RECENSIONE #583 – IL FIUME AL CONTRARIO DI JEAN-CLAUDE MOURLEVAT.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Oggi sono qui per proporre un’altra lettura leggera, per ragazzi, che spero possa interessarvi. Nonostante per alcuni momenti possa sembrare strana e con poco senso, vi assicuro che la storia alla fin fine sembra interessante. Ringrazio la Rizzoli per la lettura e ve ne parlo subito:5467650-9788817161312-285x424-1

Titolo: Il fiume al contrario
Autore: Jean-Claude Mourlevat
Data di uscita: 08/03/2022
Pagine: 324
Link d’acquisto: https://amzn.to/3mhl9pX
Trama: Conosci il fiume Qjar? Quello che scorre al contrario, le cui acque rendono immortali chi ne beve anche solo una goccia? Quando Hannah, una ragazza di dodici anni, entra nella bottega di Tomek alla ricerca di quell’acqua magica, il giovane droghiere resta senza parole. Lui, orgoglioso di offrire nel suo negozio tutto ciò che al mondo c’è di più utile, non ne ha mai sentito parlare. Incuriosito e affascinato, Tomek decide di lasciare il suo piccolo villaggio e di mettersi sulle tracce di Hannah, partita alla ricerca del fiume al contrario. Un viaggio incredibile, che condurrà i due ragazzi ai confini della Terra, attraverso mondi fantastici popolati da creature insolite e meravigliose: il villaggio dei Piccoli Profumieri, la Foresta dell’Oblio, Ban Baitan, l’Isola Inesistente… Riusciranno Hannah e Tomek a trovare il fiume Qjar? O qualcos’altro, di ancora più grande, li aspetta?

RECENSIONE

water falls on rocky mountainLa storia ha inizio nella piccola drogheria del paese di Tomek. È un piccolo ragazzo tredicenne che vorrebbe viaggiare e godersi la vita ma sa che la sua vita è lì, all’interno di quella piccola drogheria di nonno Icham, in cui resterà visto che ha la responsabilità verso tutto il piccolo paese. Cambia ogni cosa quando una giovane ragazza entra in drogheria e chiede a Tomek se, fra le tante cose in vendita ci sia anche l’acqua del fiume Qjar, l’acqua di un fiume che scorre al contrario e che rende immortale chi ha l’opportunità di bere alla cima del ruscello, dove questo finisce. Tomek non ha quell’acqua in vendita, ne conosceva quel fiume ma Hannah lo coglie di sorpresa è una volta che lei esce dal piccolo negozio, pensa anche lui di partire alla ricerca di quel fiume per vivere finalmente l’avventura che sperava.

Cosa succederà a Tomek? Riuscirà a ritrovare Hannah lungo il suo percorso? Riusciranno a raggiungere il fiume e a compiere la loro missione?

«E così hai di tutto, nel tuo negozio? Proprio tutto?» chiese la ragazza. «Sì… be’, tutto quello che serve…» rispose Tomek. «Allora forse hai anche… l’acqua del fiume Qjar?» Tomek ignorava che cosa fosse, quell’acqua. Ignorava anche dove si trovasse il fiume Qjar. La ragazza lo capì e rispose prima che lui avesse modo di fare domande. «E’ un’acqua che non fa morire, non lo sapevi?»

La trama è semplice ma al tempo stesso ci rappresenta il volume molto bene. Questo volume è una delle avventure più bizzarre che io abbia mai letto. Una trama che coinvolge e una delle poche che non racconta poi troppo di come si svolge il volume nella sua interezza.

La copertina mi ha colpito con dalla sua uscita. Nonostante pensavo che fosse un’avventura che coinvolgesse i protagonisti sul fiume e che questi dovessero anche muoversi su di esso con la zattera, come rappresentato e ci fosse qualcosa del genere, non è del tutto così. In ogni caso la copertina mi piace e nonostante sembri una ragazzina quella rappresentata – e potrebbe anche essere che sia Hannah – non posso fare a meno di pensare che l’autore abbia pensato a Tomek. È una copertina che rappresenta molto il muoversi sul fiume e la forza con cui il protagonista tenta di contrastarlo per vivere a pieno tutto ciò che gli aspetta. Il titolo parla esattamente del fiume Qjar, che secondo la leggenda o per chi l’ha visto scorre al contrario e le sue acque se bevute, portano l’immortalità. È molto rappresentativo e nell’insieme rende molto.

L’ambientazione non è specificata, si partirà da un piccolo villaggio in posti sconosciuti e misteriosi che ci regaleranno tante piccole cose, tante piccole culture e tante piccole emozioni che farete fatica a non ricordare e l’epoca non è specificata ma di sicuro non è moderna. Sembra di essere all’interno di un libro di antiche credenze e piccole fiabe che riusciranno a coinvolgervi.

Tomek stabilì che sarebbe partito una mattina all’alba. Così in paese non si sarebbero accorti subito dell’assenza, e quando il vecchio Icham avrebbe trovato la sua lettera, nella sua baracca, lui sarebbe già stato lontano.

boy climbing up on treeI personaggi di questa storia sono davvero fin troppi. Conosceremo diverse persone in diversi posti, dai Piccoli Profumieri, al ragazzino e l’anziano verso Ban Baitan, al capitano della nave diretta all’isola inesistente a Marie e il suo asino e così tanti altri. Ma i veri protagonisti sono Tomek ed Hannah, che viaggiano ed esplorano nuove terre, così come all’interno di loro stessi.

Tomek è un ragazzino curioso, vorrebbe esplorare il mondo che lo circonda e vivere emozionanti avventure. Quando vede Hannah per la prima volta non è solo il fiume a mettergli curiosità ma sente di essere legato a quella piccola ragazzina, di essersi innamorato. Ed è anche per questo che decide di partire. Lei gli sembra sola e triste e decide di volergli rendere persino il soldo con cui ha pagato ciò che ha comprato, portandoselo dietro. È un personaggio che si farà valere ma vi assicuro che amerete molto di più la piccola ragazzina da cui anche lui è rimasto rapito.

Hannah è una ragazzina sveglia, scaltra e buona. Ha avuto molto dolore nella sua vita perdendo tutti coloro che la circondavano. L’unica cosa che le resta è quella per cui decide di intraprendere questo pericoloso ma magico viaggio che finirà per renderla consapevole di tutto ciò che la circonda e di quante persone possano volerle bene, in giro per il mondo. Perché casa non è solo quella nel quale siamo cresciuti ma anche quella che ci costruiamo intorno e dalle persone che finiamo per circondarci.

Post scriptum: Che cos’hai in quel sacchettino intorno al collo?
Tra il riso e le lacrime, Tomek sfilò la moneta dal borsellino e la strinse nella mano. «E’ una moneta da un soldo». rispose, «te la restituirò presto».

Il perno centrale della storia non è tanto il fiume Qjar che è il fine ultimo dell’avventura, ovvero arrivare al fiume, ma è il viaggio stesso che dona consapevolezza, domande, risposte e curiosità ai nostri due protagonisti.

person holding compassLo stile utilizzato dall’autore è leggero, fluido e scorrevole, non a caso è comunque una lettura per ragazzi. Il tutto è stato piacevole e strano, aggettivo con cui definirei gran parte delle cose che accadono all’interno del volume, persino come questo sia strutturato.

Infatti, troviamo l’epilogo del volume a metà libro e mi domandavo seriamente cosa stesse succedendo. Se avevo in mano un errore di stampa o se ci fosse qualcosa di particolare che il volume nascondesse. La storia inizia con l’avventura dal punto di vista di Tomek, in prima persona che ci narra cosa ha vissuto per arrivare al fiume, se ci riuscirà e tutto ciò che ha provato, chi ha incontrato e quali consapevolezze raggiunge da tutto questo. La seconda parte ci parla di Hannah e del motivo per il quale è stata spinta a partire con così tanto entusiasmo e forza da viaggiare da sola tra pericoli e strani incontri. Personalmente, dopo i primi due capitoli in cui i due si incontrano, ho fatto fatica a legare emotivamente con Tomek, anzi l’ho sentito poco affine così come ho trovato strana la lettura. Nella seconda parte, invece, in cui a fare da protagonista è Hannah sono riuscita ad immedesimarmi e a trovare in lei la tenerezza, la tenacia e la forza che la contraddistingue, così come tutti gli incontri e le cose che lei vive (decisamente più emozionanti e meglio descritte a mio avviso).

Le storie e i personaggi che i protagonisti stanno vivendo sembrano provenire da qualche antica fiaba di qualche cultura. Non so dirvi da cosa questi possano provenire non avendo trovato molto al riguardo ma devo dire di esserne rimasta affascinata nonostante all’inizio abbia fatto fatica ad accostare il viaggio a tutte queste cose bizzarre che avvenivano all’interno del volume. Quella che ho preferito più di tutti prima dei Profumieri è stato il paese della Principessa perdita per sette anni. È stata coinvolgente e ricca di significato, che spero apprezzerete anche voi.

gray bridge in the middle of fallsCoinvolgente e ricco di incontri originali e ben studiati, non potrete non rimanere affascinati dal contesto e dai diversi messaggi che la storia vuole trasmetterci: che l’importante non è la meta ma il viaggio e come lo si vive, che il cambiamento deve avvenire prima dentro di noi per poter cambiare, che l’avventura è sempre dietro l’angolo, bisogna soltanto avere la forza di provare e tanto tanto altro. Ma spero lo leggerete per scoprirne anche voi le peculiarità e le stranezze che contraddistinguono questo volume.

“Dio mio” pensò prima di addormentarsi, “che strano viaggio sto facendo! E come potrò raccontarlo al mio ritorno?”

Il libro è senza dubbio strano, originale e particolare. Dopo l’incontro fra i due, ciò che accade sembra essere davvero inverosimile ma è da questo che ne nasce una storia che ha dell’incredibile e che vi coinvolgerà più di quanto credevate possibile.

Jean-Claude Mourlevat ci regala una storia incredibile, un viaggio alla scoperta del mondo che di circonda e di ciò che abbiamo all’interno ma che bisogna solo scoprire. A volte tutto ciò che ci serve è dentro di noi, occorre solo riuscire a trovare un modo per capirlo. Siete pronti a partire e a seguire Tomek ed Hannah per un viaggio unico e bizzarro?

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se la storia può piacervi! Sono curiosa di avere le vostre impressioni!
A presto,
Sara ©

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