RECENSIONE #293 – LE CRONACHE DI CAELIGAR V.1 DI LUCA SPIRIDIGLIOZZI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione che spero possa interessarvi. Stavolta passiamo ad un libro di fantascienza molto particolare, quindi tenetevi forte perché state per atterrare a Caeligar. Ringrazio la Lettere Animate per avermi permesso di leggere questo volume sperando di leggere presto il seguito. Ecco a voi:

413cq2mdhml._sx346_bo1204203200_Titolo: Le cronache di Caeligar
Autore: Luca Spiridigliozzi
Editore: Lettere animate
Genere: Fantasy
Data pubblicazione: 22 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2WCgu3j
SinossiTerra, 2180; sono trascorsi più di 65 anni dalla grande catastrofe. Da allora, l’umanità è stata costretta a rifugiarsi su delle enormi metropoli galleggianti per sopravvivere a una crescente minaccia. Caeligar, una delle grandi città-isole, fornisce rifugio a Mathias Shephard: uno dei sopravvissuti, la generazione di Caeligariani che per prima solcò gli oceani. Rimasto solo, Mathias trascorre i suoi giorni nell’inedia, fin quando un misterioso imprenditore lo convince ad essere parte della sua utopica visione. Il “Piano Terra”, così come gli viene presentato, può rappresentare un faro di speranza per il rinnovato predominio della razza umana, eppure altre trame si agitano in sottofondo…

RECENSIONE

man standing on hallwayLa storia ha inizio nella piccola abitazione di Mathias Shepard, l’unico sopravvissuto della vecchia generazione, che scrive sul suo diario i ricordi di come era la terra prima della catastrofe. Adesso tutti vivono a Caeligar, è una delle grandi isola su cui si rifugiano gli abitanti della terra. Il signor Shepard viene convocato da chi sta ai vertici della sua isola, ma cosa vorranno da lui? 

Ma cosa si nasconde sotto la città? Cosa si trama e chi trama contro l’incolumità dei suoi abitanti? Cosa succede ai vertici e ai bassifondi di Caeligar?

‘Ricordo un mondo in cui gli uomini erano liberi, i bambini potevano giocare per le strade della città; un mondo in cui la natura non era tanto ostile, persino il mare non faceva così paura. Un mondo che non esiste più, e mai tornerà ad essere come prima…’

La trama di questa storia è interessante e si snoda in diversi modi. Non è specificato nella trama stessa sicuramente per non svelare molto ma oltre al principale Mathias Shepard, il sopravvissuto, ci sono tante cose che si nascondono in giro per Caeligar e che verranno a mano a mano a galla.

La copertina è davvero bella, oltre che decisamente inquietante, ma rende davvero bene ciò che la storia vuole trasmettere. Caeligar è un’isola e tutto ciò che sembra così chiaro e cristallino alla luce del sole, non lo è per quanto riguarda l’entroterra e le zone più pericolose, dove si agitano parecchie cose. Il titolo mi piace anche se forse invece di adottare per Le Cronache avrei pensato ad un qualcosa di più piccolo ma più corposo (parlo proprio in termini di libro) ma ve ne parlerò più avanti. Comunque con la copertina il titolo si sposa decisamente bene e nel complesso fa una figura davvero molto intrigante.

L’ambientazione è Caeligar, un’isola sul pianeta Terra, nel 2180, dopo la grande catastrofe. Quindi non vi devo di certo dire che si tratta di post apocalittico.

“Mi spiace contraddirla, ma è impossibile che mi sia sbagliato. A quanto ci risulta, l’unico ‘sopravvissuto’ ancora in vita in grado di fornirci le informazioni di cui abbiamo bisogno è lei, signor Shepard.” 

I personaggi di questa storia sono molti ma vi parlerò soltanto dei più ricorrenti ma non voglio farvi spoiler per cui vi nominerò. Quindi, occhio alla penna.

Il signor Shepard è un uomo ormai anziano, che ama collezionare cose che gli ricordano il suo passato ed ama scrivere sul suo diario. E’ un uomo che soffre nel ricordare i vecchi tempi ma a cui, anche allo stesso tempo, viene fornita una possibilità davvero grande. Un uomo singolare, calcolatore e che vedremo sicuramente agire in maniera pericolosa nei prossimi volumi.

Poi c’è la ragazzina dei bassifondi, la principessa muta, Sarah, che si intrufola in ogni dove sia per carpire informazioni degli altri, sia per cercare di guadagnarsi da vivere come ha sempre fatto nella vita. Si, avete capito bene, è muta, non parla. E’ sicuramente il personaggio che mi ha incuriosito di più e quello che mi preme saperne di più rispetto a tutti gli altri.

C’era qualcosa nell’aria laggiù che la faceva stare all’erta, come un rapace in cerca della sua preda, pronto a scendere in picchiata e ghermirla tra gli artigli. Il problema, tuttavia, stava nell’individuarla, la preda.

lighted high-rise buildingIl perno centrale di questa storia è l’isola stessa e come è arrivata ad essere tale. Dopo la grande catastrofe che sulla terra ha costretto gli abitanti a rifugiarsi su queste isole, si cerca di tornare alle origini e si parla di attuare un piano per tornare alla terraferma. Ma sarà davvero possibile? Cosa c’è che tutti cercano di nascondere? Cosa sta succedendo nella mente dei potenti?

Lo stile utilizzato per questa storia non è stato fluido come invece mi aspettavo. L’autore si concentra su particolari minuzie che minano, in alcuni casi, la fluidità del testo. Il libro infatti si scioglie molto lentamente e rimane piuttosto ostico agli inizi. 

Quando però tutto comincia a prendere piede e le trame cominciano a snodarsi tutto appare più chiaro e si vuole sapere sempre di più. La pecca di questo libro è il fatto di essere troppo corto e nel suo piccolo fa solo da apri pista per i successivi che ci saranno. La cosa negativa di un libro così, che tende ad illustrare prima il quadro generale e poi a muoversi a livello di azione è che difficilmente attraggono o che fanno centro al primo colpo. Se fosse stato più lungo e avesse continuato la storia un altro po’ per capire cosa sta accadendo veramente, magari avrei perdonato questa cosa, ma è troppo breve e questa storia funziona solo da introduzione. Infatti se ne comprendono i meccanismi e le facce dei personaggi ma non si muove da lì, non si capisce ciò che nasconde veramente Caeligar fin nel profondo. 

Nonostante tutto il discorso che ho appena fatto, di sicuro l’autore tenta di giocare con il fattore sorpresa, o almeno con quello della curiosità. Tutto si snoda e i personaggi si incastrano l’un l’altro in maniera fine e ben calcolata ricomponendo i tasselli al lettore anche se tutto è ancora molto molto vago.

Spero di scoprirne di più al più presto, sono rimasta molto colpita dal finale, in maniera assolutamente positiva. 

L’accesso a Caeligar sarebbe rimasto aperto soltanto per qualche ora dopo le otto di mattina e, se avesse fatto ritardo, non ci sarebbe stato verso di passarci attraverso, principessa muta o no.

Il libro è sicuramente ben strutturato e, secondo me, non mancheranno sorprese nei libri a venire. Quindi non posso che dirmi curiosa di sapere cosa mi aspetta nei successivi libri di quest’autore. Sicuramente consiglio la storia originale e ben studiata.

Luca Spiridigliozzi scrive una storia che apre le porte ad un’avventura ancora più grande. Caeligar è misteriosa e ricca di segreti ed invita il lettore a perdersi far i suoi più profondi cunicoli.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Vi può piacere? Fatemi sapere i vostri pareri mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

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