SEGNALAZIONE #97 – LA GRANDE CASA BIANCA DI MAURIZIO GRAMOLINI.

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

E buon inizio settimana. Oggi iniziamo col botto visto che abbiamo una segnalazione nuova di zecca di un libro che è uscito da poco e che spero vi possa interessare. Come sempre, buona lettura alla scoperta di un nuovo libro:

Titolo: La grande casa bianca 
Autore: Maurizio Gramolini
Pagine: 204 
Data di uscita: 31 ottobre 2018
Prezzo: 18 euro
SinossiIl romanzo, ambientato in un lasso di tempo che va dall’epoca etrusca ai giorni nostri, racconta la storia di un luogo leggendario, in Toscana, che consente il passaggio delle anime dei morti. Il flusso si blocca e la famiglia residente sul colle in questione rischia di subirne le conseguenze. Sarà necessario un viaggio in un’altra dimensione, coadiuvato dall’intervento di un potente medium e un estremo sacrificio per chiudere il varco tra la terra dei morti e quella dei vivi.

Quarta di copertina: Una grande casa sulla sommità di un colle a picco sul mar Tirreno, teatro dell’epopea di una famiglia, custode inconsapevole dei segreti di un’antica leggenda, attraverso anni e generazioni, in una Toscana misteriosa e incantata. Dall’Era degli Etruschi, un varco aperto per il passaggio delle anime dei morti…
Un potente medium che catalizzerà le forze nel tentativo di chiudere il varco.
Una lotta epica tra il Bene e il Male, al termine di un terribile viaggio in una dimensione parallela. “…Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte.”

ESTRATTO

Il colle
Si staglia nitido sull’orizzonte. L’azzurro del Tirreno, sullo sfondo, a ovest, e la macchia mediterranea delle colline metallifere a est. All’occhio del passante quasi sempre sfugge il bianco della strada sterrata, delle poche curve che rapide conducono alla sommità e altrettanto spesso sfugge il nero metallo del cancello che apre la via alla grande casa bianca. Ma a volte anche l’occhio distratto coglie un movimento, un biancore che si agita in cima al colle, e guardando con attenzione appare, anche se fugacemente, per un solo istante, l’insieme della casa, delle grandi finestre e delle tende bianche che ondeggiano nella brezza, e che per prime hanno attirato il nostro sguardo.  Molto più raramente un passante che si avventuri fino a lambire l’ombra del colle, percepisce quelle sensazioni che si provano entrando in un grande tempio antico, che lascia intuire le imponenti dimensioni del tempo trascorso e le tracce di coloro che, in epoche diverse, ne hanno attraversato le navate. E a volte quel passante così sensibile alza lo sguardo, senza sapere il perché, e per qualche istante osserva Colle Nitti, silenzioso custode di antichi segreti di vita e di morte.
Prologo – Etruria – VI secolo a.C.
Le fiamme delle torce, agitate dal vento, illuminavano la scena, creando ombre in movimento sulla spianata alla cui sommità si trovava il tempio con il suo portale -OH>OM (Mundus), il varco per l’oltretomba. Il suppliziato fu condotto al cospetto del Sacerdote Tagete, innanzi al Mundus; l’uomo, di corporatura robusta, incatenato e circondato da soldati, appariva sereno e del tutto indifferente sia alla propria sorte
che a quanto lo circondava. «Tuchulcha, stai per ritornare negli Inferi ai quali appartieni. Il Mundus del colle di Altraga sarà sigillato con il tuo sangue e tornerà ad essere il varco attraverso il quale i morti lasciano questo mondo, e dal quale nessuno potrà tornare.» proclamò Tagete guardando il suppliziato negli occhi.
«Nessuno potrà varcare il Mundus e tornare nel mondo dei vivi, neanche i demoni come te Tuchulcha.» continuò. E con queste parole aprì il portale del tempio e tracciò con una lancia un solco sulla soglia, a delimitare il Mundus. Tuchulcha sorrise e parlò con la voce di mille bambini: «tu non puoi nulla contro di noi…» il vento aumentò facendosi impetuoso e rischiando di spegnere le torce. «Il varco sarà riaperto.» continuò il demone con voce di moltitudine. Tagete fece un cenno ai soldati che fecero inginocchiare il suppliziato in prossimità del solco sulla soglia del tempio ed estrasse dalla veste un lungo coltello sacrificale. «Demone lascerai questo corpo insieme alla vita che lo abbandonerà e tornerai negli Inferi dai quali sei venuto!» esclamò Tagete afferrando Tuchulcha per i capelli, poggiandogli la lama sulla gola. Il vento si fece tempesta mentre si levarono sempre più assordanti le voci delle moltitudini emesse dal demone: «Non ci fermerete, il varco sarà riaperto. Non oggi. Non domani. Un uomo inconsapevole sarà il fulcro
che aprirà il Mundus e i morti cammineranno sulla terra». E mentre la lama del coltello di Tagete apriva la giugulare di Tuchulcha, o per meglio dire del simulacro umano che il demone aveva posseduto, le grida delle moltitudini non cessavano di uscire dalle labbra del suppliziato, mentre il sangue si riversava sul solco tracciato sulla soglia del Mundus. Incredulo Tagete affondò la lama nel collo, tranciando la trachea e affondando tra le vertebre, mentre le grida assordanti e disumane del demone sembravano aumentare…il sacerdote continuò a infierire con la lama tagliando muscoli e tendini, tirando il cranio per i capelli…fino a che la testa del suppliziato non si staccò completamente dal corpo. Il sacerdote la resse per qualche istante per i capelli, osservando incredulo il volto contorto dalla rabbia con la bocca che ancora si muoveva producendo una terribile cacofonia di voci e versi animaleschi. Terrorizzato come tutti gli astanti, Tagete gettò lontano la testa urlante del demone, afferrò gli anelli dei due grandi battenti e chiuse con un tonfo sordo il portale del Mundus.

BIOGRAFIA

Nato a Milano parecchi anni fa, troppi per dichiararli, dice lui.
Da sempre grande lettore, afferma che scrivere lo ha sempre divertito, infatti, dalle
elementari alle medie, i suoi temi venivano regolarmente pubblicati sui vari giornalini
scolastici. Al Liceo no, pare fosse antipatico all’insegnante d’italiano. Ha tentato le prime pubblicazioni incoraggiato dalla moglie e, dopo che alcuni suoi racconti erano stati selezionati in qualche concorso letterario, ha ritenuto giusto fargliela pagare scrivendo un romanzo di cui lei è coprotagonista, così impara. Lavora in un azienda di Telecomunicazioni nella divisione Information Technology. Suona la chitarra elettrica in una band di musica hard rock anni ’70 con il figlio.


Cosa ve ne pare? Vi piace? Fatemi sapere.

A presto,

Sara ©

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