SEGNALAZIONE #101 – GLI AVVOLTOI, IL SEGRETO DELLA MONTAGNA DI ALESSANDRO PROIETTI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Stamani ho avuto l’incontro con la casa editrice Newton Compton ed ora sono alla laurea del mio ragazzo. Non temete, perchè comunque non vi abbandono e spero che questa segnalazione che sto per portarvi possa davvero interessarvi. E’ un libro che personalmente mi incuriosisce molto e spero un giorno di riuscire a leggere, se ce ne sarà possibilità. Ecco qui tutti i dati:

Risultati immagini per Gli avvoltoi - Il segreto della montagna.Titolo: Gli avvoltoi – Il segreto della montagna.

Autore: Alessandro Proietti

Pagine: 349

Prezzo: 1,99 ebook

Link d’acquisto: Amazon

TramaConquistare la frontiera americana non è stato semplice per i coloni che tentarono l’avventura, ormai tanti anni fa. Quando, senza apparente spiegazione, creature di ogni tipo invasero quelle terre l’impresa divenne ancora più ardua e pericolosa. Alcuni pistoleri decisero di fondare un’organizzazione, denominata poi dalla gente “Gli Avvoltoi”, per occuparsi della sicurezza delle frontiere americane; in poco tempo i loro servigi furono richiesti ovunque seppur molti non erano favorevoli all’utilizzo di figure del genere. Durante la normale risoluzione di un contratto, John Clifton, scopre di poter porre fine all’invasione e così si imbarca insieme ai suoi colleghi verso le Montagne Rocciose, rifugio di pericolosi sciamani indiani, per risolvere la cosa una volta per tutte.

Biografia

Mi chiamo Alessandro Proietti ho ventidue anni, vivo a Roma e sono laureato in
Scienze della Comunicazione. Scrivo da quando ne avevo quindici. La passione per
la scrittura non mi ha mai abbandonato e, anche se all’attivo non ho nessuna
pubblicazione, ho qualche racconto nel cassetto e due romanzi. Leggo molto, ovviamente, spaziando dal Fantasy al Noir alla Fantascienza. Non scrivo per fama
ma per il piacere di farlo.

Estratto

Il saloon era gremito di avventori, il pianista suonava allegramente mentre fumava un sigaro fatto con le sue mani e sorrideva alle signore che lo guardavano rapite. Quella sera, venerdì, Wolfang, il proprietario, era talmente pieno da non poter far più entrare nessuno. Non era mai accaduto in cinque anni di onorata attività e persino suo fratello aveva deciso di aiutarlo a servire ai tavoli insieme a due cameriere. Alla fine della serata avrebbe avuto in cassa una bella fortuna, ne era sicuro. Aveva contato almeno quaranta persone in due ore e la folla non era intenzionata a diminuire. “Heinrich, questi sono per quei tre” disse mentre metteva su un vassoio tre bicchieri di whisky. “Quali?” “Quelli accanto alla porta” disse l’uomo indicando tre ragazzi. Il più vecchio aveva i capelli lunghi fino alle spalle e la prima barba di chi è ancora troppo giovane per averne una folta ma troppo voglioso di sfoggiarla. “Hanno già pagato?” “Sì, molto bene. Hanno lasciato una lauta mancia” rispose Wolfang mostrando il denaro.

“E dove diavolo li hanno presi tutti quei soldi tre sbarbatelli del genere?”
“Non fare domande inutili e portagli quello per cui hanno pagato!” chiuse la questione mentre tornava alle bottiglie. Heinrich non se lo fece ripetere due volte e si diresse vicino all’ingresso. Quando arrivò fu squadrato dai tre che sorrisero nello stesso istante. “Grazie” rispose quello con i capelli lunghi mentre prendeva un bicchiere. “Come ti chiami, ragazzo?” “John” rispose mantenendo quell’espressione quasi di sfida. Heinrich sperava in una risposta più accurata, decise di lasciarla in sospeso quando suo fratello lo chiamò a gran voce. “Heinrich muoviti. Non abbiamo tutta la serata!” Il servizio proseguì senza intoppi fino alla fine. Quando ormai erano rimasti pochi avventori nel saloon e stavano per chiudere, Heinrich si accorse che i giovani erano ancora lì allo stesso posto. “Wolfang, sono rimasti per tutto il tempo lì?” “Sì, hanno ordinato altre tre volte.” “Molto strano” rispose aggrottando la fronte. “Piantala con queste congiure!” Proprio mentre finiva la frase si udì uno sparo nella sala. Quando il proprietario alzò lo sguardo vide i tre ragazzi disposti agli angoli della stanza. “Per i pochi che se lo stanno ancora domandando. Questa è una rapina” disse John che si era coperto il volto con un fazzoletto. “Te l’avevo detto che non me la raccontavano giusta quei tre” disse Heinrich mentre alzava le mani.“Se nessuno di voi vorrà fare l’eroe andrà tutto bene” disse mentre guardava sprezzante ognuno di quelli seduti in sala. “Tu” disse guardando Wolfang “apri la cassa e prendi tutti i soldi. Poi togliti il grembiule, con molta calma, e avvolgi il denaro.” “Non così in fretta, ragazzo” disse un avventore solitario. Aveva un lungo spolverino nero, cappello e guanti dello stesso colore. Una camicia bianca con gilet scuro completava l’abbigliamento. Il volto era coperto dal cappello. Non aveva ancora alzato lo sguardo. “Vuoi fare l’eroe?” domandò il rapinatore in tono di sfida. “No. Forse tu non hai capito in che razza di guaio ti stai cacciando.”
“Siamo tre contro uno, vecchio.” “Non è importante il numero” disse l’uomo rimanendo immobile. “E cosa è importante quando ti puntiamo una pistola da tre lati diversi.” “Conosci il poker?” “Cosa c’entra?” disse il ragazzo che cominciava a perdere la pazienza. Gli occhi correvano per la stanza alla ricerca di qualche mano in movimento. Il sudore colava dalla fronte. “Bisogna essere rapidi di mente e” ad interromperlo furono tre spari in rapida successione. Caddero a terra i due compagni del ragazzo dai capelli lunghi. Colpiti in mezzo agli occhi. John si toccava la mano destra sanguinante senza urlare. “E di mano” disse l’uomo mentre si alzava dalla sedia. “Come diavolo ha fatto?” domandò stupito Wolfang mentre guardava il ragazzo a terra sanguinante. 

“Anni di addestramento.” “Lei è…” disse come una sentenza il proprietario del saloon. Non poteva essere altrimenti, il completo nero non ingannava, doveva esserlo. “Un Avvoltoio.” “Si porti via questo ragazzino dal mio locale e se ne vada. Assassino di ragazzi” disse scatarrando per terra. “Chi sputa sulle buone azioni altrui deve essere pronto alle conseguenze. Se vuoi segnalarmi allo sceriffo io sono Bill Lancaster” disse l’uomo mentre trascinava fuori dalla porta, di peso, il ragazzo dolorante.


Cosa ve ne pare? Vi incuriosisce? Io lo spero proprio, visto che sembra molto interessante. Fatemi sapere!

A presto,

Sara ©

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