RECENSIONE #392 – ARDENTI DELIRI DI ALESSANDRA PAOLONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state lettori? Spero bene! Io tutto ok, sono qui per portarvi una nuova recensione visto che ho acquistato diversi volumi ed alcuni li ho già letti. Sono super entusiasta di parlarvi di tante belle e nuove letture che ho intrapreso quindi tenetevi pronti. Ecco a voi:

514hrosi0hl._sy445_ql70_ml2_Titolo: Ardenti deliri
Autore: Alessandra Paoloni

Pagine: 76

Editore: Delrai edizioni

Link d’acquisto: https://amzn.to/3esoUUu

Trama: Una serata danzante tra lo sfarzo di una villa ottocentesca, i profumi delle donne dagli appariscenti abiti e uomini colti ed eleganti. L’anima dei pensieri si tramuta in pieno ardore, mentre lo spirito dei presenti rimugina sulla vita e i perché dell’esistenza. Tante domande, risposte, personalità, si soffermano sulla realtà in un avvicendarsi di motivazioni che conduce chissà dove. E non c’è essere umano che non pensi, non c’è vita separata da un’altra, persiste l’atmosfera calda e magica di una serata di fine Ottocento, dove il mistero dell’umanità si dispiega e diventa afferrabile al lettore che si immerge tra le immagini e i monologhi interiori. Dunque, benvenuto, questa sera balleremo io e te e rifletteremo su chi tu sia veramente.

RECENSIONE

La Sala da Ballo ~Stanze Piano Terra ~ La Casa Vittoriana ...Ci troviamo in una grande sala da ballo  ottocentesca e la musica, gli odori circondano la sala. L’ambiente pullula di persone che si conoscono personalmente o per sentito dire ma, tutti, si ritrovano indistintamente a rimuginare sulla propria vita, sugli errori che si sono commessi e quelli che non si vogliono commettere più. Una serata danzante alla ricerca di un cambiamento o di tanti, chissà.

Cosa succederà davvero all’interno della sala? Cosa ne prenderanno i partecipanti al ballo da questa esperienza? Quali consapevolezze ne usciranno da tutti i personaggi che incontreremo?

Spero che il tedio non mi colga, almeno non stanotte. Troppo a lungo ho lasciato che la noia prendesse il sopravvento senza che io facessi mai nulla per impedirglielo. È una continua lotta la mia, un conflitto senza pari tra me medesima e il mondo. Un mondo al quale mai apparterrò sebbene i suoi demoni mi reclamino. E son giunta qui, ora, per confondermi tra la folla pregando il buon Dio, da me spesso invocato, che nessuno mi veda. Fingerò che le cose vadano bene. Mostrerò sulle labbra un sorriso.

La trama è invitante, curiosa che ispira e conduce il lettore alla scoperta di queste pagine danzanti, alla scoperta della vita, di noi stessi e di come tutti siamo collegati inesorabilmente. Una lettura sicuramente affascinante e poetica.

La copertina è molto bella e sicuramente in tema con la storia proposta; l’abito da ballo, una donna elegante e, nel retro, la sala che si intravede. E’ sicuramente una bella presentazione per il volume, azzeccata senza dubbio. Il titolo è fuorviante almeno in parte. Con i deliri ci siamo visto che sembra quasi essere un mini-diario di ogni personaggio che si racconta brevemente descrivendo quel poco che lo caratterizza e ciò che compone o ha composto la sua vita. Ardenti gli si addice poco ma nel complesso fra copertina e titolo viene a crearsi un connubio ben strutturato ed interessante.

L’ambientazione, come appunto si è detto è una sala da ballo nell’ottocento anche se – viste le vite dei vari personaggi e le loro caratteristiche – si adatta moto bene anche ai tempi moderni.

Egli – tutti lo bisbigliano non solamente io – trascorre la sua esistenza come se appartenesse realmente a uno dei tanti suoi bei dipinti appesi alle pareti di ricchi uomini falsamente vanitosi di arte. Se dovesse mai metter piede fuori da una delle sue cornici si stupirebbe di come il mondo, in fondo, possa essere ugualmente variopinto pur nella sua gravezza.

I personaggi di questa storia sono tanti, tutti diversi ma dalla base uguale. Non fraintendetemi, per uguali non intendo che sono identici e che non hanno personalità, intendo che i personaggi uniti tutti all’interno della stessa sala parlano della vita, delle aspettative, del mondo che li circonda. Tutti sono alla ricerca di qualcosa: di se stessi, della felicità, della rinascita, di amore, di qualcosa che hanno perso per sempre.

Tantissimi personaggi che brevemente ci illustreranno una parte della loro vita, un piccolo granulo del loro mondo che si intrecciano l’uno all’altro con una maestria innata, poetica, che quasi sembra danzare con la stessa sala da ballo. Molto particolare.

Vi sono milioni e milioni di tramonti poiché il sole muore ogni sera; ma sono pur essi tutti uguali? E allo stesso modo non credete voi, gretti borghesi, che vi siano milioni e milioni di realtà che fanno appello tutti a una sola cosa, la Verità?

man and woman dancing in roomIl perno centrale di questa storia è la vita stessa che ci porta in una spirale di eventi e a connetterci con chi ci è accanto.

Lo stile utilizzato è articolato, poetico ma non troppo artificioso anzi, la storia si legge davvero in breve tempo ed è assolutamente interessante sotto diversi punti di vista. L’autrice ha utilizzato una tecnica narrativa da cui ha preso e rielaborato un’idea assolutamente originale – di cui lei vi spiegherà tutto nella prefazione del volume – davvero sorprendente. Conosceremo i personaggi che comporranno questa storia uno ad uno e renderanno tutto ancor più intrigante agli occhi del lettore.

Lo stile narrativo non punta sul classico ma ci fa danzare esso stesso sulle punte dei piedi essendo melodioso e melodico, poetico ed elegante. L’unica cosa che non ha convinto a pieno è stato il modo in cui sbalza da personaggio a personaggio. Tutto è molto breve, non ci si riesce neanche ad abituare ad un personaggio che si passa a quello successivo. Penso che per ogni personaggio poteva essere scavato leggermente più a fondo così da scoprire maggiori dettagli non focalizzandosi solo su una breve facciata che – magari – neanche lo contraddistingue davvero. 

Sono comunque rimasta affascinata dallo scorrere di questo volume, dal modo in cui questa storia si muove e da come tutto questo si chiude. Una storia che, spero possiate apprezzare e leggere.

E mi ritrovo di nuovo qui, tra tutta questa gente in questa sala affollata, ma è come se in realtà non ci fossi. Sono uno spettro intrappolato nel nulla, accerchiato da fantasmi che non si accorgono ancora di essere Morti. Vittime della provvidenza, gettate alla rinfusa in un caotico ballo che non si arresta, non si ferma finché qualcun altro – o alle volte noi – non decide di arrestarci. È così vacua l’esistenza quando ti accorgi finalmente che vacuo è il mondo e tutto ciò che lo forma.

Il libro è stata una lettura piacevole, leggermente artificiosa ma troppo piccola. Avrei voluto che continuasse ancora un po’, avrei voluto davvero saperne di più su alcuni personaggi. Una lettura interessante che, dopotutto, mi sento di consigliare.

Alessandra Paoloni crea una breve storia che si basa sull’incontro di un personaggio con l’altro, sulla condivisione e sulla prospettiva di tanti punti diversi che, insieme, creano una vera e propria poesia in un unica grande sala da ballo. Uno stile unico, dalla trama originale. Consiglio.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Libro acquistato

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Che ne pensate allora? Pensate possa fare per voi? Io, come sempre vi aspetto qui per opinioni, idee e letture.

A presto,

Sara ©

COVER REVEAL # – DIMNESS, NELLA PENOMBRA DI ALESSANDRA PAOLONI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Torna Alessandra Paoloni con il terzo racconto del progetto
Cose Strane
Disponibile su tutti gli store online dal 16 Luglio

Titolo: Dimness – nella penombra

Formato: ebook

Collana: Vega

Progetto: Cose strane

Pagine: 100

Genere: paranormal romance, mistero

Costo: 2,99 (offerta lancio 1,99 solo per il primo giorno) 

«Signori miei» parlò White Wood prima di entrare a Landlord «state per assistere a qualcosa che potete aver visto soltanto nei vostri peggiori incubi, se avete una buona immaginazione. Qui, stasera, combatteremo un nemico più mortale di un morbo stesso, più pericoloso di una malattia letale. Statemi vicini e ubbidite a ogni mio ordine. Ne va delle vostre giovani vite.»

TramaHampshire, 1818. A Landlord, nella storica tenuta di campagna dei Cavendish, sta accadendo qualcosa di misterioso e terrificante.Otto anni dopo, gli allievi del professor White Wood fanno ritorno in quelle terre per partecipare a un evento mondano: Lord Cavendish riapre finalmente le porte della tenuta dopo la sciagurata notte perché ha sottratto sua figlia Eleanor agli occhi della società troppo a lungo. Tra i ricordi dolorosi, i rimpianti e i sensi di colpa dei protagonisti, il Male sembra riaffacciarsi in maniera definitiva, promettendo altre vittime. La lotta allora sarà dunque destinata a continuare e, mentre tra Dorian e Eleanor si accende un sentimento d’amore, qualcosa di oscuro sta per fare la sua mossa.

Il terzo racconto del progetto Cose strane, in cui il paranormale si intreccia ai sentimenti. Speriamo sempre di poter proteggere chi amiamo, ma sarà davvero in nostro potere farlo?


Quindi, lo trovate interessante? Lo leggerete? Fatemi sapere, sono curiosa!

A presto,

Sara ©