RECENSIONE #617 – THE SKIN I’M IN. IL COLORE DELLA MIA PELLE DI SHARON G. FLAKE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, a chiudere l’anno con una nuova recensione ovviamente, prima di Capodanno. Non temete che arriveranno ancora altre recensioni dei libri dell’anno in corso anche perché avendo meno giorni a disposizione per la pubblicazione e meno giorni per dedicarli alla scrittura delle recensioni, sono rimasta un pochino indietro e quindi almeno questa e la prossima settimana saranno di recupero di recensioni. Vi parlo di questa lettura, che spero possa interessarvi:

10fecedbed9949fabd0944ce0fe68df2Titolo: The skin I’m in – Il colore della mia pelle
Autore: Sharon G. Flake
Data di uscita: 7 aprile 2021
Pagine: 156
Link d’acquisto: https://amzn.to/3VX6Yqg
Trama: A tredici anni Maleeka sa già che non importa cosa indossi, come ti pettini, quanto ci provi: a scuola qualcuno troverà comunque il modo di farti sentire diversa e sbagliata. Ecco perché ormai si lascia comandare a bacchetta da Char, la bulletta peggiore dell’istituto. Fino all’arrivo della professoressa Sanders, con i suoi completi di marca e la voglia sul viso che la renderà subito oggetto di scherno. Sarà lei a vedere il potenziale di Maleeka, aiutandola ad affrontare i pregiudizi dei compagni e a scoprire la passione per la scrittura. Un romanzo – scritto in prima persona dalla protagonista tredicenne Maleeka – che affronta temi molto attuali come il razzismo, l’accettazione di se stessi, la violenza che si subisce a scuola, la forza di non piegarsi di fronte alle minacce.

RECENSIONE

ragazza in camicia bianca dietro foglie verdi durante il giornoLa storia ha inizio a scuola. Maaleka ha tredici anni e si sente in perenne difficoltà visto le difficoltà economiche in cui riversano lei e la madre che la costringe, ovviamente per questi motivi, a vestirsi con dei vestiti striminziti e ricamati a mano che lei stessa le prepara. Già Maaleka si vergogna del colore della sua pelle per la quale la prendono in giro, figurarsi per l’abbigliamento. E’ per questo motivo che si lascia comandare a bacchetta da Char la quale, in cambio, le presta a giornata i suoi vestiti da mettere, e lei si sente meno in imbarazzo seppur è costretta a farle i compiti e a sentirsi perennemente in debito con lei, a farle da schiavetta personale e a commettere le peggiori delle azioni scolastiche visto che Char è la peggior bulletta dell’intero istituto. E’ quando sopraggiunge a scuola una nuova insegnante, la professoressa Sanders – donnona dal viso con una voglia strana – che sembra voler rimettere le regole in pista e di rimettere tutti in riga, ognuno al proprio posto, comprendendo il vero valore di Maleeka che non è quello di sottostare ai bulli della sua classe e della scuola.

Cosa cambierà all’interno dell’istituto dopo l’arrivo della nuova professoressa? Riuscirà Maleeka a trovare un nuovo posto nel mondo e a farsi valere così com’è? Ci sarà almeno una persona che riuscirà a rimettere in riga la bulletta Char?

«Per me non ha nessun senso» dice, senza nascondere il suo fastidio. La Saunders dà l’impressione di doverci pensare, prima di trovare una buona ragione. Si porta le dita alle labbra e i suoi occhi esplorano il soffitto come se la risposta potesse nascondersi lì. «Voglio che sappiate come ci si sente a vivere nella pelle di qualcun altro e a vedere il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro»

La trama è piuttosto semplice e breve, concisa, leggera, Nonostante il volume sia breve e altrettanto leggero di lettura nasconde – come lo fa la trama – dei profondi significati che riusciremo a comprendere veramente soltanto leggendo il volume e scoprendo a cosa andremo incontro conoscendo davvero la piccola e dolce Maaleka.

La copertina di questo volume è davvero molto dolce dove in primo piano c’è Maleeka che sulla sua maglietta ha il titolo di questo volume. E il viso dolce della ragazzina tredicenne finisce per catturare molto più del resto, che è la persona principale di questa storia se la guardiamo sommariamente. Il bordo bianco permette di mettere in risalto il volto e la pelle di Maleeka che è meravigliosa così com’è. Il titolo di questa storia mantiene l’originale con l’aggiunta di un sottotitolo : “Il colore della mia pelle”. Ed è questo sia a porre una qualche traduzione al titolo e a porre i vertici su cui si svilupperà la storia e il colore della pelle di Maleeka, in questo volume, conta davvero molto.

L’ambientazione è una scuola americana e l’epoca non è specificata, almeno non direttamente. Non si sposta molto dalla scuola, quasi tutta la storia si concentra in questo spazio o a casa di Maleeka o casa di Char.

Quando le risate si esauriscono, varie mani si alzano. Alcuni dicono cose buffe e divertenti, altri no. John-John dichiara che la sua faccia dice al mondo che con lui non si scherza. Che conviene rispettarlo, altrimenti… Io non ho mai visto niente del genere sul viso di John-John. A guardarlo sembra più impaurito che cattivo. A quanto pare la gente vede quello che vuole, quando si guarda allo specchio.

photo en niveaux de gris d'une femme avec un collier en argentI personaggi della storia non sono poi moltissimi, anzi ci si concentra quasi esclusivamente su Maleeka seppur non manchino dei personaggi cardine che cambieranno e hanno influenzato il modo di vivere della protagonista in questi anni. Per Maleeka sua madre è una figura importante nonostante non se ne parli molto ma cerca sempre di gestire tutto in autonomia mentre Charleese – quella che lei reputa sua amica ma è solo una bulletta da quattro soldi in cerca di attenzioni – è quella che determina un po’ tutto ciò che succede nella sua vita: il suo modo di vestire ad esempio, che se non fosse per Char, Maleeka vestirebbe con i vestiti cuciti da sua madre e non In come vorrebbe essere; il suo rendimento scolastico che finisce per cambiarlo drasticamente visto che in cambio dei vestiti, Char vuole i compiti fatti ed essendo Maleeka studiosa e “secchiona” come non può on far comodo? Poi c’è la professoressa Saunders che prima non era tale ma lavorava dentro una grande azienda. Stanca di quel lavoro è entrata in questo istituto di qualche sobborgo e non ha mollato la presa, portando il cambiamento sia fra gli alunni che fra gli insegnanti che permettono che i ragazzi prendano il sopravvento sull’istituto e su loro stessi, piuttosto che tentare di riportarli in riga e di fermarli.

Ma torniamo a Maleeka. E’ una ragazzina di appena tredici anni, insicura. E’ soggiogata da Char che le permette di mettere i suoi vestiti e sentirsi più accettata dalla comunità ma è consapevole che è sempre tutto in bilico su un filo che può spezzarsi da un momento all’altro. E’ un personaggio chiuso ma che con la sua scrittura e la sua forza interiore dettata da qualcuno che crede in lei – in questo caso la professoressa Saunders – si sente accettata anche se pensa di essere diversa perché in primis è lei ad accettarsi così com’è. Questo è importante per non sentirsi demoliti e Maleeka ne ha proprio bisogno, così come di una direzione e di  una vera e propria scossa nella sua vita.

Salto giù dal lavandino e mi sporgo verso lo specchio, pensando a mio padre. «Maleeka» mi diceva, «devi imparare a guardarti con i tuoi occhi. È l’unico modo per sapere chi sei davvero.»

Il perno centrale della storia fa perno sulla resilienza e la forza della nostra protagonista sul capire che vale, come tutti gli altri, che ha uno scopo e che la sua pelle non la rende diversa da tutte le persone che la circondano. E’ una storia di forza, di maturità, di coraggio e di una tenerezza sconvolgente, di una ragazza che assieme all’aiuto di una persona adulta che credeva in lei, può credere in se stessa e cambiare radicalmente la vita e le persone che le stanno accanto e che non sono quelle che credeva.

donna in canotta nera in piedi accanto a un albero spoglio durante il giornoLo stile utilizzato dall’autrice è in prima persona dal punto di vista della nostra amata protagonista che conoscerete e apprezzerete pagina dopo pagina, comprendendo persino i suoi gesti estremi mossi dalla paura e dall’incapacità di gestire determinate situazioni. Il volume ha una struttura narrativa semplice e poco articolata, soprattutto di veloce lettura che potrete completare al massimo con un paio d’ore, forse anche meno.

Le tematiche affrontate, come avete capito dalla trama e da ciò che vi ho scritto in precedenza non mancheranno e saranno tutte molto importanti l’una con l’altra. Una delle tematiche più importanti è il colore della pelle di Maleeka che è spesso soggetto di derisione, di canzoncine stupide e di differenze fra compagni, fra relazioni instaurate e quant’altro. E’ anche per questo che la protagonista si sente esclusa o di poco conto, quando il colore della sua pelle non cambia nulla rispetto al resto. E così anche altri temi che spingono a mettere la Sanders in posizione di difesa nei confronti di Maleeka spingendola a fare dei lavoretti per la scuola o di dedicarsi alla scrittura – che poi le riesce incredibilmente bene e gioca un ruolo fondamentale all’interno del volume come ancora di salvezza ma anche per comprendere al meglio i sentimenti e le emozioni che giocano nel cuore della protagonista.

La cosa che ogni volta mi sconcerta è il fatto che i professori sembrano giocare un ruolo completamente passivo nella vita dei giovani ragazzi e molto spesso questo avviene per paura di ritorsioni coi genitori o con gli alunni stessi. Sempre più, specialmente negli ultimi tempi le figure dei professori si spengono e non riescono neanche ad arrivare ad accendere l fiamma dell’interesse verso una determinata materia per degli elementi che andrebbero isolati e che dovrebbero ricevere o cure adeguate o assistenza o qualsiasi tipo di bisogno occorre loro. Purtroppo lì ci si va a scontare anche con i genitori che molto spesso creano un muro e finiscono per dare ragione a loro stessi o ai figli precludendo un esistenza decorosa anche agli altri che, poi, subendo sempre finiscono per essere quelli che vanno in terapia per curare ciò che è stato causato dal male. In terapia oggi ci va il buono per imparare a difendersi e a tenere testa al cattivo e non il contrario per cercare di aiutare le difficoltà effettive he ci sono. E questo mi sconvolge e mi delude come donna e come futuro genitore e come colei che ha subito angherie ai tempi scolastici. Ed è un po’ quello che accade anche all’interno di questo volume e l’unica a cercare di cambiare le cose nel sistema malato è la professoressa Saunders che non ha paura, che combatte e lotta per ciò che è giusto senza fare del male a nessuno ma cercando di far emergere i deboli e di far smettere i forti di smontare e demolire i più fragili.

Lei si irrigidisce. Continuo a parlare. «Alcuni di noi sono del colore sbagliato. Altri hanno misure sbagliate. Qualcuno ha la faccia sbagliata. Ma questo non ci rende persone sbagliate, giusto?» Mi siedo sul mio banco e ci metto i piedi sopra, come lei prima. «Ok, spari, ma lo sa che non ho tutti i torti. Anch’io ho i miei lati buoni.»

Il libro è stata una lettura veloce e piacevole che, nonostante sulla fascia di età sulla quale si basa e il fatto che sembra riportare temi e argomenti pre-adolescenziali, ci dimostra molto più di questo e ci porta la forza di una giovane ragazza che diventerà un’adulta e che può essere monito e un punto su cui molti ragazzi possono cominciare a vivere una vita diversa da quella che hanno, in cui si sentono sottomessi  e deboli o insicuri di come si è. Consiglio la lettura agli adolescenti, ai ragazzi delle medie – dovrebbe essere letto in tutte le scuole – e agli adulti così che non smettano mai di imparare. Un libro che tutti dovrebbero leggere.

Sharon G. Flake è stata molto brava a rendere questo libro attuale sia ai tempi della sua uscita all’estero forse più di quanto lo sia ora. E’ stata una voce per tutte le ragazze che come Maleeka vedono la propria pelle come un motivo di vergogna e di frustrazione e si sentono ancor più fragili di quello che sono. Ricordate, non siete soli e non c’è solo gente orribile su questo pianeta e tutti insieme possiamo cambiare e migliorare e distruggere l’ignoranza di chi sminuisce gli altri per sentirsi migliore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Lo spero davvero perché merita. Vi mando un caro abbraccio e vi aspetto qui, come sempre.

A presto,

Sara ©

3 thoughts on “RECENSIONE #617 – THE SKIN I’M IN. IL COLORE DELLA MIA PELLE DI SHARON G. FLAKE.

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