BLOGTOUR: GLI IMMORTALISTI DI CHLOE BENJAMIN – RECENSIONE. (#190)

BUON POMERIGGIO MIE CARE PARTICELLE!

Eccoci qui oggi con una nuova recensione in questo Review Party, tutta per voi! Ringrazio la Rizzoli per averci permesso la lettura e Sara di Bookspedia che mi ha coinvolto in questa iniziativa! Ecco qui che vi parlo di questo libro in uscita oggi nelle librerie:

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Titolo: Gli Immortalisti
Autore:  Chloe Benjamin
Genere: Fiction
Pagine
Data di uscita: 26 Giugno 2018
Link d’acquisto: https://amzn.to/2tA1l5v
Trama: Forse non sarebbe successo niente se non fossero stati nel cuore dell’estate, con un mese e mezzo di noia umida alle spalle e un altro mese e mezzo davanti. In casa non c’è aria condizionata e quest’anno – l’estate del 1969 – sembra che stia succedendo qualcosa a tutti tranne che a loro, i fratelli Gold. Mentre gli altri si sballano a Woodstock, New York non offre loro altro che un incontro con una veggente che, si dice nel quartiere, sarebbe in grado di predire la data di morte. I quattro ragazzi ci vanno, per gioco, per vestirsi di paura, per fare la rivoluzione a modo loro. Bussano alla porta della donna, entrano uno per volta, ed escono con una data. Nient’altro. Simon, Klara, Daniel e Varya sono figli di una famiglia di commercianti ebrei, sono il frutto di una storia dolorosa e felice insieme, ramificata tra Europa e Stati Uniti, e probabilmente non sono diventati quello che i genitori avrebbero voluto. E dopo quel giorno d’estate della loro adolescenza, marchiato da quel numero indimenticabile, niente sarà più come prima. I sogni e i progetti saranno altri. Non peggiori, diversi.

RECENSIONE

Immagine correlataLa storia ha inizio nel 1969. Quattro fratelli VaryaDanielKlara e Simon sono uniti ma l’hanno seguente potrebbero non esserlo più perchè stanno per dividersi. Varya e Daniel andranno presto all’università per crearsi un futuro e i quattro si divideranno. Non ancora però, perchè nell’estate di New York del 1969 i quattro Gold decidono di andare da una donna che con le proprie capacità di veggenza riesce a stabilire la data della morte di ognuno di loro.

Inizialmente la cosa non sembra sfiorarli molto ma poi dentro ogni personaggio si instaura un’incosciente consapevolezza che li porta a credere di dover vivere la propria vita al meglio delle loro capacità portando Simon, quello che morirà giovane, a scappare con sua sorella Karla a San Francisco senza essere neanche maggiorenne e vivere la vita a pieno, amando un uomo come non mai e divertendosi facendo tantissime esperienze che a casa non avrebbe mai fatto. 

La storia di quattro vite unite che ripercorreremo una per una, in ordine, perdendone una dopo l’altra. Entrerete a far parte della vita dei quattro fratelli ripercorrendo la loro vita da quando erano dei bambini ed hanno perso il loro padre a quando inesorabilmente, lo raggiungono.

Cosa ha in serbo la vita per ognuno dei quattro fratelli? Quello che la veggente aveva predetto loro, si avvererà? Che storia hanno da raccontare i quattro fratelli Gold? Riusciranno a fare della loro vita ciò che hanno sempre desiderato?

Klara apre l’acqua, afferra una spugna e si mette a sfregare con impeto. «Io lo so perché» continua Simon, che l’ha seguita. «Perché se tornassi vorrebbe dire che Daniel aveva ragione. Significherebbe che non hai un progetto, che non puoi crearti una vita tutta tua, lontano da loro. Significherebbe che hai fallito.» Sta cercando di provocarla – l’autocontrollo della sorella lo innervosisce più dei suoi scoppi d’ira – ma Klara continua a tenere le labbra sigillate, le nocche bianche intorno alla spugna. È stato egoista, certo. Ma il pensiero della sua famiglia gli ronza sempre in testa. In un certo senso continua a frequentare l’Academy per loro: per dimostrare che la sua vita non è tutta eccessi, che è fatta anche di disciplina e volontà di migliorarsi. Prende il suo senso di colpa e lo trasforma in un salto, un sollevamento, una piroetta perfetta. L’ironia della situazione, ovviamente, è che Saul sarebbe rimasto scioccato se avesse scoperto che il figlio è diventato un ballerino di danza classica. (…)  In certi momenti fuggevoli si sente a casa.

30288282La trama è ben scritta e non ha spoiler al suo interno anche se, dopo aver letto il libro posso dire che mi figuravo una storia diversa da ciò che si preannuncia dalla trama del libro. E’ comunque ben scritta e mette la giusta curiosità.

La copertina originale è davvero stupenda. Non so perchè sia stata cambiata così tanto ma quella italiana si, rispecchia in parte la storia: il ponte di San Francisco dove Simon e Klara si trasferiscono ma in altri sensi non ha molto da rispecchiare. L’originale (qui di lato) l’ho sempre trovata molto bella sin da quando avevo notato l’uscita all’estero. Voi quale preferite? Al titolo – per fortuna – è stata risparmiata la tortura ed ha subito solo la traduzione che si riferisce a Klara che per i suoi spettacoli si fa chiamare “l’Immortalista”. In fin dei conti credo che possa riferirsi a tutti perchè è proprio così che sono i fratelli sia singolarmente che l’uno con l’altro.

L’ambientazione ruota attorno ai quattro personaggi. Inizialmente ci troviamo a New York ma viaggeremo molto: andremo a San Francisco con Simon, andremo a Los Angeles con Klara e in Europa con Daniel e Varya. L’epoca su cui viaggia questa storia ricopre un arco temporale molto vasto, in genere poco utilizzato nei libri e va dal 1969 fino ai giorni d’oggi.

Klara sa trasformare una sciarpa nera in una rosa rossa e un asso in una regina. Sa far comparire monete da dieci centesimi dai penny, monete da un quarto da quelle da dieci e banconote da un dollaro semplicemente dall’aria. È in grado di eseguire il salto della carta alla Herrmann, il lancio alla Thurston, il numero con la carta che si solleva e quello con la carta sul palmo della mano. È un’esperta dei classici trucchi con la tazza e la pallina, tramandati dal maestro canadese Dai Vernon a Ilya Hlavacek e da quest’ultimo a lei: un’illusione ottica che confonde e abbaglia gli spettatori, dove in una tazza vuota si materializzano dal nulla palline e dadi, e poi, alla fine, un limone intero. Quello che non è in grado di fare – quello che non smetterà mai di provare a fare – è riportare indietro suo fratello.

Immagine correlataI personaggi principali su cui verterà questa storia sono i quattro fratelli Gold. La storia è suddivisa in quattro parti, una per fratello in cui si farà riferimento alla loro vita e cosa hanno fatto. Ecco qui che ve li presento uno per uno:

Varya è la maggiore dei quattro Gold ed anche, secondo quello che la veggente ha detto lei, quella che vivrà più a lungo. Nel lungo percorso dell asua vita ha affrontato tante cose tra cui il College in biologia, … Varya ha sempre cercato di aiutare sua madre assieme a Daniel laddove Simon e Klara hanno mancato. E’ determinata e resta focalizzata sui suoi sogni. Tra tutti è quella che ho sentito più distante di tutti anche a livello empatico perchè trasmette davvero molto poco.

Daniel è molto simile a sua sorella Varya. Ha studiato medicina anche se poi nella vita è diventato militare. E’ rimasto inquadrato ai suoi sogni ma sente il peso della decisione i consultare la veggente su di lui, essendo stata una sua idea. Nonostante questo ha sempre cercato e tentato di tenere la famiglia unita telefonando a Simon e Klara molto più degli altri e cercando di convincerli a tornare a casa seppur in parte per egoismo personale.

Klara è la ribelle, quella che si alzava di notte per provare i numeri di magia che tanto amava. Ebbene si, Klara ha sempre sognato di diventare un’artista, non ha mai voluto lavorare in uffici o studiare come i fratelli. Quella vita non faceva per lei. Quando si trasferisce a San Francisco con suo fratello Simon i suoi sogni prendono lentamente vita e riesce persino ad esibirsi in qualche locale. E’ una personaggio fragile, che avrà una vita difficile e tormentata e che è legata molto più a Simon di quanto lo sia mai stata con gli altri due fratelli.

Simon è il più piccolo della famiglia ma anche quello con le idee più chiare di tutti gli altri. Dopo che ha ricevuto la sua data di morte si sente in dovere di dover vivere la sua vita al massimo e non rinchiuso come un topo dentro casa, accanto a sua madre solo perché è il più piccolo. Scappa da casa a sedici anni assieme a sua sorella Klara per andare a San Francisco. Klara sembra essere l’unica a capirlo davvero e si allontana dalla famiglia assieme a lei costruendosi un piccolo futuro luminoso con pochi soldi ma fatto di divertimento e di amore, quello vero.

Eddie aveva mostrato i palmi.«Non giudico nessuno. » Una fitta di dolore gli aveva trapassato il cranio e ora rimbalzava nella sua testa come un proiettile. Non sapeva se dipendesse dall’alcol o dall’imminente rivelazione, di cui non aveva parlato neppure con Mira. Ma di fronte alla storia della donna di Hester Street – la sua fama e la loro visita, il tempismo perfetto della morte di Klara – Eddie si era mostrato piuttosto scettico. Avrebbe controllato, così aveva detto, ma non nutriva grandi speranze. Sentiva di aver deluso l’agente, che Eddie voleva segreti o conflitti, non un ricordo di infanzia su una sensitiva itinerante. (…)  Il suo tutor alla scuola di specializzazione era stato allievo del dottor Theodore Woodward e amava citare ciò che quest’ultimo diceva sempre ai suoi specializzandi: «Se sentite rumore di zoccoli pensate ai cavalli, non alle zebre». Quattordici anni dopo e dieci Stati più a est Daniel entra nella Hoffman House per incontrare di nuovo Eddie.

Il perno centrale è proprio la veggente e la data di morte che lascia ad ognuno dei quattro fratelli. Per loro è inizialmente difficile da comprendere ma con il passare degli anni per tutti questa assume importanza e costringe i quattro fratelli Gold a vivere la vita in maniera diversa da come avrebbe potuto essere effettivamente.

Lo stile utilizzato è stato di facile lettura anche se pesante a lungo andare. Per quanto riguarda la struttura della storia invece è stata un po’ una delusione. Mi aspettavo qualcosa di molto più profondo e non solo l’elenco dei quattro in ordine di morte. La storia si suddivide un quarto per ogni personaggio rendendo il libro si, completo ma anche poco accattivante agli occhi del lettore. L’autrice utilizza la stessa struttura per tutti in cui ognuno ha ricordi d’infanzia diversi e esperienze future ma in certi momenti sembra diventare quasi la lista della spesa. Ha cercato di raccontare un arco temporale piuttosto vasto e ha perso secondo me il vero fulcro di questa storia.

Nonostante quanto appena detto, il messaggio sotto inteso è potente e arriva sicuramente al lettore. Se ognuno fosse a conoscenza della data della propria morte si comporterebbe in modo diverso? Vivrebbe una vita che altrimenti non avrebbe il coraggio di fare? Che scelte farebbe? Questo sicuramente è importante e preponderante in se. Trasposto all’interno dei personaggi invece, (il modo in cui viene messo in pratica sui fratelli) non mi è piaciuto tantissimo. Almeno per il fatto che tutto diventa pesante quando l’autrice unisce tanti, TROPPI, eventi l’uno all’altro, a volte anche futili.

Fra i quattro fratelli è arrivata a livello empatico Klara molto più di tutti gli altri ed è stata la mia preferita in assoluto sia per tutto quello che fa nella sua vita sia per la sua tenacia e determinazione nonostante la vita gli avesse dato sempre contro. Simon è quello che la segue a ruota perchè si gode la vita come gli altri non hanno fatto completamente. Per quanto riguarda Daniele e Varya li ho sentiti proprio lontani e non sono riuscita a sentirli in sintonia con me neanche per un momento, li ho percepiti assenti, distanti e fin troppo simili l’un l’altro.

Alla fine l’unica curiosità che ho avuto è stata quella di scoprire il modo in cui ognuno sarebbe morto, nulla di più. Non ho avuto altri stimoli sotto questo punto di vista ed ho trovato interessanti i punti di vista di Simon ma più di tutto quello di Klara. Daniel e Varya sono apatici e non mi hanno lasciato nulla di così rilevante da farmeli piacere.

«Perché lo fai?» «Tu cosa pensi?» replica lei, ma esita quando lo vede avvicinarsi. «Perché sei arrabbiato? È mio diritto decidere come vivere.» «Non sono arrabbiato, sono triste» ribatte lui, la voce gutturale. «Vederti così mi spezza il cuore. Hai fatto terra bruciata intorno a te: non hai un marito, non hai figli. Avresti potuto fare qualunque cosa. E invece sei come le tue scimmie: prigioniera e denutrita. Il fatto è che per vivere una vita più lunga devi vivere una vita che non è vita. Non lo capisci? Il problema è che tu vuoi fare questo scambio, tu hai già fatto questo scambio, ma a che scopo? A che prezzo? L’unica differenza è che le tue scimmie non hanno mai avuto scelta.» 

Il libro è stato carino nella sua complessità ma mi aspettavo molto in maniera completamente diversa e non una serie di eventi per ogni fratello in ordine di morte. Credevo fosse una cosa un po’ più elaborata anche se il messaggio che lascia questa storia è comunque importante e non da sottovalutare. Una lettura da affrontare in tranquillità ma senza troppe pretese.

Chloe Benjamin scrive una storia famigliare che si basa sulle esperienze ma sopratutto sul destino e sulla potenza della vita e di quanto possa essere bella e intensa anche se breve. Una storia dalla potenza disarmante in cui il filo invisibile tra la vita e la morte assume un valore talmente forte da  E tu, cosa faresti se conoscessi la data della tua morte? 

Il mio voto per questo libro è di: 3 balene.

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Seguite qui le altre tappe del Blogtour. Vi aspettiamo!

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Cosa ne pensate? Fatemi sapere se lo leggerete e se vi ispira. Io aspetto come sempre, commenti!

A presto,
Sara ©

 

2 thoughts on “BLOGTOUR: GLI IMMORTALISTI DI CHLOE BENJAMIN – RECENSIONE. (#190)

  1. Condivido gran parte di quel che pensi su questo libro ma ho trovato più interessanti le ultime due parti del libro più interessanti.
    O almeno così sembrava e così speravo: i personaggi, Daniel e Varya, non troppo interessanti ma ben descritti nei pensieri, ma soprattutto sembrava che la storia finalmente andasse a parare da qualche parte… cosa che così poi non è stata. Il messaggio è passato, certo, ma speravo in un approfondimento maggiore sulla veggente, qualche perchè, qualche spiegazione in più. Un finale diverso per Varya, o almeno la storia completa… con la fine del libro così sono rimasto abbastanza deluso.
    Le storie di Simon e Klara ho fatto fatica a digerirle, anche se a posteriori son quelle che han più senso.
    Mi ha lasciato un senso comunque di incompletezza, purtroppo.
    Mi aveva attirato davvero tanto l’idea, ma son rimasto deluso.

    Piace a 1 persona

    • In fin dei conti credo che l’autrice non voleva rendere il fatto che andasse a parare da qualche parte ma semplicemente il fatto di far capire come una cosa può condizionare le scelte e la vita stessa se si vive in funzione o per paura di qualcosa. Il fatto che le stesse cose che ci vengano detti ci si ritorcano contro e ci portino a quella fine, comunque. Forse il messaggio era più questo. Comunque ti ringrazio per essere passato, mi fa davvero piacere.

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