REVIEW PARTY – Recensione “IL FABBRICANTE DI SOGNI DI R. M. ROMERO” (#269)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Nuovo giorno nuova recensione e sopratutto… nuovo evento! Ringrazio tantissimo Susy per avermi invitato a partecipare, come sempre carinissima, e la DeAgostini per averci permesso la lettura di questo libro davvero interessante e commovente. Vi consiglio fin da ora la lettura, poi ve lo spiego anche qui, non temete. Ecco qui la mia recensione:

download.jpgTitolo: Il fabbricante di sogni
Autore: R.M. Romero
Genere: Historical Fiction/ Fantasy
Data di uscita: 26 Febbraio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2HioRwq

TramaCracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà. Karolina è una bambola che vive nella Terra incantata dei Giocattoli, almeno fino al giorno in cui una terribile guerra infrange l’idillio. Costretta a fuggire, Karolina si trova come per magia a Cracovia, nella bottega di un vecchio giocattolaio. Jozef è un uomo burbero e solitario che pensa solo per sé, ma con l’arrivo di Karolina la sua vita cambia. Nella bottega torna il sorriso e il giocattolaio, su consiglio di Karolina, si avvicina anche a un violinista ebreo e a sua figlia, per cui inizia a realizzare splendidi giocattoli. Ma, quando tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, l’ombra nera del nazismo si allunga su Cracovia. I nuovi amici ebrei sono in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso.

RECENSIONE

Assorted Plush Toys and LightsLa storia ha inizio nella Terra delle bambole dove vive Karolina. Il mondo della piccola bambola è stato invaso dai ratti che hanno conquistato tutto con la forza e lei si trova a dover fuggire. Lei non vorrebbe andare nel mondo degli umani ma è proprio lì che viene portata dal vento gentile. Si ritrova in un negozio pieno di giocattoli e fa la conoscenza con un solitario uomo di nome Cyryl, il Giocattolaio di Cracovia. E’ il 1939 e c’è aria di guerra per le strade della capitale polacca e l’uomo resta sconvolto dal fatto che la sua bambola abbia preso a parlare.

Perchè Karolina si è ritrovata proprio nel negozio del giocattolaio? Cosa succederà ai due protagonisti di questa storia? Riusciranno i tedeschi ad invadere Cracovia, proprio come i ratti hanno assaltato la terra di Karolina?

Il Giocattolaio si mise all’opera, dando gli ultimi ritocchi alle finiture del tetto con un coltello sottile. La sua mano si muoveva così rapida che sembrava non potesse fermarla nemmeno se avesse voluto. Incise uno squisito motivo ondulato così armonioso da ricordare a Karolina la glassa di una torta. Mentre lavorava le lacrime del Giocattolaio si placarono, e lei pensò di sapere il perché. Creare qualcosa la faceva sempre sentire meglio. Solo quando stava con le mani in mano non riusciva a scacciare le paure che minacciavano di farsi strada nel suo cuore.

Risultati immagini per r m romero booksLa trama – che ho al momento segnalato alla DeA e spero venga corretta – è sbagliata. Il Giocattolaio si chiama Cyryl e non Josef. C’è stata evidentemente una defiance. Per il resto se sostituite il nome non ci sono problemi e la storia è quella, senza fronzoli e senza spoiler.  

La copertina italiana è molto carina ma come potete vedere qui di lato, quella originale è davvero spettacolare. Se avessero tenuto questa sarebbe stato proprio il top del top. Quella che c’è non mi dispiace ma non c’è davvero confronto, mi dispiace. Il titolo è stato cambiato. In inglese, The Dollmaker of Krakow sarebbe stato il Fabbricante di bambole di Cracovia e messa così sarebbe suonato davvero orribile. In questo caso ammetto che l’adattamento è sicuramente stato geniale tanto da rendere molto la delicatezza di questo libro nel suo complesso.

L’ambientazione è Cracovia e la storia ha inizio nell’anno 1939 e si sviluppa lungo il periodo in cui Hitler fa l’ingresso in Polonia e lungo la Seconda Guerra Mondiale osservando il cambiamento di una città in pace.

«E tu, come hai combattuto la tua guerra?» (…) «Vivendo per vedere il giorno seguente, e quello dopo ancora… e tenendo una parte del cuore al riparo dalle bombe e dal fuoco nemico» rispose piano il Giocattolaio. «È quella la parte che ti aiuterà ad andare avanti quando tutto sarà finito.» Karolina si sedette con un sospiro. «Preferirei vincere che sopravvivere e basta.» «Nell’ultima guerra, all’inizio avrei voluto fare come il principe Krakus, ed essere io a mettere fine al conflitto, anche se sapevo che era impossibile» spiegò l’uomo. «Ma il fatto che non potessi aiutare tutti non significava che non potessi aiutare almeno qualcuno.» «Che intendi dire?» domandò la bambola. «Ho perso la gamba salvando la vita a un compagno» confessò Brzezick. «Non ho rimpianti. Tenevo a lui, e non volevo che si facesse del male. Anche salvare la vita di una sola persona ha valore, Karolina. E tu puoi aiutare Rena comportandoti da amica leale. Così lei non si sentirà sola com’è capitato a noi in passato»

Doll With Grey Eyes and Brown HairI personaggi di questa storia sono stati decisamente interessanti e tutti ben strutturati. Sicuramente il mio preferito, ancor più di Karolina, la dolce bambola, è stato Cyryl Brzezick.

Cyryl è il Giocattolaio di Cracovia. E’ un uomo che ha combattuto in guerra ed ha perso una gamba ed ora esercita l’attività che un tempo faceva sua madre. Cyryl oltre ad essere un semplice giocattolaio è anche una specie di mago. Infatti è lui ad aver chiamato Karolina dal mondo delle bambole ed è lo stesso che crea incredibili giocattoli per i bambini di Cracovia. E’ un uomo buono e dolce che farebbe di tutto per il giusto e per un sorriso. E’ un uomo sostanzialmente infelice che ritrova la felicità quando incontra Karolina.

Karolina è una piccola bambola di legno dalle lunghe trecce bionde e dal viso tenero. E’ una bambola audace e temeraria, che non si spaventa di dire le cose che pensa e che si butta a capofitto nelle cose che fa. Nella Terra dei Giocattoli, Karolina era una sarta e creava incredibili abiti a cui allegava dei desideri. E’ una bambola speciale che si compensa molto bene con il carattere del Giocattolaio e che si affezionerà a lui fin dal primo istante, capendo la bontà dell’uomo che si trova davanti.

Eppure la bambola trovava quei desideri quasi sleali, perché sapeva che in un altro mondo, dall’altra parte del firmamento, la sua gente stava soffrendo, e promise a se stessa che avrebbe fatto di più per aiutarla. Ora che il Giocattolaio aveva trovato serenità e amicizia, di sicuro lui e Karolina sarebbero stati in grado di riportare la pace anche nel suo paese.

Woman Holding DollIl perno centrale di questa storia sta tutta nella magia. Le bambole hanno un’anima e una volta che sono abbandonate o dimenticate tornano alla loro terra d’origine. A fare in modo che questo succeda e che ci sia un legame fra i mondi ci sono persone come il Giocattolaio. Tutto questo, inoltre, è preso in un periodo e in un contesto storico difficile in cui Cracovia comincia a dividersi mano a mano fra chi è ebreo e chi no per colpa della guerra e dei tedeschi nazisti sotto il dominio di Hitler.

Lo stile utilizzato è stato molto semplice e diretto, infatti la storia si legge tranquillamente in qualche ora. La storia, scritta in terza persona, mostra la storia del Giocattolaio ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e si alterna anche tutto ciò che ha spinto Karolina a fuggire dalla guerra nella Terra dei Giocattoli e dei ricordi, quindi, della bambola.

Ci sono delle cose che non hanno risposto completamente alle mie domande e che mi hanno lasciata perplessa ma sommariamente la storia è stata davvero molto riflessiva e toccante.

La cosa molto bella è stato l’incredibile legame che sembra esserci fra la Terra dei Giocattoli  e delle bambole con la realtà. La guerra imperversa sia nel mondo da dove viene Karolina che quello degli umani ed è proprio questo che accomuna fin da subito i protagonisti di questa storia. Storicamente parlando, infatti l’autrice è stata molto brava a gestire la situazione mostrando il cambiamento nella città e nelle persone che ci vivono, il fatto che gli ebrei vengano allontanati o che i tedeschi prendano sempre più piede a Cracovia. Il cambiamento è sicuramente la cosa che colpisce di più a mio parere, anche molto più del fatto della magia e delle bambole.

Non è propriamente spiegata la magia che che lega i Maghi alle Bambole.  Vi spiego glio: la bambola arriva dalla Terra delle Bambole e dei Giocattoli e si ritrova con questo Giocattolaio che è un mago. Ci sono altri Maghi al mondo e ci sono anche molte altre creature che appaiono e scompaiono come il nulla come se niente fosse. La situazione è già fantastica e strana di suo ma, chiunque alla fine scopra il segreto e veda Karolina parlare non ne rimane troppo colpito a parte il Giocattolaio. Comunque la cosa resta sospesa nell’aria. Si, la magia aiuterà il Giocattolaio e Katerina nel loro intento di aiutare in tempo di guerra ma l’ho trovata molto superficiale nella spiegazione complessiva. 

Il finale poi, seppur spiegato nella nota dell’autrice, mi ha convinto in un senso a non in un altro. Non posso ovviamente raccontare dove ho riscontrato ciò che sto dicendo senza fare spoiler quindi mi terrò sul vago. Comprendo la necessità dell’autrice di voler narrare un periodo difficile e di essere stata a visitare qui luoghi ma non condivido la scelta nel finale. Questa sul finale è una cosa più soggettiva che altro quindi non influirà nel mio giudizio finale.

Complessivamente posso dire di essere rimasta soddisfatta della storia e del libro. E’ una storia fantastica, con tanta magia, ma con un fondamento storico importante. L’idea di utilizzare le bambole è sicuramente una trovata innovativa e originale.

«Magari non riusciremo ad aiutare la mia gente, ma ciò non vuol dire che tu abbia perso la tua magia, né che io abbia sprecato il mio tempo in questo mondo» disse la bambola. Più parlava, più le sue parole suonavano vere. (…) Il Giocattolaio alzò il capo e rise. Fu un suono pieno, gioioso che sembrò farsi strada attraverso la sua stanchezza. «La magia è una cosa strana» commentò. «Non assume mai la forma che ti aspetti.»

Il libro è toccante, drammatico e commovente. Una storia che consiglio sicuramente ai miei lettori e che sono certa apprezzerete senza alcuna esitazione. Da leggere!

R. M. Romero scrive una storia che mira al cuore del lettore in cui potenza, originalità e magia si mescolano creando un vortice di emozioni incredibili. Una storia che parla di coraggio, di amore ma sopratutto di umanità, quella che nel corso della storia sembra sempre venire meno.

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene.

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Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni qui, mi raccomando:

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro, mi farebbe piacere!

A presto,

Sara ©

 

5 thoughts on “REVIEW PARTY – Recensione “IL FABBRICANTE DI SOGNI DI R. M. ROMERO” (#269)

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