RECENSIONE #120 – ASPETTAMI FINO ALL’ULTIMA PAGINA DI SOFIA RHEI

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Voi direte, finalmente ce l’hai fatta a leggere ‘sto libro! Ebbene si, mi era rimasto qualcosa di arretrato e sto cercando di recuperarlo fra una lettura e l’altra. Quindi ecco il primo recupero che avevo da fare ed anche il più breve visto che è di un’entità piuttosto piccola! Ringrazio la Newton Compton per l’invio, ancora una volta, e ve ne parlo subito.

aspettami-fino-allultima-paginaTitolo: Aspettami fino all’ultima pagina

Autore: Sofía Rhei
In uscita il: 24/08/2017
Prezzo: € 4,99 /  € 10,00
ISBN: 9788822712455

Pagine: 256
Numero 1 in classifica in Spagna
TramaSilvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama… Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita…

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Silvia. Lei si sta preparando e sta sistemando casa, in attesa di Alain. Alain è l’uomo che lei ama. L’unico problema è che lui è sposato e sono anni che fa promesse su promesse che poi non mantiene. “Lascerò mia moglie e verrò a vivere con te” questa è l’ultima che le dice e lei ci crede. Ma quando Alain non arriva e come tutte le volte Silvia si ritrova la porta sbattuta in faccia decide che è tempo di cambiare. Ma non sarà così semplice perchè Alain l’ha cambiata fin nel profondo. Un bizzarro terapeuta che basa tutto sui libri, il signor O’Flahertie,  cercherà di aiutarla nel suo intento.

Riuscirà Silvia a riprendere in mano la sua vita? Si renderà conto che Alain non è l’uomo che fa per lei? Riuscirà assieme ai libri ad uscirne veramente?

«L’ho prestato a un… amico», disse Silvia. Isabel la fissò con intensità. Aveva indovinato a chi aveva prestato quel libro dal tono funebre dell’amica. «Come hai potuto permettere che questo tizio si prendesse il tuo libro preferito?», sussurrò aggrottando la fronte, senza che Isolde la sentisse. «Gli hai dato il tuo tempo, il tuo affetto e il tuo entusiasmo. Non puoi permettergli di prendersi tutta la tua vita. Se gli dai tutto, ti concedi troppo e dopo rimani vuota».

La trama è semplice e rappresentativa del libro, niente di più, niente di meno. Quindi niente da dire al riguardo.

La copertina è carina e diversa dal classico catalogo della casa editrice ma non capisco cosa abbia combinato la Newton Compton. Noi blogger abbiamo una versione azzurra e in libreria invece è venduta di colore bianco. Qual’è il mistero? Nessuno lo sa. Il titolo è lungo ma sicuramente diverso dallo standard “Newtoniano” quindi apprezzo lo sforzo diciamo.

La storia è ambientata nella magica Parigi e l’epoca è moderno/ contemporanea, al giorno d’oggi per capirsi.

La vita offre tanti inizi affascinanti, esordi possibili di storie incredibilmente promettenti Ma pochissimi di questi inizi si svilupperanno in una trama e ancor meno avranno un finale all’altezza. L’unico modo per guarire dagli inizi era trovare, o costruire, un proseguimento altrettanto accattivante.E questo poteva farlo soltanto il lettore, cioè lo spettatore della vita. Se stessa. Pochi istanti prima di addormentarsi, con il sorriso sulle labbra, Silvia si accorse che quella sera, da quando aveva varcato la porta dell’albergo, non aveva pensato ad Alain neanche una volta.

Risultati immagini per gif amore infedeleI personaggi sono pochi ma abbastanza ben delineati.

Silvia è una donna tutt’altro che forte. E’ sensibile e fragile. Continua a correre dietro ad un uomo che non lascerà mai sua moglie ma lei è convinta che presto o tardi sarà solo suo, basta solo aspettare. Ma Silvia è anche altro e lo scoprirete nel corso della lettura.

Alain è il classico uomo viscido, con un piede in due scarpe. Il problema è che sembra proprio che questo piede non abbia intenzione di toglierlo da nessuna delle due parti. Un personaggio che ho detestato dall’inizio alla fine.

O’Flahertie è uno psicologo/ terapeuta che tratta coi libri. Gli piace parlare di libri, di Parigi e di cose che non c’entrano apparentemente niente con la giovane donna in cerca di aiuto. Ma con i suoi libri , quest’uomo saprà scavare dentro di lei e Silvia resterà ogni volta sempre più stupita.

Ci sono anche altri soggetti e personaggi secondari che non vi descriverò altrimenti dovrei raccontarvi mezzo libro. Essendo già piccolo di suo, non conviene – ecco tutto.

«Ciascuno di noi è un mostro», le assicurò lui in tono solenne. «Siamo tutti Frankestein. Affinché risulti evidente, basta guardarsi nello specchio giusto. Siamo fatti di pezzi di cose molto diverse, ciascuno di noi ha parti che sono morte e poi rinate. Occultiamo qualcosa, ci nascondiamo, e in tante situazioni ci spaventa mostrare come siamo fatti realmente. In ciascuno di noi c’è una parte aggressiva. E’ molto frequente che, per proteggere gli altri, la rivoltiamo contro noi stessi. E’ su questa aggressione che viene da dentro, e che fa tanto soffrire il mostro di Frankestein, che si fonda la scarsa autostima».

Il perno centrale è Silvia stessa. Tutto ruota intorno a lei anche se la storia sembra ruotare attorno ad Alain. Alain è solo la causa scatenante di tutto ciò che accadrà intorno e nell’animo di Silvia.

Lo stile utilizzato è stato semplice ma poco scorrevole. Il fatto che la storia fosse narrata in terza persona, in questo libro non ci stava particolarmente a pennello. In alcuni momenti sembrava addirittura forzata. In più Silvia non è per niente un soggetto facile. In più la storia è poco condita e quindi questo non giova a suo favore.

Un punto a favore che devo a questa storia è stato il fatto della terapia. Silvia durante il percorso matura e cambia. Il terapeuta e gli appuntamenti mi hanno ricordato molto quando ero io ad andare dalla psicologa. Quindi su questo piano mi sono sentita molto vicino alla protagonista ed ho capito molto i suoi repentini sbalzi d’umore e di pensiero. 

Il finale era sicuramente inaspettato ma ha stonato in confronto a tutto il resto e non mi ha fatto impazzire particolarmente.

La signora era accompagnata da un giovane. Quando si voltarono per salutare Odysseus, Silvia si rese conto che quell’anziana era la famosa Paulette Lamie. «Lascia che ti presenti Paulette e il suo assistente, Borìs» disse il greco, divertito dall’espressione stupefatta di Silvia.

Il libro non è stato male ma non è stato un libro che ti toglie il fiato. Non è un libro che 

Più che una storia romantica la definirei di rivincita su se stessi e sull’accettazione di ciò che si è e di ciò che si vuole nella propria vita. Un libro che mi ha fatto apprezzare il cambiamento e la rivincita che ho avuto anche io su me stessa. Però si ferma qui. Consiglio? Ni, fate ciò che vi sentite.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini e mezzo

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Allora? Cosa mi dite, vi piace? Lasciate un bel commento, io sono qui che vi aspetto!

A presto,

Sara ©

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