RECENSIONE #588 – RESIDENZA ARCADIA DI DANIEL CUELLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una vecchia uscita ma pur sempre attuale. Avevo acquistato questo ebook diverso tempo fa e ho deciso di recuperarlo, visto che ho indietro diverse cosine. Intanto sto recuperando anche qualche altra lettura e nel frattempo mi dedico anche alle nuove che sono uscite delle piccole meraviglie – o almeno spero lo siano – e che voglio leggere il prima possibile. Una nuova graphic novel per voi:

81tc2dblrglTitolo: Residenza Arcadia
Autore: Daniel Cuello
Data di uscita: 2017
Casa editrice: Bao Publishing

Pagine: 167
Link d’acquisto: https://amzn.to/3B3Oblx
Trama: “Residenza Arcadia” è un microcosmo che pullula di emozioni taciute. Lamentazioni, rivendicazioni e le insondabili profondità di animi che guardano il mondo dal silenzio dello spioncino.

RECENSIONE

La storia ha inizio all’interno del condominio chiamato Residenza Arcadia dove c’è il signor Emilio che fa le foto o la signora Mirta che ha sempre da ridire. C’è l’uomo che aspetta sempre un pacco e l’anziana signora che tutti temono, così come Attilio, l’uomo che si dice risolva diverse cose ma sia andato via da diverso tempo o il nipote rockettaro. Un mix strano e originale, che unisce le vicende di una palazzina e di chi la popola, stranezze complete.

Cosa succederà all’interno della Residenza Arcadia? Di cosa si lamenta ognuno? E quali segreti profondi nascondono i condomini da renderli così petulanti o fastidiosi, impiccioni o quant’altro verso tutti gli altri?

Residenza Arcadia. Un condominio, nella periferia di una… | by Alessandro  Girola | M E L A N G E | Medium

La trama è breve, semplice, senza troppi ricami. In effetti si sa che si parla di una residenza – che è poi ciò di cui si parlerà – però non ci spiega nulla quindi una volta che si decide di leggere il volume si va completamente alla cieca.

La copertina di questo volume è particolare perché ci mostra con un formato dell’abitazione quasi delle bambole, gli abitanti di questa residenza sono particolari e delineati nella loro semplicità, così come questi si presentano. Nulla di particolare neanche nei colori, visto che mantiene la tonalità che viene utilizzata anche all’interno del volume. Il titolo contiene il nome della Residenza a cui andremo a far riferimento, che non è solo un’abitazione qualunque ma quella che potrebbe essere di ognuno di noi nel corso della vita. 

Corre l’anno 1984 e l’ambientazione è una villa o meglio residenza, come un’altra. Poteva essere il palazzo condominiale della tua casa, o della mia o quello dei nonni. Insomma, ne vedremo delle belle.

Residenza Arcadia: storia di un condominio | Eroica Fenice

I personaggi di questa storia sono tutti diversi fra loro anche se alla base delle lamentele e dei comportamenti c’è qualcosa di simile. Come vi ho descritto anche inizialmente i protagonisti narranti di questa storia sono i sopra citati ma quella che maggiormente finisce per essere in risalto è la Signora Mirta, disturbatrice assidua di ogni condomino con un passato triste e doloroso. Lei e l’uomo dei pacchi (di cui ora non ricordo il nome), saranno le persone che finiranno per coinvolgervi maggiormente, sia per la loro storia, sia per tutto il contesto e sono quelli che fanno maggiormente casino e smovono le acque.

Un piccolo mix di persone diverse tra loro che si fanno piccole marachelle e dispetti condominiali ma che finiscono per essere persone con storie simili alle nostre, quindi personaggi con storie comuni che finirete per sentire molto più vicini di quello che credevate possibile.

Aspettando Arcadia #1 ⋆ danielcuello.com

Il perno centrale si concentra sulla vita dei coinquilini della residenza che suonano sia bizzarri nel complesso, sia quasi fuori dal comune. I fatti si svolgono tutti all’interno della palazzina che esula e si isola dal resto del mondo fuori, quasi non esistesse nient’altro che i loro piccoli problemi condominiali o farsi il dispetto per far innervosire l’altro nonostante – alla fin fine – abbiano quasi paura di ciò che succede all’esterno.

La grafica utilizzata è particolare, sia per quanto riguarda la tonalità dei colori, sia per quanto invece riguarda proprio il disegno in sé. Non amo molto la struttura fisica e il metodo di disegno utilizzato nonostante sia quasi sotto forma di caricatura, devo ammettere che nel complesso alla fine rende molto bene nella storia e si adatta il tutto con caparbietà e successo; infatti visti i movimenti e le espressioni, il tutto rene decisamente molto bene. Il disegno e le illustrazioni hanno un colore uniforme e omogenei che si mantengono per tutta la durata del volume, tranne per quando ci sono scene di ricordi o scene più forti, che i colori sono più duri.

Lo stile utilizzato dall’autore è sicuramente particolare, unico e originale, differente dal resto delle grahic novel che mi è capitato di leggere. Intanto il tutto si concentra in un unico luogo isolato dal resto del mondo e crea un micro cosmo all’interno di un cosmo più grande che non si vede e non si conosce ma che basta all’autore a presentare il tipo di storia che andremo a leggere. Principalmente sembra quasi di leggere di un qualcosa che ha del tragicomico che si muove tra la distopia del mondo esterno e la quotidianità del piccolo mondo della Residenza.

Le scene dei vari personaggi si presentano come dei piccolo sketch ma la storia si mantiene su un binario unico da tutto il resto creando una storia definita che ci mostra un vero e proprio condominio, con i screzi e tutto ciò che ne concerne ad essere vicini di casa. Solo che alcuni dei personaggi finiscono per essere di contorno, quasi banali e non vengono valorizzati così come ci si aspettava dalla storia in sé. Infatti mi aspettavo qualcosa di più che non ho avuto invece, con altri personaggi della storia che hanno lasciato un messaggio, qualcosa di unico contenente persino un messaggio ai fini della storia stessa.

Ho apprezzato, però, più l’idea in sé che l’effettivo svolgimento della storia stessa. L’idea infatti finisce per essere coinvolgente e mostra i lati nascosti sia dei personaggi principali e attori di questa sit-com quasi tenebrosa che della Residenza stessa, portandoci a porci delle domande del tipo: siamo davvero così a volte? Ci si può ridurre davvero in una situazione del genere? Cosa ci porta ad essere così verso gli altri e verso se stessi? Perché quando ci sentiamo incompiuti gettiamo le nostre frustrazioni sugli altri? Tutte domande lecite ovviamente, che il volume ci permetterà di analizzare.

Daniel Cuello on Twitter: "Niente di nuovo, tutta roba già vista. Esiti  compresi. Questo è un dialogo di Residenza Arcadia. Le vere protagoniste  sono proprio loro: paura e ignoranza. Non mostro chi

La graphic novel è un piccolo volume che consiglio, si, ma a chi ha già seguito in precedenza l’autore e i suoi spezzoni, così come chi ama storie con significati misteriosi, nascosti ma da una trama sempre attuale e vicina a noi più di altre cose. Spero possa piacervi, questo si.

Daniel Cuello ci mostra, con questa storia la mancanza del cambiamento e il riversare sugli altri le frustrazioni personali. E’ una storia che pone in evidenza la mancanza di dialogo e l’attacco come miglior difesa oltre a tutti i piccoli significati nascosti e tutte quelle piccole cose che scoprirete leggendo il volume.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto qui e vi mando un grande abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #585 – DOBUGAWA, LA SUPERFICIE DELL’ACQUA DI AOI IKEBE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Eccoci qui con un’altra storia che spero possa piacervi. Sono stata particolarmente attratta da questo volume da diverso tempo e sono felice di essere riuscita a leggerla. Ecco che ve ne parlo:

dobugawa-la-superficie-dell-acqua-01Titolo: Dobugawa – La Superficie Dell’acqua
Autore: Aoi Ikebe
Colore o B/N: Bianco e nero

Data di pubblicazione: 31/03/2022
Editore: Bao Publishing
Genere: Alcuni ricordi hanno odori e sapori indimenticabili
Pagine: 216
Link d’acquisto: https://amzn.to/3QRUYV2
Trama: Un’anziana donna siede ogni giorno sulla panchina antistante un’ansa di fiume. Le acque hanno un odore insopportabile, che infastidisce tutti gli abitanti del quartiere, ma a lei non sembra dare fastidio. Sogna? Ricorda? Aspetta qualcuno? Intorno a lei si muove un cast variegato e solo apparentemente eterogeneo. Con una maestria quasi poetica, Ikebe sensei ci guida nelle vite degli abitanti di quel quartiere, finché la trama non li fa incontrare, interagire, trovarsi o ritrovarsi. Un volume prezioso, delicato, dalle fragranze inebrianti, in cui i sapori dell’infanzia si mescolano a echi romantici di cucina francese. Volume autoconclusivo.

RECENSIONE

La storia ha inizio con un’anziana donna che siede ogni giorno sulla panchina che costeggia il fiume. La donna sembra essere confusa ma è semplicemente l’età che la porta lontano con i ricordi a quando era solo una giovane ragazza e con le sue sorelle viveva proprio dietro quella panchina. Intanto, le persone della piccola cittadina sul fiume continuano le loro attività e si lamentano del cattivo odore rilasciato dall’acqua stagnante e notano l’anziana signora che se ne sta lì a borbottare cose insignificanti per loro. Nonostante sembrino apparentemente così lontane, un filo invisibile sembra legarli.

Cosa succederà alla vecchia signora sulla panchina? Riusciranno i cittadini a bonificare il fiume? Riusciranno a cambiare le loro vite? Qual è il legame della signora con i suoi stessi concittadini? Lo scorrere del tempo, riuscirà a riportare alla mente dell’anziana donna, tutto ciò che rischia di dimenticare a poco a poco?

Dobugawa: La superficie dell'acqua - Recensione del manga di Aoi Ikebe |  Nerdevil

La trama è semplice, leggera e non ci mostra troppo anche se dice abbastanza sulla storia che ci troveremo ad affrontare. Rispetto le altre trame della Bao, è fin troppo descrittiva e finisce per regalarci molto più quel che sembra.

La copertina è decisamente molto bella nei colori sgargianti, che ricordano quasi quelli di un drago cinese. Non so perché ma mi ricorda esattamente questo anche se non c’entra nulla in tutto questo. In risalto abbiamo modo di notare le sorelle che si divertono fra di loro. La cosa che non si nota è il fiume o qualcosa in riferimento, quindi la copertina è fuorviante e non si capisce granché di questa scelta. Il titolo è strano e viene lasciato il riferimento giapponese così come viene aggiunto un sottotitolo aggiuntivo in italiano, la superficie dell’acqua. Questo, rispetto alla copertina invece, da un senso sicuramente maggiore alla copertina anche se non mi fa impazzire completamente, debbo essere sincera.

L’ambientazione non è specificata, non viene data alcun punto di riferimento se non il fiume che passa all’interno di questa cittadina misteriosa; l’epoca si muove sotto diversi aspetti, si concentra sulla vita delle ragazze nel passato e nel presente (non tanto moderno da come sembra).

Dobugawa: La superficie dell'acqua - Recensione del manga di Aoi Ikebe |  Nerdevil

I personaggi di questa storia non sono definiti in particolar modo. Nessuno ha un nome, neanche l’anziana signora che siede sulla panchina e ricorda il suo passato, sua madre e le sue sorelle. Così come tutte le persone che nel paese svolgono le loro attività o vorrebbero un posto migliore per il luogo in cui vivono. Le ragazze, tutte sorelle, hanno un tenore di vita molto alto – lo si nota dal palazzo, dalle vesti e dai camerieri che le servono – e sono tutte così carine e aggraziate oltre che leggere e tutte diverse ma unite da un legame unico e inimitabile.

La maggior parte dei passanti che vivono in città sono intenti in qualcosa, tanto che la signora non viene quasi minimamente notata, o diventa fonte di discussione così come lo è anche il fiume stesso che diventa una vera e propria problematica per i cittadini. A prevalere maggiormente sono i due ragazzini amici, di cui uno dei due continua a mandare messaggi all’amministrazione comunale da anni per far si che si faccia qualcosa per l’odore del fiume.

Dobugawa: in arrivo con BAO il nuovo manga di Aoi Ikebe - Nerdface.it

Il perno centrale del volume è a tratti quasi misterioso, anche se in fin dei conti non è esattamente così. Il tutto si mostra e si rivela lento e inesorabile come lo scorrere del fiume lento che ci ricorda un po’ anche la vita.

Lo stile e la grafica utilizzati sono molto semplici. La struttura narrativa è quella di un manga, quindi si legge da destra, verso sinistra e si struttura tutto in bianco e nero. La storia si concentra quasi esclusivamente sulla signora anziana ma in fin dei conti 

La storia e la sua originalità risiedono nell’ordinario e nella quotidianità che da al tutto un qualcosa di migliore rispetto al resto: vi basta vedere i bellissimi vestiti, il cibo e la lentezza degli eventi che caratterizzano tutto il volume e non lo uniscono particolarmente ma lo rendono solo strano e unico nel suo genere. Tutto  è definito e realistico anche se la storia, in fin dei conti resta sospesa e non rende la giustizia che doveva. Tutto è soave, melodioso e poetico in cui vengono mostrati vari personaggi. La nota negativa è che come questi vengono introdotti, vengono altresì perduti e rendono il tutto poco incline ad una lettura lineare e giusta. L’idea è bella ma non è stata resa nella maniera corretta, seppur i disegni e la continuità della vita dell’anziana signora siano corrette e ben rappresentate.

Dobugawa - La superficie dell'acqua, in Italia la nuova opera di Ikebe

Il libro è una lettura leggera ed incline specialmente ad un pubblico adulto, che mi sento di consigliare fino ad un certo punto. Per chi vuole leggere un manga che può ricordarvi la vostra nonna e che può portarvi un’ondata di malinconia e nostalgia che non credevate possibile.

Aoi Ikebe ci illustra come una breve poesia, questo racconto quotidiano, sia – a volte – qualcosa che dimentichiamo del tutto e alla quale dovremo fare più attenzione.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate di questa graphic novel/ manga? Potrebbe fare al caso vostro? Io come sempre vi aspetto qui, sono curiosa.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #582 – E LA CHIAMANO ESTATE DI JILLIAN TAMAKI E MARIKO TAMAKI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon mercoledì! Sono qui per presentarvi un’uscita che spero possa piacervi. Personalmente l’ho apprezzata ma fino ad un certo punto, vi spiegherò i motivi più avanti. Una graphic novel edita Bao Publishing, vi aspetta:

51tdl2ryukl._sx352_bo1204203200_Titolo: E la chiamano estate
Autore: Jillian Tamaki e Mariko Tamaki
Data di uscita: 10/07/2014
Pagine: 320
Link d’acquisto: https://amzn.to/3GBeUXm
Trama: L’estate in cui tutto cambia nelle vite di Rose e Windy comincia come un’estate qualunque nella piccola Awago Beach. C’è tutta l’indolente immobilità dei batticuori estivi, in questo piccolo capolavoro di Mariko e Jillian Tamaki. Tutta l’emozione dell’adolescenza che si sovrappone prepotente alle priorità dell’infanzia, i piccoli traumi che ci trasformano nelle persone che saremo. Un libro emozionante, davvero indimenticabile, che vi lascerà un segno sul cuore.

RECENSIONE

La storia ha inizio con la partenza per le vacanze di Rose. Ricorda sempre quando era piccola ad Awago e l’unica amica che le è rimasta vive lì, e la sta aspettando. Windy è una ragazzina esuberante e ricca di risorse, Rose è decisamente più calma e tranquilla ma insieme le due creano una squadra unica nel loro genere. Nel piccolo paesino stanno accadendo strane cose e i ragazzi di età più vicini a loro, sono ormai nel pieno di ormoni e quant’altro, cosa a cui le due ancora non pensano più di tanto, Windy in special  modo. In più, i genitori di Rose stanno passando un periodo decisamente negativo per loro e rischiano di finire al capolinea.

Cosa succederà ad Awago, in questa lunga estate assieme? Cosa scopriranno dei componenti del paese e sui ragazzi che stanno sempre al piccolo Market del luogo? Con quali consapevolezze torneranno a casa le due ragazze?

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

La trama è molto vaga e non dice nulla di che se non che ci si approccia all’estate delle due ragazze. Non c’è una spiegazione particolare della storia visto che, in fin dei conti, raccontando troppo si finisce per fare spoiler. La trama ha un approccio basic e minimal, e capiremo l’effettivo valore della storia soltanto sfogliando le pagine e leggendo ciò che ci troveremo di fronte.

La copertina la trovo decisamente accattivante, presentandosi così come si presenta l’originale e di cui sono particolarmente felice della scelta. La copertina si mantiene con i stessi colori di cui troveremo le tavole all’interno e vede le due protagoniste, Rose e Windy, che si buttano a mare nonostante sia un’estate che non passerà di sicuro inosservata per ognuna di loro. Il titolo si differenzia leggermente dall’originale This one summer, che stava per “Quest’estate” ha subito una modifica in E la chiamano estate che, per ciò di cui tratta la storia alla fin fine ci sta bene. Non è esattamente ciò che si voleva dire in originale ma di sicuro rende l’idea di ciò che ci troveremo di fronte.

L’ambientazione è il piccolo paese di Awago, ovviamente frutto di fantasia ma fortemente autobiografico a livello di storia per Mariko Tamaki, che racconta una delle sue estati che amava passare nel suo posto del cuore; l’epoca non è moderna come si può capire da molti dettagli ma l’anno non ci è dato saperlo per cui non so darvi un riferimento preciso; il tutto sembra quasi aggirarsi negli anni 90.

L'estate come simbolo di crescita e cambiamento: E la chiamano estate –  Balene orchi elefantesse

I personaggi di questa storia si dividono in tre fasce di età differenti ma per la maggiore si sviluppa nell’età fanciullesca in cui ci si sta avvicinando alla crescita e al cambiamento sia fisico che mentale, emotivo e sentimentale. Le due protagoniste avranno a che fare con i ragazzi del market, che sono una vera e propria peculiarità della vacanza e diventano quasi una fonte di notizie, essendo l’unica cosa che fa scalpore in paese, e i genitori di Rose – in crisi – e la mamma di Windy che cerca di sollevare loro il morale.

Rose è una ragazzina intelligente e sveglia, che ama la lettura e i film condivisi con la sua migliore amica. E’ molto legata a suo padre e fatica a trovare un punto d’incontro con la mamma che si allontana sempre più da lei e da suo padre, trascurandoli e trascurandosi irrimediabilmente. E’ un personaggio fragile, più chiuso, che cerca comunque di sbocciare mano a mano che si procede nella lettura.

Windy è uno spirito libero, ama il ballo e vede che, rispetto a Rose, resta ancora un po’ più bambina. E’ un personaggio divertente, frizzante e sfizioso, che sicuramente vi piacerà e darà una botta d’energia alla storia con il suo carattere peperino, che non sta mai fermo. Un personaggio che non si dimentica facilmente, l’amica che tutti vorrebbero avere quando si ha qualcosa che va storto e si cerca una bella distrazione.

E la chiamano estate: sempre pronti a masticare il mondo – Inchiostro  Virtuale

Il perno centrale è l’estate ad Awago Beach e tutto quello che questo porta con sé. Infatti non solo subentra il riposo e i ricordi del passato, ma una vera sensazione di qualche momento di transizione che apre un ponte su diversi fronti, non solo per preparare tutti all’inizio del nuovo anno. Una storia di comunicazione tra generazioni differenti e di cambiamento.

La grafica utilizzata è sicuramente autentica e particolare. La colorazione blu e bianco, in maniera così semplicistico, mi è capitato davvero molto poco e le tavole finiscono per essere una più bella dell’altra, concentrandosi più sul disegno e sull’autenticità del complesso che sulla trama effettiva della storia. La cosa che più di tutti finisce per colpire a livello visivo è la quantità di oggetti e dettagli che 

Lo stile narrativo infatti, come ho anche spiegato nei personaggi, si divide in tre età differenti: l’età fanciullesca delle due protagoniste principali, l’età adulta dei genitori di Rose, Alice ed Evan, e l’adolescenza ormai alle porte con la maggiore età per i due ragazzi del Market, Dunc e Jenny. Ho apprezzato molto l’approccio delle due ragazzine alla crescita e l’approccio sia fra i due genitori di Rose sia con Rose stessa, che si ritrova nel vortice e deve sia comprendere il dolore di una madre distrutta, sia cercare di far valere se stessa come figlia che vive tutto ciò. Ho apprezzato davvero poco i ragazzi del market perché completamente fuori luogo all’interno della storia e semplicemente di contorno. Pensate che avevo sperato che interagissero in qualche modo e avevo paura che le due ragazzine finissero per farsi del male con quei ragazzi più grandi di loro.

E’ stata una storia di passaggio, concentrata sulle piccole storie ma non sull’intreccio effettivo della trama, risolvendo in parte le questioni – e la sospensione crea ancora più fastidio perché a quel punto crea una sorta di finale quantomeno decente da poter dire, sono almeno soddisfatto di ciò che ho davanti. Quando trovo queste storia mi lasciano sempre piuttosto perplesse perché raccontano si qualcosa ma non hanno una vera e propria trama con una storia che interessa notevolmente il lettore, crea un passaggio, uno scorcio nella vita di personaggi che, oltretutto, non sono neanche principali. E’ stato questo a lasciarmi un po’ con l’amaro in bocca e da cui mi sarei aspettata diversamente.

E la chiamano estate: una meditazione sui rapporti – Lo Spazio Bianco

Il libro è stato un buon passatempo ma non mi ha regalato quel qualcosa che invece speravo, avendo puntato il volume da diverso tempo orsono. La delusione c’è ma comprendo che c’è una fetta di lettori a cui invece la storia può piacere molto di più quindi mi sento di consigliarla a chi si rivede nelle cose che ho descritto e a chi vuole leggere una graphic novel leggera dai disegno fenomenali.

Jillian e Mariko Tamaki ci portano all’interno di un vecchio ricordo, di una vacanza da bambine e ci mostrano tre differenti età e approcci con cui affrontare la vita, la differenza di problemi e le differenti tipologie di estate vissute da ognuno di loro. Una storia che vi ricorderà le vostre estati se amate sempre andare nello stesso posto e ritrovare vecchi volti e vecchie amicizie che non muoiono mai.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere, io vi aspetto comunque sempre e vi mando un abbraccio.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #580 – REVERIE DI GOLO ZHAO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene, e sto per parlarvi di un nuovo volume che spero possa incuriosirvi. Ho acquistato questo volume diverso tempo fa e l’ho letto diverse settimane fa, ho dovuto meditare abbastanza per recensirlo, ve lo assicuro. Ecco qui che ve ne parlo:

9788865436172_0_536_0_75-1Titolo: Reverie
Autore: Golo Zhao
Data di uscita: 29 giu 2017
Pagine: 234
Editore: Bao Publishing

Link d’acquisto: https://amzn.to/3LJ69vb
Trama: Golo Zhao è uno dei più apprezzati giovani maestri del fumetto cinese moderno. Con Reverie ci regala una storia abbastanza surreale da renderne i temi di fondo universali, ma radicata quanto basta nella realtà da rendere impossibile non empatizzare con il protagonista, un giovane scrittore alla ricerca del proprio stile, alla scoperta della propria identità. Tenero, poetico e ricco di incanto profondo per le piccole meraviglie del quotidiano, questo libro è una prova d’autore straordinaria.

RECENSIONE

La storia ha inizio un pomeriggio come tanti altri, a Parigi. Z-Jun è un ragazzo sveglio, intraprendente e studioso. E’ proprio per questo che, nel suo ultimo giorno di permanenza a Parigi, ancora in cerca di ispirazione per i suoi romanzi, ha un incontro con Dominique, una ragazza di origine cinese dolce e intraprendente che si trova davvero a suo agio con Z-Jun e sulla quale lui stesso si ritrova a fantasticare tante cose strane, alternative, quasi facesse parte di un sogno strano e contorto che solo lui può cercare di decifrare.

Ma cosa è accaduto veramente nel corso dell’appuntamento? Cosa pensa Z-Jun di Dominique e come può far capire ciò che gli passa per la testa senza sembrare un folle? Come terminerà con la giovane Dominique ora che il tutto sta per giungere al termine?

Reverie

La trama, devo dire, che non è qualcosa che aiuta nella lettura del volume: cioè, sappiate che se decidete di leggere questo volume alla cieca, potrete avere bisogno di qualche aiutino e questa finisce per essere necessaria. Il problema è che non risulta di grande aiuto visto che finisce per non dire praticamente nulla della storia che finiamo per trovarci davanti. Un’infarinatura così generale, può essere sufficiente per questo volume? Per me, no.

La copertina rappresenta il protagonista in primo piano, con gli occhi chiusi, quasi  fosse dormiente. Tutto ciò che ha attorno è tutto ciò che vedremo all’interno della sua testa e in ciò che accade in questo volume. E’ una copertina bizzarra proprio come è bizzarro il volume stesso, per le sue avventure e per ciò che racconta. Il titolo è quello che finisce per rappresentare la storia, visto come questa si compone. Reverie è sia il titolo di un brano di Debussy che sia Dominique che Z-Jun adorano, sia il fatto che questo significhi “Sogno ad occhi aperti”. Ed è proprio così che la storia si presenta, quindi non vi è titolo più identificativo per questa storia che questo che è stato scelto. Apprezzo molto che sia stato mantenuto tale anche in Italia, senza aver subito storpiature di qualche tipo.

L’ambientazione è Parigi che si capisce sia da ciò che i due ci racconteranno sia dai scorci dei luoghi che si ritroveranno a visitare nel corso del loro appuntamento. L’epoca finisce per non essere definita, quindi posso dirvi che sembra essere abbastanza moderno ma non so darvi riferimenti precisi.

a clacca piace leggere...: giugno 2017

I personaggi di questa storia non sono poi tantissimi e come ben sapete è difficile, per le graphic novel creare un cast molto vasto, visto che comunque questo genere di storie si contengono e mantengono molto anche per via che sono più visive che letterarie – passatemi il termine nell’ambito del mio discorso. Trovo che la storia venga mantenuta dal protagonista Z-Jun e Dominique. I due sembrano essere molto affini fin da subito e sono diretti, spontanei, semplici nella loro pienezza.

Z-Jun è un aspirante scrittore e cerca ispirazioni fin dalle cose più piccole e/o banali. Lo si vede da come Dominique diventa tante piccole cose magiche e riesce a crearle attorno tante storie diverse da un appuntamento e una chiacchierata assieme. Si capisce sin dal primo momento che Z-Jun è un tipo sveglio e intelligente ma con la testa fra le nuvole: è proprio questo che finisce per renderlo dolce e interessante agli occhi del lettore.

Dominique è una ragazza cresciuta in Francia ma di origini cinesi, che studia lingue e cultura cinese. Di lei scopriamo ben poco se non che sembra essere molto dolce, anche perché perla maggior parte delle volte la vediamo protagonista delle storie mentali di Z-Jun e dei suoi sogni ad occhi aperti.

Rêverie, un hommage de Golo Zhao à La France chez Casterman, 28 Mai 2019 -  Manga news

Il perno centrale è strano e a malapena percettibile, infatti il tutto si mantiene al limite tra le fantasticherie che vengono prodotte dalla testa di Z-Jun e la realtà che viene gettata qui e là per dare una parvenza di normalità alla storia. E’ un qualcosa di difficile da definire e che potrete comprendere a pieno se deciderete di leggere questa storia. Io stessa faccio fatica a trovare un vero e proprio filo conduttore da raccontarvi.

Lo stile utilizzato e la grafica ci trasmettono l’aria sognante e onirica della testa del protagonista. Ad aiutare al meglio è l’atmosfera stessa che il volume ci regala o con la quale tende a stravolgere i canonici standard delle graphic novel: il color seppia sul quale si basa tutto il libro e dal quale la copertina finisce per traviarci. Infatti guardandola ci aspettiamo una storia a colori, invece le tavole sembrano essere state fatte sulla carta da pacchi, quel marrone atipico, antico e nostalgico che finisce per rendere il tutto ancor più particolare di ciò che ci si aspettava. All’interno, inoltre, non mancheranno riferimenti e citazioni, che gli intenditori potranno apprezzare.

E’ una storia senza alcun dubbio, molto particolare e non dovete aver paura di sentirvi confusi, frastornati e in cerca di rispose, perché lo sarete per la maggior parte della lettura del volume. Quasi come il flusso di coscienza nello stile letterario, qui è il disegno e le illustrazioni che fanno la loro e ci trascinano in mondi alternativi, in mini e brevi storie che vedono protagonista sempre Dominique e la plasmano in base a come la testa di Z-Jun decide di vederla in quel preciso istante.

Nonostante tutto questo preambolo in cui la storia sembra affascinare, vi assicuro che ho avuto delle immense difficoltà nel metabolizzare il tutto e nel scrivere una recensione, per almeno un paio di settimane. Non perché il volume sia brutto ma perché concentrandosi sull’onirica, finisce per creare scompiglio e confondere quelle poche idee che il lettore aveva dall’inizio del volume alla fine. Questo passare dalla realtà ai sogni e quindi passare a queste strane storie che vedono protagonista la ragazza dei sogni di Z-Jun , finisce per spiazzare completamente e non si riesce ad avere una visione completa della storia. Personalmente, dopo la lettura, più che interpretarla come sogno ad occhi aperti l’avevo immaginata come una vera e propria follia del personaggio principale che aveva finito per vedere Dominique in tanti modi diversi senza che lei non fosse del tutto reale. Meditando e pensandoci su, ho compreso al meglio i sogni ad occhi aperti e ho capito come, proprio perché lui finisce per essere innamorato e provasse dei sentimenti per lei, la vedeva come protagonista di ogni sua questione, di ogni sua stramba/o storia/sogno.

La cosa che finisce per essere dolce e tenera è che in tutti questi racconti Dominique finisce per essere una ragazza misteriosa e affascinante, la protagonista finisce per essere la ragazza che viene da Marte, o il mero caso investigativo.

a clacca piace leggere...: giugno 2017

Il libro

È stata una lettura piacevole nel complesso, ma se devo essere sincera non ne sono rimasta particolarmente colpita, dopo aver letto l’altro suo volume, Tu sei il più bel colore del mondo. Mi aspettavo qualcosa di strano e differente ma non pensavo mi destabilizzasse e così tanto da lasciarmi interdetta su diversi fronti, tanto da dover tornare indietro nel corso della lettura per cercare dei collegamenti, che non ci sono poi alla fin fine. Una lettura che consiglio solo agli amanti del genere e a chi apprezza i distaccamenti dalla realtà.

Golo Zhao sarà in grado di riuscire a farvi perdere ogni contatto con la realtà. Siete pronti a perdere i sensi e ad immergervi in una storia che è strana e finisce per essere molto più un vero e proprio sogno? E voi, quali storie immaginate quando siete persi nei vostri pensieri e vedete una persona che vi ispira delle strane storie nella testa? Siete pronti a vivere un momento come questo?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe essere un volume che vi piace? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto qui!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #568 – SEMPRE PRONTI DI VERA BROGSOL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui con un nuovo volume che spero possa piacervi. E’ una delle graphic novel che ho trovato più dolce in assoluto oltre ad essere una lettura ricca di tematiche importanti per i giovani lettori. Vi parlo di questo volume, edito Bao Publishing acquistato qualche tempo fa ma che ho letto solo in settimana. Ecco qui he ve ne parlo:

91spozgiz6lTitolo: Sempre Pronti
Autori
: Vera Brosgol

Colore o B/N: Bicromia
Data di pubblicazione: 29/08/2019
Formato e rilegatura: Cartaceo cartonato 15 X 21 / Ebook
Genere: Non sempre ottenere ciò che vuoi è davvero ciò che volevi
Pagine: 256
Link d’acquisto: https://amzn.to/3w6bxoh
Trama: Dopo l’enorme successo di Anya e il suo fantasma, torna Vera Brosgol con un delizioso libro, basato sulle sue esperienze di adolescente emigrata in America dalla Russia, e questa volta incentrato su un campo scout cui la protagonista non ha proprio nessuna voglia di partecipare. Divertente, tenero, commovente e spietatamente vero, Sempre pronti è un libro pensato per lettori adolescenti, ma che finirà per stregare anche il pubblico adulto, come già è successo con la sua opera precedente.

RECENSIONE

La storia ha inizio alla festa di Sarah dove Vera partecipa perché invitata ma fa difficoltà a integrarsi con il resto delle sue compagne: perché è russa ed è emigrata in America, perché non è così alla moda, ne ha abiti firmati o giocattoli firmati come le sue compagne. Tant’è che si limita a fare un regalo davvero semplice alla sua compagna: un piccolo e bellissimo disegno in cui lei è davvero portata. Tutte le sue amiche fanno cose davvero belle agli occhi di Vera: fanno le feste di compleanno davvero indimenticabili completi di pigiama party e vanno sempre in vacanza nei camp estivi, quando Vera non ha mai partecipato quasi a nulla di tutto questo e si sente emarginata e diversa dagli altri.

Quando la possibilità di andare in un camp estivo russo si presenta alla porta di Vera, come dire di no? Cosa convincerà la madre di Vera a mandarli al camp? Cosa impareranno Vera – e suo fratello – su questa esperienza? Cosa succederà nelle settimane in cui Vera proverà nuove esperienze?

Sempre pronti - Vera Brosgol - Libro Bao Publishing 2019 | Libraccio.it

La trama è leggera e racconta davvero poco di questo volume che invece nasconde quante più cose di quelle che si credono possibili. Io non ho letto il precedente volume pubblicato dall’autrice ma dopo questa lettura mi piacerebbe leggerlo perché è stata una lettura davvero piacevole. Non si dilunga in maniera particolare ne dice granché ma se avete bisogno di un intro alla storia comunque avete la mia parte iniziale della recensione che vi lascia intendere su cosa verterà questa storia. Spiegarlo in parole semplici e povere è difficile, lo ammetto e poi trattandosi di una Graphic Novel è anche difficile visto che si leggono in poco tempo e si rischia di dire molto di più di quanto poi effettivamente si andrà a leggere. Quindi ammetto che sommariamente è stato fatto un lavoro giusto e corretto.

La copertina rappresenta la protagonista di questa storia al campo estivo russo. E’ nella sua divisa e ci sono tanti piccoli dettagli che noterete bene soltanto una volta che avrete letto il volume: i piccoli scoiattolini davanti in primo piano, il tizio biondo di lato poggiato all’albero, le compagne del camp che sono sia quelle di tenda che la principale tutor del gruppo delle ragazze con tanto di bandiera. E’ una copertina rappresentativa e ben fatta, che di sicuro invoglia la lettura del volume in questione. Il titolo del volume ho ancora un po’ di difficoltà nel percepirlo completamente. Può stare a significare che nel camp estivo ovviamente bisogna sempre essere pronti a tutto e probabilmente è questo ciò che si voleva comunicare anche se non so se sia così scontato. Secondo me si riferisce anche a tante altre sfaccettature che assume Vera nel corso della lettura e che non si riferiscono solo al momento in cui si trova ma nella vita in generale: bisogna essere sempre pronti. Pronti a un cambiamento, pronti ai rischi, pronti alle delusioni, pronti a tutto. Non so se mi spiego, ecco.

L’ambientazione è americana anche se Vera è immigrata in America dalla Russia e la storia si svolge per la maggior parte in un camp organizzato e gestito da russi, in America. Ovviamente l’epoca è abbastanza moderna, forse una decina o quindicina d’anni fa, non di più.

Sempre pronti - Vera Brosgol - Libro - Bao Publishing - | IBS

I personaggi di questa storia sono diversi anche perché la storia non si concentra solo sulla protagonista principale ma si muove su un contesto ampio legato al camp estivo, così come quello famigliare. Avremo modo di conoscere la mamma e il fratello di Vera ma più nel profondo con le quali Vera sarà più a contatto sono le due Sasha, compagne di tenda della ragazza, il biondino che piace a entrambe le ragazze e la ragazza a capo del settore femminile un po’ più grande di tutte le altre anche se piuttosto sbadata e anche un po’ svampitella, seppur i consigli non sono del tutto da sottovalutare.

Vera è una ragazzina che ha l’animo ancora di una bambina e nonostante debba imparare tante cose è giusto che si goda i suoi momenti di fanciullezza e di innocenza. E’ una bambina dal viso buono e gentile e dagli occhiali che sono quasi più grandi del suo stesso viso. Ama disegnare e ama le cose semplici anche se tutto questo tende ad allontanarla dalle sue coetanee che vogliono apparire e avere le cose più belle piuttosto che essere sé stesse, un po’ su come si fonda tutta questa società moderna per capirci. E’ una bambina curiosa, che ama gli animali ed è cresciuta senza vizi e con regole che la portano ad essere felice con poche cose ma giuste e belle così come sono. E’ un personaggio in cui mi sono rivista molto essendo stata anche io così alla sua età e continuando ad essere e sentirmi diversa dalle persone che mi circondano, facendo fatica a farmi degli amici. Quindi è un personaggi in cui gli emarginati o quelli che comunque hanno un carattere che emerge forte e ci rende diversi e lontani dalla banalità delle cose comuni.  Vera in tutto questo è solo una bambina ma dice molto più di quello che sembra.

Sempre pronti. L'estate americana di una giovane russa — Tra le Righele

Il perno centrale si concentra sostanzialmente sul campo estivo russo seppur dietro questo campo ci sono diverse evoluzioni del personaggio di Vera, sia dal lato emotivo, sia dal lato di crescita e di interazione verso gli altri. E questo campo aiuterà Vera a capire maggiormente dove e cosa cambiare nelle piccole cose e come approcciare con gli altri, insomma c’è tanta crescita e tanto cambiamento.

Lo stile e la grafica utilizzate sono semplici, infatti la storia che comunque si aggira su un target di lettura per bambini/ragazzi – e che può leggere chiunque ovviamente – rende il tutto versatile ad ogni età perché ci consente sia di tornare indietro nel tempo, sia di sentirci parte della vita di Vera o addirittura di sentirla come una vera e propria amica di cui fidarci vista la sua bontà d’animo. La colorazione e le tavole si basano sul colore verde e passa da colori tenui a sfumature più decise per momenti più difficili per Vera. Ho trovato questo tipo di colorazione peculiare visto che non mi è mai capitato così ma sono scelte dell’autore e si rispettano. Ammetto che avrei apprezzato molto la lettura completamente a colori così come si presenta la copertina visto che ce lo si aspetta.

Le tematiche affrontate nel corso della lettura sono molteplici, tutte dall’importanza unica da non sottovalutare. Ho trovato infatti il giusto abbinamento fra illustrazioni e storia, specialmente sul margine che si sviluppa tra infanzia e adolescenza e la maturità del personaggio stesso. Il sentirsi diversi è per Vera una vera e propria fonte di disagio e non solo è dovuta dalla provenienza geografica e culturale della stessa e della sua famiglia ma anche dal suo stesso carattere e dalla sua indole poco avvezza alla materialità delle cose, così come alla semplicità delle cose che la caratterizzano, oltre alla sua crescita che ancora non la porta ad essere smaliziata e crudele ma continua a mantenerla sull’onda dell’ingenuità.

Questo sentirsi diverso, dovuto da molteplici fattori, la porta infatti a farsi accettare in diversi modi come il prendere in giro altri compagni persino più deboli di lei o a fare qualcosa per compiacere e quindi di conseguenza ad avere l’attenzione degli altri. Questo la porta su una strada sbagliata ma dalla quale si redime subito e cerca di trovare modi meno crudeli per farsi accettare. Ma la prima accettazione viene da noi stessi e bisogna accettarsi per ciò che si è e sentirsi giusti in ciò che si fa. E’ da lì che non tarderanno ad arrivare persone che di conseguenza ci accetteranno e l’accetteranno per quello che è. Il tutto infatti si fonda su questo: il farsi accettare per ciò che siamo e non per come ci vogliono gli altri.

Ho trovato un’affinità particolare con Vera, protagonista e autrice della storia autobiografica che è questa graphic novel in cui si racconta e mette a nudo una parte di sé. E l’ho trovata vicino a me perché simile a come sono e a come mi sono sentita in passato. E non c’è nulla di meglio che una lettura e un personaggio che ci permette di percorrere un viaggio all’interno di noi stessi.

Sempre pronti. L'estate americana di una giovane russa — Tra le Righele

Questa graphic novel è una piccola perla per chi ama le storie per ragazzi, per chi ama le storie che nonostante sembrino leggere lasciano dei messaggi non indifferenti e a chi ama storie di maturità, di cambiamento fondamentale per lo sviluppo della crescita. Consiglio assolutamente questa lettura per me inaspettata ma dolcissima, davvero.

Vera Brosgol ci ricorda quanto è difficile a volte essere se stessi, farsi accettare e quanto è dura crescere e maturare sentendosi pronti al cambiamento che si vuole essere. Ci porta in un campo estivo che ci regalerà momenti di divertimento e di difficoltà ma che ci consentiranno di vivere una vacanza nel mezzo delle nostre vite frenetiche, soltanto leggendo questo dolcissimo volume.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Fatemi sapere ovviamente, io come sempre vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #564 – TROPPO FACILE AMARTI IN VACANZA DI GIACOMO KEISON BEVILACQUA.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa, dove finalmente oggi è giovedì e l’aria del fine settimana comincia ad aleggiare attorno a noi ovviamente. Oggi sono qui per parlarvi di un volume che ho acquistato e che ho voluto leggere visto che Il suono del mondo a Memoria dello stesso autore mi aveva toccato il cuore. Ecco che vi parlo subito di cosa andremo a leggere:

51drcs-ih-l._sx367_bo1204203200_Titolo: Troppo facile amarti in vacanza
Autore: Giacomo Keison Bevilacqua
Pagine: 241
Data di uscita: 13/05/2021
Link d’acquisto: https://amzn.to/3sB9FC7
Trama: Tanti narratori raccontano il mondo dopo l’apocalisse. Giacomo Bevilacqua lo racconta mentre l’apocalisse sta avvenendo, ed è un fenomeno lento, silenzioso e inquietante. Più che un libro distopico, un libro sulla disillusione, raccontata attraverso il lungo viaggio a piedi da sud a nord di una ragazza e del suo cane, in un’Italia via via sempre più sommersa dall’acqua. Sincero, malinconico, simbolico e concreto, questo è anche un racconto amaro, in cui la speranza è poco più che un retrogusto, e il futuro va costruito un giorno alla volta, perché non esistono certezze al di là del fatto che il sole sorgerà anche domani.

RECENSIONE

La storia ha inizio a Roma o tra ciò che ne resta. Linda B. e il suo cane bianco Follia sono in procinto di partire perché questo Paese che è l’Italia non lo sente più suo, non le piace cosa è diventato e cosa è diventata lei e sta finendo lentamente alla rovina, nel degrado più totale. Linda decide quindi di abbandonare Roma, il suo piccolo “porto sicuro”, dirigendosi verso il confine. Lungo la strada e il percorso Linda incontrerà soggetti strani, persone inquietanti e mano a mano che la strada della città lascerà il posto alla campagna sempre più, le cose cambieranno e anche le consapevolezze e il modo di fare di Linda assumerà fattezze differenti a seconda di cosa vivrà e vedrà. E l’incontro con Aman sembra già aver cambiato molto.

Cosa succederà lungo il percorso? Quali sono le consapevolezze che assumerà Linda? Cosa scoprirà lungo il percorso e quali sono le cose che le permetteranno di andare avanti?

troppo facile amarti in vacanza recensione

La trama è semplice e non troppo elaborata. Si muove in punta di piedi e ci lascia un quadro generale della situazione visto il fatto della distopia e del mondo che sta crollando è ancora in fase di discesa e il peggio può ancora arrivare. E’ coinvolgente e ci spinge a leggere il volume per cercare di capire cosa può succedere a questa ragazza con il suo fidato compagno di viaggio.

La copertina si rifà ad un evento che accade all’interno del volume stesso, quando tutto sembra essere difficile ma Linda riesce a trovare comunque dell’ironico e un motivo per andare avanti. Niente la può fermare, ne un’inondazione ne altro. La copertina, così come il titolo che si mostra particolare e all’apparenza privo di significato logico, ha un suo perché e intimorisce il lettore che cerca di trovarvi subito un qualche significato. Il titolo, infatti,  parla di amore inteso come per se stessi, per gli altri, e per Aman stesso che Linda scoprirà nel corso della storia, e la pone sotto l’aspetto della vacanza, come se questa fuga fosse una vera e propria vacanza o uno stacco da tutto il resto. E quindi apparentemente può essere o sembrare più facile amare qualcuno in vacanza anche se vacanza poi non è.

Partendo da Roma e passando per i piccoli sobborghi e paesi vicino fino ad allontanarci, Troppo facile amarti in vacanza ci porta in una versione distopica e futuristica in cui vediamo Roma e i paesi attorno dilaniati da piante, acqua e il cambiamento è in atto. Il tutto sembra aver perso il fascino e potere da un pezzo quindi avremo modo di riconoscere dove ci troviamo ma il tutto peggiora drasticamente andando avanti nel corso del volume.

Troppo facile amarti in vacanza: ce ne parla l'autore | Fumetti -  BadTaste.it

I personaggi della storia non sono poi molti anche se andremo ad incontrare diverse persone nel corso del volume stesso che si scontreranno con la nostra Linda e avranno a che cambieranno sia ciò che lei è, sia il punto di vista del lettore riguardo la storia stessa. C’è una serie di personaggi non indifferente su questo e la costruzione è ben fatta anche se finiscono per risultare quasi assurdi vista la loro modo di porsi verso gli altri e nel mondo.

Linda B. è una ragazza sagace e determinata. L’unico compagno degno di nota è il suo cane bianco di nome Follia che viaggia con lei e non chiede nulla, solo amore incondizionato. Linda è determinata ad andare via da un paese che non le appartiene più e in cui non si riconosce ma per cui porta rancore, rabbia e per cui avrebbe ancora tanto da dare (effettivamente però sembra non ci sia più nulla da dare). E’ impulsiva, diretta e nonostante sembri che non si lascia scalfire da nulla ha tanta emotività e tante fragilità nascoste che nel corso della lettura, seppur percettibile, emergeranno.

Aman è un personaggio che segue le vicende di Linda e che con i suoi discorsi oltre a ciò che ha da offrirle risulta più adulto e maturo. E’ una persona pacata e tranquilla nonostante le vicende familiari e personali che ha subito e che confida a Linda aiutandola a comprendere ciò che significa il suo viaggio stesso, le sue azioni e la sua impulsività, cercando di ponderare le scelte fatte. E’ un personaggio che inizialmente non riusciremo a comprendere al meglio ma che si svelerà mano a mano che si leggerà il volume.

BAO Publishing: Giacomo Bevilacqua ci parla di Troppo facile amart...

Il perno centrale si muove su un bilico e in un contesto difficile, in un’epoca in cui tutto è in continuo cambiamento e in cui niente sembra essere al sicuro. E’ proprio quello che ci viene posto: il cambiamento interiore di consapevolezza e di presa coscienza delle cose, del dolore e la maturità che ne consegue nonostante il mondo si stia muovendo completamente nella direzione opposta.

Lo stile e la grafica utilizzati all’interno del volume sono centrati sulla distopia in corso e sul cambiamento in contrapposizione tra il mondo che ci circonda e la protagonista stessa che finiscono in conflitto e sembrano rincorrersi laddove possibile per cercare una soluzione al tutto. La lettura, nonostante la lucidità e la bellezza dei colori delle tavole utilizzate e disegnate dall’autore, è pesantina e non del tutto scorrevole come invece mi aspettavo.

Il viaggio che si sposta sotto diversi aspetti e attraverso differenti luoghi, un racconto malinconico e sconvolgente mentre ci mostra il marcio attraverso tutti gli incontri che Linda avrà nel corso dei suoi spostamenti verso il confine. Ed è proprio lì che si concentra il tutto perché il percorso è impervio e le difficoltà mostrate sembrano quasi rappresentare dei gironi infernali in cui le persone irrimediabilmente si stanno ponendo e serve davvero tanta forza per andare avanti.

Il viaggio stesso finisce per essere un percorso di formazione sia per la protagonista Linda, sia per il lettore stesso che si rende conto di ciò a cui stiamo andando inesorabilmente incontro. Devo ammettere che, nel corso della lettura ho provato anche ribrezzo per determinate cose che Linda ha subito, direttamente o meno e ci si pone la domanda più difficile di tutti ma allo stesso tempo quella che veramente è da porsi: è questo il futuro che ci aspetta? Per questo Linda si trova costretta a fuggire: sia dalla rabbia sia dalle cose che è costretta a vivere e che le fanno male, le provocano rabbia. E’ una lettura che pone sotto i riflettori l’Italia e in cui si nota la visione della società e la piega orribile verso la quale stiamo andando, sottolineando la difficoltà dei pochi di emergere e di trovare il loro posto nel mondo e di difenderlo quando c’è sempre più del marcio che s’insidia in ogni dove. Infatti con questo volume, l’autore sembra quasi denunciare ciò che accade o quantomeno a giustificare la fuga di ciò che di buono rimane, laddove non c’è più niente da prendere o da salvare.

Troppo Facile Amarti In Vacanza, il nuovo fumetto edito BAO Publishing

Il libro rispetto ad altri lavori di Bevilacqua non mi ha convinto pienamente anche se in questo volume è possibile scorgere la frustrazioni e le preoccupazioni dell’autore ora che il mondo sta cambiando, anche in peggio in alcuni casi – visto che comunque questo volume è stato composto nel periodo del lock down. E’ una lettura sicuramente originale anche se devo dire non mi ha colpito come avrei sperato facesse.

Giacomo Keison Bevilacqua ci porta nel cuore dell’Italia, mostrandoci un personaggio e la maturità crescente di questo lungo la scoperta del mondo della circonda e di ciò che si ha al proprio interno come atto d’amore verso se stessi e verso il proprio paese. Un viaggio come una scoperta o come una vacanza che tale non è e che ci consente di amare ogni piccola cosa che non si è riuscita a comprendere davvero. Siete pronti a combattere per voi stessi e per ciò in cui credete anche se il mondo attorno sta cadendo a pezzi?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Libri acquistato

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Cosa ne pensate? Può essere un volume che potrebbe interessarvi? Fatemi sapere ovviamente, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #546 – LA TERRA, IL CIELO, I CORVI DI STEFANO TURCONI E TERESA RADICE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi, che spero possa incuriosirvi e piacervi. Siete pronti per una nuova lettura emozionante e ricca di significato? Vi sto parlando di questo libro che ho acquistato e che spero possa piacervi. A voi:

91i5azorujlTitolo: La Terra, il cielo, i corvi
Autore: Teresa Radice, Stefano Turconi
Pagine: 206
Data di uscita: 17 settembre 2020
Editore: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/3CNg1jo
Trama: Tre uomini, un russo, un tedesco e un italiano, in fuga da una prigione russa alla fine della Seconda guerra mondiale. Non si capiscono tra di loro, ma soprattutto si riveleranno molto diversi da come appaiono. Il lento disvelamento dei loro segreti, mentre il tempo per mettersi in salvo si riduce sempre di più, porterà alla scoperta della verità più imprevedibile per uno di loro. Una storia interamente all’acquerello.

RECENSIONE

La storia ha inizio nel bel mezzo della guerra. Un tedesco sta per fuggire da un campo di prigionia russa e l’italiano decide di seguirlo, pur conoscendo i rischi. Il tedesco non sembra prenderla bene, eppure trattiene con sé l’uomo. Il terzo che si aggiungerà a loro accade all’esterno del campo, ed è un giovane ragazzo russo, colto alla sprovvista dai due, viene costretto a seguirli ma si rivelerà particolarmente innocuo. Così parte l’avventura dei tre uomini in fuga che si capiscono poco l’un l’altro ma che si riveleranno essere molto più di ciò che nascondono dietro i loro silenzi o dietro le loro risposte dure.

Cosa succederà lungo il loro percorso? Riusciranno a trovare ciò che cercano ed essere finalmente liberi? Ci riusciranno tutti quanti assieme?

La terra, il cielo, i corvi e l'umanità | Recensione - Orgoglionerd

La trama è semplice, e piuttosto evasiva di ciò che andremo a leggere se non i personaggi in cui ci imbatteremo e l’ambiente in cui ci troviamo. Trovo che questo adattamento sia la cosa migliore perché ci si imbatte in un libro di cui sappiamo poco nonostante siamo a conoscenza della bravura dei due autori che la portano, quindi riponiamo nella storia molta fiducia.

La copertina è davvero molto bella, rappresenta una delle scene della storia e ci mostra in primo piano Attilio che si guarda indietro come fosse in attesa di qualcosa. Avanti a lui, i due uomini che sono con lui, gli altri soldati che sono alla ricerca della libertà o di qualche altra cos e che, assieme a lui, sperano di trovarla. Rappresentativa sicuramente della storia in questione. Per quanto riguarda, invece, il titolo cita un pensiero del giovane protagonista di ciò che resta quando lui si allontana da una persona che incontrerà lungo il suo percorso. E nel mezzo al nulla, fra la guerra, i soldati, il freddo e la neve restano solo la terra, il cielo e i corvi. Un titolo significativo nel contesto in cui viene utilizzato, quindi non potrete che restarne colpiti una volta che lo troverete all’interno del testo.

L’ambientazione è Russa e l’epoca si accentra lungo il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

La terra, il cielo, i corvi e l'umanità | Recensione - Orgoglionerd

I personaggi di questa storia sono i più disparati e diversi fra loro. Si amalgameranno bene per quanto riguarda la situazione complessiva in cui si trovano ma manca la fiducia e c’è sempre di mezzo il fatto che vengono da eserciti separati che sono perlopiù nemici, quindi la diffidenza non è mai troppa. Nonostante questo, non mancheranno momenti in cui questi personaggi si sentiranno più uniti e riusciranno a essere coalizzati e/o a parlare delle loro esperienze personali. Ho trovato l’unione singolare e originale ma ben fatta.

Attilio sembra un uomo visti i disegni ma è soltanto un giovane ragazzo di ventiquattro anni. Riflette molto sulla vita che ha attorno e su ciò che lo ha portato ad essere così sia emotivamente che fisicamente. E’ riflessivo e amava molto la sua famiglia di origine nel suo piccolo paese in Italia, che gli manca incredibilmente. Se la cava con la lingua tedesca, per cui riesce a farsi comprendere abbastanza dall’uomo tedesco e parla in Italiano con il russo, dove in questo caso è lui a capirlo. Un personaggio solitario, emotivo ma allo stesso tempo forte.

La terra, il cielo, i corvi di Teresa Radice e Stefano Turconi | Wander  Allen

Il perno centrale del volume è la libertà, ovvero la cosa che accomuna tutti e tre i personaggi della storia. Più di ogni cosa, sicuramente al protagonista principale del racconto.

Lo stile e la grafica utilizzate all’interno della storia sono molto semplice. Lo stile di Stefano è inconfondibile per chi ha già letto altri volumi degli autori, stavolta il tutto avvolto da colori pastello macchiato quasi come fosse acquerello. I disegni hanno una colorazione abbastanza chiara sui disegni anche se verremo anche avvolti d colori più scuri quando la guerra si accentra attorno ai personaggi principali o se sono particolarmente in difficoltà. Ho trovato la storia particolare, coinvolgente e delicata.

Il tutto si svolge sotto la narrazione dell’italiano, Attilio, su diversi livelli temporali: quando era bambino in cui nascono i ricordi di sua mamma e il rapporto con suo padre, o il periodo in cui era già grande abbastanza per il primo amore, così come per partire per la guerra; ovviamente il tempo attuale in cui racconta l’avventura con i compagni che non avrebbe voluto veramente al proprio fianco. I tre livelli sono gestiti molto bene, senza confusione e vengono incastonati nei momenti in cui Attilio si sente particolarmente preso da qualcosa, da dei dettagli e da delle sensazioni che lo portano indietro nel tempo.

Il tratto storico è evidente all’interno del volume. Si vede che gli autori hanno studiato e hanno preso dei riferimenti e delle fonti storiche, che durante il lock down in cui è stato elaborato, era anche difficile da reperire. Nonostante questo, hanno elaborato scene e luoghi della Russia, così come i riferimenti storici alla fine del libro che vi toccheranno da vicino una volta terminato di leggere il volume.

L’unica pecca del volume è la mancanza di sottotitoli. Almeno nella versione digitale che ho letto, manca e non risulta una cosa particolarmente buona per una persona che vuole avere una lettura bene o male fluida dal punto di vista della storia. Se fosse stato “meno” lingua straniera all’interno del volume e più comprensivo già sarebbe stato meglio a livello generale della storia stessa. Comprendo, però, il punto di vista della scelta effettuata: laddove neanche il lettore riesce a comprendere la lettura, è lì che anche l’italiano non arriva a capire ciò che gli succede attorno. E questo ci riporta ad entrare, magari, più in empatia con il protagonista anche se credo dipenda dai casi.

La terra, il cielo, i corvi di Teresa Radice e Stefano Turconi | Wander  Allen

Il libro è un libro che ci parla di tantissime cose: della guerra, dei sentimenti e delle emozioni che si provano quando si è sempre a un passo dalla fine, della fiducia e del fatto che siamo tutti uguali è solo l’odio a renderci così cattivi. Un libro che ci regala riflessioni, e che consiglio di certo.

Stefano Turconi e Teresa Radice scrivono e illustrano una storia che nasce quasi come una barzelletta, con un italiano, un russo e un tedesco che non si capiscono e che non vogliono neanche capirsi, anzi non ci si impegnano affatto. Nonostante questo la loro unione porterà a scuotere gli animi degli altri che si troveranno di fronte a persone che non si sarebbero mai aspettati, creando un mix esplosivo, emozionante e a tratti anche divertente.

Il mio voto per questo libro: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Libro acquistato

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere io come sempre vi aspetto con commenti e tanto altro. Un abbraccio!

A presto,

Sara ©

WWW WEDNESDAY #85

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui in un nuovo mercoledì assieme a voi. Oggi sono qui per portarvi una nuova serie di letture che sto intraprendendo e che spero possano incuriosirvi. Spero di conoscere anche le vostre e che, questa rubrica, – ideata da Should Be Reading – vi piaccia e mi diciate anche voi quali sono le vostre letture. Ecco qui:

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

5394650-9788817157193-285x424-191i5azorujlAl momento, in questa settimana leggerò due libri – spero. Ultimamente sto andando a rilento sia perché il week end esco spesso, sia perché il tempo è davvero poco. Leggerò una graphic novel, La terra, il cielo, i corvi di Stefano Turcone e Teresa Radice perché è una di quelle letture che volevo fare da diverso tempo e ancora non avevo avuto modo. Sembra, come tutti i loro volumi precedenti, davvero una bella storia e non vedo l’ora di scoprirla, ovviamente.

Altro libro che vorrei leggere è il secondo volume di Pax, il viaggio verso casa di Sara Pennypacker, edito Rizzoli. Il primo volume è stato dolcissimo e molto bello nella struttura narrativa sia nella storia di amicizia fra animale e uomo. Spero che qui si ritrovi la bontà e l’animo che c’era nel primo volume. Voi siete pronti a scoprirlo con me?


What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

9788856680713_0_536_0_7581rtxmxjsvlHo finito di leggere Stelle o sparo di Nova della Bao Publishing. E’ una graphic novel interessante e ben costruita, di stile molto similare a Zerocalcare, soprattutto nel modo di scrittura e in come si pone la protagonista della nostra storia. La linea generale è stata apprezzata ma vi dirò di più in una recensione ovviamente, quindi tenetevi pronti.

Altra lettura della settimana è Il cacciatore di nubi di Christian Antonini edito Il battello a Vapore. Sono stata stra-felice della notizia dell’uscita di questo volume e ancor più di leggerlo vista la dolcezza dell’autore e il fatto che ho amato i suoi volumi precedenti. Sono contenta di parlarvi anche di questo.


What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Mi piacerebbe scoprire con voi tante belle novità e altrettante ne ho da leggere per le prossime settimane. Ho delle pile da smantellare e mi devo muovere. Sono consapevole che questo periodo sono rimasta più indietro del solito ma procederò a recuperare quanto prima i libri che ho da leggere.

Vi terrò aggiornati strada facendo di cosa ho intenzione di leggere, ovviamente!


Che ne pensate di queste letture? Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete? Rispondete alle domande se volete, che io vi aspetto!
A presto,

Sara ©

RECENSIONE #543 – PELLE D’UOMO DI HUBERT E ZANZIM.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro, altra corsa. E questa volta è una graphic novel quella di cui voglio parlarvi. E’ una storia originale e particolare di cui voglio assolutamente parlare e che spero prendiate in considerazione. Edito Bao Publishing, spero possa affascinare anche voi e che possa catturarvi. Ecco che ve ne parlo:

716dfrzr0nsTitolo: Pelle d’uomo
Autori
: Hubert, Zanzim

Colore o B/N: Colore
Data di pubblicazione: 15/04/2021
Formato e rilegatura: Cartonato 21 X 28
Pagine: 160
Edizione: Prima ristampa
Link d’acquisto: https://amzn.to/3GH5MjE
Trama: Bianca e Giovanni sono promessi in sposi, ma non si conoscono. Il matrimonio è visto solo come una transazione d’affari, ma la giovane non ci sta, vuole conoscere l’uomo che sposerà. Così la sua madrina le confida che nella loro famiglia c’è un segreto che le donne si tramandano: una pelle d’uomo, per muoversi indisturbate nel mondo dei maschi. Bianca la indossa, diventa Lorenzo, e scoprirà un mondo che mai avrebbe immaginato.
Dall’immaginazione del compianto Hubert e dalla matita del bravissimo Zanzim, un libro importante, che sconvolge gli stereotipi e getta luce sull’ipocrisia dei rapporti tra i generi. Una storia geniale e necessaria.

RECENSIONE

La storia ha inizio al palazzo di Bianca. Lei è promessa sposa ad un uomo, Giovanni, che non ha mai visto. Il matrimonio con questo giovane è l’unica cosa che consente una transazione d’affari cospicua per la sua famiglia. Ma Bianca non vuole un uomo che non ama e vorrebbe conoscere meglio Giovanni prima di sposarlo per davvero. E’ la sua madrina a compiere qualcosa che può avvicinare la ragazza al suo futuro marito ed è legato ad un segreto che la famiglia di Bianca tramanda da generazioni: una pelle d’uomo di nome Lorenzo, nascosta in un baule e che è di Bianca per diritto. Quello che non si aspetta è che con Lorenzo riesca a far uscire la parte migliore di Giovanni, in ogni sua forma.

Piacerà a Bianca, quello che scoprirà di Giovanni? Vorrà ancora sposare quest’uomo dopo averlo conosciuto meglio o la cosa finirà per peggiorare la loro situazione? Cosa cambierà dopo che Bianca indossa i panni e conduce la vita di Lorenzo per un po’?

Pelle d'Uomo - Hubert, Zanzim e gli stereotipi di genere

La trama della storia non è particolarmente lunga e si adatta bene per riassumere una graphic novel. In genere per molte storie simili sono ancora più corte quindi non posso che dirmi soddisfatta del mix che ne è uscito. E’ una trama che incuriosisce e che vi permetterà di avvicinarvi ad una storia che tocca tematiche importanti e spesso sottovalutate. 

La copertina è meravigliosa e propone in tutto e per tutto ciò che ci troveremo a leggere. Bianca che indossa la pelle di Lorenzo e impersona lui in ogni sua forma, in ogni suo movimento così come per ogni altra cosa. Non poteva essere creata copertina migliore di questa, su questo non v’è dubbio e dopo aver letto il volume capirete ciò che vi dico. Il titolo è diretto ma non poteva crear un connubio migliore con la copertina. Devo ammettere che non avendo letto la trama prima di leggere il volume, ero rimasta perplessa di ciò che si sarebbe voluto rappresentare con questa storia, invece devo dire di esserne rimasta piacevolmente sorpresa.

L’epoca è Medioevale, in una Firenze di allora in cui le donne erano costrette a sposarsi per affari e per la famiglia, non per amore. 

Pelle d'Uomo, il graphic novel pluripremiato arriva anche in Italia

I personaggi di questa storia sono diversi e variegati. Si passa da quelli secondari come le amiche di Bianca e la madrina e il fratello ai personaggi principali di questa storia e protagonisti di ciò che ci troveremo davanti. Questi sono dei bei personaggi secondari e tessono una sotto-trama che non passerà inosservata. Specialmente per quanto riguarda la madrina che porge l’abito a Bianca e le permette di scoprire tante cose di sé stessa e su come gira il mondo, così come il fratello che cerca di inneggiare all’abominio e porge la religione come unica scelta in cui le donne non devono mostrarsi e non devono essere volgari. Questo permetterà a Bianca di aprirsi ancor di più e di vedere il mondo a 360° per quanto le è possibile all’interno della sua cittadina.

Bianca è una ragazza curiosa nei riguardi dell’amore oltre che nella vita in generale. E’ una donna dolce, gentile e semplice e vorrebbe sposarsi per amore, conoscere l’altra parte e non per convenienza della sua famiglia. E’ un personaggio peculiare, che nasce come timido e chiuso ma che matura e si sviluppa pagina dopo pagina, interagendo con le persone che ha vicino sia in veste di Bianca, sia come Lorenzo. Lorenzo è ciò che è Bianca non ha ma che allo stesso tempo è. Lorenzo è un ragazzo ingenuo, buono, timido ma che si rivela presto intraprendente e sicuro di sé, vista la sua avvenenza. E’ un ragazzo che non ha paura di interagire con gli altri seppur Bianca si trovi in un corpo che non è il suo e che non le appartiene. Due personaggi del sesso opposto ma che compensano l’uno la parte dell’altro meravigliosamente e in maniera che persino il lettore riesca a dimenticare che talvolta sono la stessa persona.

Giovanni è il futuro marito di Bianca e inizialmente si presenta quasi come un poco di buono, uno con cui Bianca sicuramente soffrirà. E’ quando Giovanni conosce Lorenzo che le cose cambiano e si evolvono portando la conoscenza di Giovanni sotto un aspetto differente, inaspettato che scopriremo innamorato di Lorenzo e non particolarmente felice di voler sposare Bianca. Quello che non sa è che sono la stessa persona.

Graphic novel: storia di un abito che anziché fare il monaco rende libera  una coppia di sposi – ilLibraio.it

Il perno centrale della storia è lo sposalizio senza amore, è la scoperta dello stesso, della propria sessualità e dell’amore incondizionato seppur nei panni di qualcun altro. E’ una storia alla scoperta di sé stessi, dell’amore e di tutto ciò che circonda e riguarda l’amore in ogni sua forma. Un fulcro vasto che accoglie e abbraccia diverse tematiche.

Lo stile e la grafica utilizzate all’interno della graphic novel è molto semplice, lineare dai colori color pastello. Si passa a colori più scuri nei momenti decisivi e dai toni chiari quando tutto sembra muoversi più leggero. La peculiarità che fin dall’inizio colpisce il lettore e che lungo tutto il libro non si riesce a dare una vera e propria spiegazione è il colore della pelle di Bianca. Probabilmente così creata per dare l’effetto che con la pelle di Lorenzo possa esserci differenza e senza altri motivi ma dal quale non si può fare a meno di notare la differenza – visto che tutti gli altri hanno una pelle che tende al rosa e nessuno sia bianco latte; questa cosa sembra quasi penalizzare Bianca in virtù del fatto che anche Lorenzo sembri quanto di più simile agli altri. Ma probabilmente è solo un punto di vista marginale ed estremamente soggettivo.

Per quanto riguarda le tematiche affrontate, sono felice che ci sia quanto più modernità in questa storia e che ci sia amore, seppur nella Firenze Medioevale ovviamente si trovano anche tutte le difficoltà relative al caso. Infatti per Giovanni, amare un tipo come Lorenzo può essere pericoloso e portare perfino alla morte se non al fatto di essere emarginato dalla società. Oltre ad esserci una storia che accoglie e abbraccia la comunità LGBTQ+, ci troviamo anche di fronte alla gogna della chiesa che emargina la donna in quanto tentatrice, quasi come fosse un oggetto e non una persona; in più anche l’amore fra due uomini o fra due donne era visto come qualcosa di quanto più vicino al male. Per i tempi in cui è sviluppata la storia posso dire che su questo punto è stato fatto un buon lavoro ed è stato reso ancor più importante vista la voce di Bianca che prende posizione contro la chiesa e contro il credo del proprio fratello.

La cosa della “PELLE” però, per quanto sia stata strana e assurda non mi ha convinto a livello generale. Possibile che la stessa pelle di Lorenzo trasformi Bianca totalmente in un’altra persona e che l’altra che le è accanto non se ne accorga nemmeno in momenti particolarmente intimi? Questo punto è stato sviluppato come se la pelle prendesse parte del tutto e lo vediamo anche dal fatto che Bianca riesce ad utilizzare l’organo riproduttivo maschile come fosse il suo. Questo però resta comunque un mistero di come la pelle aderisca a Bianca e di come il tutto si sviluppi sotto questo punto di vista, quasi come se Lorenzo prendesse completamente piede e ci si dimenticasse di Bianca. Questa è stata la cosa che mi ha lasciata perplessa se presa in senso lato.

Ai fini della storia ho trovato per il resto tutto molto lineare, deciso e che mi ha coinvolto tantissimo. Ho apprezzato lo sviluppo e anche la scelta finale della storia che è apprezzabile e mette d’accordo l’una e l’altra parte. Quindi vi consiglio assolutamente la lettura di questo volume, non ve ne pentirete.

Pelle d'uomo, l'ultimo lavoro di Hubert – Lo Spazio Bianco

Il libro in questione è davvero un piccolo gioiello che spero possiate prendere in considerazione viste sia le tematiche affrontate, sia per come si sviluppa la storia in generale. Consiglio la lettura di questo volume, necessaria sotto certi punti di vista.

Hubert e Zanzim creano il giusto mix tra illustrazione e storia creando un libro che funziona e che trascina il lettore lungo un viaggio fatto di sentimenti, di forza di volontà, di scoperte di se stessi e della sessualità. Una storia che oscilla fra una profonda e intensa storia d’amore e un matrimonio che può essere solo tale ma che i due sapranno coronare al meglio delle loro possibilità.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Libro acquistato

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Che ve ne pare? Pensate possa piacervi? Fatemi sapere che ne pensate, che vi aspetto ovviamente.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #536 – LE RAGAZZE DEL PILLAR V1 DI TERESA RADICE E STEFANO TURCONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci con una nuova recensione per voi e stavolta vi parlo di un volumino interessante oltre che firmato Bao Publishing. Siete curiosi di scoprire di cosa si tratta e di cosa parla questo volume dalla copertina meravigliosa? Ecco a voi:

915bxa6bv-lTitolo: Le ragazze del Pillar v.1
Autore: Stefano Turconi e Teresa Radice
Pagine: 152
Data di uscita: 7 novembre 2019
Casa editrice: Bao Publishing
Link d’acquisto: https://amzn.to/3oyftu0
Trama: Gli autori de «Il porto proibito» vi invitano ad attraccare nuovamente a Plymouth, a conoscere meglio le ragazze del Pillar to Post, a lasciarvi sedurre dalle loro storie.

RECENSIONE

La storia si divide in dei racconti davvero interessanti che seguono la scia de Il porto Proibito ma che possono essere lette autonomamente a parte. Le ragazze del Pillar ci porta di nuovo in quel mondo, riprendendo le storie riguardanti le ragazze che vivono e lavorano al Pillar, un bordello di Playmouth. Le ragazze emarginate dalla società sono prostitute per marinai di un certo rango e vivono sotto lo stesso tetto guadagnandosi da vivere così come le è possibile. Sono donne forti, coraggiose, ironiche che vorrebbero una vita diversa da quella che hanno, desiderandola, sognandola cercando di vivere delle piccole avventure importanti per loro.

Cosa succederà all’interno del Pillar? Cosa cambierà fra le ragazze? A quali consapevolezze giungeranno le bellissime e formose donne del Pillar?

BAO Publishing presenta Le ragazze del Pillar - ComixIsland

La trama, scarna e decisamente breve non dice praticamente quasi nulla al lettore. Riesce però a mantenere un alone di curiosità specialmente per chi ha letto in precedenza il volume dei due autori, riportando l’attenzione sullo stesso mondo ma con protagonisti differenti dal solito. Poteva introdurre maggiormente il volume, questo è certo, ma cosa si può dire di un albo suddiviso in racconti? Si finirebbe per dire troppo, quindi forse è meglio così.

La copertina della storia è qualcosa di unico e inimitabile. Vediamo le ragazze protagoniste delle due storie al centro di tutto, che predominano la scena, assieme all’uomo che proteggerà il Pillar da molestatori eventuali e che troveremo all’interno della prima storia. E’ una copertina ricca di dettagli, che mostra le donne all’interno della struttura così come mostra la visione del mondo dalla finestra, il mare e le navi che partono o attraccano al molo. Il titolo è l’epicentro di tutta la storia, anche perché è d loro che si parlerà: delle Ragazze del Pillar. Due racconti di due donne coraggiose e rivoluzionarie, che cercheranno di cambiare la loro vita. Il connubio fra titolo e copertina è perfetto e rende curiosa la storia sin dal primo approccio visivo.

L’ambientazione è sempre Playmouth, in Inghilterra, una città di mare in cui grandi vascelli approdano e si fermano cercando un porto sicuro sul quale approdare. L’epoca si aggira attorno al 1810 e continua ad aggirarsi attorno a questi anni, come per quanto riguardava Il porto proibito ovviamente.

PASSIONE FUMETTI: Teresa Radice & Stefano Turconi, dal Porto proibito al  Circolo dei Lettori - CentoTorri

I personaggi e le protagoniste di questa storia sono le donne e le ragazze che vivono al Pillar, donne che danno ristoro e divertimento ai marinai e si guadagnano da vivere in questo modo. Entrambe le donne, così differenti fra loro, unite da un destino che le accomuna e dalla vita sotto lo steso tetto, sognano una vita differente e cercano di lottare per una vita migliore.

June ha i tratti orientali, un viso dolce con sempre un fiore tra i capelli. E’ coraggiosa, pronta all’avventura e disposta a fare qualsiasi cosa per aiutare il suo amico Tané, arrivato da terre indigene e pronto a proteggere le donne del Pillar da degli approfittatori o da uomini molesti. In cambio promette al giovane ragazzo che la corteggia che potrebbe persino sposarlo.

Lizzie è una donna bionda, dai suntuosi capelli ricci e da una parlantina non indifferente. E’ una donna che vorrebbe sposare un uomo che la renda felice e che quando si ritrova dei strani inviti da un uomo che sembra un topo da biblioteca, si ritrova ad accettare. Non è usata come un semplice oggetto e si sente finalmente apprezzata per ciò che è. Riuscirà a farsi valere?

Le ragazze del Pillar, ritorno a Plymouth | Intervista

Il perno centrale di questa storia sono le giovani, belle e sensuali ragazze del Pillar. Una delle ragazze che vorrebbe liberare un caro amico, l’altra che vorrebbe innamorarsi e sposarsi ma per il suo lavoro è difficile anche solo pensare di aspirare a tanto. Cosa succederà alle due giovani? Riusciranno ad esaudire i loro desideri e a farsi valere, in una società che cerca di denigrarle sempre di più?

Lo stile e la grafica utilizzati per questo volume si dividono con maestria e leggerezza fra i due autori. Laddove Teresa Radice ci permette di viaggiare sulle onde di una storia di donne che, nei primi anni dell’800 erano emarginate, al limite della società ed erano costrette per vivere a concedersi agli uomini, Stefano Turconi gli dona i colori e le linee leggiadre e meravigliose che solo lui riesce a disegnare. L’albo questa volta, rispetto alla precedente storia in bianco e nero si presenta a colori in tutta la sua bellezza dona ancor più luce da colori tenui, sul pastello, davvero molto leggeri.

Laddove la penna di Teresa Radice e le storie che ricava per questi personaggi sono sia adatte al periodo ed anche in qualche modo rivoluzionarie, i disegni e i colori di Stefano Turcone rendono la storia ancor più magica, leggera e delicata, senza appesantire o rendere volgare la storia. Infatti con il fatto che si parla di un bordello e le protagoniste sono prostitute, sarebbe facile cadere in un contesto volgare e poco fine, invece sia i disegni che il resto della storia risultano leggere e fini. Le due storie prendono due personaggi casuali all’interno della storia

I due racconti vi entreranno nel cuore. Personalmente ho preferito il secondo al primo ma sono entrambi molto belli, dolci e delicati. E sappiate che fra qualche giorno uscirà il secondo volume de Le ragazze del Pillar con delle storie su altre ragazze in questa struttura che non vedo l’ora di scoprire e leggere per saperne di più su di loro.

BAO: Le ragazze del Pillar tra le novità di settembre | Fumetti -  BadTaste.it

Nel corso della lettura non possiamo fare a meno di chiederci a cosa andremo incontro. Una graphic novel che arriva dritta al cuore e che ci permetterà di conoscere al meglio le ragazze del Pillar e ci permetterà che entrino a passo leggero nel cuore del lettore.

Stefano Turconi e Teresa Radice ci portano tra terra e mare alla ricerca del futuro di donne che non hanno mai avuto troppo dalla vita. Un bordello di donne che vorrebbero solo essere considerate, le storie delle loro vite e delle avventure in uno scenario marittimo. Siete pronti ad ascoltarle?

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe fare il caso vostro? Fatemi sapere che ne pensate, io vi aspetto come sempre!

A presto,

Sara ©