SEGNALAZIONE #278 – TAUTO DI ROSARIO RIGGIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Altro giro altra corsa per questo venerdì! Eccoci qui con una nuova uscita che spero possa interessarvi. Siete pronti? A voi:

TautoTitolo: Tauto
Autore: Rosario Riggio

Editore: GAEditori
Collana: Il portalettere
Pagine: 244
Data di uscita: 02/05/2022

TramaSiamo in Italia nel 2068. Trent’anni prima è avvenuta la “Grande transizione”, ovvero un insieme di cambiamenti repentini che hanno stravolto la storia. Le frontiere nazionali sono state chiuse. È ammessa solo la produzione interna. Il sistema di istruzione prevede soltanto la disciplina denominata Sloganistica. Le assunzioni avvengono in modo automatico attraverso l’algoritmo di Tauto, una potente rete integrata che individua le persone adatte a svolgere determinate mansioni in base alle loro preferenze di navigazione. Tutti coloro i quali vengono considerati non integrabili (intellettuali, scienziati, stranieri, omosessuali) vengono espulsi e confinati nella cosiddetta “Zona franca”. Protagonista della storia è Marvin, direttore della Biblioteca dello Smaltimento Pubblico, il cui compito è quello di distruggere i libri. Sono questi solo alcuni dei temi che Riggio palesa nel suo romanzo distopico anticipando avvenimenti che rendono queste pagine attuali. Tauto è un romanzo sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Nonostante tutto.

ESTRATTO

Si muovevano nel buio. Come animali da branco. La segnalazione arrivò di notte, come accadeva di solito. Qualcuno nel settore D risultava disconnesso. Le sagome degli agenti della Italpol risaltavano nere contro il bianco dei riflettori. Era una casa vecchia: mura cadenti e finestre rotte. Una luce fioca indicava presenza di vita. Si avvicinavano senza rumore. Disposte a ventaglio ai lati della porta, le sagome nere si preparavano a irrompere. Al segnale convenuto abbatterono la porta. Si riversarono dentro con un tramestio di armi. Un uomo anziano seduto di fronte al camino sobbalzò sulla poltrona. “Che volete? Chi siete?” “Si sieda” intimò uno degli agenti sovrastando l’uomo con tutta la sua figura. Un altro, srotolando un documento e assumendo un’aria solenne, disse ad alta voce: “Con l’autorità conferitaci dal popolo sovrano, procediamo a verificare la veridicità della segnalazione numero 1.246 delle ore 22.00 del venticinque marzo 2068”. Si riferiva alla telefonata ricevuta un’ora prima da parte di un cittadino. A suo dire l’uomo che abitava in quella casa non aveva una connessione Internet. E nel mondo post “Grande Transizione” questo era un reato. “Dov’è il telefono?” proseguì l’agente con fare concitato. “Non ho alcun telefono, non ne ho bisogno” rispose l’uomo anziano. Gli agenti si diressero verso il corridoio debolmente illuminato dalle luci esterne. Sparpagliandosi per lacasa misero a soqquadro tutto alla ricerca del telefono. “È impossibile che lei non abbia un telefono, tutti ne hanno almeno uno”. “Le dico che non ho il telefono, la prego lasciatemi in pace”. Riemergendo dalla penombra del corridoio uno degli agenti con la visiera sollevata si parò davanti all’agente capo. “Non ci sono dispositivi di comunicazione signore. Stanno controllando l’esterno, ma non sembra esserci traccia di rete telefonica”. “Ma è impossibile agente, ne è sicuro?” “Ripeto signore, all’interno dell’abitazione non c’è nulla. Sono in attesa di…” in quel momento entrò nella stanza un altro agente. Aveva il fiatone e la visiera appannata. “Confermo signore. Nessuna rete telefonica all’esterno. Contatto il servizio d’emergenza?” “Proceda, e mi comunichi quanto tempo ci vorrà prima che arrivino”. “Certo signore”. L’uomo anziano restava seduto e guardava i tre uomini come se fosse la scena di un film. Dopo alcuni secondi di immobilità assoluta, si rivolse all’agente capo che confabulava con il suo collega. Davanti al camino i due agenti sembravano due enormi tizzoni neri. “Sentite, cosa accadrà adesso? È grave quello che ho fatto?” “Si sieda signore, attenda istruzioni. Penseremo noi a tutto. Non è grave quello che lei ha fatto, è grave quello che lei non ha fatto”. “Ma cosa? Si spieghi…” chiese l’uomo. “Dovrei spiegarle l’ovvio caro signore. E non credo di avere tutto questo tempo, e neanche la voglia. Lei è semplicemente fuori dal mondo. Le sarà assegnato qualcuno che la farà rientrare. Si fidi di noi”. La luna avvolgeva la notte con una filigrana d’argento. La vecchia casa tremolava immobile come un’enorme acquaforte nell’ oscurità. All’improvviso il servizio d’emergenza sopraggiunse con mezzi e macchinari. Tecnici e addetti si riversarono dai furgoni in file lineari e compatte. Circondata l’abitazione in pochi secondi, iniziarono a lavorare con zelo ed efficienza. Due giorni dopo, l’uomo nella casa fu riconnesso al mondo.

BIOGRAFIA

Mi chiamo Rosario Riggio, ho 42 anni e sono nato a Palermo. Sono laureato con lode in Lettere moderne. Insegno Lingua e Letteratura italiana dal 2009 in Istituti di istruzione superiore. Nel 2014 ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento con il massimo dei voti. Dallo stesso 2014 insegno presso l’I.I.S. L. Einaudi di Magenta, scuola presso la quale ricopro incarichi di responsabilità, soprattutto per quanto riguarda l’ambito dell’innovazione didattica e della didattica integrata. Tra i miei interessi principali c’è sempre stata la letteratura. Grazie all’insegnamento sono riuscito a coniugare interessi personali e lavoro. Mi interesso anche di critica letteraria. Oltre a prefazioni scritte per opere poetiche di alcuni autori, ho pubblicato sulmio canale YouTube videorecensioni di due romanzi di Roberto Mercadini (“Storia perfetta dell’errore”e“Bomba atomica”). In passato ho scritto un romanzo che intendo rivedere interamente, nonché alcune raccolte di poesie. Come tesi di laurea ho presentato un commento integrale del De Providentia di Seneca, approcciando il testo sia dal punto di vista stilistico-retorico che da quello tematico. Come tesi di abilitazione all’insegnamento ho presentato un lavoro sulla C.M.C. (Computer Mediated Communication). In generale, i miei lavori relativi al percorso di abilitazione hanno sempre ricevuto segnalazioni e plauso da parte dei docenti universitari che li hanno valutati. Negli ultimi anni mi sono sempre più occupato di temi legati ai cambiamenti della comunicazione determinati dall’avvento dei new media, soprattutto a livello di strutture linguistiche e di logiche comunicative. Dopo un primo periodo corrispondente a una full immersion nei classici della Letteratura italiana, mi sono dedicato alla narrativa di fantascienza più matura. Sono perfettamente convinto che si possano integrare e far dialogare i contenuti di insegnamento intesi in senso classico e umanistico con le nuove tematiche legate alle innovazioni tecnologiche.


Cosa ve ne pare? Pensate che possa piacervi questo volume? Io vi aspetto, come sempre.
A presto,
Sara ©

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