RECENSIONE #346 -UN LITRO DI LACRIME DI AYA KITO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi vi porto la recensione di questo nuovo libro che spero possa piacervi. Ringrazio la Rizzoli per avermi permesso la lettura del libro di cui sto per parlarvi. Una biografia toccante, un diario che vi entrerà nel cuore. A voi:

4544669-9788817143424-285x424Titolo: Un litro di lacrime
Autore: Aya Kito
Prezzo: 16.00 €
Pagine: 192
Data di uscita: 01/10/2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/31OiPdw
TramaNel vasto mondo asiatico, il diario di Kito¯ Aya ha conosciuto un successo inarrestabile: pubblicato sul finire degli anni Ottanta in Giappone, ha venduto oltre un milione di copie. Una platea affollata per il racconto in prima persona di una ragazzina quindicenne che ha ispirato e incantato un intero continente. Aya racconta dieci anni della propria vita, racconta l’adolescenza e l’inizio dell’età adulta, una vita come tante, ma senza prospettiva, un’esistenza minata dalla malattia, ecco la differenza. Ed è racchiusa qui la potenza di queste pagine: nella ribellione, nell’ironia, nella fragilità che si trasforma in forza, che fanno di Aya un simbolo, una figura di culto. Perché, al di là della sua particolare condizione, è riuscita a gridare con voce limpida cosa vuol dire diventare grandi, e a contare quante lacrime servono per affrontare le sconfitte. Inedito per trent’anni in Europa, il diario di Aya arriva oggi a noi con la stessa, rara forza di allora.

RECENSIONE

woman standing on gray floorQuesta è una biografia pubblicata postuma della giovane Kito Aya. La storia ha inizio con la piccola Kito che a scuola comincia ad avere dei problemi alle gambe e a traballare mentre cammina, comincia ad avere problemi di linguaggio e via discorrendo. Kito inizia a seguire una cura e spera di guarire ma comincerà presto a rendersi conto di non avere scampo, che la malattia che l’ha colpita non se ne andrà anzi, peggiorerà sempre. Kito è affetta da atassia spinocerebellare, che intacca il cervelletto a livello neurologico in maniera degenerativa. Il malato così, comincia a non riuscire più a camminare, a parlare, a muovere gli arti e le articolazioni, peggiorando di giorno in giorno sempre di più. Ma Kito è una vera combattente e nonostante tutte le difficoltà a cui andrà incontro riesce sempre a trasmettere tanto coraggio e voglia di vivere.

Come si evolve la malattia di Kito? Cosa proverà lungo il suo difficile percorso con la malattia? Riuscirà questo piccolo diario ad aiutarla a tenere fede dei suoi progressi e dei suoi peggioramenti? 

Non voglio nemmeno pensarci. E’ triste, e difficile da accettare, ma è la realtà. Non mi importerebbe essere stupida, se soltanto avessi un corpo sano.

La trama è ben scritta, leggera e trasmette tutto l’amore e la voglia di vivere, il coraggio e la forza che ha avuto Kito alla sua età nell’affrontare una malattia così disastrosa, così degenerativa. Una trama che mi ha incuriosito a voler conoscere dopo tantissimi anni di attesa, la voce di Kito Aya.

La copertina è davvero meravigliosa e su questo non ho altro da dire. Le nuvole e i colori tenui illustrati sulla copertina ricordano sia la leggerezza della piccola Kyto, sia tutto ciò che lei ha sempre desiderato e voluto nella sua vita e che purtroppo la malattia gli ha tolto. Il titolo è stato tradotto dall’originale  e non è stato cambiato con nessun altro tipo di significato. Ho apprezzato molto questa scelta ed è riferita ad un pezzo che viene citato all’interno del libro in cui Kito si ritrova ad essere costretta ad abbandonare la sua scuola. Verserà un litro di lacrime ed altre ancora anche dopo ma saranno lacrime amare e dolorose.

L’ambientazione è Giapponese e l’epoca va dai dieci anni di Kito, intorno all’anno 1972 fino alla sua morte.

woman wearing gray long-sleeved tops reading bookQual è lo scopo della mia vita?  Vengo sempre aiutata dagli altri, e non c’è nulla che possa fare per sdebitarmi. L’unica cosa che mi fa andare avanti è lo studio, non riesco a trovare niente di importante.

I personaggi di questa biografia sono diversi. Kito è una ragazzina che ama leggere e scrivere, le piace studiare e le piacerebbe un giorno avere una famiglia tutta sua. E’ una ragazza semplice, molto legata agli amici e alla sua famiglia, sopratutto a sua madre. In questa biografia vedremo solidificarsi ancor di più il legame madre-figlia, quello con Kito e i suoi fratelli, quello con Kito e la sua dottoressa e per ultimo, ma non meno importante, quello verso se stessa. E’ vero, per la giovane sarà sempre più difficile fare qualsiasi tipo di cosa ma matura in se un grande senso di maturità, di forza e coraggio che molti non hanno o non avrebbero.

Kito è stata una ragazza e un modello per molti malati di atassia spinocerebellare e questo diario ne sarà la prova inconfutabile.

Con oggi è una settimana che prendo le pastiglie bianche. Riesco a parlare con più scioltezza e deglutire il cibo è meno faticoso. Mi sembra anche che la gamba destra sia un po’ meno rigida, ma il suo aspetto è sempre terribile. E continua a farmi male, di tanto in tanto.

Il perno centrale di questa storia è la malattia di Kito e il fatto che nonostante stia regredendo sempre di più, lei non voglia arrendersi e combatta con tutte le sue forza per cercare di vivere anche solo un giorno in più.

woman in white top under cloudy skyLo stile utilizzato da Kyto Aya è piuttosto semplicistico, quasi fosse una sottospecie di reportage, è sicuramente molto particolare e di difficile approccio, almeno iniziale. In effetti essendo una biografia ed essendo utilizzato come diario l’approccio è stato semplice e funzionale al ruolo che doveva svolgere. Una storia che vi farà entrare Kito Aya nel cuore, ve lo assicuro.

La storia è stata sempre più toccante mano a mano che si procedeva verso la fine. E mano a mano che si procedeva verso la fine dei giorni di Kito ci si rende conto di quanto questa malattia ti rubi ogni cosa tranne la coscienza e il modo di pensare. Ed è questo continuare a pensare e a rendersi conto di essere sempre più inutili che distrugge la persona. Il solo e semplice fatto di essere passata a essere tutto a niente diventa straziante e sempre più triste.

Ho apprezzato molto le parti finali scritte dalla dottoressa che ha avuto in cura Kito e dalla madre che ha combattuto una battaglia grande assieme a sua figlia. La dottoressa prese talmente a cuore Kito da prenderla come modello per altri malati di atassia spinocerebellare e donargli quella forza in più di cui hanno bisogno. La madre di Kito, invece, è stata accanto a lei in ogni momento ed invece di sminuirla o fargli tutto, l’ha sempre spronata a fare di più finché le è stato possibile. E’ stata coraggiosa anche lei perché ha dato la forza a Kito di combattere giorno per giorno.

Che problema c’è a cadere? Puoi sempre rialzarti. Quando cadi, solleva gli occhi al cielo. Anche oggi si stende sopra di te, azzurro e sconfinato.

Questa biografia è stata davvero toccante sotto ogni aspetto possibile. Nonostante la scrittura non mi abbia particolarmente fatto impazzire, la vita di Kito vi toccherà dall’inizio fino alla fine dei suoi giorni. Una storia che vi consiglio di leggere, non ve ne pentirete.

Come dare un voto in una biografia? E’ difficile e senza alcun dubbio lo è anche per questa, o forse dovrei dire sopratutto. La vita di Kito Aya è stata breve ma intensa e allo stesso tempo dura. Kito non è riuscita a fare ciò che voleva nella vita ma è riuscita a trasmettere la forza e la tenacia di affrontare una malattia così grave a testa alta, senza arrendersi mai del tutto.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Un litro di lacrime e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Un litro di lacrime o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!

Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Una lettura che merita molto. Io, nel frattempo, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #301 – CUCITI AL CUORE, diario di un padre fortunato DI FRANCESCO CANNADORO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, un po’ in ritardo rispetto al solito orario, vi porto un nuovo libro che spero sinceramente, possiate leggere e apprezzare. Se mai leggerai questo articolo, caro Francesco, sappi che ti abbraccio il cuore. Tommi è dolcissimo ed ora è cucito anche un po’ sul mio di cuore. Una lettura che merita, a voi la recensione:

41qy19svuzl._sx355_bo1204203200_Titolo: #CUCITIALCUORE – Diario di un padre fortunato
Autore: Francesco Cannadoro
Prezzo: € 14,00 cartaceo Ebook: €6,99 
Pagine: 143
Genere: Autobiografia
Editore: Ultra 
Data di pubblicazione:  14 Marzo 2019
Link d’acquisto: CLICCA QUI

 

Trama: Questa è un’epica battaglia contro il drago. Non pensate però di leggere di cavalieri, principesse, spade magiche e destrieri leggendari. Questo libro racconta una storia semplice, molto reale. Francesco è un ragazzo di 36 anni, cresciuto senza genitori, che sogna da sempre di avere finalmente una famiglia tutta sua. Tommi (rigorosamente con la “i”) è quel sogno che ha preso forma. È suo figlio, il suo amore più grande, quella sicurezza del cuore che adesso, pensava, nessuno gli avrebbe più tolto. Poi, invece, è arrivato il drago. Il piccolo Tommi è nato affetto da una patologia sconosciuta e degenerativa. Il suo cervelletto si atrofizza lentamente, compromettendo lo sviluppo psicomotorio. Con il tempo, Tommi ha perso anche la vista. Francesco nel 2016 ha aperto una semplice pagina Facebook nel tentativo di raggruppare persone che ne sapessero più di lui sulla disabilità e lo aiutassero a capire come muoversi in un mondo decisamente non semplice da abitare. Poi ha cominciato a condividere tutte le informazioni raccolte con chiunque si unisse alla sua avventura. È nato così il sito e il progetto Tommigiornale, che dà voce ad altre famiglie che affrontano simili battaglie e approfondisce argomenti di varia natura, spesso – ma non esclusivamente – legati al mondo della disabilità. Il tutto condito da una buona dose di umorismo. Dopo aver raccolto in sei mesi decine di migliaia di follower sui social, Diario di un padre fortunato arriva ora in libreria. La battaglia contro il drago è appena iniziata, fai la tua parte. Ah, c’è pure la mamma, eh…

RECENSIONE

Risultati immagini per diario di un padre fortunatoLa storia racconta l’autobiografia di Francesco Cannadoro dalla nascita del piccolo Tommi (rigorosamente con la i, mi raccomando!). Ed è proprio Francesco, in prima persona a raccontarci che avventura, per lui e la sua famiglia, è la vita. Questa è la storia di Francesco e di Tommi (e della sua mamma) e di quel drago un po’ troppo difficile da battere. Questa è la storia di chi combatte per la vita ogni secondo e cerca di conquistarsi anche un solo giorno in più nel mondo.

Cosa succederà quando nascerà Tommi? Quando il drago andrà a fare visita alla giovane famiglia? Come cambierà la loro vita?

Io non mi perdo tutto questo oggi, piangendo per domani. Nessuno dovrebbe farlo.

La trama è dolcissima ma dura e la storia non è da meno. Personalmente non conoscevo la storia di questo papà. E’ stata mia madre che, seguendo il social e la loro storia ha deciso di acquistare il volume. Così solo dopo averlo letto lei lo ha passato a me, che come sapete non potevo lasciarmelo sfuggire. E’ una lettura molto piccola dove il giovane papà non fa altro che lottare contro un drago, per mano a sua moglie e a suo figlio.

La copertina è adorabile ma d’altronde come non amare Tommi e i suoi sorrisi. Stesso sorriso che si vede negli occhi del giovane Francesco Cannadoro, padre del piccolo. Una foto che ci permette di entrare fin da subito a contatto con i sentimenti di questo padre arrabbiato e allo stesso tempo combattivo, dolce e amorevole verso una piccola creatura di nome Tommi. Il titolo riprende l’hastag che Francesco utilizza sui social e il nome della pagina Facebook e Instagram. Diario di un padre fortunato è un ritrovo dolce, pieno di amore che vi invito a visitare.

Poi lei si girò ancora e, questa volta, per un attimo i miei occhi e i suoi s’incrociarono. Non fu un colpo di fulmine, per niente. Però a distanza di anni abbiamo un figlio e insieme combattiamo il drago.

Francesco Cannadoro, voce narrante di questa storia autobiografica è un padre che ama suo figlio in maniera incondizionata. E’ una persona che ne ha vissute tante in primis sulla sua pelle e la sola idea di avere una famiglia tutta sua e un figlio. 

Francesco, nel corso delle sue pagine con simpatia e ironia si mette a nudo e tira fuori tutti i suoi dubbi, le sue perplessità, le sue lacrime e tutta la rabbia. Verso Dio, verso gli altri, verso il drago e verso quello che Tommi non avrà mai. Però, allo stesso tempo, a Tommi non fa mai mancare sorrisi e coccole perchè solo con uno sguardo riesce a conquistarsi. Un padre e una madre forti, coraggiosi e pieni di amore, di luce e di premura da regalare ad un figlio che se li merita tutti.

Ha il viso stanco, la testa piena, il cuore a pezzi e tanta rabbia, che traspare dalle parole e dagli sguardi. Domande senza risposte che hanno pian piano affievolito la luce di cui brillava. La stessa luce che però io oggi vedo negli occhi di Tommi. Quasi gliel’avesse prestata, come se servisse più a lui, perchè lei sta bene in penombra. (…) Nostro figlio è luminoso come lo era lei, ogni suo sorriso è gioia di vivere. Forse è per questo che lo amo così tanto, perchè somiglia a lei.

Risultati immagini per diario di un padre fortunatoIl perno centrale è Tommi. Il piccolo bimbo è una forza della natura e i suo sorrisoni bellissimi riempiono di gioia anche le pagine più buie. Tommi, come potete vedere dalla foto qui di lato, è un bambino dolcissimo che viene voglia di riempire di baci. E’ frutto dell’amore più grande, di due genitori che lottano contro il drago,  contro la gente, contro gli ospedali, contro tutti. 

Lo stile utilizzato è semplice, scritto in chiave ironica, Cannadoro racconta le avventure, l’amore ma sopratutto la lotta contro il drago. Il drago è forte, potente, sembra buttarli giù sempre, continuamente ma non ci si arrende. La forza di Tommi è quella di un combattente che tiene testa al drago e che, nonostante tutte le difficoltà che la vita ha riservato a questa famiglia

Francesco nel suo volume dice che Tommi ha la luce negli occhi che ha la sua mamma – che non metto in alcun modo in dubbio ovviamente – ma è anche lui che trasmette luce dagli occhi, sia dalle foto che ho visto dal libro e sulle sue pagine social, sia per come parla di suo figlio. 

Ma fino a che sarà… NOI saremo. E dopo saremo lo stesso. In un modo diverso, inspiegabile, astratto, ma saremo. Perchè NOI saremo per sempre.

Il libro è davvero un piccolo gioiello da custodire. Una storia toccante, profonda, che fa riflettere e che vi consiglio di leggere. Davvero. Prendetevi qualche ora della vostra vita e dedicatele a questa famiglia e magari riuscirete anche a supportare con un piccolo gesto l’amore per il piccolo Tommi.

Francesco Cannadoro è un padre fortunato. Un padre che ama incondizionatamente suo figlio, che rende meravigliosa ogni singola giornata di Tommi anche se per lui è difficile ogni secondo di più, anche se ogni giorno lui può fare sempre meno. Perchè Tommi (sempre e solo rigorosamente con la i) è, è stato e sarà sempre il NOI, tutti NOI.


Vuoi acquistare #Cucitialcuore, Diario di un padre fortunato e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Cucitialcuore: Diario di un padre fortunato o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ne pensate? Fatemi sapere, spero lo leggerete e darete un’occasione a questo libro.

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #265 – BUTTERFLY DI YUSRA MARDINI con Josie Le Blond.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova lettura di cui ringrazio la Giunti per la copia in lettura. Spero che possiate apprezzare questa autobiografia, una storia forte con un messaggio importante. Spero che possiate dargli una chance, ne vale la pena. Ecco a voi:

f6dec6d259734893a03b5bcafad37d76-PU5WQ2CUTitolo: Butterfly
Autore: Yusra Mardini con Yusra Mardini
Prezzo: € 11,90 / Ebook: € 8,99
Pagine: 360
Genere: Autobiografia 
Data di pubblicazione:  16 Gennaio
Link d’acquisto: https://amzn.to/2BVVqwt
Trama: Mentre l’imbarcazione di Yusra naufraga, nell’ultimo tratto del suo lungo viaggio per fuggire dalla guerra in Siria, lei e sua sorella Sarah si tuffano in mare per condurre in salvo la barca e gli altri passeggeri a bordo. Nuotano per ore nelle acque gelide, rischiando la vita, riescono a raggiungere le coste di un’isola greca. Da lì, il loro viaggio prosegue fino a Berlino. Il coraggio di Yusra e il suo talento di nuotatrice sono stati premiati: si qualifica alle Olimpiadi di Rio 2016 e gareggia come membro della squadra olimpica degli atleti rifugiati. Yusra è oggi ambasciatrice dei rifugiati ed emblema per i migranti di tutto il mondo: un potente esempio di resilienza e determinazione.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio con Yusra da bambina. Suo padre ha sempre voluto far nuotare le sue figlie: Sara, la più grande e Yusra, la più piccola. Dove Sara era inizialmente più brava ma più ribelle al padre, Yusra pur di non sentirlo acconsente e in silenzio continua ad allenarsi nel nuoto. Un grande del nuoto la ispira e decide di andare un domani alle Olimpiadi. Peccato che in Siria, a Damasco, dove vivono scoppiano rivolte e la guerra imperversa nelle strade. Quando si esce di casa la mattina si prega per riuscire a ritornarci la sera e la situazione diventa via via negli anni sempre più insostenibile. Così, quando Yusra è ancora un adolescente che parte con sua sorella per raggiungere Berlino e andare verso la salvezza. Un viaggio fra trafficanti, pericoli e tanto altro mettono a repentaglio la vita delle due giovani e dei tanti che vivono con loro. 

Cosa succederà a Yusra e alla sua famiglia? Riuscirà a raggiungere Berlino e andare alle Olimpiadi? Realizzerà il suo sogno? Quale è il prezzo da pagare per cercare di rimanere in vita?

Quest’acqua non ha confini, è selvaggia e imperscrutabile. Le onde avanzano, incessanti, come un esercito in marcia. Cerco di resistere. Mi tengo stretta alla fune, giro la barca, nuoto, sopravvivo. Come siamo arrivati a questo punto? Quand’è che la nostra vita ha incominciato a valere così poco? E’ davvero l’unica via d’uscita, questa? L’unico modo per sfuggire alle bombe di casa nostra?

La trama è ben scritta e racconta proprio il perno centrale di ciò che accade all’interno della storia di Yursa. Io non avevo mai sentito parlare di lei, ma vi assicuro che la sua storia è profonda e vi colpirà, sicuramente.

La copertina è particolare. Non che mi piaccia particolarmente come è stata posta graficamente ma nel complesso il colore generale è il mio colore preferito quindi di sicuro attira l’attenzione. E’ bello che ci sia di base l’acqua, su questo nulla da dire. Voi che ne pensate? Il titolo è molto carino e rappresenta proprio questa storia. Sopratutto rappresenta Yusra in tutto. E’ leggera e si muove come una farfalla in acqua ma è allo stesso tempo anche fragile e delicata.

La storia è un’autobiografia e parte da Damasco, in Siria, passando per la Turchia, la Grecia e l’Ungheria fino ad arrivare in Germania.

Fisso fuori dal finestrino, pregando che tutto si fermi e torni alla normalità. Cerco di ignorare ciò che sta accadendo, e mi concentro sul nuoto, sulla scuola, sulla vita di tutti i giorni. Ma la quotidianità sta incominciando a diventare insostenibile. A dicembre, quaranta persone muoiono in un attentato suicida a Kafar Souseh, il quartiere in cui lavora la mamma. Le vittime sono persone normali, che si trovavano per caso in quella strada, intente a vivere la loro vita. Ne rimango sconvolta. per la prima volta avvertiamo una sensazione generale di pericolo, sentiamo che possiamo morire per il semplice fatto di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Risultati immagini per yusra mardiniI personaggi di questa storia sono molti anche se la protagonista principale è una soltanto, ovvero Yusra. La sua voce è molto potente e la presenza di chi la circonda diventa fondamentale per questa storia. Sua sorella Sara è una voce preponderante all’interno di questa storia ed è per Yusra un faro. Inoltre c’è la presenza della sua famiglia e di chi viaggerà con lei lungo il suo viaggio verso una vita migliore. Una volta che invece riesce nel suo intento, anche Sven diventa una presenza importante per la Mardini.

Yusra è una ragazza sveglia e intelligente che fin da quando è bambina ama il nuoto più di se stessa. All’inizio lo fa per compiacere suo padre, per non sentirlo lamentarsi e per competere con sua sorella ma ben presto diventa una vera e propria passione di vita. Yusra e il nuoto sono una cosa sola e anche trovare un nuovo posto in cui vivere. Il loro viaggio diventa un simbolo per tanti immigrati che cercano di fuggire dalla guerra.

Muhannad si china e mi porge una mano. La afferro e mi solleva a bordo. Crollo a terra, tremando per la stanchezza, battendo i denti per il freddo. Ayham tira su Sara. Crolla vicino a me. Riusciamo a sederci sul tubolare. Le onde si abbattono sulla barca, facendola girare un’altra volta. L’acqua entra a bordo, mentre attraversiamo il mare in tempesta.

Il perno centrale di questa storia è la vita di Yusra e il suo viaggio verso la speranza di una vita normale, senza guerra. La speranza di avere un futuro e quello di poter realizzare i propri sogni, come quello di partecipare alle Olimpiadi (nel caso di Yursa).

Lo stile utilizzato credo da Josie Le Blond, giornalista tedesca, è molto fluido e decisamente coinvolgente. Non c’è stato un solo attimo in cui non mi sia sentita con Yusra. Sembrava di essere costantemente con lei e per quanto possa essere anche solo lontanamente difficile immaginare tutto ciò che deve aver passato questa ragazza – come tante persone che tutt’ora affrontano questi viaggi pericolosi in cui si rischia la vita ogni secondo – mi sono sentita sempre perennemente connessa a lei.

Devo dire che l’arrivo in Italia di questo libro non poteva essere più provvidenziale di così. In un periodo in cui c’è costantemente razzismo e ci sono continui problemi di immigrazione – esempi lampanti lo sono frasi del tipo: io prendo questo, io questi non li voglio, rimandateli a casa – trovo che la storia di Yusra sia illuminante per molte persone che parlano senza sapere o che credono di sapere ogni cosa. Tutti dovrebbero leggere questo libro per sapere che se uno ha un telefonino non è perchè la Siria è un paese povero, come dice anche Yusra in un determinato momento. Loro lì avevano una vita normale che è stata sconvolta dalla guerra e dalle bombe. E molti dimenticano che sono persone, esattamente come noi. 

Una storia che mostra la fragilità e la forza dentro la stessa persona. La forza dei sogni può tutto e spero che Yusra dia la forza anche solo con il pensiero a tante persone in difficoltà.

«Se la barca affonda mentre siamo in mare, tu pensa soltanto a nuotare» mi dice. «Mi hai sentito? Devi dimenticarti di tutti quelli che sono a bordo e nuotare.  Tu e io, dobbiamo nuotare e basta, intesi? Andrà tutto bene». Socchiudo gli occhi per ripararmi dalla luce accecante e la guardo. Sta dicendo sul serio. «Yusra, mi hai sentito?» Annuisco e mi giro, rifugiandomi nell’ombra degli alberi.

Un libro che sicuramente vi consiglio. Non potete lasciarvelo sfuggire.

Yusra Mardini è sicuramente un esempio, come tutti coloro che hanno viaggiato con lei (chi ce l’ha fatta ma anche chi si è venuto a mancare durante il percorso). Una storia di rivincita e di riscatto in cui la speranza è il motore principale che consente di credere in qualcosa di migliore. Una storia importante, un’autobiografia potente.

Anche qui è difficile dare un voto alla vita di qualcuno, per cui mi limiterò semplicemente a dare un voto al libro in generale. Ed è assolutamente da cinque balene.

Senza titolo-1

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Vuoi acquistare Butterfly e sostenere il Blog? Acquista da Qui: <a target=”_blank” href=”https://www.amazon.it/gp/product/8809867955/ref=as_li_tl?ie=UTF8&camp=3414&creative=21718&creativeASIN=8809867955&linkCode=as2&tag=milionidipart-21&linkId=a69a144f40752a61910f72f700004f2f”>Butterfly</a><img src=”//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=milionidipart-21&l=am2&o=29&a=8809867955″ width=”1″ height=”1″ border=”0″ alt=”” style=”border:none !important; margin:0px !important;” /> o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Vi piace? Siete curiosi? Io ve lo consiglio! Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

REVIEW PARTY – BEAUTIFUL BOY DI DAVID SHEFF (#262)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un altro evento carissimi! Ringrazio tantissimo la Sperling&Kupfer per avermi permesso di leggere questo libro in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto in questa iniziativa. Ci tengo col dirvi che questa è un’autobiografia e che è molto profonda. Ecco che ve ne parlo subito:

Titolo: Beautiful Boy
Autore: David Sheff
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Non-Fiction
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2GuufwH
Trama: Perché il mio meraviglioso ragazzo si è perso? Che cosa è successo alla mia famiglia? Dove ho sbagliato? Sono le laceranti domande che hanno ossessionato David Sheff in ogni istante dello straziante viaggio nella tossicodipendenza del figlio Nic e nel difficile percorso verso la guarigione. Prima dell’incontro con la droga, Nic era il figlio che ogni genitore vorrebbe: cresciuto con amore dal papà giornalista e dalla mamma artista, era un ragazzo allegro e simpatico, studente modello, campione nello sport, adorato dai fratellini. Ma quando raggiunge l’adolescenza, Nic comincia a sperimentare le droghe, cadendo in una devastante discesa agli inferi, fatta di metamfetamina ed eroina. La dipendenza lo rende un relitto tremante «con due buchi neri al posto degli occhi», e inizia a mentire, rubare, scappare di casa. A chiedere aiuto e a precipitare di nuovo nel tunnel. In questo memoir straziante, spietato e sincero, scritto con il cuore e con le lacrime di un padre che ama disperatamente il figlio, David Sheff racconta i primi segnali d’allarme, le bugie, le telefonate alle tre del mattino (sarà Nic? La polizia? L’ospedale?), i tentativi di disintossicazione, le ricadute. Lo stato di continua preoccupazione diventa per lui, a sua volta, una forma di dipendenza; panico, ansia e stress incessanti richiederanno un prezzo altissimo. Eppure non si è mai arreso e ha sondato e percorso ogni strada possibile per salvare suo figlio.

RECENSIONE

Risultati immagini per gif beautiful boy filmLa storia ha inizio come tante altre storie, un padre che racconta la sua storia e quella di suo figlio, che potrebbe essere quella di chiunque altro. Un padre che racconta della vita di Nic, suo figlio, che ha problemi di tossicodipendenza: i segnali, i segni fisici, i tipi di droghe e le conseguenze che ne derivano. Una strada in cui un padre si addentra sempre di più utilizzando mosse e contromosse di cui  difficile calcolarne i risultati. Un rapporto tra un padre e un figlio. E il cambiamento nelle loro vite da quando Nic ha iniziato a usare la droga.

Quanto è cambiata la vita di David dopo queste esperienze? E’ riuscito Nic a rendersi conto che quella la strada giusta da percorrere? Come riusciranno i due a destreggiarsi lungo il tortuoso e difficile percorso fuori dalla tossicodipendenza?

Quando nacque, era impossibile immaginare che Nic avrebbe sofferto in quel modo. I genitori vogliono soltanto il meglio per i loro figli. E io ero un tipico genitore convinto che questo non sarebbe accaduto a noi, non a mio figlio. Ma per quanto Nic, sia unico, lui è ogni figlio. Potrebbe essere il vostro.

Immagine correlataLa trama è ben descritta e rappresenta pienamente questa storia e questo libro. Una storia difficile, piena di scelte dure e di racconti di vita. Una storia che tutti dovrebbero leggere.

Per la copertina è stata utilizzata la locandina del film che è stato prodotto. Il film potete trovarlo su Amazon Prime se siete interessati a vederlo. L’originale per questa storia la vedete qui di lato. E’ sobria e sicuramente azzeccata per questa storia. Io non sono un’amante delle locandine dei film come copertine ma gli editori le utilizzano sempre più spesso e dobbiamo conviverci. Resta comunque il fatto che la copertina era migliore l’originale, come al solito. Per quanto riguarda iltitolo è stato lasciato come l’originale. 

L’ambientazione è americana, dove David Sheff vive ed è una storia che segna diversi anni nel corso della lettura. Come specifica anche l’autore adesso suo figlio ha 40 anni e vive in una casa per tossicodipendenti. Ma questa storia doveva essere raccontata.

Il venerdì successivo, dopo scuola, Nic e un amico da cui trascorre la notte giocano a calcio in giardino di Inverness. Gli preparo la borsa per la notte e cerco un maglione nel suo zaino. Non trovo il maglione, trovo invece un sacchetto di marijuana.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmI personaggi di questa storia sono reali, veri e il lettore lo percepisce fin dal primo istante, fin dalle prime parole dell’autore. Essendo un’autobiografia è difficile parlare di se stessi come dei propri cari, io non credo ne sarei mai capace e l’autore si mette in gioco raccontando una cosa difficile, che ha segnato la sua vita e quella di suo figlio. 

David è una persona straordinaria. Per quanto possa aver fatto o meno delle scelte sbagliate (che non ritengo siano da giudicare visto che se uno non ci passa, non può dirlo cosa avrebbe o non avrebbe fatto in quel caso) è un padre che ama suo figlio e farebbe di tutto perchè lui sia felice. Non c’è momento in cui non si percepisca l’amore che ha nei confronti di Nic. Nic nonostante la sua dipendenza viene descritto sempre come un ragazzo originale, mai banale e spettacolare. E’ innovativo nella musica, nei libri e in tutto ciò che fa, o almeno così la pensa suo padre.

Nel frattempo, la nostra vicinanza mi avrebbe permesso di capire immediatamente se ne avesse fato uso. Ero ingenuamente convinto che, se fosse stato tentato dalle droghe, me l’avrebbe detto. Ma mi sbagliavo.

Risultati immagini per gif beautiful boy filmIl perno centrale di questa storia è proprio la droga. La storia di Nic può essere la storia di chiunque e David ha voluto condividere con tutti la sua esperienza, se così si può chiamare. Ha raccontato dalla nascita di suo figlio tutti gli avvenimenti importanti che hanno segnato entrambi e che li hanno cambiati.

Lo stile utilizzato è piuttosto semplice e molto fluido. David parla in prima persona lasciandoci prima un’introduzione su ciò che ci aspetta e poi partendo dalle origini, fin da quando Nic è piccolo. Ci sono delle parti in cui David si sofferma sulla sua adolescenza e sul fatto che anche lui abbia provato delle droghe ma non ai livelli del figlio. Il suo compagno di stanza invece si, e Nic gli ricorda quel suo vecchio compagno.

Questa storia è l’autentico amore di un padre verso un figlio. David cerca di fare di tutto per suo figlio anche se è difficile e sembra quasi impossibile e Nic gli da del filo da torcere in tutti i modi possibili. La famiglia lo ha sempre sostenuto nelle scelte e nonostante sia stato difficile per tutti, David ci lascia un pezzo grande della sua vita e del suo dolore.

La storia è descrittiva dal punto di vista della droga e l’autore tende anche a mostrare al lettore tutti gli aspetti negativi e le ripercussioni che la droga può causare sull’essere umano. Non risparmia niente e mostra queste cose insieme alle paure da padre sul fatto che suo figlio possa avere le stesse identiche cose o i stessi anni neurologici, psichici e fisici.

E’ stata una lettura intensa, che non risparmia la sofferenza e le difficoltà. Ho provato angoscia durante la lettura (positiva s’intende!). E’ difficile anche solo pensare una situazione del genere e le scelte che possono derivarne. E‘ una storia incredibilmente toccante. Da leggere.

«Se vuoi continuare a vivere qui, se vuoi che ti aiuti, che ti paghi il college, se vuoi ancora vederci…» Lo fisso negli occhi e concludo: «Vuoi morire? E’ questo che vuoi?» Nic tira un calcio contro il muro, batte i pugni sul tavolo e scoppia a piangere. «Andiamo», faccio io. Lui protesta ancora un po’ e poi mi segue fino alla macchina.

Il libro è ben scritto e approfondisce diversi aspetti. E’ interessante, inquietante e sconvolgente. Sicuramente ne consiglio la lettura a tanti ragazzi che pensano di sapere tutto della vita, che rischiano di giocarsi l’esistenza senza sapere a cosa vanno incontro.

David Sheff scrive un’autobiografia sconvolgente, che racconta tutte le sofferenze di una famiglia che lotta contro la dipendenza dalla droga del proprio figlio. Una storia forte e struggente che lascia comprendere quanto le scelte giuste o sbagliate possono fare la differenza.

Il mio voto per questo libro è abbastanza relativo. Non perchè  sia negativo o positivo ma semplicemente perchè è impossibile dare un voto alla vita di qualcun altro, sopratutto dopo tutto quello che può aver passato. Se comunque dovessi dare un voto al libro a prescindere dall’autobiografia, complessivamente darei un quattro e mezzo.

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre tappe, mi raccomando. Qui sotto:

Beautiful boy


Vuoi acquistare Beautiful Boy all’inizio del ventunesimo secolo e sostenere il Blog? Acquista da Qui: Beautiful boy (versione italiana)  o dal generico Link Amazon: Amazon.

Aiuterai a sostenere il Blog a ricevere una percentuale che potrà essere utilizzata per acquistare libri di cui vi parlerò!


Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©