RECENSIONE #271 – FISH BOY DI CHLOE DAYKIN.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi anche oggi con una recensione di un libro che spero possa emozionarvi e piacervi. Ringrazio tantissimo la Giunti per avermi permesso la lettura di questo libro per ragazzi davvero molto interessante. Ecco che ve ne parlo:

008533f59cb546e3a1993a194653c4fd-ntrlkfwiTitolo: Fish Boy
Autore: Chloe Daykin
Editore: Giunti
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 30 Gennaio 2019

Link d’acquisto: https://amzn.to/2CjfZmN

Trama: Billy ha 12 anni, adora l’oceano e la natura, e di fronte alla vita ha un’infinità di domande. Il suo mito è David Attenborough, il naturalista che ha una risposta a ogni domanda. Il padre lavora in un negozio, è premuroso e cerca di compensare le attenzioni mancate della madre, sempre stanca e affetta da affaticamento cronico. Così Billy è attratto dal mondo marino, dove non ci sono compagni che rubano le scarpe o una madre che non gioca con suo figlio… e una notte decide di immergersi sott’acqua e abbandonarsi. Per fortuna Patrick, il suo nuovo e unico amico, con un grosso atto di coraggio lo salva prima che sia troppo tardi… e l’avventura ha inizio!

RECENSIONE

Boy Soaked in WaterLa storia ha inizio un giorno come tanti altri. Billy come tutte le mattine va a nuotare e, mentre si trova a pensare alla sua ricerca di scienze, si trova davanti agli occhialini un pesce che comincia a parlargli. La cosa sembra strana e più torna in acqua, più il mistero si infittisce.

Billy, soprannominato Fish Boy proprio perchè ama il mare ed ama nuotare è un tipo solitario ed a scuola viene facilmente bullizzato dai suoi compagni. Ha un amico immaginario, un naturalista che da sempre ottimi consigli su animali e cose che possono accadere ed ha due genitori che lo amano molto, nonostante non gli stiano più dietro come prima, sopratutto ora che sua madre sta poco bene. Quando a scuola un bambino nuovo, Patrick, lo difende, Billy sente di aver trovato finalmente un amico vero, di cui fidarsi. Ma il pesce continua a parlare una strana lingua e nessuno sa cosa voglia dire…

Perchè quel pesce ha scelto proprio lui? Cosa vorrà dal giovane Fish Boy? Riuscirà Billy ad accettare se stesso, la malattia di sua madre e il suo nuovo amico Patrick?

Dal 1914 ad oggi, più di mille persone sono scomparse nel nulla in un’area di circa un milione e trecentomila chilometri quadrati. Scomparse dai radar, scomparse dalla faccia della Terra. Semplicemente, scomparse. Quella zona è stata chiamata il “Triangolo delle Bermuda”, e da allora quel nome le è rimasto addosso. Io penso che sia rassicurante dare un nome alle cose, per questo è stato fatto: ora che quella zona possiamo nominarla, ci sentiamo un po’ meglio. Come se dando un nome a qualcosa fossimo in grado di averla sotto controllo, anche se in realtà continuiamo a non capirne nulla. Poteva essere chiamata “La Melma che Inghiotte” o “La Bocca Assassina”. Potrebbe essere un buco nero, un portale spalancato su un’altra galassia o un campo di forze alieno. La sola verità è che non ne sappiamo nulla, nulla di nulla, e non facciamo che tirare a indovinare.

La trama di questo libro è ben scritta, riesce a catturare da subito e mette tanta tanta curiosità fin dal primo istante. Io ho un debole per i libri per ragazzi perchè ne ho scoperti tanti davvero belli e sono felice che questo sia no di quelli. 

La copertina di questo libro è davvero incredibile e l’ho amata in particolar modo. Sono felice perchè è stata mantenuta come l’originale e rispecchi la storia in tutta la sua integrità. C’è Billy e c’è il piccolo pesce Bob a fargli compagnia. Il disegno della copertina come tutti quelli che troveremo all’interno del volume sono davvero sorprendenti e sono davvero entusiasta del risultato che ha ottenuto questo libro. Il titolo è stato mantenuto come l’originale, non è stato neanche tradotto e riassume la storia così come la copertina, creando fra le due cose un mix unico e completo, che racconta la storia così com’è. Un’accoppiata vincente.

L’epoca è moderna, ai giorni nostri, una storia di un bambino che lotta contro i giudizi e il bullismo delle persone e contro una malattia che piega sempre di più sua madre.

Penso sia come con i lividi. La gente capisce quando qualcosa ti fa male solo quando quel dolore è ben visibile, quando lascia il segno. E quando questo succede, in effetti il male è passato, la gente crede a quello che vede. Se lo vedi, ci credi . E se la gente non lo vede, è un tuo problema. Ti lasciano solo.

Gray FishI personaggi di questa storia non sono tantissimi ma sono tutti ben strutturati, ognuno con le proprie caratteristiche ben delineate. Sicuramente a spiccare è il protagonista principale e voce narrante di questa storia, il piccolo Fish Boy: Billy.

Billy è un ragazzino intelligente che viene spesso bullizzato a scuola e non ha un amico. E’ intelligente e ama guardare dei documentari di cui conosce praticamente quasi tutto, talmente tanto da avere come amico immaginario David Attenborough, un naturalista. Ama la sua famiglia: si preoccupa per sua madre che sta sempre male e adora suo padre che fa di tutto per farlo divertire. Il piccolo Billy ama il mare e passa a nuotare al mare vicino casa tutte le mattine prima di andare a scuola. L’unico amico che riesce a farsi, oltre Patrick, un ragazzino che lo difende a differenza di tutti gli altri, è un piccolo sgombro di nome Bob che comincerà a parlargli.

Mi torna in mente quando ero piccolo, io e lei al parco sull’elefantino rosso, il camion dei vigili del fuoco, l’altalena di copertoni, e quella volta che il copertone è rimbalzato indietro andandole addosso e mamma è caduta a terra facendo finta di essere morta. A papà piaceva inseguirci, dovevamo correre fino alla stradina e poi nel prato. E io pensavo che sarebbe sempre stato così. Correvamo come se avessimo potuto correre per l’eternità, come se fosse stato possibile non fermarsi mai, come se le nostre gambe avessero potuto continuare a muoversi così, all’infinito.

Time Lapse Photography of Boy in Black Shorts Jumping on Body of WaterIl perno centrale di questa storia sta tutto nel mare. Quando un piccolo sgombro si avvicina a Fish Boy dicendogli una parola incomprensibile, Billy non sa cosa pensare. Quando poi un nuovo compagno Patrick diventa suo amico e crede in ciò che ha visto tutto comincia a prendere una forma, a muoversi e il piccolo pesce non sembra più solo un miraggio ma una realtà d’impatto per il giovane protagonista tanto da metterlo a dura prova.

Lo stile utilizzato dall’autrice è semplice e scorrevole. Ho letto questo libro nel giro di poche ore e dovete credermi se vi dico che incanta sotto tutti i punti di vista, dalla grafica alla storia. Per i pensieri e le idee, sia Patrick che Billy sono sembrati molto più grandi per la loro età su certe cose ma non hanno sfociato in cose del tutto assurde. Billy è molto intelligente ed ama i documentari, per questo ne sa tante e Patrick studia la magia da tanto tempo, è un abile mago, tanto da fare invidia persino a Billy.

I disegni che troverete all’interno del libro sono spettacolari e rendono questa storia ancora più magica, mostrando il contatto fra il piccolo Fish Boy e il mare stesso, la natura e la fauna che lo accompagneranno in questo viaggio incredibile e fantastico. Pagina dopo pagina entrerete sempre più a contatto fra Billy e il mare e lo strano sgombro Bob che assieme ai suoi compagni coinvolgerà Billy in un’avventura misteriosa, al largo, nel mare aperto.

Ho trovato questa storia davvero incredibile e originale. Mi ha ricordato in qualche modo Tutta colpa delle Meduse, che io ho adorato in ogni sua forma. Il mare sicuramente mi affascina in maniera particolare ma la storia mi ha catturato e mi ha trasportato accanto al piccolo Fish Boy. Mi sono innamorata di questo libro già dalle prime due pagine, posso solo dirvi questo e sono sicura che anche per voi sarà altrettanto.

Io sono Fish Boy. La mia mente si muove al ritmo delle onde. I miei pensieri ribollono come un mare in tempesta. Io sono Fish Boy. Io sono io.

Il libro è stato tenero, semplice e ricco di emozioni. L’ambiente famigliare che circonda Billy, le amicizie uniche e formidabili ed il tema del bullismo rendono questo libro unico.

Chloe Daykin, con questo libro, si conferma una dolcissima scoperta. Il libro scivola come l’acqua e riempie a mano a mano il cuore del lettore sedimentandosi piano nel cuore. Un libro che ci trasporta in mezzo alle meraviglie del mare. Consigliatissimo.

Il mio voto per questo libro è di: 5 balene.

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Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere mi raccomando, mi fa davvero piacere sapere le vostre opinioni!

A presto,

Sara ©

 

4 thoughts on “RECENSIONE #271 – FISH BOY DI CHLOE DAYKIN.

  1. Ciao Sara,
    Non avevo nemmeno preso in considerazione questo libro, snobbandolo come un libro per ragazzi che non mi avrebbe dato nulla. Invece dopo questa recensione ho capito quanto mi fossi sbagliata. Che pregiudizi assurdi che ho avuto.
    Lo leggerò sicuramente.
    Grazie per avermi aperto gli occhi.

    Piace a 1 persona

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