RECENSIONE #609 – ISOLA V.1 DI BRENDEN FLETCHER E KARL KERSCHL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come vi vanno le letture? Io sono qui per portarvi una nuova lettura che ho davvero apprezzato e di cui sono felice di parlarvi. Acquistato anche qui tempo fa, ho finalmente preso coraggio nel leggerlo e mi chiedo ancora perché non l’abbia fatto prima. Spero possa incuriosire anche voi:

isola-bao-publishing-670x1020-1Titolo: Isola
ISBN:
978-88-3273-395-2

Autori: Brenden Fletcher, Karl Kerschl
Colore o B/N: Colore
Data di pubblicazione: 04/06/2020
Disponibile in digitale: Sì
Formato e rilegatura: Cartonato 17 X 26
Genere: La natura dell’amore e la crudeltà della natura
Pagine: 160
Link d’acquisto: https://amzn.to/3tiGx1x
Trama: Una ragazza e una tigre, improbabili viandanti per lande desolate dopo una lunga guerra, in un paesaggio allo stesso tempo devastato e bucolico. Ma la ragazza è il capitano della guardia della regina di Maar, e la tigre… è molto più di quello che sembra. Tra intrighi di palazzo, guerre millenarie e misticismo dai risvolti terrificanti, Isola è una serie creata da Brenden Fletcher e Karl Kerschl, nominata a più premi Eisner, che si lascia scoprire lentamente, che non ha fretta di scoprire tutte le proprie carte. Un modo di narrare sontuoso, consapevole e maturo, per una storia che si dipana con l’inesorabile, letale maestosità di un’onda che si erge per infrangersi sulla battigia.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un incubo. La capitana Rook sente dei rumori nel bosco e, dopo aver sentito il guaito di una volpe che sembra osservarla nota la tigre nera che sta proteggendo trafitta da un mare di frecce e giace morta in una palude. E’ lì che si sveglia e nota ancora la sua tigre lì, accanto a lei per cui si prodiga a preparare pasti e quant’altro chiamandola Regina o Sua Maestà. Si rivolge a lei in questo modo perché la tigre nasconde la sovrana Olwyn, creduta morta e Rook è considerata una traditrice quando vorrebbe solo raggiungere la salvezza per se stessa e per la sua regina. Fuggono dal Regno di Maar e sono a quattro giorni di cammino da Kasing e le due stanno cercando di arrivare a Isola perse stesse e per cercare di trovare le spiegazioni che servono loro per tutto ciò che le sta accadendo.

Cosa è successo alla regina di Maar? Come potrà un semplice capitano non addestrato a tutto questo a cercare di salvare la regina da un destino crudele che non le appartiene davvero? Quali consapevolezze raggiungeranno nel corso del loro viaggio?

Isola volumen 1 | Zona Negativa

La trama è piuttosto vaga e se uno deve decidere se leggere questo volume o meno e basarsi su queste informazioni vi assicuro che resterà sempre piuttosto titubante. A convincermi alla lettura sono state le immagini della storia trovate su internet al riguardo perché ha delle illustrazioni davvero magnifiche e dei colori che catturano pagina dopo pagina. 

La copertina la trovo ben fatta anche se tra le tante presentate e mostrate alla fine del volume ne ho vista qualcuna che avrei apprezzato decisamente di più. Sulla copertina vediamo la regina Olwyn con la testa da tigre che è ciò che è poi, e la Capitana Rook che la protegge pur di portarla a destinazione. Spalla a spalla riusciamo a notare meglio la regina piuttosto che il capitano ma le due nascondono più segreti di quello che sembra e li scopriremo solo leggendo. Il titolo è la destinazione stessa delle due protagoniste di questa storia e sembra essere non solo una semplice e mera isola ma qualcosa di più che sembra essere diventata persino più pericolosa e desolata di quanto invece speravano. Un titolo in piena linea con la storia e insieme alla copertina creano un volume degno di essere letto.

L’ambientazione è del tutto fantastica, ci troviamo fuori dal Regno di Maar lungo le terre desolate mentre l’epoca non è specificata ma in ogni caso non andiamo oltre spade, archi e frecce e non mancherà anche qualche sciamano e della strana magia o maledizione, chiamiamola come preferite, ecco.

Isola Vol. 1 review: A magical adventure to a mystical land

I personaggi di questa storia sono differenti e diversi fra loro e lungo il cammino delle due donne incontreremo molte persone ostili e/o di aiuto. Nonostante questo, alla fin fine i personaggi più importanti e centrali per questa storia sono due massimo tre di cui vi parlerò qui sotto e che seguiremo lungo il loro viaggio verso una speranza di futuro migliore rispetto a dove si trovavano.

Olwyn è la regina di Maar ed è un personaggio piuttosto controverso seppur sia quella che tesse le fila di tutta la storia Vittima di un sortilegio che l’ha resa la tigre nera e blu che Rook finisce per scortare, che non può parlare ma che è fedele al suo regno e alle sue terre nonostante ci si devono allontanare perchè le danno la caccia. E’ un personaggio forte, determinato e caratteristico con una capigliatura che piace e di cui mi sono innamorata. Insomma non si può non amare il mistero che questo personaggio nasconde ma che impareremo a conoscere e a portare con noi pagina dopo pagina. Suo fratello Asher è qualcuno che non conosceremo da subito che ma che capiremo presto finirà per essere molto importante ai fini del libro e della storia stessa, visto che da questo derivano poi tante altre cose che accadono pagina dopo pagina.

Capitano Rook è una ragazza che è più che esserne troppo consapevole, in alcuni momenti sembra essere stata lanciata nella protezione della tigre/regina all’ultimo momento. Ma mano a mano che si procede nel corso della lettura si riesce a comprendere quanto le due siano estremamente legate da un filo importante e dolce. Rook è determinata alla salvezza e pone prima la sua regina che di lei stessa, farebbe di tutto. E’ devota, innamorata, forte e coraggiosa. Non si lascia buttare giù ed ho apprezzato la sua determinazione più di ogni altra cosa. Nonostante la sua deferenza verso la regina sembra a volte essere troppo, alla fine il personaggio finisce per essere più coinvolgente del dovuto perché reso umano dai suoi comportamenti impulsivi, frettolosi, a volte anche sbagliati per entrambe.

Isola: in arrivo un nuovo, affascinante fumetto fantasy

Il perno centrale di questa storia è il viaggio verso Isola dopo la guerra che ha sconvolto tutte le terre e ha sconvolto l’ordine di Marr e privato del potere autoritario la Regina al trono. Dietro tutto questo ci sono spiegazioni ben più grandi e Asher, il fratello della Regina Olwyn sembra avere molte più cose da dire in tutto quello che è successo.

Lo stile e la grafica utilizzati sono davvero eccezionali. Poche volte mi è capitato di rimanere sbalordita per via dei disegni e dei colori all’interno di una graphic novel e questa è decisamente una di quelle storie con colori e illustrazioni che preferisco in assoluto sia come stile che nel suo complesso. I colori passano da tonalità tenui a colori più forti e determinati che lasciano piacevolmente colpiti soprattutto nell’ultima parte del volume che riporta tutte tonalità tra l’azzurro e il blu che riescono a rendere l’acqua quasi reale, così come i disegni stesi visto che sembra di esserci immerso all’interno del volume una volta che si decide di intraprendere la lettura.

La storia inizialmente non si riesce a comprendere benissimo il motivo per cui la guardia e la tigre finiscono per essere in fuga: da cosa scappano? Perché sono dirette a Isola? Come mail il mondo sembra così desolato e privo di vita? Inizialmente le domande sono davvero molteplici e non si può fare a meno di chiederselo per buona parte del volume cosa sia successo al palazzo di Maar da cui le due fuggono e sembrano essere ricercate. Il tutto viene dispiegato mano a mano, a volte anche troppo lento il che consente si di comprendere le dinamiche fra le due ma di lasciare che non si capisca il vero motivo di diverse cose che finiscono per trascinarci fino alla fine del libro in cerca di ulteriori spiegazioni che possiamo avere solo aspettando il volume successivo. L’unica cosa che non sono riusciti a combinare davvero bene è stato il mix di trama tra quello dei personaggi e le loro relazioni, sentimenti e quello che invece deriva dalla trama che resta con delle domande di cui attendiamo una risposta. 

Ho trovato, nonostante questo, il volume completamente dinamico e ricco di azione e colore cosa che non mi è affatto dispiaciuta e mi porta a voler legger il volume successivo per saperne sempre di più. Probabilmente è anche l’effetto che speravano gli autori o chissà ma sapremo con Isola 2 il volume successivo.

Don't Miss This: “Isola” by Fletcher, Kerschl, and MSassyK – Multiversity  Comics

Questa graphic novel è stata davvero un’ottima lettura per chi ama questo genere di lettura, sia per chi apprezza il fantasy, l mistero e la magia che si aggira ai limiti tra sciamanico e demoniaco anche se effettivamente le due categorie differiscono particolarmente l’una dall’altra. E’ stata una lettura coinvolgente e interessante, consiglio.

Brenden Fletcher e Karl Kerschl riescono a creare un connubio unico e coinvolgente che sia visivamente che emotivamente coinvolge e cattura. Non si può non amare le due protagoniste di questa storia che ci porteranno alla ricerca di un posto sicuro anche se – apparentemente – di sicuro non sembra esserci molto per loro. Unitevi a Rook e Olwyn, due bellissime e coraggiose donne che non si lasciano scoraggiare da quanto accaduto ma cercano di combattere per un mondo migliore cercando di ottenere anche la giustizia che meritano. Siete pronti ad unirvi a loro?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ve ne pare? Potrebbe fare al caso vostro? Io non vedo l’ora di leggere anche il secondo di questa serie che mi ispira davvero molto.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #605 – TRILOGIA FUMETTI THE UMBRELLA ACADEMY (LA SUITE DELL’APOCALISSE / DALLAS / HOTEL OBLIVION) DI GABRIEL BA’ E GERARD WAY.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa e, in questa settimana si va avanti a testa alta con una nuova recensione che spero possa farvi piacere. Ho messo tre libri in una sola recensione per evitare di essere ridondante al riguardo della serie e creare una cosa omogenea quindi spero possiate apprezzare lo sforzo e anche la lunghezza della recensione che punta a descrivere non solo una graphic novel ma bensì tre, un’intera trilogia. Pubblicata da Bao Publishing vi lascio questo:

umbrella-academy-1200x675-1Titolo volume uno: Umbrella Academy –La suite dell’apocalisse
Titolo Volume due: Umbrella Academy – Dallas
Titolo volume tre:
Umbrella Academy – Hotel Oblivion
Autore:
Gabriel Bá e Gerard Way
Data di uscita: 2017 – 2020
Pagine primo volume: 184 – Pagine secondo volume: 168 – Pagine terzo volume: 168

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Trama: Gerard Way ha creato, con Umbrella Academy, un concetto postmoderno di supereroe, diventando uno dei fumetti più dirompenti e famosi degli anni Duemila. BAO inizia ,con questo volume, un programma in tre volumi che culminerà nel 2018 con l’attesissimo terzo capitolo della saga, ancora inedito negli USA e in corso di ultimazione da parte degli autori. Questo è uno dei progetti più attesi da tutti i veri amanti del fumetto americano e supereroistico in particolare, e l’edizione BAO sarà da non perdere.

RECENSIONE

La storia si basa sulle vicende di bambini adottati alla nascita da Hargraves, scienziato di fama mondiale e ricco imprenditore, dopo notizia che 43 donne single diverse in tutto il mondo  avevano partorito in giro per il mondo dei bambini quando nel corso di quella stessa giornata neanche erano incinte. A bordo de La Minerva, Sir Reginald Hargraves detto Il Monocolo ne reclutò sette ma il motivo dell’adozione fu sempre piuttosto vago se non quello del salvare il mondo. Da cosa non ci è dato saperlo. Resta il fatto che di questi sette ragazzini, sei avevano delle capacità non indifferenti e il numero sette era sempre colei che se ne stava in disparte e il loro padre adottivo è colui che non solo li metterà in risalto ma finirà per sfruttarli fin dai primi albori. La storia però comincia vent’anni dopo, quando tutti e sette ormai con vite apparentemente separate si ritrovano sotto il tetto della loro vecchia casa, l’Umbrella Academy, per la morte del loro padre.

Cosa scopriranno dopo la morte del loro padre? Quali cose sono state tenute nascoste all’interno della loro stessa famiglia? Quali misteriose cose continueranno ad accadere e per cosa dovranno lottare i sette fratelli per cercare di evitare l’Apocalisse imminente e tutto ciò che sta accadendo nel loro mondo?

The Umbrella Academy Vol. 1-2, la recensione - SpaceNerd.it

La trama del primo volume, così come quella dei volumi successivi, è semplice e ci mostra i due autori della serie e nella struttura di tutte e tre le brevi sinossi si mostra ciò che andrà ad accadere all’interno del volume stesso. Il primo infatti si concentra sull’apocalisse, il secondo fa riferimento a Dallas e all’assassinio di Kennedy e il terzo volume all’Hotel Oblivion, misteriosa struttura fondata da Hargraves lasciata anch’essa in eredità dei sette che dovranno scoprirne di più.

La copertina per quanto riguarda tutta la trilogia si basa sugli eventi salienti e sui personaggi che per quel volume saranno sicuramente un cardine fermo e un punto su cui riferirsi o, se così si può dire, i motivi di ciò che accadrà. Ecco che vediamo Vanya nella prima copertina, così come viene soprannominata da suo padre adottivo, ovvero Il Violino Bianco nella sua lucentezza e colore che la contraddistingue. Sulla seconda notiamo i tratti del Numero Cinque, il fratello viaggiatore del tempo che rischia di mettere ancor più problemi nell’ambito temporale perché potrebbe finire per uccidere Kennedy. Ma perché succederà questo? Lo scopriremo ovviamente. La terza invece ci pone in evidenza Voce, ovvero numero Due Allison, nel cui ventre notiamo l’Hotel Oblivion di cui scopriremo di più mano a mano che si proseguirà all’interno della lettura. Il titolo dei volumi sono, come potete vedere, strettamente collegati alle copertine che vi ho appena spiegato. E’ un connubio ben strutturato e composto in modo tale che visivamente sia piuttosto semplice e diretto al lettore.

La storia si struttura su più livelli ed ha inizio con la nascita dei vari componenti della Umbrella Academy nell’anno 1989, in un mondo alternativo rispetto al nostro e si compone su più livelli e anni, passando subito venti anni dopo.

Umbrella Academy, spiegata - Fumettologica

personaggi che si trovano all’interno del volume sono decisamente tanti e, parlandovi di tutti i volumi assieme, è anche difficile non riuscire a trovare tutto il mix abbastanza confusionario. Su quello che non c’è da temere sono i sette fratelli tutti importanti per la realizzazione della storia ma cui devono la loro crescita forte e misteriosa a Sir Hargreves. E’ un personaggio emblematico, chiuso in se stesso e del tutto misterioso ma ha il suo fascino e trovo che fra la versione del film e quella del fumetto gli sia stata data una versione anche più umana nella serie TV che nel fumetto. Viene presentata anche la madre robot dei ragazzi e Pogo, la scimmia degli esperimenti dello stesso che si è curata della crescita dei ragazzi fin dall’infanzia. Fulcro di tutto, però, sono i vari personaggi del fumetto ovvero i sette fratelli, dati per ordine di numero ma non di importanza:

Numero Uno: Luther. E’ la forza bruta e il capo squadra oltre che capo famiglia anche se non riesce a gestire bene né l’uno nell’altra cosa. E’ un testone dal fisico enorme, scimmiesco e tante volte con la zucca vuota. Nonostante questo resta un bonaccione.

Numero Due: Diego. Maestro dei coltelli, è il fratello impulsivo che non riflette minimamente prima di agire. E’ un personaggio che è legato molto alla figura femminile del robot che loro chiamano mamma ed è un personaggio che cerca sempre di mettersi in mostra per cercare di superare gli altri, cercando di dimostrare sempre qualcosa di cui, alla fin fine, non ha bisogno.

Numero Tre: Allyson detta anche Voce. Voce proprio perché il suo potere è lì, nel cercare di persuadere gli altri con delle frasi particolari a fare ciò che lei stessa vuole. Un potere davvero sorprendente se ci pensate ma non utilizzato – spesso – nel modo giusto. Si pensi che Allyson ha una figlia che non vede quasi mai e ha da sempre avuto un debole per suo fratello Luther.

Numero Quattro: Klaus. E’ anche detto il medium perché vede i morti e può parlare e comunicare con loro così come può fare tante altre cose relativi alla morte che non vi spoilero perché è carino e interessante scoprirlo con lo stesso personaggio all’interno della lettura e / o della serie TV. Era un personaggio sicuramente più interessante all’interno della serie che all’interno del fumetto che viene messo da parte e a malapena considerato.

Numero Cinque è un personaggio che apparentemente non sembra avere un soprannome o un nome alternativo. Ritorna all’Umbrella Academy nelle vesti di un ragazzo nel pieno della sua pubertà come quando era sparito da casa per i suoi viaggi ma con sessant’anni sulle spalle vissuti in un altro arco temporale, diverso da quello che conosceva.

Numero Sei: Ben. Ben lo vedremo molto poco, solo quando era bambino perché è il fratello venuto a mancare da bambino. E’ lì che i sette fratelli ormai rimasti in sei hanno subito una profonda rottura e sono rimasti sconvolti. Ben aveva il potere di creare dei tentacoli dalla pancia e far sì di creare un mostro potente e devastante. Peccato che ora Ben possa vederlo solo Medium e non sia affatto piacevole, almeno non sempre visto che si tratta di tuo fratello.

Numero Sette: Vanya detta anche Violino Bianco è quella che fino a un certo momento della propria vita credeva di non avere alcun potere. Viene finalmente convinta a mostrare il proprio potenziale nella musica essendo bravissima e portata per il Violino ed è lì che si trasforma in ciò che è finendo quasi per distruggere ogni cosa. Il suo potere è davvero sorprendente e forte, tutti ne devono stare in guardia ed è uno dei personaggi che nella serie a fumetti se non nel primo, vedremo molto poco. E mi dispiace di non vederla perché nella serie merita.

The Umbrella Academy - Fumetto vs Serie TV parte 1: i personaggi -  MegaNerd.it

Il perno centrale dei fumetti sta nel risolvere una serie di rocamboleschi eventi lasciati in eredità dal proprio padre adottivo ai vari componenti della Umbrella Academy che finiranno per metterli a dura prova ma che riusciranno in qualche modo a riunire una famiglia ormai separata e decisamente non amalgamata. Se riusciranno negli eventi ci è dato saperlo solo se si deciderà di leggere i volumi, ovviamente.

La grafica della trilogia del fumetto non fa impazzire, ricorda lo stile alla Batman o simili nel suo essere decisamente cupo, per i suoi tratti e per lo stile di disegno ha linee meno spigolose e più morbide rispetto molti altri. La storia, se non avessi visto prima la serie TV, difficilmente l’avrei presa in considerazione visto lo stile e la penna utilizzata per i disegni e trovo che sia nei colori che nella composizione della storia il tutto renda molto di più all’interno della serie TV.

La serie mi ha coinvolta seppur nella terza stagione abbia trovato delle incongruenze e non abbia una trama che cattura e ci faccia dire: Wow! In questo, mi tocca dire che anche nella storia generale c’è molta meno confusione e molti più dettagli all’interno della serie TV che non troviamo spiegati nel volume e la cosa riguarda specialmente i personaggi visto che non sono per nulla resi al loro meglio e in alcuni punti sembrano essere lasciati al loro destino. Nonostante nella serie TV a trascinare tutto è Cinque, trovo che in questi tre volumi abbia avuto difficoltà anche lui ad emergere nel giusto modo, sia per quanto riguarda l’apocalisse, sia per tutto il resto e lo notiamo leggermente più presente nel secondo volume. Altro personaggio carente all’interno del fumetto ma presente nella serie è Vanya che finisce non solo per essere la portatrice di un potere fuori dal normale ma che non si vede quasi per nulla perché si dà spazio a tutta un’altra serie di cose, mettendola da parte. Stessa fine viene fatta da Klaus, decisamente più forte e determinante nella serie TV seppur non sia il personaggio più In del mondo. L’unico che si nota maggiormente nei fumetti oltre Luther è Cinque ma su questo fronte mi aspettavo molto di più. Così come l’inserimento nella terza stagione della Sparrow Academy che nei fumetti vedremo solo nell’ultima pagina e che mi crea maggiori domande al riguardo ponendo punti interrogativi e domande ancora maggiori rispetto a tutto quello che ne è derivato, invece, dall’altra parte.

Dal fronte della storia immaginavo il tutto completamente differente da cosa invece sono andata a leggere, visto sempre che per prima ho visto la serie. Nonostante le varie stranezze e molte cose totalmente differenti da quello che ci si aspetta – e che mi aspettavo visti i presupposti della storia generale concentrata molto anche sull’aspetto temporale, dei viaggi e quant’altro (cosa che vedremo poco) posso dire di essere rimasta colpita e incuriosita da come sia stato presentato Hargreves e di come tutto ciò che ruotava attorno a lui sia stato per la maggiore Bypassato – cose che non erano necessarie e quindi posso comprendere la scelta – ma interessanti da scoprire per conoscere meglio la realtà effettiva in cui nascevano ed erano inquadrati i vari personaggi della storia.

The Umbrella Academy vol 2 - Dallas: La recensione - ComixIsland

La trilogia di fumetti finisce per essere una storia degna di essere letta ma, caso più unico che raro, se dovessi consigliare finirei per dire per questa volta guardate prima la serie e poi leggete i fumetti. So che con questa affermazione magari gli amanti della serie fumetto mi potrebbe volere male, ma almeno per come l’ho vissuta io e per la tipologia di vari fumetti letti nel corso del tempo posso dire questo. Consiglio in ogni caso la conoscenza della storia e la lettura della stessa se ne siete curiosi e se amate storie su strani poteri, fantascienza e simili.

Gabriel Bá e Gerard Way creano una storia originale, particolare, fantascientifica e piena di poteri strani e misteriosi fratelli che assieme possono cambiare loro stessi, il mondo che li circonda e tutto ciò che neanche loro credevano possibile. Riusciranno anche a ritrovare loro stessi e a combattere il giusto anche dentro di loro? Siete pronti ad unirvi alla Umbrella Academy?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezza.

tre e mezzo

Volumi acquistati

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io come sempre son qui che vi aspetto e vi mando un bacione grande!

A presto,

Sara ©

WWW WEDNESDAY #93

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come va? Qui si sta a duemila e si va avanti con il lavoro ma non vi mollo e le letture saranno sempre parte integranti del tutto. Qui le ferie mano a mano stanno giungendo al termine ma posso dire dalla mia che mi sto riposando molto.  Vi lascio questa rubrica, ideata da Should Be Reading – che spero vi piaccia e  con la quale potete dirmi anche voi quali sono le vostre letture. Ecco che vi parlo delle mie, spero anche voi lo facciate nei commenti:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

Vento del Nord

9788865439692_0_536_0_75Attualmente sto leggendo Vento del Nord di Gary Paulsen, edito Il battello a vapore che questa estate mi ha colpito in libreria e avevo resistito dal comprarlo ma non ho resistito più ed è venuto via con me qualche giorno fa. Spero sia bello come credo e ve ne parlerò nei prossimi giorni! Ho tantissimo da recuperare.

Altro libro che sto leggendo è attualmente è il volume di Paper Girls 3 che sto cercando di completare la serie ovviamente e spero mi piaccia nella sua totalità generale. Edito Bao Publishing, spero la serie sia carina ovviamente, visto che la serie TV è stata fermata alla sua prima stagione.

Altro libricino che leggerò sarà questo: La ragazza delle arance di Jostein Gaarder edito Longanesi, di cui sono davvero curiosa da un bel po’ di tempo. Qualcuno lo conosce o lo ha già letto?41mggovjwl


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

51qg-rtahfl81dcxr7zc7lHo finito di leggere, la scorsa settimana diversi volumini di cui vi parlerò nei prossimi giorni, quindi non temete di non sentirne parlare, perché è impossibile. Ho avuto modo di leggere Paper Girls 2, il secondo volume della serie di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang per l’appunto di Paper Girls di cui vi ho parlato anche sabato per via della sua trasposizione cinematografica che – purtroppo – non proseguirà.

Altra lettura che ho intrapreso è stata Cento poesie d’amore per Ladyhawke di Mari Michele che mi incuriosiva da un bel po’ e non potevo fare a meno di lasciarmi sfuggire. Non ho resistito ed ho dovuto leggerlo subito, quindi presto ve ne parlerò, una raccolta di poesie eclettica da radici classiche.

Altro libro che ho letto è Darkness di Leonardo Patrignani, una lettura Dea Planeta che volevo anche qui intraprendere da un po’ ma che per un modo o per un altro non ero mai riuscita a leggere in tranquillità. Non che ora sia in serenità con le letture ma ho trovato uno spazietto piccolo per ritagliarlo per delle letture che mi interessava fare in questo momento e nei prossimi giorni mi metterò in paro con altre recensioni di altri volumi.

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What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Sto facendo proprio ora un check delle letture che devo intraprendere – TANTISSIMISSIME ANCORA – e andrò a priorità di cose che ho da recuperare e vi assicuro che mi sono fatta un piano letture che generalmente non faccio e spero di riuscire a seguire. Quindi abbiate fiducia in me e pregate che questo funzioni perché avrei risolto metà delle mie cose se tutto funzionasse in maniera corretta. Peccato che il tempo è sempre poco e riuscire a gestire il tutto è davvero stancante ! Vi terrò aggiornati sulle prossime letture…


Che ne pensate di queste letture? Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete? Rispondete alle domande se volete, che io vi aspetto, come sempre!
A presto,

Sara ©

RECENSIONE #599 – SCIROCCO DI GIULIO MACAIONE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Finalmenteeeeeeeeeeee eccoci qui con una nuova uscita! Sono davvero felice di parlarvi di questo volume che non mi aspettavo così dolce e bello, ricco di emotività. Siete pronti a scoprirlo? Ve ne parlo subito:

9788832734867_0_536_0_75Titolo: Scirocco
Autore: Giulio Macaione
Data di uscita: 
Pagine: 217
Editore: Bao Publishing

Link d’acquisto: https://amzn.to/3RamgWt
Trama: Tre generazioni di una famiglia atipica, tra Venezia e la Sicilia. Mia studia danza, ha un padre affettuoso che non si concede di lasciarsi amare, e una nonna straordinaria che la sprona a cercare la propria strada a ogni costo. Una notizia inattesa sconvolgerà le esistenze di queste tre persone, costringendole a cambiare le loro vite in modi inaspettati. Giulio Macaione costruisce – alternando visivamente due bicromie, come a voler demarcare i due luoghi dell’anima di questa storia – un racconto allo stesso tempo intimo e corale, doloroso e pieno di speranza. Una storia coraggiosa, sul rapporto con la malattia e la libertà di scelta, anche a costo di ferire i propri cari, che dimostra una volta per tutte la caratura dell’autore, e la sua capacità di cogliere aspetti talvolta ineffabili dell’animo umano, e di raccontarli con poetica precisione.

RECENSIONE

La storia si divide in tre fasi generazionali di una stessa famiglia che includono la giovane Mia appassionata di danza che si allena con costanza e determinazione pur di riuscire ad entrare a La Scala di Milano, suo padre Gianni single ormai da tanti anni che cerca un riscatto nella sua vita monotona al Caffé Scirocco e sua nonna Elsa che nonostante abbia già sconfitto un brutto male, questo decide di ritornare più aggressivo di prima. Elsa non vuole rovinare la carriera nascente della nipote Mia e condizionare quella di suo figlio, quindi decide di tornare in Sicilia, rincorrendo un passato che aveva abbandonato ma mai dimenticato.

Cosa succederà alla donna e come cambierà la vita di tutti i componenti della famiglia? Riuscirà a raggiungere San Mauro e viaggiare da Venezia alla Sicilia per rincorrere un sogno che aspetta da anni? Mia riuscirà a vedere i suoi sogni realizzarsi? Riuscirà suo padre a riscoprirsi e a cambiare, finalmente?

Scirocco di Giulio Macaione - Un intimo racconto familiare tra Venezia e la  Sicilia | Recensione

La trama è semplice, leggera e molto vaga almeno per quanto riguarda la storia in sé: infatti ci mostra su quali luoghi viaggerà e si muoverà la storia e su quali personaggi si concentrerà, non sulla portata principale su cui farà perno il volume. E’ una trama delicata, così come si presenta il volume stesso nella sua veste grafica e nei suoi colori – oltre che nella storia in sé. Ho apprezzato molto la trama perché ci mostra generalmente ciò di cui andremo a parlare ma non ci svela granché, cosa che nelle graphic novel, per la maggiore, è difficile da fare.

La copertina è davvero una piccola meraviglia. Si vede sui ponti dei canali di Venezia la dolce Mia, co-protagonista di questo volume assieme a sua nonna e a suo padre di una storia dolce, che si muove quasi come la danza classica: in punta di piedi. I colori utilizzati per la copertina sono gli stessi che troveremo all’interno del volume e lo stile utilizzato da Macaione colpisce e piace come sempre, forse anche meglio del solito. Il titolo si rifà al Caffé che è in gestione di Giulio, padre di Mia. Non capisco a pieno la scelta del nome del Caffé se non fosse che comunque i bar sono un punto di ritrovo e di partenza ed è lì che i personaggi arrivano, si riuniscono, partono. Così come lo Scirocco è il vento della Sicilia, un vento caldo proveniente da sud-est che scalda i cuori e gli animi, dove poi tornerà la nostra dolce Elsa. Un connubio ben costruito, visivamente accattivante e dolce nella sua composizione.

L’ambientazione di questo volume si divide fra Venezia, in Veneto, e San Mauro in Sicilia; l’epoca è moderna e questo si percepisce dalle piccole cose che circondano Mia e i suoi famigliari, così come il suo migliore amico.

Scirocco: passioni intergenerazionali | Recensione - Orgoglionerd

I personaggi principali sono pochi e strutturati oltre che ben composti trattandosi di poche figure su cui concentrarsi. Per ogni protagonista principale c’è un personaggio di supporto fondamentale e costruttivo: vedi il migliore amico di Mia, l’uomo delle lettere per Elsa e Lorenzo, il vecchio insegnante di danza di Mia che si frequenta con Giulio.

Mia è una ragazza che aspira a diventare una grande ballerina de La Scala di Milano, è per questo che si impegna maggiormente giorno dopo giorno nonostante tutto sia difficile. E’ insicura e ogni piccola cosa la rende ancor più fragile: sa che partendo lascerà suo padre da solo al Caffè Scrirocco e che non potrà avere sua nonna vicino, dopo tutte le difficoltà che ha avuto. Resta comunque determinante il rapporto che questa ha sia con sua nonna che con suo padre e finisce per far da collante anche fra i due che si parlano davvero molto poco.

Elsa è una donna madre e nonna forte, determinata, sagace.  Ha un forte desiderio di evasione dovuto da anni di pesanti cure dal cancro e il fatto che non possa più svolgere la sua professione né in quanto tale né per sfogo. Infatti Elsa era una scultrice piuttosto conosciuta e questo dolore nel non potersi sfogare nella sua arte la spinge alla fuga nel suo paese natio, oltre alle lettere verso l’uomo che amava da ragazza e che, partendo, aveva abbandonato. E’ una donna coraggiosa, che non si lascia piegare neanche dalla malattia che ha sulle spalle.

Giulio è un uomo tendenzialmente molto insicuro, specialmente con i partner e nella sfera intima. Pensa di non essere più all’altezza, di non aver bisogno di un compagno eppure è la cosa sulla quale il suo pensiero ricade maggiormente. Ha un rapporto bellissimo con sua figlia Mia e sono molto legati, un po’ meno con sua madre sulla quale non riesce ad avere minimamente polso, anzi si lascia abbattere (in senso buono).

La lettrice geniale | il blog di Elena Giorgi - Scirocco di Giulio Macaione

Il perno centrale si divide in tre parti, visto che anche la storia stessa si divide poi in tre parti provocate dalle generazioni su cui si basa la storia stessa. Il fulcro centrale si focalizza sul passato per Elsa che la riporta a San Mauro ai vecchi ricordi e all’amore che credeva di aver perduto, sul presente per Giulio e la sua vita al Caffè così come quella sentimentale e sul futuro per quanto riguarda Mia, visto che è per costruirsi qualcosa che decide di dedicarsi alla danza cosa che vorrebbe fare nella vita, tra l’altro. Il tutto è accumunato dalla libertà di prendere piede nelle proprie scelte, facili o difficili che siano.

La grafica utilizzata è molto delicata e leggera sia nei colori tenui, pastello, che passano dal predominante azzurro al giallo quando si passa ai ricordi ma si finisce per mantenere sempre lo stesso standard dolce, leggero, unico e inimitabile che contraddistingue i tratti di Macaione, rispetto a tanti altri autori.

Lo stile della storia viene racchiuso nella trama su più livelli, raccontato coralmente da più punti di vista su fronti di tre generazioni completamente differenti e ciascuna con i suoi piccoli grandi problemi. La forza viene racchiusa quasi esclusivamente all’interno delle scene di pathos o dai dialoghi fra i personaggi che non sono mai ridondanti, mai fuori posto, che finisce per seguire una linea fluida che funziona agli occhi di chi legge. Carico di atmosfera riesce anche lo stesso silenzio perché le immagini finiscono per trasmettere molto più di quello che si pensa.

Il personaggio che colpisce il lettore e che ha finito inesorabilmente per colpire anche me è stato quello di Elsa e la sua immagine da ragazza che viene rappresentata benissimo e viene res ancora tale nello spirito che ha a quando era una bambina. Altor momento apprezzato è il finale in cui Mia con i suoi passi e con la danza riesce a trasmettere molto più della semplice bravura ma l’emozione e i sentimenti tali da sembrare di vedere i movimenti all’interno di semplici fotogrammi disegnati dall’autore, quindi per questo non posso non fare i miei complimenti all’autore.

Con i colori così come per le scene illustrate non si può far a meno di notare la differenza tra Venezia, i colori più freddi e lo sviluppo che intercorre in ciò che accade al Nord Italia, rispetto al calore che trasmette la Sicilia e i suoi abitanti – si vedano le sorelle di Elsa e il loro modo di esprimersi così come il calore che trasmettono rispetto a come viene visto il nord. E lo stesso tratto, oltre i colori, ci mostrano la leggerezza e come la storia stessa sembra muoversi su passi di danza.

Scirocco: passioni intergenerazionali | Recensione - Orgoglionerd

Il libro è un piccolo gioiello che merita di essere letto anche da chi non ama particolarmente le graphic novel per la sua autenticità, originalità e leggerezza nel trasmettere un messaggio evocativo, forte e importante che colpisce ognuno di noi nel suo piccolo, trattando una pezzo di vita famigliare. Consiglio assolutamente la lettura in questione.

Giulio Macaione è con questa storia allarga il suo panorama e si spinge in una storia familiare che unisce tre generazioni differenti con vite e problemi differenti sotto un unico comune legame che finisce per unirli molto più di quanto anche loro stessi credevano. Con questo volume, surclassa persino i precedenti e ci porta un legame nonna-padre-nipote sorprendente. Siete pronti ad entrare al Caffè Scirocco?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Pensate possa piacervi questa dolce Graphic Novel? Io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #588 – RESIDENZA ARCADIA DI DANIEL CUELLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una vecchia uscita ma pur sempre attuale. Avevo acquistato questo ebook diverso tempo fa e ho deciso di recuperarlo, visto che ho indietro diverse cosine. Intanto sto recuperando anche qualche altra lettura e nel frattempo mi dedico anche alle nuove che sono uscite delle piccole meraviglie – o almeno spero lo siano – e che voglio leggere il prima possibile. Una nuova graphic novel per voi:

81tc2dblrglTitolo: Residenza Arcadia
Autore: Daniel Cuello
Data di uscita: 2017
Casa editrice: Bao Publishing

Pagine: 167
Link d’acquisto: https://amzn.to/3B3Oblx
Trama: “Residenza Arcadia” è un microcosmo che pullula di emozioni taciute. Lamentazioni, rivendicazioni e le insondabili profondità di animi che guardano il mondo dal silenzio dello spioncino.

RECENSIONE

La storia ha inizio all’interno del condominio chiamato Residenza Arcadia dove c’è il signor Emilio che fa le foto o la signora Mirta che ha sempre da ridire. C’è l’uomo che aspetta sempre un pacco e l’anziana signora che tutti temono, così come Attilio, l’uomo che si dice risolva diverse cose ma sia andato via da diverso tempo o il nipote rockettaro. Un mix strano e originale, che unisce le vicende di una palazzina e di chi la popola, stranezze complete.

Cosa succederà all’interno della Residenza Arcadia? Di cosa si lamenta ognuno? E quali segreti profondi nascondono i condomini da renderli così petulanti o fastidiosi, impiccioni o quant’altro verso tutti gli altri?

Residenza Arcadia. Un condominio, nella periferia di una… | by Alessandro  Girola | M E L A N G E | Medium

La trama è breve, semplice, senza troppi ricami. In effetti si sa che si parla di una residenza – che è poi ciò di cui si parlerà – però non ci spiega nulla quindi una volta che si decide di leggere il volume si va completamente alla cieca.

La copertina di questo volume è particolare perché ci mostra con un formato dell’abitazione quasi delle bambole, gli abitanti di questa residenza sono particolari e delineati nella loro semplicità, così come questi si presentano. Nulla di particolare neanche nei colori, visto che mantiene la tonalità che viene utilizzata anche all’interno del volume. Il titolo contiene il nome della Residenza a cui andremo a far riferimento, che non è solo un’abitazione qualunque ma quella che potrebbe essere di ognuno di noi nel corso della vita. 

Corre l’anno 1984 e l’ambientazione è una villa o meglio residenza, come un’altra. Poteva essere il palazzo condominiale della tua casa, o della mia o quello dei nonni. Insomma, ne vedremo delle belle.

Residenza Arcadia: storia di un condominio | Eroica Fenice

I personaggi di questa storia sono tutti diversi fra loro anche se alla base delle lamentele e dei comportamenti c’è qualcosa di simile. Come vi ho descritto anche inizialmente i protagonisti narranti di questa storia sono i sopra citati ma quella che maggiormente finisce per essere in risalto è la Signora Mirta, disturbatrice assidua di ogni condomino con un passato triste e doloroso. Lei e l’uomo dei pacchi (di cui ora non ricordo il nome), saranno le persone che finiranno per coinvolgervi maggiormente, sia per la loro storia, sia per tutto il contesto e sono quelli che fanno maggiormente casino e smovono le acque.

Un piccolo mix di persone diverse tra loro che si fanno piccole marachelle e dispetti condominiali ma che finiscono per essere persone con storie simili alle nostre, quindi personaggi con storie comuni che finirete per sentire molto più vicini di quello che credevate possibile.

Aspettando Arcadia #1 ⋆ danielcuello.com

Il perno centrale si concentra sulla vita dei coinquilini della residenza che suonano sia bizzarri nel complesso, sia quasi fuori dal comune. I fatti si svolgono tutti all’interno della palazzina che esula e si isola dal resto del mondo fuori, quasi non esistesse nient’altro che i loro piccoli problemi condominiali o farsi il dispetto per far innervosire l’altro nonostante – alla fin fine – abbiano quasi paura di ciò che succede all’esterno.

La grafica utilizzata è particolare, sia per quanto riguarda la tonalità dei colori, sia per quanto invece riguarda proprio il disegno in sé. Non amo molto la struttura fisica e il metodo di disegno utilizzato nonostante sia quasi sotto forma di caricatura, devo ammettere che nel complesso alla fine rende molto bene nella storia e si adatta il tutto con caparbietà e successo; infatti visti i movimenti e le espressioni, il tutto rene decisamente molto bene. Il disegno e le illustrazioni hanno un colore uniforme e omogenei che si mantengono per tutta la durata del volume, tranne per quando ci sono scene di ricordi o scene più forti, che i colori sono più duri.

Lo stile utilizzato dall’autore è sicuramente particolare, unico e originale, differente dal resto delle grahic novel che mi è capitato di leggere. Intanto il tutto si concentra in un unico luogo isolato dal resto del mondo e crea un micro cosmo all’interno di un cosmo più grande che non si vede e non si conosce ma che basta all’autore a presentare il tipo di storia che andremo a leggere. Principalmente sembra quasi di leggere di un qualcosa che ha del tragicomico che si muove tra la distopia del mondo esterno e la quotidianità del piccolo mondo della Residenza.

Le scene dei vari personaggi si presentano come dei piccolo sketch ma la storia si mantiene su un binario unico da tutto il resto creando una storia definita che ci mostra un vero e proprio condominio, con i screzi e tutto ciò che ne concerne ad essere vicini di casa. Solo che alcuni dei personaggi finiscono per essere di contorno, quasi banali e non vengono valorizzati così come ci si aspettava dalla storia in sé. Infatti mi aspettavo qualcosa di più che non ho avuto invece, con altri personaggi della storia che hanno lasciato un messaggio, qualcosa di unico contenente persino un messaggio ai fini della storia stessa.

Ho apprezzato, però, più l’idea in sé che l’effettivo svolgimento della storia stessa. L’idea infatti finisce per essere coinvolgente e mostra i lati nascosti sia dei personaggi principali e attori di questa sit-com quasi tenebrosa che della Residenza stessa, portandoci a porci delle domande del tipo: siamo davvero così a volte? Ci si può ridurre davvero in una situazione del genere? Cosa ci porta ad essere così verso gli altri e verso se stessi? Perché quando ci sentiamo incompiuti gettiamo le nostre frustrazioni sugli altri? Tutte domande lecite ovviamente, che il volume ci permetterà di analizzare.

Daniel Cuello on Twitter: "Niente di nuovo, tutta roba già vista. Esiti  compresi. Questo è un dialogo di Residenza Arcadia. Le vere protagoniste  sono proprio loro: paura e ignoranza. Non mostro chi

La graphic novel è un piccolo volume che consiglio, si, ma a chi ha già seguito in precedenza l’autore e i suoi spezzoni, così come chi ama storie con significati misteriosi, nascosti ma da una trama sempre attuale e vicina a noi più di altre cose. Spero possa piacervi, questo si.

Daniel Cuello ci mostra, con questa storia la mancanza del cambiamento e il riversare sugli altri le frustrazioni personali. E’ una storia che pone in evidenza la mancanza di dialogo e l’attacco come miglior difesa oltre a tutti i piccoli significati nascosti e tutte quelle piccole cose che scoprirete leggendo il volume.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto qui e vi mando un grande abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #585 – DOBUGAWA, LA SUPERFICIE DELL’ACQUA DI AOI IKEBE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con un’altra storia che spero possa piacervi. Sono stata particolarmente attratta da questo volume da diverso tempo e sono felice di essere riuscita a leggerla. Ecco che ve ne parlo:

dobugawa-la-superficie-dell-acqua-01Titolo: Dobugawa – La Superficie Dell’acqua
Autore: Aoi Ikebe
Colore o B/N: Bianco e nero

Data di pubblicazione: 31/03/2022
Editore: Bao Publishing
Genere: Alcuni ricordi hanno odori e sapori indimenticabili
Pagine: 216
Link d’acquisto: https://amzn.to/3QRUYV2
Trama: Un’anziana donna siede ogni giorno sulla panchina antistante un’ansa di fiume. Le acque hanno un odore insopportabile, che infastidisce tutti gli abitanti del quartiere, ma a lei non sembra dare fastidio. Sogna? Ricorda? Aspetta qualcuno? Intorno a lei si muove un cast variegato e solo apparentemente eterogeneo. Con una maestria quasi poetica, Ikebe sensei ci guida nelle vite degli abitanti di quel quartiere, finché la trama non li fa incontrare, interagire, trovarsi o ritrovarsi. Un volume prezioso, delicato, dalle fragranze inebrianti, in cui i sapori dell’infanzia si mescolano a echi romantici di cucina francese. Volume autoconclusivo.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un’anziana donna che siede ogni giorno sulla panchina che costeggia il fiume. La donna sembra essere confusa ma è semplicemente l’età che la porta lontano con i ricordi a quando era solo una giovane ragazza e con le sue sorelle viveva proprio dietro quella panchina. Intanto, le persone della piccola cittadina sul fiume continuano le loro attività e si lamentano del cattivo odore rilasciato dall’acqua stagnante e notano l’anziana signora che se ne sta lì a borbottare cose insignificanti per loro. Nonostante sembrino apparentemente così lontane, un filo invisibile sembra legarli.

Cosa succederà alla vecchia signora sulla panchina? Riusciranno i cittadini a bonificare il fiume? Riusciranno a cambiare le loro vite? Qual è il legame della signora con i suoi stessi concittadini? Lo scorrere del tempo, riuscirà a riportare alla mente dell’anziana donna, tutto ciò che rischia di dimenticare a poco a poco?

Dobugawa: La superficie dell'acqua - Recensione del manga di Aoi Ikebe |  Nerdevil

La trama è semplice, leggera e non ci mostra troppo anche se dice abbastanza sulla storia che ci troveremo ad affrontare. Rispetto le altre trame della Bao, è fin troppo descrittiva e finisce per regalarci molto più quel che sembra.

La copertina è decisamente molto bella nei colori sgargianti, che ricordano quasi quelli di un drago cinese. Non so perché ma mi ricorda esattamente questo anche se non c’entra nulla in tutto questo. In risalto abbiamo modo di notare le sorelle che si divertono fra di loro. La cosa che non si nota è il fiume o qualcosa in riferimento, quindi la copertina è fuorviante e non si capisce granché di questa scelta. Il titolo è strano e viene lasciato il riferimento giapponese così come viene aggiunto un sottotitolo aggiuntivo in italiano, la superficie dell’acqua. Questo, rispetto alla copertina invece, da un senso sicuramente maggiore alla copertina anche se non mi fa impazzire completamente, debbo essere sincera.

L’ambientazione non è specificata, non viene data alcun punto di riferimento se non il fiume che passa all’interno di questa cittadina misteriosa; l’epoca si muove sotto diversi aspetti, si concentra sulla vita delle ragazze nel passato e nel presente (non tanto moderno da come sembra).

Dobugawa: La superficie dell'acqua - Recensione del manga di Aoi Ikebe |  Nerdevil

I personaggi di questa storia non sono definiti in particolar modo. Nessuno ha un nome, neanche l’anziana signora che siede sulla panchina e ricorda il suo passato, sua madre e le sue sorelle. Così come tutte le persone che nel paese svolgono le loro attività o vorrebbero un posto migliore per il luogo in cui vivono. Le ragazze, tutte sorelle, hanno un tenore di vita molto alto – lo si nota dal palazzo, dalle vesti e dai camerieri che le servono – e sono tutte così carine e aggraziate oltre che leggere e tutte diverse ma unite da un legame unico e inimitabile.

La maggior parte dei passanti che vivono in città sono intenti in qualcosa, tanto che la signora non viene quasi minimamente notata, o diventa fonte di discussione così come lo è anche il fiume stesso che diventa una vera e propria problematica per i cittadini. A prevalere maggiormente sono i due ragazzini amici, di cui uno dei due continua a mandare messaggi all’amministrazione comunale da anni per far si che si faccia qualcosa per l’odore del fiume.

Dobugawa: in arrivo con BAO il nuovo manga di Aoi Ikebe - Nerdface.it

Il perno centrale del volume è a tratti quasi misterioso, anche se in fin dei conti non è esattamente così. Il tutto si mostra e si rivela lento e inesorabile come lo scorrere del fiume lento che ci ricorda un po’ anche la vita.

Lo stile e la grafica utilizzati sono molto semplici. La struttura narrativa è quella di un manga, quindi si legge da destra, verso sinistra e si struttura tutto in bianco e nero. La storia si concentra quasi esclusivamente sulla signora anziana ma in fin dei conti 

La storia e la sua originalità risiedono nell’ordinario e nella quotidianità che da al tutto un qualcosa di migliore rispetto al resto: vi basta vedere i bellissimi vestiti, il cibo e la lentezza degli eventi che caratterizzano tutto il volume e non lo uniscono particolarmente ma lo rendono solo strano e unico nel suo genere. Tutto  è definito e realistico anche se la storia, in fin dei conti resta sospesa e non rende la giustizia che doveva. Tutto è soave, melodioso e poetico in cui vengono mostrati vari personaggi. La nota negativa è che come questi vengono introdotti, vengono altresì perduti e rendono il tutto poco incline ad una lettura lineare e giusta. L’idea è bella ma non è stata resa nella maniera corretta, seppur i disegni e la continuità della vita dell’anziana signora siano corrette e ben rappresentate.

Dobugawa - La superficie dell'acqua, in Italia la nuova opera di Ikebe

Il libro è una lettura leggera ed incline specialmente ad un pubblico adulto, che mi sento di consigliare fino ad un certo punto. Per chi vuole leggere un manga che può ricordarvi la vostra nonna e che può portarvi un’ondata di malinconia e nostalgia che non credevate possibile.

Aoi Ikebe ci illustra come una breve poesia, questo racconto quotidiano, sia – a volte – qualcosa che dimentichiamo del tutto e alla quale dovremo fare più attenzione.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa graphic novel/ manga? Potrebbe fare al caso vostro? Io come sempre vi aspetto qui, sono curiosa.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #582 – E LA CHIAMANO ESTATE DI JILLIAN TAMAKI E MARIKO TAMAKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon mercoledì! Sono qui per presentarvi un’uscita che spero possa piacervi. Personalmente l’ho apprezzata ma fino ad un certo punto, vi spiegherò i motivi più avanti. Una graphic novel edita Bao Publishing, vi aspetta:

51tdl2ryukl._sx352_bo1204203200_Titolo: E la chiamano estate
Autore: Jillian Tamaki e Mariko Tamaki
Data di uscita: 10/07/2014
Pagine: 320
Link d’acquisto: https://amzn.to/3GBeUXm
Trama: L’estate in cui tutto cambia nelle vite di Rose e Windy comincia come un’estate qualunque nella piccola Awago Beach. C’è tutta l’indolente immobilità dei batticuori estivi, in questo piccolo capolavoro di Mariko e Jillian Tamaki. Tutta l’emozione dell’adolescenza che si sovrappone prepotente alle priorità dell’infanzia, i piccoli traumi che ci trasformano nelle persone che saremo. Un libro emozionante, davvero indimenticabile, che vi lascerà un segno sul cuore.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza per le vacanze di Rose. Ricorda sempre quando era piccola ad Awago e l’unica amica che le è rimasta vive lì, e la sta aspettando. Windy è una ragazzina esuberante e ricca di risorse, Rose è decisamente più calma e tranquilla ma insieme le due creano una squadra unica nel loro genere. Nel piccolo paesino stanno accadendo strane cose e i ragazzi di età più vicini a loro, sono ormai nel pieno di ormoni e quant’altro, cosa a cui le due ancora non pensano più di tanto, Windy in special  modo. In più, i genitori di Rose stanno passando un periodo decisamente negativo per loro e rischiano di finire al capolinea.

Cosa succederà ad Awago, in questa lunga estate assieme? Cosa scopriranno dei componenti del paese e sui ragazzi che stanno sempre al piccolo Market del luogo? Con quali consapevolezze torneranno a casa le due ragazze?

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

La trama è molto vaga e non dice nulla di che se non che ci si approccia all’estate delle due ragazze. Non c’è una spiegazione particolare della storia visto che, in fin dei conti, raccontando troppo si finisce per fare spoiler. La trama ha un approccio basic e minimal, e capiremo l’effettivo valore della storia soltanto sfogliando le pagine e leggendo ciò che ci troveremo di fronte.

La copertina la trovo decisamente accattivante, presentandosi così come si presenta l’originale e di cui sono particolarmente felice della scelta. La copertina si mantiene con i stessi colori di cui troveremo le tavole all’interno e vede le due protagoniste, Rose e Windy, che si buttano a mare nonostante sia un’estate che non passerà di sicuro inosservata per ognuna di loro. Il titolo si differenzia leggermente dall’originale This one summer, che stava per “Quest’estate” ha subito una modifica in E la chiamano estate che, per ciò di cui tratta la storia alla fin fine ci sta bene. Non è esattamente ciò che si voleva dire in originale ma di sicuro rende l’idea di ciò che ci troveremo di fronte.

L’ambientazione è il piccolo paese di Awago, ovviamente frutto di fantasia ma fortemente autobiografico a livello di storia per Mariko Tamaki, che racconta una delle sue estati che amava passare nel suo posto del cuore; l’epoca non è moderna come si può capire da molti dettagli ma l’anno non ci è dato saperlo per cui non so darvi un riferimento preciso; il tutto sembra quasi aggirarsi negli anni 90.

L'estate come simbolo di crescita e cambiamento: E la chiamano estate –  Balene orchi elefantesse

I personaggi di questa storia si dividono in tre fasce di età differenti ma per la maggiore si sviluppa nell’età fanciullesca in cui ci si sta avvicinando alla crescita e al cambiamento sia fisico che mentale, emotivo e sentimentale. Le due protagoniste avranno a che fare con i ragazzi del market, che sono una vera e propria peculiarità della vacanza e diventano quasi una fonte di notizie, essendo l’unica cosa che fa scalpore in paese, e i genitori di Rose – in crisi – e la mamma di Windy che cerca di sollevare loro il morale.

Rose è una ragazzina intelligente e sveglia, che ama la lettura e i film condivisi con la sua migliore amica. E’ molto legata a suo padre e fatica a trovare un punto d’incontro con la mamma che si allontana sempre più da lei e da suo padre, trascurandoli e trascurandosi irrimediabilmente. E’ un personaggio fragile, più chiuso, che cerca comunque di sbocciare mano a mano che si procede nella lettura.

Windy è uno spirito libero, ama il ballo e vede che, rispetto a Rose, resta ancora un po’ più bambina. E’ un personaggio divertente, frizzante e sfizioso, che sicuramente vi piacerà e darà una botta d’energia alla storia con il suo carattere peperino, che non sta mai fermo. Un personaggio che non si dimentica facilmente, l’amica che tutti vorrebbero avere quando si ha qualcosa che va storto e si cerca una bella distrazione.

E la chiamano estate: sempre pronti a masticare il mondo – Inchiostro  Virtuale

Il perno centrale è l’estate ad Awago Beach e tutto quello che questo porta con sé. Infatti non solo subentra il riposo e i ricordi del passato, ma una vera sensazione di qualche momento di transizione che apre un ponte su diversi fronti, non solo per preparare tutti all’inizio del nuovo anno. Una storia di comunicazione tra generazioni differenti e di cambiamento.

La grafica utilizzata è sicuramente autentica e particolare. La colorazione blu e bianco, in maniera così semplicistico, mi è capitato davvero molto poco e le tavole finiscono per essere una più bella dell’altra, concentrandosi più sul disegno e sull’autenticità del complesso che sulla trama effettiva della storia. La cosa che più di tutti finisce per colpire a livello visivo è la quantità di oggetti e dettagli che 

Lo stile narrativo infatti, come ho anche spiegato nei personaggi, si divide in tre età differenti: l’età fanciullesca delle due protagoniste principali, l’età adulta dei genitori di Rose, Alice ed Evan, e l’adolescenza ormai alle porte con la maggiore età per i due ragazzi del Market, Dunc e Jenny. Ho apprezzato molto l’approccio delle due ragazzine alla crescita e l’approccio sia fra i due genitori di Rose sia con Rose stessa, che si ritrova nel vortice e deve sia comprendere il dolore di una madre distrutta, sia cercare di far valere se stessa come figlia che vive tutto ciò. Ho apprezzato davvero poco i ragazzi del market perché completamente fuori luogo all’interno della storia e semplicemente di contorno. Pensate che avevo sperato che interagissero in qualche modo e avevo paura che le due ragazzine finissero per farsi del male con quei ragazzi più grandi di loro.

E’ stata una storia di passaggio, concentrata sulle piccole storie ma non sull’intreccio effettivo della trama, risolvendo in parte le questioni – e la sospensione crea ancora più fastidio perché a quel punto crea una sorta di finale quantomeno decente da poter dire, sono almeno soddisfatto di ciò che ho davanti. Quando trovo queste storia mi lasciano sempre piuttosto perplesse perché raccontano si qualcosa ma non hanno una vera e propria trama con una storia che interessa notevolmente il lettore, crea un passaggio, uno scorcio nella vita di personaggi che, oltretutto, non sono neanche principali. E’ stato questo a lasciarmi un po’ con l’amaro in bocca e da cui mi sarei aspettata diversamente.

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

Il libro è stato un buon passatempo ma non mi ha regalato quel qualcosa che invece speravo, avendo puntato il volume da diverso tempo orsono. La delusione c’è ma comprendo che c’è una fetta di lettori a cui invece la storia può piacere molto di più quindi mi sento di consigliarla a chi si rivede nelle cose che ho descritto e a chi vuole leggere una graphic novel leggera dai disegno fenomenali.

Jillian e Mariko Tamaki ci portano all’interno di un vecchio ricordo, di una vacanza da bambine e ci mostrano tre differenti età e approcci con cui affrontare la vita, la differenza di problemi e le differenti tipologie di estate vissute da ognuno di loro. Una storia che vi ricorderà le vostre estati se amate sempre andare nello stesso posto e ritrovare vecchi volti e vecchie amicizie che non muoiono mai.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io vi aspetto comunque sempre e vi mando un abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #580 – REVERIE DI GOLO ZHAO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene, e sto per parlarvi di un nuovo volume che spero possa incuriosirvi. Ho acquistato questo volume diverso tempo fa e l’ho letto diverse settimane fa, ho dovuto meditare abbastanza per recensirlo, ve lo assicuro. Ecco qui che ve ne parlo:

9788865436172_0_536_0_75-1Titolo: Reverie
Autore: Golo Zhao
Data di uscita: 29 giu 2017
Pagine: 234
Editore: Bao Publishing

Link d’acquisto: https://amzn.to/3LJ69vb
Trama: Golo Zhao è uno dei più apprezzati giovani maestri del fumetto cinese moderno. Con Reverie ci regala una storia abbastanza surreale da renderne i temi di fondo universali, ma radicata quanto basta nella realtà da rendere impossibile non empatizzare con il protagonista, un giovane scrittore alla ricerca del proprio stile, alla scoperta della propria identità. Tenero, poetico e ricco di incanto profondo per le piccole meraviglie del quotidiano, questo libro è una prova d’autore straordinaria.

RECENSIONE

La storia ha inizio un pomeriggio come tanti altri, a Parigi. Z-Jun è un ragazzo sveglio, intraprendente e studioso. E’ proprio per questo che, nel suo ultimo giorno di permanenza a Parigi, ancora in cerca di ispirazione per i suoi romanzi, ha un incontro con Dominique, una ragazza di origine cinese dolce e intraprendente che si trova davvero a suo agio con Z-Jun e sulla quale lui stesso si ritrova a fantasticare tante cose strane, alternative, quasi facesse parte di un sogno strano e contorto che solo lui può cercare di decifrare.

Ma cosa è accaduto veramente nel corso dell’appuntamento? Cosa pensa Z-Jun di Dominique e come può far capire ciò che gli passa per la testa senza sembrare un folle? Come terminerà con la giovane Dominique ora che il tutto sta per giungere al termine?

Reverie

La trama, devo dire, che non è qualcosa che aiuta nella lettura del volume: cioè, sappiate che se decidete di leggere questo volume alla cieca, potrete avere bisogno di qualche aiutino e questa finisce per essere necessaria. Il problema è che non risulta di grande aiuto visto che finisce per non dire praticamente nulla della storia che finiamo per trovarci davanti. Un’infarinatura così generale, può essere sufficiente per questo volume? Per me, no.

La copertina rappresenta il protagonista in primo piano, con gli occhi chiusi, quasi  fosse dormiente. Tutto ciò che ha attorno è tutto ciò che vedremo all’interno della sua testa e in ciò che accade in questo volume. E’ una copertina bizzarra proprio come è bizzarro il volume stesso, per le sue avventure e per ciò che racconta. Il titolo è quello che finisce per rappresentare la storia, visto come questa si compone. Reverie è sia il titolo di un brano di Debussy che sia Dominique che Z-Jun adorano, sia il fatto che questo significhi “Sogno ad occhi aperti”. Ed è proprio così che la storia si presenta, quindi non vi è titolo più identificativo per questa storia che questo che è stato scelto. Apprezzo molto che sia stato mantenuto tale anche in Italia, senza aver subito storpiature di qualche tipo.

L’ambientazione è Parigi che si capisce sia da ciò che i due ci racconteranno sia dai scorci dei luoghi che si ritroveranno a visitare nel corso del loro appuntamento. L’epoca finisce per non essere definita, quindi posso dirvi che sembra essere abbastanza moderno ma non so darvi riferimenti precisi.

a clacca piace leggere...: giugno 2017

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e come ben sapete è difficile, per le graphic novel creare un cast molto vasto, visto che comunque questo genere di storie si contengono e mantengono molto anche per via che sono più visive che letterarie – passatemi il termine nell’ambito del mio discorso. Trovo che la storia venga mantenuta dal protagonista Z-Jun e Dominique. I due sembrano essere molto affini fin da subito e sono diretti, spontanei, semplici nella loro pienezza.

Z-Jun è un aspirante scrittore e cerca ispirazioni fin dalle cose più piccole e/o banali. Lo si vede da come Dominique diventa tante piccole cose magiche e riesce a crearle attorno tante storie diverse da un appuntamento e una chiacchierata assieme. Si capisce sin dal primo momento che Z-Jun è un tipo sveglio e intelligente ma con la testa fra le nuvole: è proprio questo che finisce per renderlo dolce e interessante agli occhi del lettore.

Dominique è una ragazza cresciuta in Francia ma di origini cinesi, che studia lingue e cultura cinese. Di lei scopriamo ben poco se non che sembra essere molto dolce, anche perché perla maggior parte delle volte la vediamo protagonista delle storie mentali di Z-Jun e dei suoi sogni ad occhi aperti.

Rêverie, un hommage de Golo Zhao à La France chez Casterman, 28 Mai 2019 -  Manga news

Il perno centrale è strano e a malapena percettibile, infatti il tutto si mantiene al limite tra le fantasticherie che vengono prodotte dalla testa di Z-Jun e la realtà che viene gettata qui e là per dare una parvenza di normalità alla storia. E’ un qualcosa di difficile da definire e che potrete comprendere a pieno se deciderete di leggere questa storia. Io stessa faccio fatica a trovare un vero e proprio filo conduttore da raccontarvi.

Lo stile utilizzato e la grafica ci trasmettono l’aria sognante e onirica della testa del protagonista. Ad aiutare al meglio è l’atmosfera stessa che il volume ci regala o con la quale tende a stravolgere i canonici standard delle graphic novel: il color seppia sul quale si basa tutto il libro e dal quale la copertina finisce per traviarci. Infatti guardandola ci aspettiamo una storia a colori, invece le tavole sembrano essere state fatte sulla carta da pacchi, quel marrone atipico, antico e nostalgico che finisce per rendere il tutto ancor più particolare di ciò che ci si aspettava. All’interno, inoltre, non mancheranno riferimenti e citazioni, che gli intenditori potranno apprezzare.

E’ una storia senza alcun dubbio, molto particolare e non dovete aver paura di sentirvi confusi, frastornati e in cerca di rispose, perché lo sarete per la maggior parte della lettura del volume. Quasi come il flusso di coscienza nello stile letterario, qui è il disegno e le illustrazioni che fanno la loro e ci trascinano in mondi alternativi, in mini e brevi storie che vedono protagonista sempre Dominique e la plasmano in base a come la testa di Z-Jun decide di vederla in quel preciso istante.

Nonostante tutto questo preambolo in cui la storia sembra affascinare, vi assicuro che ho avuto delle immense difficoltà nel metabolizzare il tutto e nel scrivere una recensione, per almeno un paio di settimane. Non perché il volume sia brutto ma perché concentrandosi sull’onirica, finisce per creare scompiglio e confondere quelle poche idee che il lettore aveva dall’inizio del volume alla fine. Questo passare dalla realtà ai sogni e quindi passare a queste strane storie che vedono protagonista la ragazza dei sogni di Z-Jun , finisce per spiazzare completamente e non si riesce ad avere una visione completa della storia. Personalmente, dopo la lettura, più che interpretarla come sogno ad occhi aperti l’avevo immaginata come una vera e propria follia del personaggio principale che aveva finito per vedere Dominique in tanti modi diversi senza che lei non fosse del tutto reale. Meditando e pensandoci su, ho compreso al meglio i sogni ad occhi aperti e ho capito come, proprio perché lui finisce per essere innamorato e provasse dei sentimenti per lei, la vedeva come protagonista di ogni sua questione, di ogni sua stramba/o storia/sogno.

La cosa che finisce per essere dolce e tenera è che in tutti questi racconti Dominique finisce per essere una ragazza misteriosa e affascinante, la protagonista finisce per essere la ragazza che viene da Marte, o il mero caso investigativo.

a clacca piace leggere...: giugno 2017

Il libro

È stata una lettura piacevole nel complesso, ma se devo essere sincera non ne sono rimasta particolarmente colpita, dopo aver letto l’altro suo volume, Tu sei il più bel colore del mondo. Mi aspettavo qualcosa di strano e differente ma non pensavo mi destabilizzasse e così tanto da lasciarmi interdetta su diversi fronti, tanto da dover tornare indietro nel corso della lettura per cercare dei collegamenti, che non ci sono poi alla fin fine. Una lettura che consiglio solo agli amanti del genere e a chi apprezza i distaccamenti dalla realtà.

Golo Zhao sarà in grado di riuscire a farvi perdere ogni contatto con la realtà. Siete pronti a perdere i sensi e ad immergervi in una storia che è strana e finisce per essere molto più un vero e proprio sogno? E voi, quali storie immaginate quando siete persi nei vostri pensieri e vedete una persona che vi ispira delle strane storie nella testa? Siete pronti a vivere un momento come questo?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Libro acquistato

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A presto,

Sara ©

RECENSIONE #568 – SEMPRE PRONTI DI VERA BROGSOL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con un nuovo volume che spero possa piacervi. E’ una delle graphic novel che ho trovato più dolce in assoluto oltre ad essere una lettura ricca di tematiche importanti per i giovani lettori. Vi parlo di questo volume, edito Bao Publishing acquistato qualche tempo fa ma che ho letto solo in settimana. Ecco qui he ve ne parlo:

91spozgiz6lTitolo: Sempre Pronti
Autori
: Vera Brosgol

Colore o B/N: Bicromia
Data di pubblicazione: 29/08/2019
Formato e rilegatura: Cartaceo cartonato 15 X 21 / Ebook
Genere: Non sempre ottenere ciò che vuoi è davvero ciò che volevi
Pagine: 256
Link d’acquisto: https://amzn.to/3w6bxoh
Trama: Dopo l’enorme successo di Anya e il suo fantasma, torna Vera Brosgol con un delizioso libro, basato sulle sue esperienze di adolescente emigrata in America dalla Russia, e questa volta incentrato su un campo scout cui la protagonista non ha proprio nessuna voglia di partecipare. Divertente, tenero, commovente e spietatamente vero, Sempre pronti è un libro pensato per lettori adolescenti, ma che finirà per stregare anche il pubblico adulto, come già è successo con la sua opera precedente.

RECENSIONE

La storia ha inizio alla festa di Sarah dove Vera partecipa perché invitata ma fa difficoltà a integrarsi con il resto delle sue compagne: perché è russa ed è emigrata in America, perché non è così alla moda, ne ha abiti firmati o giocattoli firmati come le sue compagne. Tant’è che si limita a fare un regalo davvero semplice alla sua compagna: un piccolo e bellissimo disegno in cui lei è davvero portata. Tutte le sue amiche fanno cose davvero belle agli occhi di Vera: fanno le feste di compleanno davvero indimenticabili completi di pigiama party e vanno sempre in vacanza nei camp estivi, quando Vera non ha mai partecipato quasi a nulla di tutto questo e si sente emarginata e diversa dagli altri.

Quando la possibilità di andare in un camp estivo russo si presenta alla porta di Vera, come dire di no? Cosa convincerà la madre di Vera a mandarli al camp? Cosa impareranno Vera – e suo fratello – su questa esperienza? Cosa succederà nelle settimane in cui Vera proverà nuove esperienze?

Sempre pronti - Vera Brosgol - Libro Bao Publishing 2019 | Libraccio.it

La trama è leggera e racconta davvero poco di questo volume che invece nasconde quante più cose di quelle che si credono possibili. Io non ho letto il precedente volume pubblicato dall’autrice ma dopo questa lettura mi piacerebbe leggerlo perché è stata una lettura davvero piacevole. Non si dilunga in maniera particolare ne dice granché ma se avete bisogno di un intro alla storia comunque avete la mia parte iniziale della recensione che vi lascia intendere su cosa verterà questa storia. Spiegarlo in parole semplici e povere è difficile, lo ammetto e poi trattandosi di una Graphic Novel è anche difficile visto che si leggono in poco tempo e si rischia di dire molto di più di quanto poi effettivamente si andrà a leggere. Quindi ammetto che sommariamente è stato fatto un lavoro giusto e corretto.

La copertina rappresenta la protagonista di questa storia al campo estivo russo. E’ nella sua divisa e ci sono tanti piccoli dettagli che noterete bene soltanto una volta che avrete letto il volume: i piccoli scoiattolini davanti in primo piano, il tizio biondo di lato poggiato all’albero, le compagne del camp che sono sia quelle di tenda che la principale tutor del gruppo delle ragazze con tanto di bandiera. E’ una copertina rappresentativa e ben fatta, che di sicuro invoglia la lettura del volume in questione. Il titolo del volume ho ancora un po’ di difficoltà nel percepirlo completamente. Può stare a significare che nel camp estivo ovviamente bisogna sempre essere pronti a tutto e probabilmente è questo ciò che si voleva comunicare anche se non so se sia così scontato. Secondo me si riferisce anche a tante altre sfaccettature che assume Vera nel corso della lettura e che non si riferiscono solo al momento in cui si trova ma nella vita in generale: bisogna essere sempre pronti. Pronti a un cambiamento, pronti ai rischi, pronti alle delusioni, pronti a tutto. Non so se mi spiego, ecco.

L’ambientazione è americana anche se Vera è immigrata in America dalla Russia e la storia si svolge per la maggior parte in un camp organizzato e gestito da russi, in America. Ovviamente l’epoca è abbastanza moderna, forse una decina o quindicina d’anni fa, non di più.

Sempre pronti - Vera Brosgol - Libro - Bao Publishing - | IBS

I personaggi di questa storia sono diversi anche perché la storia non si concentra solo sulla protagonista principale ma si muove su un contesto ampio legato al camp estivo, così come quello famigliare. Avremo modo di conoscere la mamma e il fratello di Vera ma più nel profondo con le quali Vera sarà più a contatto sono le due Sasha, compagne di tenda della ragazza, il biondino che piace a entrambe le ragazze e la ragazza a capo del settore femminile un po’ più grande di tutte le altre anche se piuttosto sbadata e anche un po’ svampitella, seppur i consigli non sono del tutto da sottovalutare.

Vera è una ragazzina che ha l’animo ancora di una bambina e nonostante debba imparare tante cose è giusto che si goda i suoi momenti di fanciullezza e di innocenza. E’ una bambina dal viso buono e gentile e dagli occhiali che sono quasi più grandi del suo stesso viso. Ama disegnare e ama le cose semplici anche se tutto questo tende ad allontanarla dalle sue coetanee che vogliono apparire e avere le cose più belle piuttosto che essere sé stesse, un po’ su come si fonda tutta questa società moderna per capirci. E’ una bambina curiosa, che ama gli animali ed è cresciuta senza vizi e con regole che la portano ad essere felice con poche cose ma giuste e belle così come sono. E’ un personaggio in cui mi sono rivista molto essendo stata anche io così alla sua età e continuando ad essere e sentirmi diversa dalle persone che mi circondano, facendo fatica a farmi degli amici. Quindi è un personaggi in cui gli emarginati o quelli che comunque hanno un carattere che emerge forte e ci rende diversi e lontani dalla banalità delle cose comuni.  Vera in tutto questo è solo una bambina ma dice molto più di quello che sembra.

Sempre pronti. L'estate americana di una giovane russa — Tra le Righele

Il perno centrale si concentra sostanzialmente sul campo estivo russo seppur dietro questo campo ci sono diverse evoluzioni del personaggio di Vera, sia dal lato emotivo, sia dal lato di crescita e di interazione verso gli altri. E questo campo aiuterà Vera a capire maggiormente dove e cosa cambiare nelle piccole cose e come approcciare con gli altri, insomma c’è tanta crescita e tanto cambiamento.

Lo stile e la grafica utilizzate sono semplici, infatti la storia che comunque si aggira su un target di lettura per bambini/ragazzi – e che può leggere chiunque ovviamente – rende il tutto versatile ad ogni età perché ci consente sia di tornare indietro nel tempo, sia di sentirci parte della vita di Vera o addirittura di sentirla come una vera e propria amica di cui fidarci vista la sua bontà d’animo. La colorazione e le tavole si basano sul colore verde e passa da colori tenui a sfumature più decise per momenti più difficili per Vera. Ho trovato questo tipo di colorazione peculiare visto che non mi è mai capitato così ma sono scelte dell’autore e si rispettano. Ammetto che avrei apprezzato molto la lettura completamente a colori così come si presenta la copertina visto che ce lo si aspetta.

Le tematiche affrontate nel corso della lettura sono molteplici, tutte dall’importanza unica da non sottovalutare. Ho trovato infatti il giusto abbinamento fra illustrazioni e storia, specialmente sul margine che si sviluppa tra infanzia e adolescenza e la maturità del personaggio stesso. Il sentirsi diversi è per Vera una vera e propria fonte di disagio e non solo è dovuta dalla provenienza geografica e culturale della stessa e della sua famiglia ma anche dal suo stesso carattere e dalla sua indole poco avvezza alla materialità delle cose, così come alla semplicità delle cose che la caratterizzano, oltre alla sua crescita che ancora non la porta ad essere smaliziata e crudele ma continua a mantenerla sull’onda dell’ingenuità.

Questo sentirsi diverso, dovuto da molteplici fattori, la porta infatti a farsi accettare in diversi modi come il prendere in giro altri compagni persino più deboli di lei o a fare qualcosa per compiacere e quindi di conseguenza ad avere l’attenzione degli altri. Questo la porta su una strada sbagliata ma dalla quale si redime subito e cerca di trovare modi meno crudeli per farsi accettare. Ma la prima accettazione viene da noi stessi e bisogna accettarsi per ciò che si è e sentirsi giusti in ciò che si fa. E’ da lì che non tarderanno ad arrivare persone che di conseguenza ci accetteranno e l’accetteranno per quello che è. Il tutto infatti si fonda su questo: il farsi accettare per ciò che siamo e non per come ci vogliono gli altri.

Ho trovato un’affinità particolare con Vera, protagonista e autrice della storia autobiografica che è questa graphic novel in cui si racconta e mette a nudo una parte di sé. E l’ho trovata vicino a me perché simile a come sono e a come mi sono sentita in passato. E non c’è nulla di meglio che una lettura e un personaggio che ci permette di percorrere un viaggio all’interno di noi stessi.

Sempre pronti. L'estate americana di una giovane russa — Tra le Righele

Questa graphic novel è una piccola perla per chi ama le storie per ragazzi, per chi ama le storie che nonostante sembrino leggere lasciano dei messaggi non indifferenti e a chi ama storie di maturità, di cambiamento fondamentale per lo sviluppo della crescita. Consiglio assolutamente questa lettura per me inaspettata ma dolcissima, davvero.

Vera Brosgol ci ricorda quanto è difficile a volte essere se stessi, farsi accettare e quanto è dura crescere e maturare sentendosi pronti al cambiamento che si vuole essere. Ci porta in un campo estivo che ci regalerà momenti di divertimento e di difficoltà ma che ci consentiranno di vivere una vacanza nel mezzo delle nostre vite frenetiche, soltanto leggendo questo dolcissimo volume.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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A presto,

Sara ©

RECENSIONE #564 – TROPPO FACILE AMARTI IN VACANZA DI GIACOMO KEISON BEVILACQUA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa, dove finalmente oggi è giovedì e l’aria del fine settimana comincia ad aleggiare attorno a noi ovviamente. Oggi sono qui per parlarvi di un volume che ho acquistato e che ho voluto leggere visto che Il suono del mondo a Memoria dello stesso autore mi aveva toccato il cuore. Ecco che vi parlo subito di cosa andremo a leggere:

51drcs-ih-l._sx367_bo1204203200_Titolo: Troppo facile amarti in vacanza
Autore: Giacomo Keison Bevilacqua
Pagine: 241
Data di uscita: 13/05/2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sB9FC7
Trama: Tanti narratori raccontano il mondo dopo l’apocalisse. Giacomo Bevilacqua lo racconta mentre l’apocalisse sta avvenendo, ed è un fenomeno lento, silenzioso e inquietante. Più che un libro distopico, un libro sulla disillusione, raccontata attraverso il lungo viaggio a piedi da sud a nord di una ragazza e del suo cane, in un’Italia via via sempre più sommersa dall’acqua. Sincero, malinconico, simbolico e concreto, questo è anche un racconto amaro, in cui la speranza è poco più che un retrogusto, e il futuro va costruito un giorno alla volta, perché non esistono certezze al di là del fatto che il sole sorgerà anche domani.

RECENSIONE

La storia ha inizio a Roma o tra ciò che ne resta. Linda B. e il suo cane bianco Follia sono in procinto di partire perché questo Paese che è l’Italia non lo sente più suo, non le piace cosa è diventato e cosa è diventata lei e sta finendo lentamente alla rovina, nel degrado più totale. Linda decide quindi di abbandonare Roma, il suo piccolo “porto sicuro”, dirigendosi verso il confine. Lungo la strada e il percorso Linda incontrerà soggetti strani, persone inquietanti e mano a mano che la strada della città lascerà il posto alla campagna sempre più, le cose cambieranno e anche le consapevolezze e il modo di fare di Linda assumerà fattezze differenti a seconda di cosa vivrà e vedrà. E l’incontro con Aman sembra già aver cambiato molto.

Cosa succederà lungo il percorso? Quali sono le consapevolezze che assumerà Linda? Cosa scoprirà lungo il percorso e quali sono le cose che le permetteranno di andare avanti?

troppo facile amarti in vacanza recensione

La trama è semplice e non troppo elaborata. Si muove in punta di piedi e ci lascia un quadro generale della situazione visto il fatto della distopia e del mondo che sta crollando è ancora in fase di discesa e il peggio può ancora arrivare. E’ coinvolgente e ci spinge a leggere il volume per cercare di capire cosa può succedere a questa ragazza con il suo fidato compagno di viaggio.

La copertina si rifà ad un evento che accade all’interno del volume stesso, quando tutto sembra essere difficile ma Linda riesce a trovare comunque dell’ironico e un motivo per andare avanti. Niente la può fermare, ne un’inondazione ne altro. La copertina, così come il titolo che si mostra particolare e all’apparenza privo di significato logico, ha un suo perché e intimorisce il lettore che cerca di trovarvi subito un qualche significato. Il titolo, infatti,  parla di amore inteso come per se stessi, per gli altri, e per Aman stesso che Linda scoprirà nel corso della storia, e la pone sotto l’aspetto della vacanza, come se questa fuga fosse una vera e propria vacanza o uno stacco da tutto il resto. E quindi apparentemente può essere o sembrare più facile amare qualcuno in vacanza anche se vacanza poi non è.

Partendo da Roma e passando per i piccoli sobborghi e paesi vicino fino ad allontanarci, Troppo facile amarti in vacanza ci porta in una versione distopica e futuristica in cui vediamo Roma e i paesi attorno dilaniati da piante, acqua e il cambiamento è in atto. Il tutto sembra aver perso il fascino e potere da un pezzo quindi avremo modo di riconoscere dove ci troviamo ma il tutto peggiora drasticamente andando avanti nel corso del volume.

Troppo facile amarti in vacanza: ce ne parla l'autore | Fumetti -  BadTaste.it

I personaggi della storia non sono poi molti anche se andremo ad incontrare diverse persone nel corso del volume stesso che si scontreranno con la nostra Linda e avranno a che cambieranno sia ciò che lei è, sia il punto di vista del lettore riguardo la storia stessa. C’è una serie di personaggi non indifferente su questo e la costruzione è ben fatta anche se finiscono per risultare quasi assurdi vista la loro modo di porsi verso gli altri e nel mondo.

Linda B. è una ragazza sagace e determinata. L’unico compagno degno di nota è il suo cane bianco di nome Follia che viaggia con lei e non chiede nulla, solo amore incondizionato. Linda è determinata ad andare via da un paese che non le appartiene più e in cui non si riconosce ma per cui porta rancore, rabbia e per cui avrebbe ancora tanto da dare (effettivamente però sembra non ci sia più nulla da dare). E’ impulsiva, diretta e nonostante sembri che non si lascia scalfire da nulla ha tanta emotività e tante fragilità nascoste che nel corso della lettura, seppur percettibile, emergeranno.

Aman è un personaggio che segue le vicende di Linda e che con i suoi discorsi oltre a ciò che ha da offrirle risulta più adulto e maturo. E’ una persona pacata e tranquilla nonostante le vicende familiari e personali che ha subito e che confida a Linda aiutandola a comprendere ciò che significa il suo viaggio stesso, le sue azioni e la sua impulsività, cercando di ponderare le scelte fatte. E’ un personaggio che inizialmente non riusciremo a comprendere al meglio ma che si svelerà mano a mano che si leggerà il volume.

BAO Publishing: Giacomo Bevilacqua ci parla di Troppo facile amart...

Il perno centrale si muove su un bilico e in un contesto difficile, in un’epoca in cui tutto è in continuo cambiamento e in cui niente sembra essere al sicuro. E’ proprio quello che ci viene posto: il cambiamento interiore di consapevolezza e di presa coscienza delle cose, del dolore e la maturità che ne consegue nonostante il mondo si stia muovendo completamente nella direzione opposta.

Lo stile e la grafica utilizzati all’interno del volume sono centrati sulla distopia in corso e sul cambiamento in contrapposizione tra il mondo che ci circonda e la protagonista stessa che finiscono in conflitto e sembrano rincorrersi laddove possibile per cercare una soluzione al tutto. La lettura, nonostante la lucidità e la bellezza dei colori delle tavole utilizzate e disegnate dall’autore, è pesantina e non del tutto scorrevole come invece mi aspettavo.

Il viaggio che si sposta sotto diversi aspetti e attraverso differenti luoghi, un racconto malinconico e sconvolgente mentre ci mostra il marcio attraverso tutti gli incontri che Linda avrà nel corso dei suoi spostamenti verso il confine. Ed è proprio lì che si concentra il tutto perché il percorso è impervio e le difficoltà mostrate sembrano quasi rappresentare dei gironi infernali in cui le persone irrimediabilmente si stanno ponendo e serve davvero tanta forza per andare avanti.

Il viaggio stesso finisce per essere un percorso di formazione sia per la protagonista Linda, sia per il lettore stesso che si rende conto di ciò a cui stiamo andando inesorabilmente incontro. Devo ammettere che, nel corso della lettura ho provato anche ribrezzo per determinate cose che Linda ha subito, direttamente o meno e ci si pone la domanda più difficile di tutti ma allo stesso tempo quella che veramente è da porsi: è questo il futuro che ci aspetta? Per questo Linda si trova costretta a fuggire: sia dalla rabbia sia dalle cose che è costretta a vivere e che le fanno male, le provocano rabbia. E’ una lettura che pone sotto i riflettori l’Italia e in cui si nota la visione della società e la piega orribile verso la quale stiamo andando, sottolineando la difficoltà dei pochi di emergere e di trovare il loro posto nel mondo e di difenderlo quando c’è sempre più del marcio che s’insidia in ogni dove. Infatti con questo volume, l’autore sembra quasi denunciare ciò che accade o quantomeno a giustificare la fuga di ciò che di buono rimane, laddove non c’è più niente da prendere o da salvare.

Troppo Facile Amarti In Vacanza, il nuovo fumetto edito BAO Publishing

Il libro rispetto ad altri lavori di Bevilacqua non mi ha convinto pienamente anche se in questo volume è possibile scorgere la frustrazioni e le preoccupazioni dell’autore ora che il mondo sta cambiando, anche in peggio in alcuni casi – visto che comunque questo volume è stato composto nel periodo del lock down. E’ una lettura sicuramente originale anche se devo dire non mi ha colpito come avrei sperato facesse.

Giacomo Keison Bevilacqua ci porta nel cuore dell’Italia, mostrandoci un personaggio e la maturità crescente di questo lungo la scoperta del mondo della circonda e di ciò che si ha al proprio interno come atto d’amore verso se stessi e verso il proprio paese. Un viaggio come una scoperta o come una vacanza che tale non è e che ci consente di amare ogni piccola cosa che non si è riuscita a comprendere davvero. Siete pronti a combattere per voi stessi e per ciò in cui credete anche se il mondo attorno sta cadendo a pezzi?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libri acquistato

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A presto,

Sara ©