RECENSIONE #101 – MORTE SENZA RESURREZIONE DI ROBERTO MARTINEZ GUZMAN.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

Che raccontate? Io sono in giro con una mia amica ma nel frattempo vi penso e guardate qua cos’ho per voi! Vi torna in mente questo libro? Ve ne ho parlato QUI. Allora? Ve lo ricordate?! Ecco qui la recensione tanto attesa. Non preoccupatevi perchè presto arriveranno anche le altre, sto cercando di recuperare in fretta.

2780Titolo: Morte senza resurrezione
Autore: Roberto Martínez Guzmán
Traduttrice: Cinzia Rizzotto
Prezzo: 2,64 euro
Genere: thriller
Pagine: 234
LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/B01N28TPYU
TramaUna serie di omicidi minaccia la tranquilla città di Ourense, senza che tra di loro vi sia nessun nesso apparente. Ma un segno distintivo lasciato dall’assassina conferma che sono stati commessi tutti dalla stessa persona: Emma, una ragazza estremamente intelligente con un piano elaborato e un motivo che la porta ad agire in quel modo. Sarà Eva, ispettore di polizia, ad occuparsi del caso. Comincia così una corsa contro
il tempo per evitare altre morti.

RECENSIONE:

La storia ha inizio in chiesa. E’ la domenica delle palme e una donna è al confessionale, serena e determinata. Confessa ciò che sta per fare e cerca l’assoluzione. Un assoluzione che il prete non riesce a dare perchè sa che ciò che farà la donna è troppo grande, troppo pericoloso.

Poco più tardi Emma torna a casa, dice poche parole a sua madre e da Vigo parte per Barcellona Saints. La donna però è diretta a Ourense, una delle fermate intermedie. Trova un alloggio in una casa per studenti e una volta sistemata si mette davanti sette palline da golf, ognuna con una foto davanti: i suoi obiettivi. Conosceremo i diversi personaggi con cui avrà a che fare la nostra protagonista nel percorso del libro, uno per ogni giorno della settimana a cominciare dal lunedì.

Cosa avrà in mente Emma, fredda e calcolatrice? Riuscirà Eva, l’ispettore di polizia, a risalire alla colpevole e fermare tutto il suo progetto? Leggete!

Lui obbedì. Immobile, notò che una delle mani della ragazza smetteva di toccarlo, mentre l’altra si era fermata sul codino, ed ebbe la sensazione che stesse minacciando di tirarla. «Perché mi prendi per la coda?» protestò col tono di un bimbo insoddisfatto. Non poté dire altro. Sentì un violento strattone all’indietro e uno strappo nel collo. Un taglio veloce, sicuro, fermo, da sinistra a destra. Poi, dolore, umidità, l’impossibilità di parlare, di urlare, e alla fine la luce si trasformò in tenebra. Quando tutto fu concluso, Emma lasciò cadere il corpo lentamente, fino a terra.

La trama è breve ma la trovo piuttosto scarna e poco accattivante. Infatti sono partita già demoralizzata pensando che la storia, vista la trama, potesse essere scialbo, poco condito e poco significativo. Invece è tutt’altro. Il libro è un crescendo di eventi c’è sempre più curiosità andando avanti nella lettura.

La copertina non è niente di speciale e c’entra in qualche modo nella storia se vogliamo ammetterlo. Uno penserebbe leggendo che sarebbe meglio altro ma fidatevi, anche se non attira così com’è, ha il suo perchè. Il titolo è particolare. Non a caso il libro parte dalla domenica delle palme e si sviluppa nella settimana santa. Dovete leggere per credere.

L’ambientazione come ho detto all’inizio, si sviluppa tra Ourense, per la maggior parte, e Vigo in Spagna e l’epoca è pressoché moderno.

«Mi dica, cos’ha scoperto?» le chiese mentre chiudeva la porta «crede che si tratti della stessa persona di ieri?» «Sì, sono quasi sicura di sì.» «Indizi?» «La storia del cellulare di Vigo» rispose Eva, negando con la testa. «Per il resto, è un’attrice squisita. Non lascia niente in sospeso. Piomba nelle loro vite a sorpresa, si guadagna la loro fiducia in pochissimo tempo e quando sono da soli e non la vede nessuno agisce con precisione. È fredda, crudele e intelligentissima.» 

I personaggi non sono poi moltissimi, sopratutto i principali. La storia sbalza da Emma ad Eva ed è tutta al femminile. Un punto a favore sicuramente visto che di donne in versione killer se ne vedono e sentono poche, (così brave poi xD).

Emma è spietata, decisa e meticolosa. Ha un piano ben elaborato e niente e nessuno può fermarla dalla sua furia omicida. E’ un personaggio davvero ben costruito ed è stato il mio preferito in assoluto. Meticolosa, precisa che va dritta al punto e non si ferma, non si lascia intimorire da nessuno. Tenetevene bene alla larga, perchè può essere pericolosa.

Eva è un’ispettore di polizia molto intelligente e perspicace. Si ritrova a dover indagare sulle strane morti ad Ourense. Anche se è un personaggio importante, nel romanzo sembra quasi messo da parte e viene data più luce ad Emma, il personaggio che preferisco. Riuscirà a porre fine alla serie di omicidi di Emma?

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«Sì e sono uno che non si fida mai delle coincidenze. Sono al corrente del caso che sta seguendo lei e, mi creda, l’ho preso in considerazione nell’indagine sulla morte di Aurora. Ma le ribadisco che, almeno per ora,» volle sottolineare questo particolare «dobbiamo pensare che questa donna si è suicidata.» Il volto di Eva rifletteva la desolazione di chi vede sfumare la propria pista principale. Ad ogni modo aveva appena fatto il suo ingresso in centrale Sara, disposta a fornire l’identikit della donna che aveva incrociato al pub. Per il momento si sarebbero dovuti accontentare di quello, pensò Eva. «Ma comunque tra ieri e oggi abbiamo raccolto molte informazioni, dai vicini di casa» proseguì l’ispettore Lago dall’altra parte della linea.

Il perno centrale è la Settimana Santa. Una settimana, i morti iniziano dal lunedì e sulla scena del crimine, l’unica cosa che li accomuna è una misera pallina da Golf. Cosa spinge Emma a fare tutto questo? Come fa ad adescare queste persone senza nemmeno conoscerle? E sopratutto, perchè le uccide così brutalmente?

Lo stile utilizzato è diretto e coinvolgente. Ho letto questo libro in pochissimo tempo ed è stato una vera scoperta.

Un thriller avvincente, che non parte con il solito standard con cui dobbiamo scoprire l’assassino. Qui l’assassino è ben chiaro ma si vuole capire il perchè agisce in un determinato modo e come architetta tutto perfettamente, ogni giorno collegato al successivo.

Dopodiché l’uomo smise di parlare e la stanza rimase in silenzio; un silenzio denso, sepolcrale, difficile da digerire. Dopo un istante fu Eva a romperlo: «Sai chi erano le altre persone delle due macchine?» «Non esattamente» disse lui, aprendo le mani come per scusarsi «in sostanza quelli che ha ammazzato. Sandra era preoccupata solo di se stessa».

Il libro è stato un thriller ben realizzato e decisamente interessante. Si scopre mano a mano andando avanti nella lettura e posso dire che non è per niente scontato e il finale lascia l’amaro in bocca.

Roberto Martinez Guzman mi ha davvero stupito, ha creato un thriller con protagoniste al femminile che è stato prepotente, crudo e meticoloso. Una storia veloce, descritto quasi come fosse un film, dalla trama accattivante. Lo consiglio? Certo, non potete perdervi questo bel thriller.

Il mio voto per questo libro è di: 4 conchiglie e mezzo.

quattro-e-mezzo


Cosa ne pensate? Lo leggerete? Fatemi sapere con un bel commentino che io vi aspetto!

A presto,

Sara. ©

 

4 thoughts on “RECENSIONE #101 – MORTE SENZA RESURREZIONE DI ROBERTO MARTINEZ GUZMAN.

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