone terribilmente diverse che si trovano in un momento in cui entrambe cercano l’evasione e qualcosa da condividere con una persona dissimile ma terribilmente unica e da non lasciarsi scappare.

Chiara è una ragazza molto chiusa, riservata che vive in casa con i suoi parenti e sua nonna anche se ha una parte esclusivamente per lei. Per la nonna farebbe di tutto infatti annulla spesso tante cose per lei. Ama la fotografia e ha suonato anche dei strumenti seppur sia accaduto quando andava all’oratorio. E’ una ragazza semplice, vulnerabile e anche piuttosto fragile.

Greta fin dal primo momento si presenta come un fiume in piena: le piace divertirsi, viaggiare in diverse parti del mondo e conoscere quanta più gente possibile, si adatta a qualsiasi luogo per vivere e adora la sua musica e dove questa la porta ogni giorno. E’ uno spirito libero, una ragazza di mondo che sente, dopo aver incontrato Chiara, di aver forse trovato il posto in cui fermarsi.

Up all night: musica, passioni e lunghe notti insonni – Lo Spazio Bianco

Il perno centrale di questa storia non è solo la musica o la fotografia, passioni delle due protagoniste ma molto, molto di più. Questa storia è l’imprevedibilità della vita e le sorprese che a volte questa può riservarci. Possono arrivare amore o amicizia, dolore o condivisione, emozioni positive o negative che possono arrivare cos’, all’improvviso. 

Lo stile e la grafica utilizzati sono belli, leggeri e delicati. La storia, come potete vedere dalle immagini allegate in recensione potete vedere che la storia si struttura in bianco e nero ed è molto molto carino nonostante mi aspettavo fosse a colori.

Le tematiche affrontate sono tante, a partire dagli attacchi di panico di Chiara, dall’amore fra le due donne ed io apprezzo molto il fatto che la storia abbia tematiche LGBTQ+, così come si parla di amicizia, di dolore e di grandi sentimenti importanti. Il più importante sembra essere il destino: ogni giorno ci confrontiamo con diverse realtà e incontriamo tante persone ma quanti sono davvero in grado di cambiare la nostra vita seppur per un breve e intenso attimo?

Questa è la storia di due donne in cui il destino regala qualcosa di intenso e bellissimo che può durare un secondo o una vita. Ma che importa? L’importante è viverlo a pieno, no? Una storia che saprà catturarvi, fidatevi.

IoVoceNarrante - Dalla parola all'immagine: Up all night una storia d'amore  a ritmo di musica

Il libro in questione è stata una lettura inaspettata. Nonostante il finale non sia come me lo aspettavo mi è piaciuto molto di più di come invece poteva finire. Una graphic novel romantica e dolorosa che affronta diverse tematiche importanti e che ci lascia con un dolce velo di malinconia.

Giulia Argnone ci fa viaggiare quasi fossimo su una giostra mostrandoci tanti sentimenti quanto un inverno può darci e quanto la vita stessa riesce a donarci, regalandoci persone, ricordi da costruire, la musica e tantissime cose belle ma che può regalarci contemporaneamente anche il dolore, la nostalgia e la malinconia del tempo che scorre – a volte fin troppo veloce.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

Senza titolo-1

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Se amate le graphic novel e la musica, questa storia fa per voi! Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #493 – IL CANE CHE GUARDA LE STELLE DI TAKASHI MURAKAMI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, con un nuovo libro per voi. Sono felice di averlo letto e vi auguro un buon lunedì. Un libro che volevo leggere da tanto, acquistato diverso tempo fa e che mi ha emozionato tantissimo. Quindi di sicuro mi sento di consigliarlo già da qui. Ecco che ve ne parlo:

Titolo: Il cane che guarda le stelle
Autore: Takashi Murakami61pkjelz-l._sy346_
Data di uscita: 18 novembre 2015
Editore: Edizioni BD 
Link d’acquisto: https://amzn.to/3ay6DFl
Trama: Il volume racconta la commovente storia del cane Happy e del suo padrone, chiamato affettuosamente “Papà”, nel loro viaggio per il Giappone.
Un racconto tenero, splendidamente disegnato, dedicato a tutti gli amanti del migliore amico dell’uomo (e non solo). Un successo in patria, con oltre 400.000 copie vendute e una trasposizione cinematografica. Arrivato negli Stati Uniti sull’onda di Hachiko, ha ricevuto ottime recensioni dalla stampa di settore (Publisher’s Weekly) ed è stato inserito nella lista dei dieci migliori manga pubblicati nel 2011 dal sito di riferimento “Comics Worth Reading”.

RECENSIONE

La storia ha inizio un giorno come tanti altri, quando delle persone trovano una macchina abbandonata in un campo con due corpi all’interno. E’ qui che si torna indietro e nasce la storia di una famiglia come tante altre. La storia di un uomo e del suo cane, che ama guardare le stelle. Un padre è in giro con sua figlia e lei nota il piccolo cagnolino che non può fare a meno di portare via con sé. Il padre non è molto d’accordo per la scelta ma alla fine è l’unico realmente affezionato al piccolo cagnolino, chiamato dalla famiglia Happy. Il piccolo cane crescerà nella famiglia e si ritroverà a vivere varie fasi della famiglia condividendo sempre più tempo con quello che lui chiamerà per sempre “Papà“.

Cosa succederà al cane e al suo padrone? Quali cose li accompagneranno nel corso della loro vita e nel corso della crescita dell’animale? Quali consapevolezze raggiungerà l’uomo e quanto amore avranno da donarsi due esseri soli?

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

La trama di questo volume è molto breve ma significativa. Non vi pentirete se deciderete di dare un’occasione a questa storia. Dolce. emozionante e commovente.

La copertina è meravigliosa e la trovo molto semplice ma efficace e d’effetto. Non sembra molto significativo e in netto contrasto con quello che è il titolo ma il campo di girasoli è un punto molto importante sia per il piccolo cane Happy che per la storia stessa che scoprirete leggendo. Il titolo è semplice ma d’effetto. Mi ha conquistato tutto assieme donando semplicità e bellezza alla lettura, ancor più di quanto mi aspettassi. Il titolo è significativo e la spiegazione la troverete sia all’interno del volume con la storia stessa, sia qui sotto che vi ho inserito la frase che viene citata all’inizio della lettura del volume.

L’ambientazione dove ha inizio è poco fuori Hokkaido, in Giappone ma come tutta la storia che gira più luoghi che spero possano colpirvi, dei paesi molto piccoli, specialmente nei pressi della costa; l’epoca sembra essere abbastanza moderna anche se non molto. Più anni fa che ora, primi anni duemila ecco. Una storia che vi colpirà.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

I personaggi di questa storia non sono tantissimi, anzi tutt’altro ma sono la colonna portante di questa storia in tutto e per tutto. E’ la storia di una famiglia e di un uomo, protagonista principale, che si ritrova solo con il suo animale, l’unico e il solo che sembra amarlo ancora. Un uomo semplice, di poche pretese e che amava la propria famiglia, la figlia, la moglie e il suo piccolo animale. Un uomo solitario e riflessivo, dolce e ricco di sorprese oltre che tanto malinconico e nostalgico.

Voce narrante è il piccolo cane Happy è un animale docile e dolcissimo che ama il suo principale padrone e che non ha occhi che per lui. Adora le lunghe passeggiate in cui il suo padrone adora raccontare cose e parlare con lui o anche solo passare dei momenti assieme. E’ un cane che in questa storia trasmetterà quanto di più vero e sincero donino questi animali all’uomo. Happy è un cane dolcissimo, tenero e affezionato al burbero e solitario uomo che ha deciso di tenerlo e portarlo con sé.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

Il perno centrale di questa storia è l’amore del cane verso il suo padrone e, nonostante tutto quello che possa accaderci nella vita, il cane sarà sempre lì accanto a noi. La fedeltà del cane è qualcosa di assolutamente indescrivibile e l’amore che l’uomo e il suo animale provano reciprocamente è qualcosa di toccante ed emozionante.

La grafica e le illustrazioni sono tipiche dei manga e con la lettura da destra verso sinistra, assolutamente in bianco e nero. Vista e narrata dal punto di vista del piccolo cane Happy, la storia dice molto sull’amore e sulla generosità, sull’amore, la fiducia e il legame reciproco che si crea fra un cane e il suo padrone. Lo stile dell’autore è molto semplice e dai lineamenti e dai tratti marcati per alcune cose, come per il disegno stesso del padrone ma assolutamente leggeri per altro, specialmente per il cane che trasmette qualcosa di unico e inimitabile.

Mi ha colpito molto la descrizione iniziale che dice molto della storia stessa, ovvero questo:

IL CANE CHE GUARDA LE STELLE
Indica una persona che desidera ciò che non può avere,
dall’immagine di un cane che continua a osservare le stelle con smania.

La storia alla fine riprende un personaggio che sembra essere esterno alla storia seppur anche lui sia molto riflessivo. Comunque credo che questo personaggio sia legato anche lui alla storia stessa e doni anche lui qualcosa al lettore, esattamente come tutti gli altri personaggi di questa storia.

Una tematica potente, a volte sottovalutata e magari anche banale potrebbero dire alcuni, ma che non morirà mai. Di famoso ricordiamo sicuramente Hachiko, la storia del cane che rimase fedele al suo  padrone nonostante questo fosse morto e lui lo aspettasse con tanta speranza. Questa storia colpisce con la stessa intensità e la stessa emozione coinvolgente, nostalgica e malinconica. Una storia d’amore potente, più di tante altre.

Risultato immagini per il cane che guarda le stelle

Il libro è una piccola perla e uno di quei manga che porterò sempre con me nel cuore. Un libro che vi consiglio assolutamente e spero che leggerete in molti perché è semplice ma toccante. Consigliatissimo.

Non conoscevo Takashi Murakami  prima di leggere questo volume e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso.Una storia di fedeltà, di due solitudini e di un’emozionante amore che dura tutta la vita. Da leggere.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #491 – SOMETHINGS IS KILLING THE CHILDREN V.2 DI JAMES TYNION IV, MIGUEL MUERTO E WERTHER DELL’EDERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per parlarvi di un volume che ho letto diverso tempo fa con Mauro di Chiedilo all’orango ma che poi non abbiamo più trovato modo di recensire. Ebbene, oggi ve lo porto, in un modo o nell’altro per chiudere almeno il cerchio di questo secondo volume e attendere che venga pubblicato in Italia il terzo. Ecco che ve ne parlo subito:

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Titolo: Something is Killing the Children V.2
Autore: James Tynion IV, Werther Dell’Edera, Miguel Muerto
Pagine: 144
Editore: BD Comics
Brossurato, Colori
Prezzo: 15,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2OmoXZs
Trama: Erica Slaughter in un modo o nell’altro ha eliminato il mostro che terrorizzava Archer’s Peak, ma l’orrore per la tranquilla cittadina è appena agli inizi. Mentre i superiori della ragazza si muovono per cancellare le prove e tenere buoni gli abitanti spaventati, Erica torna a caccia: la creatura che ha ucciso, infatti, potrebbe non essere l’unica a infestare quei boschi… James Tynion IV (Batman, The Woods) e Werther Dell’Edera (Briggs Land, Il Corvo: Memento Mori) presentano in questo volume il secondo capitolo della loro saga horror acclamata dalla critica.

RECENSIONE

La storia di questo volume riprende dove l’abbiamo lasciata con il volume precedente. Erica Slaughter ha fatto fuori il mostro assieme all’aiuto del ragazzino e di Tommy. Un mostro che gli adulti non vedono, questo riescono a farlo solo i bambini che sembrava terrorizzare la piccola cittadina di Archer’s Peak. Il mostro che Erica ha ucciso non sembra però aver concluso ciò che sta per succedere in città, anzi è solo l’inizio di una serie di morti di bambini ancor più violenta. Mentre la setta, di cui la Slaughter fa parte, giunge in città per cercare di mascherare le tracce e disperdere tutto, Erica cerca di tornare a caccia dei mostri pericolosi che colpiscono ancor più bambini, mettendosi sempre più al centro della città.

Cosa succederà nella cittadina? Chi saranno le prossime vittime? Riuscirà Erica a fermare la follia omicida di questi mostri che uccidono e massacrano barbaricamente bambini e ragazzi?

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La trama è ricca di informazioni per quanto riguarda il primo volume. Ovviamente se non avete letto il primo volume non leggete questa trama, è chiaro, altrimenti lo spoiler è nell’aria. Certo questo non è troppo evidente ma comunque ci sono spoiler. E’ una trama che racchiude molto della storia proposta ma scoprirete solo leggendo che c’è molto, molto di più in questa storia.

La copertina è davvero bella e in linea con la storia preposta. Io ho letto la versione in inglese suddivisa in tanti piccoli volumi ognuno con una copertina differente. Comunque questa utilizzata per la versione italiana è la copertina del secondo volume in inglese. In fin dei conti, sostanzialmente, non cambia nulla e trovo che sia molto rappresentativa della storia. Si vede Erica in primo piano e sullo sfondo tutti coloro che come lei indossano la maschera nera davanti alla bocca e di cui troveremo spiegazione in questo secondo volume. Il titolo segue la linea del volume precedente così come presentato anche in originale. Trovo che la traduzione di questi titoli avrebbe sminuito il significato stesso della storia quindi sono felice che sia stato mantenuto come tale, anche perché è comprensibilissimo – spero – anche da chi mastica poco l’inglese.

L’ambientazione e l’epoca sono i medesimi del volume precedente. Ci troviamo sempre ad Archer’s Peak in tempi pressoché moderni anche se non definiti.

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I personaggi di questa storia sono gli stessi che “infestano” il volume precedente. Non sono molti ma ci sono delle aggiunte importanti all’interno della storia, come gli altri componenti della setta di cui fa parte Erica. Sarà interessante scoprire i risvolti interni e come fra di loro ci si comporta oltre al semplice fatto di come vedono la “piccola” Erica visto che non sembra essere all’altezza e non pronta visto ciò che ha ripetutamente combinato all’interno della cittadina.

Erica Slaughter è il migliore personaggio della serie e ciò su cui si fonda la storia, principalmente. Nonostante siano i mostri il reale pericolo lei è la salvatrice, quella che sembra dover portare la fine a tutto questo. E’ misteriosa, con due occhi curiosi e svegli e una combattente coraggiosa e intrepida oltre che ricca di sorprese. Non tarderà a mostrarsi in tutta la sua forza.

Il ragazzino e Tommy prenderanno un ruolo marginale essendo il primo all’ospedale e il secondo impegnato a fare l’eroe di noialtri. Quest’ultimo non sembra essere il massimo della intelligenza e la sua impulsività finirà per farlo finire in pericolo ancor di più di quanto non era già.

Risultato immagini per something is killing the children v2

Il perno centrale di questo secondo volume sono i mostri che sembrano essere molti di più di quelli che sembravano e ancor più pericolosi. Erica pensava che tutto sarebbe finito con il primo mostro, che tutto sarebbe tornato a posto ma questo è ancor peggio di quanto tutti pensavano. E’ peggiore di tutti gli scenari possibili e la cittadina sembra essere presa sotto assedio da dei mostri invisibili agli adulti ma pericolosissimi per i più piccoli.

Lo stile è il medesimo del volume precedente e, in questo la storia continua a farsi ancor più interessante, visti quasi esclusivamente dal punto di vista di Erica che oltre ad aver avuto un passato difficile ed essere passata in prima persona per quella cacciata dai mostri oltre a tutta una serie di informazioni che non vi dirò, La grafica, i disegni e i colori sono di sicuro il punto forte di questa storia ed incuriosiscono pagina dopo pagina, sia per tutto ciò che trasmettono sia per il loro lato cupo che trascina proprio la storia nella sua interezza. Infatti la storia è anche piuttosto splatter e il sangue è l’unica cosa che viene evidenziata con colore acceso rispetto a tutto il resto, come a sottolineare la cosa ancor di più, come se non bastasse mai…

Nonostante adesso la storia cominci mano a mano a prendere piede, nonostante i primi volumi siano sembrati lenti, qui partono in quarta e sembrano esserci smania di raccontare ciò che accade all’interno del volume oltre che all’interno della cittadina stessa. Infatti c’è sicuramente una disparità per quanto tratta il primo volume e il secondo, se visto su questo piano.

Ci sono ancora molte cose che non si capiscono e che sono sospese. Spero avremo riscontri nei volumi a venire. Per esempio il pupazzo che Erica si porta dietro lo vediamo a malapena nel primo volume e sembra parlare ma poi nulla più. Possibile importante come sembrava essere, che viene messo così da parte? E poi com’è possibile che questi mostri colpiscano solo bambini? E perché gli adulti non sembrano vederli? Le domande sembrano essere molte e spero che verranno chiarite quanto prima. Infatti per quanto la storia mi stia piacendo spero vada migliorando.

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Il libro è un buon seguito per la storia proposta. Se amate le graphic novel dark e un po’ creepy, e apprezzate i colori e i disegni alla Batman (l’autore è lui, esattamente) questa fa di sicuro il caso vostro. Nonostante non sia il mio genere preferito di gn, apprezzo molto la storia in corso.

James Tynion IV, Werther Dell’Edera e Miguel Muerto, disegnano e scrivono una storia che lascia col fiato sospeso, dai risvolti cruenti e brutali. Nessuno vorrebbe veramente trovarsi ad Archer’s Peak, non con questi mostri. Siete pronti a scoprire i segreti che si celano dietro queste misteriose apparizioni di mostri e queste crudeli e ingiustificate morti?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Pensate possa piacervi questa serie? Fatemi sapere ovviamente che ne pensate, io sono curiosa di avere vostre opinioni!

A presto,
Sara ©

RECENSIONE #467 – SOMETHINGS IS KILLING THE CHILDREN DI JAMES TYNION IV E WERHER DELL’EDERA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon inizio settimana! Eccoci qui con una nuova recensione per voi che farò in contemporanea con il caro Chiedilo all’Orango, QUI la sua recensione con cui abbiamo fatto una lettura di questo volume assieme. Una graphic novel forte, vi stupirà:something-is-killing-the-children

Titolo: Something is Killing the Children 1
Autore: James Tynion IV, Werther Dell’Edera
Formato: 17×25
Pagine: 144 pp
Editore: BD Comics

Brossurato, Colori
Prezzo: 15,00 €
Link d’acquisto: https://amzn.to/2JttGpv
Trama: Nella cittadina di Archer’s Peak c’è qualcosa che rapisce i bambini. Pochi fanno ritorno, raccontando storie orribili a cui nessuno crede. Ma un giorno fa la sua comparsa Erica Slaughter, una donna enigmatica che dichiara di voler eliminare la minaccia mostruosa che si nasconde in città…

RECENSIONE

La storia ha inizio nella piccola città di Archer’s Peak dove l’unico ragazzino sopravvissuto racconta alla polizia quanto successo. E’ stato crudele e atroce e ha visto morire anche la persona di cui era innamorato in quel momento. Nel frattempo, una strana ragazza appare in città, una certa Erica Slaughter che appare alla polizia come una donna di poche parole ma di molti fatti, soprattutto per quanto riguarda cosa uccide i bambini di questo piccolo paesino.

Riuscirà Erica a fermare queste barbarie? Ma perché questo succede? Cosa c’è che condanna questi bambini ad una morte così violenta e inspiegabile?

Something is Killing the Children 1: Non Andate nel Bosco - Recensione |  Nerdevil

La trama è breve, concisa ma incuriosisce ma riassume la storia che ci troveremo di fronte parlandoci delle basi e delle fondamenta. Ovviamente non dice molto e mi sembra ovvio anche perché altrimenti finirebbe per dire troppo e non va bene.

La copertina è fantastica e, come quelle utilizzate per ogni piccolo volume in inglese che ho letto. (ho letto la versione inglese di cinque volumi separati mentre questa versione italiana ne contiene 5, ovvero la prima parte) Riassume semplicemente la situazione e cosa ci troveremo davanti nel corso di questa storia. Si vede Erika che guarda la foresta dove si nasconde il ”Qualcosa” che uccide i bambini. E questo riposta al titolo, rimasto così come la versione integrale, trovata assolutamente intelligente per non incorrere in titoli che possano risultare stupidi o poco congeniali alla storia.

L’ambientazione è un piccolo paesino di nome Archer’s Peak e l’epoca è assolutamente moderna, ambientato ai giorni nostri o forse indietro di qualche anno rispetto a noi. Comunque tutto straordinariamente ordinario.

We Have a First Look at SOMETHING IS KILLING THE CHILDREN #4 — GeekTyrant
I personaggi di questo volume non sono tantissimi ma i pochi che ci sono, riescono a coinvolgere il lettore dalla prima all’ultima pagina senza staccare mai gli occhi dalla lettura. Ci sono diversi personaggi che si fanno strada in questo volume e faranno da supporto e saranno da scoprire ma i più determinanti sono sicuramente tre.

Erica Slaughter è sicuramente un personaggio complesso e misterioso. Sembra lavorare in solitaria, con la sua canotta bianca, la sua arma e la benda nera in volto. Quando non uccide diventa un personaggio chiuso, che cerca persino di nascondersi con quel giubbotto verde militare da cui si intravedono solo i suoi grandi occhi verdi. Porta con se un pupazzo a forma di polipo con cui riesce a comunicare. Un personaggio singolare e curioso.

Il ragazzino sopravvissuto è colui che connetterà i fili in tutta la storia. Lui ha visto cosa è successo ai suoi compagni, lui sa ma allo stesso tempo oltre ad aver paura, viene bullizzato, arrivando persino a pensare che fosse complice di queste barbarie. Quando Erica si avvicina a lui le cose cambiano e finalmente riuscirà a prendere una vera posizione in questa vicenda.

Tommy è un personaggio che incontreremo più avanti, nel corso della storia ma che sembrerà farci compagnia da qui ai prossimi volumi che leggeremo. E’ un personaggio impulsivo ma che tiene molto ad una dei ragazzini che risultano scomparsi.

Something is Killing the Children 1: Non Andate nel Bosco - Recensione |  Nerdevil
Il perno centrale di questa storia sono le morti e le sparizioni di bambini che accade improvvisamente ad Archer’s Peak destabilizzanti l’intera cittadina. Da cosa è dovuto non ci è dato saperlo ma possiamo scoprirlo solo leggendo.

Lo stile e la grafica utilizzati sono particolari, misteriosi e originali al punto giusto. La storia la trovo ben sviluppata seppur ci siano ancora molte cose da scoprire e la grafica è accattivante di sicuro. Si concentra su più punti di vista e parte da un personaggio marginale per poi ricostruire punto per punto cosa è accaduto, lasciando ogni volta sul filo del rasoio il lettore.

Sicuramente i colori sono quelli che fanno da padroni al tutto, rendendo il volume ancor più misterioso, tetro e particolarmente pericoloso. Ci sono dei momenti in cui i disegni e i colori sono più vividi e più chiari ma, quando si passa all’azione e i mostri prendono possesso della situazione – specialmente di notte quindi – tutto cambia e i colori diventano scuri, marcati, pesanti.

Ancora molte domande da cui spero di ottenere una risposta. Questo primo volume ci pone davanti una serie di domande a cui si vorrebbe ricevere risposta: il fatto di Erica e del perché lei riesca ad avere la possibilità di vedere i “mostri“, seppur si intraveda qualcosa in questo primo volume; oppure, ancora non è chiarissimo il fatto di come queste cose che prendono e uccidono i bambini si presentano in una città piuttosto che in un’altra; e questa specie di società che sembra presentarsi con un’immagine ancora non troppo chiara al lettore. Tante domande da cui aspetto fiduciosa una risposta nei prossimi volumi.

Affascina molto il personaggio di Erica Slaughter. Sembra essere un personaggio caduto dalle nuvole per come si presenta, oltre che piuttosto fuori dal comune, per la sua calma serafica ma allo stesso tempo il modo di porsi e alla combattività, freddezza e al coraggio con cui si ritrova a dover fare i conti. Le basta avere in mano la sua arma, e la sua benda nera sul viso con i denti bianchi per diventare una spietata killer a sangue freddo.

Il fatto dei mostri è sicuramente affascinante e se cercate un horror – non troppo pesante seppur abbia scene abbastanza splatter – questa è la serie di libri che fa sicuramente per voi. 

Orrore rurale e shonen manga:

Questo primo volume è sicuramente un libro che intriga e regala al lettore la giusta suspance da scoprire anche nei prossimi volumi. Un volume che mi sento di consigliare agli amanti delle graphic novel potenti, e alle storie con un retroscena horror, che riportano molto allo stile della serie tv Stranger Things e simili.

James Tynion IV e Werther Dell’Edera illustrano una storia pericolosa, misteriosa e ricca di suspance. State attenti ai mostri, solo se non ci credete potrete essere salvi. Se avete paura, però, potrete chiamare Erica e risolverà tutto. O ci proverà almeno.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa lettura? Pensate che possa fare il caso vostro? Fatemi sapere ovviamente! Io vi aspetto!
A presto,
Sara ©

RECENSIONE #436 – IL RE DELLE FATE DI ANDREA MEUCCI ED ELENA TRIOLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per lasciarvi una nuova recensione che spero possa incuriosirvi. Attratta da questo volume sotto il lock down l’ho acquistato in offerta su Amazon e ho avuto modo di leggerlo in vacanza, ad agosto. Sono felice di potervene parlare. A voi:

51xaqu0q18lTitolo: Il re delle fate
Autore: Andrea Meucci e Elena Triolo
Pagine: 120
Editore: BD Comics
Uscita: 16 novembre 2017
Link d’acquisto: https://amzn.to/3lUdAUR
Trama: Obi si trascina annoiato tra la scuola e una vita sociale inesistente, con la sola compagnia di Rita, la “ragazza strana” che protegge dalle angherie dei compagni di classe. Finché per sbaglio non abbatte con un elicotterino uno strano essere alato, che si rivela essere il re delle fate! Per le leggi della magia ora tocca a Obi succedergli al trono, ma la sua immaturità e i conflitti interni del reame delle fate minacciano di rendere il suo regno breve… e doloroso.

RECENSIONE

La storia ha inizio un pomeriggio come tanti altri per Obi che assieme alla sua compagna di studi Rita, passa i pomeriggi a bighellonare e a far volare un elicottero telecomandato. E’ quando quest’ultimo colpisce un essere alato e lo uccide che tutto per loro inizia inesorabilmente a cambiare. Ebbene perché questo essere fatato sembra essere stato il re delle fate e, per le leggi magiche, chiunque uccida il re delle fate debba prenderne il posto. Obi si ritrova così incastrato tra mondo umano e fatato mettendolo a dura prova.

Cosa combinerà Obi? Capirà il peso di quella responsabilità o penserà che tutto sia uno scherzo? Cosa scoprirà del mondo fatato? Come farà a mantenere il trono fatato e la sua vita fra i comuni mortali?

Il Re delle Fate: Recensione del fumetto di di Andrea Meucci ed Elena Triolo

La trama rispecchia in tutto e per tutto ciò che questo volume intende regalarci, niente di più, niente di meno. La trovo ben articolata e ci pone in oche parole cosa accadrà ad Obi e alla sua amica Rita che lo accompagna da sempre nelle sue giornate. Cosa succederà veramente avrete modo di scoprirlo solo leggendo il volume.

La copertina è davvero molto interessante oltre che molto bella. Peccato che in primo piano non ci sia un personaggio esattamente principale ma secondario, che aiuterà Obi durante il suo percorso ma che non sarà determinante per questo. Trovo comunque che sia molto bella e che sia curioso il gioco di colori utilizzato che è lo stesso che viene mantenuto all’interno del volume con un aggiunta – all’interno – di nero e grigio. Il titolo è l’emblema di questa storia. Obi diventerà il re delle fate quindi quale titolo è più azzeccato per questa storia se non questo? Trovo che il connubio titolo e copertina sia vincente sia per attirare e spingere il lettore ad acquistare curioso il volume, sia perché contiene già di per sé tutte le informazioni necessarie a comprenderne almeno un minimo il contenuto e cosa aspettarsi da esso.

L’epoca è moderna, ambientato ai giorni nostri in cui si possono notare tutte le caratteristiche delle scuole moderne, dei comportamenti dei giovani di oggi e in cui i ragazzi possono ritrovarsi, con un pizzico di magia, quel tanto che basta.

Il re delle fate, una favola moderna - Recensione - Justnerd.it

I personaggi di questa storia non sono poi molti e trovo che quelli inseriti siano ben caratterizzati e interessanti anche se non del tutto approfonditi. Il libro essendo molto contenuto si concentra molto di più sulla storia in sé che sulle storie e le vite effettive dei personaggi lasciandocene un assaggio interessante e gradito ma non effettivamente coinvolgente.

Obi è un ragazzo immaturo e poco incline allo studio e alla serietà. Non voglio dirvi molto di lui perchè rischierei di parlarvi di ciò che combina e di ciò che succede, quindi vi avviso solo che ci saranno delle belle e avremo modo di vedere l’evoluzione di un personaggio principale, in maniera non del tutto indifferente. 

Rita è la migliore amica di Obi e sa che lui è l’unico amico di cui possa fidarsi visto che tutti la trattano male e la denigrino solo perché si comporta diversamente, si veste diversamente e fa cose diverse dagli altri. E’ una ragazza superficiale sotto certi aspetti ma ritengo sia un personaggio d’effetto e chiave in questa storia nonostante non sia presente concretamente sempre.

Il re delle fate, una favola moderna - Recensione - Justnerd.it

Il perno centrale di questa storia è Obi e il fatto di essere diventato il prossimo re delle fate. Il trono è sempre a rischio, così come la sua vita ora che ha preso il posto del vecchio re, uccidendolo. A sua volta Obi rischia la pelle costantemente per via del regno delle fate e deve difendersi nella vita vera di tutti i giorni dalle persone che lo circondano. Riuscirà a destreggiarsi su questo?

Lo stile utilizzato in questa storia intriga in modo particolare dal punto di vista strutturale. La storia ci mostra il mondo delle fate e il fatto che Obi si ritrova a dover essere un re di un posto in cui non c’entra nulla e tutti i poteri che ne derivano, la magia e bla bla bla. La cosa a colpire, però è il personaggio di Obi che si presenta come un tipo poco avvezzo a questo genere di cose, molto immaturo e spavaldo. Catapultato in questa situazione si trova a dover affrontare – oltre la questione vera e propria – anche se stesso e, quindi, a dover crescere e maturare. Ebbene sì, perchè si ritroverà a dover gestire i suoi studi ma anche quello di avere la responsabilità – per quanto difficile da accettare – di un popolo sulle spalle.

In più ho trovato affascinante e ben costruita la tematica di Rita che viene bullizzata, denigrata e messa da parte da tutti tranne che da Obi, che lui la difenda e che la apprezza e la consideri per ciò che veramente è, ovvero una ragazza dolce e buona. 

Per quanto riguarda la grafica, invece, nonostante sia molto minimal e composta da pochi colori quali il verde, il marroncino chiaro, il nero, grigio e il bianco, risulta accattivante. Gran parte della penna utilizzata per disegnare e illustrare i personaggi mostra un evidente tratto colorato a mano, semplice e basilare molto spesso esclusivamente colorato a matita. Ho trovato questo stile sicuramente unico ed originale fino a questo momento – visto che non mi è mai capitato fin’ora di trovare una storia con tratti simili – ma allo stesso tempo molto spoglio. Se notate la copertina e poi le immagini qui citate, comprenderete ben da soli che ciò che ci si trova davanti non appena si apre il volume è totalmente differente dalle aspettative create in copertina, ma ritengo che sia un tratto distintivo della storia e ne porta i suoi vantaggi – nonostante sia rimasta momentaneamente colpita dalla differenza.

Il Re delle Fate: Recensione del fumetto di di Andrea Meucci ed Elena Triolo

Questa graphic novel è breve, leggera e magica. Si legge nel giro di pochissimo tempo ed è sicuramente un buon passatempo sia per chi ama le graphic novel, sia per chi voglia trovare una storia diversa dal solito e gettarsi su qualcosa che mischia realtà a fantasia. Consiglio.

Andrea Meucci e Elena Triolo scrivono e illustrano una storia che è in grado di unire realtà e tematiche importanti alla magia delle fate. Un mix che rende questa storia simpatica, affascinante e piacevole da leggere.

Il mio voto per questo libro: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

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Sara ©