SEGNALAZIONE #211 – IL FARO DI BLACKDALE DI ALVISE BRUGNOLO.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Spero bene! Sono qui per portarvi un libro che spero possa incuriosirvi e piacervi ovviamente. La copertina è particolare e il titolo non è da meno. Siete curiosi di scoprire di cosa si tratta? Ecco a voi:

Il Faro di Blackdale | Onda D'Urto EdizioniTitolo: “Il faro di Blackdale”
Autore: Alvise Brugnolo
Editore: Onda d’Urto Edizioni
Link: http://ondadurtoedizioni.com/il-faro-di-blackdale/
Prezzo di listino: 11,90 €
Pagine: 160

Trama:
Il faro di Blackdale è una di fiaba moderna, che riflette sull’importanza di seguire i propri sogni e su quanto la creatività possa aiutarci a costruire un dialogo con chi, apparentemente, ci sembra diverso da noi, così diverso che vorremmo distruggerlo. Immaginate un luogo misero, nebbioso, dove tutti si guardano in
cagnesco, giudicando senza conoscersi. Prendete i protagonisti, dei bambini innocenti, stanchi di
sopportare i divieti dei loro genitori e che sognano un mondo colorato. Aggiungeteci un personaggio misterioso, Mister T, arrivato a ridare vita ad un luogo che sembrava morto. Ecco gli ingredienti di questa piccola grande storia di amicizia. Non un libro fantastico fine a se stesso, ma un’occasione per riflettere su argomenti importanti e sempre
attuali, come il rispetto delle diversità, la centralità del dialogo, la violenza sulle donne e la necessità di
unirsi per fronteggiare le difficoltà della vita. Un omaggio alla narrativa dell’infanzia di Roald Dahl e Michael Ende, però rivolto soprattutto agli adulti, che hanno dimenticato cosa significhi essere bambini e avere il cuore pieno di sogni.

Biografia dell’autore

Alvise Brugnolo è nato a Venezia il 20 luglio del 1991. Laureato in Lettere Moderne all’Università Ca’ Foscari
di Venezia con il massimo dei voti, ha recentemente ottenuto la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo
all’Università di Verona. Attualmente sta collaborando con un’agenzia pubblicitaria veronese in qualità di
copywriter e social media manager.
Grande appassionato di cinema, letteratura e fumetti, ha inizialmente espresso la sua voglia di raccontare
nell’illustrazione e nel disegno a fumetti. Recentemente ha scoperto nella narrativa una passione a cui ha
deciso di dedicare la propria vita. I suoi autori preferiti sono Lovecraft, Italo Calvino e Michael Ende.

Estratto

“Nessuno sapeva chi avesse battezzato le rocce della collina nord “Vecchie Pietre”. Non era un nome qualsiasi, perché in quelle due parole affiancate, che prese singolarmente erano del tutto innocue, si rifletteva tutto il timore di Blackdale verso quello che era, a tutti gli effetti, qualcosa di molto poco razionale. Chi aveva messo quelle pietre? E quando? Avevano qualcosa a che fare con i culti oscuri dei satanisti, dove bestemmie, sangue e sacrifici uscivano dai cuori degli uomini come rivoli di fogna da tubi sconquassati? Oppure erano semplicemente delle pietre e basta, pezzi di roccia venuti giù dal cielo chissà quando e perciò senza alcun significato mistico o pagano? Troppe domande e nessuna risposta e queste erano cose che ai cittadini di Blackdale non andavano a genio. Era per questo che, quando la luce della luna sovrastava la cittadina, gli abitanti preferivano chiudersi in casa, piuttosto che vedere le sagome fosforescenti delle pietre giganteggiare su di loro. La RossBros., una ditta di costruzioni e demolizioni nata e cresciuta a Blackdale, aveva cercato più volte di far saltare quelle rocce eppure, ogni volta, qualcosa era andato storto. Quasi tutte le volte aveva iniziato a piovere e il mare di fango che si era riversato sulle strade aveva impedito ai mezzi di trasporto di avanzare come previsto. In un’occasione metà delle vetture si era impantanata e l’altra metà era stata trascinata dalla massa melmosa troppo vicino alle scogliere, che precipitavano dritte come scivoli nel mare viola in tempesta. E questo era niente rispetto a quanto era successo quando gli uomini della RossBros. ce l’avevano fatta a raggiungere le rocce. Voci, luci e sospiri. Lampi improvvisi color del sangue si erano messi a baluginare nel cielo, mentre battiti di ali invisibili erano stati uditi nell’aria caotica e ferita dalla pioggia. Gli operai erano scesi correndo, ruzzolando quasi, con la sensazione di essere inseguiti da qualcosa. Qualcosa di grosso. A Blackdale non se ne era fatta più menzione. Come sempre, le loro ferite si erano risanate grazie al ritmo incessante della quotidianità. Eppure, per Nora, quella quotidianità non era altro che una garza sporca, che prima o poi sarebbe penetrata nella ferita aperta e allora nessuno sarebbe più riuscito a tirarla fuori senza causare altro sangue e altro dolore.”


Cosa ve ne pare? Fatemi sapere ovviamente, sono curiosa di sapere opinioni! Io vi aspetto e vi abbraccio.

A presto,

Sara ©

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