REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #586 – ULTIMO SANGUE DI DIEGO DI DIO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una nuova recensione per voi di cui devo ringraziare sia la casa editrice, La corte editore, che l’autore che è anche il mio insegnante e direttore dell’agenzia letteraria Saper scrivere di cui – un giorno spero – di riuscire a finire anche il corso che fra una cosa e l’altra finisce sempre per essere rimandato. Dopo tutto questo preambolo, ecco qui che vi parlo di questo volume di camorra che spero possa piacervi, com’è piaciuto a me. Ecco che ve ne parlo:

9788831209977_0_424_0_75Titolo: Ultimo Sangue
Autore: Diego Di Dio
Data di uscita: 26 maggio 2022
Casa editrice: La Corte Editore
Pagine: 366

Link d’acquisto: https://amzn.to/3Idw6D6
Trama: Alisa e Buba sono due sicari professionisti. Lavorano spalla a spalla nella Napoli in cui si consuma una guerra taciturna tra due imperi criminali. Quando don Luigi e suo figlio Gabriele vengono brutalmente uccisi, però, tutto cambia. Donna Teresa, ora vedova e assetata di vendetta, assolda i due killer per porre fine, una volta per tutte, all’intera vicenda. La boss del crimine ha una missione per loro: trovare e ammazzare la figlia di don Pasquale, responsabile di aver ordito il piano che ha portato allo sterminio della sua famiglia. In questo mondo di corruzione, fatto di armi e incline ai tradimenti, si muovono Alisa e Buba, che nel frattempo devono fare i conti con un passato dal quale non vorrebbero fare altro che fuggire. Perché non sono solo assassini. Sono due sopravvissuti. E in una realtà divorata dall’odio e consumata dal desiderio incontrollabile di potere, sanno che possono fidarsi solamente l’uno dell’altra. Ma sarà sufficiente? Un’ultima missione, un’ultima rivincita, un ultimo sangue.

RECENSIONE

La storia ha inizio con due amanti che se ne stanno nascosti, due amanti che hanno una rivelazione l’uno per l’altra ma non sanno esattamente quale sia il momento adatto per farlo. I due finiscono per morire così come hanno di incontrarsi: di nascosto, con i rimorsi e i rimpianti di chi ha scelto una vita sbagliata o troppo difficile, rischiosa e pericolosa. Poi passiamo a Buba e Ali, sono due sicari professionisti che lavorano per i mafiosi e svolgono lavori per loro: a loro non importa quale sia l’incarico o per cosa o chi si combatte. Se decidono di prendere un incarico lo portano a termine. Ed è così che hanno preso l’incarico di Donna Teresa di uccidere quella che era la fidanzata del figlio, brutalmente ucciso assieme a suo padre e marito della donna. Ali e Buba sono forti, veloci, scaltri ma incredibilmente solitari e fragili nonostante tutto.

Riusciranno a portare a termine questo nuovo compito? Riusciranno a buttare fuori il proprio passato e questa vita che è così difficile e dura e che li tiene sempre alla prova? Cosa succederà nel corso di questa missione?

«Tu sei pazzo, orso» dice, mentre il suo viso sembra ridere e piangere allo stesso tempo. «Completamente pazzo, lo sai?» Franco conosce quell’espressione. Anche per questo si è innamorato di lei. «Sono pazzo, ma ho ragione. Lo sai che è così.» Un rumore dall’esterno. Lontano o vicino, non saprebbe dirlo. Ha qualcosa di sbagliato, come un oggetto fuori posto. Franco si volta verso la piazza, aggrottando la fronte. «Ma chi…» Ha il tempo di cogliere un movimento furtivo tra gli alberi, prima che il cuore gli salga in gola. «Vattene!» grida, allontanando Paola con una spallata. Capisce che è troppo tardi, quando il rimbombo di uno sparo gli fa volare la sigaretta di mano.

La trama è ben scritta e interessante. Nonostante non ami particolarmente le storie di mafia e simili ho fatto difficoltà ad accettare di leggere il volume ma ne sono rimasta sorpresa una volta che mi ci sono immersa completamente. È davvero una storia ben scritta e ben caratterizzata, che riuscirà a coinvolgere anche i più abietti a questo genere, Ve lo assicuro.

La copertina è davvero molto, molto bella. In linea con le copertine della casa editrice, ci mostra una donna bendata su una mano insanguinata che fa il simbolo di una pistola. Che sia la dea bendata o Ali o addirittura Laura, non ci è dato saperlo. La trovo davvero molto interessante e ben fatta rispetto alle precedenti dell’autore e mi piace molto. Lascia presagire del sangue, della ”guerra” se così si può dire. Il titolo che troviamo è ambiguo almeno per ciò che potrebbe succede all’interno della lettura. Per il resto lo trovo giusto e ben costruito, sia per l’affiliazione alla copertina sia generalmente per la storia stessa.

L’ambientazione è tutta Italiana, siamo tra Soccavo e Napoli e troviamo diversi luoghi che – chi è della zona credo – magari può perfino riconoscere; ho trovato interessante il fatto che sia l’autore che un altro di cui ho letto una storia gialla / poliziesca abbia dei riferimenti a luoghi che si conoscono e siano descritti egregiamente. Quindi complimenti all’autore, senza dubbio. L’epoca non è modernissima ma riuscirete ad ambientarvi velocemente e senza problemi.

«Lo sapevi che lavorava per Gabriele mio?» Mi stringo nelle spalle. «Non ci sentivamo da tanto tempo. Venticinque anni, quasi. Ci siamo persi di vista quando… quando…» Quando ci siamo persi di vista, io e Ciruzzo Diegarmando? Nemmeno lo so, nemmeno me lo ricordo. Queste cose accadono così. Non c’è un giorno preciso, un momento esatto. Perdersi è un fenomeno che accade e basta, un processo che sfuma in maniera così impalpabile da coglierti di sorpresa solo alla fine, quando ormai è tardi.

I personaggi di questa storia sono molti e sono descritti in maniera strutturata ma anche emotivamente stabile. Cioè si riescono a comprendere davvero bene i loro stati emotivi e la storia prende una piega del tutto inaspettata che renderà anche i personaggi più difficili, davvero vicini e ricchi di emozioni portanti, che vi lasceranno senza parole. Più di tutti a rendere migliore ogni cosa sono i due protagonisti principali, ovvero i due sicari professionisti. Non potrete fare a meno di apprezzarli e ve ne parlo:

Ali è una sopravvissuta. Ha avuto un passato burrascoso, sia per via di suo padre sia per ciò che le è accaduto dopo. È stato Buba a salvarla in quanti più modi possibili, anche se l’ha comunque mantenuta in un giro sbagliato di cose, sia per lui che per lei. È una donna allenata, addestrata ma fragile che cerca un riscatto nella sua vita. Ama da sempre Buba anche se ha amato qualcuno anche prima di lui.

Buba è un uomo forte e coraggioso, così come protettivo, almeno per quanto riguarda Ali. È un combattivo, va sempre diritto con e verso i suoi principi, mantenendoli ben saldi e non si lascia piegare tanto facilmente. Quando inizia una missione cerca di portarla a termine ma si sente sempre in debito verso Ali, il fatto di doverla proteggere e tutto il resto è quello che rischia di far minare le loro stesse missioni.

«Alì…» Mi tira verso di sé, in silenzio. Ci abbracciamo in un movimento perfetto. I nostri corpi aderiscono in una maniera impeccabile. Non diciamo una parola, non ne abbiamo bisogno. Rimaniamo stretti, il mio viso schiacciato contro il suo petto, i respiri che disegnano un suono appena percepibile. Forse siamo due persone cattive e non meritiamo niente di bello. O forse siamo due persone rese cattive dalla vita. Siamo l’inferno generato dalle contraddizioni del mondo, ma in fondo anche noi meritiamo che qualcuno ci stringa tra le braccia, che qualcuno aderisca a noi come Buba sta aderendo al mio corpo, in questo momento.

Il perno centrale della storia è il compito di uccidere Lucia, figlia del boss rivale a Donna Teresa, cosa che sembra difficile e quasi impraticabile, vista l’astuzia del rivale. È una missione difficile, quasi suicida per quanti pochi uomini vengono utilizzati ma sembra essere efficace. Cosa succederà a Buba e Ali?

Lo stile utilizzato si divide in due modi: in prima persona per quanto riguarda Ali e in terza quando si tratta di altri soggetti all’interno del volume. Ha un tipo di scrittura articolata, ricca di dettagli – a volte leggermente ripetitiva a lungo andare, devo ammetterlo. Nonostante questo trovo che la lettura sia ricca, piacevole e scorrevole nella sua più totale complessità.

Ho apprezzato molto la storia tra Ali e Buba e il loro legame profondo. Ancor di più il passato di Ali, che ci permette di legarci a lei in maniera del tutto indissolubile, rispetto a quanto succede con Buba. La scrittura ci permette di legarci ai personaggi e di sentirli vicini, quasi fossero nostri amici profondi. E nel corso delle missioni abbiamo paura per loro e per cosa gli possa succedere. Questo credo sia la cosa migliore che possa succedere all’interno di un libro ed è importante che le connessioni con i personaggi rendano il tutto ancor più reale, vicino, nonostante la storia non appartenga neanche lontanamente vicino alla mia realtà.

La trama del volume è interessante e le dinamiche sono ben sviluppate anche se a volte sembra un po’ fiacco non tanto nel tema della vendetta ma come vengono sviluppati gli eventi, gli attacchi. E’ pur vero che i due personaggi sono persone, hanno sentimenti reciproci e quant’altro ma la situazione diventa paradossale laddove si è dei sicari professionisti. Non si può dare spazio a certi tipi di sentimenti senza mandare all’aria qualcosa. La storia è stata molto bella, non fraintendetemi ,ma sotto questo aspetto mi ha lasciato spiazzata seppur è stato uno dei migliori libri sul genere, coinvolgente e ricco.

Una macchina costruita per uccidere, che adesso era lì, a contatto con la mia pelle, come un prolungamento delle braccia, dei sensi, dell’anima. E mentre sparavo e il rinculo mi spostava all’indietro, tutto acquistava, forse, un senso. Ogni cosa andava al suo posto, perché quei proiettili, sparati in maniera goffa e imprecisa, non centravano un bersaglio, ma colpivano tutto ciò che non avrei mai potuto essere, tutto ciò che non sarei mai diventata. Colpivano il dolore ultimo, quello feroce e primordiale, che aveva un nome, un viso, una logica.

Il libro è davvero interessante, ricco di emozioni, pathos e azione. Un libro della mafia, sulla mafia e sulle emozioni delle persone, giuste o sbagliate che siano le loro azioni e le loro scelte. Consiglio la lettura, questo è poco ma sicuro.

Diego Di Dio ha una penna incredibilmente emozionante. Sa toccare le corde giuste e riesce a rendere evocativo, significativo e combattivo questo libro ricco di azione e suspance, così come ricco di sentimenti contrastanti e difficili prove da superare.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Ecco che vi lascio la locandina dell’evento e i partecipanti. Potrete trovare nelle rispettive date citate anche da loro, le recensioni di questo stesso libro. Ecco a voi:

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27 giugno – Paper Purrr
28 giugno – La libreria di Anna
4 luglio – Hope and Paper
5 luglio – Les Fleurs Du Mal
6 luglio – Amore per i libri e non sol
7 luglio – Milioni di particelle
8 luglio – L’angolo dei libri
11 luglio – Buona Lettura


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Cosa ne pensate? Potrebbe fare al caso vostro? Io spero possa piacervi e che lo prendiate in considerazione.

A presto,
Sara ©

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