RECENSIONE #297 – CHI HA RUBATO ANNIE THORNE? DI C.J. TUDOR.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con un nuovo articolo per voi. Era un pochino che dovevo recuperare questa lettura e sono felice di parlarvene perchè mi ha davvero tenuta sulle spine tutto il libro. Ringrazio la Rizzoli per avermi fornito la copia in lettura, sono davvero entusiasta di parlarvene visto che ormai amo sempre più quest’autrice. Ecco qui tutti i dettagli:

287bd-41iuacen8hlTitolo: Chi ha rubato Annie Thorne?

Autrice: C.J.Tudor
Genere: Thriller
Uscita: 26 febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QaJ75r
TramaArnhill, piccolo villaggio di miniera inglese. Nel 1992 una banda di quindicenni trova l’ingresso ai cunicoli. Scendono in cinque: Hurst, la mente; Fletch, il braccio; Chris, la bussola; Marie, l’affascinante fidanzatina di Hurst; e Joe Thorne. Si imbattono in un ossario di bambini, sepolti laggiù da chissà quanto tempo. Ma non sono soli. Annie, la sorellina di otto anni di Joe, li ha seguiti fin lì. E quando un’altra presenza si manifesta, vomitando milioni di scarafaggi dai teschi, dalle ossa e dai crepacci del terreno, tutto precipita. Nella confusione della fuga, qualcuno sferra un colpo mortale alla testa di Annie. Nonostante gli altri lo abbiano abbandonato chiudendosi la botola alle spalle, Joe riesce a tornare a casa. Due giorni dopo, torna anche Annie. Nessuno sa dove sia stata. Oggi, venticinque anni dopo quel giorno e infrangendo la promessa che aveva fatto a se stesso, Joe ha deciso di rimettere piede a Arnhill. A convincerlo a intraprendere il viaggio è stata un’email anonima: So cos’è successo a tua sorella, gli hanno scritto. Sta succedendo di nuovo. Fresca del successo internazionale avuto con L’uomo di gesso, C. J. Tudor torna con un nuovo thriller in cui l’infanzia è lo sfondo ideale per mettere in scena una storia di paure mai risolte e di incubi ancestrali. Una storia in cui le fantasie più nere si materializzano sul terreno della realtà.

RECENSIONE

houses surrounded by trees and fogLa storia ha inizio in un piccolo cottage ad Arnhill. Una donna viene ritrovata morta, sembra essersi sparata con il fucile e, con lei, viene ritrovato morto anche suo figlio. La donna era l’insegnante di inglese del paese e vicino a suo figlio c’è una scritta: “NON E’ MIO FIGLIO“.
Quando Joe Thorne sa che c’è un posto vacante nella scuola dove è cresciuto da bambino non esita un secondo a farvi domanda. Ha ricevuto qualche giorno prima una strana mail in cui si  nomina sua sorella Annie, scomparsa prematuramente all’età di otto anni, e cosa può esserle successo ai tempi. Quel qualcosa sta accadendo di nuovo ad Arnhill e 
Cosa sta succederà nel piccolo paesino? Cosa è successo veramente ad Annie Thorne? Cosa c’è in sospeso tra Joe e i suoi vecchi compagni di scuola? La verità verrà finalmente a galla?
Il tempo è un grande dottore, dice la gente. Be’ la gente si sbaglia. Il tempo è una grande pressa, che avanza inarrestabile, incurante di tutto, piallando i nostri ricordi, intaccando pian piano gli altri versanti montagnosi delle nostre sofferenze fino a farti crollare, fino a ridurli in frammenti, ancora dolorosi, certo, ma abbastanza piccoli da poterli sopportare. Un cuore spezzato non guarisce. Il tempo si limita a prendere pezzi e a triturarli in polvere.
Risultati immagini per c.j.tudor book the hiding placeLa trama, per quanto possa essere ben scritta e ben impostata, lascia tanti, troppi spoiler. Cioè leggendo il libro, il fatto che Annie ha seguito il gruppo di amici di Joe, suo fratello, spunta molto molto avanti nella storia. Magari può essere immaginabile qualcosa ma essendo ricca di sorprese questa lettura, personalmente avrei evitato di inserire una cosa del genere ma avrei consigliato di partire da quando, al giorno d’oggi Joe ritorna ad Arnhill e del perchè lo ha fatto, tralasciando questo discorso. Invece no! Se non avete letto la trama avete fatto bene, siete salvi. Io avevo letto l’inizio ma non ho approfondito e meno male. La storia è davvero intrigante così com’è senza sapere nulla al riguardo.
La copertina originale come potete vedere qui di lato è completamente diversa da quella italiana e, se devo essere completamente sincera, nessuna delle due mi ispira particolarmente. Cioè, senza aver letto la storia magari mi sarebbero piaciute entrambe ma dopo aver letto il libro mi aspettavo qualcosa di molto più macabro e oscuro di quello che poi ne è effettivamente uscito fuori. Non so, questa copertina ne quella originale, dopo aver letto il titolo mi hanno effettivamente convinto. Il titolo italiano non mi fa impazzire particolarmente e se devo essere sincera magari quello originale avrebbe avuto più senso. Cioè, non doveva essere tradotto, perchè Il posto nascosto, in italiano sarebbe stato ancora peggio di quello che c’è ora.
L’ambientazione della storia è un piccolo paese nella piccola contea inglese del Nottinghamshire, chiamato Arnhill e l’epoca, si alterna dai tempi di oggi, in cui Joe è adulti e fa l’insegnante a quando era un adolescente e andava a scuola, nel 1992.
Anche venticinque anni dopo mi sento a disagio, quando ci ripenso. I ricordi piacevoli volano via come farfalle: fragili, fuggevoli, impossibili da catturare senza schiacciarli. I ricordi cattivi, quelli impregnati di senso di colpa e vergogna, restano vivi dentro di te, come parassiti. Ti divorano con calma dall’interno.
brown mountain under blue skyI personaggi di questa storia sono diversi e non possono più essere diversi l’uno dall’altro. Il personaggio principale è la voce narrante di questa storia ovvero Joe Thorne ma a fargli da contorno ci saranno tante persone che completeranno la storia rendendola particolare e originale. C’è Hurst, il suo vecchio capobanda, ora a capo del consiglio cittadino, Fletch, che non ha mai avuto cervello e compensa con i muscoli, facendo da una vita la spalla di Hurst, Chris il trova-tutto e la bella del gruppo Marie, fidanzata con Hurst.
Joe Thorne è un insegnante di inglese che viveva ad Arnhill da bambino. E’ lì che ha perso sua sorella Annie e non è riuscito mai a darsi pace. E’ impossibile parlare di Joe Thorne senza fare qualche tipo di spoiler per cui vi dirò che è un tipo arguto, sveglio anche se è un tipo che ama bere. Innamorato da sempre della bella Marie, si trova a vedersela soffiare da Hurst. E’ un uomo davvero singolare, su questo non c’è dubbio.

«Si, ma dove sono i pupazzi? Dove sono andati?» Non riusciva a capire che quando la neve si era sciolta si era portata via anche i pupazzi. Per lei erano due cose separate. I pupazzi erano veri, solidi, concreti. Uomini di neve. Una volta che li creavi, non potevano scomparire così. Dovevano pur andare da qualche parte. Cercai di spiegarle. Le dissi che avremmo potuto fare un altro pupazzo non appena avesse ripreso a nevicare. Ma lei disse solo: «Non sarà la stessa cosa. Non sarà il mio pupazzo». Aveva ragione. Certe cose sono così: uniche, transitorie. Puoi copiarle, ricrearle, ma non puoi riportarle indietro. Non saranno più le stesse.

skeleton skullsIl perno centrale di questa storia, nonostante quella di Annie sia una delle cose principali della storia, è Joe Thorne e il suo ritorno ad Arnhill. Per tutti è una cosa strana perchè Arnhill è un posto da cui si va via e non si ritorna, invece lui dopo tanti segreti seppelliti nella città ha deciso di tornarvi. E lì, gli “amici” di vecchia data lo stanno aspettando, come ombre minacciose in attesa del primo falso passo. In realtà Joe cerca un modo per fare denaro facile sfruttando i segreti e tutto ciò che la piccola cittadina nasconde.
Lo stile utilizzato è molto fluido, semplice e diretto, decisamente originale, visto dal punto di vista del giovane e attuale insegnante di inglese Joe Thorne. La storia ha sicuramente un risvolto e un lato inquietante e trovo che sia stato posto in maniera davvero accattivante. Consiglio di sicuro la lettura di questo libro.
La storia è stata inquietante, sconvolgente e ricca di suspance. Oltre ad essere un vero e proprio thriller è anche piuttosto paranormale come storia e cattura dalla prima all’ultima pagina. Nonostante Joe non sia un personaggio così facile – lascia dietro di se una scia di segreti e cose che scoprirete se prenderete in considerazione il libro – è una storia da cui non riesci a staccare gli occhi. Nel vero senso della parola. Ogni momento in cui mi dovevo fermare per un’esigenza o un’altra, ero in ansia perchè VOLEVO assolutamente finire questo libro. Una lettura davvero sorprendente.
In questo libro, l’unica cosa che mi sarei aspettata un tantino diversa dal precedente è proprio la dinamica dei personaggi presenti all’interno della storia. E in alcune cose sembra aver riciclato i caratteri del libro precedente. Non so, avrei preferito magari non ci fosse il risvolto di quando erano piccoli ma i fin dei conti sono felice che ci sia stato un qualcosa di completamente nuovo e inaspettato rispetto al libro precedente.
Quella notte è successo qualcosa alla mia sorellina. Non so spiegare cosa. So solo che quando è tornata non era più la stessa. Non era più la mia Annie.
Il libro è un buon thriller, che si piazza al secondo posto, subito dopo L’uomo di gesso che ho amato senza alcun dubbio. Consiglio la lettura di questo libro, l’autrice è sorprendente e pagina dopo pagina riesce a farsi amare. Un libro intenso, macabro e accattivante.
C. J. Tudor è una scrittrice davvero sorprendente. Con i suoi libri riesce a trasportare il lettore in delle storie davvero uniche, originali e sorprendenti. Un’autrice da tenere in considerazione, farà grandi cose, ne sono sicura.
Il mio voto per questo libro è di: 4 balene e mezzo.
quattro e mezzo
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Che ne pensate? Vi intriga? Lo leggerete? Fatemi sapere, mi raccomando!
A presto,
Sara ©

 

6 thoughts on “RECENSIONE #297 – CHI HA RUBATO ANNIE THORNE? DI C.J. TUDOR.

  1. Grazie, aspettavo questa tua recensione, o qualche altro tuo segnale (di fumo, magari) sull’eventuale acquisto; visto che ora sono letterariamente impegnato su altri fronti, penso che aspetterò un po’ ad acquistarmelo, per godermelo meglio durante il periodo estivo. Buon pomeriggio, cara Sara! ❤ 😉

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