REVIEW PARTY: FIGLI DI SANGUE E OSSA DI TOMI ADEYEMI (#220)

BUONGIORNO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccoci qui con un altro evento, uno meglio dell’altro a quanto potete vedere. Non ci facciamo mancare nulla, non è vero? Oggi ho per voi la nuova uscita in libreria per Rizzoli che ringrazio per la lettura e ringrazio, come sempre, anche Sara di Bookspedia per avermi invitato a partecipare. Ecco che vi parlo di questa novità tanto attesa in libreria. Ve ne parlo subito: 

adeyemi2bfigli2bdi2bsangue2be2bossaTitolo: Figli di Sangue e Ossa
Autore: Tomi Adeyemi
Genere: Fantasy
Data di uscita: 2 ottobre 2018
Link d’acquisto:  https://amzn.to/2DJu28z
TramaZélie Adebola  ricorda quando il territorio di Orïsha canticchiava con la magia.
I Bruciatori accendevano le fiamme, le Correnti seguivano le onde e la Mietitrice, la madra di Zélie, convocava le anime. 
Ma tutto è cambiato la notte in cui la magia è sparita. Per ordine di un re spietato i maji sono stati uccisi, lasciando Zélie senza una madre e la sua gente senza speranza. Ora Zélie ha una sola possibilità di riportare la magia e colpire la monarchia. Con l’aiuto di una principessa ribelle, Zélie deve raggirare il principe sovrano e poi riuscire a fuggire, il quale è ben determinato ad  eliminare la magia per sempre.
Il pericolo è in agguato ad  Orïsha, dove spiriti vendicativi attendono nelle acque.
Eppure il più grande pericolo potrebbe essere la stessa Zélie mentre lotta per controllare i suoi poteri e i suoi sentimenti sempre più crescenti per un nemico.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio con Zélie da Mama Agba che insegna alle sue ragazze a combattere con il bastone nonostante sia proibito. Proibito perchè loro, gli indovini dai capelli bianchi che un tempo erano potenti Maji ognuno con caratteristiche e poteri (come veggenti, leggere nel pensiero, evocare spiriti dei Morti, …) dopo il Raid che li ha decimati, sono ora privi di poteri e considerate solo delle Larve nella società. Zélie per aiutare la sua famiglia a fare denaro per pagare le tasse, va a vendere un pesce prelibato al mercato dei nobili e, come tutte le volte, Zélie non riesce a stare fuori dai guai. Nota una ragazza che sta scappando dalle guardie e decide di aiutarla. Peccato che ha appena attirato contro di sé il re e le guardie che ora cercano sia lei che la fuggitiva, poichè quest’ultima è la principessa Amari che porta con se una pergamena che dona nuovamente potere agli indovini.

Cosa succederà a Zélie e alla principessa Amari? Riusciranno a portare nuovamente la magia nel mondo di Orïsha? Riusciranno a far valere nuovamente i loro diritti nonostante siano considerati meno di niente?

«Perché ci odiano?» Il corpo di Mama pare stremato. Apre le braccia per accogliere Bisi. «Non vi odiano, bambina mia. Odiano ciò che sareste dovuti diventare. »

La trama è ben scritta anche se avrei risparmiato l’ultima riga che veramente centra poco con la storia in se e non rispecchia il quadro sincero della protagonista. Per il resto nulla da dire, non ci sono spoiler anzi, resta molto distaccata e generale in modo che il lettore si faccia un’idea del mondo in cui si inabisserà.

La copertina è stata lasciata come l’originale come per quanto riguarda la traduzione del titolo che non è stata storpiata ma è stata semplicemente tradotta essendo Children of Blood and Bone. La copertina è davvero meravigliosa e rappresenta Zélie in tutta la sua bellezza ma anche nelle sue peculiari caratteristiche fisiche che la contraddistinguono, come per quanto riguarda tutti gli indovini. Non la trovate meravigliosa?

L’ambientazione è Orïsha, un mondo davvero particolare, suddivise in più paesini come dove vive Zélie o dove si trova il re e via discorrendo, basato su un paese fantastico molto somigliante alla Nigeria; l’epoca è sconosciuta e non definita.

Alla mia destra Amari è immobile, con le dita strette intorno all’elsa priva di lama. Non ha pronunciato una sola parola da quando siamo scesi da quella nave, ma i braccianti mi hanno detto che è stata lei a proteggermi e a uccidere l’altro capitano. Per la prima volta guardarla non mi fa venire in mente Saran o Inan. Vedo la ragazza che ha sottratto la pergamena. Vedo il seme di una guerriera.

Risultati immagini per children of blood and bone fanart

Amari e Tzain

I personaggi di questo libro sono diversi e tutti – chi più, chi meno – interessanti di cui vi parlerò qui sotto. Sono i tre protagonisti e voci narranti di questa storia particolare e sviluppata in 

Zélie è un’indovina che ha ripreso i poteri di sua madre, una delle Mietitrici più forti. E’ scossa dalla sua morte e la porta nel cuore come porta nel cuore suo padre Baba e Mama Agba, che è costretta ad abbandonare quando decide di partire per restituire la magia al popolo di Orïsha. E’ testarda e combina guai ma determinata a vincere nonostante le sue difficoltà.

Amari è la principessa secondogenita del re Sadan e dopo aver visto il padre uccidere Binti, schiava ma unica migliore amica con cui progettava di scappare lontano da palazzo, lontano dalla crudeltà di suo padre. E’ una combattente, una ribelle e una ragazza che nonostante i suoi ideali per cui deve mostrarsi tosta e coraggiosa, è fragile e dolce.

Inan è il primogenito, fratello di Amari, e principe erede al trono. Inan è succube di suo padre ed è determinato sia a riportare sua sorella a casa, sia a fermare Zélie dalla sua folle missione. La magia distruggerà tutto si ripete, come gli impone suo padre. E’ un personaggio particolarmente enigmatico e scostante, vittima e risultato di un padre despota.

Dopodiché si allontana. I suoi passi leggeri si perdono nel silenzio. In quel momento capisco quanto mi sono sbagliato. Non fa alcuna differenza che io sia nella sua testa. Non capirò mai tutto il dolore che prova.

Il perno centrale è proprio la magia nel mondo di Orïsha. Zélie riprende possesso dei suoi poteri e guida una spedizione bizzarra ma piena di crudeltà e avventure nella speranza di riportare la magia nel suo mondo e di rimettere tutto al proprio posto. La cosa che fa muovere i passi a Zélie è quanto è accaduto a sua madre, rimasta uccisa brutalmente durante il Raid.

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Lo stile utilizzato è molto semplice e fluido nonostante la grandezza del volume, che essendo un bel mattoncino di 550 pagine, ci vuole un po’ più di tempo per leggerlo ovviamente.

La storia è davvero unica ed al contempo originale e su questo non posso che complimentarmi per l’idea e tutto ciò che ne ha conseguito, portando a noi una realtà che si differenzia da tante altre e la rende magica. Questo è davvero da apprezzare e rende la lettura interessante sotto diversi aspetti, culturali e non.

La tematica – anche se celata dietro la magia e tutto quello che accade – è chiara e arriva al lettore colpendolo, lasciando una sensazione particolare: le oppressioni, le uccisioni e le discriminazioni. Queste sono cose presenti all’interno della storia benché gli indovini vengono uccisi, chiamate larve e tenuti nei bassifondi della società, chiamate larve. Infatti Zélie, oltre a combattere per la magia, cerca di riscattare il suo popolo e di permettere che venga accettato all’interno della società.

Passiamo alle note dolenti della situazione:

I personaggi. Se dovessi sceglierne uno fra le tre voci narranti della storia – Zélie, Inan e Amari – prenderei sicuramente una parte di Amari e una di Zélie, scartando a priori Inan. Ebbene, Inan è stato oltre un personaggio prevedibile sotto tutti gli aspetti e assolutamente piatto oltre che particolarmente odioso agli occhi del lettore. Infatti è sicuramente un personaggio opzionale all’interno della storia che tra l’altro si comporta in maniera strana e distorta. Essendo in prima persona anche il suo punto di vista si capisce quanto poco abbia sia le idee chiare (ma vorrei capire se le idee chiare – più che Inan in sé – ce le avesse l’autrice sul personaggio, perchè non sembra proprio!). Amari è giustificata nel suo gesto ed ha un animo nobile quindi ho apprezzato molto questo suo lato e – fortunatamente – si evolve andando avanti. Zélie l’ho trovata ben costruita sul fatto di sua madre e la motivazione che la spinge a continuare ma è un personaggio molto standard e non si evolve poi molto.

La storia d’amore inopportuna e fuorviante. La storia che c’è occupa veramente una piccola parte della storia – E MENO MALE – ma è completamente inutile e poteva essere evitata. Non vi dirò fra chi ma è stata completamente inutile oltre ad essere stata un InstaLove, quindi rodimento doppio al riguardo.

Le imprecazioni di tutti e tre i protagonisti. Avendo letto una bozza non corretta posso capire che magari successivamente qualcosa sia stato modificato ma da ciò che è stato tradotto rende comunque il significato e il ripetersi di “Santi Numi” un’infinità di volte all’interno del libro (anche se fosse stato qualcos’altro) smonta tutto, almeno per me.

Quando si spegne, vedo la verità: davanti agli occhi di tutti, eppure nascosta per tutto questo tempo. Siamo tutti figli di sangue e di ossa. Strumenti di vendetta e virtù. Una verità che mi avviluppa, cullandomi come un neonato tra le braccia di una madre.

Il libro in se è stata una lettura piacevole, una storia originale e fantastica che cattura il lettore trasportandolo in un mondo fatto di magia dimenticata, riscatto e forza di volontà. Un libro pieno di emozioni che vi consiglio nonostante le cose che vi ho elencato prima non funzionino proprio bene.

Tomi Adeyemi scrive un fantasy di particolare rilievo e spicca per la sua storia originale, magica con ambientazioni meravigliose in grado di trasportare il lettore con la fantasia fino ad Orïsha. Una storia interessante, autentica e avvincente in cui è facile perdersi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene e mezzo.

tre e mezzo


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Cosa ne pensate? Fatemi sapere, come sempre, con una vostra opinione.

A presto,

Sara ©

3 thoughts on “REVIEW PARTY: FIGLI DI SANGUE E OSSA DI TOMI ADEYEMI (#220)

  1. Pingback: REVIEW PARTY: Recensione in anteprima #409 – FIGLI DI VIRTU’ E VENDETTA DI TOMI ADEYEMI. | Milioni di Particelle

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