REVIEW PARTY – “LA RAGAZZA NELL’ACQUA DI ROBERT BRYNDZA” (#247)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con una recensione che sicuramente aspettavate. Il primo thriller dell’anno e partiamo con i presupposti giusti. Robert Bryndza si conferma sicuramente uno degli autori di polizieschi che più preferisco. Sono felice di partecipare a questo evento di cui ringrazio la casa editrice Newton Compton per la lettura in anteprima e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi coinvolto. Ecco di cosa vi sto parlando:

la-ragazza-nellacqua-x1000Titolo: La ragazza nell’acqua
Autore: Robert Bryndza
Genere: Thriller
Data di uscita: 3 Gennaio 2019
Link d’acquisto: https://amzn.to/2CM9ARM

TramaIl detective Erika Foster ha appena ricevuto una soffiata che le indica il luogo in cui è nascosta la prova per sventare un grosso traffico di droga. Seppure sospettosa, ordina la perquisizione di una cava in disuso alla periferia di Londra. Quello che non si aspetta è che, scavando nel fango, oltre alla droga venga ritrovato un piccolo scheletro, subito identificato. Si tratta di Jessica Collins, scomparsa ventisei anni prima all’età di soli sette anni. Il caso fece un grandissimo scalpore e il mistero dietro la scomparsa di Jessica non venne mai risolto. Cominciando a indagare grazie alle nuove prove, Erika si addentra in un caso difficilissimo, in un costante alternarsi di passato e presente. Dovrà fare i conti con i segreti della famiglia Collins, i rimorsi del detective divorato dal senso di colpa per non aver mai ritrovato Jessica, e un altro omicidio avvenuto vicino alla cava. Chi conosce la verità? E perché qualcuno non vuole che il caso venga finalmente chiuso?

RECENSIONE

Group of People in Assorted-color of Clothes during Night TimeLa storia ha inizio nella cava di Hydes, nella periferia di Londra, nel 1990. Due uomini stanno trasportando un fagotto su una barca e lo gettano in fondo al lago profondo e denso della cava. Un vecchio che li stava guardando poco più in là si fa scoprire e viene colpito anche lui purché stia zitto.

Oggi, Erika Foster sta indagando su un caso di droga e una soffiata li conduce alla cava di Hydes, dove deve trovare nell’acqua una quantità ingente di droga. Oltre quello però, trova anche un fagotto contenente le ossa di Jessica Collins, una bambina scomparsa venti anni prima.

Cosa farà la detective Erika Foster? Riuscirà ad avere il caso e a risolverlo? Un caso tosto, che nessuno prima d’ora è riuscito mai a risolvere, un caso lungo anni. Cosa succederà ora che verrà riaperto?

«Dev’essere affascinante. Mi sono arruolato da pochi anni, questa è la prima volta che collaboro con l’unità subacquea», commento John. «In realtà troviamo tonnellate di roba orribile. La cosa peggiore è quando t’imbatti nei sacchi pieni di cuccioli». «Che razza di bastardi. Faccio la poliziotta da venticinque anni, ma ogni volta mi sorprendo di fronte agli abissi di depravazione che può toccare la gente».

La trama è ben scritta e non ci sono spoiler, tranquilli. E’ accattivante e mi ha incuriosito molto fin da quando ne è stata annunciata l’uscita. Sicuramente molto di più del secondo libro dell’autore che è arrivato in Italia diversi mesi fa – La vittima perfetta – ed invece non mi ha incuriosito nella trama.

Risultati immagini per dark water robert bryndzaIl titolo originale è Dark Water e sinceramente l’adattamento in italiano non è dei più intelligenti visto che dentro l’acqua non è una ragazza ma una bambina. Non so chi in questo caso adatta i titoli ma anche con La donna di ghiaccio la Newton ha avuto lo stesso problema. Il titolo era The girl in the ice e da ragazza che era diventa donna. La casa editrice ha il magico potere di raddoppiare l’età a quanto pare :O ma sorvoliamo. La copertina è stata mantenuta come l’originale e devo dire che il risultato per le copertine di Bryndza sono un vero successone. Mi piacciono molto e sono parecchio soddisfatta.

L’ambientazione di questa storia è Londra, una piccola zona di periferia in cui in una strada di famiglie piuttosto benestanti  e l’epoca è moderna. Solo che il caso ha una lunghezza temporale piuttosto estesa e dal 1990 in cui la piccola Jessica è scomparsa ma l’indagine è effettuata ai giorni nostri.

Erika scoppiò a ridere. «Scusa, Peterson», gli disse. «Fa niente», sorrideva anche lui. Si era scordata quanto fosse divertente lavorare insieme a Moss e Peterson, e non si era resa conto che le mancavano. Andarono a fondo al parcheggio e chiamò l’ascensore. «E’ bello avervi entrambi qui, grazie. Anche se temo che ci sarà ben poco da ridere oggi. Questo è un caso bello tosto».

Selective Focus Photography of Desk Full of Rolled Papers I personaggi di questa storia sono diversi e sono tutti molto interessanti anche se la principale resta sempre e comunque la detective Erika Foster. Troveremo nuovamente Moss e Peterson e devo dire che avremo modo di conoscere meglio Peterson rispetto a Moss e sono stata davvero felice che si sia avvicinato a lei. Ritroveremo vecchi personaggi e ce ne saranno di nuovi, vi piaceranno.

Erika Foster è la solita detective che abbiamo incontrato anche nei libri precedenti. E’ una donna determinata e pronta a tutto pur di porre giustizia e di risolvere i casi. E’ una frana nelle relazioni sentimentali soltanto perchè dopo la morte di Mark si sente tremendamente in colpa ad andare avanti. E’ una donna coraggiosa e forte anche se al contempo fragile. Sono felice della relazione che ha instaurato con Moss e Peterson perchè sono anche loro due dei validi poliziotti e ci volevano nella sua vita. Scopriremo sua sorella Lenka e i suoi dolci nipotini in questo volume, scopriremo la rabbia e la sagacia di una donna che non si arrende.

«D’accordo, per oggi basta così. Vi serve tempo. State un po’ insieme. Noi rivedremo le dichiarazioni dei testimoni e magari torneremo a farvi delle domande su ciò che non ci è chiaro. Uno dei miei agenti si terrà in contatto con voi», disse Erika. Fece un cenno a Peterson e uscirono alla svelta.

Risultati immagini per federal agentIl perno centrale di questa storia è la scomparda di Jessica Collins, una bambina di soli sette anni che era uscita per andare ad una festa ma a quella festa non è mai arrivata. E’ l’autunno del 1990 quando Jessica scompare e molte sono le ricerche, viene accusato un maniaco del posto ma viene rilasciato. Il caso viene misteriosamente archiviato, fino al momento in cui Erika Foster, la detective intenta in un operazione di recupero di droga alla cava di Hydes, trova un fagotto con all’interno le ossa di un cadavere. E’ la piccola Jessica. Il caso si riapre.

Lo stile dell’autore è tremendamente fluido e scorrevole tant’è che leggerete questo libro nel giro di qualche ora al massimo (io ci ho messo un pochino di più dividendolo in qualche giorno per via di diverse cose da fare) e vi assicuro che difficilmente riuscirete a staccare gli occhi dal libro.

Erika mi piace, mi piace come personaggio, il cambiamento che ne deriva in questo libro a livello sentimentale perchè il personaggio matura nuovi spunti, nuove relazioni e nuove indagini, ovviamente. Mi piace il fatto di Peterson e del suo ostinato attaccamento a Mark, com’è normale che sia.

La cosa che mi è piaciuta di questo caso è stata la sua originalità e la sua difficoltà al tempo stesso visto che si trattava di un arco temporale piuttosto ampio, un caso in cui le prove erano difficili da reperire se non impossibili e l’autore è stato bravo nel selezionare dettagli e nel scegliere una cosa particolare e sicuramente nuova, che non mi aspettavo.

La cosa che invece ha abbassato la mia votazione rispetto al libro precedente è che già da prima della metà del libro avevo captato chi poteva essere il colpevole. Non temete, non viene ne specificato ne lasciato intendere ma ultimamente ho quasi una specie di radar con i colpevoli e devo dire che – NONOSTANTE NON SIA MAI STATA COMPLETAMENTE SICURA perchè l’autore è stato molto bravo ad instillare più di un dubbio – ho centrato in pieno l’obiettivo. E la cosa comincia a spaventarmi seriamente (scherzo ahahahh). Quindi questo ha abbassato un pochino l’asticella perchè nonostante il caso fosse complicato da interpretare, Erika in alcuni momenti è sembrata poco lucida e presente nel cogliere piccole sfumature e dettagli che poteva cogliere anche prima e non passare la palla ad Amanda (posso parlare per metafore perchè non posso spiegarvi tutta la situazione).

«A volte un azzardo è proprio quello che ci vuole», disse Peterson. Si voltò verso la cava, nascosta dalle foglie e dall’erica. «E pensare che per tutti questi anni è sempre stata qui, a meno di due chilometri chilometri da casa», disse.

Questa serie poliziesca resta comunque una delle mie preferite anche se potete leggere tranquillamente questo come primo libro. L’unico filo conduttore è la vita di Erika Foster e potete leggerli separatamente anche se io vi consiglio di cominciare da La donna di ghiaccio ovviamente. Vi piacerà se amate i gialli, i thriller e siete anche voi pronti a tutto pur di risolvere dei casi complicati, a volte quasi impossibili.

Robert Bryndza vi catapulta ancora una volta nelle periferie di Londra, in un caso di scomparsa difficile, se non addirittura impossibile. Erika Foster sarà determinata anche se si scoraggerà per via delle pressioni e delle difficoltà. Le ossa di una bambina sono state ritrovate nella profondità dell’acqua di una cava. Tenete gli occhi aperti.

Il mio voto per questo libro è: 4 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Seguite le altre recensioni, quelle di oggi e quelle di ieri! Mi raccomando! 

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Cosa ve ne pare? Fatemi sapere che ne pensate e se vorrete leggerlo!

A presto,

Sara ©

 

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