A PROPOSITO DI: DESCENDER V.4 MACCHINE ORBITALI DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Sono qui per portarvi una nuova puntata di A proposito di… e vi parlo del quarto volume di questa serie. Siamo alle battute finali, manca il quinto e il sesto volume poi c’è la nuova serie in corso di Ascender di cui vi parlerò più avanti. Alla fine del sesto volume farò la recensione generale dei volumi letti e spero vi piacerà. Ho appena scoperto che la saga di descender non si ferma solo con questi sei volumi e con Ascender ma ha parecchi volumi ancora di cui parlare. Io vi parlerò di questi di Descender per poi passare ad un’altra saga, una volta usciti altri volumi, torneremo su questo. Intanto la recensione non ve la leva nessuno. Ecco a voi:

Titolo: Descender v.4 – Macchine Orbitali
Autore: Dustin Nhuyen e Jeff Lemire
Autori: Dustin Nguyen, Jeff Lemire

Colore o B/N: Colore
Edizione: Regular
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Pagine
Link d’acquisto: https://amzn.to/2ZXcRJk
TramaDopo averci raccontato le storie segrete del cast della saga nel volume 3, Jeff Lemire e Dustin Nguyen alzano il ritmo della narrazione in un volume che vi lascerà a bocca aperta in attesa del seguito: Telsa e Quon riescono a scappare dalla Luna meccanica insieme a Tim 21, mentre Andy e la sua banda di rottamatori li inseguono e tanto il CGU quanto i ribelli robot convergono su di loro. L’esito di questa fuga è tutto meno che scontato, e la storia di Descender, che con questo volume arriva circa alla sua metà, si fa sempre più ricca e umana, il che è paradossale visto che parla di robot.

In questo approfondimento vi parlerò dei robot, dei rottamatori e dei Mietitori e dei sentimenti contrastanti che si annidano dietro ognuno di loro.

Per quanto riguarda i Robot, vi ho già parlato del piccolo Tim-21 nella seconda puntata di A proposito di… di Descender. Tim-21 sembra essere il protagonista indiscusso di questa storia ma allo stesso tempo la macchina che smuove diversi personaggi attorno a lui. Nei suoi sogni Tim-21 sogna un cimitero di Robot, che tutti cercano di comprendere misteriosamente.

Descender – Stelle di latta, i robot di Jeff Lemire e Dustin Nguyen – Lo  Spazio BiancoI più importanti, seppur ancora avvolti nel completo mistero sembrano essere i Mietitori che apparvero misteriosamente su ciascuno dei nove pianeti del Consiglio Galattico Unito e distrussero quasi tutte le popolazioni sui pianeti.  Si dice che Tim-21 sia estremamente collegato a questi strani e misteriosi robot giganteschi, ne sapremo sicuramente meglio andando avanti nella storia.

Descender ‒ Singolarità | Mangialibri

Trivella è un gigantesco robot che funge da guardia del corpo di Tim-21. E’ un personaggio molto emotivo seppur sia un semplice robot. E in questo come nel volume precedente scopriremo molto sul suo conto. Trivella aveva un compagno Robot rimasto ucciso sul pianeta natale di Andy e si sente ripetere spesso una frase che resterà nel cuore del lettore “Trivella è un Killer”. Ci si domanda inizialmente per quale motivo questo robot continui a darsi questo appellativo ma la spiegazione da una voce molto più forte ancora e una connotazione interessante a questo personaggio.

Review: Descender Vol. 3- Singularities - ComicBookWire

Tim-22 è un membro del gruppo di robot che vive in una colonia dispersa nello spazio e ricercata dalla CGU da tantissimo tempo. Dopo il suo passato difficile, si comprende come Tim-22 necessiti di vendetta. Legato a quello che chiama suo padre Psius è un personaggio che non lascia spazio ad altri e cerca in tutti i modi di essere protagonista della scena anche se nessuno lo richiede.

Bandit (Descender) | Image Comics Database | Fandom
Bandit è un piccolo robottino da compagnia per Tim-21 e collegato a lui tramite un chip. Questo piccolo robot è adorabile e ha tutte le caratteristiche similare ad un cagnolino. E’ legato ai suoi compagni di viaggio, sopratutto al piccolo Tim-21 e viceversa. I due si ritroveranno separati ma Bandit credo sia un personaggio di quelli che ci riserverà delle belle sorprese.

Descender 15 | Retcon Punch

Effie è un abile programmatore di computer che è sempre stata qualcosa di importante nella vita di Andy. Dopo un suo incidente e dopo il divorzio da Andy, si è trasformata in un cyborg umanoide prendendo capo di un gruppo e diventando una specie di Regina per il suo gruppo di persone e robot a cui lei si sente collegata e attratta sempre più. Un personaggio che mi incuriosisce tantissimo, fino ad ora uno dei miei preferiti.


Questi sono i personaggi robot in questo percorso, almeno fino a questo momento. Spero di scoprire qualcosa di interessante e vi farò sapere nel corso della lettura. Cosa ne pensate?

A presto,

Sara ©

A PROPOSITO DI: DESCENDER V.1 STELLA DI LATTA DI DUSTIN NHUYEN E JEFF LEMIRE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per portarvi una nuova rubrica che vedrete nelle prossime settimane a farvi compagnia parlando di saghe di fumetti e Graphic Novel. Siccome non mi piace essere scontata e parlarvi della solita recensione del fumetto che dopo qualche volume diventa inconsistente e ripetitiva – non come i volumi più descritti – ho deciso di proporvi approfondimenti per ogni volume della serie, portandovi curiosità, motivi per leggerlo, approfondimenti e chi più ne ha, ne metta pur di rendervi piacevole e confortevole la scoperta di nuove letture. Quindi nasce A PROPOSITO DI… E SPERO VI PIACCIA! Quest’oggi vi porto un volume che su Instagram è stato richiesto dopo un sondaggio e di cui sono felice di parlarvi. Ecco a voi:

DESCENDER-1_f-1Titolo: Descender v.1 – Stella di latta
ISBN:
978-88-6543-532-8

Autori: Dustin Nguyen, Jeff Lemire
Colore o B/N: Colore
Data di pubblicazione: 11/12/2015
Edizione: Regular
Formato e rilegatura: Cartonato 17 X 26
Genere: Fantapocalisse e fiducia
Pagine: 144
Trama: Dieci anni dopo che giganteschi robot, i Mietitori, hanno decimato la popolazione di ciascuno dei principali pianeti abitati e che gli umani superstiti hanno distrutto per reazione all’ecatombe ogni robot esistente, su uno sperduto avamposto minerario si risveglia Tim-21, un androide-bambino da compagnia, insieme al suo cane-robot Bandit. Purtroppo da poco si è scoperto che la matrice dei Mietitori era la stessa degli androidi della serie Tim, e quindi il segnale vitale di quel singolo androide attira da ogni angolo dei mondi persone che lo vogliono smontare, o distruggere o replicare. Grande universo. Piccolo robot. L’acclamatissima serie di Jeff Lemire, dipinta da Dustin Nguyen, che sta già diventando un film.

Per questo primo volume, che introduce molto questa saga che promette molte cose interessanti, vi parlerò dei mondi sulle quali esso è strutturato. Tim-21 si risveglia e fin dalla sua richiesta di aiuto su un pianeta desolato di cui lui è l’unico superstite robot, ha inizio una fuga rocambolesca fra i pianeti e l’inseguimento di chi cerca di catturarlo perchè troppo importante. I pianeti fin dal primo momento sembrano essere dei più differenti e variegati, portando e mostrando anche diverse razze e specie che popolano l’universo in cui Descender è ambientato. 

Non si riesce a non pensare alla struttura di una visione determinata e precisa, pensata e strutturata dopo diverso tempo di lavoro. Vi spiego qui sotto i pianeti – che riprenderò sia dal volume in lettura che ho riscontrato, sia aiutandomi con il piccolo atlante spiegato in fondo al volume, utile per comprendere la storia al meglio. Eccolo qui.

ATLANTE DEI PIANETI NUCLEO DEL CONSIGLIO GALATTICO UNITO.

Descender' and 'Ascender' Confront and Condemn Humanity's Perpetual  Dismissal of Their Offspring
NIYRATA

Anche detto il cuore tecnologico e culturale del CGU (un’associazione militare intergalattica) e casa delle Nove Città Ambasciata. Ciò che ne resta è un piccolo mondo devastato in cui vi è solo il Consiglio che continua a detenere il potere.

GNISH

E’ il pianeta più grande oltre a quello con la forza militare più influente degli altri pianeti. Un popolo guidato da – come vengono definiti sul volume – zeloti luddisti che proclamano indipendenza ma che sono sotto la guida di un re non troppo congeniale. E’ la Casa dei Rottamatori e delle Pozze di Fusione, delle grandi arene in cui i robot sono costretti a scontrarsi fino a che non resta di loro nient’altro che ciarpame inutile.

KNOSSOS

Il pianeta nucleo più piccolo di Megacosmo.

SILENOS

L’atmosfera unica di questo pianeta rende impossibile qualsiasi vibrazione o suono in cui persino i suoi abitanti, vivendo nel silenzio più totale, comunicano  proiettando geroglifici telepatici in aria. Un popolo davvero originale che spero di incontrare nel corso delle prossime letture.

Descender": la fantascienza di Lemire che dialoga con Spielberg -  Fumettologica

PHAGES

E’ il mondo infestato e fantasma patria dei PAGHES, degli esseri misteriosi che, con il loro aspetto spettrale hanno spaventato per diverso tempo diversi esploratori. Tutti pensavano fosse un pianeta infestato e, in effetti, lo è. Un pianeta fatto di esseri inconsistenti come il gas di cui gli unici non gassosi sono dei giganti alti sei metri, particolarmente ostili.

MATA

E’ un mondo acquatico che un tempo era patria dell’impero barocco e rinascimentale. Le rovine si trovano ancora sott’acqua e i superstiti, dopo l’inondazione, vivono su un regno galleggiante dove cercano di sopravvivere a ciò che ne resta.

AMUN

Una razza di alieni insetto che vive in alveari alleata con i Ghishiani del pianeta Gnish. 

OSTRANOK

Un desolato deserto senza vita che conserva in sé antiche rovine di civiltà ormai estinte.


In questo volume avremo modo di mettere piede su diversi pianeti tutto in una sola botta e quindi avremo modo di conoscere il tipo di popolazione, intravedere le abitudini e il tenore di vita su i pianeti esplorati. Sicuramente troveremo Gnish e scoprirete sia la sua popolazione poco cordiale e particolarmente incline al guadagno oltre che alla distruzione. Incontreremo anche popolazione di Niyrata.


Dovrete scoprire questi mondi con i vostri occhi. Che state aspettando. Parleremo del secondo volume la prossima settimana, tenetevi pronti.

A presto,

Sara ©

 

REVIEW PARTY: NON ERA VERO DI CLAIRE MACKINTOSH (#260) + APPROFONDIMENTO

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione, nuovo evento! Spero che questo possa piacervi o interessarvi. Un nuovo thriller – visto che ultimamente mi mancano, visto che non sto leggendo altro (lo sto facendo nel frattempo, tranquilli!). Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura in anteprima e Chiara per avermi coinvolto in questa bella iniziativa. Ecco qui:

9788851168186_3870984c44e7e3d4acd9ac76e1478303Titolo: Non era vero
Autore: Clare Mackintosh
Editore: Dea Planeta
Genere: Mystery
Data di uscita: 12 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2SoaMV0
Trama: Anna è sconvolta quando, a sette mesi di distanza dalla morte per suicidio del padre, sua madre sceglie di togliersi la vita nello stesso identico modo. Almeno, questo è quanto stabilisce la polizia. Ma qualcosa dentro Anna, innamorata del suo ex terapeuta e da poco divenuta mamma, si ribella all’evidenza. Nulla, nel passato della sua famiglia, giustifica un epilogo tanto drammatico. Trascorso qualche tempo dal nuovo lutto, Anna riceve un biglietto anonimo che sembra confermare i suoi sospetti. Tanto basta a spingerla a rivolgersi alla polizia nella speranza che il caso venga riaperto. L’unico disposto a darle ascolto, però, è Murray Mackenzie, poliziotto in pensione. Mackenzie, marito devoto di una donna che soffre di depressioni violente, si impegna a riaprire ufficiosamente il caso, convinto che solo nuovi e concreti indizi potranno persuadere i colleghi a prendere sul serio i dubbi di Anna…

APPROFONDIMENTO: I LUOGHI.

Immagine correlataNon si ha un vero e proprio luogo di appartenenza. Viene citata Beachy Head, una scogliera o promontorio da cui i genitori di Anna sembra si siano suicidati. Questo posto si trova effettivamente in Inghilterra. La vista è affascinante, non c’è che dire ma è anche il luogo in cui avvengono maggiori suicidi. Per questo la polizia non esita un secondo a classificarli come tale. Il mare è per la maggior parte alta marea ma è comunque un posto incredibile da visitare anche se personalmente avrei un pochino paura. Ecco una citazione proprio di quel luogo, suggestivo, folkloristico e magico, quasi misterioso:

Il promontorio si ergeva sopra di lui, ogni passo lo portava un po’ più in alto rispetto al livello del mare. Secondo il folklore locale, a Beachy Head convergevano diverse “linee temporanee” o “linee di prateria” negative che inducevano al suicidio gli individui particolarmente suscettibili. Murray non credeva alla magia e ai misteri, ma era difficile ignorare il potere di quel luogo.

C’è un piccolo pub dove i residenti sembrano conoscersi ma allo stesso tempo pericoloso. “Un luogo di ossessione e agonia”, cito dal libro. Ed è proprio così, perchè Anna non riesce a darsi pace per la morte dei propri genitori.

Altro luogo fulcro di questa storia è la casa dei genitori di Anna dove essa stessa ora vive e convive con il suo ex terapeuta Mark e sua figlia Ella di pochi mesi. E’ una casa molto grande , situata in un quartiere chic del posto. Tanti sono i segreti nascosti dai genitori di Anna, tante sono le cose non dette ed i ricordi della vita da adolescente o da bambina riaffiorano più volte nella mente della giovane protagonista.

Mercedes Benz Parked in a RowAltro posto da non sottovalutare è la Johnson’s Cars. Il rivenditore di auto tirato su con tanta fatica dal padre di Anna di cui adesso lei gestisce solo la parte da supervisore mentre Billy, suo zio, ne ha preso le redini. Anche se tutto va in malora è un luogo di lavoro e sacrificio, un luogo che non ha rilievo fondamentale per la maggior parte della storia ma che è popolato di ricordi e di lavoro sodo. Un luogo in cui anche Anna tanti anni addietro, prima di lavorare per Save the Children ha cominciato come addetta alle vendite per imparare il mestiere.

RECENSIONE

Person Holding Baby's Feet in Selective Focus PhotographyDopo aver perso il padre in un misterioso suicidio alla scogliera, sette mesi dopo anche la madre di Anna replica il suicidio e si getta anche lei dalla scogliera. Dopo un anno lei convive con il suo terapeuta Mark dal quale ha avuto una bambina che ha due mesi. Quando alla porta arriva uno strano biglietto con su scritto: “Suicidio. Ne sei sicura?” per Anna si infiamma una vecchia ferita ancora aperta e mille dubbi cominciano ad insinuarsi verso tutto e tutti. Così, mette tutto in mano al detective Murray che sembra essere l’unico a prendere sul serio la situazione.

Cosa succederà ancora a casa di Anna? Cosa le nascondevano i suoi genitori? Chi è che si prende gioco di lei e della sua famiglia? E’ davvero un suicidio quello dei suoi genitori?

Ho smesso di andare in terapia quando mi sono resa conto che tutte le parole del mondo non avrebbero potuto restituirmi i miei genitori. Ora oscillo tra il dolore e la tristezza. E per quelli non esiste cura.

Risultati immagini per let me lieLa trama racconta la base di ciò che accade in questo libro, gli inizi e quanto narra a storia limitandosi a fondare le basi e non sparpagliando spoiler gratuiti. Per fortuna.

La copertina è interessante. Rispetto al libro precedente che era stato portato in Italia, questa copertina mi piace molto, davvero. Nonostante quella originale che vedete qui di lato è sicuramente più appropriata al libro perchè racconta una vicenda che effettivamente succede, mentre in quella italiana c’è una donna al buio in bicicletta in una strada di periferia nei boschi, posso dirvi che quella italiana attira molto di più l’attenzione, almeno per questa volta. Devo ammetterlo. O almeno è l’effetto che fa a me. Il titolo, invece, è stato completamente modificato. Non so perchè non sia stato adottato un semplice “Lasciami mentire” che era poi la semplice traduzione del libro ma Non era vero. Non ne ho idea e non suona neanche bene come invece avrebbe fatto la traduzione dell’originale, molto più veritiera rispetto al resto. Boh.

Dell’ambientazione ve ne ho parlato all’interno dell’approfondimento, sopra alla recensione e l’epoca è senza alcun dubbio moderna.

Penso ai miei genitori che precipitarono per centocinquanta metri nelle acque ghiacciate del mare. E mi domando se ci fosse qualcuno, su quella scogliera, a spingerli. «Voglio solo delle risposte, Laura.» Lei tiene gli occhi fissi nella tazza, e aspetta parecchio prima di parlare. «A volte, non riceviamo quelle che vorremmo.»

Man Wearing Black Officer UniformI personaggi di questa storia sono allo stesso tempo le voci narranti di questa storia. Sono due protagonisti diametralmente opposti ma con un fondo praticamente comune. Oltre a cercare la verità da questa storia, entrambi sono tenaci e non mollano l’osso.

Anna è una donna di venticinque anni che sta con il suo ex terapista che ha quasi il suo doppio degli anni e con il quale ha una figlia. Ha Laura, che per lei è quasi come una sorella, figlia della migliore amica della madre e di cui la madre è madrina. E’ una donna sconvolta dalla morte dei suoi genitori e che non riesce a rassegnarsi al fatto che i due si siano suicidati. Quando infatti riceve il biglietto e cominciano ad insinuarsi i dubbi dentro di lei, tutto si apre e la situazione diventa complessa. Persino pericolosa.

Murray è un poliziotto che ora si occupa soltanto dell’accoglienza e della reception, che è quasi in pensione. E’ un poliziotto e detective di vecchio stampo, che ha lavorato tanti anni nella sezione Omicidi e che preferisce segnarsi tutto sul suo taccuino piuttosto che utilizzare il pc. Un poliziotto che non si lascia intimidire e che si mette in gioco lasciandosi guidare dalle sensazioni e non dai fatti. Uno degli ultimi poliziotti davvero capaci rimasti in servizio.

C’è una terza voce, in corsivo che vi invito a scoprire. Fin da subito si capisce chi è e poi si divide e diventa un’altra. Non voglio spoilerarvi nulla quindi dovete leggerlo se volete capire questo punto.

«È ora» dico. Voglio sapere tutto dei miei genitori. Tutto ciò su cui ho sempre chiuso un occhio. Tutto ciò che speravo non fosse vero. Devo sapere ogni cosa. Chi erano i loro amici? E i loro nemici? Chi li ha spinti giù da quella scogliera?

Il perno centrale della storia si aggira attorno al mistero della morte dei genitori di Anna. Si sono davvero suicidati? O sono stati uccisi? Questo è il continuo punto interrogativo sia del detective che indaga per Anna, sia per Anna che si ritrova a dover affrontare una situazione straziante e a doverla rivivere ancora e ancora, scoprendo sempre più segreti dei suoi genitori.

Person Holding Dried PlantLo stile utilizzato è tipico della Mackintosh. Avendo letto già un suo libro non avrei sperato da meno e sicuramente riconosco i tratti che ho trovato anche nel primo volume. Ed infatti a non cambiare è stata proprio la lentezza che ho riscontrato all’inizio. La dinamica della storia forse, in questo volume, è leggermente migliore del precedente. Però, rispetto al primo volume l’ho trovato lento agli inizi.

Il primo trenta percento del libro è stato parecchio lento, che non sembrava che direzione prendere. L’unico che riusciva ad incuriosirmi è Murray Mackenzie, il detective della polizia che è praticamente in pensione ma continua ad andare a lavoro per soddisfare la sua vita dalle mancanze casalinghe. Poi finalmente ha preso un senso ed Anna è diventata un protagonista potenziale in tutti i sensi. 

La storia è sicuramente interessante e misteriosa al punto giusto. Sopratutto quando c’è un twist e tutto cambia, mescolando le carte di nuovo. Vi assicuro che è una storia sicuramente da non lasciarsi sfuggire, l’autrice vi piacerà.

C’è delusione sul suo viso. Conosco anche quella sensazione. Tira fuori la mano, vuota. Rimette a posto il cassetto e lascia la bottiglia nel suo nascondiglio. Non dice niente a Laura, e io non mi sento più esclusa grazie a questa piccola complicità di cui Anna non è nemmeno consapevole. Ci sono segreti che non dovrebbero essere condivisi con nessuno fuori della propria famiglia. Altri che non dovrebbero essere condivisi in assoluto.

Il libro è sicuramente un buon thriller. Non lo metterei nella mia top ten ma è un buon libro e sicuramente lo consiglio.

Clare Mackintosh è sicuramente una scrittrice interessante. Si conferma molto brava nella srittura della vita reale. Riesce a rendere qualsiasi storia reale, quasi fosse accaduta veramente e quasi fosse vicino al lettore tanto da poterla toccare. E’ sicuramente interessante, da leggere di sicuro.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni e gli altri approfondimenti. Vi aspettiamo, ecco qui l’immagine dove sono elencati:

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Cosa ne pensate? Vi piace? Siete curiosi di leggere questo libro? Fatemi sapere, mi raccomando.

A presto,

Sara ©