RECENSIONE #323 – ON THE COME UP DI ANGIE THOMAS.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno, nuova recensione per voi. Ringrazio molto la Rizzoli per avermi permesso la lettura di questo libro. L’autrice è sicuramente fra le mie preferite degli ultimi tempi e non vedo l’ora di parlarvene. Ecco qui la recensione, fate attenzione e… segnate questo titolo:

41e9w-duoxlTitolo: On the Come up
Autore: Angie Thomas
Genere: Young Adult
Data di uscita: 4 Giugno 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2TqUnfC
Trama: Bri ha sedici anni e un sogno: diventare una dei più grandi rapper di tutti i tempi. Come figlia della leggenda dell’hip hop underground morta poco prima di raggiungere l’apice della fama, Bri ha una pesante eredità con cui confrontarsi. E tentare la scalata al successo quando tutti a scuola ti considerano una criminale e a casa il frigorifero è sempre vuoto perché tua madre ha perso il lavoro può risultare più difficile del previsto. Bri riversa tutta la rabbia e la frustrazione nei suoi versi, e quando la sua prima canzone diventa virale per tutte le ragioni più sbagliate, lei viene etichettata dai media come una minaccia. Ma trovarsi nell’occhio del ciclone quando la tua famiglia ha appena ricevuto una notifica di sfratto potrebbe essere l’unica e irripetibile occasione per emergere (e fare qualche soldo). Anche se questo vuol dire rinunciare a te stesso e accettare l’immagine che il pubblico ti ha cucito addosso. 

RECENSIONE

portrait photography of womanLa storia ha inizio in una giornata davvero particolare per la giovane Brianna. Aspetta una chiamata dal Dj del Ring, con cui potrebbe sperare di arrivare a cantare e a rappare per permettere di farsi conoscere nel mondo della musica. Figlia di un famoso rapper, Bri è sottoposta a giudizi per via di suo padre ma vuole essere conosciuta per come è e non per la fama che suo padre ha. Dopo essere salita sul Ring e aver vinto la sfida, una delle sue canzoni diventa virale in tutto il quartiere. E mentre questa canzone è sempre più famosa, Bri viene etichettata come quello che non è e il quartiere ne approfitta per scatenare una nuova rivolta. Ma per Bri il rap è vita, è parlare di luoghi comuni, della sua gente e di come ogni giorno viene trattata, etichettata dagli altri.

Cosa voleva dire veramente On the come up? Quanto ha da dire la giovane Brianna al mondo che la circonda? Cosa succederà alle persone che la circondano e che le vogliono bene? Riuscirà a gestire tutto ciò che le succede?

«Non posso aprire la bocca per difendermi?» «Le battaglie si scelgono» dice. «Non tutto merita un commento o un’alzata di occhi o un’atteggiamento di sfida…» (…) «A volte le regole sono diverse per i neri, piccola dice. Diamine, a volte quelli giocano a dama mentre noi siamo intrappolati in una complicatissima partita a scacchi. E’ una terribile realtà della vita, ma appunto, è la realtà».

La trama rappresenta a pieno la storia in ogni particolare. La cosa che sicuramente mi ha incuriosito di più è stata il fatto che la protagonista facesse rap. Non mi era mai capitato fino ad ora di leggere una storia con il rap al suo interno come parte integrante della situazione, quindi sono rimasta fin da subito incuriosita. Poi, dopo aver letto The Hate U Give – meraviglioso e unico nella sua voce odierna e forte – non potevo perdermi questo libro.

La copertina è stata lasciata come l’originale e trovo che, oltre a essere sulla stesso stile minimal del volume precedente dell’autrice, sia davvero molto molto bella e rappresentativa sia di Brianna, la protagonista, che della storia in se. Il titolo anche, è stato lasciato come l’originale ed è stato solo aggiunto una specie di “sottotitolo” se così vogliamo chiamarlo. Comunque

L’ambientazione è la medesima del libro precedente, ovvero Garden Heights ma la storia è completamente diversa e distaccata dalla precedente. Si riallaccia esclusivamente perchè si lega temporaneamente a dopo la storia di Starr. Quindi l‘epoca è moderna, ambientato sempre ai giorni nostri.

Ma non puoi fermare la mia voce.
Io salgo e non mi puoi fermare, no, no.
You can’t stop me on the come up, no, no.

personaggi di questa storia non sono tantissimi e di sicuro merita una bella introduzione la nostra giovane protagonista Brianna. Fanno da contorno sua madre Jay e la Zia Pooh, due vertici opposti per questa ragazza ma che le vogliono bene allo stesso modo. E ci sono gli amici di una vita, Sonny e Malik. Quella che però più di tutti spicca è la nostra giovane protagonista che si fa amare pagina dopo pagina, sempre di più.

Brianna, per gli amici Bri è una ragazzina davvero forte, che ama il rap e la musica. La sua musica è vita, si scrive le canzoni ed ama il rap più di ogni altra cosa, per questo infatti comincia ad andare persino male a scuola. Bri sa che può sfondare e quindi ripone nel rap tutto quanto, ogni sua speranza. E’ una ragazza sveglia, intelligente, che alza la voce e la fa sentire, proprio come sua madre ed è dolce e buona come suo fratello. E tiene alla famiglia, più di ogni altra cosa. On the come up è la sua voce ed è tutto ciò che ha da dire.

A volte sogno di affogare. Lo scenario è sempre un grande oceano blu, troppo profondo perché io riesca a vederne il fondale. Ma mi dico che non morirò, per quanta acqua mi entri nei polmoni e per quanto in fondo io scenda, non morirò. Perché ho deciso così. D’un tratto, so respirare sott’acqua. So nuotare. L’oceano non fa più paura. E una cosa bellissima, a dirla tutta. Imparo anche a controllare la situazione. Ma adesso sono sveglia, sto affogando, e non so come controllare niente di tutto ciò.

woman with braided hair standing near carIl perno centrale di questa storia sta tutta nel titolo. On the come up sarà il titolo della canzone di Bri che spopolerà e che creerà un sacco di polemiche e divisioni di opinioni che trasformano la giovane da vittima a carnefice. Cosa succederà?

Lo stile dell’autrice è il medesimo del volume che ha scritto in precedenza. I due volumi, The Hate U give e On the come up non sono collegati fra loro. L’unico legame che hanno è il fatto di essere ambientati nello stesso luogo ma a qualche periodo di distanza l’uno dall’altro. 

Nonostante io abbia trovato molto della Angie Thomas del volume precedente, posso dire  di aver preferito l’altro volume a questo, senza ombra di dubbio.  Sicuramente questa storia ha del potenziale musicale mentre la tematica si mantiene molto simile a quella precedente. Il fatto del rap e delle canzoni forti sono state per me una vera sorpresa che hanno confermato la bravura di quest’autrice nel sapersi districare in diverse situazioni.

Avrei sicuramente preferito un contatto, anche del tutto fugace, fra Starr e Bri ma posso comprendere il perchè non sia stato fatto e perchè abbia preferito mantenere le due storie separate. Ho apprezzato molto il fatto della musica e del riscatto anche se in alcuni punti, sopratutto andando verso la fine, il tema della musica sembra perdersi per strada e i sovrappongono i problemi famigliari e sentimentali della giovane.

On the come up, a parte risultare importante per ciò che succede all’inizio ed etichettare Bri come ciò che non è, finisce quasi per diventare marginale. Non che lo diventi a pieno regime ma che cosa succede poi realmente a Long e Tate? Perchè non vengono fatti riferimenti alla scuola o a ciò che succede attorno alla ragazza su questo piano? Di differenza con il volume precedente ha sicuramente il fatto che mentre Starr diventa la voce del  quartiere e di tutto ciò che accade, lottando per questo, Bri ne è coinvolta per via della canzone dando il via ad una scia di commenti e opinioni che si discostano da ciò che lei è. Sicuramente un altro punto di vista, ben fatto che ho comunque apprezzato, anche se ho amato maggiormente l’intensità e il messaggio tosto, la denuncia che si evince nel primo volume. Qui la tematica principale è l’etichetta e il fatto che perchè si è neri non vuol dire essere delinquenti o girare con delle pistole o chissà cosa. 

«Perciò signora giornalista, e voi che volete affibbiare questa o quella etichetta a “On the come up“. Fatelo. Ma sì, fate rimuovere la canzone se volete. Ma non riuscirete a fermare la mia voce. Ho troppe cose da dire.»

Il libro è stato davvero una lettura interessante, coinvolgente e dalla tematica importante. Una lettura che consiglio sicuramente, ma sempre dopo aver letto The Hate U Give della stessa autrice, che sicuramente amerete ancor di più di questo.

Angie Thomas è una vera e propria voce forte nel panorama letterario moderno. Una storia nel panorama musicale che ci narra quanto una voce sia importante, quanto le etichette ci distruggono e quanto il mondo sembra essere meschino, a volte. Una lettura originale e piena di emozioni.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.

quattro e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, io ci tengo e, come sempre, vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

RECENSIONE #137 – THE HATE U GIVE DI ANGIE THOMAS

BUON POMERIGGIO PARTICELLE LETTRICI!

Oggi, voglio presentarvi un nuovo libricino, davvero davvero interessante. Sono stata davvero felice e soddisfatta di leggerlo. Oltretutto, ho condiviso questa lettura assieme a Reader in the attic, mia amica :). Ve ne parlo:
611eufnk2b4lTitolo: The Hate U Give – Il coraggio della verità
Autore: Angie Thomas
Editore: Giunti
Genere: Young Adult
Data di uscita: 30 agosto 2017
Link d’acquisto: http://amzn.to/2CVNcGF

Trama: La sedicenne Starr Carter si muove tra due mondi: il quartiere povero in cui vive e la scuola di lusso che frequenta. L’equilibrio già al limite tra questi mondi viene spezzato quando Starr assiste alla morte del suo miglior amico d’infanzia Khalil, per mano di un ufficiale di polizia. Khalil era disarmato.  Poco dopo la morte del suo amico è sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali. Alcuni lo considerano colpevole, forse anche uno spacciatore di droga e un appartenente a una gangband. Le proteste si sollevano sulla strada in nome di Khalil. Alcuni poliziotti e il signore della droga locale cercano di intimorire Starr e la sua famiglia. Quello che tutti vogliono sapere è: cosa è successo veramente quella notte? E l’unica persona viva che può rispondere è Starr. Ma ciò che Starr può dire o non dire potrebbe abbattere la sua comunità. E potrebbe anche mettere in pericolo la sua vita.

RECENSIONE

La storia ha inizio ad una festa. Starr è insieme a Kenya e non avrebbe dovuto essere lì. Primo perchè i suoi genitori non vogliono, secondo perchè lei non conosceva nessuno lì, frequentando una scuola per bianchi e terzo, perchè quel genere di feste finivano sempre male a Garden Heights.

Risultati immagini per gif neri che urlanoStarr è lì ad un angolo e ad un tratto si avvicina Khalil, un vecchio amico di quando erano bambini. Iniziano a parlare di cose semplici e poco dopo cominciano gli spari. Khalil si offre di accompagnare Starr a casa così i due salgono in macchina e si dirigono verso casa. Nel loro percorso vengono fermati da una volante e Khalil accosta subito, Starr cerca di restare calma nonostante sia agitata ed abbia paura. Lui scende dalla macchina e fa tutto quello che gli viene detto ma nel momento in cui va a chiedere a Starr come stava e che tutto andava bene, l’agente spara.

La ragazza vede così morire davanti a se il suo migliore amico da un poliziotto bianco, gli stessi uomini che dovrebbero proteggerli. Adesso tutto è nelle mani della giovane Starr. 

Avrà il coraggio di parlare e fare giustizia per il suo migliore amico? O avrà paura e starà in silenzio? Khalil avrà giustizia?

Mentre ce ne andiamo ricordo che Khalil mi rincorreva sempre fino alla macchina, con il sole che gli faceva risplendere i solchi imbrillantinati tra le treccine. Anche i suoi occhi brillavano. Bussava al finestrino, aspettava che lo abbassassi e mi sorrideva, mostrando il suo dente storto. «Ci vediamo, caimano». Ridevo anch’io, allora, mostrando i miei denti storti. Adesso mi viene da piangere. Gli addii che fanno più soffrire sono quelli in cui un’altra persona se n’è già andata. Me lo immagino in piedi davanti al finestrino, e sorrido. «A dopo, vecchio topo».

La trama è ben scritta e riassume bene ciò ce succede all’interno del romanzo. Un romanzo che parla di ragazzi, di razzismo, di coraggio e di parole, parole che prima o poi verranno a galla.

La copertina è stata mantenuta come l’originale ed io l’adoro perchè rappresenta tutto ciò che il libro rappresenta. Starr sullo sfondo bianco, con un cartello che recita il titolo del nostro romanzo,  il testo della canzone di Tupac che non è poi tanto lontano dalla realtà: L’odio che voi ci date. Non ha bisogno di traduzioni, perchè è evidente. L’unica cosa che storpia la questione è il sottotitolo. Una copertina davvero bella, e sono contenta che sia stata mantenuta come l’originale.

L’ambientazione è Garden Heights, il ghetto immaginario in cui si svolge la storia, e l’epoca è assolutamente moderno, ambientato in un America che combatte ogni giorno contro questo. L’autrice dedica questo a tutti i ragazzi di GeorgeTown come tutte le Garden Heights del mondo. “Le vostre voci contano“. Contano, ed è vero. Contano e bisognerebbe che noi le ascoltassimo di più.

I funerali non sono per i morti. Sono per i vivi. Dubito che a Khalil importi quali inni vengano cantati o cosa dica il pastore. E’ in una bara, e questo niente può cambiarlo. Usciamo di casa mezz’ora prima dell’inizio della funzione, ma il parcheggio della chiesa del Tempio di Cristo è già pieno. Qualche compagno di scuola di Khalil indossa la maglietta RIP KHALIL con la sua faccia sul davanti. Ieri un tipo a cercato di vendercele, ma mia madre ha detto che oggi non le avremmo indossate: le magliette sono fatte per girare in strada, non per andare in chiesa. E così, eccoci qui, vestiti di tutto punto.

Risultati immagini per amandla stenberg gifI personaggi non sono tantissimi ma sono tutti ben descritti. Mi riservo di parlarvi innanzitutto della protagonista assoluta di questa storia davvero ben interpretata.

Starr è una sedicenne dolce che si divide in due parti. C’è la Starr Carter della Williamson, quella che frequenta quindi, una scuola per bianchi, che ha un fidanzato bianco di nome Chris e che sta sempre attenta a non mostrare la vera se per non essere additata come la nera isterica, la nera del ghetto, la nera…. E poi c’è la Starr Carter di Garden Heights, quella che è se stessa ma che non si relaziona con chi vive nel suo quartiere se non con la sua famiglia. La Starr che ha perso la sua migliore amica quando era una bambina ed ora ha visto morire il suo migliore amico Khalil e l’unica che può fare giustizia per lui è proprio lei.

Starr è tutto questo ma anche di più. Starr è la voce che può scatenare una serie di eventi nel suo quartiere o quella che resterà in silenzio ad aspettare, nascosta dalla paura come tutti gli altri. 

(Apro e chiudo la parentesi: sono già stati acquisiti i diritti di questo libro per farne un film e l’attrice protagonista che interpreterà Starr sarà Amandla Stenberg, la ragazza che vedete nell’immagine qui in alto che ha fatto il film Noi siamo tutto ed ha interpretato Rue in Hunger Games).

«Non sfrutto i morti per saltare le lezioni». Se non fossi etero, le chiederei di uscire con me solo perchè ha detto una cosa simile. Questa volta sono io a posarle la testa sulla spalla. Lei mi accarezza i capelli e dice: «A volte i bianchi si comportano da idioti». Jess è bianca. Seven e Layla ci raggiungono con i loro vassoi. Seven mi tende il pugno, e io glielo tocco con le nocche. «Se-ven» dice Jess, e si sbattono i pugni anche loro. Non avevo idea che fossero così in confidenza. «A quanto pare stiamo protestando contro la protesta». «Si.» risponde Seven. «Protestiamo contro la protesta».

Il perno centrale è proprio la morte di Khalil. Il libro si basa tutto sulla sua morte e sul razzismo. Un argomento delicato e toccante, vero e profondo come non avete mai immaginato.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice, in prima persona dal punto di vista di Starr. Un libro scorrevole, a primo impatto ma con un peso e un valore inestimabile.

The Hate U give è un vero e proprio manifesto alla lotta. A quella contro il razzismo visto dagli occhi di un’adolescente di un quartiere difficile, in cui tutti hanno paura e nessuno parla e in cui l’uomo bianco porta terrore. The Hate U Give è un inno alla realtà, quella che questi ragazzi affrontano ogni giorno con difficoltà e paura, senza che nessuno sia lì ad ascoltarli.

L’unica cosa che forse non mi ha convinto è stata la parte finale che non posso spoilerarvi ovviamente e speravo veramente in qualcosa di più ma è assolutamente un gusto personale.

«Se l’agente Cruise fosse seduto qui con noi», chiede Diane Carey «che cosa gli diresti?» Batto le palpebre a ripetizione. La saliva mi riempie la bocca, ma la inghiotto. Non lascerò che il pensiero di quell’uomo mi faccia piangere o vomitare. Se fosse seduto qui con noi, il mio Gesù Nero non sarebbe sufficiente a farmi che lo perdono. Probabilmente gli mollerei un pugno. Senza tante storie. Ma April Ofrah dice che questa intervista è il mio modo di combattere. E quando combatti ti scopri, senza pensare a chi ferisci o temere di essere ferito. E così tiro un altro pugno, stavolta dritto a Uno-Quindici. «Gli chiederei se rimpiange di non aver sparato anche a me.»

Il libro è stato profondo e decisamente riflessivo. Una storia che entra di sicuro nei libri che rileggerei senza esitazione.

La Thomas ha creato un immaginario non lontano dalla realtà che ci circonda. Tutto sembra essere difficile e lontano da noi ma c’è gente che combatte per l’uguaglianza di diritti, per dei valori che non riconosciamo perchè siamo capaci di giudicare, di puntare il dito. Un libro che parla di rose che crescono dall’asfalto e che hanno coraggio, davvero tanto coraggio.

Un libro che vi invito a scoprire e a leggere. Un libro che vi porta nel mondo di Starr e v catapulta nella sua vita. Un romanzo che non potrete far a meno di apprezzare.

Il mio voto per questo libro è di: 5 pesciolini.

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 Cosa ne pensate? Io ve lo consiglio, davvero un buon libro! Voi lo avete letto? Lo leggerete?

A presto,

Sara ©