RECENSIONE #92 – SEVEN DREAMS DI GIOVANNI MAGLIULO.

BUON POMERIGGIO CARI LETTORI!

E buon inizio fine settimana! Ecco per voi una nuova recensione tutta da scoprire! Ringrazio l’autore per avermi permesso la lettura e vado avanti. Di cosa sto parlando?

Ecco qui:

518wwo30dml-_sy346_Titolo: Seven Dreams
Autore: Giovanni Magliulo
Editore: Panesi Edizioni
Data di pubblicazione: 24 marzo 2017
Genere: Fantasy
Formato: Ebook €0,99
SinossiUn gladiatore, un operaio del Nevada, il capo di una tribù africana, un orco cannibale, un’esperta di veleni, un rettile in grado di sputare acido e un enigmatico cavaliere sadico vengono strappati alle rispettive realtà e richiamati dal mago Eris nel regno di Duryan. Al gruppo viene affidata la missione di assassinare Wizen, un incantatore sul punto di aprire un varco tra le dimensioni allo scopo di muovere il proprio esercito alla conquista di tutti i mondi. Lo sforzo per il sortilegio appena lanciato uccide Eris, che prima di morire confida ai sette prescelti di aver legato le loro anime con un incantesimo, allo scopo di obbligarli a collaborare: se anche uno solo di loro dovesse morire, allora morirebbero tutti. Con l’unica speranza di tornare alle rispettive realtà riposta nelle mani dello stesso Wizen, ai prescelti non rimane che tentare di sopravvivere tanto ai pericoli provenienti da un mondo sconosciuto quanto alle loro stesse personalità disturbate.

RECENSIONE:

Primo di una serie di libri che usciranno successivamente, Seven Dreams, ha inizio sotto diversi punti di vista, uno per ogni personaggio che incontreremo all’interno di questa storia: il gladiatore Centurio, Butch operaio del Nevada, il capo di una tribù africana Zuma, Gork, un orco cannibale, Elavh un’esperta di veleni, un rettile in grado di sputare acido di nome Karma e un enigmatico cavaliere oscuro Caos, accompagnato dal suo fedele Imp Berius. Questi personaggi che vivono in diversi mondi e/o in epoche diverse vengono strappati dalle loro vite e vengono trasortati magicamente nel regno di Duryan dal potente mago Eris.

I personaggi saranno legati da un sortilegio piuttosto potente fatto per portarli a collaborare fra loro: Se solo uno di loro dovesse morire rischierebbero di morire tutti. Tutto questo per cercare di completare una missione piuttosto suicida in partenza: uccidere Wizen, un mago talmente potente da voler aprire i varchi fra i mondi per creare il caos più totale.

Riusciranno ad andare d’accordo i nostri eroi? Riusciranno nell’intento? Lo scopriremo sicuramente!

Zuma guardò l’elmo di Caos e il diavoletto appollaiato sulla sua spalla.  «Mi chiamo Berius», disse il mostriciattolo.  «Cosa sei?», chiese Centurio.  «Un imp.»  Zuma inarcò le sopracciglia.  «Un diavolo minore, dell’Ottavo Cerchio.»  «E questo che significa?», chiese Butch. «Niente di particolare. L’Ottavo Cerchio è il nome della mia regione d’origine. Il mio mondo si chiama Egrabut.»  «E tu?», chiese Centurio rivolgendosi al cavaliere.  «Il suo nome è Caos», disse Berius. Lo sguardo interrogativo di Centurio passò da Zuma a Caos.  «Non puoi parlare?»  Le nere fessure dell’elmo fissarono il volto accigliato del gladiatore.  «Sono io la sua voce», rispose l’imp.

La trama è ben scritta e suscita senza dubbio curiosità. E’ quella che mi ha spinto a leggere questo libro, quindi un lavoro ben fatto.

La copertina non mi fa impazzire particolarmente ma è comunque ben costruita e da la possibilità di scorgere i profili dei sette protagonisti che troveremo all’interno del volume. Il titolo mi piacerebbe capire su cosa si basa il sogno. La traduzione è Sette sogni quindi Sette i protagonisti e su questo non c’è dubbio. Al fatto dei sogni non riesco a farmene un’idea ne a dare un senso effettivo ma saprà spiegarcelo l’autore se vorrà, ovviamente per farci capire al meglio tutto.

L’epoca non è del tutto specificata anche se sembra piuttosto antica, quasi medioevo oserei dire, e l’ambientazione scelta è il regno di Duryan facente parte di uno dei tanti mondi su cui vengono trasportati ii protagonisti.

«Anche se questo porterà alla morte di altri innocenti?»  «Sì», disse Centurio.  Lo sguardo di Elavh incontrò quello di Butch.  «E tu?», gli chiese. Lui sembrò spiazzato dalla domanda. Aprì la bocca e la richiuse, poi distolse lo sguardo. «Siete porci ed egoisti per natura», disse Elavh e si allontanò a testa bassa nella foresta.  «Aspetta!», le urlò dietro Butch e la seguì. «Vattene», disse lei continuando a camminare. Lui la afferrò per il gomito ma Elavh si voltò di scatto e lo schiaffeggiò.  Butch si portò una mano al viso.  «Anche volendo, non posso fare niente.» «Se non scegli da che parte stare rimarrai nella tua ignavia e dipenderai sempre dagli altri. Se vuoi sollevarti dalla meschina condizione in cui vegeti comincia a fare ciò che ritieni giusto.»  Butch sbatté le palpebre e rimase a fissarla mentre si allontanava.

I personaggi principali sono sette, come ho avuto modo di spiegarvi anche all’inizio. A parte la confusione iniziale che ho avuto nell’associare il nome all’effettivo personaggio tutto sembra essere proseguito tranquillamente.

Centurio, il gladiatore. Sembra essere un pò il leader velato della combriccola che viene a crearsi. Riesce ad instaurare un buon rapporto con Zuma e Butch e riesce a gestire Gork in maniera eccellente. Si rende conto prima di tutti della situazione ed  il primo a non tirarsi indietro sulle cose.

Butch operaio del Nevada, è un tipo lagnoso, che si butta giù e non riesce a farsi accettare ne sentirsi accettato all’interno del gruppo. Un personaggio pesante sotto tutti i punti di vista.

Zuma, capo di una tribù africana ed esperto di caccia sembra essere il più saggio di tutta l’intera compagnia. Riesce ad instaurare un buon rapporto con Centurio con il quale si confida e cerca di mantenere l’equilibrio fra tutti i componenti.

Gork è l’orco cannibale. Devoto a Gorush, la divinità della sua specie, detesta gli umani ma comprende che non può fare a meno di aiutarli e proteggerli per sopravvivere. Forte, mastodontico e costantemente affamato è un punto cardine per il gruppo.

Elavh un’esperta di veleni, una donna irascibile, scostante e tremendamente cocciuta. Riesce ad andare d’accordo con tutti e con nessuno. E’ un personaggio subdolo e pieno di misteri ancora irrisolti.

Karma è la rettile che riesce ad uccidere le sue prede sputando acido. Sa volare ma non sa comunicare con gli altri. Fino a buona parte del libro non avremo modo di leggere di lei ma la scopriremo andando avanti nella lettura quando si affezionerà ad Elavh.

Il cavaliere oscuro Caos, e la sua voce data dall’Imp Berius, sono gli unici due che mi hanno effettivamente messo curiosità. Non toglie mai il suo elmo e riesce a diffondere il caos dove passa. Gli altri compagni lo descrivono sadico e incomprensibile ma io lo trovo affascinante nel suo mistero.

«Il motivo è semplice. Gork e Caos hanno culture ed esperienze passate molto diverse dalle nostre.» «Certo, Gork è abituato a mangiare le persone e per Caos l’omicidio è un divertimento. Mi sembra ovvio che abbiano più problemi di noi ad adattarsi.» Lei annuì.  «Al limite, potrebbero anche rifiutarsi di farlo. Mi riferisco a Caos in particolare. Gork ci disprezza perché è stato plagiato dalla sua religione. Non ha mai scelto di odiarci, glielo hanno inculcato e da bravo devoto lo ha sempre fatto. Ma il sadismo di Caos mi sembra una scelta deliberata.»  «E perché per Karma il discorso sarebbe diverso?» Elavh guardò il rettile.  «L’istinto le consente di fare la cosa giusta senza bisogno di comprendere il motivo delle proprie azioni.» Centurio osservò accigliato gli occhi gialli del rettile. «Lo so, è una condizione difficile da immaginare», disse lei. «Ma secondo me è un vantaggio.» 

Il perno centrale è per l’appunto uccidere Wizen e ristabilire l’ordine nel regno. Ma è effettivamente questa la missione dei sette personaggi? Non c’è comunque un intrigo di potere sotto la richiesta del mago Eris e del Re Auriel che spinge da sempre la guerra contro il mago? I protagonisti si faranno carico di tante domande che avremo modo di scoprire nel corso della lettura.

Lo stile utilizzato è piuttosto buono ma ho diversi punti da dover analizzare a fondo e che non mi hanno completamente convinto.

La storia è una senza ombra di dubbio originale e allo stesso tempo utilizza un tipo di personaggi visti nei fantasy tradizionali. Mi ha ricordato molto I Quattro regni di Davide Tulipano per il modo in cui è stato scritto. (Era solo un appunto e non ho nulla da dire su questo).

NB: Potrebbero esserci Spolier che sono dovuti alle spiegazioni che devo fare!

  1. Butch è un tipo decisamente inutile per tutto il romanzo, non c’è momento che sia stato utile se non per il casco che fa luce per quei miseri secondi in cui è servito. Per la maggior parte o si lamentava per qualcosa, o se ne stava in un angolo, o combina guai inutili. L’utilità di questo personaggio? Scassare l’anima abbiamo capito che sembra riuscirci ma spero che risulti utile in qualche altro frangente altrimenti doveva essere debellato.

  2. Il mondo in cui è stato strutturato è completamente abbandonato a se stesso. I personaggi viaggiano su questa Strada Maestra che li porta da qualche parte di poco definito ma oltre quello sappiamo veramente poco sull’origine del posto in cui siamo approdati.

  3. Le scene inutili che avrei debellato completamente. Ad esempio quando sono invitati nella casa dai bambini e tutto ciò ce ne consegue. Completamente inutile e superficiale.

  4. Elavh, che razza di donna sei?” E’ scostante, puntigliosa e irascibile, questo lo abbiamo capito tutti ma è incoerente e scostante. Ha scatti per cose futili quando, invece, le cose importanti le scivolano addosso come non fossero successe. Esempio lampante: la violenza subita. Possibile che riesca a dimenticarla così facilmente?

  5. Il mistero che aleggia attorno ai personaggi. Sono sicura che con l’andare del tempo verrà svelato l’arcano che nasconde ognuno di loro, solo che per alcuni la cosa è stata protratta per troppo tempo. Nessuno si scopre e resta tutto in piedi per miracolo. Se almeno uno, non dico tanto, dei personaggi, avesse svelato il suo passato – principalmente Butch o Elavh a questo punto – sarebbe stato migliore.

La sua espressione si addolcì quando riportò lo sguardo sul profilo di Elavh. «E poi lei mi pulì le ferite e si occupò di me. In fin dei conti non ero solo. C’era qualcuno che provava nei miei confronti, se non affetto, almeno empatia. Parlo di quella naturale comprensione che si prova verso qualunque essere umano. Quella che sembra mancare a tutti tranne che a lei.»  Zuma lo osservò passarsi i palmi delle mani sulle palpebre chiuse. «Ma ho capito che la solitudine mi stava portando ad aggrapparmi a un appiglio che in realtà non esisteva. Perché, in fondo, anche lei è molto più simile a voi che a me.»

Tutto sommato non mi è dispiaciuto perchè è risultata una lettura gradevole ma effettivamente poco concreta. 

Il finale aperto non lascia presagire nulla sulla loro direzione o su ciò che potrebbe accadere anche se sicuramente non sarà nulla di buono. Magliulo ha utilizzato uno stile tradizionale riconducibile, tra ambientazioni paesaggistiche e personaggi, ai fantasy classici. Sono sicura che i seguiti prenderanno una piega migliore rendendo la saga più avvincente. Purtroppo tutte le cause elencate poco sopra non mi portano ad un voto convincente in tutti i sensi.

Il mio voto per questo libro è di: 3 pesciolini.picsart_09-22-09.39.42-3.jpg


Cosa ne pensate? Vi ispira questa lettura? Io aspetto tanti bei commentini!

A presto,

Sara.©

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17 thoughts on “RECENSIONE #92 – SEVEN DREAMS DI GIOVANNI MAGLIULO.

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