RECENSIONE #281 – LA GEISHA E IL SUONATORE DI BANJO DI HALLIER JéROME

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui, con l’arrivo del fine settimana, con una nuova uscita che spero possa piacervi sempre di più. Ringrazio ancora una volta la Giunti editore per questa lettura e vi lascio alla lettura della recensione. Lascio a voi tutto qui sotto:

51e-b1wza1l._sx316_bo1204203200_Titolo: La geisha e il suonatore di banjo
Autore: Jérôme Hallier 
Editore: Giunti
Genere: Historical Fiction
Data di uscita: 27 Febbraio 20193
Link d’acquisto: https://amzn.to/2U4JI99
Trama: Kyoto, 1900. In una delle più eleganti case da tè della città, vive O-miya, una giovane geisha che sogna di evadere dai confini ristretti del suo mondo. Un mondo dove fin da bambina le è stato insegnato come muoversi, parlare, vestirsi, in cui non c’è spazio per i propri desideri e nemmeno per l’amore, visto che è la sua padrona a scegliere per lei amanti e protettori. Ma un giorno un vecchio liutaio dona alla ragazza un misterioso shamisen, che ha il potere di commuovere chiunque lo ascolti. Così la fama di O-miya arriva fino all’imperatore, che le chiede di unirsi alla delegazione giapponese in partenza per l’Esposizione Universale di Parigi. Il gruppo di geishe risveglia la curiosità degli europei, che fanno la fila per vederle, ma è impossibile sfuggire alla rigida sorveglianza del capitano Yoshikawa, che le accompagna ovunque ed è segretamente innamorato della bella musicista. Finché l’inaspettato crollo di un’installazione non crea il panico tra la folla, e O-miya si ritrova fra le braccia di Tommy, un affascinante suonatore di banjo venuto dall’America…

RECENSIONE

borse, camminando, donnaLa storia ha inizio in due parti del globo completamente distanti uno dall’altro. O-miya è una geisha del quartiere di Kyoto ed è bravissima a suonare il suo shamisen, la più rinomata del suo Okiya. Talmente tanto brava che viene reclamata dall’imperatore in persona a suonare per rappresentare il suo paese all’Esposizione Universale. Tommy è un giovane suonatore di banjo, in america. Due vite completamente diverse quelle dei due giovani nell’anno 1899. Due vite che stanno per incontrarsi in Francia, all’Esposizione Universale di Parigi.

Cosa succederà ai due giovani nel lungo percorso che li porterà lontano da casa? E quando si incontreranno come sarà?  

O-miya suonò la prima corda con il plettro. Quello shamisen non era come gli altri. Piangeva. Ogni nota era una lacrima.

Risultati immagini per Jérôme Hallier booksLa trama è un po’ distante da ciò che si trova nel libro. Non fraintendetemi, rispecchia il libro ma lo fa sembrare molto più una storia d’amore di quanto invece non lo è. I due si incontrano praticamente quando il libro è quasi finito e l’avrei sicuramente posta in maniera differente. Non so se siete riusciti a comprendere ciò che voglio dirvi. La trama rispecchia il libro nella sua integrità e nella sua descrizione ma non nella storia d’amore. Non è così: wooooow o così palese.

La copertina del libro è molto carina, mi piace il fatto che ci sia la geisha di spalle che guarda la torre Eiffell. Come potete vedere qui di lato c’è la copertina originale, ovviamente francese visto che l’autore è francese.  Trovo, sinceramente, molto più intensa e significativa ai fini del libro, quella italiana.

Il titolo originale è totalmente diverso da quello italiano, come potete semplicemente intuire. In italiano, se fosse stato semplicemente tradotto, sarebbe stato Il ritratto sonoro del Dottor Léon Azoulay. Probabilmente l’adattamento italiano rispecchia molto di più la storia generale.

L’ambientazione si sposta da Kyoto a New York, fino a giungere a Parigi, in Francia. L’epoca si trova a cavallo tra il 1899 e l’inizio del nuovo secolo, il 1900.

Non sapeva nulla dell’Europa, e neanche della Francia. Aprì la finestra. Parigi era «più lontana dal paradiso o dell’inferno».

giocatore banjo, moda, muroI personaggi di questa storia non sono molti e potremo vedere come la storia si divide principalmente su due personaggi principali, O-miya e Tommy, oriente e occidente a confronto. I personaggi sono sicuramente ben strutturati e adatti all’epoca in cui si trovano. Ecco che ve ne parlo:

O-miya è una geisha di Kyoto molto conosciuta sopratutto per il fatto che sa suonare il suo shamisen. Quando suona tutti si quietano per ascoltarla ed incanta tutti, dal primo all’ultimo. Persino l’Imperatore in persona è rimasto affascinato ed ha voluto che lei rappresentasse il Giappone all’Esposizione Universale di Parigi. E’ una donna molto riservata e tiene molto a sua sorella Wako, una geisha più piccola che vive assieme a lei nel suo Okiya.

Tommy è un giovane suonatore di banjo. E’ indeciso della sua vita e coglie qualsiasi occasione gli si proponga pur di lavorare e di suonare il suo banjo. Prima si affida ad un certo Benjamin Flames che gli promette di farlo crescere musicalmente permettendogli di imparare molto, fino ad arrivare con Gennaro all’Esposizione Universale di Parigi.

Lèon Azoulay girò la manovella. Fu sorpreso dal suono dello shamisen. La geisha si mise a cantare. Non capiva le parole, ma quella musica lo emozionava.

acciaio, acqua, alberiIl perno centrale di questa storia sta tutta nell’Esposizione Universale di Parigi perchè è lì che i personaggi principale finalmente si incontrano, perchè è lì che collimano tutte le culture del mondo e perchè Léon Azoulay, cerca di catturare i suoni della fiera per far si che possano vivere per sempre. 

Lo stile utilizzato è stato musicale e sostenuto. Non particolarmente fluido come mi aspettavo viste le sue dimensioni ma sicuramente una storia carina.

La storia è molto breve e l’autore in qualche punto ha decisamente ristretto troppo le descrizioni e si è limitato a narrare la sequenza dei fatti senza metterci davvero il cuore. In qualche pezzo sembra soltanto voler raccontare ciò che accade e basta, senza trasmettere sentimenti o emozioni così come sono. Quelli che più di tutti sembrano trasmettere qualcosa sono i personaggi che circondano quelli principali, come Sally Ann, o il capitano Yoshikawa. Ed è contraddittorio visto che dovrebbero fare questo lavoro i protagonisti principali della storia.

L’autore è stato sicuramente molto corretto temporaneamente anche nelle relazioni fra le persone del tempo, non essendo ambientato al giorno d’oggi ma nel 1900. L’unica cosa che ho trovato fuorviante e poco realistica è stato lo scontro tra Tommy e il capitano francese che è sembrato forzato e poco credibile dal punto di vista di Tommy che sembra non sapere neanche cosa sia un’arma e poi riesce nell’intento (fortuna? Mah, però poco credibile a mio avviso).

La musica è il fulcro principale di questa storia. Sia per O-miya che per Tommy la musica è tutta la loro vita. O-miya è sempre stata abituata, fin da bambina ad obbedire agli altri e sa che l’unica cosa che le riesce bene è suonare lo shamisen. Per Tommy la musica è la strada, è esperienza ed è vita. Il banjo che porta con se è il suo compagno di vita e sarà proprio la musica ad unire ciò che c’è di più lontano al mondo.

Il finale è stato invece, molto dolce e intenso, in qualche modo persino inaspettato.

«E’ stata una bellissima giornata. Arrivederci». Tommy esitò. «Ci rivedremo?» «Si», disse lei, avvicinandosi «di giorno, nei nostri ricordi. E la notte, nei nostri sogni.»

Il libro è stato carino nel complesso ma non mi ha fatto particolarmente impazzire. Consiglio ad un pubblico più adulto anche se non è una lettura particolarmente impegnativa ma a chi è appassionato di storia ed ama esplorare due realtà diverse, l’oriente e l’occidente, a confronto.

Jérôme Hallier scrive una storia semplice, senza troppi fronzoli in cui lo scontro fra due culture completamente diverse riuscirà a diventare quasi una cosa sola. Una storia dolce e ricca di musica.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere, mi raccomando!

A presto,

Sara ©

 

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