RECENSIONE #556 – IL SEGRETO DI MEDUSA DI HANNAH LYNN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Altro giro altra corsa per i nostri volumi da leggere. Pronti per una storia che ci porta nell’antica Grecia, nelle vicinanze di una delle creature mitologiche più pericolose? Ringrazio la casa editrice Newton Compton per avermi permesso la lettura di cui vi sto per parlare. Ecco a voi:

5124yggd0cl._sx317_bo1204203200_Titolo: Il segreto di Medusa 
Autore: Hannah Lynn
Data di uscita: 02 Dicembre 2021
Pagine: 256
Link d’acquisto: https://amzn.to/3erj2w3
Trama: Radiosa, innocente, la più pura tra le sacerdotesse di Atena. La bellezza di Medusa va ben oltre quella dei semplici mortali. Per questo, quando lo sguardo colmo di lussuria del dio Poseidone cade su di lei, l’unico luogo in cui spera di trovare rifugio è il sacro tempio della protettrice dei greci. Ma nessuno può sfuggire a un dio. E la divina Atena, signora delle arti e della guerra, non avrà pietà per colei che ha profanato la sua casa. Poco importa che Medusa, violata nel corpo e nello spirito contro la propria volontà, implori il suo perdono. Da questo momento il male che le è stato inflitto diventerà la sua corazza e abbraccerà l’oscurità, in esilio, perché chiunque altro le ha voltato le spalle. Si trasformerà nel mostro che gli altri hanno deciso che doveva essere. Nel frattempo, un giovane di nome Perseo si appresta a partire con la missione di uccidere Medusa. La storia dell’eroe Perseo e del mostro Medusa è stata raccontata molte volte. Questa è un’altra storia. In un tempo in cui gli dèi camminano tra i mortali, il confine tra la gloria e l’infamia è estremamente labile. Ma ogni mito ha bisogno di eroi e di mostri.

RECENSIONE

MEDUSA LA GORGONE E L'ALLEGORIA DELLA PERVERSIONE - PolisemanticaLa storia ha inizio nel tempio di Atena, in cui Medusa riesce con la venerazione della Dea a lavorare per lei come Sacerdotessa. Medusa è sveglia, bella e intelligente: non transige sull’uomo nel tempio della Dea e ha paura per le donne che vengono abusate o seviziate dal proprio marito. Medusa è una ragazza ferrea, giudiziosa, una donna consapevole e credente nella divinità che rappresenta. Ma c’è Poseidone che trama nell’ombra e sembra averla puntata fin dal primo momento che l’ha vista al tempio. E questo lo porta tutti i giorni a presentarsi in veste diversa così da cercare di spodestare questa sua veste sacerdotale solo per soddisfare se stesso. E’ in quel momento, quando la lussuria prende possesso di Poseidone e Medusa finisce per subire ingiustamente l’ira della sua stessa Dea, che la trasforma in quello che tutti conosciamo, la donna con i capelli da serpente che pietrifica ogni cosa.

Cosa succederà alla giovane Medusa una volta subito tutto ciò? Come fa a sfuggire alle persone? E come può non pietrificare chi ama se ormai il suo destino sembra essere soltanto questo? Potrà mai avere l’opportunità di redimersi o di tornare ad essere la sacerdotessa che era prima?

Alcuni pensano che mostri si nasca. Che ci siano creature approdate su questa Terra con un’oscurità talmente soverchiante nel cuore che l’amore di un misero mortale non potrebbe mai domarla. Secondo costoro, queste anime non possono essere redente e non se lo meritano nemmeno. Sono bestie, decise a portare il caos nella vita di chiunque incroci il loro cammino. Sono vendicative e piene d’odio e si meritano soltanto il nostro disprezzo. Forse è vero. Magari tutti i mostri sono così fin dalla nascita. Forse, però, è solo un espediente utilizzato per nascondere l’oscurità che tutti ci portiamo dentro. Che costringiamo noi stessi a nascondere al mondo intero perché non riusciamo nemmeno a immaginare quali misfatti orribili provocherebbe se le permettessimo di crescere. Perché è questa la verità che tutti noi conosciamo: l’oscurità cresce. Altrimenti sarebbe tutto più facile. Questa storia sarebbe più semplice, per molti versi, se l’oscurità fosse nata dentro di lei. Ma non è così. Lei non era così. Furono dei mostri a creare Medusa, ma lei non era nata da essi.

Athena's Child: A spellbinding retelling of one of Greek mythology's most important tales (The Grecian Women Series) (English Edition) di [Hannah Lynn]La trama di questa storia è molto dettagliata, almeno per quanto concerne il lato della storia stessa. Ci viene descritto cosa accade a Medusa, brevemente, e in cosa si imbarca Perseo – l’eroe che tenterà di ucciderla. Perché tutto questo e non un semplice preambolo su Medusa cercando di mantenersi comunque in qualcosa di vago che non vada a descrivere troppo di quello che succederà all’interno del volume? Una trama ben scritta, non ne ho dubbi, ma l’avrei posta sotto un altro punto di vista e in un altro modo.

La copertina è stata completamente stravolta se si vede l’originale che vi ho posto qui di lato. Non c’è una somiglianza, nulla, se non che si è provato a farla somigliare alle copertine di Circe e La canzone di Achille che sono però pubblicate da Marsilio/Sonzogno e che offrono il tema che viene proposto anche qui, riportandoci all’antica Grecia e alle vicende di eroi e antichi esseri mitologici che tutti oggi conoscono. Come potete osservare, anche voi potrete apprezzare di più la versione originale, sia per via dei colori che per via della diversità rispetto all’omologazione delle copertine, di recente. Il titolo si distanzia totalmente anche qui da quanto invece ci trasmette e comunica l’originale che, se tradotto, sarà: “I figli di Athena“. Il segreto di Medusa probabilmente fa riferimento alla sua storia e si è deciso di portare un qualcosa di riferito al suo personaggio, piuttosto che fare un discorso più ampio e generalizzato. Sinceramente, non so dirvi se sia stata la scelta migliore ma non ci sta male nel risultato, quindi ci si chiede: perché no?

Per quanto riguarda ambientazione ed epoca, ci troviamo nell’Antica Grecia ai tempi dei miti. Non vi è trascritta ne posizionata una vera e propria data ma è a questo che si fa riferimento, quindi si può tenere in considerazione questa cosa, nel corso della lettura.

«Offriresti il tuo cibo agli dèi se te lo chiedessero?». L’uomo scosse la testa, sconcertato. «Ma certo. Come qualsiasi persona sana di mente». «E se un dio lo rubasse?» «Gli dèi prendono e tolgono secondo la loro volontà». Medusa sorrise. «Esatto. Quindi, siamo d’accordo. Però». Fece una pausa, spostandosi un po’ più indietro. «E se il dio si fosse travestito? Come Poseidone quando viene a riva. Come fai a sapere se l’uomo a cui rifiuti da mangiare è un mortale oppure un dio?». Il mento dell’uomo non smise di tremare. «È un vicino che abita  accanto a me da una vita». «Eppure lo vedi solo quando hai gli occhi aperti. Ti chiedo, dov’è che va quando li chiudi o guardi da un’altra parte?»

සර්ප හිසකෙස් තිබූ සුන්දර යක්ශණිය: මෙඩූසාI personaggi di questa storia non sono poi così tanti. Si parlerà di Medusa, che è la protagonista indiscussa della storia e di Perseo, colui che cercherà di ucciderla una volta che lei avrà preso le sembianze del gorgone e una volta che la su leggenda avrà ormai preso piede. E’ ovvio che, ci siano dei personaggi importanti ma poco ricorrenti o che siano nettamente secondari alla storia: si veda Atena o Poseidone, così come le sorelle di Medusa: tutti hanno un funzione ben precisa e determinata oltre ad essere ben delineata nel rispetto della storia stessa. Perseo, nonostante sia anch’esso menzionato nella seconda parte della storia e viene visto anche il suo punto di vista, non ottiene la stessa rilevanza che ha Medusa nel corso della storia. E’ un ragazzo forte, determinato, coraggioso, che come tanti altri uomini non esiterà nel tentare di sconfiggere e uccidere la giovane donna dai capelli da serpente. Eppure ho trovato Medusa molto più incentrante, infatti i pezzi di Perseo finiscono quasi per distrarre dalla storia principale.

Medusa nasce come una giovane ragazza che venera la dea Atena, che crede nel potere delle donne e che è devota al tempio e a ciò che questo rappresenta. Quando succede l’irreparabile con il dio Poseidone la ragazza viene punita da Atena e tramutata in una donna che pietrifica con lo sguardo e con i capelli come serpenti. Tant’è che cerca di trovare rifugio e riparo nella propria famiglia ma anche quella verrà messa a dura prova dalla stessa Medusa. E’ un personaggio solitario, forte ma al contempo fragile che preferiva uccidersi piuttosto che vivere così anche se ne era costretta dalla sorte e dalle divinità che le hanno voluto male.

«Perché si considerano le donne instabili? Impugnano un coltello più volte in un giorno di quanto farà mai un uomo in tutta la sua vita, eppure non sono le donne a pugnalare i mariti quando li sospettano di adulterio. Formano gruppi di amiche dai legami più resistenti dell’acciaio, eppure non sono le donne a picchiare a morte i mariti insieme ai loro accoliti quando riecheggia nell’aria appena una traccia di misfatto. Non sono le donne che richiedono un’amante dietro l’altra, per poi fare promesse d’amore che si rimangiano non appena compaiono capelli più scuri e occhi più luminosi. Ci accusano di continuo di essere emotive, irrazionali. Le donne non si ubriacano come gli uomini per poi insultare degli sconosciuti o lanciare pietre in segno di protesta. Le donne usano le parole e la ragione laddove gli uomini utilizzano i pugni e la forza bruta. Allora perché veniamo sempre per seconde? Perché, mia dea? Perché siamo sempre seconde, noi?»

Il mito di Medusa – Lo sguardo ammaliatore che le costò la vita.Il perno centrale di questa storia si incentra tutto sul mito di Medusa e su come l’autrice abbia voluto rappresentare la storia secondo il suo punto di vista. Il mito di Medusa e la conquista della test da parte di Perseo, diventa il fulcro di questa storia difficile ma al contempo quasi necessaria visti anche delle riflessioni su cui l’autrice finisce per soffermarsi.

Lo stile utilizzato è ipnotico e fin dal primo momento la scrittura cattura per la sua fluidità, in terza persona sviluppandosi sia sotto il punto di vista di Medusa che quello, successivamente, di Perseo. Infatti la lettura finisce per essere veloce, specialmente al principio in cui la storia di Medusa è accattivante e arriva dritto al cuore del lettore specialmente laddove a leggere la storia è una donna. Non dico questo per denigrare o mettere in risalto la categoria ma ho trovato il personaggio molto più toccante perché magari poteva riguardarmi in maniera più vicina rispetto invece a quanto possa esserlo per un uomo, che magari si rivede nell’eroe Perseo che cerca di ucciderla, piuttosto.

Ho trovato le tematiche descritte davvero importanti e ben sviluppate dall’autrice: il fatto della violenza, delle donne che si recano al tempio per cercare la salvezza dall’uomo che le tradisce o che le maltratta. Una realtà che è presente da secoli nelle gerarchie famigliari e relazionali e che si sta cercando con il tempo di sradicare, anche se ancor oggi è difficile. Il tema è quindi rilevante e porta con sé delle riflessioni non indifferenti al lettore. Questo è sicuramente il punto a favore maggiore all’interno della lettura perché si parla di abuso, violenza, voler porre fine alla propria vita – quindi suicidio – e della paura che il brutto o il fuori dall’ordinario possa suscitare negli altri, persino ai stessi famigliari, a volte. E sia per quanto riguarda le tematiche, l’autrice riesce a porci davanti un personaggio che riesce a farci provare dei sentimenti e delle emozioni forti, che ci toccano fin nel profondo. 

Laddove la storia inizialmente si presenta scorrevole e di veloce lettura, si ritrova a rallentare quando a prendere piede è Perseo e quando il focus, nonostante si mantenga bene o male su Medusa, si sposta e si incentra su di lui. La storia lì rallenta, prende un’altra piega e finisce per rimanere anche un po’ pesantuccia quindi dopo la metà del volume l’attenzione comincia radicalmente a calare e si trova il tutto persino più pesante di quello che si pensava. E’ logico che la storia si mantenga al mito originale e che venga colorito e modificato secondo l’autrice e come ha reinterpretato il tutto ma ad un certo punto il pathos sembra perdersi e Perseo sembra non avere lo stesso fascino che invece ci instillerà Medusa. Quindi la storia perde il suo fascino iniziale e non si riesce a sostenere la lettura con lo stesso interesse suscitato all’inizio; la seconda parte sembra scritta – in alcuni punti – come se non si sapesse come proseguire o che sviluppo dare al personaggio.

«Ti prego». Medusa, in ginocchio, a occhi chiusi cercava a tentoni di afferrare la sorella attraverso la tenda. Riuscì a ghermirle le caviglie alla cieca. «La dea ti sentirà. Sentirà quel che stai dicendo». «Bene, è quello che voglio. Voglio che senta quel che ci ha fatto. Merita di vedere il dolore inflitto dal suo egoismo. Il male che senza alcun motivo…».

Il libro è un piccolo volume che segue la scia della categoria delle rivisitazioni dei miti e della mitologia greca, portando alla luce uno dei personaggi più famosi di sempre e di cui tutti hanno sempre avuto più paura o – come nel mio caso – che hanno sempre affascinato. Una storia che consiglio agli amanti del genere e che spero possiate apprezzare.

Hannah Lynn è una scrittrice che si affaccia al panorama italiano con una lettura che di sicuro non lascia indifferenti. Chiunque almeno una volta nella vita può essersi sentito come Medusa e l’autrice è stata brava a farci vestire i suoi panni. Siete pronti ad affrontare Medusa o finirete per essere pietrificati?

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Potrebbe piacervi e fare il caso vostro? Fatemi sapere, io come sempre vi aspetto ovviamente!

A presto,

Sara ©

4 thoughts on “RECENSIONE #556 – IL SEGRETO DI MEDUSA DI HANNAH LYNN.

  1. Ciao Sara 🙂 Di solito cerco di evitare i romanzi che abbiano a che fare con la mitologia, ma fin da quando ho sentito parlare (oppure, più semplicemente) ho sentito qualcosa su questo libro, mi sono sentito quasi calamitato verso questo testo, che penso proprio che inserirò tra i testi da leggere… Aiutoooo, non entro più in camera!!! 😮 😮 😮

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