REVIEW PARTY – LA TEORIA IMPERFETTA DELL’AMORE DI JULIE BUXBAUM (#212)

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Come state? Io bene e sono qui per parlarvi di un nuovo evento tutto per voi! Come vedete ne arrivano uno dopo l’altro e per settembre tenetevi pronti che sarà così quasi tutto il mese. Ringrazio la DeAgostini per averci permesso la lettura e ringrazio Paola per aver organizzato l’evento. Ecco qui che ve parlo, tenetevi pronti!

38007835_2134024359965387_5097695558340968448_nTitolo: La teoria imperfetta dell’amore
Autrice: Julie Buxbaum
Pagine: 380 pag.
Prezzo: 0.99 euro (ebook) | 14.90 euro (cartaceo)
Data di uscita: 04/09/2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2QibzSx
Trama: E se amore e amicizia fossero due risultati diversi della stessa equazione? A volte basta cambiare prospettiva per dare senso al mondo. Da quando suo padre è morto in un incidente d’auto, Kit non è più la stessa. Non ha più voglia di ridere, scherzare o confidarsi con le amiche di sempre. L’unica cosa che desidera è chiudere fuori il mondo intero e voltare pagina. Per questo decide di lasciare il tavolo affollato a cui si siede ogni giorno in mensa e prendere posto a quello di David. David, che gira per i corridoi della scuola con le cuffie nelle orecchie e non parla con nessuno. David, che è un genio della fisica ma quando si agita trema come una foglia. I due non potrebbero essere più diversi, ma lentamente quei pranzi in solitudine diventano un appuntamento fisso, atteso, e tra sguardi e parole sussurrate, Kit e David imparano a essere amici. Forse qualcosa di più. Fino a quando David decide di aiutare Kit a ricostruire che cosa è successo il giorno in cui suo padre è morto. Perché David non sopporta le questioni irrisolte, non sopporta le equazioni lasciate a metà. E farebbe di tutto per ricomporre i pezzi del cuore infranto di Kit. Ma il sentimento che li lega sarà abbastanza forte per resistere alla verità?

RECENSIONE

Risultati immagini per gif coppia adolescenti a scuolaLa storia ha inizio con Kit che misteriosamente si siede lontano dai suoi amici di sempre e si mette a pranzare al tavolo di David. Per lui è un mistero e si mette a sfogliare il suo quaderno per pensare agli incontri degni di nota con Kit. Bastano poche parole per conquistarsi l’attenzione di Kit che è in lutto perchè ha perso suo padre appena due settimane prima. Basta che lui le dica: “Tuo padre non sarebbe dovuto morire. E’ ingiusto“. E’ lì che Kit trova ciò che cerca. Qualcuno di schietto e dritto al punto e che non la compatisca come fanno tutti ricordandole costantemente la sua sofferenza. Così giorno dopo giorno i due mangiano sempre assieme e inventano su idea di Kit Il Progetto Incidente; David pensa possa farle bene.

Cosa succederà fra i due? Riusciranno a portare a termine il loro progetto? Riuscirà piano piano David ad uscire dal suo guscio? Kit riuscirà ad elaborare almeno in parte il suo lutto?

È stato questo a ucciderlo: l’impatto. Mamma non sa che, il giorno dopo, mentre lei si stava facendo un riposino a base di Xanax, ho preso un taxi fino allo sfasciacarrozze per vedere i resti dell’auto. Avevo bisogno di sentire che era reale. Di avere le prove che mio padre era morto per davvero. Non perso, come aveva detto il dottore. Non era da qualche altra parte ad aspettare che noi lo trovassimo. Non c’era niente da vedere, se non origami di Volvo. Ho scattato una foto, ma non mi è sembrato più vero di prima. L’incidente era uno spazio in bianco. Una storia che ci era stata raccontata con personaggi che non conoscevamo, vite che non ci interessavano. Però c’era la macchina e mio padre era morto, mentre io non lo ero. Io non lo ero.

La trama è ben scritta ed è sicuramente accattivante. L’unica cosa che avrei evitato sono le ultime righe o essere meno specifici evitando di raccontare la maggior parte del libro. Infatti devo dire che quando ho accettato questo review ero curiosa perchè mi avevano colpito solo le prime righe – ormai sapete che non leggo tutta la trama PRIMA di leggere il libro a parte in eventi rari – ed ho fatto bene a non leggerle perchè mi sono goduta la lettura molto di più.

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La copertina originale è quella che vedete qui di lato. E’ semplice e diretta ma se devo scegliere probabilmente andrei per quella italiana anche se nessuna delle due mi fa impazzire particolarmente ne mi colpisce. Voi quale delle due preferite? Il titolo originale  è, come vedete qui di lato What to say next che sta a significare “Cosa diciamo dopo”. E’ sicuramente rappresentativo della storia e lo capirete leggendo ma in italiano è diventato, come vedete La teoria imperfetta dell’amore – che potrebbe essere allo stesso modo rappresentativo – ma preferivo invece qui la versione inglese. 

L’epoca è moderna, la storia è ambientata ai giorni d’oggi e ve ne innamorerete – ne sono sicura.

«Hai tutta l’aria di essere figlia unica.» «Non riesco a decidere se sia un insulto o un complimento.» «Nessuno dei due. È un’osservazione. Ho sempre pensato che sarei stato ancora più solo, se non avessi una sorella.» «Stai dicendo che sembro sola?» Parlare con David Drucker è così. Si va dritto al punto. (…) «No, non proprio. Ma c’è una strana quiete in te. Se fossi un’onda radio, avresti le tue personalissime frequenze. Il che ti isola, visto che non penso che riescano a sentirti tutti.» Sta parlando ai miei piedi ma poi, all’improvviso, alza lo sguardo e mi fissa negli occhi. Il contatto visivo sembra crudo e intimo, e mi vengono i brividi. Sbatto le palpebre per prima. «Sì, insomma, hai anche tante altre onde, tutte quelle frequenze generalmente condivise, quelle che soprattutto a me mancano, ma le onde più importanti, quelle essenziali, sono quelle più difficili da decifrare per le altre persone. In ogni modo questa è la mia teoria.» 

I personaggi principali che guidano la storia sono due e sono anche ben strutturati e trattati. Non viene tralasciato nulla ed ogni dettaglio di questi due personaggi esce fuori in tutta la loro bellezza. L’autrice riesce a rendere i personaggi e protagonisti principali di questa storia così bene che ci si affeziona fin da subito e non si riesce a lasciarli andare.

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David è MERAVIGLIOSO. L’ho adorato fin da subito, mi sono bastate le prime righe all’inizio del libro ed ero già completamente rapita dal suo modo di fare e dalla sua brutale schiettezza che a volte ho anche io. David però ha una forma borderline della sindrome di Asperger che – attualmente – non si chiama più così ma si chiama HFA ovvero autismo ad alto funzionamento. Nessuno ne è a conoscenza perchè tutti pensano che David sia uno sfigato, pezzo di merda o semplicemente ritardato o strambo. David non è nulla di tutto questo, è semplicemente un ragazzo unico e particolare che affascina con i suoi punti di vista e riesce a strapparti anche una risata. David si annota ogni cosa sul suo quaderno ad anelli e lo fa per migliorare se stesso e il suo fatto di essere chiuso e per migliorare le sue relazioni sociali. Infatti gira per la scuola con le sue cuffie e guarda continuamente in pavimento solo per paura di incrociare lo sguardo di qualcuno.

Kit ha perso suo padre in un incidente stradale. E’ dilaniata dal dolore che suo padre sia scomparso così, da un giorno all’altro e non riesce a darsi pace. In casa sono rimaste solo lei e sua madre e le sue amiche sembrano preoccuparsi solo dei loro stupidi problemi. Nessuno sembra capirla, nessuno si preoccupa che suo padre non c’è più. L’unico che ricorda suo padre parlando di lecca-lecca e del fatto che non dovesse morire è proprio David, una persona che Kit non si sarebbe mai aspettata. Kit è per metà indiana ed ha qualche chiletto in più rispetto alle classiche ragazze-modello-standard che vengono utilizzate in questi contesti. E’ una ragazza semplice, che chiede poco dalla vita e che vorrebbe suo padre ancora con lei, di nuovo insieme. David sarà la sua àncora, il suo rifugio felice con cui pranzare.

Una mattina di inizio estate, quando avevo quattro anni, mamma mi ha portato in piscina a nuotare. (…) Quel giorno la piscina era deserta e io avevo addosso i braccioli Wonder Wings, che purtroppo non trasmettevano né una sensazione di meraviglia, né quella di volare, ed erano invece scomodi e stretti. Mi sono lamentato, immaginando già i segni rossi che mi avrebbero lasciato sulle braccia, ma poi mia madre mi ha preso per mano e ci siamo buttati in acqua e ho sentito per la prima volta quel sussulto gelido. In qualche modo ho trovato il coraggio di mettere la faccia sott’acqua, fino alle orecchie, e il mondo è diventato blu e si è offuscato e attutito e poi, alla fine, è diventato tranquillo. Questa è casa mia, mi ricordo di aver pensato. Questa. Ora. Dove c’è spazio per respirare, ma non c’è aria. Questa è casa mia. Ed è esattamente come mi sono sentito quando il palmo di Kit ha toccato la mia faccia. Come nuotare per la prima volta. Come scoprire la magia che c’è nell’acqua. Come tornare a casa.

Immagine correlataIl perno centrale di questa storia è proprio la collisione di due mondi apparentamene diversi: Kit e David. Il sole e la luna sotto diversi aspetti che condivideranno molto più di quello che avrebbero creduto possibile.

Lo stile utilizzato è semplice diretto e fluido più che mai. Leggerete questo libro in una manciata di ore e difficilmente riuscirete a staccare gli occhi da questo libro.

Oltre la sindrome di David che – non parlo da esperta in campo ma solo da chi ha letto più di qualcosa al riguardo – mi è sembrata ben strutturata e particolarmente conosciuta dall’autrice che sembra essersi documentata molto bene, ho trovato particolarmente ben costruito il bullismo. Che è poi ciò che – purtroppo – succede anche nella società moderna con i ragazzi di oggi. Il bullismo e il cyber-bullismo sono temi delicati ma costruiti ad HOC in questo romanzo. Non è stato inventato e messo a casaccio, anzi è davvero sorprendente quanto questo colpisca sia David come parte attiva della storia ma anche il lettore stesso.  Quindi un libro dalle tematiche importanti. Ma anche Kit non scherza in fatto a problemi e tematiche. Anche qui si parla di lutto e di dolore e il fatto che non sia stata utilizzata la classica ragazza modella ha aiutato non poco. Infatti Kit ha origine indiane ed ha quelle forme in più nel so corpo tanto. Ho apprezzato molto anche questo. Dal lato di Kit, comunque, nulla è semplice e l’unico che sembra capirla è proprio David.

Ho apprezzato i due punti di vista, quello di Kit e quello di David, entrambi in prima persona e in quanto POV di questa storia li ho ritenuti davvero sorprendenti e importanti. Sono un grido di allarme, un messaggio profondo verso i giovani d’oggi che sembra non si lascino scalfire da nulla eppure hanno bisogno più di chiunque altro di aiuto.

«Comunque, il tuo tutor di fisica non può essere così intelligente se non capisce quanto sei speciale.» Miney sorride come avrebbe fatto la vecchia Miney, con il suo solito sorriso, e poi mi avvolge in un grande abbraccio. Sebbene non abbia voglia di essere abbracciato, glielo lascio fare, perché è mia sorella e la persona che preferisco in tutto il mondo e nel giro di poche ore sarà molto, molto lontana. «Ti voglio bene, Little D. Così come sei. Quindi okay, puoi cambiare, ma non cambiare davvero, va bene?» «Okay» concordo, anche se non ho idea di cosa voglia dire. «Ho paura, Miney.» «Tutte le persone migliori ne hanno» risponde.

Un libro che mi ha provocato sentimenti contrastanti ma entrambi positivi: mi ha strappato diversi sorrisi in più di un’occasione ma ho anche provato rabbia per chi si è comprtato da schifo con David

Julie Buxbaum è una scrittrice davvero sorprendente ed è stata una scoperta davvero inaspettata. Un libro dolce, toccante, divertente ed allo stesso tempo con un messaggio profondo che tocca il cuore. Un libro semplice ma incredibilmente profondo che farà breccia nel vostro cuore.

Il mio voto per questo libro è di: 4 Balene e mezzo.

quattro e mezzo


Seguite qui le altre recensioni, mi raccomando, non perdetele!

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Cosa ve ne pare? Vi aspetto con tantissimi commenti super positivi, visto che questo libro è veramente carino!

A presto,

Sara ©

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