RECENSIONE IN ANTEPRIMA #132 – NON HO TEMPO PER AMARTI DI ANNA PREMOLI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi ho per voi una novità interessante, in uscita i primissimi giorni di Gennaio 2018, precisamente il 4, per la Newton Compton. Una storia davvero carina e spiritosa, la Premoli torna per far innamorare. Ecco qui che ve ne parlo: 

non-ho-tempo-per-amarti-anna-premoliTitolo: Non ho tempo per amarti
Autore: Anna Premoli
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: 9,90 euro
Data di uscita: 4 Gennaio 2018
Trama: Julie Morgan scrive romanzi d’amore ambientati nell’Ottocento. Di quell’epoca ama qualsiasi cosa: i vestiti lunghi, gli uomini eleganti, le storie romantiche che nascono grazie a un gioco di sguardi o al semplice sfiorarsi delle mani… L’unica cosa che salva del mondo di oggi è lo shopping online, che le permette di non mettere il naso fuori dal suo amatissimo e solitamente silenzioso appartamento. Almeno finché – proprio al piano di sopra – non arriva un misterioso inquilino: un ragazzo strano, molto giovane e vestito in un modo che a Julie fa storcere il naso. È davvero un bene che lei sia da sempre alla ricerca di un uomo d’altri tempi, perché il suo vicino, decisamente troppo moderno, potrebbe rivelarsi ben più simpatico di quanto avrebbe mai potuto sospettare…

RECENSIONE

La storia ha inizio a casa di Julie, scrittrice di romanzi rosa storici sta scrivendo di una scena piuttosto importante. Lady Eleanor sta per baciare il suo bel Duca ma qualcosa la interrompe. I rumori sembrano provenire dall’appartamento al piano superiore fino a quel momento disabitato. Esasperata da tali rumori e volendo finire la sua scena sul punto cruciale, Julie, adorabile trentaseienne con un gusto per il vestiario alquanto discutibile, decide di salire al piano superiore per protestare, fiera delle sue ciabatte con gli unicorni ai piedi.

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Quando si trova davanti Terrence, un giovane venticinquenne dalle maglie strappate e i capelli bicolore lei non crede ai suoi occhi, sopratutto dopo che lui le rivela che è un musicista di tutto successo ma che lei, per di più, non ha mai sentito nominare. La sua pace sembra essere appena terminata e tra i due potrebbe aprirsi una guerra a chi riesca prima ad infastidire l’altro quando accade tutt’altro. I due si trovano persino simpatici.

Cosa succederà a Julie? Riuscirà a portare a termine il suo romanzo? Terrence cosa nasconde dietro la sua aria da musicista da strapazzo? Cosa succederà fra i due protagonisti?

Terrence ride di fronte alle mie espressioni stralunate. «Sei buffa, lo sai?» «Certo che lo so! E tu lo sei e nemmeno sospetti di esserlo», gli rinfaccio. «Oh, ma lo so anch’io, invece. E’ per questo che andiamo d’accordo», afferma con un sorriso scintillante. «Ovvero, due strani fanno una persona normale?» «No, in genere due strani fanno sempre e solo due persone strane. Ma almeno non si è da soli». Punto di vista interessante. Credo che anche questo finirà in un mio libro.

La trama è ben scritta e mi piace perchè non svela poi troppo, lascia solo presumere il che è tutto dire. In quell’ultima frase c’è molto molto altro da intendere e molto, molto altro che succederà. Leggere per credere!

La copertina, stranamente e rispetto allo standard delle copertine della Premoli, è adorabile, mi piace molto e rispecchia tanto sia l’autrice – che la vedo bene circondata da bei libri – e la protagonista del libro che è senz’altro un personaggio singolare.

Il titolo, a differenza delle altre volte che sembra stereotipato, mi da un senso e anche se si comprende che è uno dei classici rosa nella collana Newton, cattura e ti fa chiedere per quale motivo? E’ davvero singolare e questa volta, il complesso Cover+Titolo sono vincenti.

L’ambientazione è americana, New York è l’epicentro di tutto e la Premoli sembra destreggiarsi molto bene in quell’ambito nonostante si potrebbe pensare che si possa pensare che ambienti i suoi scritti in Italia, non è così, sappiatelo. L’epoca è moderna e contemporanea, la storia si svolge al nostro tempo, quello dei social network e delle star giovani e famose amate dalle ragazzine urlanti ecco (anche se queste ultime ci sono da diversi anni non solo adesso! xD).

«Allora hai finto di essermi amico!» La sua espressione torna seria. «No, assolutamente no. Io e te abbiamo fatto clic, hai presente? Da più punti di vista. Ma sopratutto da quello caratteriale. Noi siamo amici, questo è poco ma sicuro». «Ma allora…»

I personaggi sono ben costruiti e strutturati molto bene nonostante abbiano una differenza d’età abbastanza influente sia per interessi che per 

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Julie è una donna molto semplice. Adora maglioni e felpe con i cartoni animati stampati sopra, indossa ciabatte con gli unicorni – che tra l’altro adora – e ha un paio di occhiali rosa con un elegante fiocchetto sopra la montatura. Vista così, più che trentasei anni gliene darete 15. Invece è una scrittrice di romanzi rosa storici, che esce da una relazione di dieci anni andata male per colpa del suo uomo che la tradiva di continuo. Così decide di passare dall’essere sempre alla moda e truccata, all’essere ciò che vuole essere veramente. Una donna tranquilla, a cui piacciono le cose semplici e che si ama per ciò che è. E’ terribilmente cocciuta e insistente ma dolce.

Terrence è un ragazzo di venticinque anni ed è il cantante dei Alien Temptation. Ha i capelli bicolore, veste con le magliette strappate ed è famoso, tanto che per uscire di casa indossa sempre occhiali da sole e un berretto. E’ spiritoso e alla mano, intelligente e premuroso anche se a volte può sembrare possessivo. La cosa che ho apprezzato di più di Terrence è il fatto che non si sia mai fatto buttare giù da Julie e da tutti i suoi tentativi di dissuaderlo. Fossero tutti così gli uomini!

La signorina Berry è una donna anziana sfacciata, non a caso la vicina di casa di Julie. Berry è una vecchietta dallo sguardo inquisitore ma sotto sotto dal cuore dolce. Ritroveremo Laurel protagonista del libro E’ solo una storia d’amore, pubblicazione precedente a questa, Audrey e Cindy. Se avete letto il precedente [che vi consiglio e di cui trovate Recensione (QUI) e Intervista (QUI) se volete curiosare] non potete non trovarvi a vostro agio. Ma non c’è nessun problema di connessione col precedente perchè il libro ha una storia a se stante.

«Non sono cocciuta, sono anzi piuttosto ragionevole». «No, lei è una di quelle persone cocciute che si illudono di essere ragionevoli. Lei è di una specie peggiore. Almeno io sono cosciente dei miei limiti». Sono stata colpita ma fingo comunque serenità. O almeno ci provo. (…) Ma all’improvviso, che sia Attila o qualche altro gatto, inizio a temere che finire con il fare la stessa fine della mia simpatica vicina.

Il perno centrale è per l’appunto la strana storia di amicizia che viene a crearsi fra Julie e Terrence. Una storia d’amicizia bizzarra e inusuale, fra due persone completamente agli antipodi appartenenti a due mondi completamente opposti. I due sono un mix di risate e divertimento.

Lo stile utilizzato è tipico della Premoli, ha il suo marchio di fabbrica che è difficile non percepire. Semplice, diretto e intrigante. Nonostante la storia non abbia poi tanti fronzoli e a livello di trama tesse molto poco, sa essere geniale e cattura il lettore trascinandolo in una curiosità che non ha pari.

In questa storia, rispetto alla precedente, mi sono rivista molto nella protagonista. Julie è lo stereotipo tipo di donna che se ne frega del giudizio degli altri – ma è anche molto ingenua – ed è finalmente ciò che vuole essere; che non vuole essere per forza alla moda o conoscere tutti i gossip che girano; che vuole un uomo di altri tempi, dolce, elegante e raffinato. Ecco, io e Julie abbiamo molto in comune,dal vestirsi al suo lato caratteriale. Julie è un’autentica rottura di scatole in tutto e per tutto. Insiste sul fatto della differenza di età troppo, diventando anche molto pesante. Ed anche io, mi duole ammetterlo, sono così alcune volte. Nonostante Julie sia tutto questo riesce a colpire il lettore e a trascinarlo con se pagina dopo pagina.

Gli scrittori hanno il grande vantaggio di poter elaborare  gran parte dei propri dispiaceri tramite la scrittura. Relazioni difficili con i propri genitori, visioni cupe sulla politica e sul mondo, storie d’amore improbabili… tutto confluisce magicamente nel calderone della narrazione che, se accompagnato da dolore vero, in genere garantisce una produzione piuttosto ispirata. E io non faccio eccezione (…)

I libri della Premoli sono romanzi rosa non troppo pretenziosi, dove la storia è semplice ma efficace e dritta al punto. L’autrice ti cattura e ti trasporta nel mondo e nella vita del personaggio tanto da sentirti tale anche tu. I sui libri ti prendono e ti fanno innamorare inevitabilmente assieme ai protagonisti stessi. Non riuscirete a staccare gli occhi dal libro. Divertente, romantico, dolce.

E’ stupefacente come la Premoli ti trasporti nei panni della protagonista e tutto scorra alla velocità di un secondo, inesorabile e ti lasci una curiosità tremenda fino alla fine. Consiglio la lettura di questo libro, assolutamente.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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Allora, lo aspettate? Io consiglio di metterlo nella vostra WL del nuovo anno perchè promette davvero bene e non potete perderlo!

A presto,

Sara ©

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INTERVISTA AD ANNA PREMOLI PER IL LIBRO “E’ SOLO UNA STORIA D’AMORE”

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Ci tengo particolarmente che leggiate questo post perchè voglio condividere la mia felicità con voi!

Parto ringraziando la Newton Compton per questa bellissima presentazione del libro di Anna Premoli “E’ solo una storia d’amore” per la disponibilità e la pazienza nel rispondere a tutte le domande che sono state fatte. Potete trovare QUI la recensione del libro per farvi un’idea se ancora non l’avete fatto!

Eccomi mentre le facevo le domande:

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Adesso ciancio alle bande e passiamo all’intervista che alla fine è ciò che interessa anche a voi!

Ps: Le risposte sono ASSOLUTAMENTE REALI E LE SUE EFFETTIVE PAROLE. Ho trascritto tutta la registrazione per non tralasciare nulla, solo per voi!

Cominciamo: 

Da cosa ha preso ispirazione, come è nato il romanzo e cosa lo rende diverso dai precedenti?

AnnaIl tema ci coinvolge tutte in prima battuta per cui c’è un pizzico più di coinvolgimento nella tematica che non riguarda anche una storia d’amore ma un ragionamento un po’ sul cos’è il romanzo rosa, su cosa vuol dire oggi scrivere rosa e che cosa ne pensa la società e così via… Quindi quell’atto, si riaggancia effettivamente il mio ragionamento sulla tematica in quel periodo. L’idea di due scrittori era una mia vecchia idea… nel senso che era da un sacco di tempo che volevo scrivere di due scrittori. In realtà, all’inizio, pensavo che avrei scritto di una lei scrittrice rosa e magari, non so, un giornalista di cultura che poteva recensire i libri come i suoi e invece poi scrivendo ho proprio pensato che in realtà due scrittori agli antipodi avrebbero funzionato meglio su quello che volevo comunicare effettivamente. Per cui, nell’ultimo annetto hanno un po’ ballato nella mia mente e poi ad un certo punto è stato evidente il momento di metterlo su carta.

Laurel è distinta, ho apprezzato il suo personaggio in quanto molto rappresentativo del genere femminile. Ma cinismo, l’odio del rosa ed il poco romanticismo sono cose che accompagnano anche l’autrice o Laurel è totalmente frutto della fantasia?

Anna: No, quegli elementi sono – ovviamente nel libro un pò esasperati – indubbiamente sono anche parte di me stessa nel senso che anch’io mi sono sentita un pò ripetere no: “Tu non rispecchi il prototipo, l’idea della scrittrice.” e da lì ho pensato : “Perchè esiste un’idea di scrittrice rosa che bisogna rispettare? “

Secondo me in realtà sono tantissime le donne oggi fuori che magari scrivono rosa ed hanno nella vita quotidiana una concretezza che chi non conosce il rosa magari invece pensa sia altro. Per cui parlando un pò di me stessa attraverso Laurel, secondo me, in realtà è un rappresentare la categoria femminile nel senso che non siamo per nulla così semplici come tanti ci vorrebbero far sembrare.

Inizialmente e nel corso del romanzo è palpabile l’aria che si cela fra Norman ed Alex. Ma è normale che vengano messi da parte essendo personaggi secondari. La domanda che non solo io ma molti si fanno è: scriverà una storia su di loro? Se così non fosse, come se li immagina lei? Saranno finalmente assieme?

Anna: Volevo scriverla. Prima o poi è mia intenzione di scriverla. Non credo che saranno subito i seguenti ma prima o poi mi piacerebbe farlo. Non avevo minimamente intenzione quando ho iniziato la stesura di questo libro, non sono partita dicendo: “allora una storia dedicata a loro, un’altra storia dedicata a questi altri.” Però come qualche volta succede, ci sono dei personaggi che emergono. In questo caso Norman a me ha fatto una tenerezza incredibile nel corso del libro per cui, siccome anche lui è un po’ un anti eroe da romanzo rosa, cioè non è il classico uomo tutto d’un pezzo che non deve chiedere mai, sicuro di se e così via… ma uno un pò più chiuso, musone con un mondo interiore un po’ più complicato mi piacerebbe assolutamente prima o poi scriverlo. Vedremo dove mi porterà la narrazione. *Ride* Perchè un conto è pensarli i libri, un conto è scriverli. Ci vuole un grande coinvolgimento per riuscire nei personaggi, per riuscire a mettere su carta tutta una storia. Tanti progetti magari nascono e poi naufragano. Succede è, perchè se uno vede che un libro non funziona, si fa altro, si passa ad altro. Però per il momento Norman e Alex sono nei miei pensieri.

Le piacerebbe lavorare su un altro genere diverso dal rosa magari con una bella copertina blu? 

Anna: *Ride* Io sono molto amante del blu, casa mia è piena di blu. *Ride* Ho riempito tutto di blu a casa. Allora, per il momento scrivere rosa mi piace, mi diverte e va benissimo. Ripetevo prima, io sono grande lettrice di gialli… da SEMPRE. Io ho iniziato coi gialli nel senso che la mia passione vera per la lettura nasce da Agatha Christie, da ragazzina, per cui Poirot lo ho adorato in tutte le forme e in tutte le salse quando ero piccolina, veramente, per cui leggere gialli mi piace molto. Però richiede anche una capacità di mettere giù una trama decente che in questo momento non mi posso permettere causa tempo inesistente perchè deve esserci proprio un ragionamento ed una  pianificazione dettagliata e meticolosa che oggi come oggi la vedo dura. Un giorno chi lo sà, non lo so. E’ chiaro che la commedia rosa la sento molto MIA, non pensavo quando ho iniziato a scrivere ma è un modo di espressione che mi diverte molto. In realtà più che la parte romantica in se a me piace sempre la parte iniziale di dialogo di quando due persone si conoscono, la parte più sensibile, quella che mi porta via più tempo. Forse per me meno naturale, è giusto che ci sia in un romanzo però tutta quella parte iniziale comica è assolutamente un pò il mio modo di essere.

C’è stato un personaggio nel romanzo con cui ha avuto più difficoltà ad esprimere o definirlo?

Anna: In questo romanzo i personaggi erano abbastanza ben delineati nel senso che poi dal momento che è un romanzo a due voci uno non deve complicarsi troppo la vita quindi essere molto netto nel far capire bene quali sono i messaggi di tutti e due. Ho cercato  di mettermi molto bene nei panni di uno e dell’altro a seconda del capitolo che stavo scrivendo. I personaggi di contorno sono forse risaltati in certi punti di vista più di quanto mi sarei immaginata come nel caso di Norman.

Norman alla fine per essere un uomo così zitto, così silenzioso è risultato per certe cose molto più di quello che avevo pensato tanto che ho pensato, “Si, scriviamo un giorno anche la sua storia”. Ma per fortuna, no. Nel senso erano tutti ben delineati anche perchè uno deve iniziare a scrivere quando ce li ha ben incasellati un po’ tutti altrimenti si crea la confusione nella testa di chi scrive.

Aidan è l’uomo rude, quello che non deve chiedere mai, insomma il tipo che tutte le donne vorrebbero. C’è stato un modello d’ispirazione su cui si è basata?

Anna: *Ride* Allora Aidan dal punto di vista fisico come anche il nome – perchè era un caso – avevo visto in quel periodo mi sembra “10 piccoli indiani” con un adattamento della BBC con protagonista Aidan Turner che è lo stesso che ha fatto una roba storica. 

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Il vero Aidan Turner e devo dire che l’avevo immaginato proprio così!

Lui mi era piaciuto come attore, un volto che mi era rimasto piuttosto impresso e c’era su internet qualche foto di lui con i capelli lunghi. Per cui la prima volta nella vita, perchè in genere non lo faccio mai, ho preso direttamente spunto fisico da un attore effettivamente vero, quindi Aidan Turner esiste, si può vedere che faccia ha assolutamente. Il carattere, il modo in cui è fatto mi è nato di conseguenza; ogni tanto uno girando per fiere vede le figure di questi mega scrittori  che si credono molto importanti per cui da alcune cose che ho captato è nato il suo carattere anche provocatorio perchè avevo bisogno di una persona abbastanza provocatoria da provocare in Laurel un certo tipo di reazione.

 

Il rosa come genere, come forma di supporto alle donne che vogliono sognare ma con i piedi per terra. Uno spunto per innamorarsi non un simbolo di debolezza e banalità come tanto si dice. E’ questo quello che trasmette Laurel, la protagonista ed è ciò che cerca di trasmettere anche lei?

Anna: Non è una forma di supporto. E’ una forma di svago giusta e corretta. Nel senso che, frequentando poi un ambiente maschile per esempio come questo della finanza gli uomini il lunedì mattina arrivano e per superare lo shock del lunedì mattina la prima cosa che fanno di fronte alla macchietta del caffè è parlare per ore di calcio. Tu sei lì e li senti  parlare di calcio. Tu anzi devi sapere come cacchio son finite le partite perchè non puoi, se ti muovi nel mondo maschile, esserne sprovvista. E se ha perso la squadra son musoni per duemila giorni e così via. Per cui se gli uomini hanno la loro valvola di sfogo ed è naturale che ce l’abbiano e ne hanno anche tanto: prendi il calcio e il motociclismo e la formula uno e milioni di altre coppe ed hanno 25 coppe durante la settimana perchè prendi tipo mio marito che fa: “Oggi c’è la partita!” ed io “Anche oggi la partita che rottura di scatole!”. Quindi loro di svaghi ne hanno tanti non si capisce perchè le donne non possano averne altrettanti, siamo diversi, fatti in maniera diversa e questo libro era anche una provocazione. Secondo me è un dover smetterla di dire “abbiamo bisogno dei nostri spazi” . Così ce li hanno loro così ce li abbiamo noi, siamo diversi non vedo perchè dobbiamo giustificarci!

Ti ringrazio.

Anna: Ma figurati, grazie a te!

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Una foto insieme! *bellissima*

 


Susy del blog I miei magici mondi, mia cara amica e scrittrice mi ha chiesto di farle una domanda da parte sua. Ovviamente spero che le risposte che trova qui siano comunque soddisfacenti per lei e che abbia gradito! Non ho avuto modo di farla ma indirettamente durante la presentazione ha risposto ad una delle sue domande che mi aveva detto: Com’è essere passata da scrittrice self a una di punta della Newton? E lei lo ha semplicemente raccontato assieme ad Alessandra di Pietro quindi riassumerò quanto detto.

Anna Premoli e Alessandra di Pietro: “Inizialmente scrivevo per diletto. Mio marito è sempre stato il mio lettore numero uno. Io non sapevo nulla, mio marito prese il libro e lo pubblicò…” “Ed ha avuto un boom di vendite in poco tempo, quindi è andata bene.” “Si, molto, Non saprei neanche spiegare tutto questo. Poi sono stata notata dalla Newton Compton tramite Raffaello… Pensa che mia madre non sapeva nemmeno che avessi scritto un libro e quando glielo dissi non ci credeva. Adesso tiene tutti i miei libri in fila in bella mostra. Però ha sempre qualche appunto da farmi!”


Spero che possa piacervi come è piaciuta  a me.

E’ stata una persona scherzosa, deliziosa e semplice. E la ringrazio molto per il tempo che mi ha dedicato.

A presto, fatemi sapere che ne pensate!

Sara. ©

TEASER TUESDAY #16

BUONA SERA CARI LETTORI!

Ecco per voi,  come ogni martedì la rubrica spettante questo giorno ideata da Should be Reading . Vi spiego in cosa consiste il Teaser Tuesday (per chi non sapesse di cosa si tratta) ma ve lo ricorderò ogni volta, non temete!

 Prendi il libro che stai leggendo.
• Aprilo in una pagina casuale.
• Condividi un piccolo spezzone di quella pagina ( ” Teaser ” ) .
• Attento a non fare spoiler!
• Riporta Titolo e Autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro Wishlist ( o meglio lista dei desideri !)  se sono rimasti colpiti dell’estratto.

Ho ricevuto oggi con immenso piacere dalla Newton Compton Editori un libro molto carino. Quindi inizierò a leggere questo per questa settimana! Una sorpresa molto molto gradita e ringrazio ancora infinitamente. Prima dello spezzone vi parlerò di questo libro che ho ricevuto in anteprima ed uscirà presto nelle librerie:

Titolo: E’ solo una storia d’amore
Autore: Anna Premoli
Pagine: 314
Data di Uscita: 03/ 11 / 2016
Editore: Newton Compton
SinossiCinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?

Ecco finalmente l’atteso spezzone:20161025_210748[1].jpg

Nell’ultimo periodo  avevo avuto a che fare con protagonisti maschili che francamente non mi facevano granchè sospirare mentre scrivevo. Forse il problema risiedeva appunto nel loro essere molto eterei e poco terreni. C’è finzione e finzione, persino nella scrittura. Ecco perchè la professionista che è in me ringrazia che ora Andrew abbia un volto e corpo ben precisi. Che mi piaccia o meno. Io, Laurel, in tutta sincerità non ho ancora deciso come mi sento a riguardo. 

Allora, cosa ne pensate? Non è molto ma non posso spoilerarvi di più! Vi farò sapere quando lo recensirò!

A presto,

Sara. ©