RECENSIONE #233 – IL SENTIERO DELLE STELLE INFINITE DI YABA BADOE.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon martedì a tutti voi. Sono qui per presentarvi un nuovo libro per la collana per ragazzi Il battello a vapore della Piemme, che ringrazio per avermi permesso la lettura, e che mi ha colpito come l’ho notato. Ve ne parlerò subito, non temete. Ecco qui:

8757751_3465437Titolo: Il sentiero delle stelle infinite
Autore: Yaba Badoe
Genere: Libri per ragazzi
Data di uscita: 16 Ottobre 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2zFif5H
TramaSante è ancora in fasce quando viene gettata in mare dentro una cassa di legno piena di tesori. È l’unica sopravvissuta al tragico incidente del peschereccio carico di rifugiati e migranti provenienti dall’Africa. Il suo popolo. Quattordici anni dopo Sante si esibisce come acrobata nel Circo di Mama Rose, la donna che l’ha ritrovata a riva e che ha deciso di adottarla. La sua vita sembra scorrere felice, circondata dall’affetto della sua numerosa famiglia circense. Un giorno, però, dalle profondità del mare le anime senza pace dei morti affogati cominciano ad apparirle in sogno per chiedere di non essere dimenticati. Ma soprattutto per reclamare giustizia. Ricco dei colori dell’Africa e dell’atmosfera luccicante del circo, sognante e al tempo stesso crudele, “Il sentiero delle stelle infinite” è un libro che ci parla del potere della memoria e della ricerca di identità.

RECENSIONE

Risultati immagini per barconeLa storia ha inizio a bordo di un imbarcazione. Una piccola bambina viene lasciata in una cesta di vimini in mezzo al mare con tanti tesori di ognuno degli uomini e donne presenti sul barcone. Tutto questo perchè il barcone sta per affondare e tutti coloro che sono a bordo stanno per morire. Quella bambina viene ritrovata sulla costa, vegliata da una bellissima aquila di nome Priss, da Mama Rose. Quest’ultimala chiamerà Sante e sarà una delle stelle nascenti del circo da strada che con piroette su Taj Mahal, il possente cavallo della compagnia assieme a Cobra, un incantatore di serpenti e la giovane Cat, gemella di Cobra. Anche loro due sono giovani orfani e sono stati accolti da Mama Rose senza esitazioni e sono cresciuti tutti e tre assieme sentendosi da subito fratelli. Tutto sta per cambiare quando i sogni di Sante si fanno più intensi e i spiriti di coloro che sono morti in mare – compresi i suoi genitori – continuano ad apparirle chiedendole aiuto. Non vogliono essere dimenticati.

Cosa cambierà nella vita di Sante e della compagnia? Quali consapevolezze raggiungerà la ragazza? Cosa è disposta a fare per scoprire qual’è la sua famiglia e cosa vuole comunicarle? 

Mia madre prende la mia mano tra le sue e quell’istante sembra durare un’eternità, sono di nuovo una bambina che gorgoglia sul suo grembo e lei spazzola via quel mango. Lo succhia e lo getta al suolo. Mi sorride, mi fa dondolare tra le sue braccia e io comincio a ridere agitando le manine. Con l’alito che sa di mango, mi bacia. Mi bacia ancora e ancora e ogni volta che lo fa, io so che non la lascerò mai andare via.

La trama è ben scritta e mette curiosità anche se ciò che traspare dalla trama confonde il lettore con ciò che effettivamente c’è nel libro. Vi spiego ma poi vi elencherò tutti i problemi che ci sono in questo libro più avanti: quanto sembri che queste anime chiedano giustizia non combacia con alcuni event che succedono nel libro. Si, chiedono giustizia ma tutto sembra essere confuso e si aggancia ad un altro fatto che accade che ritengo inutile e fuori trama. 

Risultati immagini per yaba badoe a jigsawLa copertina è stata lasciata come l’originale e devo dire che è davvero bellissima. Io adoro ogni piccolo particolare di questa copertina ed il fatto che risalti ogni cosa all’interno del libro, ogni più piccolo dettaglio. Non so se avete già acquistato questo libro o se avete avuto modo di vederlo in libreria ma dal vivo è ancora più bella di quanto non sia a vederla dal display.

Il titolo in originale è leggermente diverso dalla traduzione italiana. Se traduciamo A Jigsaw of fire and stars, si ottiene “Un puzzle di fuoco e stelle”. Personalmente, così sono quasi sicura che non avrebbe funzionato e quindi di certo preferisco l’adattamento italiano… anche se devo ammettere che il fuoco non è stato menzionato e del tutto tralasciato. Sarei curiosa di saperne di più sulle scelte dei titoli per curiosità personale ma sono comunque soddisfatta dell’adattamento che ne è stato fatto.

L’ambientazione di questa storia si svolge principalmente in Spagna visto che essendo itineranti si ritrovano a viaggiare ma ciò che succede in questa storia li tiene costretti in Spagna; e l’epoca sembra essere abbastanza moderna visto che ci sono i telefonini, internet e cose di questo genere.

Amie! Yo! Amie! Li sento, sento che mi stanno accerchiando mentre il putrido tocco della morte per annegamento bagna la mia pelle. Li sento, e percepisco la loro rabbia. Ma sopporterei qualunque cosa, il bacio stesso della morte, pur di restare un momento in più con i miei genitori.

Immagine correlataI personaggi sono tutti ben caratterizzati anche se alcuni abbastanza confusionari come l’Africano, il Capitano e l’Uomo Barile. Questi ultimi tre in effetti, sono quelli meno approfonditi e non si capisce molto il loro valore all’interno della storia se non er il fatto che questi creano disagi, problemi e metteranno – in parte o tutti – i bastoni fra le ruote ai nostri giovani protagonisti. Nonostante questo Sante è sicuramente il personaggio maggiormente introdotto e sicuramente meglio caratterizzati.

Sante è una ragazza incredibile e da quando i sogni cominciano a trasformarsi in strani incubi in cui le anime dei morti affogati vanno a fargli visita che la cosa si complica perchè comincia ad essere inquieta. Sante ha delle capacità fuori dal comune: oltre ad avvertire gli spiriti dei morti, riesce a percepire cose che sono successe collegate a determinati oggetti o vederle con gli occhi degli altri. La cosa su questo punto non è stata del tutto chiarissima e poteva di sicuro essere resa meglio e sfruttata di più. Comunque Sante e Cobra sono di sicuro i personaggi più utili in questa storia.

Cobra è particolare ed il suo nome è tutto un programma. Infatti lui riesce ad incantare i serpenti e può muoverli a suo più completo piacimento. E’ innamorato da sempre di Sante ed ha promesso lei che staranno sempre insieme nonostante siano cresciuti più come fratelli che come il resto. E’ un ragazzo con la testa sulle spalle e che cerca di far ragionare Sante nonostante la sua testa dura.

Cat è stata il personaggio più emblematico fra i tre e quello che personalmente ho compreso di meno. Sembra essere stato messo lì tanto per, soltanto di supporto a Scarlett – un altro personaggio che scoprirete nel corso della storia – e non mi ha entusiasmato quasi per nulla. Cioè, se questo non ci fosse stato, di sicuro sarebbe stato anche meglio visto che di cosa utile ne fa forse solo una.

I miei occhi si abituano piano piano e in mezzo alla folla scorgo Mamadou, accanto all’uomo anziano. Appena lo riconosco, Mamadou sospira di sollievo, alza un dito, mi raggiunge e mi sfiorala fronte con un tocco che mi scuote nel profondo. Chiaro come la luce del sole, la mia mente torna lucida e una sequenza di immagini prende forma, immagini vivide come un sogno ad occhi aperti. E’ tutto lì.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia sembrano essere questi morti in mare che non vogliono essere dimenticati. Infatti Sante oltre ad essere una brava ragazza circense, riesce a comunicare con la sua aquila in modo del tutto naturale, riesce a percepire sia a storia di ciò che la circonda sia queste anime inquiete che vengono a cercarla e si decide di voler mettere pace nelle loro anime.

Lo stile utilizzato è fluido e deciso, quindi non posso non dire che riuscirete a leggere questo libro nel giro di pochissimo tempo. Io ci ho messo davvero poco e sono davvero felice di aver avuto l’opportunità di leggerlo tramite la casa editrice, che ringrazio ancora.

Sicuramente un punto a favore è la tematica trattata dall’autrice o almeno da come esordisce il libro in se. Il fatto che delle persone su un barcone muoiano degli esseri umani e che tutti sembrano dimenticare come se niente fosse quelle anime che diventano numeri da archiviare e non esseri umani che cercano un posto migliore in cui vivere. Che le persone si limitano a pensare che se avevano quei soldi potevano fuggire senza problemi e che non pensano che nel lungo percorso solo per arrivare al porto in cui partire hanno perso molta più gente di quella che rischierebbero di perdere in mare o di quelli che partono. Che rischiano la vita per loro stessi ma anche per i loro figli portando a bordo dei bambini. Ecco, per questa tematica in questo libro ne è stato dato parecchio risalto dal punto di vista della perdita da parte della ragazza protagonista di questa storia. Sante fa dei sogni in cui vede le anime dei morti annegati in mare – fra cui suo padre e sua madre – e sente, percepisce il loro dolore ed il fatto che non vogliano essere dimenticati.

Altro punto a favore è proprio la magia e il fatto che tutto sia reso fantastico e che questa magia sia normale e sia parte quotidiana nella vita di Sante, Cobra e Cat. Però questo fronte poteva essere di sicuro meglio sfruttato essendo piuttosto confuso e poco dettagliato.

Ci sono però, oltre quanto appena detto, dei piccoli dettagli su questo libro che non mi hanno pienamente convinto e vorrei parlarne con voi.

  1. La magia è del tutto confusionaria. Cioè mostra il fatto che Sante può parlare e vedere  queste anime, può comunicare con la sua aquila,… e Cobra può dilettarsi con i suoi serpenti senza dare una spiegazione di come questi derivano ne del fatto che c’è a chi sembra normale mentre chi non ne sa nulla. E’ confusionario il modo di porre la magia e dove perchè in alcuni casi si hanno bisogno di paletti narrativi o comunque di dettagli che qui sono del tutto assenti e lasciano il lettore piuttosto basito sotto questo aspetto. Sinceramente sono rimasta particolarmente delusa da questo aspetto perchè poteva essere costruito tutto molto meglio ed invece è stato tralasciato.
  2. La trama sembra perdersi. Si parla del sogno di Sante e si spiegano le sue origini – neanche troppo approfondite tra l’altro (che potrebbe essere giustificato dal fatto che lei comunque è orfana) – ma quando si passa poi al motivo per cui le anime vogliono giustizia o vogliano essere ricordate… sbuca fuori un personaggio che non c’entra nulla ma che cerca aiuto e, dopo averlo preso con loro cercano di aiutarlo. Il tutto si perde in ciò che succede in queste pagine, passando da una cosa all’altra, dal cercare di risolvere i problemi di Sante a risolvere quelli di Scarlett.
  3. La figura emblematica e inutile di Scarlett e l’ambiguità dell’Africano. Cioè, ritengo che Scarlett sia stata forzatamente inserita nel contesto per cercare di denunciare un fatto ulteriore a quello che l’autrice ha evidenziato come filone principale (quello dei migranti morti in mare) e l’ha affiancato al fatto della prostituzione di giovani ragazzi, sfruttati e quant’altro. La cosa avrebbe avuto senso se fosse stata  messa sullo stesso piano ma costruita in modo che la storia avesse un filo logico preciso. Invece no. Da quando spunta Scarlett sono solo guai e ci si distanzia dalla storia principale fino a far convergere i due punti in uno solo. L’Africano dice di essere l’unico rimasto salvo dal barcone in cui sono morti i genitori di Sante, però si trova comunque nel brutto giro di cui faceva parte Scarlett e nello stesso tempo vuole aiutarli.

Nel complesso non posso dire che non mi sia piaciuto ma soltanto nella linea generale ed in ciò che l’autrice voleva trasmettere. Per il resto non mi ha coinvolto e non mi ha preso come doveva. Ed è un purtroppo, perchè aveva davvero un bel potenziale questo libro.

I morti senza pace non smettono mai di parlare. Per anni mi hanno tenuta prigioniera con sogni che si estendono fino alle ore di veglia. E da quel che ricordo, anche quando non capivo pienamente che cosa stesse succedendo, mi sussurravano cose. Ora, vero come il fatto che il mare è blu e il sale è bianco, mi stanno guidando. Sento il tocco dell’oro sul mio polso e lo strofino perché mi porti fortuna. (…) Una volta che questo sarà passato, giuro sulle piume di Priss e su tutto ciò che mi sta a cuore, che farò in modo che i morti inquieti possano finalmente trovare pace. 

Il libro è sicuramente interessante ma perde la bellezza se si considerano a fondo tutti i dettagli che sono stati tralasciati. Il libro in sé è comunque carino ed una storia con cui passare il tempo, in cui magia e realtà si fondono.

Yaba Badoe scrive sicuramente di una storia che merita di essere letta, seppur confusa quale sia. E’ sicuramente una storia importante che cerca di trasmettere valori e pone in evidenza un problema che affligge i nostri mari e le anime che in essi sono morti, sotto una luce differente ma ugualmente importante.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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Cosa ve ne pare? Lo leggerete? Fatemi sapere, come sempre!

A presto,

Sara ©

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