RECENSIONE #296 – CARO EVAN HANSEN DI VAL EMMICH con STEVEN LEVENSON, BENJ PASEK, JUSTIN PAUL.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, pronti per un’altra recensione. In questi giorni sto andando “a tutta birra” perché sto cercando di recuperare più letture possibili visto che ne ho tantissime in arretrato. Una di queste è il libro di cui sto per parlarvi per cui ringrazio la Sperling&Kupfer che mi ha permesso la lettura, a voi tutti i dati:

51voqkicgdlTitolo: Caro Evan Hansen
Autore: Val Emmich
Genere: Young Adult
Data di uscita: 2 Aprile 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2W5qTrx
TramaTimido e solitario, Evan Hansen non è esattamente l’anima della festa. Così, per sopravvivere al suo ultimo anno di liceo, ha deciso di seguire il consiglio di scrivere lettere incoraggianti a se stesso. Quando, però, una di queste lettere arriva nelle mani sbagliate, a Evan si presenta l’occasione della vita. Per coglierla deve solo assecondare un equivoco, e fingere che il suo enigmatico compagno di scuola Connor Murphy, appena suicidatosi, fosse in segreto il suo migliore amico. All’improvviso, Evan ha uno scopo. E un sito web. La sua ansia paralizzante sembra dissolta. È sicuro di sé e popolare. Adesso è “Evan Hansen”. Non è più invisibile per Zoe, la ragazza dei suoi sogni, e i genitori di Connor lo accolgono nel disperato tentativo di sapere di più sul figlio perduto. Evan sa che quello che sta facendo è sbagliato, ma tutta la storia che ha messo in piedi sta davvero aiutando delle persone. Compreso lui. Grazie a una bugia, la sua vita è cambiata e ora sente di essere finalmente parte di qualcosa. Ma tutto ha un prezzo. E quando la verità minaccia di emergere, Evan si trova a dover fronteggiare di nuovo il suo peggior nemico: se stesso.

RECENSIONE

man standing on grassLa storia ha inizio un giorno come tanti altri per Evan Hansen. Sta per iniziare il suo ultimo anno scolastico e, dopo aver passato l’estate in solitaria e a lavoro come apprendista guardia parchi in cui ha collezionato un braccio rotto, l’ansia torna a fargli visita. Questo perché Evan Hansen è un tipo chiuso, solitario e non ha amici, se non Jared che conosce sin dall’infanzia e parla con Evan solo per fare qualcosa di carino. Quindi sotto consiglio del suo terapeuta, Evan ricomincia a scrivere delle lettere a se stesso. Quando però una lettera finisce nelle mani di sbagliate succede il peggio ed Evan decide di approfittare della situazione fingendosi amico di Connor Murphy, suo vecchio compagno di scuola e fratello di Zoe, di cui Evan è innamorato da una vita.

Cosa succederà al nostro caro protagonista? Riuscirà a farsi accettare dai suoi compagni? In che modo lo farà? Riuscirà a tenere in piedi le bugie che sta costruendo?

Bruciare rende bene l’idea. Senti un bollore montarti dentro, giorno dopo giorno. Sempre più forte.  Finché non diventa troppo. E’ come per le stelle. A un certo punto si spengono o esplodono. Cessano di esistere. Solo che se guardi il cielo non te ne accorgi. Pensi che siano ancora tutte lì, mentre alcune non ci sono più. Se ne sono già andate. Da un bel pezzo. Un po’ come è successo a me, insomma.

Risultati immagini per DEAR EVAN HANSEN BOOKLa trama è ben scritta e sicuramente incuriosisce, o almeno così è capitato a me. Forse un po’ troppo lunga ma non è male. E devo essere sincera, in fin dei conti, è stato un libro carino e ben costruito. 

La copertina italiana mantiene i colori dell’originale ma ne fa una propria versione completamente distaccata. Entrambe c’entrano con la storia in questione e se devo essere sincera non saprei quale preferisco di più. La versione in rilievo del foglio di quella italiana è sorprendente ma l’albero è sicuramente molto più comunicativo. So che a prima vista sembra non entrarci nulla con la storia ma posso assicurarvi che il motivo c’è eccome. Starà a voi scoprirlo. Il titolo non è stato modificato, ma solo tradotto. Quindi non posso lamentarmi e posso semplicemente dire che sommariamente è stato fatto un buon lavoro.

L’epoca è attuale, moderna, la storia è ambientata ai giorni nostri. 

I polmoni si svuotano d’aria e il corpo si rilassa. Ma il sollievo che provo dura solo un istante. Seguo con gli occhi Connor Murphy che esce come una furia dalla stanza e lo chiamo, ma lui è troppo veloce. Mentre sguscia fuori dalla pota, vedo che tiene stretto in pugno un punto esclamativo di tutt’altra sorta: ha ancora la mia lettera.

person looking out through windowI personaggi all’interno della narrazione non sono poi tantissimi ma ritengo sia necessario soffermarsi sia sul protagonista principale, Evan Hansen e Connor, il ragazzo che spaccia per il suo migliore amico anche se effettivamente non era così.

Il vero nome di Evan Hansen è Mark Evan Hansen che somiglia più a un Meh in realtà, se si guarda il suo acronimo. Evan, come preferisce essere chiamato, è un ragazzo sveglio ed intelligente ma con tanti problemi che si porta dietro. Va in terapia per sopperire alla sua scarsa capacità relazionale e al fatto che ormai suo padre sembra non considerarlo proprio più. Infatti è un ragazzo timido, che se ne sta sempre chiuso in casa e che non ama molto la compagnia anche se effettivamente la vorrebbe. La compagnia più frequente è quella della madre che non c’è quasi mai e il suo terapeuta che per aiutarlo gli consiglia di scriversi delle lettere parlando di cose che gli accadono. Si costringe anche ad andare a chiedere in giro se qualcuno vuole firmargli il gesso, per cercare di far vedere che ha almeno provato a socializzare con qualcuno. Connor ed Evan si conoscono a malapena di vista ma i due stanno per condividere più di ciò che pensano.

Connor Murphy è un ragazzo che a scuola non aveva proprio una bella nomea, anzi, diciamo che un nome sembrava non averlo proprio perché è sempre stato uno degli invisibili agli occhi degli altri, nonostante sua sorella sia in una band e sia amata da molti. E’ un ragazzo chiuso, scontroso e con problemi anche legati alla droga. Un personaggio che sarà il fulcro centrale di tutto ma che allo stesso tempo conosceremo molto poco, solo nell’essenziale.

La paura è salata. Ho l’impressione di trovarmi in una piccola teca di vetro che via via si riempie d’acqua. Immagino che l’acqua provenga dal mare, per questo sento il sapore del sale. Entra a fiumi nella teca. Mi è arrivata già alla bocca, tra un attimo mi coprirà la faccia e annegherò. Dalla teca non c’è via d’uscita. Non mi resta che aspettare di essere sommerso.  Allungo il collo in cerca dell’ultimo filo d’aria. Annaspo. Ma proprio quando ormai non riesco quasi più a prendere fiato, tutto si ferma. L’acqua si ritira, sempre. Finisce che non annego mai, ma questo fa poca differenza. Rischiare di annegare è persino peggio che annegare davvero. Annegare è raggiungere la pace. Rischiare di annegare è pura sofferenza.

man lifting textileIl perno centrale di questa storia parte dalla lettera che Evan si scrive e che finisce nelle mani sbagliate e da lì passa tutto a Connor. E’ lui che diventa il fulcro di tutto e di ogni cosa che succede, di ogni decisione che verrà poi presa all’interno della scuola, soprattutto dal giovane protagonista Evan.

Lo stile utilizzato è stato diretto, semplice e particolarmente fluido, infatti ho letto il libro in una manciata di ore. Avremo due punti di vista anche se quello principale resta quello del buon caro Evan Hansen. Scopriremo meglio, quindi, Connor Murphy, per quanto ci è possibile e sentire la sua voce per quanto riguarda cosa sta succedendo ma anche verso cosa lo ha portato ad uccidersi.

La cosa che non è riuscita a convincermi è stata proprio la scelta di Evan Hansen. Nonostante continuasse a ritenere orribile quello che stava facendo continuava a sguazzarci dentro. Perchè? Possibile che la popolarità e considerazione da gente che fino a due minuti prima non sapeva neanche chi eri o ti prendeva in giro, possa offuscare tanto il giudizio? Ok, la storia si basa comunque su un ragazzo adolescente, oltretutto problematico, ma… cerco di spiegare. Per quanto si elencasse quanto Evan avesse bisogno o meno delle sue pillole e di quanto fosse solitario e tutto il resto, si può arrivare a mentire a delle persone in lutto? E continuare a farlo, prendendole in giro? Per quanto l’intento di Evan Hansen magari fosse “buono” diciamo, lo trovo davvero squallido. Cioè approfittare della sofferenza altrui… per che cosa?

La campagna dei compagni di scuola fatta per Connor andava in una direzione un po’ unilaterale. Non c’era la sponsorizzazione sul: “Cercate aiuto prima di pensare al suicidio” (sto generalizzando molto, non prendete le parole come un dato di fatto) ma il semplice e mero fatto “Noi esistiamo, valiamo qualcosa, anche tu conti” e per alcuni versi mi è sembrato un qualcosa di veramente stupido. Per quanto uno non si senta mai accettato da adolescente – parlo con cognizione di causa perchè anche io sono sempre stata quella invisibile e anche io ho avuto problemi di depressione, fortunatamente non gravi quanto altri – il semplice dire che si vale, non serve ad un emerita cippa. Non ti aiuterà ad avere più considerazione di te, anzi forse ti affossa prima. Invece, il semplice dimostrare quanto anche un piccolo aiuto consistente possa fare effettivamente qualcosa, avrebbe aiutato a sensibilizzare molto su questo.

Le tematiche utilizzate all’interno della storia, come la droga e il suicidio sono importanti in questo tipo di letture ma secondo me non sono state dosate con il giusto peso. 

Il finale mi ha lasciato un po’ MEH. Proprio come l’acronimo del nome di Mark Evan Hansen. Mi aspettavo qualcosa di molto più d’impatto, invece il libro si è spento in un modo incomprensibile. Tutto ciò che succede, le aspettative sia di Evan Hansen che del lettore su cosa possa effettivamente succedere e poi tutto si spegne in una bolla di sapone. Non dico che doveva succedere chissà che cosa ma speravo in qualcosa di più costruttivo ma sopratutto costruito. Il finale sembra essere messo lì come se non si sapeva che finale dare a questa storia.

Le bugie. Qualunque storia io imbastisca, alle bugie non riuscirò mai a sottrarmi. 

E’ stata sicuramente una lettura che mi ha ricordato, molto ma molto alla lontana, Noi siamo Infinito, principalmente per il tipo di protagonista, anche se le scelte intraprese sono completamente agli antipodi. Nonostante le scelte di Evan siano più o meno discutibili e che moralmente questo libro mi ha davvero sconvolto, ho trovato la lettura scorrevole. 

Val Emmich, insieme ai suoi colleghi, scrive una storia che cattura il lettore e lo trascina nell’amicizia inesistente fra due persone che non si conoscevano. Una storia che ci riporta alle insicurezze da liceale e ci fa vivere un’esperienza decisamente particolare. 

Il mio voto per questo libro è di: 2 balene e mezzo.

due e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Vi piace questo libro? Siete curiosi di leggerlo? Fatemi sapere, io vi aspetto!

A presto,

Sara ©

 

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