RECENSIONE #192 – IN TASCA LA PAURA DI VOLARE DI LORENZO FOLTRAN

BUON POMERIGGIO CARE PARTICELLE LETTRICI!

Eccomi qui con una nuova recensione per voi. Preparatevi che a partire da oggi vi riempirò di recensioni che ne devo recuperare davvero tantissime. Spero che questo libro vi piacerà e ringrazio l’autore per avermi permesso la lettura. Ecco qui che ve ne parlo: 
97603-copertinaTitolo: In tasca la paura di volare
Autore: Lorenzo Foltran
Editore: Oèdipus Edizioni
Genere: Poesia 
Formato: cartaceo
Prezzo: 12€ 
Data pubblicazione: Maggio 2018
Pagine: 96 
Link d’acquistohttps://amzn.to/2ukDTcL
Sinossi: In tasca la paura di volare è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparse, I lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. 
Scostate le fronde ultime, un saluto e ciascuno alla sua strada. Le prime luci, rade (è notte e la più parte dorme) fanno sicuro l’accesso al villaggio.

RECENSIONE

Risultati immagini per disegno innamoratiIl libro è una raccolta di poesie suddivisa in tre parti. Ho trovato la suddivisione corretta e rispettosa dei canoni imposti in partenza. L’autore in poche pagine – in tutto 96 – con sole 67 poesie ci permette di vedere il suo modo di vedere e vivere le cose diverse fra loro sempre mantenendo la modernità, senza perdersi in cose futili.

Infatti, già nella poesia con cui tutto ha inizio – che trovate qui sotto – l’autore promette bene fin da subito mostrandosi determinato e consentendo a tutti di vedere di che pasta è fatto.

Nonostante la poesia stia descrivendo una scena relativamente semplice l’autore è in grado di renderla bellissima e unica nel suo genere. 

Quando scambi le chiavi
devo trovare il codice
e le cifre a ogni tasto
non sono date
o anniversari
ma lacrime che hai pianto.
Se il mondo ci divide
perché non so parlare
o meglio, dire,
e forse leggo troppo,

non lasciarmi partire.
Ti chiedo condivisa
la solitudine

La trama trovo che debba essere essenziale e quella utilizzata per la segnalazione che avevo fatto in precedenza (QUI) la trovo ben spiegata ma troppo prolissa per cui per la recensione ho deciso di abbreviarla prendendola da amazon o siti affiliati visto che era più semplice.

La copertina la trovo sobria, semplice e davvero dolcissima. Riflette molto il libro e, per quel che è venuto in mente a me – quindi del tutto un opinione soggettiva – mi fa pensare che l’autore assomigli nella forma e nella tenerezza all’immagine stessa. Il titolo prende nome da una delle tre parti del volume che è stata a mio parere una delle migliori, genere sul quale spero l’autore si concentri in futuro per sviluppare altre sue poesie.

La mia preferita in assoluto resta quella che mi ha spinto in particolar modo a voler leggere queste poesie davvero molto interessanti.

Immensa consapevolezza
del tempo che passa,
di quello che resta.
Un biglietto di andata in tasca
vuota, invece, l’altra.

Lo stile utilizzato dall’autore è semplice ma al tempo stesso ricercato. Utilizza profondità in maniera artistica e allo stesso tempo moderna.

Risultati immagini per paperman

Corto animato Dinsey Paperman

La sua raccolta si suddivide in tre parti Donne sparse, I lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Personalmente ho trovato profondo e bellissimo da I lampioni e nessun altro fino a In tasca la paura di volare. Le poesie più belle risiedono proprio nell’ultima parte che sembra appartenere all’autore molto di più di quanto lo facciano le altre.

Nella prima parte ovvero in Donne Sparse l’autore parla di varie donne, le chiama per nome e per ognuno ha, in poche righe, la loro storia da raccontare. Inizialmente appare interessante ma con l’avanzare della lettura suonano ridondanti e si percepisce – almeno è ciò che ho percepito soggettivamente – quanto poco l’autore sembra essere poco convinto. Cioè, mi spiego. Sicuramente sarà ciò che avrà vissuto o quanto meno avrà avuto dove trarre ispirazione ma in questa parte dopo un po’ l’autore sembra calare di autenticità.

Nella seconda parte ovvero in I lampioni e nessun altro l’autore riprende vita e descrive scene di vita quotidiana come il fatto che non ci sia spazio per la poesia sui scaffali o il sabato sera o della strada e di come lui la percorra senza l’amore e senza i punti di riferimento giusti. L’autore sembra perso e consente al lettore di smarrirsi assieme a lui, nella sua stessa strada e nei suoi stessi dubbi.

Nella terza parte In tasca la paura di volare l’autore non abbandona il suo stile ma lascia che sia la testa a parlare ed esprime il meglio di se in tutto e per tutto. Proprio come il titolo della sezione e lo stesso che contraddistingue il titolo dell’opera stesso, Lorenzo Foltran esprime la paura, i dubbi, il viaggio e lo mette in tasca. In questa parte sembra partire per un viaggio e ritornare bambino in cui si descrivono antichi pranzi domenicali o Palazzo Grandenig in cui un uomo aspetta il suo tramonto. 

Te che m’hai strappato da pagine
dov’ero finito per sbaglio,
senza indice né esergo,
un testo finto, deciso, già scritto,
ringrazio per avermi dato albergo
nella vita che non si scrive.
Chiuso il libro, scorto la copertina,
scuoto per trarne il segno. Dissento.
La palpebra si libra e resto muto

Questa raccolta di poesia, dalla seconda parte in poi mi ha trascinato nella quotidianità e negli occhi dell’autore e si riesce ad assaporare così bene il tutto. Nella sua singolarità, questa raccolta di poesie mi ha ricordato molto la leggerezza e la dolcezza che trasmette il corto animato Paperman (immagine sopra). Consiglio all’autore di concentrarsi molto più su cose che lo contraddistinguono proprio come la sezione In tasca la paura di volare. Consiglio questo piccolo volume a chiunque ami la poesia ma anche a chi voglia addentrarsi in questo mondo a volte troppo sconosciuto o semplicemente inesplorato.

Lorenzo Foltran è un poeta discreto e umile. Non scrive versi complessi o descrive scene o cose particolarmente astruse. Nella sua semplicità mantiene modestia e la rispetta lungo tutto il suo percorso. Forse non sarò stata particolarmente entusiasta della prima parte ma la seconda e la terza la battono in tutto e per tutto. Complimenti a Lorenzo!

Il mio voto per questo libro è di: 4 balene

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un commentino se leggerete questo libro. Vi piace?

A presto,

Sara ©

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9 thoughts on “RECENSIONE #192 – IN TASCA LA PAURA DI VOLARE DI LORENZO FOLTRAN

  1. Grazie per questa magnifica recensione: approfondita, accurata, professionale. Ho veramente apprezzato il tuo punto di vista e condivido le critiche alla prima sezione: effettivamente, sono per lo più poesie che ho scritto molto tempo fa (alcune hanno più di 10!) e il tempo passa e si cambia; il tono è completamente diverso rispetto alle poesie (più recenti) della terza sezione.

    È vero che la prima sezione è più costruita, manierista, artificiale, ma l’effetto è totalmente voluto. L’obiettivo è proprio il superamento del binomio poeta-musa che tanto ha caratterizzato la storia della poesia italiana fin dalle origini, smascherando e prendendosi gioco, come dici tu dei suoi aspetti più “ridondanti” e ripetitivi.
    Per quanto riguarda il futuro, ti assicuro che la prossima raccolta sarà molto più simile, per quanto riguarda temi e stile, alla terza sezione.

    Ne approfitto per informare i potenziali lettori che il libro è disponibile anche su ibs (https://bit.ly/2MZ8WU1) e che sono disponibile a rispondere a tutte le domande che vorrete pormi sulla raccolta e sulla sua storia. Buona giornata e grazie ancora!

    Ah, dimenticavo: adoro le balene!

    Lorenzo

    Piace a 1 persona

  2. Ciao Sara,
    che bella recensione! Mi ispira davvero molto.😍
    Me lo consiglieresti anche se non ho mai letto alcuna raccolta di poesie? Pensi che sia un buon libro con il quale iniziare?
    Ho sempre voluto provare, ma non riesco a destreggiarmi in questo campo e soprattutto con che libro essere introdotta in questo universo.

    Piace a 1 persona

    • Ciao Martha,
      Sicuramente consiglio questo libro di poesie perché lo stile è particolare, che rimanda in qualche modo ai poeti del passato.
      La prima sezione mi ha coinvolto più all’inizio ma la seconda e la terza sessione sono davvero bellissime.
      Non so dirti se questo possa essere un libro con il quale cominciare ma è sicuramente una raccolta da leggere.
      Io ho letto diversi libri di poesie, non tantissimi ma lo considero Lorenzo originale e molto bravo in ciò che vuole comunicare.
      Fammi sapere se proverai, ne sarei felicissima! 😊

      Mi piace

    • Ciao Martha,

      per cominciare a leggere poesia devi andare sul sicuro, devi leggere i grandi poeti, non puoi cominciare con me. Ti consiglio: “La voce a te dovuta” di Pedro Salinas, “Poesie” di Patrizia Cavalli e “Sonetti” di William Shakespeare. Da evitare assolutamente Alda Merini!

      Poi se il mio “In tasca” ti intriga, leggilo pure, mi farebbe molto piacere. Lo stile è semplice e le poesie sono comprensibili anche per i neofiti.

      Lorenzo

      Piace a 1 persona

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