REVIEW PARTY: “IL SEGNO DELLA TEMPESTA DI FRANCESCA NOTO” (#124)

BUONA SERA CARI LETTORI!

Scusate il ritardo ma oggi è stata una giornataccia ed io dovevo finire di scrivere la recensione che ho finito solo poco fa. Sono dolorante e stanchissima ma non vi abbandono sappiatelo. Oggi per voi ho pronto un bel Review Party di cui ringrazio la Saper Scrivere e la Astro Editore per l’invio e per avermi invitato a partecipare! Ecco che ve ne parlo:

cover_il-segno-della-tempesta-2Titolo: Il segno della tempesta
Autore: Francesca Noto
Data d’uscita: 18 Aprile 2016
Editore: Astro Edizioni
Prezzo: € 2,99 Ebook / € 12,67 Cartaceo
Trama: Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent’anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio – come il suo dono – fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.

RECENSIONE

La storia ha inizio con Lea. Lea è una ragazza fragile ma allo stesso tempo forte: convive da sempre con un dono speciale: percepisce le emozioni degli altri e la cosa si fa prepotente nel momento in cui conosceremo la protagonista. 

La ragazza è stanca di ciò che gli succede, di vivere le emozioni altrui e di sogni premonitori e decide di partire con una destinazione davvero curiosa: le Everglades. Partendo per la zona più selvaggia della Florida, Lea conosce Sven, un ragazzo con cui entra subito in empatia, il quale non ha emozioni particolarmente negative per lei e da cui lei si sente attirata da un legame invisibile.

Chi è Sven? Cosa succederà a Lea una volta giunti a destinazione? Cosa succederà ai due una volta che scopriranno la verità su ciò che sta accadendo?

Quel cavallo sembrava aver perso ogni fiducia nel genere umano, tornato alla natura selvaggia delle sue origini. Raido, l’avevano chiamato, come la runa del viaggio e della scoperta. Un nome significativo, scelto da Kenneth in uno dei suoi inspiegabili, intuitivi impulsi.«Ehi, bello…», mormorò piano, guardandolo, provando con cautela a stendere una mano verso di lui. Una profferta di pace. I suoi occhi verdi risplendevano di una luce gentile, mentre cercava lo sguardo scuro e guizzante dello stallone.«Raido, siamo qui per aiutarti. Non c’è più niente di cui avere paura…». In realtà, le parole non avevano importanza. Era il tono, quello che contava. 

Immagine correlataLa trama è avvincente e invoglia sicuramente alla lettura.

La copertina è carina ma forse avrei preferito che fosse meno “cartoonizzata”. Sarebbe stato sicuramente migliore qualcosa di effettivamente reale, misto a qualcosa di fantastico, com’è il libro stesso, ecco. Il titolo mi piace molto. Ovviamente si deve entrare nel vivo della storia per capire effettivamente a cosa si riferisce ma è ben pensato e, come ho detto poco fa, mi piace.

Essendo un Urban fantasy c’è del fantastico nelle ambientazioni, sappiatelo ma ci sono anche posti e ambienti effettivamente esistenti: Sven è New Yorkese, Lea è italiana e l’epoca è moderna: urban da questo.

Attraverso quali occhi aveva guardato il mondo, pochi istanti prima? “Non ero io”, questo continuava a ripeterle la sua mente paralizzata dallo spavento.“E allora chi?”. Per un attimo, se lo domandò: stava facendo bene a partire da sola verso un posto dall’altra parte del mondo, seguendo le suggestioni di un sogno? Le sembrò la più grande follia che avesse mai deciso di vivere. Ma lentamente il cuore calmò i battiti, e smise di sbattere contro le sue costole come un animale impazzito contro le sbarre della sua gabbia. Riprese fiato, rendendosi conto di quanto fosse facile respirare, e uscì sul pianerottolo. La normalità fece breccia nel guscio di inquietudine che le si era chiuso intorno, permettendole di pescare le chiavi dalla borsa senza che le tremassero troppo le mani, e di aprire la porta al secondo tentativo. Non capiva.

personaggi sono molti e sono ben costruiti.

Lea è una ragazza dolce e decisamente fragile. Lei è la Runa Bianca ed è un elemento importante all’interno di questa storia. Inoltre, ha un dono davvero particolare: riesce a percepire le emozioni delle persone che la circondano tanto da diventare sue. Sembra essere trascinata nel vortice delle vite degli altri e devo dire che questo mi ha suscitato curiosità perchè volevo capire come questo potesse essere utile ai fini della storia stessa.

Sven è un ragazzo dapprima misterioso ma mano a mano che si va avanti si scoprono tante cose di lui. E’ uno scrittore famoso in incognita ed ha molte cicatrici sul corpo. E’ molto misterioso ma a Lea da pace e sembra essere in sintonia con lui, come se lo conoscesse da sempre.

Trovarono un piccolo chiosco che preparava daiquiri, e si fermarono lì. Per un po’, Lea succhiò la bevanda ghiacciata dalla cannuccia senza parlare, osservando Sven di sottecchi. Lui invece guardava il mare, le barche che esponevano cartelli per le brevi gite intorno alla baia, e aveva nelle ombre sotto agli zigomi due pozzi pensosi, chiaroscuri di perplessità.«Sai, stavo pensando che è un bellissimo caso, quello che ci ha fatti incontrare qui, in questo posto». Lei si ritrovò a sorridere.«A due passi dalle Everglades», mormorò piano, in risposta.«Lo penso anch’io, Sven. Solo che forse non è stato un caso»

Il perno centrale sono Lea, che è la Runa Bianca, e Sven, che sono legati da un filo indissolubile che li lega fin nel profondo.

Lo stile utilizzato è abbastanza complesso e poco fluido. L’autrice preferisce focalizzarsi molto di più sulle descrizioni che su altro e a, volte, lo ha reso più o meno pesante. Analizzerò qui di seguito i punti che più ritengo opportuni:

Fino alla prima metà del libro ciò che accade è tutto molto confuso e tu sei più confuso dei protagonisti stessi. Lo dico perché mi è successo. E nella prima parte è ancora più accentuato, dopo la metà comincia un po’ di azione (e meno male).

La prolissità. Per carità, non posso dire che il libro fosse scritto male, anzi, tutt’altro. L’autrice ha uno stile particolare e piuttosto ben strutturato. Il problema è che appensantivano la lettura e la scorrevolezza del testo. In più ho trovato ridondante il fatto che, da quando Lea ha incontrato Sven, l’inizio dei capitoli è un susseguirsi: passarono giorni, passarono giorni, passarono giorni. Ci sta una via lì? :O

L’inverosimile di alcune scene. Sven è bello e bla bla bla ma la sua storia ha dell’infondato: ti risvegli dal coma, ok non hai i genitori e tutto il resto ma addirittura nessuno riesce a risalire a chi sei? Tanto da doverti inventare un nuovo te stesso? Non saprei quanto possa essere veritiero. In più i due si conoscono, (tralasciando che Lea si trovi a suo agio con ciò che lui le trasmette) ti fidi ciecamente di questo appena conosciuto? E lui di te? Come  alcuni discorsi… li ho trovati incompresi. Belli, ma incompresi, tipo questo che trovate subito qui sotto.

«Poco fa. Ti ho vista che già correvi. Prima… mi sono svegliato da un sogno. Un sogno in cui c’era il mare, e l’alba… e mi sembrava di vederti, ma di colpo ho aperto gli occhi e ho sentito che dovevo venire qui. E quando ti ho vista correre sulla spiaggia, allora ho capito. Luce… tantissima luce. Sembrava che il mondo mi stesse parlando, che stesse cercando di dirmi qualcosa. Ero certo che tu stessi provando le stesse cose, che avessi sentito quello che avevo sentito io. Era il suono del mondo». Lea annuì in silenzio. Era una bella sensazione, stare distesi su quella spiaggia e sapere che si provava lo stesso sentimento.

Insomma, il libro si è mantenuto su una linea abbastanza strana. E’ stato interessante ma ha avuto molti punti con cui non mi trovo. 

Una storia con una trama accattivante con un tipo di scrittura interessante ma che non mi ha catturato come speravo. Consiglio? Non so dirvi,  si e no ma l’aspetto e l’essenza è sempre singolare e soggettivo quindi non sarò io a frenarvi se avete tanta voglia di leggerlo, sappiatelo.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini

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Ecco la locandina con i blog partecipanti che dovete andare a trovare, mi raccomando:Noto_review-party-def_locandina


Che ne pensate? Vi piace? Fatemi sapere con un bel commentino, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

SEGNALAZIONE #48 – IL SEGNO DELLA TEMPESTA DI FRANCESCA NOTO.

BUON POMERIGGIO PICCOLE PARTICELLE!

Come state? Io bene! Finalmente, ecco che arriva il fine settimana e porto una nuova segnalazione con me. Mi ha inviato questo l’agenzia letteraria Saper Scrivere e presto, a Novembre, ci sarà un Review Party, quindi vi farò sapere cosa ne penso! Ecco che ve ne parlo:

cover_il2bsegno2bdella2btempesta2b2Titolo: Il segno della tempesta

Autore: Francesca Noto

Data d’uscita: 18 Aprile 2016

Editore: Astro Edizioni

Prezzo: € 2,99 Ebook / € 12,67 Cartaceo

Trama: Lea Schneider ha un dono, o forse una maledizione. Riesce a percepire con impressionante chiarezza le emozioni altrui. È sempre stato un fardello complicato da gestire, in grado di trasformare la sua adolescenza in un inferno. Anni dopo, le sue capacità tornano a manifestarsi con forza. In preda a strani sogni premonitori, Lea decide di fuggire verso la regione più selvaggia della Florida, dove è stata concepita vent’anni prima. Ciò che non sa è che quel viaggio – come il suo dono – fa parte di un disegno più grande. Chi è Sven, il ragazzo senza un passato e dotato di capacità ben più potenti delle sue? Nuove forze scoprono le carte di una partita antica, di cui i due giovani sono il fulcro.


Info sull’autore: Francesca Noto vive a Roma, dove è nata nel 1977, con il marito e due figlie. Laureata in lettere antiche con indirizzo archeologico, ha poi scelto di seguire il suo sogno di lavorare nella scrittura creativa ed è diventata una giornalista, editor e traduttrice professionista di narrativa. Appassionata fin da bambina di heroic fantasy, scherma medievale, equitazione, giochi di ruolo e videogiochi, ha iniziato a scrivere il suo romanzo d’esordio, Il segno della tempesta, nel periodo dell’università, per concluderlo e pubblicarlo nel 2016 con Astro Edizioni. Al momento sta scrivendo il suo secondo romanzo, un sequel stand-alone dal titolo I figli della tempesta, che uscirà per Astro Edizioni a ottobre 2017.


Cosa ne pensate? Vi piace? Vi incuriosisce? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

RECENSIONE #79 – I QUATTRO REGNI DI PIETRO TULIPANO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Oggi ho una nuova recensione per voi! Ringrazio l’agenzia letteraria Saper Scrivere per avermi permesso la lettura e vi lascio il libro di cui vi sto parlando:

41dyss2knyl-_sy346_Titolo: I quattro regni
Autore: Pietro Davide Tulipano
Editore: Astro (E-sordisco)
Data di uscita: 27 marzo 2017
Pagine: 364; prezzo: 1, 99 (ebook)
ASIN: B06XVWQNYT
Trama: Gli orchi, antichi nemici degli uomini, nani ed elfi, stanno effettuando una corsa agli armamenti. Il re, allarmato, cerca alleati, i quali nominano un’ambasciata composta dai loro guerrieri più abili e fidati e da uno dei paladini, saggi guerrieri custodi della pace. Tra loro ci sarà anche un abile cacciatore dal passato misterioso, appartenente a un’antica razza ormai quasi del tutto estinta. Con il benestare del re degli uomini, si aggiungerà alla spedizione anche una giovane ragazza, Aisling, figlia di un nobile generale del regno. Intanto Déltan, un giovane contadino orfano di padre, conduce la sua esistenza tranquilla in una piccola città del regno, sognando un giorno di esplorare il mondo. Una sera la sua città viene attaccata da mostruose creature anfibie. I cittadini e i soldati resistono all’attacco, ma buona parte della città è data alle fiamme. Déltan non riesce a salvare sua madre e il giorno seguente decide di unirsi all’ambasciata di Aisling.

RECENSIONE:

La storia ha inizio a Gheverfols capitale di Thelmonar e dimora del re Nathelon che sapute notizie di Orchi in fermento, si dirige al Consiglio dei Re.

Il Consiglio dei Re è tenuto dai Tre re dei Quattro regni: Télmonar regno degli uomini, Foleset regno degli Elfi, Terekas regno dei nani e Guruth-Or il regno degli orchi. Al consiglio presiedono solo le prime tre nazioni per discutere di come fare per scoprire se gli orchi stanno progettando una guerra.

Così viene deciso di mandare un gruppo di rappresentanti, un’ambasciata di pace, che giunga al regno degli orchi e al loro re. Per questa spedizione saranno presenti un rappresentate per ogni regno più un paladino e un essere che può rivelarsi utile. Troverete tutti i personaggi più avanti.

Nel frattempo, un contadino di nome Déltan, dopo aver scoperto cosa stava accadendo, (perchè spia il re che faceva sosta in una locanda) decide di conservare con se questo segreto. Finchè non ha l’occasione di una vita: partire per fare qualcosa per se stesso e per il suo popolo, imbarcandosi in una nuova avventura.

Cosa succederà alla nostra compagnia? Riusciranno nel loro intento? Cosa scopriranno una volta arrivati a destinazione?

«Perché mi hai voluto in questo viaggio?» «Perché mi hai colpito a Lammenons, con le tue parole sul valore della pace e della vita. Perché da paladino devo operare affinché il bene trionfi sul male e nel tuo caso, che l’amore per il mondo trionfi sull’odio per i lisnan. Ignorare il bisogno di un giovane in bilico tra la luce e l’ombra non è degno di un membro del mio ordine. » Una leggera nota affettuosa parve comparire nella sua voce accompagnando quelle parole.«Tutto qui?» chiese Déltan incredulo.«Niente più di questo? Orith aveva ragione a dire che fosse un azzardo. » «Orith ha già dimenticato le sue stesse parole, ti consiglio di fare altrettanto. A ogni modo, forse sì, è stato un azzardo. Ma questo non lo rende sbagliato ai miei occhi. Ti ho portato con noi per aiutarti, perché dare una mano quando posso è sempre stato motivo di gioia e serenità per me.

La trama, avendola letta tutta dopo aver terminato il libro, come faccio solitamente, è ben scritta anche se fin troppo dettagliata, avrei sorvolato su alcune cose per rendere più accattivante e mettere più curiosità.

La copertina è piuttosto triste. Spenta e poco accattivante, spegne del tutto le aspettative del libro. E’ vero che un libro non si giudica dalla copertina ma anch’essa fa la sua parte e dovrebbe catturare l’occhio in cerca del libro da leggere. Almeno secondo me, questa non cattura affatto.

L’ambientazione è fantasy a tutto tondo. Ci troviamo a Elearos, terra che ospita i Quattro regni di cui vi ho parlato inizialmente.

«C’è qualcosa che non va?» domandò Verghen, al cui occhio attento non era sfuggito il malanimo del compagno.«Le montagne a sud dell’Altacima potrebbero essere abitate, specie in alta quota», disse Arezor, «sarebbe stato meglio non spingersi così in alto, siamo troppo visibili. Prima ce ne andremo, meglio sarà. » «Abitate?» domandò Fàlenthes stupito, come se l’idea di poter vivere su uno di quei monti fosse semplicemente inconcepibile per lui.«E chi potrebbe mai abitarle?» Arezor sospirò scrutando il panorama, come se vi cercasse qualcosa o qualcuno.«Forse solo un ricordo.»

I personaggi sono molti ma vi parlerò dei principali in questo libro. Loro sono coloro che prenderanno parte alla spedizione di pace:

Déltan è un giovane uomo e contadino di Lammenons, paese nella terra di Thelmonar. Un ragazzo coraggioso e pieno di risorse che piano piano prenderà piega all’interno del romanzo.

Therfond e Aisling sono un uomo e una donna, entrambi umani. Aisling vive con Therfond dopo la morte di suo padre, caro amico di quest’ultimo. Sono guerrieri dell’esercito degli uomini addestrati per qualsiasi cosa. Abili combattenti, veloci e forti.

Edwar è uno dei quattro paladini. Uno per ogni regno e lui è quello del Nord. Lui è il custode dell’arte del fuoco. Il paladino nano Thagmer è il maestro della terra, il paladino elfo Eilissan lo è dell’aria e il paladino orco Kurdròmmer dell’acqua. Devoti alla pace tra i regni, è forte e deciso, ma anche incredibilmente saggio.

Orith è un nano ostile a nuove proposte ma forte e fidato amico del re dei nani. Forte e astuto è l’unico che pensa a tutte le eventuali mosse tanto da pensare di tenere con se una cosa che doveva essere provvidenziale per la compagnia.

Falenthes è un elfo dei boschi, incredibilmente forte con l’arco e la freccia e dotato di un senso dell’umorismo e di innata compagnia, che non si addice molto a uno del suo popolo.

Arezor è un uomo più grande del normale e uno degli ultimi della sua specie. E’ un durmoroth (non so se sia sbagliato com’è scritto ma abbiate pietà, guardate quanti nomi devo ricordare!) E’ in grado di trasformarsi in lupo perchè ognuno di questi esseri entra in connessione con un tipo di animale per tutta la vita in base al proprio carattere e lui lo è con i lupi.

«Anche gli argomenti spiacevoli vanno affrontati, presto o tardi», disse Edwar, «o potrebbero corrodere silenziosamente la spensieratezza di chi tenta di ignorarli. Il male è sempre pronto a colpire non appena il bene si illude di aver trionfato e cessa di operare. » «Non c’è nulla di terribile in questi discorsi», rispose Verghen.«Risvegliano in me l’orgoglio dei miei antenati che si opposero al dominio di Ferghenor e il ricordo della grandezza della nostra patria e dei nostri re. » «La grandezza dei vostri re?» chiese Edwar con voce dura.«E cosa rende i vostri re grandi?» «Perbacco», esclamò Orith, «tu, un paladino, chiedi questo? L’essere re rende necessariamente grandi. Chiunque nasca re si trova in una condizione che in ogni caso lo renderà una grande persona. Si è mai sentito parlare di un grande lattaio?» 

Il perno centrale è questa spedizione di pace per scoprire se gli orchi stanno progettando una guerra e poter riappacificare gli animi. Ciò che si viene a sapere leggendo è una scoperta dopo l’altra.

Lo stile utilizzato è piuttosto ricercato. Scritto in terza persona, questo libro inizialmente sembra molto difficile da digerire ma lentamente prende piega e riesce ad entrare dentro passo dopo passo.

Dopo aver letto le prime pagine e aver scoperto di orchi, elfi, nani e uomini ho pensato subito a Lo Hobbit (di cui io ho visto il film -premetto- ma leggerò presto il libro perchè sono davvero curiosa) e ho pensato che fosse una storia scontata con personaggi visti e rivisti. In più avevo pensato che la storia potesse essere similare a quelle di Tolkien. MI SBAGLIAVO!

Questa storia utilizza creature della mitologia fantasy classica e ne crea anche di nuovi entrando in un mondo del tutto nuovo e inaspettato.

L’unica cosa che mi ha deluso un po’ è stata la lentezza dei preparativi di partenza all’andata e il poco con cui invece hanno fatto ritorno. Durante il viaggio, che può essere a tratti pesante, ma si scoprono dettagli interessanti e si fanno scoperte e tappe insidiose e del tutto curiose.

Garb entrò nella stanza seguito dagli altri.«Ha la febbre», disse Aisling.«Ah, sì», rispose Garb senza dar troppa importanza alla cosa.«Il Larsck può fare questo effetto. Non ai quold adulti ovviamente», si affrettò a sottolineare, «ma spesso ai nostri piccoli capita di avere la febbre quando lo usano. Non ti preoccupare ragazza, domattina sarà tutto passato. Il rimedio di Garb rimetterà in sesto il tuo giovane. » Aisling abbassò lo sguardo sentendosi arrossire nell’udire Déltan definito come: “il suo giovane”. Era una combattente esperta, capace di affrontare a sangue freddo qualunque nemico, eppure non era mai stata addestrata riguardo al dolce affondo dell’amore, che aveva infranto le sue difese e raggiunto il suo cuore ben prima che il suo istinto guerriero si accorgesse di nulla. Era la prima volta che Aisling, con il suo carattere forte e orgoglioso, sperimentava l’imbarazzo.

Il libro è stato a tratti un po’ lento ma scritto piuttosto bene.

L’autore mi ha decisamente stupito e il libro merita decisamente di essere letto. In un mondo fatto di orchi, elfi e uomini in piene ambientazioni fantasy, fra foreste incantate e monti gelidi.

Un libro di cui vi consiglio la lettura, che non potete perdere ma che non ha preso il totale punteggio per la lentezza nel prendere piede e per il coinvolgimento in alcune parti mancato.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie.

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Cosa ne pensate? Io direi che dovete dargli una possibilità perchè è una storia particolare, un fantasy coinvolgente.

A presto,

Sara. ©